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Notiziario Marketpress di Lunedì 19 Marzo 2007
L´EUROPA COMPIE 50 ANNI: NAPOLITANO, PRODI, BARROSO, PöTTERING, ASSELBORN E HüBNER PARTECIPERANNO ALLE CELEBRAZIONI DEL CDR A ROMA IL 22 E 23 MARZO  
 
Bruxelles, 19 marzo 2007 - Il Comitato delle regioni (Cdr) celebrerà i 50 anni dell´Europa a Roma il 23 marzo prossimo con una sessione plenaria speciale e una seduta solenne nel corso della quale interverranno il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. L´evento, presieduto dal presidente del Cdr Michel Delebarre avrà luogo all´Auditorium Conciliazione, su invito del Presidente della regione Lazio Pietro Marrazzo. Alla cerimonia prenderanno parte oltre 600 esponenti dei governi nazionali, regionali e locali e rappresentanti del vertice europeo della gioventù. Fra le altre personalità di rilievo che parteciperanno all´evento figurano il vice primo ministro e ministro degli Affari esteri lussemburghese Jean Asselborn, il commissario europeo per la politica regionale Danuta Hübner, il ministro federale tedesco aggiunto agli Affari europei Günter Gloser, il Segretario di Stato spagnolo per l´Ue Alberto Navarro, il ministro italiano per le Politiche giovanili e le Attività sportive Giovanna Melandri, l´ex-presidente della Commissione europea Jacques Delors, i sindaci di Roma, Varsavia, Bruxelles, Istanbul, Stoccolma, Maastricht e Lione, oltre ai presidenti della Catalogna e della Toscana. Inoltre il Presidente del Parlamento europeo Hans-gert Pöttering terrà un discorso alla cena ufficiale del 22 marzo che avrà luogo a Palazzo Venezia, al termine delle riunioni dei gruppi politici e dell´Ufficio di presidenza del Cdr. "Intendiamo cogliere l´occasione per aumentare il grado di sensibilizzazione pubblica alle sfide che devono raccogliere gli enti locali e regionali nel processo decisionale dell´Ue e promuovere un maggior sostegno al loro ruolo nello sviluppo dell´integrazione europea" ha affermato il Presidente Delabarre, sindaco di Dunkerque, Francia. Una ´"Dichiarazione del Comitato delle regioni per l´Europa", che chiede una risposta ambiziosa alle aspettative dei cittadini, verrà adottata nel corso della seduta solenne. La dichiarazione chiede il completamento del mercato interno orientato allo sviluppo sostenibile e all´inclusione, una maggiore coesione per affrontare le sfide della globalizzazione e un maggior riconoscimento dei vantaggi del decentramento. Verrà inviata ai capi di Stato e di governo in vista del vertice informale di Berlino. Il programma all´Auditorium Conciliazione (via della Conciliazione 4) si aprirà con la sessione plenaria (8. 00-9. 45) durante la quale il Cdr voterà tre pareri: Partecipazione e informazione dei giovani - Seguito del Libro bianco: Un nuovo impulso per la gioventù europea. (Relatore: Roberto Pella, consigliere provinciale di Biella, It/ppe, intervento del ministro italiano Giovanna Melandri), Il futuro del mercato unico e la situazione sociale europea (Relatore: David Parsons, presidente del consiglio della contea di Leicestershire e presidente dell´Assemblea regionale delle East Midlands, Uk/ppe), L´effetto leva dei fondi strutturali (relatore: Manuel Chaves González, presidente della giunta dell´Andalusia, Es/pse), intervento del commissario europeo Danuta Hübner. Alla seduta solenne (10. 00-14. 15), aperta dal Presidente Delebarre e dal Presidente Marrazzo faranno seguito gli interventi del Presidente Giorgio Napolitano e del sindaco di Roma Walter Veltroni. Gli altri illustri oratori interverranno nel corso di due tavole rotonde sui seguenti temi: Il rilancio istituzionale europeo e gli enti territoriali (10. 30-12. 00); L´europa di domani e il contributo degli enti regionali e locali (12. 00-14. 00). Una conferenza stampa con il Presidente Delebarre e il Presidente Marrazzo avrà luogo alle ore 14. 30 nella Sala del Coro (primo piano dell´Auditorium Conciliazione). .  
   
   
IL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA FRANCO FRATTINI IN VISITA UFFICIALE IN ITALIA IL 19 E IL 22-24 MARZO 2007  
 
 Bruxelles, 19 marzo 2007 - Il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini , responsabile per la libertà, la sicurezza e la giustizia, sarà in Italia il 19 e il 22-24 marzo 2007. La visita ufficiale si inserisce nell’alveo delle celebrazioni del 50° anniversario della firma dei trattati di Roma Il Vicepresidente Franco Frattini inizierà il suo programma con la partecipazione alla tavola rotonda su “L’europa e il Mediterraneo. 50 anni di relazioni euro-mediterranee”, alla quale prenderanno parte importanti personalità come il Ministro degli Esteri di Malta Michael Frendo, il Sottosegretario agli Esteri Famiano Crucianelli, l’On. Khaled Fouad Allam della Margherita, l’assessore del Comune di Roma J. Leonard Touadi, il Presidente della Link Campus Vincenzo Scotti e Carlo Corazza della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. L’evento è organizzato dall’Osservatorio del Mediterraneo in collaborazione con la Link Campus, il Ministero degli Affari esteri, il Comune di Roma e la Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Il 23 marzo il Vicepresidente Frattini interverrà – insieme alla sua collega Meglena Kuneva - nel corso del convegno celebrativo dell’anniversario, organizzato dall’Unione degli avvocati europei. A seguire, il vicepresidente della Commissione sarà, insieme ad altre illustri personalità europee come il Presidente del Parlamento europeo Hans-gert Pöttering, tra i relatori del Congresso europeo della Comece, che si svolgerà a Roma dal 23 al 25 marzo. Durante la sua visita, il Vicepresidente Franco Frattini sarà anche al centro dell’attenzione mediatica e sarà intervistato durante lo spazio speciale di Rai Tre, in onda in prima serata il 24 marzo. .  
   
   
DARE NUOVO SLANCIO ALLE RELAZIONI EUROMEDITERRANEE  
 
Strasburgo, 19 marzo 2007 - Il Parlamento europeo chiede di imprimere un nuovo impulso al partenariato con i paesi del Mediterraneo e sollecita il rilancio dei negoziati di pace in Medio Oriente. Auspicando una politica comune sull´immigrazione e il potenziamento di Frontex, ammonisce contro la stigmatizzazione di culture e religioni nella lotta al terrorismo. Chiede poi la promozione degli investimenti nella sponda Sud, anche con la creazione di una Banca euromediterranea di sviluppo, e l´integrazione dei mercati energetici. In vista della riunione dell´Assemblea parlamentare euromediterranea (Apem) che si terrà a Tunisi il 16 e il 17 marzo, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione comune sulle relazioni tra l´Ue e la sponda Sud del Mediterraneo, sostenuta da Ppe/de, Pse, Alde/adle, Uen, Verdi/ale e Gue/ngl. Per i deputati è infatti opportuno rafforzare la dimensione politica del vicinato verso quell´area e imprimere un nuovo slancio al processo di partenariato, constatando «che si è ancora lungi dall´aver raggiunto gli obiettivi con i quali questa politica era stata lanciata». Invitano quindi tutti i partner a rilanciare e aggiornare gli obiettivi strategici e politici del processo di Barcellona, comprese la creazione di reti di cooperazione e la promozione dell´integrazione regionale Nord-sud e Sud-sud. In proposito, il Parlamento sottolinea la necessità di rilanciare l´Assemblea parlamentare euromediterranea «quale contesto democratico dell´azione parlamentare». Ritiene quindi che l´Apem «debba essere dotata dei mezzi e delle strutture amministrative necessari per garantirne la visibilità e assicurarne il buon funzionamento» e chiede al Consiglio di riservare all´Apem «un ruolo attivo tra gli invitati alle riunioni e alle conferenze ministeriali Euromed». Processo di pace in Medio Oriente Nel ribadire la necessità di rilanciare il processo di pace in Medio Oriente tenendo conto della gravità della situazione sul piano politico ed umanitario, il Parlamento considera che il rilancio dei negoziati basati sulla tabella di marcia «non sarà sufficiente se non si tiene conto di altre proposte». Appoggia quindi l´idea di una conferenza internazionale che consenta «un regolamento regionale e definitivo del conflitto». I deputati, inoltre, affermano nuovamente che, a loro parere, il conflitto in Medio Oriente si potrà risolvere soltanto attraverso la negoziazione di un accordo di pace stabile e definitivo, quale previsto dalla tabella di marcia. Vale a dire un accordo senza condizioni preliminari e basato sull´esistenza di due Stati democratici, sovrani e vitali, che vivono in pace fianco a fianco, all´interno di frontiere internazionali sicure e riconosciute. Il Parlamento, peraltro, segue con interesse l´annuncio cui dovrebbe seguire la formazione di un nuovo governo di coalizione palestinese e si compiace dell´iniziativa saudita che ha portato all´accordo firmato alla Mecca l´8 febbraio. Protezione dei migranti e rafforzamento di Frontex I deputati, nel sottolineare la necessità di una politica comune europea in materia di immigrazione e asilo nonché di un potenziamento della gestione dei flussi migratori in modo globale ed equilibrato, sottolineano l´importanza «di aprire effettivamente dei canali di immigrazione legale pur combattendo l´immigrazione clandestina», e di proteggere i diritti fondamentali dei migranti e dei richiedenti asilo. Rivolgono poi un appello a lottare contro lo sfruttamento e la tratta degli esseri umani e invitano gli Stati del processo di Barcellona a ratificare quanto prima la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei lavoratori migranti. Il Parlamento, inoltre, sollecita un aumento della dotazione finanziaria destinata a Frontex e ai progetti legati alla politica in materia di immigrazione nel Mediterraneo nonché un rafforzamento delle sue capacità di fare rispettare i diritti umani. D´altra parte, rammenta che, secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell´uomo, gli Stati europei «non possono in alcun caso, in assenza di assicurazioni diplomatiche da parte dei paesi d´origine, espellere una persona, rimandandola in un paese in cui rischia di essere sottoposta ad atti di tortura o a trattamenti crudeli, degradanti o disumani, compresa la pena di morte». Dialogo tra culture e religioni e lotta al terrorismo Il Parlamento insiste sull´importanza del dialogo tra le culture e le religioni, riaffermando la necessità di rispettare i valori comuni e lo sviluppo dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani. Al riguardo, ricorda a tutti i governi euromediterranei gli impegni assunti con la Dichiarazione di Barcellona del 1995 in materia di rispetto della diversità, delle culture e dei credi diversi, di promozione della tolleranza e di rispetto delle libertà fondamentali, inclusa la libertà di espressione. I deputati, inoltre, ritengono che gli atti terroristici «non siano mai giustificabili, quali che siano le circostanze, neppure per il perseguimento di obiettivi politici o religiosi», e che la lotta contro il terrorismo «non possa giustificare la stigmatizzazione di nessuna cultura, civiltà o religione in particolare». Chiedono quindi a tutti i paesi di conformarsi all´obbligo giuridico di rispettare i diritti umani e il diritto umanitario internazionale nella lotta contro il terrorismo. Rispetto dei diritti dell´uomo e delle donne Il Parlamento ribadisce l´invito a tutte le parti contraenti degli accordi di associazione euromediterranei a tradurre la clausola relativa ai diritti umani in un programma d´azione volto a potenziare e promuovere il rispetto dei diritti umani, e a predisporre un meccanismo per la valutazione sistematica dell´accordo di associazione, «per renderlo più efficace e più vincolante». Insiste inoltre sulla necessità di affrontare la questione dei diritti delle donne nell´ambito del dialogo euromediterraneo e sottolinea l´importanza delle riforme legislative per promuovere la parità tra uomini e donne. Favorire gli investimenti europei nel Mediterraneo Il Parlamento chiede che la strategia europea nella regione «sviluppi investimenti di grande entità» sul piano delle politiche e delle risorse finanziarie nella dimensione regionale e intraregionale del partenariato e invita la Commissione a mantenere sugli attuali livelli le risorse globali destinate alle azioni regionali e multilaterali. Allo stesso tempo, chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere il rispetto dei diritti sociali e sindacali nell´esecuzione del suo aiuto finanziario e tecnico ai paesi partner. Gli Stati membri dell´Ue e i loro partner mediterranei, d´altro canto, sono esortati a svolgere gli studi necessari per la trasformazione del Fondo euromediterraneo di investimenti e partenariato (Femip) in una Banca euromediterranea di sviluppo, «tenuto conto dell´importanza di tale banca per incoraggiare il settore privato e sviluppare gli investimenti nella regione». Integrazione dei mercati energetici Il Consiglio, la Commissione e i paesi partner sono invitati a continuare a adoperarsi per un´integrazione graduale dei mercati dell´energia euromediterranei, per la realizzazione di programmi energetici di interesse comune e per lo sviluppo di fonti energetiche sostenibili, in accordo con i piani e i programmi nazionali e con le comunità locali. Il Parlamento sottolinea inoltre la necessità di rafforzare la cooperazione per la sicurezza dell´approvvigionamento energetico nella attraverso misure concernenti la diversificazione delle risorse energetiche interne, la promozione dell´efficienza energetica, lo sviluppo di nuove tecnologie che non comportano rischi per le popolazioni e l´ambiente, attività di ricerca e sviluppo nonché attraverso il rafforzamento delle possibilità finanziarie per i progetti di energia sostenibile. . .  
   
   
PARLAMENTO EUROPEO: VERSO UNA VERA AEREA DI LIBERO SCAMBIO NEL MEDITERRANEO  
 
Strasburgo, 19 marzo 2007 - Evidenziando i potenziali vantaggi di una zona di libero scambio, il Parlamento europeo sollecita lo sviluppo di una politica agricola, di una rete di trasporti, di un mercato dell´energia e di uno spazio di produzione del tessile euromediterranei. Tale zona andrebbe integrata con la graduale e condizionata concessione della libera circolazione dei lavoratori. Nel chiedere garanzie sul fronte sociale, i deputati esortano l´aumento dell´assistenza tecnica e finanziaria dell´Ue, in particolare al Libano. Adottando la relazione di Kader Arif (Pse, Fr), il Parlamento deplora anzitutto che gli obiettivi principali del processo di Barcellona «siano ancora lungi dall´essere conseguiti». Lamenta inoltre che l´assistenza tecnica e finanziaria concessa dall´Unione europea, pur non essendo trascurabile, «non sia stata all´altezza degli obiettivi e delle ambizioni», in particolare per quanto riguarda i capitoli socioculturali e il sostegno alle economie locali. Nel ribadire poi la preoccupazione «per la mancanza di una chiara definizione della politica mediterranea dell´Unione europea», i deputati sottolineano la necessità che il processo di integrazione euromediterraneo divenga nuovamente una priorità politica dell´Ue. Il Parlamento ritiene che l´istituzione di una zona di libero scambio (Zls) potrà rappresentare una reale opportunità di crescita per i Psem «soltanto se sarà pianificata in modo concertato e graduale, nell´ambito di un partenariato razionale e prevedibile». D´altra parte, sostiene che la data del 2010 per la creazione della Zls «dovrà probabilmente essere rivista» per tener conto dei molti cambiamenti strutturali nell´economia mondiale verificatisi dal 1995 e della necessità di un «approccio più cauto al libero scambio tra partner disuguali». La Commissione, gli Stati membri dell´Unione europea e i Psem sono quindi invitati a rilanciare il processo di Barcellona, accordando priorità alla costituzione di un vero e proprio spazio socioeconomico euromediterraneo «che integri maggiormente gli aspetti sociali e ambientali nella componente economica del partenariato». Il Parlamento, peraltro, insiste sulla necessità di riconoscere ai Psem «il diritto di controllare il ritmo della loro apertura commerciale e le loro strategie nazionali di sviluppo economico e sociale». Sottolinea inoltre l´importanza che rivestono l´integrazione regionale dei Psem e il potenziamento degli scambi commerciali Sud-sud, ritenendoli un «passo indispensabile» per la creazione di una vera a propria Zls. I deputati ricordano comunque che la creazione di una zona di libero scambio economico e commerciale nel Mediterraneo «è indissociabile» da un impegno politico volto a garantire la pace, la democratizzazione, il rispetto dei diritti umani, la parità di genere e la promozione del dialogo interculturale e interreligioso. Le regole del commercio, inoltre, non devono violare la legislazione sociale internazionale e, in proposito, i deputati osservano che la lotta contro ogni forma di sfruttamento sul lavoro e il rispetto delle libertà sindacali sono essenziali ai fini dell´organizzazione di scambi equi. Nell´augurarsi poi che la Zls preveda un´agenda per il lavoro accettabile specialmente ideata per i Psem, il Parlamento sottolinea la necessità di promuovere codici di condotta negoziati all´interno delle multinazionali, integrandovi gli obiettivi del lavoro dignitoso. Raccomanda inoltre che le imprese con sede in Europa verifichino regolarmente il rispetto di tali codici di condotta da parte delle loro filiali nei Psem. I deputati, d´altra parte, ritengono che, «sebbene non esistano ancora le condizioni», la Zls dovrebbe essere integrata con la «graduale e condizionata» concessione della libera circolazione dei lavoratori, «tenendo conto della situazione del mercato del lavoro europeo e delle attuali riflessioni della comunità internazionale sui legami intercorrenti fra migrazione e sviluppo». Reputano inoltre urgente dar vita a modalità giuridiche e amministrative atte ad agevolare la concessione dei visti, specie per gli operatori del partenariato euromediterraneo, gli studenti, gli universitari e gli operatori socioeconomici. Agricoltura Il Parlamento sottolinea che l´apertura dei mercati agricoli deve essere definita congiuntamente e realizzata in maniera graduale e asimmetrica, e che si deve prevedere la possibilità di concedere un determinato numero di deroghe e di scadenzari, tenendo in conto le strutture agricole, le politiche agricole e le riforme attuate su una sponda e sull´altra del Mediterraneo. Insiste inoltre sul fatto che la negoziazione sull´accesso ai mercati non può in nessun caso essere realizzata in modo globale, bensì caso per caso, prodotto per prodotto, e tenendo presente la necessità di proteggere i prodotti "sensibili", «che dovrebbero restare esclusi da una liberalizzazione totale per evitare danni irreparabili ai produttori locali». I deputati, d´altra parte, ritengono che il mantenimento di un sistema preferenziale e asimmetrico, come chiesto da numerosi paesi mediterranei, sia «incompatibile con una liberalizzazione generalizzata del settore agricolo». Sottolineando poi l´interesse reciproco di conservare taluni strumenti di gestione dell´offerta sui loro rispettivi mercati, invitano tutti gli operatori socioprofessionali del settore agricolo euromediterraneo a favorire la cooperazione tra i settori complementari, promuovendo la complementarietà dei prodotti sia tra le sponde Nord e Sud del Mediterraneo sia, se possibile, tra le sponde Sud-sud dei Psem. Al riguardo, citano gli esempi del settore vitivinicolo e di quello ortofrutticolo, in cui le produzioni «possono partecipare alla costruzione di un´offerta commerciale più completa e attraente per i consumatori». In tale ottica, insistono sull´interesse di sviluppare congiuntamente una politica comune di etichettatura euromediterranea sulla base di denominazioni di origine controllata, nonché di assicurare la tracciabilità e la trasparenza dei metodi di produzione. Inoltre, sollecitano una riflessione sul varo di una vera e propria politica agricola integrata su entrambe le sponde del Mediterraneo, dando priorità a una maggiore sicurezza alimentare nei Psem, rispetto a considerazioni di ordine commerciale. Trasporti e energia Il Parlamento ritiene che lo sviluppo di una rete euromediterranea dei trasporti basata su interconnessioni moderne e l´elaborazione di una strategia comune per migliorare la cooperazione, il coordinamento e lo sviluppo, «rappresentino una condizione essenziale per la riuscita della Zls». E´ quindi «tassativo» che i Psem godano di una maggiore interoperabilità con le reti di trasporto transeuropee e possano partecipare alla definizione e all´attuazione dei futuri progetti prioritari. La Commissione e i Psem, inoltre, dovrebbero mettere a disposizione risorse finanziarie sufficienti per la modernizzazione delle infrastrutture e procedere alle riforme necessarie per rendere il settore più competitivo e dinamico. Osservando poi la continua crescita della dipendenza energetica da fonti esterne della maggior parte dei paesi del Processo di Barcellona, in particolare per petrolio e gas, i deputati sollecitano un´efficace cooperazione nel settore dell´approvvigionamento energetico che porti a «un vero e proprio mercato euromediterraneo dell´energia». Occorre inoltre imprimere nuovi impulsi al dialogo con i paesi produttori di energia, agendo in modo coordinato ed «evitando il più possibile di ricorrere ad accordi bilaterali penalizzanti per l´Unione europea e i paesi Psem». E´ anche essenziale la promozione della produzione di energie rinnovabili su vasta scala. Industria Il Parlamento rileva con preoccupazione che i Psem hanno sviluppato industrie specializzate in prodotti a basso contenuto tecnologico e con scarso valore aggiunto «che li rendono più fragili di fronte alla concorrenza esterna». In proposito, reputa necessario, per il successo della Zls, l´incremento della competitività dell´industria dei Psem. Invita pertanto questi paesi a adottare provvedimenti volti a aiutare le imprese e sollecitano l´adeguamento del calendario per la liberalizzazione del settore industriale sulla base delle condizioni economiche e sociali (incluso il livello di disoccupazione) in ogni Psem. Settore tessile Nel ribadire le preoccupazioni per le conseguenze della soppressione delle quote sul settore del tessile e dell´abbigliamento nei Psem e nell´Unione europea, il Parlamento ricorda che tale settore «è vitale per l´economia di molti Psem e di alcuni paesi europei». Sottolineando quindi che sarebbe utile attuare un programma inteso a rafforzare la competitività del settore, i deputati ritengono che, nella definizione della nuova strategia commerciale e d´investimento dell´Unione europea nei confronti della Cina e dell´Asia, «sia opportuno tener conto degli eventuali impatti sui Psem e sugli Stati membri dell´Unione europea». Sostengono, inoltre, che le attuali difficoltà potrebbero essere superate mediante una riorganizzazione del settore affinché, approfittando della prossimità geografica con i mercati europei, esso possa concentrarsi su una produzione di qualità media e alta con tempi di consegna (e di ricostituzione degli stock) più rapidi e a prezzi competitivi. Il Parlamento appoggia quindi la creazione di uno spazio euromediterraneo di produzione «quale unico modo per . Far fronte alla concorrenza di conglomerati regionali competitivi, e per assicurare la salvaguardia della produzione industriale e dell´occupazione». Occorre poi stanziare fondi europei specifici a sostegno dei programmi di ricerca, innovazione o cooperazione nonché fornire un deciso sostegno alla formazione. Servizi Il Parlamento ritiene che il settore dei servizi sia essenziale per la riuscita della Zls euromediterranea. Osserva tuttavia che qualsiasi liberalizzazione dei servizi potrà aver luogo soltanto su base concertata con i Psem, riconoscendo loro il diritto di graduare e controllare l´apertura dei settori sensibili e fragili delle loro economie. I deputati, inoltre, considerano necessario operare una distinzione fra i servizi commerciali e i servizi pubblici, sottolineando la necessità che questi ultimi - come la sanità, l´istruzione, l´acqua potabile e l´energia - restino al di fuori dei negoziati. Politica commerciale e doganale Nel sottolineare che i dazi doganali continuano a rappresentare una quota rilevante del gettito fiscale dei Psem, il Parlamento reputa necessario che lo scadenzario per qualsiasi ulteriore riduzione tenga conto dei progressi economici compiuti dai Psem. Ritiene, inoltre che occorrerà affrontare con efficacia il problema degli ostacoli non tariffari al commercio. Chiede poi alla Commissione di predisporre una procedura di compensazione al fine di ridurre l´impatto negativo che potrebbe avere l´erosione delle preferenze tariffarie sui Psem e sulla creazione della Zls. D´altra parte, invitando i Psem a riformare l´ambiente amministrativo e imprenditoriale, è sottolineata la necessità di intensificare e rendere più rigorosi i controlli doganali, «al fine di reprimere i fenomeni del contrabbando, della contraffazione e della pirateria delle merci». Norme di origine e cumulo di origine Plaudendo all´estensione del sistema paneuropeo di cumulo di origine a tutti i Psem, i deputati chiedono che sia pienamente rispettata la richiesta dell´Autorità palestinese che le merci prodotte nei territori occupati siano identificabili nel quadro nelle norme di origine. Invitano inoltre i Psem ad adottare quanto prima i protocolli paneuromediterranei sulle norme di origine al fine di sfruttare pienamente l´effetto del cumulo paneuropeo, «applicandolo all´intera regione». La Commissione è invece sollecitata a esaminare con attenzione la riforma (semplificazione e maggiore flessibilità) di tali norme, nonché a esercitare un controllo più efficace sulla loro applicazione, «al fine di evitare abusi per quanto riguarda le preferenze». Assistenza finanziaria e tecnica Il Parlamento deplora «l´incapacità» dell´Unione europea di stanziare fondi proporzionati agli obiettivi del processo di Barcellona, «che è una delle cause dei ritardi accumulati in sede di creazione della Zls». D´altra parte, accoglie con interesse la creazione dello strumento europeo di vicinato e partenariato, destinato a coprire gli aspetti finanziari della politica europea di prossimità, e la proposta della Commissione di aumentare il finanziamento. A patto, però, «che diventi un vero e proprio strumento di convergenza e comprenda aiuti per compensare la perdita di entrate doganali dei paesi partner mediterranei e altri costi associati alla liberalizzazione dei mercati». Peraltro, i deputati ritengono «insufficiente» lo stanziamento di 11,181 miliardi di euro deciso dal Consiglio nel 2006 e chiedono che, in sede di revisione intermedia delle prospettive finanziarie, «siano stanziati importi più cospicui onde consentire al processo di integrazione di conseguire i suoi obiettivi». Invitano inoltre l´Ue a mantenere un sostegno finanziario adeguato per aiutare i libanesi a far fronte alle sfide della ricostruzione economica e sociale del loro paese a seguito del conflitto con Israele del luglio 2006 che ha portato alla «sistematica distruzione del sistema economico e delle infrastrutture del Libano». Nell´invitare poi i governi dei Psem a porre in atto tutte le azioni necessarie per un migliore utilizzo dei fondi comunitari, chiedono alla Commissione e agli Stati membri di garantire l´equilibrio tra i vicini dell´Est e quelli del Sud. Il Parlamento chiede poi il potenziamento del Fondo euromediterraneo di investimento e partenariato (Femip) e auspica la sua trasformazione in una vera e propria Banca euromediterranea per gli investimenti e lo sviluppo. Commercio e sviluppo La relazione sottolinea che la politica commerciale dell´Unione europea «non deve contrastare con gli obiettivi delle sue politiche per lo sviluppo e la riduzione della povertà», ma deve invece integrare tali obiettivi. Ricordando che oltre il 30% della popolazione dei Psem vive con meno di 2 dollari Usa al giorno, invita quindi l´Unione europea a investire in un piano d´azione specifico di lotta alla povertà assoluta e relativa nel Mediterraneo e a conseguire lo sviluppo attraverso il commercio, parallelamente ai programmi per la riduzione della povertà. . .  
   
