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Notiziario Marketpress di Lunedì 11 Settembre 2006
 
   
  LA MOSTRA “I PRINCIPI E LE ARTI. DIPINTI E SCULTURE DELLA COLLEZIONE LICHTENSTEIN” DAL 28 SETTEMBRE AL 17 DICEMBRE AL MUSEO POLDI PEZZOLI DI MILANO

 
   
  Milano, 11 settembre 2006 - Quattro secoli di storia del collezionismo saranno celebrati al Museo Poldi Pezzoli con la mostra “I Principi e le Arti. Dipinti e sculture della collezione Liechtenstein”. L’esposizione, che sarà inaugurata alla presenza del Principe del Liechtenstein, Hans-adam Ii, sarà aperta al pubblico da giovedì 27 settembre fino a domenica 17 dicembre 2006. La mostra si inserisce all’interno di un nuovo progetto di studio e di ricerca, dal titolo “Collezioni e collezionismo al Museo Poldi Pezzoli” che si propone di valorizzare e rafforzare l’identità della casa-museo milanese. Esposizioni, studi, pubblicazioni e convegni permetteranno di approfondire e di portare alla conoscenza del pubblico nuovi elementi legati al collezionismo privato, con particolare attenzione a quello milanese e lombardo del Xix e del Xx secolo. Il progetto di studio del Museo Poldi Pezzoli inaugura con una prestigiosa mostra che presenta al pubblico italiano una selezione delle opere più significative della collezione Liechtenstein. Tema centrale della mostra è la passione per il collezionismo che, così come ha caratterizzato la vita di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, si ritrova altrettanto viva nell’antica famiglia di origine asburgica che oggi possiede una fra le più ricche raccolte private al mondo per varietà e qualità artistica. Il ruolo politico e la posizione di grande potere rivestiti da tutti gli esponenti della famiglia Liechtenstein hanno consentito loro di accumulare nel corso dei secoli un’enorme ricchezza e di sviluppare un forte amore per l’arte. È il principe Karl I che nel Xvii secolo inizia la raccolta di un grande numero di capolavori, dando vita a una tradizione collezionistica che si tramanda e si consolida fino ai giorni nostri. I capolavori esposti nella mostra, tutti pezzi di grandissima qualità e valore artistico, sono stati selezionati privilegiando in particolare due filoni: i dipinti, soprattutto ritratti, e i bronzetti. Tra i dipinti, la mostra può vantare opere dal Rinascimento all’Ottocento, sia appartenenti da tempo alla dinastia, sia di recente acquisizione, in un equilibrato rapporto tra arte nordica e tradizione classica italiana. I visitatori potranno ammirare il Ritratto di Anna Maria de Tassis, uno dei più famosi capolavori di Anthony van Dyck, Il consiglio alla vendetta, opera di Francesco Hayez presente per la prima volta in Italia, e l’olio su tavola Sprofondata nei sogni del celebre Friedrich von Amerling. In arrivo da Vienna anche il bozzetto d’ispirazione classico-mitologica di Marte e Rea Silvia di Rubens, schizzo ad olio preparatorio del dipinto finale, nonché forma espressiva in cui il pittore mostra eccezionali abilità. I preziosi bronzetti delle collezioni principesche sono rappresentati nell’esposizione milanese da capolavori di tradizione rinascimentale, classica e manierista. Tra questi, il Marsia, l’unica opera scultorea che è stata attribuita ad Andrea Mantenga e che l’artista avrebbe realizzato durante il suo soggiorno alla corte dei Gonzaga, e Nesso rapisce Deianira del Giambologna. La mostra è anche l’occasione per ammirare opere che per oltre sessant’anni non sono state visibili al pubblico. Nel 1938, infatti, a causa dei conflitti della seconda guerra mondiale, le collezioni principesche, che dal 1700 erano esposte nel sontuoso palazzo della Bankgasse di Vienna, sono state trasferite a Vaduz e mai più esibite, se non in una sola occasione, nel 1985, per una mostra al Metropolitan Museum di New York. Alla fine degli anni Settanta Hans-adam Ii metteva in atto una politica progressista volta a nuove acquisizioni, ampliava la raccolta di famiglia, integrava le perdite subite durante il conflitto mondiale e nel 2004 riportava nuovamente a Vienna le collezioni, oggi esposte in modo permanente al Liechtenstein Museum. . .  
   
 

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