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Notiziario Marketpress di Martedì 12 Settembre 2006
 
   
  FORUM SPUMANTI – ZAIA: OCM NON DEVE PENALIZZARE VITICULTURA VENETA CHE NON CHIEDE ASSISTENZA

 
   
  “Le nuove regole europee sul vino non devono penalizzare un’agricoltura produttiva come quella veneta, che non conosce problemi di distillazione, non chiede assistenza ed è qualcosa di profondamente imprenditoriale”. E’ l’appello lanciato a Valdobbiadene (Treviso), il 9 settembre 2006 dal vicepresidente della Giunta regionale Luca Zaia al Forum Nazionale degli Spumanti d’Italia, apertosi oggi a Valdobbiadene. “A livello europeo – ha ricordato Zaia – si parla di 400 mila ettari di vigneto da estirpare, qualcosa che va contro il nostro modello di viticoltura che dimostra di stare ottimamente su un mercato sempre più competitivo”. Rivolgendosi al sottosegretario all’agricoltura Guido Tampieri, Zaia ha poi chiesto che il Governo dia una mano al Veneto sul problema della denominazione del prosecco D. O. C. : “E’ un prodotto che ha conquistato il mondo, con circa 50 milioni di bottiglie l’anno, e oggi che ha successo constatiamo che il nome prosecco si può utilizzare ovunque e anzi come tale spesso vengono spacciati prodotti per nulla nobili”. “Noi siamo gente seria – ha ribadito il vicepresidente della Giunta regionale del Veneto – e chiediamo anche che in questa fase di vendemmia le operazioni non vengano turbate da eccessi di controlli di tipo poliziesco sapendo che nella zona del prosecco viene utilizzata tutta manodopera locale perché solo questa conosce le sue uve e il giusto grado di maturazione”. Un altro problema per i viticoltori è quello della burocrazia: “E’ stata la prima questione che ho affrontato arrivato in Regione – ha detto Zaia – dando vita ad una task force che trovi risposte a procedure e incombenze che complicano l’esistenza degli imprenditori agricoli. Siamo intervenuti subito sulla questione del carburante agevolato e il risultato è che, nonostante il maggior consumo dovuto alla siccità e altre avversità, abbiamo fatto risparmiare 10 milioni di euro in accise, che purtroppo resteranno a Roma perché sono soldi statali”. .  
   
 

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