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Notiziario Marketpress di Giovedì 06 Settembre 2007
LANCIATO LO YOUTUBE DEGLI SCIENZIATI  
 
Bruxelles, 6 settembre 2007 - È stato lanciato un sito web denominato lo Youtube degli scienziati, che potrebbe dare nuova linfa alla speranza di avvicinare la scienza alle persone. Scivee consente agli scienziati di caricare documenti già pubblicati, accompagnati da un podcast di presentazione. Il sito, essendo relativamente nuovo, è ancora abbastanza dispersivo a livello di contenuti. I promotori dell´iniziativa sono tuttavia fiduciosi quanto al suo contributo alla diffusione e alla comprensione su ampia scala della scienza. «Scivee, creato per gli scienziati dagli scienziati, trasporta la scienza oltre la parola scritta e le sale conferenza, usufruendo di Internet in quanto mezzo di comunicazione che garantisce uno spazio e una voce a scienziati sia giovani sia esperti», spiega il sito. Gli scienziati, che trarranno vantaggio dall´opportunità di divulgare la loro ricerca a un pubblico più ampio e potenzialmente nuovo, potranno altresì dar vita a un profilo professionale e unirsi a gruppi scientifici. La comunità scientifica allargata può avere accesso a nuove informazioni scientifiche, commentare le pubblicazioni e iscriversi ai gruppi e ai canali pertinenti. Gli autori devono aver pubblicato il loro documento in una rivista a accesso aperto per poterlo inserire su Scivee. Una simile forma dinamica di presentazione potrebbe altresì stimolare l´interesse nella scienza tra il pubblico inesperto. La capacità del sito web di attrarre il grande pubblico dipende tuttavia dalla qualità del contenuto e dall´abilità degli scienziati nel presentare il loro lavoro. Gli utenti possono classificare, valutare e commentare i video. Le offerte attuali sono tutte incentrate sulla biologia e trattano temi che vanno dall´evoluzione alle proteine. La maggior parte di essi risulterebbe impegnativa per un pubblico non scientifico, anche se il dott. Eric Scheeff, per esempio, presentando «Structural Evolution of the Protein Kinase-like Superfamily» introduce la famiglia delle proteine chinasi con delle diapositive prima di passare agli aspetti più tecnici del suo documento. L´iniziativa può contare su tre sostenitori di alto profilo: la Biblioteca pubblica della scienza (Plos), la Fondazione scientifica nazionale statunitense (Nsf) e il San Diego Supercomputer Center (Sdsc). Per accedere a Scivee visitare: http://www. Scivee. Tv/ .  
   
   
NUOVE INIZIATIVE AIUTERANNO GLI SCIENZIATI A CONFRONTARE I DATI PIÙ AGEVOLMENTE  
 
Bruxelles, 6 settembre 2007 - Grazie alle iniziative di due équipe internazionali di ricercatori, gli scienziati di tutto il mondo saranno presto in grado di condividere e confrontare più agevolmente dati molecolari dettagliati. Sulla rivista «Nature Biotechnology», le équipe illustrano le linee guida relative alle informazioni che i ricercatori dovrebbero fornire nel momento in cui presentano relazioni riguardanti le interazioni molecolari (Mimix - informazioni minime necessarie per una relazione riguardanti esperimenti sulle interazioni molecolari) e la proteomica (Miape - informazioni minime riguardanti esperimenti di proteonica). In tali settori sono state condotte molte ricerche. Tuttavia, i dati vengono spesso riportati in formati diversi o semplicemente come testi liberi. Inoltre, molte relazioni non contengono le informazioni necessarie ad altri ricercatori per poter comprendere appieno l´esperimento e troppo spesso non tutte le molecole sono state identificate chiaramente. «L´assenza di parti fondamentali delle informazioni può comportare un´errata interpretazione del documento da parte degli scienziati e un dispendio di tempo nonché un errore per l´équipe che si occupa della banca dati nel tentativo di ricavare le informazioni mancanti» scrive l´équipe di Mimix. Le nuove linee guida sono state redatte consultando la comunità scientifica e nel loro sviluppo sono stati tenuti presenti due criteri fondamentali: si voleva, da un lato, che gli scienziati fornissero ad altri studiosi informazioni sufficienti al fine di poter capire e interpretare pienamente i dati, evitando, dall´altro, che le procedure fossero talmente gravose da indurre gli scienziati a non usarle. «Grazie all´adozione da parte dell´intera comunità di requisiti minimi concordati in materia di informazione, tutti possiamo trarre vantaggio da una più agevole individuazione e dall´utilizzo delle informazioni più pertinenti al nostro specifico ambito di lavoro», ha osservato Henning Hermjakob dell´Istituto europeo di bioinformatica presso il Laboratorio europeo di biologia molecolare, uno degli autori di entrambi i documenti. «Questo sarà il passo successivo al fine di offrire archivi di dati ad accesso libero della più elevata qualità possibile». Le linee guida Miape contengono una serie di moduli relativi a tecnologie specifiche o a gruppi di tecnologie. Mimix è il primo modulo di Miape portato a termine e pubblicato; una domanda di pubblicazione è stata presentata per altri moduli. Tra gli altri dati, le linee guida Mimix relative alle interazioni molecolari richiedono informazioni riguardo ai metodi sperimentali, alle denominazioni di tutte le molecole coinvolte nell´interazione e delle loro specie di origine, nonché al ruolo biologico delle molecole nell´interazione. Infine, i ricercatori rilevano che l´utilizzo di requisiti minimi di informazione andrà a beneficio di tutta una serie di parti interessate. «L´adesione a tali linee guida per le informazioni consentirà di rendere maggiormente chiare e utili le pubblicazioni per la comunità scientifica e contribuirà a un più rapido e sistematico reperimento di dati nelle banche dati pubbliche, migliorando così l´accesso alle informazioni importanti relative alle interazioni», scrive l´équipe di Mimix. Secondo l´équipe di Miape, tali requisiti semplificheranno la condivisione dei dati con i collaboratori, eviteranno il rischio di una perdita di informazioni dovuta al cambio di personale e favoriranno la valutazione di risultati eventualmente prodotti in precedenza. «In un´epoca di esperimenti su scala genomica e proteomica, se vogliamo valorizzare al massimo le nostre attività, appare evidente la necessità di standardizzare il contenuto delle relazioni sugli esperimenti biologici», conclude l´équipe di Miape. «Ci auguriamo che questo documento e i moduli a esso allegati possano cominciare a soddisfare queste esigenze dei ricercatori nel campo della proteomica e la comunità di proteomica in generale, accrescendo il valore dei singoli progetti di lavoro e dei diversi corpus generali ai quali contribuiscono in molti». Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Nature. Com/nbt .  
   
   
CONFERENZA SULLA TERAPIA GENICA E CELLULARE  
 
Rotterdam (Paesi Bassi), 6 settembre 2007 - Dal 27 al 30 ottobre si svolgerà il congresso annuale della European Society of Gene and Cell Therapy (Esgct). La conferenza riguarderà gli ultimi aggiornamenti nel campo dalla scienza attinente alla terapia genica, comprese la terapia clinica, le nuove patologie candidate, l´importanza della tecnologia delle cellule staminali e la terapia genica Rna-dipendente. Gli organizzatori sono particolarmente interessati alla presenza di giovani ricercatori. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Esgct. Org .  
   
   
RICERCATORI ISOLANO UNA NUOVA FAMIGLIA GENICA FONDAMENTALE PER IL PRIMO SVILUPPO  
 
Copenaghen (Danimarca), 6 settembre 2007 - Un gruppo di ricercatori dell´Università di ha individuato una nuova famiglia genica fondamentale per lo sviluppo embrionale. In un articolo scritto per il numero di agosto della rivista «Nature», gli scienziati descrivono come la famiglia genica (Utx-jmjd3) controlli l´espressione genica indispensabile per la conservazione e la differenziazione delle cellule staminali. Le cellule staminali embrionali sono pluripotenti, ossia sono in grado di dividersi e di produrre nuove cellule staminali, nonché di dare origine ad altri tipi di cellule più specializzate. Tale processo altamente controllato, definito differenziazione, non è ancora stato compreso a fondo, ma l´informazione è di vitale importanza per consentire agli scienziati di programmare le cellule staminali in laboratorio affinché si differenzino in vari tipi di cellule, riuscendo quindi a creare modelli di malattie, a sperimentare nuovi farmaci e addirittura a curare talune patologie. Nello studio, gli scienziati hanno analizzato cellule staminali umane e di topo e hanno individuato una nuova famiglia genica che, modificando l´espressione genica, è essenziale per la regolazione del processo di differenziazione. Le nuove scoperte sono in linea con numerose recenti pubblicazioni che sostengono l´idea che la differenziazione potrebbe non essere interamente un «processo a senso unico». Tali pubblicazioni suggeriscono invece che la differenziazione potrebbe influenzare l´utilizzo a scopo terapeutico delle cellule staminali per la cura di varie malattie genetiche quali il cancro e l´Alzheimer. La ricerca è stata condotta da un´équipe guidata dal professor Kristian Helin nel Centre for Epigenetics di recente costituito presso il Biotech Research and Innovation Centre (Bric) dell´Università di Copenaghen. Il gruppo ha lavorato in collaborazione con ricercatori dell´Università di Edimburgo (Scozia) e del Weizmann Institute of Science (Israele). L´epigenetica è un settore della ricerca nel campo della scienza biotecnologica e biomedica in rapida espansione. Oltre al Centre for Epigenetics, un´altra nuova iniziativa in materia è rappresentata dall´Epigenome Network of Excellence, finanziato dall´Ue. Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Bric. Dk http://epigenome. Eu .  
   
