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Notiziario Marketpress di Martedì 22 Aprile 2008
 
   
  LIVING ROSE´ 2008: VEUVE CLICQUOT INVITA 6 DESIGNER FAMOSI A PARLARE SUL TEMA "IL DESIGN TRA CONSISTENZA E AUDACIA" E PRESENTA GLOBALIGHT BY KARIM RASHID

 
   
  In occasione della Milano Design Week, Veuve Clicquot ha dato vita a un interessante dibattito sul tema "Il Design tra consistenza e audacia". Alcuni dei designer più celebri al mondo: Stefano Giovannoni, Jason Bruges, Karim Rashid, Christian Schwamkrug, Pablo Reinoso e Christophe Pillet, moderati da Giovanni Lanzone - Direttore del Master Business Design in Domus Academy - hanno raccontato l´essenza della loro professionalità, alla ricerca di un equilibrio e di una fusione tra consistenza e audacia. Un tema, quello dell´apparente dicotomia tra sostanza e forma, che attraversa la storia della Maison Veuve Clicquot Ponsardin, fin dalle sue origini, quando Madame Clicquot, con suo gesto di ardire estetico – la scelta di un marchio caratterizzato da un giallo inconfondibile – e con un´innovazione funzionale - l´invenzione della table de remuage – ha ridisegnato la storia dello Champagne. Ma cos´è l´audacia e in che modo è strumentale al processo creativo? Hanno risposto i sei rinomati designer, ognuno raccontando la propria storia, intessuta di passione, emozione, talento e competenza. Per Stefano Giovannoni, designer italiano che ha letteralmente sovvertito il mondo del Design con le sue creature antropomorfe e con l´uso "dissennato e affascinante" della plastica, l´audacia è un requisito indispensabile per il designer, insieme alla curiosità e al coraggio. Infatti, secondo Giovannoni, il suo compito fondamentale è quello di cambiare continuamente per adattarsi alle trasformazioni del contesto sociale e per rispondere ai bisogni, alle richieste e ai desideri del pubblico. Ha un tratto ludico e giocoso, invece l´audacia manifestata da Jason Bruges, designer australiano e londinese, che utilizza materiali impalpabili come la luce, il vento e la musica per lavorare sugli spazi pubblici. Anche le cose semplici possono risultare audaci nella loro capacità di stupire ed entusiasmare. Karim Rashid, designer egiziano, che ha fatto della sensualità (sensual minimalism) e della multiculturalità le sue cifre di riferimento, vive di audacia e vive l´audacia come la spinta propulsiva ad andare oltre, oltre le convenzioni, oltre le apparenze per ripensare, re-inventare le cose quotidiane, dando loro un ruolo e un utilizzo differente rispetto a quello riconosciuto. Bisogna essere audaci per raccontare delle storie, per sperimentare altri territori, insomma per essere designer. C´è audacia anche in una visione del Design più tecnica e "meccanica" come quella di Christian Schwamkrug, designer tedesco di Porsche Studio, che lavora proprio sui meccanismi per elevarli a una dimensione estetica e non solo funzionale. E´ estremamente audace partire dalla concretezza e dalla sostanza dei meccanismi per raggiungere l´Arte. Anche Pablo Reinoso, designer argentino che re-interpreta con originalità i temi classici (dalla sedia alla penna), vive costantemente questo dualismo tra il pensiero razionale della funzione e il cammino dell´arte della forma, un po´ come nel bellissimo romanzo di Italo Calvino "Il Visconte Dimezzato". Ma, come nel finale del libro, la scissione si deve e si può superare in un´armoniosa riconciliazione degli opposti, entrambi necessari al processo creativo. Christophe Pillet, designer francese che lavora sulle forme iconiche della contemporaneità mettendole fuori dal tempo, vive il suo mestiere e la sua vocazione come uno story teller, un romanziere, un regista. L´essenza dell´audacia del designer sta nel trovare storie nuove sul mondo, mettere in pericolo la tradizione e gli arcaismi, nel limite della razionalità e della ragionevolezza. Un dibattito affascinante dove il dualismo tra forma e sostanza, tra funzionalità ed estetica torna inevitabilmente perché proprio dall´altalena tra i limiti dati dalla consistenza e la libertà tipica dell´audacia nasce quell´energia vitale, quella spinta propulsiva strumentale al processo creativo che permette di superare i propri limiti per evolvere, costruire e rinnovare senza mai perdere la propria identità, la propria eredità e il proprio stile. Veuve Clicquot ribadisce la propria voglia di innovare con il Design e con la realizzazione di esclusivi oggetti generati dalla passione, dall´intuito, dal talento e dal gusto. Oggetti utili, compagni di vita quotidiani, capaci di emozionare, e affascinare. L´ultima creazione, presentata in anteprima alla Milano Design Week, è Veuve Clicquot Globalight, interpretazione glamour e contemporanea del tradizionale candelabro francese nata dall´intuizione e dal genio di Karim Rashid. Un oggetto di design audace e funzionale dalla doppia anima: lampada dalla personalità mutevole e porta bottiglia isotermico. Per assaporare in ogni momento l´intensità di Veuve Clicquot Rosé, esaltandone le caratteristiche più profonde, ovvero il romanticismo, la seduzione, la modernità e la vitalità. Emblema di eleganza e di lusso, Veuve Clicquot Globalight è un´esplicita, romantica e ardita dichiarazione d´amore. .  
   
 

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