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Notiziario Marketpress di Giovedì 07 Settembre 2006
 
   
  STRESS: LE CONSEGUENZE SULL’INTESTINO E IN MOMENTI PARTICOLARI COME IL RIENTRO DALLE VACANZE, LO SI AVVERTE PIÙ FACILMENTE.

 
   
   Milano, 7 settembre 2006 – La ricerca sugli effetti dello stress a livello intestinale prosegue costantemente, ma una cosa è ormai innegabile: l’intestino è un organo particolarmente sensibile ai fattori emotivi. Sembra accertato, infatti, che gli individui soggetti a fenomeni di costipazione mostrano di regola livelli di ansia e depressione più alti rispetto al resto della popolazione e che alcuni disagi di origine psicologica sono spesso collegati a persistenti sintomi gastrointestinali. Stress è una parola usata molto spesso, che copre una gamma di situazioni molto differenti: c’è lo stress da trauma (fisico od emotivo) e c’è poi il male delle società industriali, l’ansia generalizzata che viene dall’accumulo di diversi fattori di tensione. Il lavoro, in primo luogo, ma anche la responsabilità della famiglia o persino l’attesa di un evento importante, sono elementi che hanno un effetto sulla biochimica del corpo, su un equilibrio neuro-ormonale che agisce a livello centrale ma anche periferico. Infatti, una delle possibili spiegazioni dei riflessi gastrointestinali delle situazioni psicologiche “difficili” è proprio l’azione sull’intestino di quei neurotrasmettitori, come la serotonina, implicati anche nei disturbi dell’umore (depressione, ansia). E’ esperienza comune che il protrarsi di situazioni di disagio, in particolare quelle che hanno origine sul luogo di lavoro, si accompagna ad alterazioni della motilità intestinale. Ciò può accadere, dicono le ricerche, quando si ha un incarico che associa responsabilità e scarsa autonomia; ma anche quando il proprio ambiente di lavoro non è particolarmente problematico vi sono momenti critici, come il rientro dalle vacanze, in cui si avverte il peso del cambiamento di ritmi e occupazioni. L’equilibrio psico-fisico recuperato durante le vacanze, nel corso delle quali abbiamo potuto indulgere nel piacere dell’ozio e nella cura di noi stessi, nel momento del rientro è messo a dura prova dall’ansia di rimettersi in pari il più presto possibile e di recuperare gli abituali ritmi lavorativi. Oltre ai legami diretti della funzionalità intestinale con l’attività cerebrale e ormonale indotta dallo stress, lavorativo e no, c’è anche da considerare un effetto indiretto, ma forse anche più frequente. Nei periodi di forte impegno si tende a modificare la dieta e gli orari dei pasti, magari ad eliminarli del tutto e a sostituirli con snack molto energetici, come il cioccolato, che possono rendere più difficile l’evacuazione. Ma anche se non si rinuncia a un break per il pasto, spesso si scelgono panini, tramezzini e pizzette a discapito di piatti più adeguati alla funzionalità intestinale, come le insalate. Panini e pizzette sono piatti saporiti che danno una gratificazione immediata ma che quasi inevitabilmente sono confezionati con pane bianco, uno degli alimenti che più spesso induce una diminuzione dello stimolo intestinale e che contribuisce alla stipsi occasionale. Un altro aspetto che può influire sono le risposte “fai da te” allo stress: per esempio, il ricorso a caffè e bevande contenenti caffeina per aumentare la propria resistenza, oppure il ricorso all’alcol come tranquillante. Alcol e caffeina, infatti, possono peggiorare il sintomo in quanto tendono a provocare disidratazione rendendo le feci più dure e l’evacuazione più difficile. L’approccio per combattere questo insieme di malesseri comporta spesso una vera e propria rivoluzione del proprio stile di vita: per prima cosa, si può cominciare con il ripristino di un’alimentazione equilibrata e ad orari regolari, che apporti un’adeguata quantità di liquidi e fibre. E’ fondamentale anche non ridurre l’attività fisica, sia per allentare la tensione sia per favorire direttamente il transito intestinale; è importante che lo sport scelto abbia un forte contenuto liberatorio e non faccia leva sulla disciplina e l’agonismo: ottimo nuotare e passeggiare in bicicletta, dunque, danzare e praticare lo yoga. Se si riesce a seguire uno stile di vita salutare, si possono affrontare situazioni stressanti senza che queste abbiano effetti sull’organismo, in generale, e sull’intestino, in particolare. Tenendo comunque presente che, se i ritmi intestinali tardano a tornare, il ricorso occasionale a un lassativo, preferibilmente a base di bisacodile, può essere utile a rimuovere almeno una causa di tensione. .  
   
 

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