   
GRUPPO ETICO ADOTTA PARERE SULL´IMPIEGO DELLE CELLULE STAMINALI EMBRIONALI UMANE IN PROGETTI DEL 7°PQ  
 
Bruxelles, 6 settembre 2007 - Il Gruppo europeo sull´etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie (Gee) ha formulato un parere che illustra le linee guida da utilizzare nel corso della revisione etica dei progetti di ricerca finanziati dall´Ue che prevedono l´impiego di cellule staminali embrionali umane (hEsc). La relazione è stata prodotta in seguito a una richiesta avanzata dal Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso nel novembre 2006. L´accordo finale che istituisce il Settimo programma quadro (7°Pq) assoggetta la ricerca che si basa sulle hEsc ai medesimi requisiti validi per il Sesto programma quadro. Secondo tali norme, i richiedenti devono dimostrare che sono conformi ai criteri normativi e che le hEsc provengono da embrioni non impiantati nel corso della fecondazione in vitro (Ivf). Devono inoltre chiarire in che modo tuteleranno i dati personali e le informazioni sulle condizioni di donazione degli embrioni. Nella loro relazione, gli esperti del Gee raccomandano di tener conto non solo delle norme etiche adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, ma anche di alcune considerazioni supplementari. La prima riguarda lo sviluppo di alternative alle hEsc. «Se in futuro verranno individuate alternative alle hEsc con il medesimo potenziale scientifico delle cellule staminali ottenute dagli embrioni, il loro impiego dovrebbe essere sfruttato al massimo», si legge nel parere. Anche i diritti delle donatrici sono oggetto di interesse da parte del gruppo. Ad esempio, chi fa domanda di finanziamento dovrebbe poter confermare che le donatrici non sono mai state soggette a pressioni, che la salute delle stesse non è mai stata messa a rischio da una stimolazione ovarica eccessiva, che le donatrici sono consapevoli del fatto che il loro consenso può essere ritirato fino alla fase di creazione delle cellule staminali, e che non sono stati offerti incentivi finanziari per la donazione degli embrioni ai fini della ricerca. Di preferenza andrebbero utilizzate le linee di hEsc conservate nel nuovo registro europeo delle cellule staminali. Oltre alla revisione etica, le proposte di progetti correlati alle hEsc devono essere anche sottoposte a un esame scientifico. In tal caso il Gee afferma che l´esame dovrebbe affrontare aspetti precisi, valutando ad esempio se gli obiettivi di ricerca possono essere conseguiti con soluzioni alternative alle hEsc e se i richiedenti possono dimostrare che la loro ricerca è volta a migliorare la salute umana o a promuovere la conoscenza biomedica. Inoltre, il gruppo di esperti scientifici dovrebbe «garantire che i ricercatori dei progetti del 7°Pq sulle hEsc collaborino a livello nazionale e internazionale per ridurre al minimo l´impiego delle hEsc nei progetti finanziati dal 7°Pq e per raggiungere sinergie complementari anziché per competere». Infine, gli esperti hanno esaminato gli aspetti etici più generali della ricerca che ricorre a cellule staminali embrionali umane. «Poiché i conflitti etici concernenti le hEsc non sono stati risolti né accademicamente né politicamente, il Gee raccomanda che nell´ambito del 7°Pq vengano erogati finanziamenti per promuovere ulteriori lavori internazionali di ricerca collaborativa e multidisciplinare sulle implicazioni etiche della ricerca con le hEsc e sulle questioni pertinenti ad essa connesse, nonché per incoraggiare un dibattito pubblico informato», hanno scritto. I ricercatori destinatari dei finanziamenti per la ricerca con le hEsc a titolo del 7°Pq dovrebbero venir inoltre incoraggiati a impegnarsi nel dibattito sociale, politico ed etico, ha dichiarato il Gee. Secondo il gruppo, tra le altre questioni meritevoli di attenzione figurano il brevetto dei materiali derivati dalle hEsc e la tensione suscitata da una politica che incoraggia sia la donazione gratuita che l´impiego commerciale dei derivati di sostanze di origine umana. Per maggiori informazioni consultare: http://ec. Europa. Eu/european_group_ethics/index_en. Htm .  
   
   
RICERCATORI SCOPRONO UN SINGOLARE MECCANISMO PER LA DIVISIONE DELLE CELLULE UOVO  
 
Bruxelles, 6 settembre 2007 - Un´equipe di ricercatori del Laboratorio europeo di biologia molecolare (Embl) ha scoperto il modo in cui funziona l´apparato molecolare che regola la divisione cellulare nello sviluppo delle cellule uovo. In un articolo nel numero di agosto della rivista «Cell», gli scienziati presentano nuove informazioni su tale processo, ricavate dai topi, che potrebbero gettare nuova luce sulle anomalie che si verificano nello sviluppo delle cellule uovo negli esseri umani. La prima fase nello sviluppo di una cellula uovo è la divisione della sua cellula progenitrice, l´ovocita. A differenza di quanto accade nelle altre cellule del corpo, un ovocita non si divide in parti uguali per generare due cellule figlie identiche. Al contrario, subisce una divisione di riduzione, che dimezza il suo materiale genetico per creare un´unica cellula uovo con 23 cromosomi, anziché i normali 46 che si trovano negli esseri umani. Per una cellula uovo è di fondamentale importanza possedere la metà del normale numero di cromosomi, in quanto l´altra metà viene portata dalle cellule spermatiche nel corso della fecondazione. L´apparato molecolare che garantisce che l´ovulo contenga alla fine il corretto numero di cromosomi è un fuso bipolare costituito da filamenti di proteine, chiamati microtubuli, che fanno parte del citoscheletro. I microtubuli del fuso si uniscono ai cromosomi, separandoli ed estraendone una metà dall´ovocita che forma una piccola struttura polare che verrà in seguito espulsa. «I fusi di microtubuli si trovano in tutte le cellule risultanti da tale suddivisione. La particolarità degli ovociti è che non presentano i centrosomi, ossia gli organuli che formano i fusi», dichiara Jan Ellenberg, coordinatore della Gene Expression Unit presso l´Embl. «Tutte le altre cellule contengono due centrosomi dai quali si originano i microtubuli. Essi predefiniscono la struttura bipolare del fuso, fondamentale ai fini dell´espulsione dell´esatta metà dei cromosomi dall´ovulo. Per molto tempo non siamo riusciti a capire in quale modo gli ovociti dei mammiferi potessero assemblare un fuso bipolare in assenza di centrosomi». Osservando nel tempo con un microscopio ad alta risoluzione l´assemblaggio del fuso negli ovociti di topi vivi, gli studiosi hanno scoperto che la mancanza di centrosomi è sostituita da un sistema flessibile di molti centri che organizzano i piccoli microtubuli (Mtoc) negli ovociti. Come i centrosomi, tali Mtoc fungono da piattaforme dalle quali crescono i microtubuli, ma non sono strutture permanenti. Gli Mtoc si generano solo quando la divisione è in procinto di cominciare e si accumulano al centro della cellula. Qui, i circa 80 Mtoc singoli iniziano a interagire come in un tiro alla fune, tirandosi e spingendosi tra di loro. Questo conduce infine a un fuso autorganizzato dotato di due poli in cui tutti i cromosomi vengono accuratamente allineati per la conseguente eliminazione cromosomica. «Sono necessari molto tempo e non poca coordinazione nello spazio e nel tempo per assemblare un fuso da così tanti centri», afferma Melina Schuh, che ha condotto la ricerca nel laboratorio del dottor Ellenberg. «Se il fuso non disgrega con precisione i cromosomi, causa malattie come la sindrome di Down e la sterilità. Riuscire a capire come è orchestrata questa importante divisione all´inizio della vita è pertanto molto importante». Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Embl. Org/ .  
   
   
RADIAZIONI, LA CHIAVE PER PROLUNGARE LA VITA DEI PAZIENTI AFFETTI DA TUMORE POLMONARE A PICCOLE CELLULE  
 
Bruxelles, 6 settembre 2007 - Uno studio ha rilevato che sottoporre il cervello a radiazioni potrebbe essere la chiave per prolungare la vita dei pazienti affetti da cancro del polmone a piccole cellule (Sclc). I ricercatori dei Paesi Bassi hanno scoperto che la procedura aumenta la sopravvivenza dei pazienti riducendo il rischio che il cancro si diffonda al cervello, una circostanza potenzialmente letale che spesso si accompagna a questa tipologia di tumore. Rappresentando circa il 15% di tutti i tumori al polmone diagnosticati di recente, lo Sclc è una forma aggressiva di cancro al polmone che può propagarsi ad altre parti del corpo e provocare il decesso dei pazienti in meno di un anno, anche se sottoposti a cura. Si tratta della più comune causa di decesso connessa al tumore negli uomini e la seconda nelle donne, responsabile di 1,3 milioni di morti nel mondo ogni anno. Il fattore di rischio più significativo legato a questo tipo di cancro è un´esposizione a lungo termine ad agenti cancerogeni inalati, in particolare al fumo del tabacco. Ricercatori del Vu University Medical Centre di Amsterdam (Paesi Bassi) e l´Organizzazione europea per la ricerca e il trattamento del cancro (Eortc) hanno analizzato due gruppi di pazienti affetti da Sclc. Gli studiosi hanno scoperto che coloro che avevano ricevuto terapie standard associate a trattamenti di irradiazione cranica profilattica, ossia radiazioni applicate al cervello prima che il tumore si diffondesse nella regione cerebrale, presentavano un minore rischio di metastasi al cervello e un migliore tasso di sopravvivenza rispetto a coloro che erano stati sottoposti a trattamenti standard. Infatti solo il 14% di pazienti affetti da Sclc trattati con irradiazione profilattica ha sviluppato tumori cerebrali, mentre più del 40% di coloro che non sono stati sottoposti a tale trattamento hanno presentato qualche forma di metastasi al cervello. Inoltre, soggetti cui è stata applicata l´irradiazione cerebrale profilattica sono sopravvissuti più a lungo delle loro controparti. Più del 27% dei pazienti sottoposti a irradiazione cranica profilattica è sopravvissuto oltre un anno, mentre la percentuale scende al 13% per i pazienti dell´altro gruppo. «L´irradiazione cranica profilattica riduce in maniera significativa il rischio di metastasi cerebrali sintomatiche e prolunga la sopravvivenza», afferma Ben Slotman, docente di Radioterapia presso il Vu University Medical Centre. «Dato che tale trattamento è ben tollerato e non incide in modo negativo sulla qualità della vita, ora l´irradiazione cranica profilattica dovrebbe essere offerta di routine a tutti i pazienti affetti da Sclc con malattia estensiva il cui tumore risponde alla chemioterapia», ha aggiunto. Gli autori della relazione affermano che i risultati della sperimentazione, pubblicati sul «New England Journal of Medicine», dovrebbero condurre a un cambiamento nella pratica medica sia in Europa sia negli Usa. Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Eortc. Be/ .  
   
