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Notiziario Marketpress di Mercoledì 30 Gennaio 2013
 
   
  E’ ON LINE IL RILANCIO DELLA “ROSA DI GORIZIA” IL PRELIBATO RADICCHIO A FORMA DI FIORE DA SPECIALITÀ DEGLI ORTI GORIZIANI SI TRASFORMA IN RARITÀ DA PROTEGGERE CON IL RICONOSCIMENTO DOP

 
   
  . Croccante e dalla forma inconfondibile, è marchio dal 2010 e mira da diventare Presidio Slow Food. Intanto ne viene proposta la vendita on line in una simpatica confezione che oltre al prodotto fresco lo propone anche in crema e sott’olio, per piatti da gran gourmet Originaria di una terra di confine, di un colore che vira dal rosso intenso al rosa fino ad arrivare al giallo pallido, i cui cespi hanno foglie larghe ordinate che ricordano un roseto: è la Rosa di Gorizia, un pregiatissimo radicchio che da oltre due secoli punteggia, tra novembre e febbraio, i terreni isontini. La specialità friulana, che ha vinto il Nonino ‘Risit d’Aur’ 2012 e ambisce al riconoscimento D.o.p. Quale patrimonio locale da proteggere e valorizzare, viene ora rilanciata con la possibilità di acquisto on line. Da oggi infatti la Rosa di Gorizia è acquistabile direttamente sul sito www.Rosadigorizia.com; il prodotto fresco arriverà sulla tavola assieme alla confezione sott’olio e alla crema di radicchio. Il pack è innovativo e accattivante; si tratta di un contenitore in polistirolo e cartone che proteggerà i prodotti e che contiene anche un raffinato strofinaccio in cotone 100% con il logo del marchio, un calendario e del materiale informativo su questo radicchio friulano. L’eccezionalità della Rosa di Gorizia è racchiusa tutta nel suo ciclo produttivo: le piantine sono infatti il risultato di meticolose selezioni effettuate dalle famiglie di agricoltori locali che si sono susseguite nel corso dei secoli. Tutt´oggi, ogni agricoltore custodisce gelosamente i propri semi di radicchio tramandandoli di generazione in generazione; questa sorta di brevetto ha già riconosciuto La Rosa di Gorizia come P.a.t., cioè prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Friuli-venezia Giulia: è suggestivo il fatto che difficilmente esistono Rose simili tra loro nella filiera. Il marchio “Rosa di Gorizia” è stato registrato nel 2010 da Massimo Santinelli, titolare di Biolab, noto marchio di cibi pronti per vegetariani. “Vogliamo garantire l’unicità del prodotto e favorirne la commercializzazione, oltre a porre le basi per una registrazione del marchio come prodotto D.o.p. In un prossimo futuro” racconta. La semina della Rosa di Gorizia avviene in tarda primavera o, al più tardi, a inizio estate. Questo speciale radicchio rosso ha un’alta resistenza alle condizioni climatiche più aspre tipiche del Friuli; non soffre la mancanza di acqua nei mesi estivi né il freddo pungente dell’inverno mentre in autunno le foglie, già grandi, assumono una tonalità color melanzana e avvolgono il cuore, proteggendolo dalle intemperie stagionali. Le Rose vengono raccolte tra ottobre e novembre, legate a mazzi per le radici e portate in ambienti riparati, caldi e bui. Per una quindicina di giorni esse rimangono così protette, talvolta coperte da paglia, a una temperatura che varia dai 10 ai 15 gradi. Questo breve periodo risulta fondamentale per la Rosa di Gorizia, in quanto le consente una piena maturazione aromatica e cromatica con i colori che si fanno via via più vivaci. Tolte le radici, pulita accuratamente con acqua corrente, lasciando intatto solo il cuore e le foglie maturate in forzatura, la Rosa di Gorizia è così pronta per deliziare i buongustai e affinare i piatti della tradizione. Croccantezza e retrogusto leggermente amarognolo, rendono la Rosa di Gorizia una bontà versatile in cucina; da provare anche nella varietà di colore giallo, chiamata Radicchio Canarino, la Rosa è perfetta da assaporare cruda, tagliata il meno possibile per non farla ossidare. Gustosa se accompagnata da patate lesse e fagioli lessati ancora tiepidi, sa esaltare l’uovo sodo a spicchi oppure passato nello schiaccia patate. Ravviva infine anche l’insalata di stagione, offrendo la sua radice, tagliata sottile e condita con un filo d’olio extra vergine di oliva. La Rosa di Gorizia è anche su Wikipedia e su Facebook  
   
 

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