   
TENERE MAGGIORMENTE IN CONTO LE ESIGENZE DELLE ISOLE  
 
Strasburgo, 19 marzo 2007 - Il Parlamento sollecita politiche adeguate alle peculiarità delle regioni insulari. Si tratta quindi di migliorare i collegamenti e le infrastrutture di trasporto (porti e aeroporti) nonché di compensare i sovraccosti, soprattutto energetici, dovuti alla loro posizione geografica. Occorre poi tutelare il patrimonio culturale e naturale, sviluppare il turismo e favorire la diversificazione economica. Sforzi aggiuntivi vanno realizzati nel contrasto all´immigrazione illegale. Adottando con 473 voti favorevoli, 26 contrari e 35 astensioni la relazione di Francesco Musotto (Ppe/de, It), il Parlamento precisa anzitutto che l´insularità costituisce «una caratteristica geoculturale che potrebbe eventualmente essere sfruttata mediante una strategia per lo sviluppo», ma anche «un handicap permanente che rende la situazione ancora più difficile per quanto riguarda la competitività di queste regioni». I deputati invitano pertanto la Commissione a adottare un approccio più flessibile nei confronti delle isole nella formulazione delle politiche e in materia di legislazione. Ritengono infatti che le isole registrino costi pro capite più elevati della media in relazione alle infrastrutture di trasporto e ambientali nonché alle loro esigenze energetiche e che spesso incontrano maggiori difficoltà ad attuare alcune parti dell´acquis «che può non aver tenuto pienamente conto delle loro specificità». Auspicano inoltre che la Commissione si avvalga maggiormente della possibilità, offerta dal trattato, di adeguare le politiche comunitarie che potrebbero avere ripercussioni negative sullo sviluppo economico, sociale e territoriale di queste regioni «al fine di porre rimedio, per quanto possibile, ai principali problemi specifici che gravano su ogni regione o gruppo di regioni insulari». Nel riconoscere che varie disposizioni concrete a favore delle regioni strutturalmente svantaggiate sono state inserite nei regolamenti sui Fondi strutturali 2007-2013, i deputati deplorano tuttavia che il Consiglio non abbia accolto altre importanti proposte del Parlamento, come la possibilità di aumentare il tasso di cofinanziamento per le zone che hanno più di un handicap geografico o naturale. La Commissione è pertanto invitata a esplorare, nell´ambito dei programmi operativi, ogni via che offra a tali regioni la possibilità di attuare misure relative alle opere infrastrutturali «che sono così tanto necessarie». In proposito, il Parlamento ritiene che, per affrontare in modo più soddisfacente gli svantaggi permanenti di tali territori, le politiche di aiuti di Stato esistenti e future dovrebbero essere attuate con maggiore flessibilità, «in mancanza della quale si verificherebbero inaccettabili distorsioni di mercato nell´Ue». Invitano pertanto la Commissione a tenere meglio conto del bisogno delle isole di usufruire dell´accesso al mercato unico alle stesse condizioni delle regioni continentale e, a tale riguardo, sottolineano che migliori collegamenti di trasporto dovrebbero costituire una priorità in tale settore, soprattutto nel caso di porti e aeroporti. Andrebbero poi riesaminate le condizioni per i contratti pubblici in materia di trasporti al fine di rimuovere eventuali ostacoli relativi agli obblighi di prestazione di servizi pubblici in modo da facilitare i collegamenti di trasporto con le regioni insulari. Il Parlamento insiste inoltre affinché l´approccio transettoriale all´attuazione delle politiche comunitarie venga applicato soprattutto alle isole che costituiscono una parte fondamentale della dimensione marittima europea. Al riguardo, richiama in particolare l´attenzione sulle isole lontane dai grandi centri abitati che incontrano difficoltà in materia di accesso e di prestazione di servizi e hanno costi più elevati, in particolare per quanto riguarda i trasporti, e si trovano quindi in una situazione di svantaggio competitivo. I deputati incoraggiano pertanto gli sforzi compiuti ai fini di una politica marittima comunitaria in grado di stabilire forti relazioni commerciali, economiche e politiche nonché una cooperazione tecnica con i paesi limitrofi. La Commissione è inoltre esortata a studiare la possibilità di consentire la concessione di aiuti di Stato alle regioni insulari dove i costi per il combustibile e l´energia «hanno chiaramente conseguenze negative sulla competitività delle comunità locali». Le fluttuazioni significative del costo dei carburanti possono infatti «rendere considerevolmente più oneroso il trasporto tra le regioni insulari e l´Europa continentale». Pertanto, i deputati sostengono che, nei prossimi orientamenti sugli aiuti di Stato a finalità regionale, un regime che consente aiuti operativi dovrebbe essere esteso a tutte le regioni insulari che non sono Stati insulari o isole interne. Allo stesso tempo, il Parlamento invita la Commissione a dare priorità alla sicurezza energetica delle isole e ai finanziamenti destinati allo sviluppo e alla realizzazione di progetti per la produzione di energia avvalendosi delle nuove tecnologie e di fonti energetiche rinnovabili nonché a promuovere l´uso efficiente dell´energia nel rispetto della tutela dell´ambiente e della conservazione delle bellezze naturali. Più in generale, ritiene che occorre prestare particolare attenzione ai settori di attività economica maggiormente prevalenti nelle isole, segnatamente l´agricoltura, la pesca, il turismo e l´artigianato. Invita pertanto la Commissione ad assicurare che le sue iniziative tengano sempre più conto delle esigenze specifiche delle isole in questi settori. In proposito, ritiene che il turismo rappresenti per la maggior parte delle isole «una risorsa primaria per la creazione di ricchezza che ha un´influenza diretta sulla crescita di altri settori». E´ quindi «imperativo» realizzare una politica integrata atta ad assicurare la sostenibilità del turismo insulare. Tale politica, inoltre, dovrebbe essere accompagnata da una campagna di informazione europea che preveda la creazione di un marchio di qualità e di origine insulare. Agli Stati membri è poi chiesto di assicurare una protezione efficace delle peculiarità ambientali, culturali e sociali delle regioni insulari tramite misure quali l´elaborazione di adeguati piani di sviluppo regionali e il controllo delle costruzioni e dell´attività edilizia. Dovrebbero anche adottare, in cooperazione con la Commissione, programmi integrati di conservazione del patrimonio culturale e delle risorse ambientali. Il Parlamento, d´altra parte, sollecita gli Stati membri a tenere pienamente conto, in sede di preparazione dei loro quadri strategici di riferimento nazionali e dei programmi operativi, della priorità di sostenere la diversificazione economica nelle zone con svantaggi naturali. Incoraggia poi le comunità insulari a fare uso degli strumenti finanziari e di gestione Jaspers (Assistenza congiunta ai progetti nelle regioni europee) e Jeremie (Risorse europee congiunte per le micro, le piccole e le medie imprese) al fine di sfruttare le risorse disponibili per lo sviluppo regionale e di promuovere la crescita delle micro, delle piccole e delle medie imprese, incoraggiando la diversificazione delle economie insulari e promuovendo la crescita fondamentale mediante lo sviluppo sostenibile. La Commissione è poi invitata a esaminare le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle regioni insulari e soprattutto l´aggravamento dei problemi esistenti, come la siccità, nonché a promuovere, di concerto con gli Stati membri, lo sviluppo e l´applicazione di tecnologie adeguate o di altre misure per far fronte a tali problemi. Dovrebbe poi prestare particolare attenzione allo sviluppo della banda larga e a promuovere misure per risolvere le difficoltà specifiche connesse con la fornitura di servizi nelle regioni insulari, quali i servizi per la salute e di telemedicina, di e government e di assistenza ai cittadini. I deputati considerano che l´immigrazione illegale dal mare «è uno dei principali problemi cui si trova confrontata l´Ue» e che nel corso dello scorso anno la pressione migratoria è stata particolarmente intensa in particolare nelle isole del Mediterraneo, «che sono chiamate a sostenere un onere del tutto sproporzionato, semplicemente a causa della loro situazione geografica». Accogliendo quindi con favore la proposta di creare squadre di intervento rapido alle frontiere, invitano la Commissione a esaminare la necessità di creare un corpo europeo di guardie costiere per assistere contestualmente tali regioni e gli Stati membri nella sorveglianza delle frontiere esterne dell´Ue. Ribadiscono inoltre il sostegno alle iniziative e alle attività attuate da Frontex e chiedono che tale agenzia controlli, su base continua, l´impatto dell´immigrazione illegale sulle comunità insulari. Allo stesso tempo, esortano la Commissione e Frontex a intervenire tempestivamente a sostegno delle isole al fine di alleviare l´immediata pressione ad affrontare tale problema assicurando nel contempo il debito rispetto dei diritti umani. Il Parlamento, infine, propone alla Commissione e alle altre istituzioni di designare il 2010 come Anno europeo delle isole. . .  
   
   
BOSNIA-ERZEGOVINA: URGENTI RIFORME IN VISTA DELL´ADESIONE  
 
Strasburgo, 19 marzo 2007 - Il Parlamento europeo chiede l´avvio di urgenti riforme in Bosnia-erzegovina al fine di soddisfare i criteri per la conclusione di un accordo con l´Ue e consentirne l´adesione. L´accento è posto sulla riforma del sistema scolastico e delle forze di polizia nonché sul superamento delle barriere etniche tuttora esistenti. Compiacendosi poi per la collaborazione del governo bosniaco con il Tribunale penale internazionale, accoglie positivamente il ruolo svolto dalle forze militari e di polizia europee. Adottando la relazione d´iniziativa di Doris Pack (Ppe/de, De), il Parlamento osserva anzitutto con preoccupazione che i vincitori delle elezioni legislative e presidenziali, «che erano in precedenza partiti moderati», hanno fatto ricorso durante la campagna «a toni di scontro e divisione». Sollecita quindi i partiti, specialmente quelli che hanno vinto le elezioni, ad agire rapidamente per porre le basi di una Bosnia-erzegovina rafforzata, «che si prepari a soddisfare i criteri necessari per la conclusione e l´attuazione dell´accordo di stabilizzazione e associazione e a chiedere, quando sarà il momento, l´adesione all´Ue». Accogliendo con favore l´istituzione di un governo a livello di Stato, i deputati ricordano agli esponenti politici della Bosnia-erzegovina (Be) «le urgenti e importanti riforme che occorre avviare», in particolare per quanto concerne la costituzione dello Stato, l´apparato giudiziario, la pubblica amministrazione, il contesto imprenditoriale, il settore dell´istruzione, gli ambiti fitosanitario e veterinario e il settore ambientale. I deputati ritengono poi necessario rilanciare immediatamente il dibattito costituzionale, con la partecipazione della società civile e nel quale l´Unione europea dovrebbe svolgere un ruolo trainante, favorendo il dialogo tra le parti, sostenendo iniziative volte a promuovere la discussione pubblica e fornendo assistenza tecnica, in termini di consulenza specialistica, ai parlamentari della Bosnia-erzegovina direttamente coinvolti. D´altra parte, nell´esprimere preoccupazione per il persistere di barriere etniche «che ostacolano lo sviluppo di un´identità nazionale», ritengono che i meccanismi costituzionali previsti dall´accordo di Dayton «rendano più difficile l´eliminazione di tali barriere». E, in proposito, ricordano che l´esperienza dell´Unione europea indica che «un´identità comune è assolutamente compatibile con il rispetto delle tradizioni culturali e religiose dei popoli interessati». Accolgono pertanto con favore la recente dichiarazione in cui il governo della Repubblica Srspka «si assume l´impegno di prevenire eventuali disordini che potrebbero aver luogo in relazione alla soluzione dello status del Kosovo». Nel quadro dell´assistenza Ue, il Parlamento ritiene che, oltre al sostegno volto ad agevolare il recepimento del diritto comunitario, occorrerà prestare maggiore attenzione alla questione delle persone disperse dall´epoca del sanguinoso conflitto. Mette quindi in guardia da qualsiasi tentativo di ritagliare all´interno della Bosnia «territori monoetnici» e ricorda «che la comunità internazionale non tollererà alcuna misura o politica suscettibile di minare, direttamente o indirettamente, il carattere multietnico, l´integrità territoriale, la stabilità e l´unità della Bosnia e delle sue entità». L´alto rappresentante per la Bosnia-erzegovina è inoltre invitato ad essere particolarmente vigile al riguardo e a promuovere con più vigore la reintegrazione dei profughi e degli sfollati in tutto il territorio. In tale contesto, il Parlamento attribuisce particolare rilevanza alla necessità di promuovere un sistema scolastico non discriminatorio, «basato sulla tolleranza e il rispetto della diversità». Ritiene, infatti, che l´istruzione «è lo strumento di riconciliazione per eccellenza», mentre il sistema scolastico attuale può rappresentare «una seria minaccia per la sicurezza del paese». In pratica, è precisato, ciò significa «porre fine alla segregazione dei diversi gruppi etnici» scolarizzati sotto lo stesso tetto, avviare un dibattito sull´introduzione di un programma di studi comune nella scuola dell´obbligo, dedicare particolare attenzione al modo in cui viene insegnata la storia e migliorare la formazione continua degli insegnanti. Nell´invitare poi il Consiglio a ricordare a tutte le parti che la riforma delle forze di polizia «è una condizione preliminare essenziale» per la conclusione dell´accordo di stabilizzazione e associazione, il Parlamento ritiene che il progetto di programma per l´attuazione della riforma delle strutture di polizia stabilisca una ripartizione chiara ed equilibrata delle responsabilità tra il livello statale e quello locale. Valuta inoltre positivamente i meccanismi previsti da tale programma per assicurare la trasparenza nella scelta e nella nomina dei capi e dei funzionari di polizia e per controllare le attività delle forze di polizia a livello statale e locale. Tuttavia, sostiene che le disposizioni di legge volte ad assicurare una struttura di polizia che rispecchi la composizione etnica della popolazione «debbano essere accompagnate da un efficace meccanismo di controllo». Compiacendosi poi per la generale collaborazione del governo e delle forze di polizia bosniache con il Tribunale penale internazionale per l´ex-Iugoslavia (Icty), inclusa la messa a disposizione degli archivi militari, il Parlamento denuncia tuttavia il mancato arresto di tutti i criminali di guerra latitanti e la sparizione di molti documenti utili alle indagini. Invita pertanto la leadership politica bosniaca a proseguire gli sforzi per cooperare pienamente con il Tribunale e a smantellare le reti che forniscono appoggio a persone imputate di crimini di guerra. D´altra parte, valuta positivamente il ruolo svolto dalla Forza dell´Unione europea in Bosnia Erzegovina (Eufor) nel garantire un contesto sicuro e ritiene che la riduzione degli effettivi decisa di recente dal Consiglio «costituisca un chiaro segno dell´accresciuta stabilità della regione. Plaude, inoltre, al lavoro svolto dalla Missione di polizia dell´Ue a sostegno dello sviluppo di forze di polizia moderne ed efficienti e ritiene che il futuro della missione andrebbe esaminato anche alla luce dei progressi della riforma delle forze di polizia. Infine, «alla luce delle incertezze che ancora avvolgono il futuro della Bosina-erzegovina», il Parlamento appoggia la decisione Peace Implementation Council (Pic) di mantenere l´Ufficio dell´Alto Rappresentante fino al giugno 2008 nonché l´adozione di un´azione comune per quanto riguarda il Rappresentante speciale dell´Ue in Bosnia-erzegovina che ne ha esteso il mandato. Ritiene, peraltro, che tale proroga dovrebbe essere utilizzata per trasferire maggiori competenze alle autorità locali. Nel sottolineare inoltre la necessità che la comunità internazionale parli con una voce sola in Bosnia, i deputati deplorano il recente annuncio dell´Alto rappresentante/Rappresentante speciale in carica di dimettersi nel prossimo giugno e ne elogiano il lavoro svolto. . .  
   
   
ATTIVATA PIATTAFORMA PER L´INNOVAZIONE  
 
Bruxelles, 19 marzo 2007 - Che cosa è l´innovazione? E come definiamo l´innovazione? Cosa dovrebbero fare le organizzazioni europee riguardo all´innovazione? E cosa possono fare gli operatori dell´Ue per risolvere il paradosso dell´innovazione europea? Il termine innovazione è in voga nei circoli europei da qualche tempo. Le questioni della definizione del concetto e della creazione delle condizioni necessarie affinché l´Europa tragga profitto con successo dalla sua ricerca di qualità sono due degli obiettivi della rete per il Dialogo sull´innovazione europea (Eid). La piattaforma ha riunito gli operatori dell´innovazione europea al primo incontro del gruppo di interesse per facilitare il dialogo sull´innovazione e mettere in comune la conoscenza a beneficio di tutti. Christina Kaul, vicepresidente senior di Waggener Edstrom, una delle prime organizzazioni ad aderire all´Eid, sostiene che «il dialogo sull´innovazione europea sarà una piattaforma paneuropea volta a collegare meglio i diversi attori dell´innovazione a vari livelli, dalle regioni all´industria, ai responsabili politici dell´Ue». All´incontro ha partecipato una serie di attori del settore dell´innovazione e di responsabili politici a diversi livelli, tra cui istituzioni finanziarie, industria, università, organizzazioni regionali e Commissione europea. Il filo comune è stato scoprire il modo in cui la piattaforma potrebbe favorire l´innovazione in Europa. È stato convenuto che l´unico modo per raggiungere l´obiettivo è far sì che la piattaforma trovi una posizione comune su un insieme di questioni. Christina Kaul ha dichiarato: «Se riusciamo a pervenire a una posizione comune sulla politica dell´innovazione che possiamo comunicare con successo al livello politico, potremmo migliorare la politica comunitaria in materia di innovazione. » Secondo Geoff Gregson, docente di imprenditorialità e innovazione all´Università di Edimburgo, «esiste una reale esigenza di discutere di varie questioni connesse tra loro in cui sono coinvolti gli attori dell´innovazione: dall´imprenditorialità e dallo sviluppo aziendale alla politica dell´innovazione». Gregson ha dichiarato: «Credo che la serie di argomenti integrati affrontati nel corso della conferenza fosse del tutto particolare per l´Eid. L´europa mostra un´attenzione e un desiderio di adottare un approccio di comunicazione verticale che riduca il divario fra tutti i responsabili politici a vari livelli. » Infatti, la ragion d´essere dell´Eid è colmare quel divario quando sarà ufficialmente formalizzata a metà del 2007, per poi iniziare a lavorare in settembre. Dovrà inoltre rispondere alle ricorrenti domande relative a cosa sia esattamente l´innovazione e a come possa essere realizzata in Europa. Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Innovationdialogue. Eu/ . .  
   
   
MALTA ADERISCE ALL´ORGANIZZAZIONE EUROPEA DEI BREVETTI  
 
Bruxelles, 19 marzo 2007 - Malta è l´ultimo Stato membro dell´Unione europea che ha aderito all´Organizzazione europea dei brevetti (Oeb). Con questa adesione il numero di paesi membri dell´Oeb sale a 32; infatti, oltre a tutti gli Stati membri dell´Unione europea partecipano all´Organizzazione l´Islanda, il Lichtenstein, Monaco, la Svizzera e la Turchia. Inoltre è stato conferito lo statuto di osservatore ad Albania, Bosnia-erzegovina, Croazia, Serbia ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia, tutti paesi che ammettono le richieste di brevetto europeo e riconoscono tali brevetti. Secondo il professor Alain Pompidou, il presidente dell´Ufficio europeo per i brevetti, la crescita dell´organizzazione indica l´importanza del sistema europeo dei brevetti per la crescita economica e la competitività in Europa. «Il brevetto europeo ricopre un ruolo centrale nell´attuazione della strategia di Lisbona, soprattutto nella costruzione della società della conoscenza in Europa» e ha aggiunto: «Grazie all´adesione di Malta, ora il brevetto europeo può essere ottenuto in tutta Europa. » L´unione europea attende ancora, tuttavia, un sistema di brevetti comunitario che permetterebbe a persone fisiche e giuridiche di ottenere un brevetto unico valido in tutta l´Unione. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. European-patent-office. Org .  
   
   
IL PUNTO SU PROGETTO MAHLDE.NET PER I BALCANI  
 
Trieste, 19 marzo 2007 - Sostenere iniziative di democrazia e di sviluppo locale nei Balcani occidentali, con particolare riferimento a Croazia, Serbia, Montenegro e Bosnia Erzegovina, favorendo la cooperazione transfrontaliera tra attori politici, economici e sociali attraverso la costituzione di una rete Euro-adriatica di partenariato. Questo l´obiettivo del progetto ´Mahlde. Net´. ´Mare Hadriaticum Local Democracy Network´ è il nome esteso del progetto, i cui risultati saranno illustrati durante il meeting in programma a Bari, il 20 marzo prossimo, organizzato dal Settore Mediterraneo della Regione Puglia. Il progetto triennale (novembre 2004 - marzo 2007) ha avuto il suo punto di forza nel coinvolgimento e cooperazione tra Istituzioni, Università, Agenzie, Organizzazioni non governative, Associazioni che sono impegnate da tempo in iniziative concrete di promozione della democrazia locale, nell´area dei Balcani. .  
   
   
IMMIGRAZIONE; ROMANIA E BULGARIA NELLA “UE” SEMINARIO A PERUGIA  
 
Perugia, 19 marzo 2007 – Cosa cambia per i quasi 8mila cittadini rumeni e bulgari presenti in Umbria che vogliono vivere in Italia, dopo l’ingresso dei loro Paesi nell’Unione Europea? L’argomento, con la presentazione e discussione di casi concreti, è stato approfondito a Perugia durante un seminario organizzato dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (”Asgi”), con il patrocinio della Regione Umbria e la partecipazione di giuristi, avvocati del Foro di Perugia, Firenze e Spoleto. In sintesi, a partire dal primo gennaio ai cittadini rumeni e bulgari non si applicano più le disposizioni del Testo unico dell’immigrazione (D. Lgs 286/98), ma le vigenti norme in materia di diritto comunitario, ossia quelle contenute nel Testo unico sulla circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell’Ue (Dpr 54/2002), e ciò a seguito della ratifica italiana del Trattato di adesione di Bulgaria e Romania avvenuta con la legge 16/2006. “L’ingresso in Europa per Romania e Bulgaria - ha detto a commento dell’iniziativa l’assessore regionale alle politiche sociali Damiano Stufara, impegnato in un incontro con il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero per discutere di immigrazione – ha rappresentato un avvenimento di portata storica. I due paesi, nonostante alcune criticità, portano in dote tassi di crescita invidiabili, ma ai nuovi cittadini europei che arrivano nel nostro Paese non basta offrire un anziano da assistere giorno e notte o la cazzuola da muratore. Bisogna accoglierli davvero, interessarsi alla loro scuola, alla loro chiesa, alla loro vita dopo il lavoro”. Secondo Stufara, “l’integrazione si costruisce anche facendo conoscere le norme che regolano la permanenza di rumeni e bulgari sul territorio umbro e nazionale. Il sostegno della Regione a seminari come questo dell’’Agsi’, rivolto al personale delle Pubbliche Amministrazioni, a consulenti legali, operatori sociali e sindacali ed a tutti i soggetti diversamente coinvolti nella tutela dei cittadini migranti - ha concluso l’assessore - va proprio in questa direzione”. Durante il seminario è stato spiegato che rumeni e bulgari possono fare ingresso e circolare liberamente all´interno del territorio degli Stati dell’Ue senza necessità di visto, ma semplicemente con un documento di identità. Trascorsi tre mesi sono però tenuti a richiedere alla questura la carta di soggiorno, allegando la documentazione che motiva la richiesta (ad es. Lavoro autonomo, studio, ecc. ). La permanenza in Italia per un periodo superiore a tre mesi, senza che sia stata richiesta la carta di soggiorno, non comporta comunque alcuna sanzione. La carta é valida per tutto il territorio italiano, ha una durata di cinque anni dalla data del rilascio o, nel caso di soggiorni inferiori all´anno, di durata inferiore sulla base dei motivi del soggiorno; è rinnovabile a tempo indeterminato (nei casi in cui é rilasciata per la durata di cinque anni), o per ciascun anno successivo alla durata dell’eventuale corso di studi (necessari per completare le verifiche di profitto richieste), o ancora alle condizioni e per la medesima durata prevista per il primo rilascio in tutti gli altri casi. Per l’accesso al lavoro, analogamente a quanto previsto dagli altri Paesi della Ue – è stato sottolineato nel corso del seminario -, la normativa stabilisce un regime transitorio per il periodo di un anno, prima della liberalizzazione completa dell’accesso al lavoro subordinato. Resta invece privo di alcuna limitazione il lavoro autonomo. Anche i familiari di cittadini rumeni e bulgari che vivono e lavorano in Italia hanno diritto di ingresso e soggiorno in Italia: in particolare il coniuge ed i loro discendenti minori di 21 anni o a carico (anche se maggiori di 21 anni), gli ascendenti del lavoratore e del suo coniuge che siano a suo carico. Inoltre – è stato detto -, può soggiornare in Italia (qualunque sia la sua cittadinanza) ogni altro membro della famiglia convivente o a carico del coniuge, degli ascendenti del lavoratore e degli ascendenti del suo coniuge. Ciò vale non solo per i membri della famiglia, anch’essi cittadini comunitari, ma anche per gli extracomunitari, che potranno chiedere direttamente all´ambasciata italiana del Paese di provenienza un visto di ingresso, allegando la documentazione comprovante il grado di parentela e la prova che si é "a carico" del cittadino comunitario o del suo coniuge. Una volta in Italia, tali persone possono chiedere il rilascio della carta di soggiorno. Per periodi superiori a tre mesi (purché dimostrino di disporre di un reddito complessivo non inferiore all´assegno sociale), possono soggiornare in Italia cittadini rumeni e bulgari in pensione, o che non lavorano. In questi casi il diritto di soggiorno é riconosciuto ai familiari a carico del titolare del diritto di soggiorno, purché anche loro siano iscritti al Servizio sanitario nazionale italiano o siano titolari di una polizza assicurativa sanitaria e dimostrino di potersi mantenere senza costituire un onere per l’assistenza sociale in Italia. Il diritto di soggiorno in Italia, per la durata del corso di studi, è inoltre riconosciuto a studenti rumeni e bulgari iscritti a scuole dell´obbligo o di istruzione superiore, università e corsi di formazione professionale, se dispongono di risorse economiche tali da non costituire un onere per l´assistenza sociale in Italia. Sono poi ritenute inefficaci anche le espulsioni emesse nei confronti di cittadini rumeni e bulgari intervenute prima della data del primo gennaio 2007. Tutto ciò perché la libertà di circolazione dei cittadini comunitari può essere limitata solo nei casi particolari di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o sanità pubblica. La mera esistenza di sentenze penali di condanna, o la scadenza dei documenti di identificazione, non possono perciò essere causa di espulsione. Nel caso di diniego di ammissione al soggiorno in Italia o di rifiuto di rinnovo o rilascio della carta di soggiorno, l’interessato è invitato a lasciare il territorio nazionale entro 15 giorni. Il provvedimento é chiaramente impugnabile, ma a differenza della Bossi-fini (che in materia di extracomunitari disciplina modi e tempi dell’impugnazione), la legge sui cittadini comunitari non si pronuncia. .  
   
   
DELEGAZIONE CIPRIOTA RICEVUTA A PALAZZO BALBI A VENEZIA  
 
 Venezia, 19 Marzo 2007 - L’assessore regionale Flavio Silvestrin, a nome della Giunta, ha ricevuto il 16 marzo a Palazzo Balbi una delegazione di Cipro guidata dalla signora Fotini Papadopoulou, moglie del Presidente della Repubblica cipriota. La visita a Venezia fa seguito alla precedente missione che la Regione del Veneto ha fatto lo scorso ottobre nell’isola, in occasione delle manifestazioni realizzate nell’ambito dell’ultima edizione del “Mese italiano” a Cipro, a cura dell’Ambasciata d’Italia a Nicosia e dedicata al tema dei rapporti storici tra Cipro e Venezia. Nel porgere i saluti anche a nome del Presidente della Giunta, Giancarlo Galan, l’Assessore Silvestrin ha sottolineato l’importanza di questi incontri, dai quali possono prodursi utili esperienze di collaborazione, finalizzate soprattutto a creare un solido tessuto di relazioni tra i popoli del Mediterraneo. Dal canto suo la Signora Papadopoulou , nel ricordare il legame che unisce il suo paese alla città di Venezia e al Veneto, ha detto che attualmente a Cipro sono in corso lavori di recupero di manufatti architettonici presenti sull’isola e risalenti all’epoca in cui l’isola era dominio della Repubblica Veneta. A questo proposito ha chiesto l’aiuto della Regione per il recupero del complesso medioevale di Potamia, non lontano da Nicosia, che fu utilizzato dalla regina Caterina Cornaro prima della sua distruzione, avvenuta ad opera dei veneziani durante l’assedio dei Turchi nel 1570. L’assessore Silvestrin ha risposto che porterà la richiesta all’attenzione della Giunta, dicendosi convinto che la stessa verrà favorevolmente accolta. Un’iniziativa che potrebbe inquadrarsi nel proposito della Regione del Veneto di ampliare a tutta l’area del Mediterraneo l’ambito di attività della Legge 15/94, nata originariamente al fine di tutelare e recuperare il patrimonio architettonico e culturale di origini veneta presente nell’Istria e nella Dalmazia. In tal senso sono infatti in corso valutazioni per una modifica del testo di legge. .  
   
