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Notiziario Marketpress di Lunedì 11 Settembre 2006
 
   
  PRESENTATI I DATI DEL PRIMO SEMESTRE 2006 DELL´ARTIGIANATO TOSCANO: ANCORA UN SEMESTRE DIFFICILE

 
   
  Firenze, 11 settembre 2006 - Nel primo semestre 2006 non cambia il quadro dell´artigianato toscano e si stabilizza nel suo trend che rimane negativo. Tuttavia aumentano le aspettative positive per la seconda parte dell´anno, evidenziando una ripresa di fiducia anche da parte del comparto moda. E´ questo il quadro che emerge dall´Osservatorio regionale dell´Artigianato - realizzato da Unioncamere Toscana con la Regione Toscana, le federazioni regionali di Cna e Confartigianato Imprese, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e con il supporto tecnico di Irpet - relativo al periodo gennaio-giugno 2006. I dati sull´andamento del fatturato per il primo semestre 2006, rispetto allo stesso periodo del 2005, confermano la fase critica attraversata dall´artigianato toscano (-3,1%). Rispetto ai "primi semestri" precedenti, però, tutti i macro settori tendono a ridurre la propria velocità di caduta portando la perdita di fatturato complessiva al miglior risultato dal I semestre 2002, ed in netta ripresa rispetto ai primi semestri del 2005 (-7,8%) e del 2003 (-8,4%). In questo contesto, da segnalare il peggioramento del comparto edile artigiano (fatturato -4,9%; occupazione -1,5% rispetto a fine 2005) che scende al di sotto dei servizi (rispettivamente -3,5% e +0,8%) ma soprattutto del manifatturiero (-2,4%; -0,4%). Risale, seppur di poco, la quota di artigiani che riescono ad aumentare il fatturato, passando a 10,8% contro l´8,7% del I semestre 2005, il minimo degli ultimi cinque anni. A determinare la situazione contribuiscono il manifatturiero (passato dal 10,4% al 15,0%) ed i servizi (dal 6,8% al 9,4%), mentre flette la quota di imprese edili con fatturato in aumento (dall´8,5% a 7,7%). Tra i settori più colpiti troviamo ancora quelli della moda (-5,4% la variazione del fatturato), con vistose perdite soprattutto nel tessile (-8,9%), abbigliamento (-5,1%), maglieria (-4,5%), pelletteria (-2,5%) e nell´orafo (-10,1%); in controtendenza il settore della concia che recupera (+4,0%). Tengono, invece, il complesso della metalmeccanica (-0,2%), grazie al +1,2% della cantieristica ed al contenimento di meccanica (-0,2%) e lavorazione dei metalli (-0,4%), e le altre manifatture (-0,5%), complici l´alimentare (-0,2%) e la crescita delle manifatture "varie" (+4,7%), nonostante il calo del settore del legno-mobili (-3,6%). Perdite marcate nel comparto dei servizi (-3,5%) con un -1,8% dei trasporti e un -4,2% dei servizi alla persona. Non ci sono situazioni particolarmente differenziate tra le performance dei conto-terzisti (-3,4%) e quelle di coloro lavorano per conto proprio (-2,8%). Nella crescita del fatturato gioca un ruolo determinante la dimensione aziendale e a soffrire sono le strutture con meno di 10 addetti, mentre quelle maggiormente strutturate si sono mostrate in grado di agganciare la fase congiunturale favorevole che ha caratterizzato il sistema economico regionale a inizio 2006 (+1,9%). A livello provinciale, sono forti le flessioni a Prato (-6,5%), Massa-carrara (-5,6%), Arezzo (-4,8%) e Livorno (-4,5%); arretrano anche Grosseto (-3,9%), Lucca (-3,8%) e Siena (-2,2%). Relativamente migliori le variazioni di Firenze (-1,8%), Pistoia (-1,0%) e Pisa (-0,7%). Prosegue la fase critica dei distretti manifatturieri toscani e colpisce tutti con punte più negative nell´orafo aretino (-11,1%) mentre salgono il conciario di S. Croce (+3,8%) e la pelletteria del Valdarno (+0,4%). Migliora l´andamento degli addetti, rispetto allo stesso semestre del 2005 (-1,3%), ma marca ancora un segno del meno (-0,5%, pari a quasi 1. 700 addetti in meno). A livello settoriale flette molto l´edilizia (-1,5%), ristagna il manifatturiero (-0,4%) mentre continuano nella loro timida crescita i servizi (+0,8% nel I 2006 rispetto al +1,0% del I 2005). La perdita occupazionale continua a riguardare soprattutto i dipendenti a tempo pieno (-1,2% nel I semestre 2006), mentre aumentano, anche se di poco, quelli a tempo parziale (+2,7%). Diminuiscono comunque anche gli indipendenti (-0,2%). L´occupazione artigiana scende a Livorno (-4,1%), Lucca (-3,1%), e Massa-carrara (-1,8%), cresce a Pisa, Arezzo e Grosseto (+1,4%, +0,8% e +0,6% rispettivamente) e rimane sostanzialmente stabile nelle altre province. Per i distretti manifatturieri la situazione risulta lievemente migliore (-0,1%), rispetto a quella complessiva regionale (-0,5%), con una diminuzione che si concentra nei settori di specializzazione (-2,0%). Si riduce la crescita numerica delle imprese artigiane toscane (+0,4%, pari a 487 imprese aggiuntive nel periodo aprile 2005 - marzo 2006) a causa di un forte incremento della mortalità (passata dall´8,2% del I trimestre 2005 al 9,3% del I trimestre 2006) rispetto ad una sostanziale stabilità del tasso di natalità (8,2%). A livello settoriale se si eccettua la crescita del sistema edile (+4,8% la variazione delle registrate, pari a 2. 075 imprese in più negli ultimi 12 mesi) il contribuito alla crescita del numero delle imprese toscane artigiane registrate da parte degli altri settori è stato negativo -942 imprese nel manifatturiero (-2,4%) e -741 imprese nei servizi (-2,4%). Rimane stabile la quota di imprese che hanno aumentato la spesa per investimenti (passata dal 14,8% del I semestre 2005 al 14,7% del I semestre 2006), anche se a livello settoriale incoraggiante è l´incremento di questa quota nel manifatturiero (passato dal 13,8% al 15,1%) in virtù soprattutto di un ampliamento della parte di imprenditori che hanno realizzato un incremento del proprio fatturato (dal 10,4% al 15,0%). Tuttavia, si manifestano sempre più chiaramente comportamenti differenziati fra aziende più piccole e imprese più strutturate: la quota di imprese con investimenti in aumento è rispettivamente il 13,0% e il 29,3%. Le aspettative sul secondo semestre 2006 evidenziano una ripresa del clima di fiducia con un ritorno in positivo, anche da parte del comparto moda (+2,3% il fatturato), che non si verificava dal Ii semestre 2001. In positiva evoluzione le previsioni sull´occupazione; torna a crescere la quota di imprese che prevedono di aumentare la spesa per investimenti rispetto al semestre precedente: dal 9,0% del Ii semestre 2005 al 10,9% del Ii semestre 2006. Colpisce in particolare la crescita della quota di imprese nel settore della moda passata nel giro di un anno dal 4,6% al 9,3%. . .  
   
 

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