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Notiziario Marketpress di Lunedì 11 Settembre 2006
 
   
  INTERCETTAZIONI: DISEGNO DI LEGGE

 
   
  Il Consiglio dei Ministri n. 10 del 4 agosto 2006 ha completato l’esame di un disegno di legge presentato alla precedente riunione dal Ministro della giustizia, Clemente Mastella, in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali e di pubblicità degli atti di indagine. Obiettivo del provvedimento approvato è quello di contemperare le necessità investigative, le esigenze di informazione relative a vicende giudiziarie di pubblico interesse e il diritto dei cittadini alla tutela della propria riservatezza, soprattutto quando estranei al procedimento. Il diritto al rispetto della vita privata e familiare e la libertà di ricevere o comunicare informazioni costituiscono infatti valori tutelati, oltre che dalla Costituzione (articoli 13 e 15), anche dagli articoli 8 e 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950. Sotto il profilo delle necessità investigative, lo strumento della captazione di conversazioni e comunicazioni, anche telematiche, costituisce un cardine importante. La maggior parte delle intercettazioni (telefoniche, ambientali e di altro genere) viene disposta nell’ambito di indagini di competenza delle Direzioni distrettuali antimafia; tale strumento è infatti indispensabile ai fini di accertare e reprimere i reati di maggior gravità, quali quelli concernenti le organizzazioni mafiose o il terrorismo. Peraltro, il ricorso a tale mezzo di ricerca della prova risulta più limitato negli altri Paesi a democrazia avanzata, ma questi non conoscono i fenomeni di diffusa pervasività e gravissima pericolosità delle organizzazioni di stampo mafioso che affliggono invece vaste zone dell´Italia. Il Governo ha ritenuto pertanto opportuno, sotto questo versante, limitare l’intervento normativo ad alcune modifiche volte a rendere più pregnante l´obbligo di motivazione del decreto di autorizzazione e di proroga delle intercettazioni e, in secondo luogo, disciplinare più dettagliatamente la loro durata e le modalità di esecuzione; particolare rilevanza ha sotto tale aspetto la tendenziale limitazione a tre mesi delle proroghe delle intercettazioni, superabili soltanto in presenza di precisi requisiti. Connessa a tale modifica è l’istituzione del funzionario responsabile delle intercettazioni, nominato dal Procuratore della Repubblica; tale funzionario deve periodicamente comunicare al capo dell´ufficio l’elenco delle intercettazioni che superano la durata di tre mesi, così da consentire allo stesso di essere costantemente al corrente della mole di intercettazioni in corso presso la struttura da lui diretta e di esercitare i compiti di vigilanza connessi alla sua funzione. Sotto il profilo della tutela della riservatezza, garantita dalla Costituzione, il disegno di legge interviene su due fronti; viene previsto che le operazioni di intercettazione avvengano presso Centri di intercettazione istituiti su base distrettuale, laddove le operazioni di ascolto avverranno presso le competenti Procure della Repubblica, ovvero, previa autorizzazione del pubblico ministero procedente, presso i servizi di polizia giudiziaria delegati per le indagini. Tale modifica, che interviene sull’articolo 268, comma 3, del codice di procedura penale, consente inoltre un notevole risparmio di spesa. Sotto il medesimo profilo si è altresì ritenuto di diversamente regolamentare il regime dell’acquisizione al procedimento delle conversazioni intercettate, in modo tale che quelle non utili alle indagini rimangano coperte da segreto e non abbiano mai ingresso fra gli atti conoscibili. Detta tutela viene in particolare assicurata attraverso la progressiva “scrematura” (ad opera prima del pubblico ministero e poi del Gip) delle conversazioni ritenute irrilevanti, che sono custodite in apposito registro riservato e secretate. In tema di pubblicità degli atti di indagine, e delle intercettazioni telefoniche in particolare, si è operato in modo da garantire il diritto dei cittadini ad essere informati e della libera stampa a informare, senza che ciò si traduca in un pregiudizio per le indagini, ovvero in una indebita propalazione di notizie riservate, soprattutto se relative a terzi estranei al procedimento penale. In tali sensi, sono disciplinate autonome fattispecie criminose per l’illecita divulgazione di notizie relative ad atti del procedimento penale coperti da segreto e l´accesso illecito ai medesimi atti; viene, infine, prevista una specifica sanzione amministrativa per la pubblicazione di dati in violazione del codice della privacy e di quelli deontologici, la cui applicazione è rimessa al Garante per la protezione dei dati personali. .  
   
 

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