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Notiziario Marketpress di Lunedì 19 Ottobre 2009
 
   
  GIUSTIZIA EUROPEA: MARCHIO COMUNITARIO TIMI KINDERJOGHURT

 
   
  Il 14 ottobre 2009 è stata pronunciata la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee in merito alla causa T-140/08, Ferrero Spa contro Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (Uami). Nel 1998 la Tirol Milch reg. Gen. Mbh Innsbruck ha presentato all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (Uami) una domanda di registrazione di marchio comunitario per il segno figurativo e per prodotti della categoria degli yogurt. Nel 1999 la Ferrero Spa, ha proposto opposizione basandosi sul proprio marchio denominativo anteriore Kinder, registrato in Italia dal 1965. Nel 2000 la divisione di opposizione ha respinto l’opposizione e la sua decisione è stata successivamente confermata dalla commissione di ricorso nel 2003. Il marchio è stato pubblicato sul Bollettino dei marchi comunitari n. 42 dell’11 ottobre 2004. Nel 2007, su richiesta della Ferrero, la divisione di annullamento ha dichiarato la nullità del marchio comunitario Timi Kinderjoghurt. Nel 2008, però, su domanda della Tirol Milch, la commissione di ricorso ha annullato la decisione della divisione di annullamento, ha respinto la domanda di nullità e ha ritenuto che la divisione di annullamento sarebbe vincolata dalle constatazioni e dalle conclusioni di merito delle precedenti decisioni dell’Uami in forza del principio nemo potest venire contra factum proprium, secondo cui l’amministrazione è tenuta al rispetto dei propri atti, in particolare qualora tali atti abbiano consentito alle parti del procedimento di acquisire legittimamente diritti su un marchio registrato. In seguito, la commissione di ricorso ha confermato le constatazioni della decisione della divisione di opposizione e della decisione della quarta commissione di ricorso del 2003, secondo cui i marchi erano complessivamente diversi, tenuto conto delle loro profonde differenze sul piano visivo e fonetico. Infine, essa ha respinto la domanda di nullità, in quanto l’identità o la somiglianza dei segni, non risultava soddisfatta. Il Tribunale di primo grado considera che, benché l’elemento «kinder» sia presente in entrambi i segni, esistono alcune caratteristiche visive e fonetiche che escludono che i segni siano percepiti come simili e respinge il ricorso .  
   
 

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