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Notiziario Marketpress di Martedì 05 Settembre 2006
 
   
  ASM: IL PRIMO SEMESTRE DEL 2006 MOSTRA UN INCREMENTO DEI RICAVI DEL 34,4% (A 1.063,0 MILIONI DI EURO DA 790,7 MILIONI DI EURO) IL MARGINE OPERATIVO LORDO CRESCE DEL 20,8% (A 207,9 MILIONI DI EURO DA 172,1 MILIONI DI EURO)

 
   
   Brescia, 5 settembre 2006 – Il Consiglio di Amministrazione di Asm S. P. A. , riunitosi ieri, ha approvato i risultati consolidati del Gruppo Asm al 30 giugno 2006 redatti in applicazione dei principi contabili internazionali Ias/ifrs. I ricavi su base consolidata nel primo semestre del 2006 sono cresciuti del 34,4%, portandosi a 1. 063,0 milioni di euro, rispetto a 790,7 milioni di euro nel primo semestre 2005. La crescita dei ricavi è derivata prevalentemente dall’incremento dei prezzi di vendita di elettricità e gas e, in misura minore, dall’aumento dei volumi di elettricità venduta. I costi operativi sono aumentati del 41,9% a 794,7 milioni di euro nel primo semestre del 2006 da 560,2 milioni di euro nel primo semestre 2005. In dettaglio, l’incidenza sul valore della produzione è aumentata di 4,0 punti percentuali, a 74,8% nel primo semestre 2006 da 70,8% nel primo semestre 2005. La variazione si è verificata sia per effetto dell’incremento dei costi di approvvigionamento delle materie prime energetiche, non riversato sui clienti, sia in relazione alla maggiore produzione di elettricità. Il costo del personale è cresciuto del 3,2% a 60,3 milioni di euro nel primo semestre 2006 da 58,4 milioni di euro nel primo semestre 2005, principalmente per effetto delle normali dinamiche salariali. L’incidenza del costo del personale sul valore aggiunto è diminuita di 2,8 punti percentuali a 22,5% nel primo semestre 2006 da 25,3% nel primo semestre 2005 per effetto della razionalizzazione dell’organico. Il margine operativo lordo è cresciuto del 20,8% a 207,9 milioni di euro nel primo semestre 2006 da 172,1 milioni di euro nel primo semestre 2005. Il Mol del settore produzione elettricità è aumentato di 23,0 milioni di euro a 85,3 milioni di euro da 62,3 milioni di euro per effetto sia di un positivo andamento dei margini di generazione sia dei maggiori volumi prodotti (+16,9% a 1. 397 Gwh da 1. 195 Gwh) grazie al raddoppio del Gruppo 2 della centrale di Cassano d’Adda (completato a fine 2005). Il Mol del settore vendita elettricità e gas è cresciuto di 2,7 milioni di euro a 31,1 milioni di euro da 28,4 milioni di euro, per effetto di margini unitari in crescita per le vendite gas contrastati da margini unitari in calo per le vendite di elettricità. Il contributo fornito dal settore reti elettricità e gas è aumentato di 5,3 milioni di euro a 37,3 milioni di euro da 31,9 milioni di euro, principalmente grazie all’aumento della “quota misura” della tariffa di distribuzione elettrica. Il settore teleriscaldamento ha registrato un incremento del Mol di 5,7 milioni di euro a 33,7 milioni di euro da 28,1 milioni di euro, per effetto dell’aumento del calore venduto (+5,7% a 761 Gwht da 720 Gwht), nonostante la riduzione dell’elettricità prodotta dalla centrale di Lamarmora (-11,2% a 230 Gwhe da 259 Gwhe). Il Mol del settore ciclo idrico integrato è aumentato di 0,6 milioni di euro attestandosi a 6,2 milioni di euro da 5,6 milioni di euro. Il settore ambiente si è confermato stabile a 13,5 milioni di euro, grazie all’incremento dei margini conseguiti dalla discarica di Montichiari che hanno compensato l’impatto negativo sui volumi smaltiti (-18,5% a 172 mila tonnellate da 211 mila tonnellate) dovuto alla chiusura della discarica di Castenedolo. Il Mol del settore altri servizi è calato di 1,4 milioni di euro a 0,8 milioni di euro da 2,3 milioni di euro per effetto di poste di consolidamento non direttamente imputabili ad alcuna business unit. A livello di Gruppo, il rapporto fra margine operativo lordo e ricavi si è portato a 19,6% nel primo semestre 2006 da 21,8% nel primo semestre 2005. Ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti e valutazione al fair value di altre attività hanno mostrato una crescita del 24,8% a 71,3 milioni di euro nel primo semestre 2006 da 57,1 milioni di euro nel primo semestre 2005, prevalentemente per accantonamenti prudenziali relativi a eventuali oneri da conguaglio su talune forniture energetiche. Il risultato operativo ha registrato un incremento del 18,8% a 136,6 milioni di euro nel primo semestre 2006 da 115,0 milioni di euro nel primo semestre 2005. Il rapporto percentuale fra risultato operativo e ricavi si è portato a 12,9% nel primo semestre 2006 da 14,5% nel primo semestre 2005. La voce proventi e oneri finanziari è risultata negativa per 15,7 milioni di euro nel primo semestre 2006 in peggioramento di 21,4 milioni sul primo semestre del 2005, in cui il saldo si era attestato ad un valore positivo per 5,7 milioni di euro. Tale dinamica è dipesa essenzialmente dal fatto che il primo semestre del 2005 aveva beneficiato di un introito pari a 25,5 milioni di euro per effetto dell’estinzione anticipata dei contratti relativi all’operazione di swap e caps sul prestito obbligazionario emesso da Asm nel maggio 2004. La voce proventi e oneri da partecipazioni è risultata positiva per 78,2 milioni di euro nel primo semestre 2006 rispetto a 29,8 milioni di euro nel primo semestre 2005. Tale risultato è stato determinato prevalentemente dall’incremento del valore della partecipazione in Endesa Italia, consolidata con il metodo del patrimonio netto. Il contributo di Endesa Italia ha beneficiato degli effetti di un allineamento straordinario del valore fiscale delle immobilizzazioni al valore contabile che ha prodotto un impatto positivo non ricorrente pari a 29,6 milioni di euro. Le imposte si sono attestate a 56,4 milioni di euro nel primo semestre 2006 da 45,2 milioni di euro nel primo semestre 2005. Il tax rate si è portato a 28,3% da 30,0%. L’utile netto consolidato, detratti i risultati di terzi, è cresciuto del 35,7% a 142,5 milioni di euro nel primo semestre 2006 da 105,0 milioni di euro nel primo semestre 2005. Al netto delle componenti straordinarie che hanno influenzato l’utile netto del primo semestre 2006 (29,6 milioni di euro riferiti a Endesa Italia) e l’utile netto del primo semestre 2005 (25,5 milioni di euro connessi all’estinzione anticipata delle coperture finanziarie sul bond 2004), la crescita dell’utile netto del primo semestre del 2006 sull’utile netto del primo semestre del 2005 sarebbe stata pari al 28,4%. Il rapporto percentuale fra utile netto consolidato e ricavi si è portato a 13,4% nel primo semestre 2006 da 13,3% nel primo semestre 2005. Il capitale immobilizzato è cresciuto di 149,7 milioni di euro a 2. 329,0 milioni di euro al 30 giugno 2006 da 2. 179,3 milioni di euro al 31 dicembre 2005. Il capitale circolante netto ha registrato una riduzione di 116,8 milioni di euro attestandosi a 113,6 milioni di euro al 30 giugno 2006 da 230,4 milioni di euro al 31 dicembre 2005. Tale inflessione è stata generata dall’aumento dei debiti tributari e dalla riduzione dei crediti verso società collegate, da ascrivere all’avvenuto incasso dei dividendi spettanti da Endesa Italia per i quali era stato stanziato un credito di 35,2 milioni di euro al 31 dicembre 2005. Il patrimonio netto è cresciuto di 39,4 milioni di euro a 1. 447,9 milioni di euro al 30 giugno 2006 da 1. 408,5 milioni di euro al 31 dicembre 2005 e si è attestato al 67,0% delle coperture. L’indebitamento finanziario netto è aumentato di soli 11,4 milioni di euro, nonostante nel periodo siano stati effettuati investimenti per 128,2 milioni di euro e siano stati distribuiti dividendi per 81,3 milioni di euro. Il rapporto fra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto di 0,49x al 30 giugno 2006 ha evidenziato, come negli scorsi esercizi, la solidità finanziaria del Gruppo. Renzo Capra, Presidente della Società, ha commentato: “Il primo semestre del 2006 mostra un andamento particolarmente posiivo che si basa sul contributo fornito dal potenziamento della centrale di Cassano d’Adda, sul consistente apporto di Endesa Italia e sulla riduzione dell’incidenza dei costi del personale sul valore aggiunto. In sintesi, il semestre raccoglie i frutti delle scelte operative, degli investimenti in partecipazioni e dell’impegno costante nel controllo de costi. .  
   
 

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