   
CAD-COLON: LA NUOVA FRONTIERA DEL MEDICAL IMAGING PARLA ITALIANO  
 
Torino, 6 settembre 2007 – Punta tutto sulla scommessa dell’imaging medicale la im3D, dinamica realtà torinese che da più di cinque anni conduce, in collaborazione con l’Ircc - Institute for Cancer Research and Treatment (Candiolo) e l’Isi Foundation – Institute for Scientific Interchange (Torino), un progetto di ricerca avanzato per lo sviluppo di soluzioni di imaging medicale per la diagnosi precoce delle patologie tumorali. Una sfida che ha raccolto già significativi consensi a livello internazionale: dalla Rsna di Chicago all’Ecr di Vienna, sino al più recente Cars di Berlino. «Ci occupiamo dello sviluppo di sistemi Cad (Computer Aided Detection) che rappresentano la nuova frontiera della prevenzione e diventeranno sempre più strategici per la crescita del settore della diagnostica per immagini nel nostro paese» spiega Davide Dettori, fondatore e amministratore delegato di im3D – Medical Imaging Lab, azienda torinese che ha progettato e realizzato Cad-colon, un sistema di diagnosi estremamente preciso, capace di elaborare i dati forniti dalla Tac dell’addome e del bacino del paziente, identificando automaticamente le zone sospette su un modello tridimensionale del colon, in grado di supportare i medici nell’attività di prevenzione e diagnosi precoce del tumore al colon. «Attualmente, l’azienda sta sperimentando l’uso di questa metodologia nella diagnosi di diverse patologie tumorali, tra le quali il tumore al seno e al polmone. Ritengo – sottolinea ancora il manager - che nei prossimi mesi potremo annunciare delle novità importanti nel settore del Medical Imaging sul quale la ricerca im3D è fortemente impegnata». La diagnostica per immagini e le tecnologie Cad sono particolarmente utili in quei processi di valutazione che per durata e ripetitività possono far registrare un naturale calo del livello di attenzione del medico. Un argomento quest’ultimo che, riguardando la salute di ciascuno di noi, ci tocca evidentemente da vicino. Il rischio d’errore del medico non è sempre da ricondurre a casi di “malasanità”, ma più semplicemente alla sfera umana che per sua natura è fallibile. Da questo punto di vista, i sistemi Cad (Computer Aided Detection) si stanno rivelando un’alternativa concreta alle attuali metodologie di diagnosi e prevenzione. Cad-colon, il prodotto di punta di im3D, è un sistema di diagnosi che consente di effettuare esami non invasivi, rapidi e precisi, con un’efficacia (sensibilità media) del 92,8%, rilevata nelle sperimentazioni effettuate, nell’individuazione di polipi o tumori di misura clinicamente significativa (il tumore al colon in molti casi insorge sotto forma di polipo - adenoma e nel tempo può evolvere in forme tumorali maligne). Ciò che rende Cad-colon un prodotto interessante è l’integrazione, in un unico sistema, di due componenti: l’elevata accuratezza della prestazione diagnostica Cad e la capacità di elaborazione di grandi quantità d’immagini, tipica della Colonscopia Virtuale (Vc). Il risultato è la semplicità d’uso di un sistema diagnostico ad elevate prestazioni che supporta il radiologo nella sua attività di diagnosi, migliorandone i tempi di lettura e l’efficacia nell’individuare, evidenziare e classificare le lesioni sospette. La tecnologia di im3D aiuta i medici e i radiologi nella diagnosi precoce dei polipi, favorendo l’identificazione di tali formazioni quando sono ancora di piccole dimensioni e facilmente asportabili, ovvero molti anni prima che si trasformino in un reale pericolo. L’intero esame ha la durata di circa 15 minuti e, al termine, il sistema produce un documento finale riassuntivo che può essere progressivamente aggiornato, stampato o archiviato elettronicamente, in base alle esigenze del medico radiologo o dello specialista. «Cad-colon è stato già certificato per l’Europa e il Canada. Abbiamo avviato le procedure per la richiesta dell’autorizzazione alla Fda (Food and Drug Administration) per la commercializzazione del prodotto negli Stati Uniti» aggiunge con una punta d’orgoglio Davide Dettori. E’ la soddisfazione di un risultato importante che premia un gruppo di lavoro che ha voluto coniugare la scommessa imprenditoriale con la ricerca scientifica avanzata e la sperimentazione clinica. Cad-colon è il primo risultato concreto di questa straordinaria alchimia tutta italiana. Le aree di applicazione di uno strumento così innovativo sono diverse, a partire dal suo utilizzo come esame non invasivo per pazienti che siano risultati positivi all’esame del sangue occulto nelle feci (Fobt), come test di prevenzione nei pazienti a rischio (anamnesi familiare di cancro al colon), come strumento per attività di follow-up nel post-operatorio dei pazienti, come simulatore nell’ambito di specifici percorsi di esperienza formativa per i giovani radiologi, ma anche come supporto all’indagine endoscopica per l’attività di asportazione o come alternativa nei casi in cui l’indagine endoscopica risulti impraticabile a causa di malformazioni od occlusioni. Cad-colon viene considerata la grande evoluzione della Colonscopia Virtuale, in quanto risolve tutti i limiti che sinora ne hanno frenato l’applicazione su larga scala, come il tempo impiegato dal radiologo nell’analisi di moltissime immagini (spesso più di mille per paziente) e il calo del livello di attenzione del radiologo (che si registra fisiologicamente dopo un certo numero di letture e può incidere sulla precisione). Cad-colon svolge autonomamente questa attività, leggendo e processando i dati della Tac ed evidenziando tutte le aree sospette. In questo modo, favorisce il radiologo che può concentrarsi maggiormente sulla diagnosi con dei tempi di lettura ridotti e livelli di sensibilità e di attenzione molto elevati. Cad-colon è attualmente disponibile in Italia presso le seguenti strutture ospedaliere: 1. L’istituto Oncologico del Mediterraneo di Viagrande (Ct), 2. L’azienda Ospedaliera S. Paolo di Milano, 3. L’azienda Ospedaliera Perugia di Perugia, 4. L’istituto Nazionale Tumori di Aviano (Pn), 5. L’ospedale di Careggi (Fi), 6. Il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma, 7. L’università degli Studi “La Sapienza” di Latina (Rm), 8. L’istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (To), 9. L’azienda Ospedaliero-universitaria pisana di Pisa, 10. L’azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Tor Vergata (Rm), 11. L’ospedale di Valduce (Co), 12. Istituto Scientifico di Veruno (No), 13. L’azienda Sanitaria Ospedaliera Molinette S. Giovanni Battista di Torino. .  
   
   
SCIENZIATI INDIVIDUANO LE BASI GENETICHE DELLA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO  
 
Bruxelles, 6 setembre 2007 - Un´équipe internazionale di ricercatori ha individuato i geni associati alla sindrome delle gambe senza riposo (Rls), una comune disfunzione neurologica caratterizzata da disturbi del sonno e da un forte bisogno di muovere le gambe, in particolare durante la notte. In un articolo pubblicato sulla rivista «Nature Genetics», gli scienziati tedeschi, austriaci e canadesi hanno affermato che ciascuna delle varianti genetiche individuate è associata a un aumento di oltre il 50% del rischio di essere affetti dalla Rls. Auspicano, quindi, che questa loro scoperta possa spianare la strada a nuove cure per tale condizione. Coloro che soffrono della Rls parlano di se stessi come dei «camminatori della notte». Durante i periodi di riposo, soprattutto di sera e di notte, sentono un irrefrenabile bisogno di muovere le gambe, di alzarsi e camminare. Questo impulso è spesso accompagnato da sensazioni spiacevoli e persino dolorose alle gambe. Il movimento può contribuire ad alleviare tali sensazioni sgradevoli che vengono spesso descritte come formicolio, prurito, crampi e fastidio. È inoltre possibile che i pazienti muovano involontariamente le gambe mentre dormono. Di conseguenza, le persone affette da Rls soffrono di disturbi del sonno e sono spesso stanche durante il giorno, il che si traduce in una diminuzione della qualità della vita. Il numero di sintomi e la prevalenza di tale condizione aumentano con l´età; ne è affetto circa il 4% delle persone dai 20 ai 30 anni, dato che cresce a oltre il 10% per coloro che superano i 60 anni. I due terzi circa di tutti i pazienti che soffrono di Rls dichiarano di avere componenti della famiglia con lo stesso problema, cosa che ha portato i ricercatori a concludere che la Rls ha una forte componente genetica. In questo ultimo studio, gli scienziati hanno confrontato il genoma di 401 pazienti affetti da Rls con quello di 1644 pazienti in buone condizioni di salute. Hanno così individuato tre regioni associabili a un aumento del rischio di Rls. Ulteriori studi che hanno coinvolto altri soggetti e relativi controlli, hanno confermato questi risultati. «Cerchiamo le cause della sindrome delle gambe senza riposo da 15 anni, abbiamo esaminato centinaia di pazienti nell´ambito di studi di ampia portata, e oggi presentiamo i geni che sono probabilmente tra le cause della Rls», ha dichiarato Florian Holsboer dell´Istituto di psichiatria Max Planck. I geni individuati dai ricercatori sono responsabili del controllo dello sviluppo, attraverso l´attivazione e la disattivazione dei geni e la regolazione dei processi biochimici. Nello specifico, sono coinvolti nello sviluppo delle estremità e del sistema nervoso. Ad esempio, i geni Meis1 e Btbd9 controllano lo sviluppo dell´arto, mentre il Map2k5 e il Lbxcor1, che si trovano nella stessa regione del genoma, svolgono un ruolo importante nello sviluppo delle cellule muscolari e delle vie sensoriali coinvolte nel dolore e nel tatto. Tuttavia, le regioni genetiche individuate sono attive anche negli adulti; nei topi, ad esempio, la proteina Meis1 regola la produzione di dopamina nel cervello e controlla quindi il movimento dell´organismo. Questo fornisce un´importante indicazione per lo studio della Rls negli esseri umani, in quanto la dopamina sintetica viene spesso utilizzata per la cura della Rls, nonostante la sua modalità di azione sia tuttora poco chiara. «L´attuale conoscenza riguardo a Meis1, Btbd9, Map2k5 e Lbxcor1 apre nuove strade per la ricerca sulla Rls e il coinvolgimento dei geni dello sviluppo ci spinge a rimettere in discussione i nostri concetti basilari su questa diffusa malattia», scrivono i ricercatori. La prossima sfida per gli scienziati è studiare l´esatto modo in cui tali geni influiscono sulla Rls e il motivo per cui questa condizione tende a intensificarsi relativamente in età avanzata. Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Mpg. De/index. Html http://www. Nature. Com/ng/index. Html .  
   
   
SCIENZIATI RICREANO ESPERIENZA EXTRACORPOREA  
 
Bruxelles, 6 settembre 2007 - Un´équipe di scienziati è riuscita in Svezia a far vivere a 12 volontari esperienze extracorporee. Coloro che sono andati vicino alla morte hanno talvolta parlato in seguito di un´esperienza fuori dal corpo, durante la quale si sono visti dall´alto o da qualche altro punto della stanza. Un gruppo di studiosi del Karolinska Institute (Svezia) ha messo a punto una tecnica per ricreare questa sensazione in individui completamente sani e coscienti. «L´idea dello studio mi è venuta in mente molti anni fa», ha dichiarato il responsabile del progetto Henrik Ehrsson, che lavora anche come scienziato ricercatore presso lo University College di Londra. «Mi sono chiesto cosa sarebbe successo spostando gli occhi di una persona in un altro punto della stanza. Si è scoperto che la prospettiva visiva è fondamentale nel determinare il modo in cui la persona percepisce se stessa». Il metodo, descritto nella rivista «Science», consiste nel collocare due videocamere una accanto all´altra, come gli occhi di un robot, dietro a un volontario. L´immagine ripresa dalle videocamere viene proiettata all´interno di un paio di occhialini simili a quelli usati per le immersioni indossati dal volontario, che pertanto vede il proprio corpo da dietro. Il semplice fatto di vedere il proprio corpo come lo vedesse qualcun altro non costituisce di per sé un´esperienza extracorporea, per la quale è anche necessario che la persona «percepisca» il proprio «sé» al di fuori del corpo fisico. Il dottor Ehrsson e i suoi colleghi sono riusciti a riprodurre proprio questa sensazione. Un membro del gruppo si è posto dietro il volontario e lo ha toccato in modo da non farsi riprendere dalle videocamere, per cui il volontario, pur potendo provare la sensazione, non ha potuto vedere che il suo corpo veniva toccato. «Il cervello risponde alla mano che tocca il corpo immaginario, al che il volontario prova la forte sensazione di essere vari metri al di fuori del corpo reale», ha affermato il dottor Ehrsson. «Il proprio sé si è quindi spostato di due metri nello spazio ed è uscito dal corpo reale, che si percepisce invece come un guscio vuoto o una bambola». Per verificare ulteriormente il metodo, il dottor Ehrsson ha colpito il corpo «immaginario» dei 12 volontari con un martello e ha misurato il grado di sudorazione cutanea in risposta alla provocazione, scoprendo che i volontari hanno manifestato la stessa risposta fisiologica allo stress che avrebbero avuto se ad essere minacciato fosse stato il loro corpo reale. Il dottor Ehrsson sostiene che questa nuova conoscenza consentirà agli scienziati di indagare per la prima volta sulla percezione di «sé». «In futuro potrebbe essere possibile non soltanto controllare una persona in un ambiente virtuale, ma diventare la persona virtuale, ossia il proprio sé potrà trasferirsi in persone virtuali», ha affermato il dottor Ehrsson. .  
   