   
MEF: NEL 2007 PIL + 2,0%, DEFICIT/PIL AL 2,3% PADOA-SCHIOPPA: "USCITI DA EMERGENZA CONTI, MA RESTANO VINCOLI A POLITICA DI BILANCIO. GOVERNARE QUESTO SUCCESSO CON REALISMO"  
 
 Roma, 19 marzo 2007 - Il Ministro dell´Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-schioppa, ha illustrato oggi al Consiglio dei Ministri la Relazione unificata sull´economia e la finanza pubblica. Si tratta di un documento di nuova impostazione che integra in un´unica pubblicazione - in un´ottica di trasparenza e semplificazione dei documenti di finanza pubblica - la Relazione sulla stima del fabbisogno dei conti pubblici (Rtc) e quella sull´andamento dell´economia dell´anno precedente e l´aggiornamento delle previsioni per l´anno in corso (aggiornamento Rpp). Di seguito, una sintesi dei principali elementi del quadro macroeconomico e di finanza pubblica presentati oggi. La congiuntura Dopo un quinquennio di sostanziale stagnazione, nel 2006 l´economia italiana ha mostrato decisi segnali di ripresa (Pil +1,9%). L´accelerazione dell´attività economica ha evidenziato miglioramenti in quasi tutti i macrosettori, con risultati particolarmente positivi nell´industria. La crescita è stata sostenuta dalla buona dinamica della domanda interna. Grazie al forte incremento delle esportazioni in volume, anche la domanda estera netta è tornata a fornire un contributo positivo. Per il 2007 si prevede un Pil in progresso del 2,0%. Anche quest´anno i consumi delle famiglie e gli investimenti dovrebbero fornire il contributo principale alla crescita. Con l´esaurirsi, tuttavia, dell´effetto di trascinamento del 2006, nel medio periodo si stima una crescita media del Pil intorno all´1,6%; segno che alcuni grandi problemi strutturali dell´economia rimangono in parte irrisolti e si traducono in un tasso di crescita potenziale relativamente basso. Ciò nonostante, l´esperienza del 2006 dimostra che una crescita più elevata di quella indicata nelle stime è alla portata del paese. Anche a prescindere dagli andamenti dell´economia internazionale, il realizzarsi di un tale scenario dipende dalle azioni di politica economica, dal comportamento delle parti sociali e dal clima di fiducia che questi stessi comportamenti sapranno creare. Il Governo è impegnato a intraprendere ogni iniziativa che favorisca il realizzarsi di queste possibilità. L´andamento della finanza pubblica La finanza pubblica ha beneficiato nel 2006 del positivo andamento economico e dell´azione del Governo mirata a ristabilire l´equilibrio dei conti, anche attraverso un forte impegno nella lotta all´evasione fiscale. L´indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche si è attestato al 4,4% del Pil, a fronte del 4,1% registrato nel 2005. Il dato include gli oneri straordinari risultanti dai rimborsi Iva sulle auto aziendali e la cancellazione dei crediti dello Stato nei confronti della società Tav. Al netto di tali operazioni e di altre spese una tantum minori, il deficit si è collocato al 2,4% del Pil. Nel 2006 il rapporto debito/Pil ha continuato a crescere - per il secondo anno consecutivo - attestandosi al 106,8%. Per il 2007 si stima, a politiche invariate, un indebitamento netto in discesa al 2,3% del Pil. Il deficit dovrebbe mantenersi su questo livello anche nel 2008 e ridursi, nel 2009, al 2,1%. L´avanzo primario, inoltre, quest´anno si prevede in miglioramento al 2,6% del Pil. Questi dati consentono non solo di rispettare pienamente la Raccomandazione del Consiglio Ecofin del luglio 2005, ma pongono anche le condizioni per migliorare il percorso verso il pareggio di bilancio da conseguirsi, al più tardi, entro il 2011. Il riequilibrio dei conti non può dirsi, tuttavia, ancora compiuto e ulteriori sforzi saranno necessari nei prossimi anni per continuare l´opera di riduzione del debito pubblico in linea con il piano di risanamento stabilito con lo scorso Dpef, che prevede la riduzione del rapporto debito/Pil al di sotto del 100% entro fine legislatura. In generale, va sottolineato che le stime sull´andamento dei conti pubblici non sono comunque prive di rischi. In particolare vanno segnalati: l´incertezza che ogni anno grava sui risultati dell´autotassazione; la condizione sospensiva prevista per alcune poste di spesa in relazione agli introiti per l´acquisizione alla Pubblica Amministrazione di parte del Tfr non versato alla previdenza complementare (la cui dimensione potrà essere riscontrata con certezza solo nel prossimo mese di luglio); le esigenze finanziarie collegate all´accelerazione nella realizzazione di infrastrutture che potrebbero richiedere l´attualizzazione di contributi pluriennali superiori a quelle ipotizzate e disponibili nell´apposito Fondo di compensazione. Nei prossimi mesi occorrerà quindi svolgere un attento monitoraggio per riscontrare la compatibilità delle tendenze emergenti rispetto agli obiettivi di finanza pubblica, al fine di individuare azioni correttive o adeguati mezzi di copertura per esigenze che si reputi indispensabile od opportuno soddisfare. Nel commentare la Relazione unificata sull´economia e la finanza pubblica, il Ministro Padoa-schioppa ha sottolineato: "I buoni risultati economici e finanziari del 2006 e le prospettive per gli anni a venire confermano che l´Italia è uscita dall´emergenza dei conti pubblici. Nello stesso tempo essi inducono molti a ritenere scomparsi i vincoli finora esistenti all´azione del Governo; secondo questi, le risorse sarebbero divenute improvvisamente tanto abbondanti da permettere ampi incrementi di spesa e rapide riduzioni d´imposta. Rispetto a un anno fa non si tratta più di evitare un pericolo incombente, ma di governare un successo. Per farlo saggiamente occorre che il dibattito sulla politica economica e finanziaria resti ancorato alla realtà e nello stesso tempo eviti il corto respiro. La valutazione delle risorse disponibili e le ipotesi di nuove iniziative devono essere vagliate simultaneamente, alla luce di stime accurate della finanza pubblica e del sistema economico. Guai se quello che ci sta davanti divenisse il passaggio dallo scampato pericolo all´occasione perduta. Una stima ottimistica porta a farci ritenere che le entrate aggiuntive su cui si può contare durevolmente - al fine della riduzione del deficit e di altri utilizzi - siano dell´ordine di 8-10 miliardi, corrispondenti a 0,5-0,7 punti del Pil. Va però considerato che l´Italia, in virtù degli impegni europei, è tenuta a compiere per il 2008 una nuova correzione strutturale del disavanzo nella misura dello 0,5% del Pil: ciò corrisponde a 7,5 miliardi".
Tavola A - Sintesi Quadro Macro Programmatico (variazioni percentuali)
2005 2006 2007 2008 2009
Macro Italia (Volumi)
Pil 0,1 1,9 2,0 1,7 1,6
importazioni 0,5 4,3 4,8 3,9 4,0
consumi famiglie 0,6 1,5 1,8 1,6 1,5
investimenti -0,5 2,3 3,2 2,7 3,0
esportazioni -0,5 5,3 5,1 4,5 4,3
Contributi Alla Crescita Del Pil
esportazioni nette -0,3 0,3 0,1 0,1 0,1
scorte -0,2 0,3 0,1 0,0 0,0
domanda nazionale 0,6 1,3 1,9 1,6 1,6
Prezzi
deflatore importazioni 7,9 9,1 2,2 2,2 1,8
deflatore Pil 2,2 1,8 1,9 1,9 1,9
deflatore consumi 2,4 2,7 2,0 1,9 1,8
Lavoro
costo lavoro 3,1 2,5 2,3 2,2 2,2
produttività (mis. Su Pil) 0,3 0,2 1,1 0,9 0,8
Clup (misurato su Pil) 2,8 2,3 1,2 1,3 1,3
occupazione (Ula) -0,2 1,6 1,0 0,8 0,8
Tasso di disoccupazione 7,7 6,7 6,3 6,0 5,7
Tavola B - Amministrazioni Pubbliche: Risultati e stime del conto economico (in milioni di euro)
2006 2007 2008 2009
Risultati Stime Rpp Diff. Nuove stime Stime Rpp Diff. Nuove stime Nuove stime
Totale Entrate 680. 054 666. 903 13. 151 713. 248 703. 920 9. 328 736. 747 760. 095
% Pil 46,1 45,4 46,5 46,6 46,3 46,1
- tributarie 432. 136 423. 513 8. 623 449. 120 443. 258 5. 862 462. 212 477. 593
% Pil 29,3 28,8 29,3 29,4 29,1 29,0
Totale Spese 744. 797 738. 023 6. 774 747. 830 746. 068 1. 762 773. 993 793. 988
% Pil 50,5 50,3 48,7 49,4 48,7 48,2
- correnti 656. 577 657. 943 -1. 366 683. 558 677. 826 5. 732 706. 584 721. 918
% Pil 44,5 44,8 44,6 44,9 44,4 43,8
- correnti netto interessi 589. 025 590. 816 -1. 791 609. 567 604. 981 4. 586 630. 911 645. 047
% Pil 39,9 40,2 39,7 40,1 39,7 39,1
- interessi passivi 67. 552 67. 127 425 73. 991 72. 845 1. 146 75. 673 76. 871
% Pil 4,6 4,6 4,8 4,8 4,8 4,7
Saldo primario 2. 809 -3. 993 6. 802 39. 409 30. 697 8. 712 38. 427 42. 978
% Pil 0,2 -0,3 2,6 2,0 2,4 2,6
Saldo di parte corrente 19. 005 -697 19. 702 25. 162 20. 473 4. 689 25. 423 33. 327
% Pil 1,3 0,0 1,6 1,4 1,6 2,0
Deficit -64. 743 -71. 120 6. 377 -34. 582 -42. 148 7. 566 -37. 246 -33. 893
% Pil -4,4 -4,8 -2,3 -2,8 -2,3 -2,1
Deficit netto Iva ed F. S. -35. 811 -52. 520 16. 709
% Pil -2,4 -3,6
Debito pubblico 1. 575. 346 1. 579. 559 -4. 213
% Pil 106,8 107,6
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EUROPA: ILLY (FRIULI VENEZIA GIULIA) E MARTINI (TOSCANA) SU COOPERAZIONE REGIONI  
 
Trieste, 19 marzo 2007 - È opportuno arrivare a forme di coordinamento tra le diverse associazioni delle Regioni europee. Su questo hanno concordato il presidente del Friuli Venezia Giulia e dell´Assemblea delle Regioni d´Europa (Are), Riccardo Illy, e il presidente della Toscana e della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (Crpm), Claudio Martini, che si sono incontrati il 17 marzo a Trieste nella sede della Presidenza della Regione. Illy e Martini hanno condiviso la necessità di un percorso graduale, a piccoli passi, rispettando in questo modo la storia e la specificità delle singole associazioni, con la consapevolezza che comunque un coordinamento non potrà che rafforzare il ruolo delle Regioni in Europa, soprattutto nei confronti delle istituzioni comunitarie. Come modello ideale, e in una prospettiva di più lungo periodo - è stato detto nel corso dell´incontro - si potrebbe arrivare anche a una Confederazione fra le associazioni regionali europee, in modo da realizzare economie di scala mettendo alcuni servizi in comune, ottenere una più incisiva visibilità sui mezzi di informazione e incrementare la partecipazione associativa delle Regioni. È stato deciso un incontro a breve fra i segretari generali dell´Are e della Crpm per cominciare a confrontare i programmi di lavoro, evitare quindi sovrapposizioni di temi ed eventi e organizzare assieme alcune iniziative di interesse comune. Saranno presi contatti anche con le altre associazioni, con l´ipotesi di cominciare a condividere dichiarazioni e documenti su argomenti di carattere generale. Le forme di collaborazione - hanno concordato Illy e Martini - dovranno favorire la condivisione delle varie associazioni su temi europei di tipo trasversale (decentramento, ambiente, energia, solo per fare alcuni esempi) e, nello stesso tempo, valorizzare a favore di tutti le singole vocazioni e specializzazioni su problemi e aspetti specifici. L´are è nata più di vent´anni fa, nel 1985, e rappresenta 255 Regioni di 30 Paesi dell´area del Consiglio d´Europa, quindi anche al di fuori dell´Unione europea. Alla Crpm (Conference of Peripheral Maritime Regions), fondata nel 1973, aderiscono più di 150 Regioni di 26 Paesi europei (con 170 milioni di abitanti complessivamente); si tratta di Regioni costiere, che condividono quindi vantaggi e problemi comuni. Nel corso dell´incontro Illy e Martini hanno anche approfondito le possibilità di incrementare i rapporti reciproci fra le due Regioni. Dopo la prossima firma di un Protocollo d´intesa fra Friuli Venezia Giulia e Toscana in tema di cooperazione internazionale, il cui testo è stato già approvato dalle due Giunte, è stato deciso di sviluppare la collaborazione sui temi della salute, delle tecnologie informatiche e telematiche, dei porti e della logistica, dei beni culturali. .  
   
   
MEF: NOMINATA LA COMMISSIONE TECNICA PER LA FINANZA PUBBLICA  
 
Roma, 19 marzo 2007 - Il Ministro dell´Economia e delle Finanze Tommaso Padoa-schioppa ha firmato oggi il decreto che nomina i membri della Commissione Tecnica per la Finanze Pubblica (Ctfp) e ne disciplina organizzazione, funzionamento e attività. Entra dunque nella fase di piena operatività la Commissione istituita con la Legge Finanziaria del 2007 (art. 1 comma 474-479, legge n. 296/2006) con finalità di studio e analisi, oltre che di elaborazione di proposte per il coordinamento degli strumenti di finanza pubblica. I componenti della Commissione hanno competenze focalizzate in finanza pubblica e controllo di gestione. In particolare, sono stati nominati: 1. Gilberto Muraro, Presidente (Prof. Scienza delle Finanze, Padova); 2. Massimo Bordignon (Prof. Scienza delle Finanze, Milano); 3. Carlo Buratti (Prof. Scienza delle Finanze, Padova); 4. Domenico Marchetta (Consigliere della Corte dei Conti); 5. Vincenzo Perrone (Prof. Organizzazione aziendale, Milano); 6. Giuseppe Pisauro (Prof. Scienza delle Finanze, Roma); 7. Giancarlo Pola (Prof. Scienza delle Finanze, Ferrara); 8. Ilde Rizzo (Prof. Scienza delle Finanze, Catania); 9. Stefano Visalli (Esperto di controllo di gestione aziendale); 10. Alberto Zanardi (Prof. Scienza delle Finanze, Bologna). Tra i primi compiti assegnati, la realizzazione della cosiddetta "spending review", relativa ai criteri di classificazione del bilancio, e l´elaborazione di nuove metodologie di controllo della spesa pubblica. La Commissione, che trimestralmente dovrà riferire al Ministro e annualmente al Parlamento, si raccorderà strettamente con la Ragioneria generale dello Stato e collaborerà con il Parlamento (per le questioni riguardanti le classificazioni, la trasparenza e le procedure di bilancio), la Conferenza Unificata (per le proposte sui rapporti Stato-periferia e il federalismo fiscale), l´Istat (per l´informazione statistica relativa alla finanza pubblica) e le Amministrazioni centrali (su analisi e razionalizzazione programmi di spesa). Insieme alla presentazione al Governo e al Parlamento della Relazione unificata sull´economia e la finanza pubblica (comunicati Mef n. 44 e 45 del 16. 03. 07), la costituzione della Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica concretizza alcune delle principali innovazioni in materia di analisi e valutazione della spesa pubblica introdotte con la legge finanziaria 2007 e rappresenta un ulteriore avanzamento nel programma del Governo per il potenziamento degli strumenti di monitoraggio della spesa pubblica. .  
   
   
MEF: IN LINEA LA RELAZIONE UNIFICATA SULL´ECONOMIA E LA FINANZA PUBBLICA  
 
Roma, 19 marzo 2007 - Il Mef comunica che è disponibile sul sito ( www. Mef. Gov. It - "Relazione unificata sull´economia e la finanza pubblica") la Relazione unificata sul economia e la finanza pubblica che contiene la Relazione sulla stima del fabbisogno dei conti pubblici (Rtc) e quella sull´andamento dell´economia dell´anno precedente e l´aggiornamento delle previsioni per l´anno in corso (aggiornamento Rpp). .  
   
   
BANCA DI LEGNANO (GRUPPO BIPIEMME): UTILE NETTO 2006 + 113,5%. DIVIDENDO IN CRESCITA DA 0,12 A 0,26 EURO PER AZIONE.  
 
Legnano, 19 marzo 2007 - In data 12 marzo 2007 il Consiglio di Amministrazione della Banca di Legnano (gruppo Banca Popolare di Milano) ha approvato il bilancio d’esercizio 2006 che si è chiuso con un risultato di assoluto rilievo: l’utile netto è stato pari a 133,8 milioni di euro (+113,5%) contro un risultato di 62,7 milioni del bilancio 2005. Gli ottimi risultati del bilancio 2006 sono dovuti a una generalizzata crescita delle masse e dei ricavi, al miglioramento del margine d’interesse, al contenimento dei costi e alla plusvalenza generata dalla cessione al Gruppo Fonsai delle quote di Bipiemme Vita S. P. A. , secondo quanto previsto dai patti parasociali stipulati tra la Capogruppo e Fondiaria Sai S. P. A. Tale plusvalenza, registrata alla voce “Utili da partecipazioni”, ammonta a 58,8 milioni di euro. Al netto della stessa, e tenuto conto dell’impatto fiscale, il risultato di periodo sarebbe pari a 76,7 milioni di euro, in crescita del +22,3% sul risultato 2005. Il margine di interesse si attesta a 126,1 milioni di euro contro 107,3 milioni del 2005, registrando un incremento del +17,5%. Il margine di intermediazione aumenta del +21,4% passando da 172,1 milioni di euro a 209,0 milioni. La componente dividendi, pari a 25,5 milioni di euro contro i 12,2 milioni del 2005, presenta una crescita del +109,3%. A fine 2006 la provvista diretta da clientela ammonta a 2. 604 milioni di euro con un incremento su base annua del +7,8% (+17,1% la componente obbligazionaria). La raccolta indiretta, pari a 4. 040 milioni di euro, di cui 2. 103 milioni di euro di risparmio gestito, fa segnare un incremento annuo del +0,4%. Gli impieghi con clientela ammontano a 2. 626 milioni e registrano un incremento annuo del +7,6% con una crescita di 185 milioni sul dato di dicembre 2005 (+28,3% l’aggregato mutui e prestiti). Il rapporto oneri operativi / proventi operativi del conto economico riclassificato migliora ulteriormente e passa dal 48,2% del 2005 al 41,2% attuale. Elevata rimane la qualità del credito: le sofferenze nette si attestano allo 0,30% degli impieghi netti (0,27% a fine 2005), contro l’1,24% del sistema. Il grado di copertura dei crediti in sofferenza raggiunge il 65,3% contro il 66,6% dell’anno precedente. L’indice di copertura sugli incagli aumenta dal 15,6% al 17,5%. Gli accantonamenti su crediti in bonis raggiungono invece lo 0,88% degli utilizzi (pari a 22,8 milioni di euro) contro lo 0,74% del precedente esercizio. Il Roe 2006 risulta pari all’11,85% (6,80% al netto della plusvalenza da partecipazioni) contro il 5,61% del 2005. Il Consiglio di Amministrazione proporrà, all’Assemblea degli Azionisti del prossimo 16 aprile la distribuzione di un dividendo di 0,26 Euro (contro 0,12 euro per azione del precedente esercizio). .  
   
   
CREDITO VALTELLINESE: PERFEZIONATO L’INCREMENTO DELLA PARTECIPAZIONE NELLA BANCA DELLA CIOCIARIA DAL 10% AL 37,9% DEL CAPITALE  
 
Sondrio, 19 marzo 2007 – In data 15 marzo il Credito Valtellinese S. C. , in attuazione degli accordi siglati il 31 ottobre 2006 e acquisite le prescritte autorizzazioni delle competenti Autorità, ha perfezionato l’acquisto di n. 1. 677. 427 azioni della Banca della Ciociaria S. P. A. , corrispondenti al 27,9% circa del capitale della predetta Banca, a fronte del versamento di una prima tranche di euro 8,2 milioni di euro del prezzo complessivo previsto, il cui importo definitivo, determinato in massime 20,6 milioni di euro, verrà definito sulla base del patrimonio netto della Banca risultante dal bilancio al 31. 12. 2006. Per effetto della predetta operazione, la quota partecipativa detenuta dal Credito Valtellinese nella Banca della Ciociaria si è attestata al 37,9% circa del capitale; sono conseguentemente entrati in vigore i patti parasociali stipulati con alcuni azionisti della Banca, che prevedono regole di governance condivise, oltre che il possibile ulteriore incremento della quota partecipativa del Credito Valtellinese attraverso l’esercizio di un’opzione di acquisto concessa dagli azionisti sottoscrittori dei patti. L’operazione si inserisce in un più ampio progetto di collaborazione strategica tra le due Banche e i gruppi che ad esse fanno capo, volto a rafforzare il ruolo di mercato della Banca della Ciociaria nelle aree territoriali servite attraverso lo sviluppo di sinergie di tipo commerciale e operativo. .  
   
   
PARTNERSHIP BANCARIO-ASSICURATIVA TRA IL GRUPPO CATTOLICA E IL GRUPPO BANCA POPOLARE DI VICENZA VERONA,  
 
 Vicenza, 19 Marzo 2007 -  Cattolica Assicurazioni e Banca Popolare di Vicenza informano di avere sottoscritto gli Accordi definitivi relativi alle intese finalizzate a dare vita ad una partnership strategica nel comparto dei servizi assicurativi, bancari e finanziari per la persona secondo un modello innovativo di cooperazione e di sviluppo che, nel rispetto delle reciproche autonomie, consenta ai due Gruppi, sviluppando sinergie su alcuni ambiti comuni, di focalizzarsi sui propri obiettivi strategici di core business. In linea con il Protocollo d´Intesa iniziale, gli Accordi prevedono che la partnership industriale tra i due Gruppi, della durata iniziale di cinque anni, rinnovati automaticamente per altri cinque, si realizzi mettendo a fattor comune le rispettive competenze specialistiche nel business vita e previdenziale, nel business danni, nei servizi di asset management per clientela istituzionale e privata e nel collocamento di prodotti bancari. Di seguito le informazioni aggiuntive relative alle intese perfezionate con la stipula degli accordi definitivi. 1. Bancassicurazione Vita E Previdenza - L´ingresso da parte di Cattolica al 50% nelle societÀ assicurative vita del Gruppo Banca Popolare di Vicenza avverrÀ alle seguenti condizioni economiche: Berica Vita Spa: il 50% della compagnia sarÀ rilevato ad un prezzo pari a 20,9 milioni di euro, ciÀ² corrispondendo ad una valutazione di 41,8 milioni di euro per il 100% della compagnia; Vicenza Life Ltd: il 50% della compagnia sarÀ rilevato ad un prezzo pari a 23,2 milioni di euro, ciÀ² corrispondendo ad una valutazione di 46,4 milioni di euro per il 100% della compagnia. I premi prodotti complessivamente nel 2006 dalle due compagnie ammontano a circa 475 milioni di euro (dato riferito alla raccolta complessiva, costituita da premi assicurativi e contratti di investimento, pari a 257 milioni per Berica Vita e a 218 milioni per Vicenza Life), evidenziando pertanto interessanti potenzialitÀ di crescita rispetto ai benchmark di settore confrontabili. Le riserve detenute dalle due compagnie ammontano ad oltre 1,4 miliardi di euro. 2. Bancassicurazione Danni - L´ingresso da parte di Bpvi al 50% nella societÀ assicurativa danni del Gruppo Cattolica Abc Assicura avverrÀ per un corrispettivo pari a 5,2 milioni di euro, ciÀ² corrispondendo ad una valutazione di 10,4 milioni di euro per il 100% della compagnia. 3. Servizi Di Asset Management Per Clientela Istituzionale E Privata - Le intese relative allo sviluppo di sinergie nell´ambito dell´asset management prevedono: l´ingresso di Bpvi al 50% nel capitale di Verona Gestioni Sgr per un corrispettivo pari a 20,5 milioni di euro, ciÀ² corrispondendo ad una valutazione di 41,0 milioni di euro per il 100% della societÀ ; l´ingresso di Cattolica al 50% nel capitale di B. P. Vi Fondi Sgr per un corrispettivo pari a 29 milioni di euro, ciÀ² corrispondendo ad una valutazione di 58 milioni di euro per il 100% della societÀ . Successivamente alla data di perfezionamento degli accordi, ed entro il 31 dicembre 2007, le Parti valuteranno se fondere le Sgr in un´unica societÀ , partecipata pariteticamente dalle Parti, tenendo conto delle evidenze che emergessero dallo studio congiunto delle potenzialitÀ di sinergia tra le Sgr. Con riferimento alla proposta di aumento di capitale riservato alla Bpvi si À¨ definito che: - attesa l´unitarietÀ delle operazioni previste e l´intento delle Parti di darvi consequenzialmente esecuzione in un´unica soluzione, per la prima tranche di aumento di capitale sia previsto un termine ultimo per la sottoscrizione coerente con i complessivi termini dei procedimenti autorizzativi necessari (31 dicembre 2007). Nelle intese intercorse tra le Parti À¨ comunque prevista la esecuzione nel termine di dieci giorni lavorativi dal pervenimento dell´ultima autorizzazione delle autoritÀ di vigilanza; - la seconda tranche, come giÀ comunicato, potrÀ essere sottoscritta a decorrere dal 1° luglio 2010. L´operazione è subordinata all´approvazione da parte dell´Assemblea dei Soci di Cattolica Assicurazioni, nonchÀ¨ al rilascio delle autorizzazioni da parte di Banca d´Italia, dell´Isvap e delle altre competenti autoritÀ . Advisor finanziari per l´operazione sono Kpmg Corporate Finance e Mediobanca (quest´ultima in relazione all´operazione di aumento di capitale) per Cattolica e Citigroup per Banca Popolare di Vicenza. Advisor legali sono lo Studio Legale Avv. Prof. Mario Cera per Cattolica e lo Studio Legale Bonelli, Erede e Pappalardo per Banca Popolare di Vicenza. . .  
   
   
IPO SOLE 24 ORE: L´ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA APPROVA ALL´UNANIMITÀ  
 
Roma, 19 marzo 2007 - L’assemblea di Confindustria, riunitasi il 15 marzo in sessione straordinaria, ha approvato con il voto unanime dei presenti, pari all’85% di tutti i voti assembleari, la delibera relativa al progetto di quotazione in Borsa della società editoriale "Il Sole-24 Ore spa". .  
   
   
ASSOLOMBARDA E BORSA ITALIANA HANNO MESSO A PUNTO UN NUOVO TIPO DI AZIONI PER FINANZIARE LA CRESCITA DELLE AZIENDE SENZA DILUIRE IL CONTROLLO  
 
Milano, 19 marzo 2007 - Sfruttando le novità introdotte dalla riforma del diritto societario, Assolombarda e Borsa Italiana hanno messo a punto un nuovo tipo di azioni per finanziare la crescita delle aziende senza diluire il controllo. Si chiamano Azioni Sviluppo e hanno diritto di voto limitato ma diritto all’Opa e diritti patrimoniali privilegiati. E in caso di cessione o di risultati insoddisfacenti scatta la conversione in ordinarie. Favorire la crescita e lo sviluppo delle imprese italiane; offrire al mercato la possibilità di investire su progetti industriali di successo di medio termine; valorizzare il ruolo dell’imprenditore, offrendogli la possibilità di mantenere il controllo dell’impresa a condizione del rispetto di risultati positivi, chiari e valutabili sui quali pubblicamente l’imprenditore si impegna. Sono questi gli obiettivi delle “Azioni Sviluppo”, un nuovo strumento finanziario messo a punto da Assolombarda e Borsa Italiana, in collaborazione con Mediobanca e Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo. “La capacità dimostrata da molte medie imprese italiane di competere nel mercato globale impone loro in modo ancor più stringente l’esigenza della crescita dimensionale”, spiega Giorgio Basile, Consigliere incaricato per Ricerca e Innovazione di Assolombarda e ideatore delle nuove Azioni Sviluppo. “Su scala mondiale le nostre imprese medio-grandi, risultano piccole. Per favorirne la crescita, per permettere loro di fare acquisizioni diventando predatori e non più prede, un contributo può venire dalla promozione all’accesso al capitale di rischio con la contestuale valorizzazione dell’imprenditore e della sua capacità. Le nuove Azioni Sviluppo”, conclude Basile,”sono proprio lo strumento adatto per aiutare l’impresa a conseguire dimensioni paragonabili a quelle dei competitor mondiali, senza compromettere l’asset dell’apporto dell’imprenditore, che in tanti casi è l’origine del successo”. L’iniziativa è stata presentata oggi a Milano nel corso di un convegno tenutosi presso la sede di Assolombarda al quale sono intervenuti oltre a Giorgio Basile, Consigliere incaricato per Ricerca e Innovazione di Assolombarda, Giovanni Domenichini, Professore di diritto commerciale Università degli Studi di Genova, Luca Lombardo, Direttore Mid & Small Caps Markets Borsa Italiana, Mario Boselli, Presidente dell’Associazione italiana delle aziende familiari, Giampio Bracchi, Presidente Aifi, Salvatore Bragantini, economista e opinionista del Corriere della Sera, Sergio Erede, Associato Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo, Emma Marcegaglia, Vicepresidente Confindustria, Stefano Rangone, Responsabile Equity e Mid Corporate Mediobanca. Gli interventi di Massimo Capuano, Amministratore Delegato di Borsa Italiana, e Diana Bracco, Presidente di Assolombarda, hanno concluso i lavori. Che cosa sono le Azioni Sviluppo, le loro caratteristiche - Si tratta di una categoria innovativa di azioni che possono essere emesse nell’ambito del quadro normativo delineatosi con la riforma del diritto societario del 2003. A fronte di limitati poteri sulla gestione (voto sulla revoca degli amministratori), tali azioni attribuiscono diritti patrimoniali privilegiati (una maggiore remunerazione rispetto alle azioni ordinarie, livello prestabilito di payout, etc. ) e offrono la facoltà di essere convertite in azioni ordinarie in caso di mancato raggiungimento di risultati minimi stabiliti dall’imprenditore al momento della loro emissione. Hanno diritto, in caso di cambio del controllo, da cui consegua un’Opa obbligatoria, di essere oggetto dell’Opa medesima. Possono essere quotate a condizione che le azioni ordinarie della società siano già ammesse a quotazione o vengano contestualmente quotate. Punti di forza delle Azioni Sviluppo - Con questo nuovo strumento finanziario l’imprenditore ha la possibilità di ottenere le risorse finanziarie per realizzare importanti progetti di sviluppo senza rinunciare al controllo dell’impresa. Il mercato può partecipare a investimenti di medio-lungo termine beneficiando di una redditività “privilegiata”, ma anche beneficiando di vantaggi di eventuali cessioni del controllo da parte dell’imprenditore e avendo la facoltà di convertire, al verificarsi di certe condizioni, le Azioni Sviluppo in azioni ordinarie. Chi può emettere le Azioni Sviluppo - Pur essendo state progettate facendo riferimento soprattutto alle esigenze delle medie imprese quotate, le Azioni Sviluppo posseggono caratteristiche tali da renderle idonee anche a sostenere le crescita di imprese non quotate. Tramite la loro emissione, si offre infatti la possibilità di aprire la compagine sociale a investitori istituzionali, eventuale premessa per un successivo passaggio alla quotazione. Un possibile “plus” quindi in termini di facilitazione all’ampliamento dell’offerta per gli investitori e, prospetticamente, all’ampliamento dei listini di Borsa. .  
   
   
MONTEZEMOLO: ECONOMIA IN NETTA RIPRESA. C´È RISCHIO CLIMA DI OSTILITÀ NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE  
 
 Roma, 19 marzo 2007 - L’economia italiana è in netta ripresa, pur fra mille problemi e difficoltà, a cominciare dalla spesa pubblica che continua a crescere in assenza di interventi di riduzione strutturale. Questa ripresa è il risultato di un grande sforzo degli imprenditori e di chi nelle imprese lavora, cioè di chi ha scelto la competizione e accettato la selezione. Sarebbe veramente paradossale se in questa situazione, invece di accompagnare l’impegno per la crescita con le riforme necessarie, si affermasse nei fatti un pericoloso clima di ostilità nei confronti delle imprese. Un clima che registriamo negli orientamenti anti-industriali in materia ambientale, a cominciare dalle proposte di modifica del Codice, negli ostacoli e nei veti che si frappongono ad ogni livello alla realizzazione di impianti e infrastrutture, nella disinvoltura di interventi con effetti retroattivi che tolgono ogni certezza sul versante delle regole. Penso alle concessioni autostradali, alle ricariche, alla revoca dei contratti Tav, al trattamento fiscale dei leasing. Tutte vicende che nulla hanno a che fare con le vere liberalizzazioni. E’ giusto chiedersi dove sarebbe oggi il nostro paese senza la capacità degli imprenditori italiani, grandi e piccoli, di fare impresa malgrado tutti gli ostacoli che incontrano ogni giorno sul loro cammino. Lo chiediamo a coloro che sembrano non voler riconoscere il contributo decisivo che ogni giorno viene dal mondo imprenditoriale. E anche alla luce di dichiarazioni di questi giorni e di queste ore a proposito di Telecom, devo dire che non ci piace il tentativo di fare l’imprenditore da parte di una politica debole. Al contrario abbiamo bisogno di una politica alta e autorevole che assicuri regole del gioco efficaci e il loro rispetto da parte di tutti. Siamo convinti che grazie alle tante eccellenze che sono presenti nel privato e nel pubblico, nelle imprese e nelle istituzioni, gli italiani abbiano ancora davanti a loro grandi possibilità. Ma il paese sarà in grado di cogliere le opportunità solo se ognuno fa bene il proprio mestiere ed è messo nella condizione di poterlo fare. Gli imprenditori stanno dimostrando che per la crescita economica del paese sono pronti a fare sempre di più. Ma hanno bisogno di sentire attorno a loro un clima più attento alle ragioni dell’impresa, del lavoro e dello sviluppo. .  
   
