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Notiziario Marketpress di Lunedì 11 Settembre 2006
 
   
  IL FORTE RALLENTAMENTO DELLO SVILUPPO ECONOMICO MONDIALE FRENA LA DOMANDA DELL’ACCIAIO LA FEBBRE AL RIALZO DEI PREZZI DELL’ACCIAIO SI PLACHERÀ A PARTIRE DAL SECONDO SEMESTRE DEL PROSSIMO ANNO

 
   
   Milano, 11 settembre 2006 - Euler Hermes Siac, la prima compagnia d´assicurazione crediti commerciali in Italia, ha presentato l’8 settembre, nel corso della manifestazione “Made in Steel Anteprima”, uno studio sull’andamento e le prospettive relative al mercato siderurgico italiano e internazionale, realizzato dal team di economisti del Gruppo Euler Hermes, (Allianz Group), guidati da Philippe Brossard. Secondo l’analisi macroeconomica contenuta nello studio, nel primo semestre 2006 il quadro economico globale ha registrato un’evoluzione nel complesso favorevole allo sviluppo dell’attività economica. In questo intervallo di tempo, si è registrata la ripresa in Paesi rimasti fino a ieri ai margini del ciclo economico positivo, come il Giappone e l’area dell’Euro, anche se le previsioni avvertono che il clima positivo stenterà a consolidarsi. Philippe Brossard ha, infatti, spiegato che: “Un progressivo rallentamento della fase di crescita è destinato a perdurare fino a tutto il 2007, quando la decelerazione del tasso di crescita mondiale segnerà un significativo +3%”. Un cambio di passo evidente rispetto al +3,7% del 2006, dovuto al fatto che l’economia globale inizierà a fare i conti con gli effetti dell’aumento delle materie prime e del più elevato livello dei tassi d’interesse. “Dopo aver guidato la ripresa nel 2002, - prosegue Brossard - gli Stati Uniti saranno ora il paese più esposto agli effetti dell’atterraggio del sistema economico mondiale. Infatti, il tasso di sviluppo degli States, pari al 3,3% nel 2006, si fermerà l’anno successivo al 2,3%. Le conseguenze della secca frenata degli Stati Uniti si faranno così sentire anche nel resto del mondo. Un pedaggio salato lo pagherà di certo Eurolandia, passando dal 2,4% previsto per la fine del 2006, all’1,7% del 2007. Ad agire da freno sullo sviluppo dell’area sarà l’adozione di politiche di bilancio più restrittive in Italia e soprattutto in Germania (che deve ricondurre il deficit da valori superiori a 3% a meno del 2% del Pil), dove all’inizio del 2007 l’Iva sarà aumentata del 3%. Provvedimento che da solo costerà circa mezzo punto di crescita nel 2007, e 1-2 decimi di Pil nei Paesi vicini, frenando così l’import tedesco. Semaforo rosso anche per il Giappone dove le previsioni indicano un +2,4% a fine 2006 e un modesto +1,7% per il 2007”. “Pur accorciando il passo – osserva Brossard - solo l’Asia (escluso il Giappone) sembra riuscire a mantenere un ritmo di crescita sostenuto (8,2% nel 2006; 7,3% nel 2007) anche se tale crescita si fonda in gran parte sulle esportazioni negli Stati Uniti, destinata quindi ad attenuarsi in concomitanza con la riduzione delle spese operata in tale Paese, mentre le regioni del Centro ed Est Europa registreranno una crescita del 5,3% nell’anno in corso e del 5,0% a fine 2007”. .  
   
 

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