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Notiziario Marketpress di Martedì 15 Dicembre 2009
 
   
  I RISULTATI DALL´UE APRONO LA STRADA A FARMACI PIÙ EFFICACI CONTRO ICTUS E INFARTI

 
   
  Bruxelles, 15 dicembre 2009 - Alcuni ricercatori, parzialmente finanziati dall´Unione europea, hanno ottenuto dei risultati che potrebbero aprire la strada allo sviluppo di nuovi e più efficaci farmaci destinati ai soggetti a rischio di ictus o infarto. I risultati, pubblicati questa settimana sulla rivista Cell, dimostrano la diminuzione dei livelli di un agente anticoagulante coinvolto nella formazione di pericolosi coaguli all´interno dei vasi sanguigni a cui, per la prima volta, non è associato un aumento del rischio di emorragia per le ferite superficiali. Il progetto E-rare ("Era-net for research programmes on rare diseases"), che ha contribuito al raggiungimento di questi risultati, ha ricevuto finanziamenti per l´ammontare di 2,18 milioni di euro in riferimento all´area tematica "Coordinamento delle attività di ricerca" del Sesto programma quadro (6° Pq). Il progetto mira principalmente a coordinare i programmi di ricerca già esistenti sulle malattie rare e ad approntare attività congiunte e strategiche coordinando i finanziamenti e sopperendo alla frammentazione esistente a livello nazionale tra i vari programmi di ricerca. Il progetto conta nove partner, provenienteti da sei diversi Stati membri, nonché Israele e Turchia. I ricercatori hanno scoperto che la molecola polifosfato è in grado di attivare un agente coagulante, definito "fattore Xii", coinvolto nella formazione di pericolosi coaguli all´interno dei vasi sanguigni. Tuttavia, il fattore Xii non provoca emorragia in caso di feriti superficiali. La carenza di questo agente, infatti, non è associata ad alcun disturbo emorragico né negli esseri umani né nei topi. Questo fattore è addirittura considerato ininfluente per quanto concerne il normale arresto del sanguinamento o di un´emorragia. I farmaci che riducono il rischio che all´interno dei vasi sanguigni si formino pericolosi coaguli (trombosi) diminuiscono il rischio di ictus o infarto. La trombosi - che può essere arteriosa o venosa - provoca ictus o infarto, che sono le principali cause di morte nei paesi industrializzati. I medicinali sviluppati per combattere la trombosi prendono il nome di anticoagulanti e hanno diversi effetti collaterali. Nei mammiferi la coagulazione del sangue coinvolge elementi cellulari e proteici, formati da piastrine e agenti coagulanti. Questo fa sì che i soggetti che assumono anticoagulanti, in caso di ferite, sono esposti a un grave rischio di emorragia,talvolta anche letale. "La sfida, nel mettere a punto farmaci anticoagulanti, è trovare il giusto equilibrio. È necessario individuare il livello o il target farmacologico che abbia un effetto anticoagulante sufficiente per la prevenzione di infarto e ictus, ma che non presenti il rischio di gravi emorragie tra gli effetti collaterali. "Il nostro lavoro evidenzia che il polifosfato o il fattore Xii potrebbero rappresentare nuovi target" - ha affermato il dottor Mutch - "considerato che non sembrano compromettere la capacità del nostro organismo di guarire da solo, i farmaci basati su queste molecole potrebbero migliorare significativamente i farmaci già in commercio". Per maggiori informazioni, visitare: Cell: http://www. Cell. Com/ E-rare: http://www. E-rare. Eu/ .  
   
 

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