   
I SERVIZI PUBBLICI IN ITALIA? APPESI AD UN FILO. DALLA TELEFONIA RECORD DI LAMENTELE, DALLE LIBERALIZZAZIONI LA POSSIBILE SVOLTA DALL’ANNUALE RELAZIONE PIT SERVIZI-CITTADINANZATTIVA, L’ITALIA VISTA DAI CITTADINI CONSUMATORI, SETTORE PER SETTORE  
 
Roma, 16 marzo 2007 - “Il telefono? La tua croce”: dalla telefonia il maggior numero di lamentele da parte dei consumatori alle prese con I servizi pubblici in Italia. Su 100 reclami, infatti, 47 riguardano le tlc, nel 2003 erano 14. Se la telefonia chiama, le banche rispondono: al secondo posto nella lista nera, I servizi bancari sommano il 12% delle segnalazioni, -15% rispetto al 2005, a testimonianza di come si stia attenuando l’onda lunga della crisi del risparmio. Seguono la Pubblica Amministrazione (12% sul totale delle segnalazioni, -5% rispetto al 2005), I settori dell’energia e dei trasporti (rispettivamente 9% e 8% sul totale delle segnalazioni, +4% ciascuno rispetto al 2005), I servizi postali e assicurativi, ciascuno con un 5% sul totale delle segnalazioni, ma con un incremento delle lamentele per I servizi postali (+3% rispetto al 2005) e una diminuzione nelle segnalazioni per I servizi assicurativi (-4% rispetto al 2005). Residuali le segnalazioni riguardanti I prodotti (2% delle segnalazioni, - 9% rispetto al 2005). La maglia nera: dopo tre anni, I servizi bancari cedono la poco edificante prima posizione nella classifica dei settori maggiormente oggetto di lamentele a tutto svantaggio delle telecomunicazioni, settore che fa registrare anche il più significativo aumento nei reclami: +22% rispetto al 2005. Il paradosso dei call center, nati per semplificare la vita, volàno di complicazioni: pensati per accelerare I tempi, ti mettono in attesa per un tempo indefinito; pensati per risolvere problemi, ne creano di nuovi: vuoi reclamare per I ritardi nell’allaccio del gas o per un errato sollecito nel pagamento della luce? Dai call center delle aziende ulteriori disservizi, al punto che è dovuta intervenire l’Autorità di settore con un Regolamento sulla qualità dei servizi telefonici per gli utenti di energia elettrica e il gas. A fotografare lo “stato dell’arte” dei servizi pubblici in Italia gli stessi cittadini, attraverso le segnalazioni raccolte ed elaborate nella settima Relazione Pit Servizi di Cittadinanzattiva, nella quale trovano spazio oltre 60 proposte, di carattere generale e specifiche per ciascun settore (cfr. Www. Cittadinanzattiva. It). La relazione, presentata il 16 marzo a Roma, fa riferimento alle oltre 6600 segnalazioni dei cittadini giunte da gennaio a dicembre 2006 a Pit Servizi, il servizio di consulenza, informazione e tutela di Cittadinanzattiva nell’ambito dei servizi di pubblica utilità e P. A. “Il processo di liberalizzazione va sostenuto con decisione perché spezza consolidati interessi corporativi e valorizza la figura del cittadino consumatore” commenta il vice segretario generale di Cittadinanzattiva Giustino Trincia, “ma al tempo stesso è necessario armonizzarlo con altre indispensabili riforme e, soprattutto, accompagnarlo con l’introduzione di maggiori tutele per I diritti dei cittadini. Per questo riteniamo imprescindibile l’introduzione della class action e la valorizzazione delle modalità di risoluzione extragiudiziale dei conflitti - da un lato – e la riforma dei servizi pubblici locali, delle Autorità di Regolamentazione e la semplificazione della Pa dall’altra”. Al di là dei singoli settori, le segnalazioni nel loro insieme evidenziano un’attenuarsi di casi di aperta conflittualità (21% delle segnalazioni, -12% rispetto al 2005) a fronte di un incremento di segnalazioni in tema di scarsa trasparenza delle informazioni (22% delle segnalazioni, +8% rispetto al 2005). Ciò detto, è la scarsa qualità dei servizi, con il 29% delle segnalazioni (-1% rispetto al 2005), a confermarsi quale tara principale nei confronti della quale I cittadini sono costretti a confrontarsi quotidianamente. Seguono I casi di scarsa trasparenza delle informazioni, aperta conflittualità, difficoltà di accesso alle informazioni (19% delle segnalazioni, +1% rispetto al 2005), e di crescente domanda di sicurezza (9% delle segnalazioni, +4% rispetto al 2005). Ecco l´Italia vista dai cittadini consumatori, settore per settore: Telecomunicazioni (47% sul totale delle segnalazioni): il trend delle segnalazioni è in costante crescita negli ultimi 4 anni: di anno in anno le lamentele si concentrano su un nucleo ben definito di criticità, come se I fenomeni negativi, anziché essere eliminati dagli operatori, divenissero pratica consolidata considerata lecita dalle stesse aziende. Il tutto in una cornice di quasi totale assenza di norme a tutela dei cittadini, concorrenza spregiudicata tra gli operatori, giungla tariffaria. Telefonia fissa (68% delle segnalazioni relative alle tlc, -2% rispetto al 2005): traffico anomalo in bolletta, ritardi nella portabilità del numero e in caso di trasloco/attivazione linea o riparazione guasti a fronte di una tempestiva attivazione di servizi non richiesti, resistenze per cambio gestore. Telefonia mobile (20% segnalazioni tlc, +8% rispetto al 2005): tempi inaccettabili per cambio gestore, mancata comunicazione nella modifica di condizioni contrattuali, lamentele per I costi di ricarica ora finalmente aboliti dal “secondo pacchetto Bersani” sulle liberalizzazioni del gennaio 2007. Internet (9% segnalazioni tlc, -5% rispetto al 2005): mancato rispetto tempi di attivazione, presenza di Dialer e mal funzionamento Adsl, ritardi cambio gestore, modifiche condizioni contrattuali, mancata copertura territoriale. Pay Tv (2% segnalazioni tlc, -1% rispetto al 2005): fatture poco trasparenti, modifiche condizioni contrattuali, mancato rispetto del diritto di recesso, call center & servizio clienti a tariffazione speciale. Banche (12% sul totale delle segnalazioni): la diminuzione delle segnalazioni testimonia l’attenuarsi dell’onda lunga della crisi del risparmio mentre non sembra potersi attribuire ad una inversione di tendenza nei quotidiani rapporti tra risparmiatori e istituti bancari, stante la persistente asimmetria contrattuale e la conseguente conflittualità, minimamente mitigata da Patti Chiari e modalità conciliative introdotte nel 2006 da Banca Intesa, Capitalia, Gruppo Mps. Di fatto, non si percepisce alcun recupero in termini di fiducia mentre continua a brillare per assenza un’adeguata politica pubblica in tema di educazione finanziaria di base. Conto corrente (34% segnalazioni banche): lamentele per elevati costi di chiusura e gestione conto, abbinati all’insopportabile pratica della modifiche unilaterali dei contratto di c/c, disservizi che non dovrebbero più verificarsi per merito del “primo pacchetto Bersani” sulle liberalizzazioni dell’agosto 2006. Credito al consumo (20% segnalazioni banche, +9% rispetto al 2005 dovuto all’estendersi delle fasce sociali che vi ricorrono): mancato avviso, ritardata cancellazione e non conoscenza delle motivazioni iscrizione banca dati cattivi pagatori, ingiustificati ritardi nella concessione del finanziamento, tassi di interessi elevati, violazione della privacy. Mutui (15% segnalazioni banche): l’asimmetria contrattuale emerge nelle lamentele per tassi di interesse e spese di ammortamento troppo elevate, ma anche per la scoperta di spese accessorie delle quali non si ha consapevolezza. Moneta elettronica (14% segnalazioni banche): smagnetizzazione e clonazione bancomat, violazione della privacy legata alle carte di credito, clonazione carte di credito e costi elevati delle stesse sono in ordine decrescente le principali lamentele in tema di carte di pagamento. Investimenti finanziari (12% segnalazioni banche): la carenza di informazioni dettagliate e comprensibili rappresenta il principale motivo di lamentela, seguito dalla presenza di clausole contrattuali vessatorie. Relazione con gli utenti (3% segnalazioni banche): ritardi nel dare risposta a reclami, scortesia allo sportello e violazione della privacy. Pubblica Amministrazione (12% sul totale delle segnalazioni): migliora la relazione tra i cittadini e le tante facce della Pubblica Amministrazione, testimonianza dei primi risultati del processo di innovazione ed ammodernamento avviato da anni all’interno degli uffici pubblici, ma si accentua il danno economico dovuto alle note lungaggini della P. A. In merito a tre questioni aperte: lentezza del Fisco (in 6 casi su 10 l’attesa non è mai inferiore ai 6 anni), ritardi nell’espletamento di pratiche amministrative e rimborsi (sono oggetto di lamentela nel 30% dei casi), alti costi dei servizi locali, che nel loro insieme raccolgono il 9% delle lagnanze. Energia (9% sul totale delle segnalazioni): l’aumento delle segnalazioni è condizionato tanto dalla crescente sensibilità dei cittadini verso l’ambiente, quanto da un generalizzato peggioramento della qualità dei servizi erogati, il che preoccupa in vista della prossima liberalizzazione del settore dell’energia e del gas prevista a partire dell’01 luglio 2007. Luce (40% segnalazioni energia, -2% rispetto al 2005): reclami per bolletta incomprensibile, tariffe e conguagli elevati, errati solleciti di pagamento, interruzione servizio, errata rateizzazione conguagli ed errata lettura consumi, mal funzionamento call center e mal trattamento reclami, ricorsi Aeeg, violazione privacy causa contatori, scarsa info su telegestione e scatto contatori; richiesta info su fonti rinnovabili e sulle novità legate alla liberalizzazione del settore. Gas (34% segnalazioni energia, +12% rispetto al 2005): reclami per tariffe elevate, errati solleciti di pagamento, errori nei conguagli, violazione obbligo di rateizzazione conguagli, disservizi call center, ritardi anche di otto mesi per nuovi allacci, ritardi volture, ritardi riparazione guasti; richieste di informazione su voci di costo presenti in bolletta, normativa di riferimento, fonti rinnovabili, sicurezza degli impianti. Acqua (26% segnalazioni energia, -10% rispetto al 2005): reclami per tariffe elevate, bollette incomprensibili, conguagli elevati ed errati; segnalazioni di acqua non potabile, sprechi e interruzione del servizio, rotture condotte/tubature, mal funzionamento misuratori; richieste di informazione su ruolo e funzioni degli Ato, sui criteri di formulazione delle tariffe e su uso razionale delle risorse idriche. Trasporti (8% sul totale delle segnalazioni): non stupisce che le segnalazioni siano raddoppiate rispetto al 2005, considerando la grave crisi che da anni investe il trasporto ferroviario. Le poche infrastrutture rallentano il processo di liberalizzazione, l’inesistenza di procedure extragiudiziali per dirimere le controversie e di un Autorità di vigilanza rendono cronici i disagi quotidiani sopportati da milioni di pendolari, ripagati con rincari tariffari. Ferrovie (39% segnalazioni relative ai trasporti, -1% rispetto al 2005): ormai consolidati i disservizi riscontrati sia nelle stazioni che a bordo treno: ritardi, affollamenti, incidenti, soppressione treni, mancata comunicazione delle modifiche orari, malfunzionamento riscaldamento/aria condizionata, porte bloccate, toilette inagibili, vagoni sporchi/infestati da parassiti, mancato indennizzo dei ritardi accumulati dai treni regionali, mancanza di dispositivi di controllo e sicurezza, scarsa comunicazione di problemi e guasti da parte del personale di bordo. All’interno delle stazioni: barriere architettoniche, mancata informazione vocale e sui monitor, servizi igienici non agibili, obliteratrici guaste, biglietterie automatiche poche e spesso guaste. Aerei (20% segnalazioni relative ai trasporti, come nel 2005): overbooking, cancellazione voli, biglietti costosi, ritardi, scioperi, disservizi nelle prenotazioni, veicoli poco confortevoli, scortesia personale di bordo, pubblicità ingannevole, tema affrontato dal “secondo pacchetto Bersani” con provvedimenti in vigore da marzo 2007. Negli aeroporti: bagagli danneggiati o persi, barriere architettoniche, indicazioni e segnaletiche carenti, violazione privacy, carenti collegamenti intermodali, problemi nel trattamento degli utenti. Trasporto locale (20% segnalazioni relative ai trasporti, -2% rispetto al 2005): il settore raggruppa le lamentele riferite a bus, tram, metro: tariffe elevate, ritardi, riscaldamento/aria condizionata malfunzionanti, scarsa pulizia, malfunzionamento dei cartelli informativi, pensiline mancanti, barriere architettoniche, metro poco sicure, appalti irregolari. Anche in questo caso il “secondo pacchetto Bersani” prevede cambiamenti, aumentando il potere degli Enti Locali nel settore. Taxi (14% segnalazioni relative ai trasporti, +2% rispetto al 2005): lunghi tempi di attesa e tariffe elevate, servizio radio taxi che viola la privacy, fatture non emesse, carta servizi inesistente, scarsa informazione sulla riforma prevista dal “primo pacchetto Bersani”. Trasporto marittimo (5% segnalazioni relative ai trasporti, come nel 2005). Autostrade (2% segnalazioni relative ai trasporti, +1% rispetto al 2005): elevati costi di pedaggio, lunghe code ai caselli, carreggiate ristrette o interrotte causa lavori, lunghi tempi di attesa per risposta ai reclami, segnaletica poco visibile. Anche in tale settore sono previste novità dal “secondo pacchetto Bersani” in tema di costi carburanti (presenza listino prezzi comparati) e obbligo comunicazione limitazioni del traffico ai caselli di ingresso. Assicurazioni (5% sul totale delle segnalazioni): è uno dei settori più conflittuali; si spera che l’entrata in vigore del Codice delle assicurazioni unita alle novità introdotte dal “primo pacchetto Bersani” in primis, l’indennizzo diretto) possano costituire i primi passi per una modifica del settore a favore della parte contrattuale più debole, i cittadini. Rc Auto (67% segnalazioni assicurazioni, -8% rispetto al 2005): tariffe elevate e poco trasparenti, aumenti polizza inaspettati, ritardi liquidazione sinistri, violazione diritti di recesso, disdetta unilaterale, violazione privacy nei casi di assicurazione on line. Polizze vita (21% segnalazioni assicurazioni, +5% rispetto al 2005): mancata liquidazione del premio agli eredi, contestazioni/azioni giudiziarie, violazione privacy, ritardi nella liquidazione. Polizze infortuni (12% segnalazioni assicurazioni, +3% rispetto 2005): clausole vessatorie, ritardi e contestazione liquidazione, poca trasparenza dei contratti. Servizi Postali (5% sul totale delle segnalazioni): per il terzo anno si conferma il settore nel quale i cittadini riscontrano meno disservizi, in parte effetto di una strategia basata sull’attenzione al cliente ed aperta alla collaborazione con le Associazioni dei consumatori che ha portato, tra l’altro, alla stipula di due procedure di conciliazione extraguidiziale, per i prodotti finanziari e per i prodotti postali tradizionali. Pacchi (35% segnalazioni servizi postali) in ritardo nel 54% dei casi, persi nel 40%, troppo cari nel 4%, manomessi nel 2%. Posta prioritaria (22% segnalazioni servizi postali) in ritardo nell’87% dei casi, con costi troppo elevati nel restante 13%. Servizi postali finanziari (25% segnalazioni servizi postali): costi per la tenuta del conto troppo elevati, banco Posta on line interrotto per disguidi tecnici, violazione privacy, contratti poco trasparenti. Uffici postali (13% segnalazioni servizi postali): inadeguati e con barriere architettoniche, scarso numero di sportelli aperti, assenza di macchine elimina code, mancata assistenza reclami e poca informazione sulle procedure di conciliazione. Assicurata e corrieri (5% segnalazioni servizi postali). .  
   
   
BOLZANO, FRICK: "ANCHE IN ITALIA SI RIDUCA LA PRESSIONE FISCALE SULLE IMPRESE"  
 
Bolzano, 19 marzo 2007 - Dopo Austria e Spagna, anche la Germania ha deciso di ridurre drasticamente la pressione fiscale sulle imprese. In una lettera inviata al Presidente del Consiglio Romano Prodi, e al Ministro delle Finanze Tommaso Padoa-schioppa, l´assessore provinciale Werner Frick chiede che anche l´Italia si adegui a questa tendenza, varando una riforma della normativa fiscale. "Anche per l´Italia è giunto il tempo di seguire l´esempio austriaco, spagnolo e germanico, riducendo in maniera consistente le imposte che gravano sulle imprese". Questo, in estrema sintesi, il contenuto del messaggio rivolto dall´assessore provinciale Werner Frick ai massimi organi politici italiani. Pochi giorni fa, anche il governo di Berlino ha dato il via libera ad una riduzione della pressione fiscale, che dal primo gennaio 2008 passerà dal 39% a poco meno del 30%. L´italia si trova così all´ultimo posto, nella speciale classifica a livello europeo, con una pressione fiscale che supera il 37%. "Tutto ciò - spiega Frick - porterà ad un´ulteriore inasprimento della concorrenza per le aziende locali, mettendo in serio pericolo l´economia altoatesina. Visto che i confini geografici possono considerarsi abbattuti, e che tra la nostra Provincia, l´Austria, e la Germania, non vi sono neppure delle barriere dal punto di vista linguistico, è lecito aspettarsi un elevato rischio di emigrazione per molte imprese che attualmente sono ubicate in Alto Adige. Per diverse aziende, infatti, anche un semplice trasferimento della sede sociale può comportare un notevole risparmio dal punto di vista fiscale. Tutto ciò rischia di trasformarsi in un autentico pericolo per tutta l´economia nazionale, ed in particolare per quella altoatesina". Secondo l´assessore Werner Frick, anche la Provincia di Bolzano dovrà muoversi. Tra pochi mesi, infatti, con la nuova legge finanziaria, tornerà d´attualità il tema della riduzione dell´Irap. Gli enti locali hanno la possibilità di ridurre sino ad un massimo di un punto percentuale questa imposta. .  
   
   
1° FORUM SULL´ECONOMIA TOSCANA MARTINI: "STOP ALLA RENDITA, SÌ ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL SISTEMA TOSCANA" PUNTARE SU INNOVAZIONE, RICERCA, SBUROCRATIZZAZIONE. RAFFORZARE LA COESIONE SOCIALE DEL TERRITORIO  
 
 Firenze, 19 marzo 2007 - Combattere la rendita dei settori protetti, in special modo nella sfera del terziario e dei servizi pubblici; accompagnare lo sviluppo dei distretti grazie ad una crescita di qualità del contesto in cui operano; avere una visione unitaria del sistema economico-produttivo, soprattutto un´immagine condivisa utile a prospettare il futuro del Sistema Toscana da qui a dieci-quindici anni. Sono questi i principali spunti dell´intervento del presidente della Regione Toscana Claudio Martini al Primo Forum sull´economia toscana organizzato il 16 marzo a Firenze da Irpet e Banca Cr Firenze e al quale hanno partecipato i principali soggetti economici del territorio. "E´ necessario tenere insieme l´azione delle imprese e l´azione di governo delle istituzioni pubbliche - ha detto Martini-. Dobbiamo farci carico, ognuno per la propria parte, di un lavoro che porti ad affrontare la complessità di questi anni. L´economia, dopo un lungo periodo di stagnazione, è tornata a crescere e oggi dobbiamo lavorare per consolidarla con un´azione di riqualificazione del sistema produttivo. Sarebbe un vero peccato - ha aggiunto Martini - fermare adesso l´opera di risanamento in corso, fondata sugli investimenti in ricerca, innovazione e trasferimento; sull´internazionalizzazione e promozione delle imprese; sulla riorganizzazione dei distretti industriali e sulla sostenibilità dell´offerta turistica e commerciale. " In sostanza il presidente Martini ha ribadito la validità dei principi cardine del nuovo Piano Regionale per lo Sviluppo Economico 2007 - 2010 (Prse) i cui indirizzi sono appena stati approvati dal Consiglio Regionale. Claudio Martini si è poi soffermato su due questioni centrali per consentire una crescita di qualità alla nostra economia: i nuovi indici di sviluppo e il ruolo della politica e delle istituzioni. "Mi interrogo sempre più spesso sulla limitatezza di uno strumento di misura come il Prodotto Interno Lordo. Oggi abbiamo a disposizione strumenti complementari come l´Indice di Qualità dello Sviluppo Regionale (Quars) che raccoglie dati relativi alla sostenibilità sociale e ambientale, ma anche sull´impiego della spesa pubblica regionale. Confrontare la classifica dei Quars con quella realtiva al Pil - ha continuato Martini - è un esercizio utile perché aiuta a verificare come ricchezza e benessere, qualità della vita e dello sviluppo, quantità dei diritti esigibili non vadano necessariamente d´accordo. Basti citare come la Toscana sia al nono posto per Pil e addirittura al secondo per la qualità globale della vita. " La politica infine. Per il presidente Martini "Non dobbiamo cadere nell´equivoco dell´autoreferenzialità, ma dobbiamo necessariamente impegnarci di più per realizzare politiche e strumenti in grado di rendere la Toscana più competitiva e in questo modo favorire la crescita del sistema produttivo. Penso ad interventi di sburocratizzazione della macchina pubblica e di completamento della rete delle infrastrutture materiali e immateriali. Naturalmente - ha concluso Martini - sempre con una particolare attenzione affinché la coesione sociale del territorio tenga e ne esca anzi rafforzata". .  
   
   
BILANCIO LIGURIA, ASSESSORE PITTALUGA: “GLI OLTRE 200 MILIONI DI RISORSE TRIBUTARIE ECCEDENTI LA SPESA SANITARIA SERVONO PER LE ALTRE FUNZIONI CHE LA REGIONE DEVE COPRIRE”  
 
Genova, 19 marzo 2007 - “Le entrate tributarie della Regione non coprono solo la spesa sanitaria. Infatti la Regione ha funzioni assai ampie che vanno dal sociale all´istruzione, dai trasporti all´edilizia popolare, dall´ambiente e dalla difesa del suolo alle attività produttive, al turismo, alla cultura e così via. Pertanto gli oltre 200 milioni di risorse tributarie eccedenti la spesa sanitaria vanno a coprire queste diverse funzioni”. Lo ha dichiarato l´assessore al Bilancio della Regione Liguria, G. B. Pittaluga, rispondendo ai consiglieri regionali dell´Udc, Matteo Marcenaro e Nicola Abundo, che avevano affermato che le maggior entrate delle tasse volute dalla giunta Burlando servono "non per riempire i buchi della Sanità, ma per rispondere alle esigenze di spesa degli attuali assessori". “L´espletazione delle diverse funzioni - ha continuato l´assessore Pittaluga - assorbe peraltro ben più di 200 milioni di euro in questione se si pensa che solo il contributo al trasporto pubblico locale è di circa 138 milioni di euro, quello all´assistenza sociale è di oltre 66 milioni di euro, quello all´ambiente è di quasi 46 milioni di euro, quello dell´istruzione e formazione è di oltre 76 milioni di euro e così via. Come si vede la cosiddetta eccedenza di 200 milioni di entrate da tributi è più che assorbita dalle funzioni della Regione, diverse dalla Sanità. E´ sorprendente che l´Udc tratti problemi seri come quelli del bilancio con tanta disinvoltura. Tale atteggiamento finisce per creare solo confusione e disinformazione nel pubblico”. L´assessore Pittaluga ha spiegato ancora: “Per quanto riguarda il livello delle imposte occorre ribadire che i ritocchi verso l´alto adottati con la Legge finanziaria regionale dello scorso anno consentono di dare copertura ai disavanzi della sanità degli ultimi esercizi, dal 2004 al 2006. Qualora non si fosse data copertura a tali disavanzi sanitari, come previsto dalla Legge finanziaria del ministro Tremonti relativa al 2006 l´Irap sarebbe stata aumentata per tutte le aziende liguri dal 4,25% al 5,25% e l´addizionale Irpef all´1,4% anche per i redditi inferiori ai 20mila euro. Spiace che un componente della vecchia amministrazione che ha lasciato un disavanzo sanitario imponente e un elevato disordine organizzativo recrimini oggi su un aggravio fiscale che è l´esito dell´eredità ricevuta da questa amministrazione”. .  
   
   
SVILUPPO PMI MARCHIGIANE, IL RUOLO DELLA REGIONE  
 
Ancona, 19 marzo 2007 - L´assessore regionale alle Attivita` Produttive Gianni Giaccaglia e` intervenuto nella sede della facolta` di Economia di Ancona alla tavola rotonda promossa dal Rotary Club Ancona Riviera del Conero sulla ´Competitivita` delle pmi in un contesto di internazionalizzazione´. Introdotto il tema dal giornalista Rai Lucio Valentini che ha ricordato che proprio la Regione Marche presiede il tavolo nazionale della Conferenza delle Regioni per quanto riguarda la Commissione Attivita` Produttive, Gianni Giaccaglia ha ricordato la grande mole di lavoro svolta negli ultimi tempi insieme ai colleghi assessori. In particolare con quelli presenti oggi ad Ancona di Umbria, Abruzzo e Molise. ´Abbiamo lavorato soprattutto per l´ascolto delle problematiche di base delle piccole e medie imprese ´ ha detto Giaccaglia ´ concertando le istanze imprenditoriali con gli stessi vertici di Confindustria, come potra` qui testimoniare Federico Vitali per le Marche ma anche i colleghi delle rispettive regioni. Abbiamo cercato di istituire tavoli di confronto per discutere le necessita` di base delle aziende soprattutto quando devono investire per lo sviluppo e l´internazionalizzazione. Il coordinamento a Roma che la Regione Marche ha adesso e` una opportunita` che ha gia` dato dei frutti. Prima di tutto, le esigenze avvertite dal basso dalle pmi, hanno avuto voce nel superiore tavolo della Conferenza dei Presidenti delle Regioni d´Italia, fino ad arrivare al ministro Bersani e a questo Governo che infatti ne ha recepito alcuni punti fondamentali. Ma dopo aver raggiunto un primo obiettivo, che e` giocato sulla correlazione nuova fra imprese e parte politica e dentro le stesse istituzioni, ora la Regione Marche sta facendo di piu`. Nel prossimo Piano delle Attivita` Produttive trasferiremo infatti tali istanze delle piccole e medie imprese, facendo tesoro delle richieste degli imprenditori e concretamente dando risposte nell´attivare tutti gli strumenti economici e politici utili, sul territorio, per aiutare e sostenere chi va all´estero´. Giaccaglia ha poi citato alcuni esempi pratici: ´Il Fondo unico per le Attivita` produttive era fino a ieri un fondo statale che stanziava finanziamenti a fine anno rendendo impossibili le programmazioni di investimento delle pmi. Invece siamo riusciti a ottenere non solo che tale stanziamento diventasse automatico ma che rimanga tale fino all´anno successivo all´entrata in vigore del federalismo fiscale, permettendo cosi` alle imprese di programmare per tempo i propri investimenti. ´ Fra i problemi riconosciuti alle pmi marchigiane, l´assessore ha indicato in via prioritaria come da risolvere quello dimensionale. ´Occorre che le aziende di casa nostra abbandonino l´individualismo per mettersi insieme, fare rete e costituire aggregazioni d´impresa, specie in campo estero. La Regione inserendo gia` nel Piano delle Attivita` Produttive i concetti di aggregazione d´impresa, di associazioni temporanee d´impresa e soluzioni come il risparmio energetico, cerchera` in tutti i modi con le sue politiche di agevolare tale sforzo e tradurre in sostegno tale esigenza per lo sviluppo di tutta l´economia regionale´. .  
   