   
ARKIMEDICA S.P.A.: PRESENTATE LE LINEE GUIDA DEL BUSINESS PLAN OBIETTIVO 10.000 POSTI LETTO NEL 2010  
 
 Milano, 5 settembre 2007 - Il Consiglio di Amministrazione di Arkimedica S. P. A, riunitosi in data 24 Luglio, ha approvato le linee guida del Business Plan per il triennio 2008-2010 alla luce degli importanti risultati ottenuti dal Gruppo che, ad oggi, ha già raggiunto pressoché tutti gli obiettivi prefissati nel piano 2007-2009, con particolare riferimento alla divisione Care. La definizione di importanti trattative, soprattutto nell’ambito della divisione Care, e la messa a punto di alcune operazioni strategiche di ampio raggio riguardanti le altre divisioni del Gruppo rendono necessario posticipare la redazione puntuale dei dati quantitativi del business plan 2008-2010 che sarà pubblicato, quindi, subito dopo il mese di agosto, o comunque quanto prima, per garantire al mercato la giusta trasparenza nei confronti di informazioni così rilevanti e permettere una corretta valutazione della Società. Divisione Care - La gestione dei posti letto continuerà a rappresentare il principale obiettivo di investimento per lo sviluppo del Gruppo. Il finanziamento della divisione Care deriverà in buona parte dalle somme provenienti dal Prestito Obbligazionario Convertibile fino a 30 milioni di Euro - la cui emissione è prevista fra la fine di settembre e la metà di ottobre- e dagli introiti provenienti dalla dismissione di alcuni immobili di proprietà, il cui valore totale al 30 giugno 2007 supera i 30 milioni di euro. Il processo di disinvestimento immobiliare si prevede potrà già iniziare con il secondo semestre 2007 e vedrà come controparte privilegiata il Fondo Immobiliare Domani Sereno Real Estate, i cui processi autorizzativi sono in dirittura d’arrivo, che inizialmente disporrà di parte dei mezzi finanziari provenienti dalla quotazione di Cape Live avvenuta in questi giorni. La crescita della Divisione Care sarà perseguita sia attraverso l’attuale gestione diretta, tramite la controllata Sogespa Gestioni S. P. A, sia mediante alleanze strategiche con altri operatori del settore che consentano una maggior presenza sul territorio in regioni dove attualmente il Gruppo è assente, in primis la Lombardia, con conseguente incremento del numero dei posti letto in gestione; infine, un minore assorbimento di capitali tramite la costituzione di società miste, controllate da Arkimedica, ma con la partecipazione di significative minoranze detenute dai partner delle società stesse. Con questo modello di cooptazione di tipo “federale”, Arkimedica, unica Società quotata in grado di offrire lo strumento delle azioni come forma di pagamento della propria attività, ritiene di non avere rivali in Italia nel settore, almeno nel breve periodo. Si prevede che gli attuali 1. 368 posti (288 al momento della quotazione 1 agosto 2006) potranno diventare 2. 000 per la fine del 2007, per arrivare a 5. 000 entro il 2010. Una volta creati vari “distretti” federati nel Care, Arkimedica farà in modo di massimizzare i risultati delle singole realtà, valorizzando le sinergie derivanti da tale organizzazione che dovrà rappresentare la base per l’espansione nei servizi attraverso la controllata Domani Sereno. Domani Sereno - Domani Sereno, società controllata da Arkimedica, si occupa dello sviluppo dei servizi avanzati per la longevity. Domani Sereno è partecipata da Ras, primario gruppo assicurativo, con la quale è stata messa a punto una polizza assicurativa per la copertura specifica delle necessità di cura per gli anziani che garantisce la certezza di un posto letto in strutture attrezzate. La presentazione e l’inizio della distribuzione di questa Polizza sono previsti entro l’anno. L’affiliazione di strutture destinate alla longevity (Rsa, Ra e simili) rappresenta l’obbiettivo primario di Domani Sereno e si concretizza con la stipulazione di convenzioni con varie strutture esistenti, anche estranee al Gruppo, cui fornire una serie di importanti servizi, quali: call center – già in funzione dal mese di aprile - centrale degli acquisti, portale per gli acquisti, servizi finanziari per le strutture, gli ospiti e famigliari. L’obbiettivo e’ quello di portare il numero delle affiliazioni dalle attuali 1. 447, di cui 1. 297 interni al gruppo, a 5. 000, di cui almeno i 2/3 estranei al gruppo, entro la fine del 2010. Complessivamente, Arkimedica ritiene di poter arrivare, entro la fine del 2010, a 10. 000 posti tra proprietà e affiliati. Divisione Contract - Questa divisione continuerà ad essere la spina dorsale del Gruppo. Lo sviluppo del Contract sarà indirizzato verso tre ambiti principali: estero, servizi e sviluppo tecnologico. Per l’estero, la volontà del Gruppo è quella di investire sulla potenzialità di sviluppo del modello Arkimedica lanciato poche settimane fa in Spagna. Arkimedica ritiene che il Contract sia la chiave per consentire la realizzazione di questo modello, sia per la sua storia di successo all’interno del gruppo in Italia, sia per i contatti commerciali già esistenti con realtà simili in Spagna. Accanto alla tradizionale fornitura di beni al mondo della sanità, delle case di riposo, delle scuole per l’infanzia, è allo studio la possibilità di offrire gli stessi beni a noleggio, sia con soluzioni che rispondano principalmente alle esigenze finanziarie del cliente, sia con altre più avanzate che possano proporre alternative alla tradizionale gestione del “posto letto”. Su questo fronte, Arkimedica pensa di coinvolgere altri operatori specializzati che oggi rappresentano la parte eccellente del parco clienti della divisione e che vedranno effettiva attuazione entro il secondo semestre 2007. Un’ulteriore spinta allo sviluppo verrà dall’evoluzione tecnologica dei prodotti offerti; saranno potenziate, inoltre, le strategie di crescita comune con la vendita dei sistemi di distribuzione del farmaco, grazie all’attività di Spid Srl, società collegata al Gruppo per la quale e’ già stata esercitata l’opzione di acquisto per il controllo. Divisione Medical Devices - La divisione è sempre stata caratterizzata da un’ alta marginalità. L’obbiettivo strategico e’ quello di stringere partnership strategiche con operatori dello stesso settore, al fine di incrementare il fatturato, mantenendo l’alta redditività percentuale. L’operazione, già iniziata con la delibera di fusione delle controllate Dirra e Optimed, si prevede possa concretizzarsi nel secondo semestre 2007. Divisione Equipment - Anche per questa Divisione e’ previsto un importante piano di sviluppo, per linee esterne, già iniziato con l’acquisizione del controllo della società che distribuisce i prodotti di Icos negli Usa. Sono allo studio possibilità di aggregazione con altre società operanti in settori attigui, tali da consentire una netta crescita del fatturato e dell’Ebitda. Questo processo sarà attuato con il coinvolgimento finanziario ed imprenditoriale dell’attuale management della Icos. .  
   
   
SERVIZI A MINORI E ADULTI DISABILI A ITACA L´APPALTO QUADRIENNALE PER I 24 COMUNI DEL MANIAGHESE E SPILIMBERGHESE  
 
Pordenone, 6 settembre 2007 - Sostegno socio-assistenziale scolastico, trasporto individuale, servizio di aiuto personale ed attività integrativa di valenza socio-educativa negli asili nido, nelle scuole di ogni ordine e grado nonché in ambito extra-scolastico. Per i prossimi quattro anni sarà la Cooperativa Itaca ad occuparsi di minori portatori di handicap fisico, psichico e sensoriale e di adulti disabili opportunamente segnalati. La Cooperativa pordenonese, infatti, nei giorni scorsi si è aggiudicata il bando per l’affidamento dei servizi di sostegno socio-assistenziale e socio-educativo territoriale per soggetti disabili, di cui alla l. R. 41/96, residenti nei 24 Comuni dell’ambito distrettuale 6. 4. L´importo a base d’asta stimato dal Comune di Maniago (Pn), in qualità di ente gestore dell’Ambito distrettuale, era pari a 2 milioni 660 mila euro iva inclusa. Il servizio, con decorrenza 1 settembre 2007 e scadenza 31 agosto 2011, oltre a Maniago riguarderà anche i residenti nei Comuni di Andreis, Arba, Barcis, Castelnovo, Cavasso Nuovo, Cimolais, Claut, Clauzetto, Erto-casso, Fanna, Frisanco, Meduno, Montereale, Pinzano, Sequals, San Giorgio della Richinvelda, Spilimbergo, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Travesio, Vajont, Vito d’Asio, Vivaro. Le finalità dell´articolato servizio, seguito dai Servizi sociali di Maniago, mirano all’integrazione delle persone con handicap fisico o sensoriale attraverso l’attivazione di strategie utili per tutelarne il benessere psico-fisico. Tra i principali obiettivi del servizio il mantenimento del disabile nel proprio contesto abitativo e sociale, l’integrazione nel contesto scolastico, sociale e lavorativo, il mantenimento dell´autonomia residua e il sostegno alla famiglia nella funzione educativa e socio-assistenziale. Particolare attenzione da parte della Cooperativa Itaca andrà inoltre all’attuazione del progetto individuale mirato all´autonomia e all´integrazione, alla promozione all´autonomia personale e stimolo delle abilità, infine al supporto della persona disabile dal punto di vista educativo. Gli interventi previsti dai singoli progetti potranno essere svolti a domicilio, presso le sedi scolastiche di ogni ordine e grado, nonché presso altre sedi quali, ad esempio, Centri diurni e Centri estivi. Per quanto riguarda i minori, il servizio dovrà garantire l’assistenza per l’espletamento o l’acquisizione delle funzioni primarie, la realizzazione del progetto formativo, l’effettiva partecipazione dell’alunno disabile a tutte le attività scolastiche, formative e ricreative previste dal Pof, l´assistenza durante momenti di vita extrascolastica organizzati dalla scuola. Per quanto riguarda gli adulti, il servizio prevede interventi che mirino all’acquisizione di una sempre maggiore autonomia personale, interventi per il superamento di ogni forma di emarginazione e di esclusione sociale, infine assicurare alla famiglia della persona disabile sostegno e aiuto. .  
   
