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Notiziario Marketpress di Lunedì 19 Marzo 2007
 
   
  FIRENZE, MECCANICA: POSITIVO IL QUADRO GENERALE MA PERMANGONO ELEMENTI DI CRITICITA’

 
   
  Sesto Fiorentino, 19 marzo 2007 - L’analisi congiunturale, relativa al secondo semestre 2006, dell’impresa meccanica nella Provincia di Firenze mette in luce un quadro d’insieme positivo, ma non brillante. In linea generale l’indagine, condotta da Cna Firenze in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, riproduce il quadro emerso nella precedente rilevazione, mostrando piccoli passi in avanti. Ma il ritmo sembra più fiacco e le attese per il 2007 non promettono un andamento favorevole, ma una dimensione di netta stazionarietà. Inoltre le aspettative a breve sono assai deludenti e, se confermate, delineano per il prossimo futuro uno scenario di stagnazione. Le classiche variabili congiunturali relative ad ordini (+21,88%) e fatturato (+29,16%) presentano saldi attivi discreti o buoni, seppur leggermente inferiori a quelli del semestre precedente. Il quadro delle variabili economico-finanziarie, costituito da variabili riguardanti i meccanismi delle riscossioni e variabili che fanno riferimento al rapporto tra costi e ricavi (redditività), mostra, nel suo insieme, un profilo decisamente positivo (saldo della redditività: +50,00%). Per quanto riguarda l’utilizzo degli impianti, sono stati utilizzati due indicatori relativi al livello e all’andamento: dall’analisi dei dati emerge, in linea di continuità con la precedente rilevazione, un quadro discreto sia per il grado che per la dinamica, ed al tempo stesso suscettibile di ulteriori miglioramenti. Relativamente alle strategie commerciali, misurate da indicatori relativi ad imprese operanti in conto proprio od in regime misto, ancora una volta si registra una riconferma dei risultati del giugno 2006 ovvero, discreti saldi percentuali per i prezzi (ritocco verso l’alto di diversi listini) e risultati apprezzabili anche sul versante delle quantità vendute. Il ricorso al sistema creditizio resta ancora limitato (il 20,83% del “campione”); viene preferito il contratto di leasing (ma nel semestre è significativamente aumentata la quota dei prestiti a medio-breve termine) ed è rivolto unicamente al finanziamento degli investimenti effettuati nel semestre. Lo scarto che si è venuto a creare fra il numero di aziende che hanno investito ed aziende che hanno fatto ricorso al credito bancario, è stato inevitabilmente coperto da “mezzi propri”. Parlando d’investimenti, ci troviamo di fronte ad un saldo discreto (+21,88%), anche se leggermente inferiore a quello di sei mesi precedenti e non brillante rispetto ad altri semestri, soprattutto del 2000. La maggior parte delle azioni d’investimento riguarda, come di consueto, la sostituzione di beni strumentali o l’introduzione di nuovi. Marginalmente significati, tuttavia, restano gli investimenti volti a migliorare la capacità gestionale delle imprese (nuovi Pc, programmi gestionali, ecc. ). Com’era facilmente prevedibile, gli importi vedono la preminenza (oltre il 60%) della classe maggiore (oltre 25. 000 euro). “Per assicurare un futuro alla piccola impresa di meccanica su scala provinciale (e regionale) - spiega Maurizio Soldi, Presidente Cna Area La Piana – occorre mettere in atto strategie complesse. L’innovazione tecnologica rappresenta sicuramente l’orizzonte più importante per il quale occorre intervenire su due aspetti: dobbiamo affrontare il problema di “trasferire” conoscenze dai centri di ricerca alla piccola impresa e, nel contempo, garantire un’efficace azione di assistenza e consulenza per facilitare l’introduzione di tecnologie adeguate e, di conseguenza, il miglior posizionamento possibile sul mercato. Strettamente connesso all’innovazione tecnologica, è il grande tema della formazione ovvero del capitale umano da impiegare in azienda. A differenza del passato, anche recente, le figure ad alto contenuto tecnico-scientifico (ingegneri, fisici, ecc. ) dovranno essere sempre più numerose. In un lasso di tempo sufficientemente breve, nelle imprese dovrà aumentare il peso specifico di queste figure sia per una migliore conduzione e proiezione dell’azienda sia per far gemmare nuove esperienze imprenditoriali. Infine – conclude Soldi - è necessario far crescere la dimensione media delle imprese (soprattutto in particolari comparti produttivi) sia attraverso la definizione di nuove strategie da parte delle singole aziende sia favorendo l’aggregazione d’imprese. Va da sé che l’implementazione di questi obiettivi strategici richiede la costruzione di condizioni “ambientali” favorevoli: in primo luogo, un’adeguata politica industriale su scala nazionale e regionale. Un confronto ragionato con le esperienze che si stanno conducendo in altre parti d’Europa (Germania, Francia, paesi scandinavi) diventa un passaggio indispensabile: dunque, occorre mettere in campo, risorse, strumenti, progetti. Naturalmente in questo ambito, legato a politiche macro-economiche, la “mano pubblica” dovrà far pesare il proprio ruolo nelle forma e misure più adeguate”. . .  
   
 

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