   
FIRENZE, MECCANICA: POSITIVO IL QUADRO GENERALE MA PERMANGONO ELEMENTI DI CRITICITA’  
 
Sesto Fiorentino, 19 marzo 2007 - L’analisi congiunturale, relativa al secondo semestre 2006, dell’impresa meccanica nella Provincia di Firenze mette in luce un quadro d’insieme positivo, ma non brillante. In linea generale l’indagine, condotta da Cna Firenze in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, riproduce il quadro emerso nella precedente rilevazione, mostrando piccoli passi in avanti. Ma il ritmo sembra più fiacco e le attese per il 2007 non promettono un andamento favorevole, ma una dimensione di netta stazionarietà. Inoltre le aspettative a breve sono assai deludenti e, se confermate, delineano per il prossimo futuro uno scenario di stagnazione. Le classiche variabili congiunturali relative ad ordini (+21,88%) e fatturato (+29,16%) presentano saldi attivi discreti o buoni, seppur leggermente inferiori a quelli del semestre precedente. Il quadro delle variabili economico-finanziarie, costituito da variabili riguardanti i meccanismi delle riscossioni e variabili che fanno riferimento al rapporto tra costi e ricavi (redditività), mostra, nel suo insieme, un profilo decisamente positivo (saldo della redditività: +50,00%). Per quanto riguarda l’utilizzo degli impianti, sono stati utilizzati due indicatori relativi al livello e all’andamento: dall’analisi dei dati emerge, in linea di continuità con la precedente rilevazione, un quadro discreto sia per il grado che per la dinamica, ed al tempo stesso suscettibile di ulteriori miglioramenti. Relativamente alle strategie commerciali, misurate da indicatori relativi ad imprese operanti in conto proprio od in regime misto, ancora una volta si registra una riconferma dei risultati del giugno 2006 ovvero, discreti saldi percentuali per i prezzi (ritocco verso l’alto di diversi listini) e risultati apprezzabili anche sul versante delle quantità vendute. Il ricorso al sistema creditizio resta ancora limitato (il 20,83% del “campione”); viene preferito il contratto di leasing (ma nel semestre è significativamente aumentata la quota dei prestiti a medio-breve termine) ed è rivolto unicamente al finanziamento degli investimenti effettuati nel semestre. Lo scarto che si è venuto a creare fra il numero di aziende che hanno investito ed aziende che hanno fatto ricorso al credito bancario, è stato inevitabilmente coperto da “mezzi propri”. Parlando d’investimenti, ci troviamo di fronte ad un saldo discreto (+21,88%), anche se leggermente inferiore a quello di sei mesi precedenti e non brillante rispetto ad altri semestri, soprattutto del 2000. La maggior parte delle azioni d’investimento riguarda, come di consueto, la sostituzione di beni strumentali o l’introduzione di nuovi. Marginalmente significati, tuttavia, restano gli investimenti volti a migliorare la capacità gestionale delle imprese (nuovi Pc, programmi gestionali, ecc. ). Com’era facilmente prevedibile, gli importi vedono la preminenza (oltre il 60%) della classe maggiore (oltre 25. 000 euro). “Per assicurare un futuro alla piccola impresa di meccanica su scala provinciale (e regionale) - spiega Maurizio Soldi, Presidente Cna Area La Piana – occorre mettere in atto strategie complesse. L’innovazione tecnologica rappresenta sicuramente l’orizzonte più importante per il quale occorre intervenire su due aspetti: dobbiamo affrontare il problema di “trasferire” conoscenze dai centri di ricerca alla piccola impresa e, nel contempo, garantire un’efficace azione di assistenza e consulenza per facilitare l’introduzione di tecnologie adeguate e, di conseguenza, il miglior posizionamento possibile sul mercato. Strettamente connesso all’innovazione tecnologica, è il grande tema della formazione ovvero del capitale umano da impiegare in azienda. A differenza del passato, anche recente, le figure ad alto contenuto tecnico-scientifico (ingegneri, fisici, ecc. ) dovranno essere sempre più numerose. In un lasso di tempo sufficientemente breve, nelle imprese dovrà aumentare il peso specifico di queste figure sia per una migliore conduzione e proiezione dell’azienda sia per far gemmare nuove esperienze imprenditoriali. Infine – conclude Soldi - è necessario far crescere la dimensione media delle imprese (soprattutto in particolari comparti produttivi) sia attraverso la definizione di nuove strategie da parte delle singole aziende sia favorendo l’aggregazione d’imprese. Va da sé che l’implementazione di questi obiettivi strategici richiede la costruzione di condizioni “ambientali” favorevoli: in primo luogo, un’adeguata politica industriale su scala nazionale e regionale. Un confronto ragionato con le esperienze che si stanno conducendo in altre parti d’Europa (Germania, Francia, paesi scandinavi) diventa un passaggio indispensabile: dunque, occorre mettere in campo, risorse, strumenti, progetti. Naturalmente in questo ambito, legato a politiche macro-economiche, la “mano pubblica” dovrà far pesare il proprio ruolo nelle forma e misure più adeguate”. . .  
   
   
IL PRESIDENTE BASSOLINO INCONTRA IN REGIONE CAMPANIA L´AMBASCIATORE INDIANO RAJIV DOGRA  
 
 Napoli, 19 marzo 2007 - Il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino ha incontrato il 14 marzo a Santa Lucia l´Ambasciatore indiano, Rajiv Dogra. Al centro del colloquio le prospettive degli scambi tra Campania e India, dopo la firma, a febbraio, dell´accordo con il gruppo Videocon - che investirà 1,2 miliardi di euro per un nuovo stabilimento a Rocca d´Evandro (Ce) - e del memorandum d´intesa con Tata Consulting Services. L´ambasciatore ha discusso col presidente Bassolino anche delle nuove opportunità di collaborazione emerse durante la sua visita in Regione. In questo senso, particolarmente rilevanti l´incontro con rappresentanti di Confindustria Campania e il sopralluogo al Tarì di Marcianise. L´ambasciatore Dogra ha espresso a Bassolino la sua convinta disponibilità per la promozione in autunno di una manifestazione del Tarì a Mumbai, nell´ambito dell´Anno dell´Italia in India 2007-2008 e per favorire la partecipazione di imprese indiane a eventi internazionali in programma presso la struttura di Marcianise. Rilevante anche la visita dell´ambasciatore a Capua, focalizzata sulle occasioni di cooperazione nel comparto aerospaziale e sui lavori preparatori per l´insediamento in zona della joint venture tra Tata Consulting Services e Nuovo Consorzio Informatico. .  
   
   
FIRMATO ACCORDO PER CESSIONE FINMEK  
 
 Trieste, 19 marzo 2007 - E´ stato siglato il 16 marzo a Roma l´accordo, ai sensi dell´articolo 47 della legge 428/1990, che consente la cessione dello stabilimento Finmek di Ronchi dei Legionari. All´incontro, nella sede del Ministero per lo sviluppo economico, hanno partecipato il capo della segreteria tecnica del ministro, on. Franco Raffaldini, il commissario straordinario della Finmek Gianluca Vidal, i rappresentanti delle società Mw e Nest Origin (Gruppo Nomos) Francesco Fantuzzi e Pietro Nobile e rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali. In base a questo accordo il commissario straordinario potrà avviare la cessione del ramo di azienda nonché delle attrezzature e dei beni strumentali dello stabilimento di Ronchi dei Legionari ai due imprenditori che assumeranno 140 lavoratori già dipendenti Finmek Access Media. "Con questo accordo - commenta l´assessore regionale alle Attività produttive Enrico Bertossi - giungiamo alla positiva conclusione di una vicenda che, assieme all´assessore Cosolini, seguiamo dall´inizio di questa legislatura". In un recente incontro, svoltosi a Trieste, la Regione e la Provincia di Gorizia si sono impegnate ad attivare tutti gli strumenti previsti dalle leggi regionali per il riavvio all´occupazione dei dipendenti Finmek Access Media non assunti dalla nuova proprietà. .  
   
   
LA FORTEZZA IL GRUPPO SPECIALIZZATO IN ALLESTIMENTI PER GD ACQUISTA ALSER, STORICA AZIENDA FRANCESE, E VA VERSO UN FATTURATO 2007 DA 130 MILIONI (+53%)  
 
Bologna, 19 marzo 2007  – Grandi manovre nel Gotha della produzione di attrezzature e arredamento per grandi superfici commerciali. Il Gruppo La Fortezza – che, con un fatturato 2006 da 85 milioni di Euro, si riconferma leader assoluto a livello nazionale – è andato a fare shopping direttamente in Francia, cuore dell’Europa e patria del settore. Nel segno di una internazionalizzazione sempre più accentuata, La Fortezza ha rilevato dal Gruppo Epta, per una cifra superiore ai 17 milioni di Euro, la Alser, azienda del mobilier con quasi mezzo secolo di attività alle spalle. Considerata “la Ferrari del settore”, Alser Innovation S. A. Ha sede produttiva a Romorantin (20. 000 mq. Coperti su un’area di 70. 000 mq. ), una filiale italiana già attiva a Legnano (Mi), 180 dipendenti e un turnover 2006 da oltre 40 milioni di Euro. Spiega il presidente Alvaro Baglioni: «L’acquisto della Alser risponde alla nostra esigenza di un sito produttivo in loco per servire in modo ancora più puntuale i nostri sempre più numerosi clienti in territorio francese. Inoltre la Francia è il mercato più importante d’Europa, dove si determina molto del futuro del nostro settore. Ma, soprattutto, si trattava di un’imperdibile occasione di ulteriore crescita sullo scenario mondiale. Il mercato interno, eroso com’è da una miriade di piccole aziende, non ci consente di progredire: è all’estero che troviamo modo di accrescere la nostra competitività a livello internazionale». Ora il management de La Fortezza va verso un fatturato 2007 da 130 milioni, che potrebbero diventare 170 nel triennio, mentre la conquista della leadership europea – con l’acquisto della Alser il Gruppo è ora secondo – si fa più vicina. Al processo di internazionalizzazione messo in atto dal Gruppo La Fortezza concorrerà anche l’inaugurazione, entro fine anno, del nuovo stabilimento produttivo in Russia. Dice Alvaro Baglioni: «Il polo russo ci costerà alla fine ben 10 milioni, ma darà lavoro a un centinaio di persone e produrrà un fatturato iniziale sui 20 milioni. Le prospettive di crescita, inoltre, sono molto interessanti, dato che ci muoviamo in un mercato ancora vergine». Il Gruppo La Fortezza ha stabilimenti già attivi a Pianoro (Bo), Forlimpopoli (Fc), Luogosano (Av) e Scarperia (Fi), nonché in Argentina e in Malesia, dove operano complessivamente oltre 400 dipendenti. .  
   
   
OTTIMA CRESCITA PER L’EXPORT TORINESE  
 
Torino, 19 marzo 2007 - Nel 2006 la provincia di Torino ha esportato merci per quasi 17 miliardi di euro con una crescita del 7,4% nei confronti dell’anno precedente: un ottimo risultato se si pensa alla variazione registrata un anno fa, pari al -0,3%. Crescono anche le importazioni (+13,7%) pari a 15,8 miliardi di euro. Evidenziano un incremento delle vendite all’estero praticamente tutti i settori dell’economia locale, guidati dalle macchine e apparecchiature elettriche–elettroniche (+14,9%) e dai mezzi di trasporto (+10,5%). Le macchine e gli apparecchi meccanici, che rappresentano quasi il 20% del totale delle vendite all’estero, mettono a segno una variazione del +5,7%. I mezzi di trasporto rappresentano il 42% degli ordinativi provinciali dall’estero e crescono complessivamente del 10,5%. Le vendite di parti e accessori per autoveicoli continuano a superare quelle di autoveicoli (3,7 miliardi di euro della componentistica contro 2,7 miliardi di euro di autoveicoli), ma nel 2006 le esportazioni di autoveicoli sono cresciute di più di quelle di componenti (+11,3 contro +7,8%). "È la ripresa Fiat a sostenere decisamente la crescita delle esportazioni in provincia di Torino, con un +11,3% nelle vendite di autoveicoli. Tengono tuttavia anche i componenti autoveicolari con un +7,8%, pari al 21,8% del totale delle esportazioni torinesi – sottolinea Alessandro Barberis, presidente della Camera di commercio di Torino. – E registrano ottime performance anche nuovi settori in crescita, come l’aerospazio". Le vendite all’estero di aeromobili e veicoli spaziali manifestano, infatti, un incremento significativo (+28,6% rispetto all’anno precedente) e la loro quota arriva così a rappresentare il 7,5% del totale dell’export provinciale. L’unione Europea (a 25 paesi) assorbe il 67% delle esportazioni, pari a 11,4 miliardi di euro, con un incremento del 5,6% nei confronti del 2005. La Francia si conferma il principale partner commerciale della nostra provincia, con il 16,7% delle merci esportate. Al secondo posto si colloca la Germania (15,1% del totale) con un aumento del 7,7%. La terza piazza è occupata dalla Spagna (l’8,8% dell’export complessivo), con una crescita del 6,1%, in media con quella già registrata nel 2005. Fra i paesi dell’Europa centro–orientale la prima posizione è sempre occupata dalla Polonia che assorbe il 5,5% delle vendite all’estero della provincia torinese, con una variazione del +17,5% rispetto al 2005. Pesano l’1,3% sul totale, invece, le esportazioni torinesi verso la Russia, aumentate del 36,5%. Appaiono in aumento anche gli acquisti dalla Repubblica Ceca (+10,4) e dalla Slovacchia (+15,4%) e soprattutto crescono le esportazioni verso la Turchia (+13,5% nei confronti dell’anno precedente), che sfiora il 5% dell’export complessivo della provincia. Al di fuori dell’Europa, gli Stati Uniti si confermano il principale partner commerciale della provincia di Torino con il 4,9% del totale dell’export: anche in questo caso la variazione è positiva, pari al +11,4%. La nostra provincia consegue poi un risultato positivo sia in Brasile (+5,6%) sia in Argentina (+16,7%), anche se le quote di questi due paesi sono ben lontane dai valori della seconda metà degli anni ’90, quando erano indicati come aree emergenti per il commercio internazionale della provincia. Infine i mercanti emergenti asiatici: le esportazioni torinesi verso la Cina sono aumentate del 22,3% rispetto allo scorso anno, arrivando a rappresentare il 4,4% del totale. Anche l’India sta seguendo la stessa evoluzione, seppur con quote più basse: l’export torinese verso questo paese è aumentato del 5,6% nei confronti del 2005. .  
   
   
SAN MARINO: FOCUS SUL BUSINESS SICURO PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE  
 
 San Marino, 19 marzo 2007 - Si è svolto giovedì 15 marzo, l’incontro formativo “Francia, Germania, Spagna e Usa: Focus sul business sicuro” presso il Grand Hotel Primavera organizzato dall’Area Internazionalizzazione della Camera di Commercio di San Marino nell’ambito del Club_estero sulle problematiche che si devono affrontare per internazionalizzare la propria azienda. Per questo appuntamento, il primo di cinque organizzati volgendo lo sguardo all’estero, si è scelto di approfondire gli aspetti tecnico-pratici riguardanti Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti. In modo particolare si è voluto tenere conto delle diverse forme societarie presenti in questi paesi, a volte molto diverse dalle nostre, a volte con limitazioni nella partecipazione societaria per un investitore straniero. Per relazionare su questi ed altri problemi fondamentali che spaventano chi cerca possibilità di business fuori dai confini nazionali e chi rivolge ampie attenzioni ai mercati esteri, sono intervenuti quattro avvocati di fama internazionale. Paul Bonsirven di Lione per la Francia, Tilbert Otto Schillik di Monaco di Baviera per la Germania, Piero Viganego di Barcellona e Madrid per la Spagna e Gian Piero Rinaldi di New York hanno fornito informazioni e risposte ai dubbi e alle aspettative delle tante aziende presenti. Dubbi riguardanti nella maggior parte dei casi la sicurezza delle transazioni finanziarie e la tutela dei diritti nei confronti dei clienti che per qualsiasi motivo non pagano quanto dovuto, ma anche il trattamento dei rapporti con i clienti e la ricerca delle informazioni commerciali e legali riguardanti le imprese estere con cui stringere rapporti di collaborazione. Per ogni paese è stata descritta la regolamentazione sul rapporto cliente-fornitore con particolare riferimento ai tempi e ai modi di gestione di eventuali reclami sulla merce inviata dal fornitore. Si è voluto quindi fornire quelle conoscenze di base per trasformare l’internazionalizzazione da un salto nel buio ad un ottima opportunità di business. .  
   
   
INTERNAZIONALIZZAZIONE: TRE GIORNATE FORMATIVE  
 
Lecco, 19 marzo 2007 - Nell’ambito del percorso formativo 2007 “Il made in Lecco incontra…” si terrà il 28 marzo, dalle 9 alle 17,30, nella sala riunioni dell’ente camerale lecchese il primo appuntamento, dal titolo “Come ottimizzare la partecipazione a fiere internazionali”. Si tratta di un incontro volto a preparare la partecipazione ad una fiera internazionale, a gestire gli aspetti di comunicazione e promozione e a trasformare in relazione d´affari i contatti raccolti in fiera. La giornata è parte di tre incontri di formazione organizzati da Lariodesk, azienda speciale della Camera di Lecco, con il proprio Sportello Lombardia Point e in collaborazione con il Centro Estero Camere di Commercio Lombarde, tre giornate di formazione con l´obiettivo di fornire indicazioni e strumenti efficaci per la pianificazione, la promozione e la verifica del proprio piano di internazionalizzazione. Dopo la prima giornata di formazione, in programma il prossimo 28 marzo, seguiranno gli appuntamenti: "Il sistema doganale e le norme di orgine" - mercoledì 18 aprile 2007 - "Organizzare e gestire una forza vendita all´estero" - mercoledì 30 maggio 2007 . .  
   
   
IN UMBRIA DUE GIORNATE DEDICATA ALLA QUALIFICAZIONE DELL’OFFERTA RICETTIVA  
 
Perugia,19 marzo 2007 - Un prodotto turistico di qualità presuppone un’offerta ricettiva qualificata. Su questa base si fonda il progetto “Sviluppo delle politiche interregionali del turismo”, a cui partecipa anche la Regione Umbria. Nell’ambito del progetto, coordinato dalla Regione Liguria, gestito da “Cinsedo” (Centro interregionale studi e documentazione) e finanziato attraverso la legge “135/2001”, è inserito il seminario dal titolo “La qualificazione dell’offerta ricettiva: dai sistemi di classificazione alle certificazioni di qualità”, in programma a Perugia lunedì 19 e martedì 20 marzo. “Il programma del seminario di formazione, riservato a dirigenti e funzionari di tutte le Regioni italiane – spiegano all’assessorato al turismo della Regione Umbria - fu deliberato dal coordinamento del progetto nel settembre scorso e l’Umbria è stata individuata come Regione ospitante. A questa iniziativa seguirà un ulteriore seminario sulle problematiche connesse alla ricettività extralberghiera la cui sede e data dovranno ancora essere stabilite. Si tratta di un’iniziativa particolarmente importante per la nostra Regione in quanto costituisce un utile momento di approfondimento che cade poco tempo dopo l’approvazione della legge regionale numero 18 del 27 dicembre 2006 sulla ‘Legislazione turistica regionale’. Le tematiche del seminario infatti, sono riferite alla qualificazione dell’offerta ricettiva che costituisce uno degli elementi essenziali per la costruzione di un prodotto turistico di qualità”. La prima giornata del seminario sarà dedicata alle problematiche relative ai sistemi di classificazione delle strutture ricettive con l’obiettivo di metterne in luce le criticità e valutare le possibili prospettive, sia con riferimento agli aspetti normativi che tecnici. “A proposito – precisano all’assessorato - l’Umbria ha considerato le tabelle contenenti i requisiti per la classificazione delle strutture ricettive come parte integrante della legge, ma ha previsto una loro modifica attraverso atti amministrativi in modo da renderne più snello l’adeguamento alle mutevoli esigenze del mercato nell’ottica dell’innalzamento della qualità dei servizi offerti al turista”. L’inizio dei lavori è previsto per le ore 9,30 con il saluto della presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti e del presidente del Centro studi superiori sul turismo di Assisi, Loris Nadotti. Seguiranno gli interventi sulla “Dinamica evolutiva della domanda turistica”, della ricercatrice dell’Isnart, Flavia Coccia, “L’evoluzione delle forme di ricettività alberghiera internazionale e nazionale con riferimento all’evoluzione del mercato e della domanda turistica”, di Giuseppe Pasquetti della società di consulenza specializzata nel settore turistico- alberghiero. La ricercatrice del “Cst” di Assisi, Anna Boccioli, parlerà delle problematiche e prospettive dei “Sistemi di classificazione nelle normative regionali”, mentre il direttore generale dell’Agenzia di sviluppo turismo Friuli Venezia Giulia, Josep Pasquetti, affronterà il tema dell’offerta ricettiva alberghiera e le certificazioni di qualità territoriale. Nel pomeriggio, a partire dalle 15,30, Gianluca Ciurnelli, dell’Università di Perugia, parlerà degli aspetti giuridici e delle problematiche legate all’organizzazione turistica pubblica e booking on line, il docente della Bocconi di Milano, Rodolfo Baggio, tratterà della promozione e commercializzazione on line dell’offerta ricettiva. Il programma della seconda giornata è dedicato ai sistemi di qualità che, “insieme a quello d’integrazione – hanno sottolineato all’assessorato - rappresenta uno dei cardini dell’intera legge ed è riferito sia alle strutture ricettive che al complesso dei servizi offerti al turista. Infatti nel testo della legge sul turismo sono riservate alla Regione le funzioni di individuare gli standard qualitativi riferiti a tutto il complesso dell’offerta turistica, quindi non solo per le strutture ricettive, ma anche per i servizi d’informazione e accoglienza turistica, per le professioni turistiche e i servizi d’intermediazione. La legge individua anche una Commissione per la promozione della qualità con il compito, tra l’altro di formulare proposte alla Giunta regionale collocando il tutto nel rispetto della qualità e della compatibilità ambientale. Gli stessi strumenti finanziari previsti dalla legge, come la concessione di contributi in conto interesse alle imprese ricettive, sono dedicati alla qualificazione dell’offerta turistico-ricettiva, sulla base di una serie di priorità come le opere di miglioramento, ampliamento e ammodernamento delle strutture esistenti. L’inizio dei lavori è previsto per le ore 9: Paolo Moreggio dell’Università di Torino affronterà il tema “I sistemi e le metodologie internazionali di organizzazione alberghiera: i principali competitors dell’Italia”. A seguire l’intervento del ricercatore del “Cst” di Assisi, Oderisi Nello Fiorucci, relativo al passaggio “Dai sistemi di classificazione ai sistemi di certificazione della qualità”. Il responsabile del Touring Club Italiano, Luigi Cremona, palerà dei “Marchi volontari di qualità, Carta Servizi ed altri approcci per la qualità dell’offerta ricettiva”, il responsabile divisione impresa e società “Uni”, Stefano Sibilio, illustrerà gli “Strumenti volontari per la qualità dei servizi turistici”, Stefania Minestrini dell’Arpa Umbria presenterà “Il sistema di certificazione – Ecolabel”, Leonardo Delfitto della società “Italiaforma” tratterà della “Qualità e formazione nelle imprese dell’ospitalità: gli strumenti per la formazione e la riqualificazione”. A conclusione dell’iniziativa è previsto l’intervento del direttore regionale allo sviluppo economico e attività produttive, Ciro Becchetti. .  
   
   
SEMINARI PER IMPRESE A SAN PIETROBURGO (RUSSIA)  
 
Trieste, 19 marzo 2007 - A giugno e a settembre 2007 a San Pietroburgo avrà luogo una serie di seminari aventi per tema: ´Nuovi materiali e tecnologie. Quali vantaggi reali nella concorrenza nello sviluppo dell´industria dei mobili e del relativo design in Russia´. La notizia è stata diffusa dall´Ice, secondo cui i seminari verranno organizzati dalla rivista ´Design e produzione dei mobili´, della casa editrice Noosfera Spb-holding Reg. Al. Scopo principale dei seminari è la promozione dei materiali e delle tecnologie estere più moderne nell´industria dei mobili. I partecipanti ai seminari sono aziende di mobili tra le più importanti in Russia, Istituti scientifici e centri vari, studi di design, riviste di settore. Il comitato organizzativo invita i rappresentanti delle aziende italiane a prendere parte ai seminari. .  
   
   
EDILIZIA AGEVOLATA: FONDI A MEDIOCREDITO PER CONTRIBUTI  
 
 Trieste, 19 marzo 2007 - Su proposta del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e ambiente, Gianfranco Moretton, la Giunta regionale ha approvato la delibera che autorizza l´assegnazione a "Mediocredito del Friuli Venezia Giulia Spa" dei fondi per la concessione di contributi per l´edilizia agevolata. Si tratta di complessivi 8. 585. 343 euro all´anno dal 2007 al 2016 per interventi di edilizia agevolata in conto capitale pluriennali suddivisi in diversi limiti d´impegno; di 10 milioni e 845 mila euro per il 2007 per interventi di edilizia agevolata in conto capitale (fondi statali); e di 17. 350. 036 euro per l´anno 2007 per interventi di edilizia agevolata in conto capitale (fondi regionali). Tali stanziamenti - fa notare il vicepresidente Moretton - consentono di sbloccare la lista d´attesa allo sportello di Mediocredito, con la prenotazione delle 2102 domande attualmente in lista e altresì consentono la prenotazione di ulteriori 3436 domande. .  
   
   
BANDI DI CONCORSO DEL PROGRAMMA CASA PUBBLICATI SUL BOLLETTINO UFFICIALE DEL 15 MARZO  
 
Torino, 19 marzo 2007 - La Giunta Regionale, su iniziativa dell’assessore regionale all’edilizia Sergio Conti, ha approvato la programmazione del primo biennio d’intervento relativo al Programma Casa “10. 000 alloggi entro il 2012”. “Tale programmazione – spiega l’assessore Conti – è interamente vincolata al rispetto dei criteri di edilizia sostenibile e prevede diverse linee di azione attraverso il finanziamento di interventi di edilizia sovvenzionata per un ammontare pari ad € 211. 288. 500, di edilizia agevolata sperimentale per € 21. 000. 000, di edilizia agevolata per € 30. 385. 500”. Il programma prevede € 25. 476. 000 per il finanziamento di interventi di edilizia residenziale sovvenzionata ed agevolata da destinarsi ad anziani ultra sessantacinquenni ed € 8. 750. 000, diretti a consentire il recupero della prima abitazione da parte di giovani con meno di 35 anni. Sono inoltre previste due linee di azione per il finanziamento degli studi di fattibilità e per il sostegno alle Agenzie sociali per la locazione, a favore delle quali sono stati destinati rispettivamente € 4. 000. 000 ed € 2. 000. 000. I bandi di concorso e le domande di partecipazione alle diverse misure di intervento predisposti dagli uffici regionali saranno pubblicati sul supplemento ordinario del B. U. R. N 11 del 15 marzo 2007. Le domande da inoltrare ai Comuni potranno essere presentate a partire dal 30 marzo 2007. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato al 28 maggio 2007. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito della Regione Piemonte alla pagina: http://www. Regione. Piemonte. It/edilizia/index. Htm o, in alternativa, rivolgersi presso gli Urp regionali o direttamente presso i Comuni responsabili dell’istruttoria delle domande. .  
   
   
MILANO, ADAMO, COMOTTI - PIANO GOVERNO DEL TERRITORIO: IN RITARDO, SENZA UN´IDEA DI CITTÀ, SENZA OBIETTIVI CONCRETI LA NOVITÀ DELLA BORSA IMMOBILIARE AFFIDATA  
 
Milano, 19 Marzo 2007 - Con due anni di ritardo il Comune decide le prime linee per il futuro Pgt (Piano di Governo del Territorio), per il quale la legge prevede un iter lungo e complesso e la scadenza nel marzo 2009. Primo punto: il Comune parte in ritardo dopo anni in cui – in mancanza di strumenti di programmazione – sono state “consumate” le aree strategiche della città delegando esclusivamente ai privati le scelte urbanistiche. Secondo punto: invano un cittadino cercherebbe un obiettivo concreto che faccia capire quanto verde, quanti e quali servizi, quanta e quale edilizia popolare o convenzionata l’Amministrazione intenda realizzare, e a favore di chi. Terza considerazione: come metodo partiamo male, visto che non si è ritenuto di informare gli organi istituzionali prima della stampa. Questa dovrebbe essere una grande occasione di dibattito e partecipazione per la città, che dovrebbe essere chiamata a decidere del suo futuro. Ci auguriamo che non si tratti invece dell’ennesima decisione calata dall’alto a favore dei soliti noti. La novità della Borsa immobiliare affidata a un soggetto terzo tutto da identificare suscita non poche perplessità anche tra gli operatori. Infine scompare – come per il traffico, come per l’ambiente – qualsiasi riferimento all’area metropolitana. L’assessore pensa al New Jersey e non ci dice come pensa di raccordare lo sviluppo di Milano con la sua area metropolitana: scelta asfittica e senza prospettive reali. .  
   
   
AFFITTI IMMOBILI REGIONALI, IN ARRIVO NEL LAZIO REGOLE E CANONI CERTI  
 
Roma, 19 marzo 2007 - “La Regione Lazio, gli affittuari, o gli aspiranti affittuari, avranno regole certe per i rinnovi e per le nuove locazioni e garanzie di canoni concordati in base al reddito”. È il commento dell’Assessore alle Risorse Umane, Demanio e Patrimonio, Marco Di Stefano, sui nuovi canoni previsti per gli immobili di proprietà regionale, a seguito dell’accordo integrativo territoriale firmato tra i sindacati di categoria e il Presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo. L’accordo interessa la stipula dei contratti per gli immobili, ad uso abitativo, di proprietà della Regione Lazio. “L’accordo siglato è la conclusione – spiega Di Stefano – di un percorso in cui abbiamo voluto dire basta ai privilegi di tutte quelle persone che abitano in centro pagando magari pochi euro al mese. Ora ci saranno regole certe e trasparenti per gli affitti. Infatti i canoni saranno determinati in base al reddito di ogni singola famiglia e, ovviamente, saranno tutelate le famiglie più disagiate”. .  
   
   
SLOVENIA, CROAZIA DEVE APRIRE MERCATO IMMOBILIARE  
 
Trieste, 19 marzo 2007 - Secondo il primo ministro sloveno, Jansa, la questione di confine tra la Croazia e la Slovenia non costituisce un problema particolare in vista dell´adesione della Croazia all´Ue. La Croazia deve rispettare altri capitoli di negoziazione, tra cui il mercato immobiliare. Le dichiarazioni, fatte durante un summit Ue a Bruxelles, sono riportate dall´Ufficio Stampa del Governo Sloveno. Secondo Jansa, la Slovenia e la Croazia hanno problemi reciproci anche per quanto riguarda il mercato immobiliare, e la questione non è soltanto bilaterale, ma riguarda la posizione della Croazia nell´Unione Europea. I cittadini croati possono acquistare proprietà immobiliari in Slovenia, e di fatto lo fanno, ma gli sloveni non hanno ottenuto altrettanto in Croazia. ´Questa è la questione principale nel cammino della Croazia verso l´ammissione all´Unione Europea, ed è molto più grave della questione del confine´, ha dichiarato Jansa. .  
   