   
CONVEGNO “MODELLI CHE CONNETTONO” INCENTRATO SULLA DEPRESSIONE (11 SETTEMBRE)  
 
Bolzano, 6 settembre 2007 - Un’iniziativa promossa dall’Ufficio distretti sanitari dell’Assessorato alla sanità ed alle politiche sociali. Si svolgerà martedì 11 settembre, a partire dalle ore 9,00, il convegno "Modelli che connettono - Modelle, die verbinden " che si terrà presso il Convention Centre del Tis, in via Siemens,19 a Bolzano per iniziativa dell’Ufficio distretti sanitari dell’Assessorato alla sanità ed alle politiche sociali in collaborazione con le scuole di psicoterapia altoatesine. Il convegno viene organizzato nell’ambito della campagna "Alleanza europea contro la depressione", ha come tema la psicoterapia della depressione e si propone di coordinare le scuole, le culture, le istituzioni nella psicoterapia della depressione. I lavori del convegno, al quale prenderanno parte esperti sia italiani che esteri, saranno aperti da un’introduzione dell’assessore alla Sanità ed alle politiche sociali, Richard Theiner. .  
   
   
VIRUS CHIKUNGUNYA: OCCORRE RAFFORZARE E AGGIORNARE I SISTEMI DI SORVEGLIANZA. C´E´ UN IMPEGNO STRAORDINARIO E PERMANENTE PER RIDURRE DRASTICAMENTE LA POPOLAZIONE DELLA ZANZARA TIGRE  
 
Bologna, 6 settembre 2007 - "Ora siamo meno preoccupati, conosciamo la malattia: ha un andamento benigno, si supera in pochi giorni ricorrendo a farmaci ordinari. C´è sicuramente un elemento di novità: malattie che ieri si potevano contrarre in zone tropicali ma che non potevano svilupparsi nelle nostre realtà, ora sono in grado di farlo. E´ uno degli effetti indesiderati della globalizzazione e del cambiamento climatico". Così Giovanni Bissoni, assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-romagna, è intervenuto facendo il punto in una conferenza stampa sui casi di infezione da virus Chikungunya (un virus che si trasmette all´uomo attraverso la puntura di una zanzara tigre infetta) in Emilia-romagna. "Le strategie e gli interventi messi in atto con efficienza dal Servizio sanitario regionale e in particolare dall´Azienda Usl di Ravenna - ha sottolineato l´assessore - hanno consentito di bloccare prima e ridurre poi in poco tempo l´espandersi dell´infezione: rispetto ai 50 casi presenti a metà agosto in questo momento i cittadini dell´Emilia-romagna ammalati sono una decina. Gli obiettivi sui quali ora siamo concentrati sono evitare che il virus diventi endemico, rafforzare e aggiornare i nostri sistemi di sorveglianza rispetto alla capacità di individuare rapidamente questi nuovi pericoli; c´è un impegno straordinario e permanente per ridurre drasticamente la popolazione della zanzara tigre, che resta il vettore di diffusione del virus". Complessivamente, a oggi, sono 197 i casi di sospetta infezione, di cui 36 confermati dagli esami di laboratorio, 2 risultati negativi, mentre per i restanti sono ancora in corso gli accertamenti. Ogni anno nei Paesi europei vengono registrati numerosi casi di importazione di questa malattia, senza che ciò determini lo sviluppo di epidemie. La concomitanza di fattori quali l´alta densità della popolazione di zanzare e le caratteristiche climatiche e ambientali hanno favorito in Emilia-romagna l´insorgenza di un´epidemia, in presenza di persone infette. Le indagini epidemiologiche hanno permesso di ricostruire lo sviluppo dell´infezione: i primi casi isolati si sono verificati a Castiglione di Cervia nella prima metà di luglio e la massima diffusione si è avuta con due picchi epidemici attorno al 9 e al 20 agosto a Castiglione di Cervia e di Ravenna. In seguito agli interventi di disinfestazione effettuati, si è registrata nella zona una forte riduzione del numero di nuovi casi. Contemporaneamente, però, sono stati segnalati casi sospetti in altre zone, epidemiologicamente correlati al focolaio di Castiglione, e in particolare nel cesenate (13 casi) e a Cervia (6 casi). Altri casi isolati sono stati segnalati a Ravenna, Cesenatico, Lido di Savio, Gatteo mare, Roncofreddo, Bologna, Rimini, Forlì, Reggio Emilia: su questi si sta lavorando per capire meglio l´effettiva consistenza del sospetto e le eventuali modalità di esposizione. Le iniziative attuate finora hanno consentito di controllare il fenomeno e di impedirne una maggiore diffusione. Tuttavia, l´attenzione deve essere mantenuta alta per evitare che l´Emilia-romagna e l´Italia diventino zone endemiche per il virus Chikungunya. I cardini della strategia di prevenzione, elaborati dall´assessorato alle Politiche per la salute in accordo con il Ministero e l´Istituto superiore di sanità (Iss), sono due: l´individuazione, il prima possibile, dei casi sospetti per attuare immediatamente le misure di controllo per impedire la trasmissione del virus dalla persona ammalata alle zanzare, e da queste a persone sane, e la massima riduzione possibile della presenza di zanzara tigre. Per questo, oltre al potenziamento del sistema di sorveglianza, sarà istituito un Comitato scientifico di supporto, mentre è già stato potenziato, con rappresentanti dei Comuni, il gruppo regionale che già da alcuni anni è impegnato nelle azioni di lotta alla zanzara tigre. Queste le iniziative previste: La sorveglianza dei casi sospetti. Per la sorveglianza dei casi sospetti, in relazione all´andamento epidemiologico e climatico stagionale, sarà mantenuto il potenziamento della sorveglianza che consiste in una ricerca attiva dei casi sospetti (basata esclusivamente su criteri clinici e non geografici), si provvederà a una formazione specifica degli operatori per il riconoscimento e il trattamento della patologia, si rafforzerà il rapporto con i medici di famiglia per avere tempestivamente eventuali segnalazioni, si intensificheranno i collegamenti con Istituto superiore di sanità e il Ministero della salute. Le strategie per la disinfestazione. Per la massima riduzione possibile della presenza della zanzara tigre sarà potenziata la strategia che la Regione sta già portando avanti da alcuni anni con un progetto di sostegno a tutte le Amministrazioni locali per verificare sul campo le azioni migliori per le campagne di disinfestazione. I Comuni sono impegnati a rafforzare gli interventi di lotta alla zanzara tigre attraverso trattamenti larvicidi e la rimozione di focolai, ma anche, quando necessario, a trattamenti adulticidi. Il "gruppo regionale sorveglianza e lotta alla zanzara tigre", a cui partecipano anche rappresentanti dei Comuni, metterà a punto una "ordinanza tipo" per facilitare l´adozione, in tutti i Comuni in cui è presente la zanzara tigre, di atti amministrativi che rendano obbligatori e cogenti i comportamenti di disinfestazione, linee guida per capitolati e procedure di appalto finalizzate a migliorare la qualità dei servizi di disinfestazione, messa a regime del sistema regionale di controllo dell´infestazione attraverso ovitrappole (già attivo dalla primavera di quest´anno), messa a disposizione delle Aziende Usl di un gruppo di entomologi per valutare la qualità degli interventi straordinari di disinfestazione nonché i tempestivi interventi di cattura di adulti di zanzara per le opportune analisi virologiche. La Regione ha già dichiarato la disponibilità a contribuire per supportare le campagne straordinarie di disinfestazione che i Comuni si apprestano a fare. Le misure sulle trasfusioni di sangue e sui trapianti di organi e tessuti. In coordinamento con il livello nazionale per la necessaria armonizzazione con le indicazioni che riguardano il territorio italiano, sono state disposte, nei territori interessati dal focolaio epidemico misure precauzionali che comprendono la sospensione dalla donazione dei residenti nelle aree interessate e, per 21 giorni, dei soggetti che vi hanno soggiornato anche per poche ore. Poiché nelle aree interessate la raccolta di sangue era molto rilevante, le misure adottate hanno richiesto l´immediato avvio di un lavoro di coordinamento per garantire il mantenimento delle disponibilità di sangue. La situazione viene mantenuta costantemente monitorata, con la collaborazione delle Associazioni dei donatori, il cui supporto è fondamentale. Nelle zone interessate dall´epidemia anche le donazioni di organi e tessuti sono state sospese. In questo caso le ricadute operative attese in questa fase sono meno rilevanti. Per ogni ulteriore informazione sono a disposizione dei cittadini il numero verde del Servizio sanitario regionale (800 033 033), i Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende sanitarie della Regione Emilia-romagna e il numero del Ministero della salute (06-59943307). E´ anche a disposizione un sito internet dedicato: www. Zanzaratigreonline. It. .  
   
   
PRESENTATA “CASA IRIDE”: PRIMA STRUTTURA PER PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO  
 
Roma, 5 settembre 2007 - E’ stata presentata ieri a Roma, in via di Torrespaccata, “Casa Iride” la prima struttura che consentirà di ospitare pazienti in stato vegetativo cronico insieme ai loro familiari. Il progetto, chiamato “Voce del Silenzio…”, è un’iniziativa congiunta del Comune di Roma (Assessorato alle Politiche Sociali) e del Gruppo Ce. Di. Gros, il Consorzio associato alla Federlazio che raggruppa alcune delle aziende più rappresentative del settore alimentare a Roma e nel Lazio. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il Sindaco di Roma Walter Veltroni, il Presidente del Ce. Di. Gros e del Settore Distribuzione della Federlazio Stefano Imperatori, l’Assessore capitolino alle Politiche Sociali Raffaela Milano, l’Assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia. L’iniziativa presentata ieri, unica nel suo genere, è la testimonianza dell’attenzione che il Gruppo Ce. Di. Gros e più in generale la Federlazio, riservano alle iniziative di solidarietà intese quale parte integrante del fare impresa oggi. La stessa attenzione che ha portato la Federlazio a costituire “Federlazio Solidarietà”, la Onlus creata dall’Associazione per raccogliere fondi da destinare ad iniziative benefiche da realizzare nel territorio regionale, grazie alla quale in pochi mesi sono stati già realizzati degli obiettivi concreti. .  
   
