Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 













MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web








  LOGIN


Username
 
Password
 
     
   


 
Notiziario Marketpress di Lunedì 04 Settembre 2006
 
   
  LA COMMISSIONE EUROPEA PROPONE DI RAFFORZARE IL DIRITTO DI LIBERTÀ E LA PRESUNZIONE DI NON COLPEVOLEZZA NELL’UNIONE EUROPEA, SPAZIO COMUNE DI LIBERTÀ, SICUREZZA E GIUSTIZIA

 
   
  Bruxelles, 4 settembre 2006 – Lo scorso 29 agosto 2006 la Commissione europea ha adottato una proposta di decisione quadro del Consiglio per consentire a quei cittadini dell’Unione che sono indagati in uno Stato membro diverso dal loro di rientrare in patria sotto la sorveglianza dello Stato membro d’origine, invece di essere trattenuti in custodia cautelare o sottoposti ad altre misure cautelari in attesa di giudizio nello Stato membro in cui è stato commesso il reato. Dalle statistiche raccolte negli Stati membri dell’Ue emerge che un indagato non residente rischia di essere posto in custodia cautelare più frequentemente di un indagato residente. La decisione quadro avrà quindi anche l´effetto di attenuare la discriminazione nei confronti di questa categoria, contribuendo nel contempo a ridurre la popolazione carceraria. Creare uno spazio europeo di giustizia, libertà e sicurezza significa fare in modo che i cittadini europei possano godere pienamente dei loro diritti, ovunque vivano o si trovino nell’Unione. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, commissario responsabile per il portafoglio Libertà, sicurezza e giustizia, che ha quindi aggiunto: “Con questa proposta, la Commissione intende rafforzare il diritto di libertà e la presunzione di non colpevolezza permettendo agli indagati non residenti, cittadini dell’Ue, di rientrare nel loro Stato membro d’origine in modo controllato, invece di essere inutilmente trattenuti in custodia cautelare in un altro Stato membro. La nuova decisione quadro dovrebbe avere un impatto concreto poiché potrebbe riguardare fino a 8 000 persone. ” Secondo la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Cedu) del 1950, cui l’Unione è vincolata in forza dell’articolo 6 del trattato sull’Unione europea, e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 2000, ogni persona ha diritto alla libertà e alla sicurezza e chiunque sia accusato di un reato è presunto innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata. Il diritto di libertà e la presunzione di non colpevolezza sono principi fondamentali di ogni società democratica. Sempre secondo la convenzione, la persona che sia sospettata di aver commesso un reato può essere privata della libertà solo in circostanze eccezionali, per esempio se sussiste un rischio di fuga. Questa restrizione presuppone che gli Stati membri debbano preferire, nella misura del possibile, una misura cautelare non detentiva. Tuttavia, le varie alternative alla custodia cautelare contemplate nel diritto nazionale (ad esempio l´obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria o il divieto di espatrio) non possono al momento essere recepite né trasferite al di là delle frontiere poiché gli Stati non riconoscono i provvedimenti giudiziari stranieri emessi in materia. Al momento, pertanto, gli indagati non residenti vengono spesso tenuti in custodia cautelare –principalmente a causa del rischio di fuga – o assoggettati a misure cautelari non detentive in quello che è per loro uno Stato membro straniero. Obiettivo principale della proposta di decisione quadro è permettere all’autorità giudiziaria dello Stato membro in cui è stato commesso il reato di trasferire una misura cautelare non detentiva nello Stato membro nel quale l’indagato di norma risiede. L’autorità giudiziaria di questo Stato membro sarebbe in linea di principio tenuta a riconoscere e eseguire la misura cautelare sul suo territorio nell’attesa che si tenga il processo nello Stato membro di emissione. In questo modo, l’indagato sarebbe oggetto di una misura cautelare nel suo ambiente abituale, diminuirebbe la discriminazione nei confronti degli indagati non residenti così come il numero di detenuti in attesa di giudizio nell’Unione europea, e si rafforzerebbero il diritto di libertà e la presunzione di non colpevolezza in tutta l’Unione. Per garantire il normale corso della giustizia, la proposta contempla, come extrema ratio, un meccanismo specifico di ritorno per tradurre un indagato che non intende collaborare nello Stato in cui si celebra il processo. .  
   
 

<<BACK