   
CALA MERCATO DELL´EDILIZIA IN UNGHERIA  
 
 Trieste, 19 marzo 2007 - L´ufficio Centrale di Statistica ungherese ha annunciato che nel quarto trimestre del 2006 la crescita del settore dell´edilizia ha subito un forte rallentamento. Secondo le stime, riportate dall´Ice, il numero di nuove licenze per la costruzione di abitazioni (45. 000) è calato del 13 p. C. Rispetto al 2005, mentre il numero di nuove abitazioni offerte sul mercato (34. 000) è sceso del 17,6 p. C. Nel 2006 nell´area metropolitana di Budapest le licenze di costruzione sono diminuite del 33 p. C. , superando le più pessimistiche previsioni. .  
   
   
DA REGIONE 481.000 EURO PER 12 ALLOGGI A OGGIONO  
 
Oggiono/lc, 18 marzo 2007 - E´ di 481. 000 euro il finanziamento regionale per i dodici nuovi alloggi che l´assessore regionale alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti, ha consegnato questa mattina a Oggiono (Lecco) alla presenza del sindaco, Pietro Riva e del presidente dell´Aler lecchese, Giuseppe Canali. Nella nuova palazzina di via Ca´ Bianca, costata in totale 1. 256. 000 euro, sono stati realizzati sei monolocali e sei bilocali destinati al canone sociale, cioè a quelle famiglie per le quali la casa rappresenta una vera e propria emergenza. "Devo complimentarmi per la qualità dell´edificio e delle finiture - ha detto Scotti - segno questo che siamo ben lontani dall´immagine tradizionale che vedeva l´edilizia pubblica come quella di scarso profilo qualitativo e che, come Governo regionale, siamo molto attenti e sensibili al problema casa, fenomeno che, soprattutto nell´ultimo periodo, sta assumendo proporzioni preoccupanti". E´ anche per far fronte a ciò che il Prerp (Piano regionale di Edilizia Pubblica Residenziale) che il consiglio regionale ha recentemente approvato ha stanziato 512 milioni di euro con i quali si calcola di realizzare 5. 200 fra nuovi alloggi a canone sociale e moderato e posti letto per locazione temporanea, riqualificare quartieri popolari attraverso la manutenzione straordinaria di 1. 300 alloggi e 1. 000 posti letto e la creazione di altri 460 nuovi alloggi e altri 360 nuovi posti letto, sostenere 7. 000 famiglie nell´acquisto della prima casa e sostenere 150. 000 famiglie nel pagamento di affitti troppo onerosi rispetto al reddito. "Il Prerp - ha concluso Scotti - è solo una delle iniziative che la giunta Formigoni ha in cantiere a sostegno della famiglia". .  
   
   
EDISON E´ LA SOCIETA´ ITALIANA CON LA MIGLIORE REPUTAZIONE INTERNAZIONALE - CLASSIFICA “WORLD MOST ADMIRED COMPANIES 2007” DI FORTUNE  
 
Milano, 19 marzo 2007 - Per il terzo anno consecutivo Edison è la società italiana con la miglior reputazione internazionale, secondo la classifica “World Most Admired Companies 2007” elaborata dalla rivista Fortune. Il Gruppo di Foro Buonaparte ha ottenuto un punteggio di 6,44, mentre il secondo classificato ha fatto registrare 5,7. Edison si è inoltre classificata al quarto posto assoluto nella classifica internazionale delle società del settore Energia. Http://money. Cnn. Com/magazines/fortune/globalmostadmired/2007/countries/italy. Html .  
   
   
SEI NANOTECNOLOGIE PER RIDURRE LE EMISSIONI DI CARBONIO  
 
Bruxelles, 19 marzo 2007 - Mentre in tutta Europa cresce la preoccupazione riguardo ai cambiamenti climatici, una nuova relazione presenta sei nanotecnologie che possono essere utilizzate per ridurre le emissioni di carbonio. Le sei nanotecnologie, individuate dalla società Cientifica con sede in Gran Bretagna, sono attualmente disponibili o saranno sul mercato entro i prossimi due anni. «Tutte le principali applicazioni dipendono dal rafforzamento della nostra capacità di controllo dei materiali in nanoscala, che si tratti di materiali per il trasporto più leggeri e più resistenti, di migliori isolanti termici o di metodi più efficaci di accumulo dell´energia. I principali soggetti coinvolti sono tra gli esponenti più rappresentativi dell´industria mondiale», ha detto l´amministratore delegato di Cientifica, Tim Harper. La prima di tali tecnologie ad essere venuta alla ribalta è costituita dagli aerogel. Sul mercato dal 2003, gli aerogel sono talvolta noti come fumo congelato. Sono la sostanza più leggera che si possa realizzare, con un peso pari ad appena due volte quello dell´aria. Vengono creati utilizzando sacche d´aria di dimensioni nanometriche intrappolate in una struttura di silice. Grazie al fatto di essere trasparenti, leggeri, robusti e isolanti, gli aerogel sono estremamente interessanti come sostituti del vetro in applicazioni di architettura quali lucernari e coperture per tetti. Gli aerogel possono essere utilizzati anche per il trasporto di gas naturale liquefatto. Le celle solari a film sottili possono ovviare a molte delle carenze delle attuali tecnologie solari. I componenti attualmente impiegati sono basati sul silicio e sono costosi e fragili. Le cellule solari a film sottili organici, o di plastica, impiegano nanoparticelle e polimeri. Attualmente in uso in Turchia e nelle Filippine, e in attesa di autorizzazione negli Stati Uniti, i sistemi Fbc (fuel-borne catalysts) funzionano in modo da consentire una combustione più efficiente del carburante diesel nel motore, aumentando il risparmio di carburante e riducendo le emissioni di particolato. Dalle prove effettuate è emerso che si potrebbe ottenere fino al 10% di aumento dell´efficienza del consumo di carburante, mentre si potrebbero anche ridurre le emissioni di fuliggine di circa il 15%. Le celle a combustibile sono attualmente sottoposte a sperimentazione in tutto il mondo e i veicoli alimentati con questo tipo di tecnologia dovrebbero essere introdotti sul mercato a partire dal 2009. Una cella a combustibile è un dispositivo che converte l´energia chimica in energia elettrica per effetto di una reazione elettrochimica tra idrogeno e ossigeno. La cella a combustibile sfrutta quindi l´energia chimica accumulata per produrre energia elettrica. Prima che i veicoli con celle a combustibile possano essere utilizzati su larga scala, è necessario costruire un´infrastruttura per stazioni di rifornimento di idrogeno. La penultima tecnologia presentata da Cientifica è il supercondensatore. I condensatori si basano sulla separazione della carica fisica tra due elettrodi per accumulare energia. Sono in fase di sperimentazione nei telefoni cellulari e nei veicoli elettrici ibridi, ma le loro potenziali applicazioni sono innumerevoli. Per la leggerezza e il basso costo di produzione di energia che li contraddistinguono, i supercondensatori potrebbero sostituire le batterie acide al piombo o addirittura quelle agli ioni di litio. Infine, i materiali nanocompositi dovrebbero sostituire l´acciaio in alcune costruzioni. Questi nanocompositi sono polimeri cui è stato aggiunto un altro materiale per modificare le proprietà del materiale complessivo. Contribuiscono alla riduzione delle emissioni in quanto consentono di diminuire il peso dei veicoli e quindi il consumo di carburante. La Boeing intende sostituire con i compositi tutte le parti esterne degli aerei 787 e il 50% di tutti i materiali all´interno degli aerei. Anche l´industria automobilistica sta sostituendo le parti esterne con i nanocompositi. Per ulteriori informazioni consultare il seguente sito: http://www. Cientifica. Com . .  
   
   
IL GALLES AUSPICA DI GUIDARE L´ECONOMIA DELL´IDROGENO IN EUROPA  
 
Bruxelles, 19 marzo 2007 - Un nuovo centro di ricerca e di dimostrazione sull´idrogeno rinnovabile, che sarà costruito nel 2007 o nel 2008, si propone di portare il Galles all´avanguardia negli sforzi europei per lo sviluppo di comunità di studio dell´idrogeno. Finanziato in parte dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), dall´Assemblea nazionale del Galles e dall´Università di Glamorgan, il centro faciliterà la ricerca accademica e industriale e la realizzazione di progetti dimostrativi sulla redditività e la sicurezza della produzione di idrogeno a partire dalle abbondanti risorse rinnovabili disponibili in natura nel Galles. Metà dell´edificio è destinata ad ospitare le attrezzature, quali l´elettrolizzatore e le strutture di compressione e di stoccaggio di idrogeno, mentre l´altra metà accoglierà gli uffici e un´area espositiva, le attività di dimostrazione e uno spazio educativo. L´idrogeno sarà prodotto inizialmente per elettrolisi, usando l´energia eolica e solare, e sarà utilizzato in celle a combustibile fisse e in veicoli. L´elettricità sarà prodotta dalle celle fotovoltaiche (celle solari) e dalle turbine eoliche remote attraverso un collegamento di dati. Dimostrerà il risparmio energetico grazie al cosiddetto peak-lopping, un sistema per regolare i picchi e i punti minimi di produzione energetica, convertendo l´energia in eccesso in idrogeno tramite l´elettrolisi e immagazzinandola per la riconversione in energia. Si prevede che il centro sarà collegato con altre strutture di produzione presenti nel Galles meridionale al fine di formare l´«autostrada dell´idrogeno». «Al posto di un´unica dimostrazione isolata, questo progetto fornirà la base per la realizzazione di una serie di attività di trasporto e con uso di energia da idrogeno. L´obiettivo del progetto è portare il Galles all´avanguardia negli sforzi europei per sviluppare comunità di studio dell´idrogeno», spiega Dennis Hawkes, che dirige il progetto. «Il nuovo centro riunirà tecnologia e competenza e fornirà una piattaforma per nuovi sviluppi aziendali, crescita e occupazione nella regione». Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Glam. Ac. Uk/ .  
   
   
ASM: ACQUISTO AZIONI PROPRIE  
 
Brescia, 19 marzo 2007 - Il Consiglio di Amministrazione di Asm, riunitosi il 16 marzo, ha deliberato di proporre un nuovo programma di acquisto e vendita di azioni proprie all’Assemblea Ordinaria, convocata per il 20 aprile 2007. La proposta di acquisto di azioni proprie si basa principalmente sulla necessità di disporre di azioni Asm da utilizzare in operazioni di acquisizione o fusione con altre società. La proposta prevede l’acquisto di un massimo di 38,7 milioni di azioni ordinarie Asm, pari al 5,0% del capitale, da effettuarsi entro la data in cui si riunirà il Consiglio di Amministrazione per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2007, e comunque entro 18 mesi dalla data di approvazione da parte dell’Assemblea. Il prezzo minimo di acquisto è fissato in 1 euro per azione, che corrisponde al valore nominale; il prezzo massimo è fissato nella media dei prezzi di riferimento delle tre sedute di Borsa precedenti la data di ciascuna operazione di acquisto, aumentata del 5%. La formula per la definizione del prezzo massimo di ogni singola operazione non permette di determinare il potenziale esborso massimo complessivo per il programma di acquisto di azioni proprie. I volumi massimi di acquisto non saranno superiori al 25% della media dei volumi giornalieri delle 20 sedute di Borsa precedenti la data dell’operazione di acquisto. Asm si riserva la possibilità di aumentare tale percentuale fino al 50%, informando in maniera adeguata Borsa Italiana, Consob e il mercato. Ad oggi, Asm dispone di 1. 903. 816 azioni proprie (pari allo 0,246% del capitale), per effetto del precedente programma di buy-back autorizzato dall’Assemblea del 5 aprile 2006. Tale piano si è concluso oggi con un totale di 4. 812. 398 azioni acquistate e in larga parte utilizzate – in coerenza con le finalità del programma - per l’acquisto di quote di minoranza delle società controllate Valgas e Sinergia. .  
   
   
COL CONTRIBUTO DI ENEL NASCE IL PROGETTO BIODIESEL DI ROMA GASOLIO “VERDE” PER GLI AUTOBUS DI ROMA: OGNI ANNO RISPARMIATE EMISSIONI PER 40.000 TONNELLATE DI CO2.  
 
Roma, 19 marzo 2007 – Con l’accordo raggiunto il 16 marzo, Roma intende diventare la capitale anche nella produzione e nell’utilizzo di combustibili di origine vegetale. L’obiettivo è avere aria più pulita e meno gas effetto serra in atmosfera. Il progetto presentato, infatti, è in grado di cancellare le emissioni di anidride carbonica (Co2) dovute al consumo di elettricità di un quartiere di 40. 000 abitanti: circa una tonnellata di Co2 in meno a testa. Come? Il 20% del gasolio usato dai servizi di trasporto pubblico di Roma sarà sostituito con biodiesel, il combustibile ricavato dalla lavorazione dei semi di girasole, soia o colza. Enel mette a disposizione i suoi impianti e le sue competenze per valorizzare gli scarti della spremitura delle biomasse oleaginose, per la produzione di energia elettrica, aumentando così i benefici in termini di riduzione delle emissioni di Co2. “Abbiamo aderito molto volentieri all’invito dell’Amministrazione Comunale a essere parte attiva di questo innovativo accordo di programma. Il piano ambientale dell’Enel – ha ricordato il responsabile della Generazione ed Energy Management della società Sandro Fontecedro - prevede entro il 2011 ben 4,1 miliardi di euro di investimenti per nuovi impianti che usano fonti rinnovabili e per la ricerca e sviluppo di tecnologie amiche dell’ambiente: tra le misure finalizzate alla lotta al cambiamento climatico, ampio spazio viene dato proprio all’impiego di biomasse e di biocombustibili per alimentare le centrali termoelettriche”. Il vantaggio ambientale è evidente: nella crescita le piante assorbono l’anidride carbonica che emetteranno quando i loro semi, trasformati in oli e in biomasse, saranno usati come combustibile. E anche le altre emissioni, come le polveri o gli ossidi di zolfo, sono fortemente ridotte. Per di più, quella vegetale è una fonte che si rinnova a ogni raccolto e non richiede, come i combustibili fossili, milioni di anni per formarsi. L’accordo, voluto dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio, coinvolge numerosi protagonisti: dai coltivatori rappresentati dalle associazioni regionali di Confagricoltura, Cia, Lega delle Cooperative e Confcooperative, ai partner industriali, Enel e Ama, fino agli utilizzatori finali, Trambus e Atac. Il progetto, oltre al suo indubbio valore ecologico, offre anche nuove occasioni di lavoro. Prevede, infatti, la coltivazione di circa 10. 000 ettari di terreni agricoli oggi poco o per nulla sfruttati, dando ai coltivatori un’opportunità di diversificazione e la possibilità di accedere a programmi comunitari di finanziamento previsti per le colture destinate a uso energetico. Nuova occupazione anche per i lavori di costruzione dei nuovi impianti di raffinazione e per la loro gestione così come per far funzionare la rete logistica dell’intera filiera. Il raccolto, stimato in circa 30. 000 tonnellate all’anno di oleaginose, sarà trasformato da uno o più impianti di raffinazione, la cui localizzazione sarà individuata dopo un attento studio. Ne usciranno 10. 000 tonnellate di biodiesel all’anno, pari appunto al 20% del gasolio attualmente utilizzato per i mezzi pubblici della capitale, e 20. 000 tonnellate di scarti di lavorazione: anche queste biomasse, in gergo tecnico “panello”, saranno riutilizzate. Complessivamente, il beneficio in termini di riduzione di Co2 potrà raggiungere le 40. 000 tonnellate all’anno. Prossima tappa, la riunione del “Comitato di indirizzo” presieduto dal sindaco di Roma e costituito dai rappresentanti dell’Assessorato regionale all’agricoltura, dagli assessorati competenti del Comune della capitale e dai sottoscrittori dell’accordo. Il Comitato si riunirà già nei prossimi giorni per definire e organizzare i soggetti e i rispettivi compiti nella costituzione della “filiera” biodiesel, per verificare sul piano tecnico la qualità e la quantità del prodotto ottenibile e infine per stilare un piano economico finanziario dell’intero processo e delle sue singole componenti. Superata questa prima fase, si passerà alla stipula dei contratti per la coltivazione delle oleaginose, per la fornitura del biodiesel e per l’utilizzazione dei sottoprodotti della lavorazione, nonché alla localizzazione e al piano di costruzione degli impianti di raffinazione. E infine si passerà alla sperimentazione diretta su un campione di automezzi pubblici di Roma della nuova miscela. L’ambizioso traguardo è arrivare alla fine del 2008 con l’intera “filiera biodiesel” a regime. .  
   
   
OXEM COSTRUIRA’ UN NUOVO GRANDE IMPIANTO DI BIODIESEL CON TECNOLOGIA DESMET BALLESTRA  
 
Milano, 19 marzo 2007 - Oxem (Oxon Energia Mezzana) ha firmato il 16 marzo con Desmet Ballestra un contratto per la realizzazione di un impianto di biodiesel della capacità di 200. 000 tonnellate all’anno, che sarà attivo a partire dalla seconda metà del 2008. Il nuovo impianto verrà realizzato a Mezzana Bigli (Pv) sul sito industriale di Oxon - che ne è l’azionista di riferimento - utilizzando il know how, le sinergie industriali e le competenze chimiche necessarie per la massima competitività del progetto. Il progetto si allinea con gli orientamenti espressi la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea che ha posto come obiettivo obbligatorio l’incorporazione nei carburanti di almeno il 10% di biocarburanti, tra cui il biodiesel, nell’ambito della strategia di riduzione dei gas a effetto serra causa principale dei cambiamenti climatici. Stefano Meloni, Presidente di Oxem, dichiara “Siamo particolarmente lieti che questo sia il primo impianto realizzato in Italia a seguito dell’introduzione delle norme emanate dalla recente Finanziaria sulla obbligatorietà di incorporazione del biodiesel nel gasolio e sottolinea come tale legge sia in linea con le Direttive Europee in tema di biocarburanti. “Ci auspichiamo” - ha concluso Stefano Meloni – “che i decreti attuativi della legge Finanziaria in Italia vedano la luce in tempi brevi e con un orizzonte pluriennale che consenta un equilibrato ritorno agli investimenti industriali e lo sviluppo delle filiere agricole nazionali, offrendo una grande opportunita’ di riconversione e di diversificazione all’agricoltura del nord ovest ” Marco Galateri di Genola, vice Presidente di Desmet Ballestra, ha sottolineato come il nuovo impianto per la produzione di biodiesel utilizzerà la tecnologia di transesterificazione in continuo messa a punto nel proprio centro ricerche di Milano ed affermatasi come leader assoluta nel mercato mondiale. “Dopo il grande successo della nostra tecnologia esportata in 25 Paesi del mondo” - ha concluso Galateri di Genola – “è motivo di grande piacere la realizzazione di un impianto alle porte di casa che ci consentira’ di valorizzare ancor meglio il made in Italy anche in questo segmento di mercato in grande sviluppo”. Sono in corso di realizzazione oltre 70 impianti che utilizzano questa tecnologia, alcuni dei quali già operativi, in Europa, negli Stati Uniti, in Sud America e nel Sud Est Asiatico. . .  
   
   
L’ESERCIZIO 2006 SI CHIUDE CON RISULTATI STRAORDINARI PER ASM, CHE REALIZZA UN UTILE NETTO RECORD DI 238,3 MILIONI DI EURO, E PER I SUOI AZIONISTI CHE OTTENGONO UN TOTAL SHAREHOLDER1 RETURN DEL 64,5%.  
 
Brescia, 19 marzo 2007 - Il Consiglio di Amministrazione di Asm, riunitosi in data 16 marzo , ha approvato il progetto di bilancio dell’esercizio 2006 ed il bilancio di Gruppo. A livello consolidato si registra un andamento favorevole in tutte le principali voci di conto economico e di stato patrimoniale. I ricavi crescono del 22,7% soprattutto grazie all’incremento dei prezzi e dei volumi dell’elettricità e del gas venduti. Nonostante l’aumento dei costi operativi per la crescita dei prezzi delle materie prime, il margine operativo lordo2 sale del 12,5%, sostenuto principalmente dalla produzione di elettricità e dalle attività di termovalorizzazione dei rifiuti. Anche il risultato operativo3 e l’utile netto mostrano crescite significative, riportando rispettivamente un +17,2% e un +12,2%. Al netto delle componenti straordinarie 2006 (29,6 milioni di euro in Endesa Italia) e 2005 (25,5 milioni di euro per l’estinzione anticipata delle coperture finanziarie sul bond e 26,8 milioni di euro per Endesa Italia), la crescita dell’utile netto sarebbe del 23,9%. I risultati 2006 confermano la solidità finanziaria di Asm: l’indebitamento finanziario aumenta di soli 99,5 milioni di euro nonostante investimenti per 243,8 milioni di euro e dividendi distribuiti per 100,7 milioni di euro. Nel corso del 2006 Asm ha emesso un’obbligazione trentennale da 14 miliardi di yen a tasso fisso yen del 3,2%, trasformata in un prestito in euro del valore di circa 95 milioni con tasso fisso euro del 5,4% annuo. Il dividendo proposto è pari a 15,5 centesimi di euro per azione, in crescita del 19,2% rispetto ai 13,0 centesimi di euro complessivamente distribuiti nel 2006. Il dividend yield4si attesta al 4,9%. La data di stacco è fissata per il 28 maggio 2007 mentre il pagamento per il 31 maggio 2007. Le prospettive future, definite nell’ambito della programmazione aziendale, vedono un ulteriore rafforzamento nel percorso di crescita di Asm che viene realizzato nel rispetto della solidità finanziaria. Soprattutto grazie ai settori Teleriscaldamento, Ambiente e Produzione, il margine operativo lordo e il risultato operativo previsti mostrano una crescita media annua dell’8%. La strategia prevede il consolidamento della leadership nazionale nel settore Teleriscaldamento, grazie soprattutto alla riqualificazionedella centrale di cogenerazione e allo sviluppo delle reti di Bergamo e Novara. Gli investimenti in nuovi impianti di generazione e nelle reti di distribuzione confermano anche per i prossimi anni le caratteristiche del posizionamento strategico di Asm che si distingue per la qualità dei suoi impianti e dei servizi offerti alla clientela. A supporto di questo sviluppo, nel quinquennio sono programmati investimenti per oltre 1. 500 milioni di euro che si concentrano principalmente nelle aree Produzione e Teleriscaldamento. La posizione finanziaria netta non è tuttavia sottoposta a tensioni: aumenta di soli 240 milioni di euro, pur in presenza di oltre 600 milioni di euro di dividendi da distribuire nei prossimi cinque anni. Renzo Capra, Presidente della Società, ha commentato: “I risultati del 2006 sono frutto di impianti efficienti, capacità di approvvigionamento e strategie commerciali competitive che confermano la forza di Asm nell’affermarsi all’interno del mercato energetico italiano. L’espansione del teleriscaldamento a Brescia, Bergamo e Novara, la crescita della capacità di generazione elettrica, l’incremento della capacità di trattamento e smaltimento dei rifiuti e l’evoluzione tariffaria nel settore idrico, garantiscono ad Asm importanti prospettive di sviluppo anche per il futuro. Esprimo infine soddisfazione per la performance del titolo nel 2006 che ha premiato quanti hanno creduto nelle prospettive di crescita della Società: come sempre, Asm intende far partecipare gli azionisti ai risultati conseguiti, distribuendo un dividendo in crescita del 19%”. Nel 2006 il margine operativo lordo del settore cresce del 28,2% soprattutto grazie ai maggiori volumi di elettricità prodotta (+21,0%, a 2. 811 Gwh da 2. 324 Gwh) e ai maggiori margini realizzati nelle attività di termovalorizzazione dei rifiuti. Nei prossimi cinque anni è prevista una crescita dell’Ebitda del 3% annuo: questo incremento si collega principalmente all’aumento dell’elettricità prodotta, che sale a oltre 8. 500 Gwh permettendo di contrastare sia l’attesa riduzione dei margini unitari di generazione sia la scadenza nel 2008 degli incentivi Cip6 per il Termoutilizzatore di Brescia. Gli investimenti previsti nel settore per il prossimo quinquennio sono pari a 559 milioni di euro. Le vendite di elettricità nel 2006 segnano una crescita del margine operativo lordo pari al 58,6% grazie al miglioramento dei margini di commercializzazione e ai maggiori volumi venduti (+20,7%, a 7. 154 Gwh da 5. 927 Gwh); per i prossimi cinque anni, in uno scenario di margini unitari in riduzione, si prevede una sostanziale stabilità dell’Ebitda (-1% annuo) grazie all’apporto di Ergon Energia (50% Asm, 50% Endesa) che contribuisce a raggiungere un obiettivo di vendite di elettricità pari a circa 11. 700 Gwh. Le vendite di gas nel 2006 registrano una leggera flessione del margine operativo lordo (-1,5%), nonostante il calo più consistente nei volumi venduti (-6,6%, a 824 milioni di m3 da 882 milioni di m3) determinato dal clima particolarmente mite dell’ultimo trimestre 2006. Per il futuro gli obiettivi mirano a rafforzare ulteriormente la capacità di approvvigionamento, migliorare il mix di vendite, e incrementare i volumi di gas venduti che si portano a circa 1 miliardo di m3 sostenendo così la crescita dell’Ebitda (+5% annuo). Gli investimenti complessivi previsti nelle Vendite elettricità e gas ammontano a 5 milioni di euro per i prossimi cinque anni. Le reti di distribuzione elettrica nel 2006 registrano un significativo incremento del margine operativo lordo (+10,9%) soprattutto grazie all’aumento dei ricavi tariffari dovuto all’incremento della quota misura e ai maggiori volumi distribuiti (+7,2%, a 4. 533 Gwh da 4. 229 Gwh). Anche per i prossimi cinque anni si prevede una crescita sostenuta (+7% annuo) grazie principalmente all’attesa di introduzione di un regime tariffario coerente con il capitale investito nella rete. Le reti gas subiscono una flessione del margine operativo lordo pari al 16,7% a causa della riduzione delle tariffe di distribuzione e dell’anomalo andamento climatico degli ultimi mesi 2006 che ha inciso sui volumi (trasportato: -5,2%, a 384 milioni di m3 da 405 milioni di m3; distribuito: -5,8%, a 864 milioni di m3 da 917 milioni di m3). Nel prossimo quinquennio, i maggiori ricavi tariffari connessi a nuovi investimenti nelle reti di trasporto contribuiscono a realizzare la crescita prevista del 6% annuo. Gli investimenti nel settore Reti elettricità e gas per il prossimo quinquennio sono pari a 199 milioni di euro. Pur a fronte di minori quantitativi venduti (calore: -4,8%, a 1. 103 Gwht da 1. 159 Gwht; elettricità: -9,2%, a 377 Gwhe da 415 Gwhwe), nel 2006 il Teleriscaldamento migliora del 15,1% in termini di margine operativo lordo soprattutto grazie all’aumento dei prezzi di vendita unitari del calore e dei prezzi di cessione dell’elettricità da cogenerazione. Per il futuro si prospetta una crescita sostenuta del settore (+19% annuo) trainata dalle maggiori vendite di elettricità (che si portano a oltre 2. 400 Gwhe dopo la riqualificazione della centrale di cogenerazione) e di calore (oltre 1. 500 Gwht grazie anche ai progetti di Bergamo e Novara). Gli investimenti complessivi previsti ammontano a 374 milioni di euro per i prossimi cinque anni. Nel 2006 la flessione dell’11,4% del margine operativo lordo del Ciclo idrico integrato è imputabile a un incremento non ricorrente dei costi fissi soprattutto per quanto attiene alla manutenzione straordinaria di impianti in Comuni di nuova acquisizione. Le prospettive future vedono una crescita annua del margine operativo lordo di settore pari al 18%; questo positivo andamento si collega principalmente agli incrementi tariffari già autorizzati nell’Ato di Brescia e ai maggiori volumi di depurazione successivi alla conclusione dei lavori di ampliamento dell’impianto di Verziano. Gli investimenti previsti nel settore per il prossimo quinquennio sono pari a 228 milioni di euro. Nell’esercizio 2006 l’impatto negativo della chiusura della discarica di Castenedolo sui volumi complessivamente smaltiti in discarica (-22,3%, a 311 mila tonnellate da 400 mila tonnellate) è notevolmente attenuato dal positivo andamento dei margini realizzati dalla discarica di Montichiari. Nei prossimi cinque anni è prevista una crescita importante del margine operativo lordo (+18% annuo), garantita principalmente dall’apertura di due nuove discariche che permettono un significativo aumento dei conferimenti (a 695 mila tonnellate annue). Gli investimenti complessivi previsti per il settore ammontano a 104 milioni di euro per i prossimi cinque anni. .  
   
   
BATTUTA D´ARRESTO PER PROGETTO NABUCCO (GASDOTTO)  
 
Trieste, 19 marzo 2007 - L´inizio dei lavori per la costruzione del gasdotto Nabucco, sostenuto dall´Ue e finalizzato a dare alla Romania e ad altri Paesi della regione una maggiore indipendenza energetica dalla Russia è stato rimandato ancora una volta, a causa del coinvolgimento dell´Ungheria in un progetto alternativo controllato dal gigante russo Gazprom. Lo scrive Seeurope. Il progetto Nabucco permetterebbe alla Romania di ricevere gas naturale dall´Iran e dal Turkmenistan attraverso Turchia, e Bulgaria, proseguendo poi il suo percorso fino in Austria. La capacità del gasdotto è di circa 24 miliardi di metri cubi, la sua lunghezza di 3300 chilometri. La sua costruzione dovrebbe essere portata avanti da un consorzio formato dalla compagnia turca Botas, dalla Omv (Austria), dalla Mol (Ungheria), dalla Bulgargaz (Bulgaria) e dalla Transgaz (Romania). Secondo la pubblicazione online Portfolio. Hu, la decisione finale sarebbe stata posticipata a causa della mancanza di un sesto grande investitore. L´international Herald Tribune intanto riporta la decisione di Budapest di partecipare ad un progetto alternativo, guidato dalla compagnia petrolifera russa Gazprom, che mira ad estendere l´oleodotto Blue Stream facendogli seguire lo stesso percorso del Nabucco, con costi e tempi di realizzazione quasi identici. .  
   