   
FIERAMILANO - APERTURA DELL´ANNO FIERISTICO 2007-2008  
 
Rho, 6 settembre 2007 - L "Apertura dell´anno fieristico 2007-2008" avrà luogo nel quartiere di Rho e prevede due momenti, uno di festa ed uno di riflessione. La festa è per domenica 9 settembre. Si tratterà di un grande spettacolo di musica - con un concerto del pianista Stefano Bollani seguito da una performance della Demo Morselli Big Band - e di fuochi di artificio. Si comincerà alle 20,30 per concludere intorno alle 22,30. Il momento dedicato alla riflessione è invece un convegno lunedì mattina 10 settembre, all´ Auditorium del Centro Congressi Stella Polare, dalle 9,30 alle 13,30. Il tema prescelto è attualissimo e ci coinvolge tutti: "L´ economia dell´esperienza. Le fiere alla prova del mercato globale". Della sfida dell´internazionalizzazione, e di come una grande fiera possa svolgere al meglio la sua missione in un´economia globalizzata, discuteranno esponenti del mondo delle istituzioni, dell´economia e della società civile, con interventi delle realtà imprenditoriali trainanti e di esperti internazionali. .  
   
   
IL MIRACOLO DI CANA. L´ORIGINALITÀ DELLA RI-PRODUZIONE INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA VENEZIA, ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE 11 SETTEMBRE 2007  
 
 Venezia, 5 settembre 2007 - L’11 settembre un grande evento si svolge sull’Isola di San Giorgio Maggiore: nel refettorio palladiano dell’isola è svelato il facsimile del celebre dipinto Le Nozze di Cana. L’evento apre la mostra Il Miracolo di Cana. L’originalità della ri-produzione, organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini e dall’Atelier Factum Arte di Madrid, che si svolge dal 15 al 30 settembre e dal 12 ottobre al 16 dicembre 2007. La mostra è inaugurata da un intervento Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, storico dell’Arte e grande esperto di tematiche relative la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, da Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini e da Adam Lowe. Il grande telero, dipinto da Paolo Veronese nel 1563 appositamente per il Cenacolo Palladiano, fu sottratto da Napoleone nel 1797 e portato a Parigi come bottino di guerra. Da allora, il dipinto è rimasto in Francia, dove è attualmente conservato presso il Museo del Louvre. L’11 settembre, dopo 210 anni di assenza, Le Nozze di Cana ‘tornano’ finalmente nella loro sede originaria grazie alla collocazione, nel Cenacolo Palladiano, di un ‘secondo originale’; nel facsimile si ritrovano, infatti, tutti gli elementi che contraddistinguono il celebre telero: le linee, le sfumature di colore, persino le imperfezioni della tela di supporto e i segni dell’usura del tempo. Grazie ad un lavoro di minuziosa ricostruzione filologica e restauro virtuale, inoltre, è possibile vedere ciò che i rimaneggiamenti e i restauri novecenteschi del dipinto avevano coperto. L’armonia della composizione, il dettaglio della materia e la varietà dei colori del facsimile saranno tali, da renderlo indistinguibile ad occhio nudo dall’originale. La copia, in scala 1:1, è stata realizzata mediante le più sofisticate tecniche di riproduzione da Factum Arte, società all’avanguardia nella ricostruzione e riproduzione di opere d’arte per le grandi organizzazioni culturali internazionali. Attraverso il ‘ritorno’ de Le Nozze di Cana a San Giorgio Maggiore si intende ricreare quell’aura magica, quell’equilibrio estetico originario in virtù del quale il ‘prodigio’ artistico realizzato da Palladio e Veronese diventa pienamente comprensibile. Con la ricollocazione dell’opera d’arte nel suo contesto originale giungono simbolicamente a compimento le operazioni di restauro globale del complesso monumentale di San Giorgio Maggiore, avviate da Vittorio Cini oltre cinquant’anni fa. La mostra Il Miracolo di Cana. L’originalità della ri-produzione comprende, oltre al facsimile stesso, copie antiche, prove documentali, descrizioni del dipinto, informazioni dettagliate e strumenti utilizzati per la produzione dell facsimile. .  
   
   
ALLA SCOPERTA DI “BERNINI PITTORE” ROMA, PALAZZO BARBERINI, 19 OTTOBRE 2007 - 20 GENNAIO 2008  
 
Roma, 6 settembre 2007 - Oltre trenta opere raccontano Bernini pittore. La mostra, curata da Tomaso Montanari, riunisce per la prima volta, con una sceltissima selezione di opere, tutti i dipinti certamente attribuiti a Gian Lorenzo Bernini. Saranno esposte poco più di trenta opere: oltre ai dipinti (ventuno), saranno presentati un gruppo di dieci disegni e un marmo, il busto di Costanza Bonarelli del Museo del Bargello, un cartone monumentale e altre tele per un totale di 34 opere. Il progetto è frutto di una ricerca rigorosa basata sull’analisi stilistica e sull’interpretazione storica dell’attività e della produzione berniniana e si articola in un percorso espositivo che offre una chiave interpretativa chiara e comprensibile anche ai non specialisti. Le opere sono disposte secondo tre tematiche principali – autoritratti, ritratti, soggetti sacri – a loro volta articolate in sezioni che evidenziano diversi nuclei: natura della ritrattistica pittorica dell’artista, rapporti e indipendenza dalla committenza, interpretazione del tema sacro (rari autografi destinati alla devozione privata e ideazione di grandi pale affidate ad allievi) e consuetudini della bottega berniniana. Agli autoritratti, nucleo portante della pittura del Bernini, sarà dedicata la prima parte del percorso: ai quattro autoritratti di attribuzione totalmente certa - dei quali uno riappare in pubblico dopo molti decenni - vengono accostati, ben distinti, tre dipinti già ritenuti autoritratti del maestro, ma che in realtà devono essere considerati repliche di autoritratti perduti, o ritratti di Bernini concepiti da suoi allievi o da più giovani ammiratori, probabilmente sotto la sua stessa direzione. Accurati apparati didattici guideranno il pubblico alla constatazione della differenza qualitativa e alla conoscenza della complessa dinamica della grande bottega berniniana. La seconda parte della mostra si occupa del genere più cospicuo della pittura berniniana, i ritratti. Vengono qui riuniti tutti i ritratti noti dipinti da Gian Lorenzo, dei quali uno è inedito e un altro (recentemente pubblicato) non è mai stato esposto in pubblico. Accanto ai ritratti dipinti vengono esposti l’unico ritratto in marmo ‘senza committente’ scolpito da Bernini, la Costanza Bonarelli del Bargello e una scelta di alcuni fra i più bei ritratti disegnati: fogli così pittorici e sontuosi da costituire un capitolo indispensabile del cammino di conoscenza che la mostra propone al visitatore. La terza parte dell’esposizione sarà dedicata al sacro: da una parte i pochi dipinti autografi di Gian Lorenzo Bernini, rappresentazioni destinate ad una colta fruizione privata; dall’altra, le grandi pale per gli altari pubblici, per le quali Bernini dette solo il disegno, affidandone l’esecuzione agli allievi. Se la scientificità della ricerca si rivolge a un pubblico internazionale di specialisti, la mostra viceversa riveste un grande interesse per il pubblico più vasto che ha sempre manifestato enorme apprezzamento per le iniziative che, anche negli anni recenti, hanno celebrato il genio di Bernini. La sua attività pittorica, poco nota al grande pubblico, è svelata attraverso capolavori la cui la straordinaria qualità e modernità aggiungono a questa selezione carattere di grande spettacolarità. La mostra Bernini pittore sarà allestita in tre sale del restaurato secondo piano di Palazzo Barberini. La scelta della prestigiosa dimora, progettata dallo stesso Bernini nella sua qualità di architetto, sottolinea una tappa fondamentale del percorso che la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano sta compiendo con l’obiettivo della rinascita di Palazzo Barberini come grande museo statale di arte antica. Nei nuovi spazi appena restaurati riprende inoltre una funzione fondamentale del palazzo, quella di ospitare mostre. Uno scopo cui verrà dedicato il piano terreno dell’ala sud fino all’anno scorso occupato dal Circolo Ufficiali. .  
   
   
A FIRENZE DAL 29 SETTEMBRE AL 7 OTTOBRE 2007 LA MOSTRA MASO DA SAN FRIANO > ANDREA MARTINELLI POSSIBILITÀ DI RELAZIONE  
 
 Firenze, 6 settembre 2007 - Dal 29 settembre al 7 ottobre 2007, si terrà un’affascinante quanto inedita iniziativa. Negli spazi della Galleria Moretti di Firenze (piazza degli Ottaviani) è in programma la mostra Possibilità di Relazione. Maso da San Friano > Andrea Martinelli che metterà a confronto due opere esemplificative dei percorsi creativi di due tra i maestri più apprezzati delle loro epoche. L’esposizione, nata dalla collaborazione tra Fabrizio Moretti e Ruggero Montrasio, si propone di creare un ideale ponte di collegamento tra la pittura antica e quella contemporanea, utilizzando come criterio discriminante la qualità della ricerca pittorica. La mostra presenterà Ritratto di giovane dell’Ordine di San Michele di Tommaso Manzuoli, detto Maso da San Friano (San Frediano, Pisa, 1531 – Firenze, 1571), un olio su tavola dalla straordinaria e innovativa composizione formale, mentre di Andrea Martinelli (Prato, 1965) verrà proposto un monumentale ritratto del Nonno - Ecce Nonno 2006-2007 - che, nel contesto dell’evoluzione figurativa del giovane artista toscano, rappresenta una delle più conosciute e consolidate rappresentazioni iconografiche. Per questo appuntamento, verrà stampata una cartella – edizioni Montrasioarte|moretti – contenente un saggio di Antonio Natali, le riproduzioni delle due opere e una litografia di Andrea Martinelli, dedicata al tema del Nonno. “Nata per caso – affermano Fabrizio Moretti e Ruggero Montrasio, nell’introduzione al volume – questa mostra ha acquisito con il passare del tempo e con lo sviluppo del progetto un valore esemplificativo della situazione attuale del mondo dell’arte. Il valore della singola opera o ricerca è da riferirsi nella maggior parte dei casi alla capacità di promozione che l’artista e/o la galleria riescono ad esercitare sul pubblico e sui media. Questo accostamento, dichiaratamente provocatorio, evidenzia ieri come oggi, il valore che la passione e l’espressione con mezzi tradizionali, possono ben rappresentare un’utopia che sfocia in opere di enorme qualità e modernità, ancorché concepite con criteri per nulla condizionati dalle realtà di mercato, che privilegiano la lentezza al dinamismo, la calma alla nevrosi, e che sono capaci di porre quesiti duraturi…” La mostra avrà carattere itinerante; dopo il primo appuntamento fiorentino, proseguirà per Londra – dal 14 ottobre – quindi a Parigi alla Fondation Rustin – dal 22 novembre – a New York – dal 10 gennaio – infine a Milano, nelle sale della Galleria Montrasio, a partire dal 31 gennaio. In questa occasione verrà presentato il catalogo, che si avvarrà dei saggi di Antonio Natali, Walter Schönenberger, oltre a un ricco reportage fotografico a cura di Gianni Berengo Gardin. Tommaso Manzuoli, detto Maso Da San Friano (San Frediano, Pisa, 1531 – Firenze, 1571), attivo nell’àmbito del Manierismo fiorentino della seconda metà del Xvi secolo, rappresenta una tendenza verso la semplificazione e la compostezza, come nell’Assunzione e nell’Adorazione dei pastori - entrambi del 1566 ca – e l’accentuazione degli effetti luministici, come nei pannelli Dedalo e Icaro e La miniera di diamanti – 1571 – dipinti per lo studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio. Andrea Martinelli nasce a Prato nel 1965, dove vive e lavora. La sua serie di grandi carte dipinte, dal titolo "Senescenze", del 1992-1993, attira l´attenzione del critico e storico dell´arte Giovanni Testori. Negli anni, la sua opera è stata oggetto di studio dei più importanti critici d’arte e personalità della cultura italiana, da Maurizio Cecchetti a Enzo Fabiani, da Marco Goldin a Franco Fanelli, da Giovanni Raboni a Luca Doninelli, da Marco Vallora a Giorgio Soavi, da Franco Fanelli a Flaminio Gualdoni, da Vittorio Sgarbi a Carlo Castellaneta, ad altri ancora. Tra le sue ultime esposizioni si ricordano, nel 2005, “Il male. Esercizi di pittura crudele” alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, “Il Ritratto interiore” al Museo Archeologico di Aosta, curate da Vittorio Sgarbi, e in “What’s realism?” alla Albemarle Gallery di Londra, a cura di Edward Lucie Smith, e la personale “Il volto e l’ombra”, nel 2005, alla Permanente Milano, a cura di Flavio Arensi. .  
   