   
SERVIZI POST-CONTATORE: MOLIN, “PREMIATA LA BATTAGLIA DI CONFARTIGIANATO”  
 
Mestre Ve, 19 marzo 2007 - Le aziende municipalizzate del gas e dell’ energia elettrica non potranno invadere il mercato dei servizi post-contatore, penalizzando le piccole imprese artigiane. Il Senato, con un emendamento alla Legge Comunitaria approvato il 15 marzo , ha infatti imposto uno stop all’intervento dei “big” su installazione e manutenzione degli impianti domestici. “È un atto che premia l’azione di Confartigianato a difesa delle imprese artigiane di installazione e manutenzione di impianti termici ed elettrici – sottolinea Giuseppe Molin, presidente della Confartigianato provinciale di Venezia -. L’approvazione è stata trasversale e ha trovato il consenso dei parlamentari di tutte le forze politiche, oltre al parere favorevole del Governo. Questo conferma la giustezza delle nostre posizioni e dei nostri rilievi”. In pratica, alle imprese che operano nella vendita, nel trasporto e nella distribuzione di elettricità e gas viene impedito di abusare della posizione dominante o di monopolio di cui godono sul mercato. Infatti, in base all’emendamento, potranno svolgere attività post-contatore avvalendosi di società separate, partecipate o controllate; inoltre non potranno praticare condizioni né concordare pratiche economiche e pubblicitarie di favore come, ad esempio, reclamizzare nelle bollette i servizi delle imprese loro collegate né fornire a queste ultime gli indirizzi dei clienti di cui dispongono. “Ora attendiamo fiduciosi una rapida e definitiva approvazione alla Camera”, conclude Molin, che sottolinea come con questo provvedimento si eviti l’invasione senza regole di un mercato che, in Italia, vale più di 5 miliardi di euro e 22 milioni di abitazioni nonché 121. 000 imprese artigiane del settore, di cui oltre un migliaio solo nella provincia di Venezia. .  
   
   
LECTIO MAGISTRALIS SULLE NUOVE TECNOLOGIE PER L’ENERGIA SOLARE DEL PREMIO NOBEL ALAN HEEGER E DEL PROF. ARMAND P. ALIVISATOS VINCITORI EX AEQUO DEL PREMIO ENI ITALGAS XIX EDIZIONE  
 
Torino 19 marzo 2007 – Mai come oggi quello dell’energia è tema di grande attualità e di interesse non solo per gli studiosi del settore ma per l’intera collettività. Il riconoscimento del prestigioso premio Eni Italgas proprio in quest’ambito al Nobel 2000 per la chimica A. Hegger e al Prof. A. P. Alivisatos sottolinea l’attenzione del mondo accademico e non a un settore che si sta rivelando di fondamentale e vitale importanza per la salvaguardia dell’intero pianeta. Il Politecnico di Torino ha colto l’opportunità di ospitare le lezioni magistrali dei Premiati che saranno centrate proprio su tale tema volte a raccogliere idee e spunti di riflessione sugli effetti positivi dell’utilizzo dell’energia solare e del suo ridotto impatto ambientale, e in particolare alle nuove tecnologie per il solare, al cui sviluppo essi hanno dato contributi fondamentali. Hegger e Alivisatos si sono distinti per i loro studi sull’energia alternativa prodotta con celle solari di nuova generazione. I due studiosi illustreranno i loro ritrovati sull’utilizzo di materiali organici all’avanguardia, economici, versatili e puliti (studi del prof. Hegger) e di nanocristalli (studi del prof. A. P. Alivisatos), che ottimizzano la resa dei pannelli solari del 20%, permettendo di ridurre la superficie da esporre ai raggi solari a parità di energia prodotta con gli attuali pannelli. Le prime celle solari in plastica sono già state prodotte e presentate al pubblico nel luglio del 2006, la previsione di una loro produzione in larga scala è prevista per il 2008. Seguirà una tavola rotonda che verterà sugli stessi temi e alla quale prenderanno parte oltre ai due Premiati, il Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, il Rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo, il Rettore dell´Università degli studi di Torino Ezio Pelizzetti e Sergio Carrà del Politecnico di Milano che modererà l´incontro. La giornata si concluderà con il concerto organizzato da Polincontri Classica in onore dei due ospiti. Il programma prevede un’esibizione del Trio Johannes: Francesco Manara al violino, Massimo Polidori al violoncello, Claudio Voghera al pianoforte con Danilo Rossi alla viola. 19 marzo ore 15. 30 Aula 1 - Politecnico di Torino Corso Duca degli Abruzzi, 24 .  
   
   
LE INIZIATIVE DEI CENTRI ENEA PER LA XVII SETTIMANA DELLA CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA 19-25 MARZO 2007  
 
 Roma, 19 marzo 2007 - Anche quest´anno, dal 19 al 25 marzo 2007, l´Enea partecipa alla Xvii edizione della Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica promossa dal Ministero dell´Università e della Ricerca. Il tema scelto per l´edizione 2007 è "La natura e la civiltà delle macchine". L´iniziativa si rivolge a tutti i cittadini ed in particolare agli studenti perché diventino protagonisti di questo processo di partecipazione e sensibilizzazione nei confronti della scienza, per capirne l´impatto costante e rilevante che essa ha sul vivere quotidiano. In questa occasione, l´Enea apre al pubblico le porte dei propri laboratori per promuovere incontri, visite guidate e seminari, permettendo ai visitatori di conoscere da vicino i luoghi dove si svolgono le attività di ricerca più avanzate. Studenti ed insegnanti, ma anche cittadini interessati, potranno rivolgere domande agli esperti dell´Enea e ricevere materiale divulgativo. Il programma dettagliato delle manifestazioni che coinvolgono i centri di ricerca dell´Enea può essere consultato sul sito web dellEnea: http://www. Enea. It Programma delle iniziative nei Centri di Ricerca dell´Enea: Centro Ricerche "Ezio Clementel" - Bologna Via Martiri di Monte Sole, 4 - 40129 Bologna. Giovedì 22 marzo sarà organizzata una conferenza dibattito sul tema : "Cosa sono l´ingegneria inversa e la prototipazione rapida?Durante l´incontro si svolgeranno dimostrazioni di ricostruzione virtuale ". Centro Ricerche Casaccia Via Anguillarese, 301 - 00123 S. Maria di Galeria (Roma). Sono proposti un seminario sulla organizzazione della sicurezza e gestione delle emergenze in Casaccia, con visita ai reattori Triga e Tapiro; una proiezione video sull´impianto Solare Termodinamico; visite a diversi impianti e laboratori fra cui la Hall Prove Sismiche e Dinamiche e i laboratori fotovoltaici. Centro Ricerche Frascati Via Enrico Fermi 45 - 00044 Frascati. Durante tutta la settimana verranno proposti seminari sulla fusione nucleare e sulle tecnologie laser, saranno organizzate visite guidate all´impianto Ftu- Frascati Tokamakupgrade e alla mostre "Laboratori in mostrae Realtà virtuale e grafica in Enea". Mercoledì 21 marzo è prevista la giornata "Porte aperte". Centro Ricerche Portici Località Granatello - 80055 Portici (Na) Il Centro sarà aperto al pubblico. Su richiesta, incontri e visite guidate ai laboratori ed agli impianti. Centro Ricerche Trisaia S. S. Jonica, 106 km 419,500 - 75026 - Rotondella (Matera). Centro Porte Aperte il 22 e il 23 marzo, con visite guidate ai laboratori e agli impianti. Il 20 marzo si terrà il seminario "Vedere la tecnologia",dedicato al laser e alle sue applicazioni, con visita guidata ai laboratori Laser; il 21 marzo è organizzato l´incontro "Quale energia: dal sole all´idrogeno", giornata dedicata all´energia con visite ai laboratori ed impianti di Biomasse e Solare. .  
   
   
CARRABS: SULL´ENERGIA POSIZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE MARCHIGIANA CHIARA E INEQUIVOCABILE  
 
 Ancona, 19 marzo 2007 - ´Nessuna indebita interferenza nella sfera delle attribuzioni del Ministero, per non fornire il destro a gia` annunciati contenziosi per illegittimita`, ma pronti a fornirgli a richiesta tutti gli elementi necessari per interrompere l´iter procedurale´. Questa la posizione dell´assessore regionale Gianluca Carrabs (Verdi) che interviene sulla questione delle centrali Api. ´Il procedimento unico di autorizzazione - continua l´assessore Carrabs - necessita della cosiddetta ´intesa forte´, il cui mancato raggiungimento, ribadito da una sentenza della Corte Costituzionale, costituisce un ostacolo insuperabile alla conclusione del procedimento´. La Giunta regionale si e` quindi espressa in maniera politico-amministrativa coerente al quadro normativo e all´azione delle amministrazioni locali interessate (la Provincia di Ancona e i comuni di Falconara M. Ma, Chiaravalle, Montemarciano e Monte San Vito) che gia` avevano espresso parere sfavorevole, impostando la propria azione nel rispetto del preciso tracciato indicato dai giudici costituzionali. Il diniego espresso dalla Giunta regionale alla realizzazione delle centrali termoelettriche e` quindi netto e convinto, determinato in piena coerenza degli indirizzi del Piano energetico ambientale regionale e del protocollo di Kyoto e non passibile di interpretazioni di mancata assunzione di responsabilita`. .  
   
   
FORSE SCOPERTO UN FUNGO CHE POTREBBE TRASFORMARE L´ETANOLO E L´INDUSTRIA DELL´IGIENE  
 
Bruxelles, 19 marzo 2007 - I ricercatori del Borås University College in Svezia hanno scoperto un fungo che converte i rifiuti in etanolo in maniera molto efficace. E, se non fosse già abbastanza per suscitare l´interesse di chi si occupa di ambiente, la biomassa residua può essere utilizzata per creare un materiale superassorbente che può essere ridotto in composto e che potrebbe sostituire bende, pannolini e assorbenti igienici, tutti prodotti non biodegradabili. Mohammad Taherzadeh e la sua équipe hanno scoperto che il fungo saprofita può trasformare i rifiuti in etanolo e può farlo in modo più efficiente del lievito da forno, utilizzato attualmente. La capacità di trasformare la liscivia di sulfite, un sottoprodotto della lavorazione di carta e polpa di viscosa, per la produzione di etanolo è molto preziosa in termini sia economici sia ambientali. «Si tratta di una scoperta entusiasmante», ha affermato il dottor Taherzadeh. «Gli zigomiceti [la specie cui appartiene il fungo] nella produzione di etanolo rappresentano un territorio inesplorato. Siamo gli unici scienziati al mondo ad averli presentati come funghi in grado di produrre etanolo, ma ci rendiamo conto che offrono un potenziale enorme». E le buone notizie per l´ambiente non sono finite: l´équipe ha scoperto che la biomassa che rimane dalla produzione di etanolo può essere utilizzata per creare un materiale a membrana cellulare superassorbente e antibatterico. Si tratta inoltre di un materiale biologico che può essere ridotto a compost e riciclato. La scoperta è così sensazionale che recentemente la Fondazione svedese per la conoscenza ha assegnato all´équipe un premio di 800 000 Sek (oltre 86 000 Eur) per il proseguimento della ricerca. Articoli quali pannolini, assorbenti igienici e bende vengono attualmente realizzati con il poliacrilato, che non è biodegradabile e deve essere bruciato. L´incenerimento libera biossido di carbonio, che contribuisce al riscaldamento globale. Se il poliacrilato dovesse essere sostituito da tale superassorbente biologico, i pannolini non dovrebbero più essere inceneriti e potrebbero invece essere ridotti in compost, lasciati macerare e convertiti in biogas. Il nuovo superassorbente ha altre proprietà che lo rendono interessante. «Il nostro materiale a membrana cellulare assorbe una quantità di liquidi pari a circa 10 volte il proprio peso. Può inoltre eliminare batteri e funghi, il che significa che il pannolino non irriterebbe la pelle e offrirebbe una protezione più duratura dai cattivi odori. Abbiamo inoltre condotto un esperimento aggiungendo l´E. Coli, un batterio di tipo aggressivo: il materiale a membrana cellulare è stato in grado di neutralizzarlo», ha spiegato il dottor Taherzadeh. Anche i test condotti con altri tipi di batteri, tra cui la klebsiella pneumonia, lo staphylococcus aureus e il fungo candida albicans, hanno dato risultati confortanti. La ricerca sulla produzione di etanolo è destinata a proseguire, ma attualmente è incentrata sull´ulteriore sviluppo del materiale a membrana cellulare. «Poiché si tratta di un´area sconosciuta, ci attende una mole notevole di lavoro per comprendere appieno il potenziale di questo materiale», ha dichiarato il dottor Taherzadeh. .  
   
   
MRSAVE,GIOCO ON-LINE PER IMPARARE RISPARMIO ENERGIA BUSCEMI: PROGETTO MIRATO SOPRATTUTTO A SCUOLE MEDIE INFERIORI  
 
Milano, 19 marzo 2007 - "Mister Save, risparmiare è un gioco da ragazzi". Un progetto educativo creato da Regione Lombardia e coordinato da Cestec per sensibilizzare le nuove generazioni alla tutela delle risorse naturali e all´importanza del contenimento dei consumi energetici domestici. A proporlo, sul sito internet www. Mrsave. It, è la Direzione generale dell´Assessorato alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, i destinatari sono i ragazzi delle classi seconde e terze della scuola media inferiore. "Con Mister Save - dice l´assessore regionale Massimo Buscemi - gli studenti giocano e imparano a ridurre i consumi domestici di acqua, energia e riscaldamento, ottimizzando le differenti risorse. Vince chi risparmia di più". I ragazzi che accedono al gioco si immedesimano nel simpatico robot Mister Save e imparano ad educare i comportamenti virtuali attuati da una famiglia in una casa. Il numero dei componenti della famiglia, nonché le dimensioni della casa e il numero di comportamenti di spreco, aumentano in modo progressivo e sempre più numeroso con il susseguirsi dei livelli di gioco. Chi si connette al sito www. Mrsave. It può anche partecipare al concorso a premi indetto da Regione Lombardia e Cestec. Il progetto si propone di informare ed educare i ragazzi ad un comportamento di consumo corretto delle fonti energetiche con cui hanno a che fare quotidianamente tra le mura domestiche. "Regione Lombardia - continua l´assessore Buscemi - ha fatto una scelta: puntare anche sulla scuola per alimentare una crescita civile, lavorando al fianco di insegnanti e studenti per costruire un progetto di sviluppo sostenibile". Recenti studi nazionali sulle nuove tecnologie, l´energia e l´ambiente, rivelano infatti che oltre il 15% dei consumi energetici nazionali riguardano la casa. Quello che preoccupa maggiormente è la crescita del fabbisogno energetico: in circa vent´anni, il consumo medio di una famiglia è passato da 1. 800 a 3. 000 Kw/ora e le cause sono da individuarsi nel continuo aumentare di apparecchi elettrici presenti nelle abitazioni. "L´obiettivo - conclude l´assessore Buscemi - è di raggiungere tutte le scuole medie inferiori della Lombardia, per diffondere un modo nuovo di affrontare tematiche di fondamentale importanza, spesso ritenute erroneamente scontate". .  
   
   
EVENTI FAST  
 
Milano, 19 marzo 2007 - L’attività dei prossimi mesi della Fast si sta arricchendo di nuove opportunità. Desideriamo anticipare le principali iniziative per consentire agli interessati di programmare al meglio gli impegni. : 19 e 26 marzo: 2° e 3° modulo del corso (a pagamento) ‘Risparmio energetico e bioclimatica: le nuove disposizioni nazionali e della regione Lombardia’ . Elementi e impianti per la progettazione a basso consumo . Certificazione energetica degli edifici, impianti e materiali 8 maggio: inizio del ciclo di 6 giornate di formazione ‘Edilizia e impianti certificati. Analisi critica di normative, progetti e cantieri’ (quota agevolata per le iscrizioni perfezionate entro il 20 aprile): 1. Involucro performante e solare termico (martedì 8 maggio); 2. Involucro performante, solare fotovoltaico e regolazioni domotiche (martedì 22 maggio); 3. Edilizia e impianti: riscaldamento, pompe di calore, geotermia (martedì 29 maggio); 4. Progetti, cantieri e certificazioni: rassegna di tipologie e ambienti (martedì 5 giugno); 5. Edilizia e impianti: adeguamenti energetici di edifici esistenti, ventilazione naturale e forzata, raffrescamento passivo (martedì 12 giugno); 6. Edilizia e impianti: risparmio energetico nei grandi edifici e negli edifici industriali. Impianti avanzati e speciali, software di simulazione (martedì 19 giugno). 14-18 maggio: 22a edizione del corso di formazione ‘Impianti biologici di depurazione’ (quota agevolata per le iscrizioni perfezionate entro il 31 marzo) 23-24 maggio: corso di aggiornamento professionale (quota agevolata per le iscrizioni perfezionate entro il 23 aprile) ‘Il rischio della legionellosi. Misure di controllo e prevenzione’ Ci sono pure due segnalazioni per studenti e insegnanti: 16-17 aprile: Selezione nazionale del 19° concorso dell’Unione europea per giovani scienziati 3 maggio: 3a giornata europea della scienza per i giovani. Tema scelto: le trottole Ricordiamo, infine, che le 6 sale e i servizi del Centro congressi Fast possono essere utilizzati anche dalle organizzazioni esterne alla Fast. .  
   
   
"UN PASSO CONCRETO VERSO L´OSSERVATORIO TOSCANO DEI CETACEI" IL 14 APRILE ALL´ELBA LA PRIMA PRESENTAZIONE, ENTRO MAGGIO CHIUSA LA FASE ISTITUTIVA  
 
 Firenze, 19 marzo 2007 - Si concretizza il progetto regionale dell´Osservatorio toscano dei cetacei lanciato dall´assessore all´ambiente Marino Artusa un anno fa per creare all´Isola d´Elba un grande centro per lo studio e la tutela dei mammiferi marini. Nel corso dell´incontro convocato oggi in Regione dall´assessore con tutti i soggetti interessati - oltre a Regione e Arpat, la Provincia di Livorno, l´Ente parco, il comune di Capoliveri, la comunità montana dell´Arcipelago, associazioni ambientaliste e centri di ricerca - è stato messo a punto e approvato il documento scientifico su cui si basa l´Osservatorio che costituisce il contributo toscano al progetto Pelagos. "Un progetto importante - afferma l´assessore Artusa - a cui la Regione intende dare grande peso in uno stretto rapporto di collaborazione con il parco nazionale dell´Arcipelago. Insieme alla Toscana nel ruolo di capofila, parteciperanno all´Osservatorio gli enti locali, le associazioni ambientaliste e enti di ricerca come la Fondazione Cousteau. La struttura intende diventare un punto di riferimento non solo nazionale, ma con spettro di azione su tutto il Mediterraneo per le varie realtà che oggi, singolarmente e spesso in maniera diversa, si dedicano allo studio ed alla tutela dei cetacei". Per realizzareil progetto, il Praa appena approvato stanzia 600. 000 in 4 anni, a cui si aggiungeranno fondi del ministero dell´ambiente. E´ prevista anche l´attivazione di un progetto "Interreg" insieme alla Sardegna, alla Liguria e alla Corsica. Altri contributi li darà la Fondazione Cousteau. "Siamo aperti - afferma Artusa - anche a finanziamenti di soggetti privati, purchè rispettino le finalità del progetto. Nei prossimi giorni intendo anche proporre alla giunta si inserire l´osservatorio nella lista di iniziative finanziabili dalla Fondazione Mps". Le tappe successive prevedono, dopo il via libera ufficiale della giunta, la nomina del comitato scientifico, di quello di gestione e del coordinatore. I singoli rappresentanti saranno designati dai soggetti coinvolti nel progetto. "Entro fine maggio contiamo di chiudere la fase istitutiva - afferma l´assessore Artusa - Ci sembra un buon risultato a un anno di distanza dal primo lancio della proposta. Intanto il 14 aprile a Capoliveri è stata fissata la prima presentazione pubblica del progetto". .  
   
   
VIA LIBERA A "VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA" BONI: STRUMENTO PER PIANIFICAZIONE URBANISTICA E TERRITORIALE  
 
Milano, 19 marzo 2007 - Il Consiglio Regionale, nella seduta del 13 marzo scorso, ha approvato gli "Indirizzi generali per la valutazione ambientale di piani e programmi" (Valutazione Ambientale Strategica), come prevede l´articolo 4 della legge regionale 12 per il Governo del Territorio. Il documento rappresenta l´attuazione concreta della direttiva comunitaria 2001/42 relativa alla valutazione degli effetti sull´ambiente di piani e programmi urbanistici che determinano significative trasformazioni territoriali. "Uno strumento fondamentale, insieme al Sistema Informativo Territoriale integrato e all´Osservatorio permanente della Pianificazione Territoriale, - osserva l´assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni - per assicurare una migliore qualità al sistema della pianificazione territoriale. Un documento molto atteso dagli amministratori, dai progettisti e anche dai cittadini che oggi possono disporre di un nuovo strumento di partecipazione alle scelte che riguardano la qualità della vita". Gli indirizzi generali per la Valutazione Ambientale Strategica si riflettono sull´integrazione tra il percorso di formazione del piano e l´attività di valutazione. Il percorso delineato prevede, infatti, una stretta collaborazione tra chi elabora il piano e chi si occupa della sua valutazione, per costruire uno strumento di pianificazione partecipato in ogni sua fase. Gli indirizzi riguardano, inoltre, l´ambito di applicazione della valutazione ambientale, cioè i piani di livello regionale (Piano Territoriale regionale e piani d´area, ma anche piani di settore come quello energetico, dei rifiuti e delle acque), provinciale (Piano Territoriale di coordinamento provinciale, piani di settore), comunale (Documento di piano e altri piani se in variante al Documento di piano), che dovranno essere, quindi, accompagnati dalla Vas nella loro formazione. Gli indirizzi generali per la Vas definiscono, inoltre, un percorso che razionalizza le diverse azioni già previste dagli strumenti di piano e individua i soggetti competenti in materia ambientale, da coinvolgere fin dall´inizio del percorso di valutazione, prevedendo la partecipazione dei cittadini (la costruzione di piani e programmi è accompagnata da modalità definite di consultazione, comunicazione e informazione pubblica, articolati per le diverse fasi); il coordinamento con altre procedure, come la Valutazione di Impatto Ambientale (Via), la Valutazione di Incidenza su Zone di Protezione Speciale (Zps) e sui Siti di Importanza Comunitaria (Sic) garantirà l´ottimizzazione e la semplificazione dei procedimenti. Il documento prevede, infine, la realizzazione di un sistema informativo lombardo per la valutazione ambientale di piani e programmi: un vero e proprio portale dello strumento Vas, in cui raccogliere i riferimenti legislativi, metodologici e le "buone pratiche". . .  
   
   
RISCHIO PIENE, INTESA CON NERVIANO, RHO E LAINATE  
 
Milano, 19 marzo 2007 - L´assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, ha firmato un protocollo d´intesa con l´Agenzia Interregionale per il Po, l´Autorità di Bacino del Fiume Po e i comuni di Nerviano, Lainate e Rho, che ha come obiettivo la salvaguardia idraulica dell´area metropolitana di Milano, e nello specifico la realizzazione di un intervento di laminazione delle piene lungo il torrente Bozzente, affluente del fiume Olona. L´intesa prevede la realizzazione, con i Comuni interessati, di un´opera di riduzione del rischio idraulico in un´area densamente abitata. L´intervento, che sarà realizzato dall´Agenzia Interregionale per il Po (2. 450. 000 euro l´importo dell´opera), fa parte di un più ampio piano di sistemazione dei fiumi dell´area milanese, inserito nelle previsioni del Piano di Assetto Idrogeologico e compreso nel Contratto di Fiume Olona-bozzente-lura. L´intervento consentirà di prevenire gli allagamenti nei territori comunali di Nerviano e Lainate e ridurrà le portate di piena nel territorio del comune di Rho, spesso oggetto di esondazioni provocate da situazioni di squilibrio idrico esistenti nella parte alta del bacino del torrente Bozzente. "Il protocollo sottoscritto - commenta l´assessore Boni - rappresenta una fase importante di un´azione di governance che ha coinvolto tutti i Comuni interessati dalla realizzazione delle opere. Un progetto che conferma la necessità di concordare con gli enti locali le attività che vengono svolte sul territorio, coinvolgendoli anche nelle successive fasi di realizzazione di un´opera che dovrà inserirsi in un contesto ambientale estremamente delicato e articolato". .  
   
   
WORKSHOP ENEA PER LO STUDIO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI E DEI LORO EFFETTI ROMA, 20 MARZO 2007  
 
Roma, 19 marzo 2007 - Il 2006 è stato l’anno in cui il dibattito sul riscaldamento globale ha visto una forte convergenza di posizioni sull’influenza dell’uomo nell’alterazione del sistema climatico. Ora l’attenzione si sposta su ciò che il riscaldamento globale significa per il mondo: fino al 20% del prodotto lordo mondiale perso e 200 milioni di profughi. Sono le due cifre che riassumono lo scenario del futuro climatico dipinto da un ex dirigente della Banca Mondiale, l’economista Nicholas Stern. L’enea, attraverso le esperienze maturate nel corso degli ultimi 20 anni ed i risultati conseguiti nell’ambito di progetti di ricerca integrati e fortemente multisciplinari, è in grado di dettagliare i cambiamenti in atto, in particolare nel Mediterraneo e in Italia, mettendo in evidenza le attuali tendenze, gli scenari futuri, gli impatti registrati. La sfida che si vuole raccogliere è quella di valutare gli effetti economici del cambiamento climatico in Italia e di supportare l’attuazione degli impegni previsti dalla Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite e dal protocollo di Kyoto. Programma: 09:00 Registrazione partecipanti; 09:30 Introduce e presiede Luigi Paganetto Presidente Enea; 09:45 Le attività Enea Rapporteur: Marcello Garozzo Direttore Dipartimento “Ambiente, Cambiamenti globali e Sviluppo Sostenibile” – Enea; con i contributi di: Fabrizio Antonioli, Vincenzo Artale, Roberta Delfanti, Massimo Iannetta. 10:30 Tavola Rotonda Modera Antonio Cianciullo Giornalista. Intervengono: Sergio Castellari Focal point Intergovernamental Panel on Climate Change Italia; Vincenzo Ferrara Coordinatore Conferenza Nazionale sul Clima per il Ministero dell’ dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare; Marzio Galeotti Università degli Studi di Milano e Fondazione Eni Enrico Mattei; Gianni Silvestrini Direttore scientifico Kyotoclub e Ministero dello Sviluppo Economico. 11:15 Dibattito; 11:45 Interventi finali: Pier Paolo Cento Sottosegretario di Stato Ministero dell’Economia e delle Finanze; Gianni Piatti Sottosegretario di Stato Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare. 12:30 Concludono: Paolo De Castro Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; Linda Lanzillotta Ministro Affari Regionali e Autonomie Locali; Alfonso Pecoraro Scanio Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare. .  
   
   
AOSTA: FIRMA DELL’ACCORDO QUADRO CON COREPLA PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI D’IMBALLAGGIO  
 
Aosta, 19 marzo 2007 – L’assessore al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche, Alberto Cerise, firma oggi alle ore 11, nella sala riunioni, al piano terra dell’Assessorato, ad Aosta, il nuovo accordo quadro con il Consorzio di filiera per la raccolta e valorizzazione degli imballaggi di plastica, Corepla. Tale accordo disciplina tutti gli aspetti tecnico-operativi ed economici conseguenti al conferimento ai consorzi di filiera dei rifiuti valorizzabili e prevede il riconoscimento del Centro regionale di trattamento dei rifiuti urbani ed assimilati di Brissogne quale piattaforma Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) di stoccaggio dei rifiuti valorizzabili. “Per la Regione Valle d’Aosta – spiega l’assessore Alberto Cerise – si tratta della seconda occasione in cui essa regolamenta direttamente con il Corepla i propri rapporti per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa. Nel 2001 era stato firmato il primo accordo-quadro e il nostro impegno diretto ha consentito alla Valle d’Aosta di raggiungere la Lombardia nella raccolta pro-capite, aggiudicandosi anche il premio per il miglior risultato ottenuto a livello nazionale nel 2003”. .  
   
   
RIFIUTI, DICHIARAZIONE DELL´ASSESSORE ALL´AMBIENTE LUIGI NOCERA: "IN AULA HA PREVALSO SENSO DI RESPONSABILITÀ"  
 
Napoli, 19 marzo 2007 - "L´approvazione della legge regionale sui rifiuti, che rappresenta il punto di partenza per il passaggio all´ordinario, è il frutto di un lavoro condiviso e del grande senso di responsabilità dimostrato dall´Assemblea. Un risultato fondamentale al quale si è arrivati grazie all´impegno dell´intero Consiglio regionale, del centrosinistra ma anche di una larga parte del centrodestra. Possiamo dire con entusiasmo che, in aula, ha prevalso il senso di responsabilità verso una legge che segna decisamente una svolta in campo ambientale. Per questo un ringraziamento va agli organismi che hanno lavorato incessantemente al testo, ai presidenti della Commissione Urbanistica Pasquale Sommese e Ambiente, Michele Ragosta; agli uffici del Consiglio e, sopratutto, al presidente dell´Assemblea regionale, Sandra Lonardo, per la sagacia con cui ha saputo creare il clima collaborativo dell´Aula su un tema tanto delicato. Ora, grazie ad un lavoro condiviso, la Campania va verso la normalizzazione. Spero che lo stesso senso di responsabilità animi ora tutte le amministrazioni locali coinvolte". .  
   
   
MARRAZZO: "GOVERNARE PER TUTELA ARIA, ACQUA E TERRA"  
 
Roma, 19 marzo 2007 - "Non si può immaginare il futuro di questa Regione senza immaginare il futuro di programmazione del territorio. E per governare il territorio dobbiamo saper attrezzarci per guidare i processi di difesa e utilizzo, in maniera sostenibile, dell´acqua, con la capacità di difendere l´aria dall´inquinamento". È quanto ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo durante il convegno "Ambiente e territorio: ultima chiamata", organizzato nella sala Mechelli della sede del Consiglio regionale. "Il Lazio - ha spiegato Marrazzo - è una Regione che ha affrontato delle emergenze. Ora siamo passati alla stagione della programmazione della legislazione, per legiferare, programmare e attuare una sussidiarietà amministrativa". "Stiamo seminando girasoli per sessanta ettari nella Valle dei Latini - ha poi aggiunto Marrazzo - Si devono fare le filiere, quella agroenergetica è uno dei passaggi per difendere l´ambiente. Serve una cornice politica nella quale muoversi. Accetto di costruire un cambiamento insieme con i consorzi dibonifica". Il Presidente ha ricordato che chi opera con l’acqua opera con uno dei simboli stessi della vita umana. Acqua aria e terra sono tre dei quattro simboli della vita stessa. Per questo propongo ai consorzi di bonifica un patto per la difesa dell’ambiente e del territorio”. Il presidente dell’Unione regionale Massimo Gargano ha raccolto la proposta con un applauso che ha coinvolto tutta l’assemblea. .  
   
   
APPELLO DELLE UNIVERSITÀ A INVESTIRE DI PIÙ NELLA FORMAZIONE PER LA RICERCA  
 
Bruxelles, 19 marzo 2007 - La Lega delle università di ricerca europee (Leru) ha rilasciato una dichiarazione sulla formazione dei dottorandi e sul processo di Bologna in cui afferma che nei prossimi anni la politica europea per la ricerca e sviluppo dovrebbe focalizzarsi maggiormente sulla formazione per la ricerca a livello di dottorato. «Per incentivare la competitività e la forza economica del continente è fondamentale investire nell´istruzione, in particolare in quella superiore e post laurea, dal momento che le economie europee della conoscenza più avanzate dipendono, oggi più che mai, dalla capacità di spostare sempre più in avanti le frontiere della conoscenza per generare un vantaggio competitivo», si legge nella dichiarazione. L´obiettivo del processo di Bologna è di creare uno Spazio europeo dell´istruzione superiore entro il 2010. La Leru sottolinea nella dichiarazione che «l´organizzazione della ricerca e della formazione per i dottorandi in Europa è sostanzialmente frammentata, con oltre mille università in cui si conferiscono dottorati». L´associazione teme che il grado di uniformazione creato per le lauree di primo e secondo livello nell´ambito del processo di Bologna possa non essere altrettanto valido per la formazione dei dottorandi basata sulla ricerca. «Questo tipo di formazione, che comporta necessariamente la ricerca di un equilibrio tra le prospettive di formazione e le prospettive di ricerca, si distingue nettamente dal ciclo di istruzione precedente», continua la dichiarazione. «Non avrebbe molto senso creare processi normativi uniformi, gerarchici, come per esempio i blocchi di crediti, per i dottorati basati sulla ricerca, oppure equiparare lo status di dottorando a quello di studente o di dipendente. » L´associazione è convinta che l´Europa dovrebbe promuovere una maggiore differenziazione tra gli istituti superiori di ricerca, affinché ogni singolo istituto possa sfruttare i propri punti di forza, siano essi la ricerca ad altissimo livello o più semplicemente la formazione di laureati con particolari competenze per l´industria locale. Un aspetto importante del processo di Bologna è rappresentato dalla mobilità: in proposito la Leru raccomanda all´Europa di garantire ai migliori dottorandi un´effettiva possibilità di scelta di istituto e paese, promuovendo «processi più efficaci di scambio della conoscenza tra le università e le imprese nell´ottica di far crescere il numero dei dottori di ricerca attivi nel mondo aziendale». I ministri europei competenti per l´istruzione superiore dibatteranno il processo di Bologna nella riunione di maggio a Londra. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Leru. Org .  
   
   
CONGRESSO SULLA SCIENZA NEL MEDITERRANEO  
 
 Bruxelles, 19 marzo 2007 - Dal 9 al 13 aprile si terrà a Istanbul (Turchia) il 38° congresso internazionale della Ciesm (Mediterranean Science Commission). Dal 1919 la Ciesm organizza regolarmente congressi sulle coste del Mediterraneo. Questa conferenza riunirà più di 800 scienziati marini provenienti da tutto il mondo che presenteranno e discuteranno i maggiori problemi riguardanti il Mar Mediterraneo e il Mar Nero. Tra i punti all´ordine del giorno emergono i seguenti: biodiversità del Mediterraneo on line; progressi recenti delle scienze del Mar Nero; cambiamenti dell´ecosistema: passato, presente e futuro; contaminanti chimici e salute pubblica; fondali del Mar Mediterraneo: nuove conoscenze e nuove prospettive; segnali di allarme delle tendenze dell´ecosistema; dinamiche del Mar di Marmara e degli stretti comunicanti; ricerche comunitarie e opportunità di formazione per i paesi terzi. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Ciesm. Org/ .  
   
   
ISPI: CORSI FINE MARZO WINTER SCHOOL  
 
Milano, 19 marzo 2007 - Sono aperte le iscrizioni ai corsi di fine marzo della "Winter School dell´Ispi", nell´ambito della quale vengono proposti anche tre Diplomi part-time in "Sviluppo e Cooperazione Internazionale", "Emergenze e Interventi Umanitari" e "European Affairs". Nel sito www. Ispionline. It sono disponibili le informazioni di dettaglio sui corsi e sulle modalità di iscrizione. .  
   
   
ISTRUZIONE: APPROVATE LINEE GUIDA DDL ISTRUZIONE-FORMAZIONE DALL´ANNO SCOLASTICO 2008-09 GLI STUDENTI DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA CONTINUERANNO LA SCUOLA DELL´OBBLIGO SINO AI 16 ANNI.  
 
Trieste, 19 marzo 2007 - A partire dall´anno scolastico 2008-09 gli studenti della regione Friuli Venezia Giulia continueranno la scuola dell´obbligo sino ai 16 anni, inserendosi in un biennio superiore con la possibilità di iniziare un percorso formativo ufficialmente riconosciuto, qualora decidessero di entrare a tutti gli effetti nel mondo della formazione professionale. E´ forse la novità più saliente del disegno di legge varato oggi dalla Giunta regionale. Frutto di un lavoro a quattro mani degli assessori alla Cultura ed Istruzione Roberto Antonaz e al Lavoro e Formazione Roberto Cosolini e delle rispettive direzioni è, ha detto Cosolini, "La prima legge che viene realizzata in modo fortemente integrato, un´innovazione di non poco conto in un´epoca in cui l´integrazione delle politiche rappresenta un modo per renderle più efficaci". Una legge che "accompagna il nostro obiettivo di essere sempre più regione dell´innovazione e della conoscenza" - ha aggiunto Antonaz - sottolineando che "essa si propone di incrementare il tasso di scolarità dei nostri giovani e di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica facendo in modo che rimangano il più a lungo possibile nel mondo dell´istruzione prima di fare scelte professionalizzanti". Il documento, intitolato "Norme per l´accesso al sapere, il diritto allo studio, il nuovo ordinamento della formazione professionale e lo sviluppo del sistema formativo del Friuli Venezia Giulia" è stato presentato congiuntamente oggi dai due assessori. "A giudizio della Giunta - ha detto Antonaz - è una delle leggi più importanti di questa legislatura e, dopo la concertazione ed il vaglio del Consiglio regionale, auspichiamo di approvarla entro l´autunno, in modo da poterla rendere operativa a partire dal prossimo anno". Con la nuova norma il Friuli Venezia Giulia si conferma in una posizione fortemente avanzata a livello nazionale. "Abbiamo lavorato in una prospettiva che valorizzasse, superando qualsiasi assurda dicotomia - ha detto Cosolini - sia la centralità dell´istruzione, e quindi della diffusione del sapere, che la centralità della formazione lungo l´arco della vita". La legge, che gli assessori hanno definito "fortemente equilibrata" si pone l´obiettivo di integrare le capacità formative di scuola, formazione professionale, università e mondo delle imprese. Nella parte del documento che concerne la formazione professionale troverà infatti spazio, ha detto Cosolini "la promozione, da parte della Regione, della cultura imprenditoriale a partire dalle giovani generazioni, perché l´educazione all´imprenditorialità è uno dei processi chiave dell´apprendimento indicati dall´Unione europea e perché il Friuli Venezia Giulia deve continuare ad essere una regione di imprenditori". A tale proposito Cosolini ha ricordato che sta per essere attivata una scuola per manager ed imprenditori realizzata da Area Science Park, Università ed altri soggetti pubblici, mentre per l´educazione all´imprenditorialità dei giovani l´assessore ha ricordato l´esperienza di "Imprenderò" e ha prospettato la possibilità di inserirla nei corsi universitari "affinché ogni sbocco professionale possa prevedere la scelta imprenditoriale". Definendo "la conoscenza un valore di per sé", Antonaz ha confermato che altri obiettivi del disegno di legge sono "dar stabilità agli interventi introdotti in questi anni, incrementare lo studio delle lingue straniere e regionali e garantire il diritto al sapere, scelte essenziali nella regione della conoscenza". Ricordando che la nostra è stata tra le regioni che hanno rifiutato il "doppio canale" proposto dalla riforma Moratti, Antonaz ha spiegato che in Friuli Venezia Giulia viene data ai giovani, con la possibilità di continuare gli studi inserendovi un percorso integrato di formazione professionale, "un´opportunità in più". La legge, che al momento si compone di una sessantina di articoli, si divide in quattro parti. La prima contiene le norme generali, i principi e le finalità. La seconda riguarda il diritto all´istruzione e allo studio oltre che la promozione delle istituzioni scolastiche autonome. La terza costituisce, dal momento che la competenza della Regione in materia è totale, la disciplina regionale del sistema di formazione professionale. La quarta concerne le attività integrate tra i due comparti. Per quanto riguarda i finanziamenti necessari alla sua attuazione, gli assessori hanno confermato che l´innovazione delle norme già in atto comporterà l´utilizzo delle risorse si qui impiegate. Poiché a sostegno della formazione professionale sono annualmente a bilancio 25 milioni all´anno cui si aggiungono le risorse messe a disposizione dal Fondo Sociale Europeo (320 milioni nel periodo 2007-2013) gli investimenti aggiuntivi riguarderanno, ha detto Cosolini, essenzialmente il mondo della scuola. .  
   
   
START CUP FEDERICO II: OGGI INIZIA IL CORSO DI FORMAZIONE SUL BUSINESS PLAN  
 
Napoli, 19 marzo 2007 - Oggi prende il via il Corso di Formazione sul Business Plan. Il Corso di formazione si colloca nell’ambito dell’offerta formativa prevista dalla “Start Cup Federico Ii”, Premio per le migliori idee imprenditoriali promosso dall’Università degli Studi di Napoli Federico Ii in collaborazione con il Sanpaolo Banco di Napoli. Il programma del corso prevede i seguenti argomenti:l’idea imprenditoriale, l’analisi dell’ambiente esterno e interno all’impresa, strategie di marketing, aspetti operativi, organizzativi e finanziari del Business Plan La finalità del corso è quella di fornire una base di conoscenze (teorico-applicative) necessarie per l’esplicitazione dell´idea imprenditoriale e lo sviluppo del business plan. Il corso si rivolge a tutti coloro che hanno identificato una potenziale idea imprenditoriale e necessitano di acquisire le necessarie conoscenze per la sua esplicitazione. In particolare si rivolge ai gruppi attualmente iscritti (o che intendano iscriversi) alla edizione 2007 della “Start Cup Federico Ii” ed a tutti i soggetti interessati a confrontarsi con le opportunità e con le problematiche dell’imprenditorialità. Il corso, di 48 ore, si svolgerà dal 19 marzo al 17 aprile 2007, dalle ore 14. 30 alle ore 17. 30. Sede del corso sarà l’Università degli Studi di Napoli Federico Ii, Sala Convegni - Palazzo degli Uffici, Via Giulio Cesare Cortese n° 29, Napoli. Le lezioni saranno tenute da esperti, professionisti, consulenti e dirigenti d’azienda. L’obiettivo è quello di aiutare operativamente i gruppi partecipanti a preparare il piano di Business. I materiali didattici predisposti dai docenti a supporto delle lezioni saranno resi disponibili, ai soli partecipanti al Premio, in un’area riservata (area utenti – formazione) del sito internet www. Startcup. Unina. It La partecipazione al corso è gratuita. Per motivi organizzativi gli interessati sono invitati a compilare la scheda di registrazione (disponibile sulla Home Page del sito internet del Premio) ed a inviarla all’email: startcup@startcup. Unina. It. .  
   
   
GALASSIA GUTEMBERG: LEONARDO DA VINCI: SCRITTURA E IMMAGINI DELLE GEOGRAFIE DELLA MEMORIA, DAL MEDITERRANEO ALL’ORIENTE. NAPOLI, MOLO ANGIOINO, STAZIONE MARITTIMA GALASSIA GUTENBERG, XVIII EDIZIONE 16-19 MARZO 2007  
 
 Napoli, 19 marzo 2007 - Inserendosi coerentemente nella serie di iniziative indette quest’anno dalla “Galassia Gutenberg” sul tema del navigare, al fine di favorire lo scambio di idee e il dialogo fra culture e civiltà, questo evento risponde anche a una linea di ricerca su “L’altra Europa”, promossa dal Centro Studi sulle Culture del Mediterraneo, diretto dalla Prof. Ssa Maria Donzelli, al fine di individuare e valorizzare le componenti culturali mediterranee che possano contribuire a una compiuta tematizzazione dell’identità europea. In un momento storico quanto mai critico, quale quello attuale, in cui pare di assistere al più spietato scontro di civiltà, le possibilità di agevolare un costruttivo e pacifico incontro di culture possono venire anche dalla ri-scoperta di significative esperienze di scambio di idee e suggestioni tra Occidente e Oriente, attuate nel passato. La poliedrica e fascinosa figura di Leonardo da Vinci (1452-1519) offre di ciò l’esempio più interessante e, al contempo, poeticamente commovente: da sempre (e a giusto titolo) considerato un campione della cultura occidentale (non solo figurativa ma anche tecnica e scientifica), il geniale artista-filosofo espresse, a più riprese nella propria carriera intellettuale, una intensa curiosità per il vicino e lontano Oriente, al punto di essere stato tentato di trasmigrare in Turchia per porsi al servizio del Sultano Baiazeth Ii. La mostra intende esplorare i molteplici ambiti (artistico, letterario, tecnico, cartografico, allegorico), nei quali Leonardo ha prodotto spettacolari congiunzioni culturali tra la civiltà occidentale e quella mediterranea e medio-orientale: 20 gigantografie di fogli di appunti e progetti, dipinti e disegni vinciani, accompagnate da pannelli esplicativi con esaurienti schede informative sui materiali riprodotti, si articolano in cinque sezioni tematiche (I. Precedenti fiorentini Ii. Il viaggio immaginato Iii. Il viaggio da realizzare Iv. Fisionomie del Mediterraneo V. Allegorie), dispiegate su una mappa areale geo-culturale, che comprende Turchia e Asia Minore, Mesopotamia e Armenia, Cipro e Israele, Egitto e Tunisia. .  
   
   
30 TIROCINI ALL´ESTERO CON IL PROGETTO LEONARDO PROMOSSO DALL´ALTRA ROMAGNA  
 
Bologna, 19 marzo 2007 - Oggi le selezioni dei candidati che a fine aprile partiranno per 15 settimane verso Spagna, Grecia, Irlanda o Malta per svolgere un tirocinio di formazione e lavoro. Sono 156 le domande giunte da tutta Italia per partecipare al progetto al Leonardo, "Agri-culture: nuove generazioni per la valorizzazione delle aree rurali", promosso dall´Altra Romagna, che consente a giovani dai 19 ai 35 anni, lavoratori o in cerca di prima occupazione, neolaureati, diplomati, di svolgere uno stage di 15 settimane in un paese a scelta fra Spagna ( a Granada), Irlanda (a Cork), Grecia (katerini) o Malta. E´ il primo anno che l´Altrra Romagna partecipa al programma comunitario Leonardo Da Vinci che sostiene progetti transazionali di formazione professionale. "Il nostro obiettivo - sottolinea il direttore dell´Altra Romagna Pierlorenzo Rossi- è quello di offrire ai giovani l´opportuntità di svolgere esperienze di formazione e lavoro presso un organismo di accoglienza in un altro Paese, al fine di acquisire conoscenze e competenze da trasferire in Italia". I tirocini si svolgeranno in aziende impegnate in promozione e gestione di attività turistiche, commercializzazione di prodotti enogastronomici ed artigiani, conservazione promozione del patrimonio artistico, filiera agroalimentare, promozione e animazione territoriale, conservazione e promozione del patrimonio artistico. Lunedì 19 marzo cominceranno le selezioni dei candidati, dando priorità ai residenti delle province di Forlì-cesena, Rimini e Ravenna. Ne veranno scelti 30 che dopo aver svolto un breve corso pre-partenza, voleranno verso le varie destinazioni a fine aprile. E per chi fosse interessato ma non avesse fatto in tempo a partecipare al progetto, niente paura l´Altra Romagna promuoverà il bando anche per prossimo anno. .  
   
   
LAVATRICE CINESE MADE IN MILANO PRESENTATO IL CONCORSO PER GIOVANI DESIGNER INDETTO DAL CENTRO SERVIZI ALLE IMPRESE BIC LA FUCINA CON IL SUPPORTO DELLA PROVINCIA DI MILANO  
 
 Milano, 19 marzo 2007 - Saranno tre giovani residenti nella provincia di Milano i fortunati vincitori del concorso Lavatrice Cinese Made In Milano, una selezione a titoli che permetterà ai più brillanti tra i partecipanti di recarsi in Cina e di progettare alcuni nuovi modelli di lavatrice destinati al mercato asiatico. L’iniziativa, presentata ieri a Palazzo Isimbardi, è nata nell’ambito del progetto Creative Industries Milan to China, realizzato dal centro per l’innovazione e lo sviluppo imprenditoriale Bic La Fucina grazie al supporto della Provincia di Milano e alla collaborazione con Candy Group. I selezionati voleranno in Oriente e avranno l’opportunità di vivere un’esperienza di studio e di lavoro di livello internazionale. Dopo una prima fase di progettazione della nuova lavatrice a Milano, lavoreranno per un mese presso la Jinling Electrical Company Limited, una fabbrica del gruppo Candy a circa 100 km da Canton e non lontano da Hong Kong. Là sperimenteranno innovative modalità di progettazione all’interno di un team di lavoro internazionale: a ogni designer italiano ne sarà affiancato uno di origine cinese che lo seguirà nel restyling di un modello di lavabiancheria. "Iniziative come questa – ha spiegato Fabio Terragni, presidente e amministratore delegato di Bic La Fucina – sono essenziali per promuovere il design milanese in mercati in forte crescita come quello cinese, che potrebbe rivelarsi fondamentale per il futuro del made in Italy. Ci permettono inoltre di coltivare il talento dei giovani designer del nostro territorio, offrendo loro esperienze di studio e di lavoro altamente qualificanti". "Indubbiamente il design è uno dei settori che trainano il tessuto produttivo provinciale. – ha aggiunto Alberto Mattioli, vicepresidente della Provincia di Milano – Rappresenta a livello internazionale il simbolo della capacità creativa e progettuale, della continua ricerca dell’innovazione tipica del nostro territorio". Non a caso Milano è la meta preferita di oltre 10. 000 studenti (di cui 4. 000 stranieri) che ogni anno si iscrivono ai corsi di specializzazione sul design organizzati dalle università e dalle principali scuole di alta formazione. Presente all’incontro anche Guglielmo Pasquali, group marketing director di Candy Group. "Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa che integra parecchi tra i valori fondamentali di Candy Group: l’attenzione al design degli elettrodomestici per migliorarne funzioni e prestazioni, oltre all’estetica; la collaborazione tra team di persone con formazione, cultura, nazionalità diversa; la diffusione del know-how e del gusto italiano nel mondo, partendo dalla nostra base lombarda. Crediamo che lo studio del design di una lavabiancheria del tutto diversa da quella cui i giovani vincitori sono abituati, sarà un ulteriore stimolo alla creatività dei designer e al successo del concorso". Oltre a questo concorso il progetto Creative Industries Milan to China prevede due seminari per avvicinare designer, imprenditori e progettisti milanesi alla cultura e al gusto cinesi; una missione imprenditoriale a Pechino e a Shanghai, rivolta alle aziende che vogliono avviare contatti con le più significative realtà orientali. Il primo seminario, dedicato al design della casa in Cina, si è svolto ieri pomeriggio dopo la presentazione del concorso e ha visto la partecipazione dell’architetto Luca Scacchetti, che ha progettato a Shanghai il quartiere residenziale Pj South; del product e car designer Marco Bonetto, che collabora con le maggiori industrie cinesi e internazionali; di Francois Yang, giornalista e designer di origine cinese che frequenta a Milano un corso di specializzazione della Domus Academy. Le caratteristiche della casa orientale sono state presentate ad un giovane pubblico di designer e progettisti con fotografie e progetti. In particolare si è parlato delle tradizionali abitazioni di Shanghai, gli Hutong: mini appartamenti dove il luogo di socialità non è il salotto ma il vicolo privato su cui si affaccia la casa, un cortile dove di pranza, si fanno affari, ci si intrattiene con i vicini. Al centro della discussione anche i gusti estetici orientali, completamente diversi da quelli italiani, la scelta dei materiali per l’arredamento, l’uso degli elettrodomestici: negli Hutong, per esempio, quando si lavano i panni la lavatrice viene spostata in cortile. Il termine di presentazione delle domande di partecipazione al concorso è il 27 aprile 2007. Per maggiori informazioni: www. Impresecreative. It, www. Biconline. It, www. Candy-group. Com .  
   
   
IL MINISTRO ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE GIUSEPPE FIORONI CONCLUDE IL TERZO MEETING NAZIONALE DELLE SCUOLE DI PACE  
 
Ancona, 19 marzo 2007 - E´ arrivato puntuale per le conclusioni del Terzo Meeting nazionale delle Scuole di Pace, svoltosi ad Ancona il 16 e 17 marzo, il ministro alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni che, sul palco del Teatro delle Muse si e` seduto ad un banco di scuola, insieme agli studenti, al presidente della Regione Gian Mario Spacca, all´assessore regionale all´Istruzione, Ugo Ascoli, a Flavio Lotti coordinatore della Tavola della Pace. ´Non avrete dubbi ´ ha esordito il Ministro con una battuta- che in questo momento e` piu` scomoda la poltrona di ministro alla Pubblica Istruzione che la sedia di un banco. ´ Poi ha ringraziato studenti e insegnanti per queste due giornate di riflessione sulla pace, per il loro impegno e per l´esempio che danno: ´Voi siete la vera scuola, non quella che appare oggi sui media. Siamo in un momento di particolare preoccupazione che ci coinvolge tutti. La Scuola puo` continuare a svolgere il suo ruolo educativo se resta autorevole e credibile. Allora, non giriamoci dall´altra parte se assistiamo ad un abuso ad un compagno. Anche cosi` si costruisce la pace. ´ Il ministro ha sottolineato che purtroppo ancora troppi ragazzi e ragazze subiscono soprusi e violenze alla presenza di insegnanti e compagni, senza che nessuno si interessi di loro o denunci il fatto. ´Questa non e` tolleranza ´ ha detto- e` lasciare sola una vittima. Non c´e` pace se non siamo prossimi all´altro. Assumersi le responsabilita` dei propri doveri significa rispetto delle regole che e` rispetto per noi stessi. ´ Poi Fioroni ha richiamato il ruolo dei genitori come principali artefici dell´educazione dei giovani, ´la Scuola puo` aiutare nel costruire un modello educativo che va condiviso con la famiglia, ma non sostituirsi ad essa. I ´No´ detti dai genitori sono altrettanto indispensabili dei ´Si´, perche` la Scuola possa sviluppare e trasmettere valori come la pace. ´Qui oggi ´ ha concluso Fioroni - c´e` una profonda consapevolezza che ognuno di noi e` strumento di pace, che la pace nasce dall´armonia con se stessi. Ma la Scuola prima di fornire competenze agli allievi, deve agire per formare gli uomini. ´ Anche il presidente Gian Mario Spacca, dopo aver espresso l´orgoglio delle Marche per aver ospitato una simile iniziativa, ha sottolineato che ´l´intenzione di pace nasce dal nostro cuore, dal contatto profondo con la propria coscienza ed e` importante che in questi due giorni al centro della riflessione sia stata riportata la persona. I giovani di questo Meeting ´ ha detto- ci danno esempi positivi e il mondo degli adulti si deve piegare a queste riflessioni, a questo esercizio di amore che deve partire appunto per primo dalla famiglia, poi dalla scuola e da ognuno di noi. E le istituzioni politiche, fatte di persone, devono dare prova di testimonianza attiva di pace e di valori positivi. ´ Spacca, citando diverse iniziative, ha poi ricordato che le Marche sono terra aperta al futuro e terra di accoglienza: da ´Agora` dei Giovani´ il prossimo settembre, a ´ Europa e non solo´ sull´incontro con le scuole del bacino Mediterraneo a Senigallia, citta` anche dell´istituto Alberghiero ´Panzini´ ´aperto all´ospitalita` di ragazzi stranieri che qui si formano e ritornano da protagonisti nel loro Paese. ´ A dimostrazione che le Marche sono sensibili ai temi dei giovani e della pace, Spacca ha ricordato che il prossimo 10 dicembre- non a caso data del 60 anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - la Giornata delle Marche sara` dedicata ai giovani e alla riflessione sul loro futuro. Due giornate emozionanti e piene di spunti per migliorare, le ha definite l´assessore regionale all´Istruzione, Ugo Ascoli che ha evidenziato come le Marche siano una regione di pace dove nell´80 per cento delle scuole si insegna a ´fare pace´ . Cinque i punti chiave comunicati dall´assessore al Ministro Fioroni, emersi anche dai frequentatissimi gruppi di lavoro tra ragazzi e insegnanti: stare bene a scuola, in un ambiente confortevole e armonico; favorire la stabilita` del gruppo docente; la pace non come materia aggiuntiva , ma ad integrare gli altri insegnamenti; la formazione degli insegnanti che e` decisiva per pilotare il cambiamento; forme di incentivazione a progetti di pace. Flavio Lotti ha quindi consegnato al Ministro il documento conclusivo di impegno del Meeting: la ´Carta di Ancona´ firmata da studenti, docenti, dirigenti scolastici, genitori, associazioni, Enti locali, Regioni ed elaborata sulla base dei lavori realizzati dalle scuole marchigiane. L´impegno in sette buoni intenti e`: imparare ed insegnare la pace; trasformare la scuola in luogo di pace; vivere l´educazione alla pace come sfondo integratore del processo formativo; pace come promozione di diritti umani e della giustizia; consapevolezza dei doveri e delle responsabilita`; elaborare piani dell´offerta formativa territoriale per condividere i bisogni della comunita`; scuole dell´autonomia come luoghi di formazione della cittadinanza per tutta la comunita`. Al termine del Meeting il ministro Fioroni ha anche sottoscritto un protocollo di intesa con il coordinamento degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani, in vista delle celebrazioni nel 2007-2008 del 60 anno della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, della promulgazione della Costituzione Italiana, della proclamazione dell´Anno Europeo del Dialogo interculturale. .  
   
   
I CASCHI BLU ITALIANI DISTRIBUISCONO ALTRI AIUTI UMANITARI ALLA POPOLAZIONE LIBANESE  
 
Tibnine 19 marzo 2007 - Il 15 marzo una tonnellata di aiuti umanitari sono stati distribuiti ad un istituto scolastico per diversamente abili di Tiro. Gli aiuti, composti da: pasta, riso, merendine, pelati ecc. , sono stati distribuiti dai Lagunari del Reggimento " Serenissima" che in Libano costituiscono il 1° Reggimento di manovra del Contingente Italiano. I militari del Colonnello Luigi Chiapperini, Comandante di "Italbatt 1" sono stati accolti dalla direttrice della scuola Ria Berti: " Il rapporto di collaborazione che abbiamo allacciato con gli italiani- ha detto la direttrice- ci ha sorpreso per la grande sensibilità ed interesse che il Contingente Italiano ha rivolto alla realtà scolastica del sud del libano. Grazie per il continuo aiuto. ". In occasione della distribuzione sono state effettuate anche delle visite da parte dell´Ufficiale medico del reparto. Gli aiuti umanitari sono stati affidati al Contingente Italiano da diverse associazioni umanitarie tra cui: l´Associazione Internazionale Regina Elena, la Togheter Onlus, "Ci siamo anche noi" di Cavallino Treporti ( Ve), Associazione mestrina S. Vincenzo, farmacia Ghezzi dell´isola della Giudecca di Venezia. La missione " Leonte" è dallo scorso novembre, guidata dalla Brigata di Cavalleria " Pozzuolo del Friuli" al comando del Generale di Brigata Paolo Gerometta, comandante anche del Settore Ovest di Unifil. I Cavalieri della " Pozzuolo" hanno sino ad ora distribuito oltre tre tonnellate di aiuti umanitari in tutto il settore di competenza, 600 giocattoli, tre quintali di cancelleria per le scuole, un apparecchio radiologico " brillanza", un ortopantomografo per radiografie odontoiatriche. .