   
ROMANO DE MEJO. L’ECLETTICO INTELLETTO BIBLIOTECA STATALE ∙ TRIESTE (LARGO PAPA GIOVANNI XXIII, 6) 10 – 29 SETTEMBRE 2007  
 
Trieste, 6 settembre 2007 - S’inaugura lunedì 10 settembre 2007 alla Biblioteca Statale un evento voluto da Luciana Alessio De Mejo per ricordare la figura di Romano De Mejo (Lucca 1921 – Trieste 2005), eclettico e poliedrico giornalista, scrittore, pittore e grafico pubblicitario. Alle ore 17. 30 avrà luogo nella Sala conferenze al secondo piano una tavola rotonda, moderata dall’architetto Marianna Accerboni, cui si deve l’ideazione e la regia dell’iniziativa: vi prenderanno parte, per ricordare l’uomo e l’artista, Guido Botteri e Guido Candussi, già direttori della sede Rai di Trieste, Elvio Guagnini, docente di letteratura italiana all’Ateneo triestino, Giorgio Vidusso, musicologo e già direttore artistico del Teatro Comunale di Firenze e di Trieste e dell’Opera di Roma, la scrittrice Lucia De Non e Lino Felician. L’attore Gualtiero Giorgini leggerà un toccante ricordo di De Mejo inviato dallo scrittore Claudio Magris, che in quel giorno si troverà in Danimarca per presentare il suo libro Alla cieca, assieme ad altre testimonianze e ad alcuni testi dello stesso De Mejo. Seguiranno la visita alla mostra delle opere pittoriche e grafiche e degli abiti dipinti dall’artista, in totale una sessantina circa, allestita al primo piano, e un brindisi nell’atrio della Biblioteca, scenografato dalle luci di Accerboni. La manifestazione si svolge con il patrocinio di Biblioteca Statale Trieste, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Rai, Associazione Commercianti al Dettaglio. Dalla testimonianza di Claudio Magris: …la sua cordialità generosa, che faceva di lui un fratello maggiore accanto al quale ci si sentiva in qualche modo più sicuri, quasi protetti dalla sua forza, dalla sua cordialità, dal suo piglio così generoso e sanguigno dinanzi alla vita. Queste cose incantavano anche i bambini, con i quali era veramente grande, e ho sempre pensato che la capacità di parlare ai bambini e con i bambini, di farsi intendere e amare da loro, sia una delle più notevoli qualità umane. Per i miei figli, Francesco e Paolo, Romano, con i suoi favolosi animali, con l’indimenticabile puma Piumino tenuto al guinzaglio anche nel Viale Xx Settembre o talvolta nelle vesti di gatto di casa, era una figura affascinante, salgariana, e anche in questo caso i bambini, con la loro intuizione, coglievano nel giusto. Ma tutto questo non era soltanto una caratteristica personale, cosa di per sé importantissima; era anche una fine capacità di comprendere il mondo e di rappresentarlo. Quegli animali insoliti sono divenuti veramente, grazie alla sua penna, amici insoliti e le sue storie, le sue descrizioni, il suo piglio narrativo così pieno di estro, di forza sanguigna, picaresca, e tenerissima, cordiale (nel senso più profondo di questo termine, che ha a che fare col cuore) fanno di lui un vero scrittore. Uno scrittore minore, ma autentico. Come diceva Saba, quello che conta è avere nella propria poesia l’oro puro; appena dopo viene l’importanza di avere un piccolo ma purissimo filo o lingotti a quintali. Romano De Mejo, carissimo amico per noi tutti, è anche uno scrittore e come tale, ne sono certo, sarà ricordato anche in futuro, accanto all’indimenticabile segno che la sua personalità, con e senza i suoi amici insoliti, ha lasciato nel mondo. Era anche una finissima intelligenza critica; ricordo, in un articolo scritto per una brevissima rivista che avevamo fondato, intendo dire una rivista di brevissima durata, parlando dei romanzi su Tartan, diceva che, al confronto, quelli di Salgari apparivano dostoevskijani… Di Romano De Mejo, pittore e grafico, scrive Marianna Accerboni L’interpretazione del paesaggio, della natura e del ritratto nella pittura di Romano De Mejo – scrive Accerboni - è modulata attraverso un linguaggio che si apparenta istintivamente sul piano concettuale in particolare al lessico impressionista e postimpressionista, per lo scaturire della luce e l’immediatezza del tratto. Ma, in realtà, l’artista-scrittore compose una narrazione pittorica del tutto personale sia per la raffinatezza sul piano tecnico che per una sorta di aereo simbolismo che connota molte sue vedute dedicate alla Toscana, in particolare alla Maremma, e al Carso: una pittura morbida e sottilmente poetica, che si esprime attraverso toni cromatici soffusi e un contrappunto coloristico marcato ma armonico, in cui di quando in quando c’imbattiamo in una vena lievemente malinconica. E un racconto che, quando si tratta di animali, si fa particolarmente amorevole e, a volte, quasi giocoso. Un cenno particolare merita – conclude il critico - la grafica pubblicitaria, in cui la capacità di sintesi, l’abilità del tratto e la forte intuizione cromatica supportano l’efficace, fantasiosa comunicazione da parte di un intellettuale e di un artista che, grazie alle sue molteplici doti creative ed espressive, si è rivelato, in tutti i settori in cui si cimentò, soprattutto un grande comunicatore. Nota biografica. L’eclettico, libero intelletto. Romano De Mejo nacque a Lucca l’11 giugno 1921 da madre lucchese e padre bisiaco. Dopo una fanciullezza tribolata, iniziò appena sedicenne la collaborazione a quotidiani e riviste. Successivamente al secondo conflitto mondiale, cui partecipò come alpino, fu assunto nel ’45 alla Rai, dove operò in qualità di autore di testi e di riduzioni di romanzi famosi, programmista e conduttore di programmi fino al 1960, anno in cui, spirito libero, si licenziò. Si dedicò anche alla grafica pubblicitaria, creando per aziende private ed enti pubblici illustrazioni e slogan che divennero subito notissimi: chi non ricorda per esempio motti come Lancia in resta, giù il cimiero, batte i prezzi Cavaliero! oppure Rigutti veste tutti o ancora Basta, più non mi lambicco, vo da Chicco? Poiché amava molto gli animali, creò nel ’56 a S. Giovanni del Timavo un allevamento di trote, nel ’60 a Trieste in via Milano il negozio di animali l’Arca di Noè e nel ’68 in viale Xx Settembre Natura viva – Exotarium di Trieste, negozio e piccolo zoo tuttora in parte esistente e condotto dal figlio Gianni e da sua moglie Egle. Contemporaneamente a tali attività, continuò a collaborare con Il Piccolo di Trieste, in qualità di critico d’arte e con degli articoli letterari e sugli animali, illustrando con i propri disegni i suoi pezzi. Iniziò anche a scrivere libri sullo stesso tema, il primo dei quali s’intitolò Amici selvaggi, venne adottato in varie scuole e nel ’66 gli valse il primo Premio Hemingway. Nel 1978 e ’79 assieme alla moglie Luciana e all’amica Edda Cavalcante creò un piccolo laboratorio sartoriale, da cui uscirono abiti speciali da lui dipinti, che incontrarono subito grande successo. Nel 1980 Romano e Luciana lasciano Trieste per la Maremma, dalla quale erano rimasti affascinati qualche anno prima. Si ritirano in un casale a San Donato (Orbetello), dove De Mejo allestisce il suo atelier di pittore: da lì invia anche testi letterari alla Rai, collaborazioni a Il Piccolo e…papagallini a Natura viva, poiché nel frattempo ha costruito nel vecchio rustico in cui abita e lavora un allevamento di quei graziosi volatili…Nel ’90, il ritorno a Trieste: ancora esposizioni – quella conclusiva della sua carriera è al Circolo Generali nel ‘91 - collaborazioni giornalistiche, grafiche e testi pubblicitari e un libro, l’ultimo, intitolato La tigre, la trota, i corvi. Viene a mancare il 9 settembre 2005, esattamente cinquantaquattro anni dopo l’incontro e il coup de foudre avvenuto davanti alla Rai di Trieste il 9 settembre ’51 con Luciana Alessio, che con questo evento vuole approfondirne il ricordo assieme ai tanti amici. .  
   
   
OGGI SABINA GUZZANTI PROTAGONISTA A MILANO OTTAGONO 2007  
 
Milano, 6 settembre 2007 - Oggi, il programma di Milano Ottagono 2007, organizzato da Sa. Sa. Eventi Speciali, prevede, alle ore 18. 00, Sabina Guzzanti che incontra il pubblico per una conversazione tra satira e cinema in occasione dell’uscita del film Le ragioni dell’Aragosta, recentemente presentato al Festival del Cinema di Venezia, nell’àmbito delle ‘Giornate degli Autori - Venice Days’. La pellicola racconta l’incontro degli attori di ‘Avanzi’ (programma satirico cult delle televisione italiana degli anni ‘90) che, dopo 15 anni, si ritrovano in un piccolo villaggio della Sardegna, Su Pallosu, che hanno deciso in modo piuttosto estemporaneo di organizzare uno spettacolo a sostegno della causa dei pescatori in gravi difficoltà per lo spopolamento del mare. Tra i pescatori c’è un certo Gianni Usai, ex operaio alla Fiat ed ex sindacalista, un uomo che ha vissuto da giusto, sempre povero, sempre dedito a proteggere il lavoro dei suoi compagni. La sua presenza è di grande ispirazione e genera l’entusiasmo sufficiente a partire, ma quello stesso entusiasmo scema rapidamente e lascia spazio a dubbi di ogni sorta. .  
   
   
GOLF - F. MOLINARI, CANONICA, TADINI E NAPOLEONI ALL´EUROPEAN MASTERS  
 
Roma, 6 settembre 2007 - Dopo la bella prova della scorsa settimana con il nono posto in Scozia, Francesco Molinari torna in campo nell´Omega European Masters (6-9 settembre), torneo dell´European Tour in programma sul percorso di Crans Sur Sierre, a Crans Montana in Svizzera, dove lo scorso anno il torinese si classificò al secondo posto. In gara altri tre italiani: Emanuele Canonica, Alessandro Tadini e Alessandro Napoleoni. Il montepremi è di due milioni di euro dei quali 333. 330 andranno al vincitore. Tra i favoriti Graeme Storm, Andres Romero, Lee Westwood, Paul Casey, Michael Campbell e Miguel Angel Jimenez. Al via anche Darren Clarke, che tuttavia non è in grandi condizioni di forma. L´omega European Masters è la prima gara di qualificazione per la prossima Ryder Cup. Lpga Tour: Sergas E Zorzi Al Nw Arkansas Championship - Giulia Sergas e Veronica Zorzi partecipano al Nw Arkansas Championship, nuovo torneo nel calendario del Lpga Tour che si svolge dal 7 al 9 settembre (54 buche) sul tracciato del Pinnacle Cc a Rogers, nell´Arkansas. Il montepremi è di 1. 250. 000 dollari. Assenti Lorena Ochoa, Annika Sorenstam, Karrie Webb e Paula Creamer, l´attenzione si focalizza sulle giovani leve e in particolare su Julieta Granada, Natalie Gulbis, Angela Park, Brittany Lincicome e Stacy Prammanasudh. Nel solito nutrito gruppo delle coreane spicca il nome di Se Ri Pak. Let: Nykredit Masters In Danimarca - Sette proettes italiane prendono parte al Nykredit Masters (6-9 settembre), gara del Ladies European Tour che si disputa all´Helsingor Gc di Elsinor, in Danimarca. Sono: Sophie Sandolo, Margherita Rigon, Tullia Calzavara, Federica Piovano, Diana Luna, Isabella Maconi e Anna Rossi. In palio 200. 000 euro. Tra le possibili protagoniste Trish Johnson, Gwaldys Nocera, Elisabeth Esterl e Cecilia Ekelundh oltre alla Luna e alla Sandolo. Us Pga Tour: Terza Gara Dei Playoff - Al Cog Hill G&cc di Lemont in Illinois si gioca il Bmw Championship (6-9 settembre), la terza delle quattro gare dei Playoff statunitensi, ossia la Fedex Cup che assegna un montepremi complessivo di 35 milioni di dollari e un premio finale al vincitore di dieci milioni di dollari. La conclusione con il Tour Championship della prossima settimana. Alla terza prova sono ammessi i primi 70 giocatori della speciale graduatoria della Fedex Cup, mentre nell´ultima scenderanno in campo i primi trenta. A Lemont il grande favorito è ancora Tiger Woods, che potrebbe avere un compito meno complicato per l´assenza di Phil Mickelson, il quale ha deciso per un turno di riposo dopo il successo di lunedì scorso nel Deutsche Bank. A contendergli il successo Ernie Els, Sergio Garcia, Vijay Singh, Adam Scott e outsiders come Brett Wetterich, Rory Sabbatini e Justin Rose. Il montepremi del torneo è di sette milioni di dollari con prima moneta di 1. 260. 000 dollari. Challenge Tour Con Alessio Bruschi - Alessio Bruschi sarà l´unico italiano in gara nel Telia Challenge Waxholm (Challenge Tour, 6-9 settembre) al Waxholm Gc di Stoccolma, in Svezia. Il montepremi è di 125. 000 euro dei quali 20. 025 sono destinati al vincitore. L´inglese Robert Dinwiddie cerca la terza vittoria nel circuito che lo proietterebbe subito nell´European Tour, ma sono numerosi i giocatori che aspirano al titolo tra i quali l´inglese Iain Pyman, il sudafricano Jean Hugo, gli svedesi Magnus Persson e Klas Eriksson e il francese Michael Lorenzo-vera. Seniors Tour: Costantino Rocca Ci Riprova - Dopo aver mancato di un soffio il successo domenica scorsa nell´European Senior Masters, dove è stato superato il spareggio da Carl Mason, Costantino Rocca prova a cogliere il secondo titolo stagionale nel 51° Pga Seniors Championship (Seniors Tour, 6-9 settembre) al The Stoke by Nayland Club, a Suffolk in Inghilterra. Ci sarà anche Giuseppe Calì, il cui gioco al momento è piuttosto alterno. Non cambia l´elenco degli avversari più temibili per Rocca: sono, come sempre, lo scozzese Sam Torrance, l´inglese Carl Mason, lo spagnolo José Rivero e l´australiano Stewart Ginn. Il montepremi è di 295. 813 euro. Alps Tour Ancora In Francia - L´alps Tour fa tappa ancora in Francia per l´Open Agf-allianz de la Mirabelle d´Or (6-9 settembre), al Golf de la Grange aux Ormes, a Metz in Francia. Il montepremi è di 45. 000 euro. Numerosi gli italiani presenti: Gregory Molteni, Michele Reale, Stefano Reale, Lorenzo Gagli, Matteo Delpodio, Andrea Rota, Andrea Zanini, Simone Brizzolari, Renato De Rosa e Michele Zanini. Favoriti i francesi, che saranno in predominanza. Ad Andrea Maestroni Il Campionato Lombardo Pro - Andrea Maestroni (140 - 71 69) ha vinto il Campionato Lombardo Professionisti che si è disputato al Valtellina Golf Club, il cui percorso di nove buche ha superato a pieni voti l´esame nella manifestazione fortemente voluta dal Comitato Regionale Lombardo della Fig e riservata ai pro residenti in Lombardia. Maestroni ha superato di due colpi Michele Ballarin (142 - 72 70) e Marcello Santi (71 71), e di tre Gianluca Baruffaldi (143 - 69 74), che aveva concluso al comando il turno iniziale. Al quinto posto con 145 Marco Donghi, al sesto con 146 Silvano Locatelli e Andrea Rota, all´ottavo con 147 Massimo Florioli, al nono con 148 Giorgio Merletti e al 10° con 149 Carlo Alberto Acutis e Andrea Zani. Il successo di Maestroni ha iniziato a prendere forma alla buca 8, quando ha messo a bersaglio la palla da bordo green per il birdie. Nelle seconde nove ha realizzato un altro birdie alla buca 12, poi ha segnato un bogey alla 14. Poteva essere un segnale per gli inseguitori, ma Maestroni ha subito reagito e ha firmato la terza edizione del Campionato Lombardo Professionisti con altri due birdie alla buca 15 e alla 18. "Inutile dire che sono molto soddisfatto di questo risultato" le prime parole di Andrea Maestroni al termine. "L’anno scorso ho concluso al terzo posto, rimanendo fuori dal play off per due colpi: questa volta tutto è filato liscio. Nella prima giornata ho giocato molto bene, soprattutto attorno al green, ma ho puttato male, mentre nella seconda sono stato sorretto da un ottimo putter. La svolta? Sicuramente il birdie alla buca 8. Questo successo è sicuramente un buon viatico in vista delle prove per cercare di conquistare la ´carta´ utile a partecipare al tour europeo”. Il torneo si è svolto con formula pro-am. La gara a squadre (un pro e un amateur) è stata vinta da Ivan e Maurizio Campi con 131 (65 66) davanti ad Andrea Zani/paolo Lusignoli (134 - 67 67), Marcello Santi/lorenzo Tomasi (135 - 70 65), Andrea e Ivan Rota (136), Roberto Recchione/silvia Audisio (137). Hanno sostenuto la manifestazione Credito Valtellinese, Gruppo Autotorino, Lacoste, Intergolf Golf Equipement, Herbatech, Agenzia Ec srl, Podio Sport Argenti, Titleist, Mida, Cantine Vinicole Nino Negri, Rainoldi e Mamete Prevostini, Cretzel, Hotel Cappello d’Oro di Bergamo della catena Best Western, Azienda Agrituristica La Fiorida, gli alberghi Hotel Europa e Hotel Vittoria di Sondrio. .  
   
   
GOLF - CAMPIONATO INTERNAZIONALE MASCHILE INDIVIDUALE UNDER 16 A BIELLA: E´ PASSATO A CONDURRE MATTEO MANASSERO  
 
 Roma, 6 settembre 2007 - Cambio della guardia in vetta alla classifica del Campionato Internazionale Maschile Individuale Under 16, che si conclude con la disputa del terzo giro al Golf Club Biella/le Betulle. Il percorso sta mettendo a dura prova i concorrenti con le sue difficoltà considerando che il punteggio più basso di giornata è stato di 74 colpi (uno sopra par) realizzato da soli quattro concorrenti. Nuovo leader è Matteo Manassero, l´azzurro rappresentante di Gardagolf, che con un giro in 75 colpi e lo score di 152 (77 75) ha preso un colpo di vantaggio sullo svizzero Edouard Amacher (153 - 79 74) e su Andrea Bolognesi (75 78). Riscatto dei sudafricani con Chris Selfridge salito al quarto posto con 154 (78 76), mentre è stata una giornata molto difficile per Claudio Vigano, il quale dopo l´eccellente 71 iniziale è sceso in quinta posizione con 155 (71 84), alla pari con l´elvetico Andy Chris Orsinger, dopo un inatteso 84. In risalita Luca Gobbi, uno degli atleti che si è espresso in 74, da 26° a 7° con 156 insieme a Filippo Zucchetti e al sudafricano Yubin Jung. L´italia (Manassero, Viganò, Gobbi) è saldamente al comando con 297 colpi nel Trofeo delle Nazioni. Seguono con 306 la Svizzera e con 316 l´Irlanda. Internazionale Di Spagna Juniores: Joon Kim Secondo - L´azzurro Joon Kim è al secondo posto con 73 colpi, alla pari con lo spagnolo Jordi Garcia Pinto, dopo il primo dei due giri di qualificazione nel Campionato Internazionale Juniores di Spagna iniziato sul percorso del Pga Golf de Catalunya di Caldes de Malavella, nei pressi di Girona. Al comando con 68 lo svedese Daniel Jennevret. Complessivamente buona la prestazione degli azzurri con altri quattro elementi entro i primi 32 posti della classifica che danno accesso alla fase match play: Nunzio Lombardi è settimo con 75. Nino Bertasio e Niccolò Quintarelli sono ventesimi con 77, Andrea Chiapuzzo è 28° con 78. Ha ottime chances di recuperare Alberto Zani, 36° con 79, mentre sono a rischio Gabriele Heinrich, 58° con 82, e Valentino Dall´arche, 63° con 83. Nel Trofeo delle Nazioni sono al comando con 148 Svezia e Italia B (Kim, Lombardi, Dall´arche) con due colpi di margine su Spagna C (150). All´ottavo posto con 154 Italia A (Quintarelli, Chiapuzzo, Bertasio), al decimo con 161 Italia C (Zani, Heinrich). .