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Notiziario Marketpress di Lunedì 11 Settembre 2006
 
   
  FONTEVIVO (PR) : L’AFFRESCO DEL SEICENTO RITROVATO NEL COMPLESSO FRANCESCANO RITORNA ALLA LUCE

 
   
   Fontevivo (Parma) 11 settembre 2006 - – E’ riemersa dal muro della controfacciata sotto alla trifora e all’oculo della Chiesa dei Frati Cappuccini di Fontevivo una straordinaria “Madonna con Bambino” in affresco, altrimenti detta “Vergine Incoronata con Angeli” che a pieno titolo diventa oggi perno religioso del complesso francescano, già punto di riferimento spirituale e religioso della Famiglia Farnese dal 1605. L’affresco seicentesco – restaurato in questi mesi dall’amministrazione comunale di Fontevivo in stretta collaborazione con Provincia di Parma e la Soprintendenza ai Beni Storico Artistici di Parma con la neo-soprintendente accompagnata dalla funzionaria Mariangela Giusto – è stato ufficialmente presentato alla cittadinanza e alla provincia nel giorno dedicato al Santo Patrono Bernardo, domenica 20 agosto nella Chiesa dei Frati Cappuccini di Fontevivo. Al complesso francescano – prospiciente all’Abbazia Cistercense - era stato dedicato un anno fa il volume “Il Convento Cappuccino di San Francesco a Fontevivo” realizzato nel quarto centenario della sua fondazione. Sotto un manto molto consistente di polvere, il tempo celava da secoli la “Vergine col Bambino incoronata dagli Angeli e Santa in adorazione” che grazie alla sapiente mano della restauratrice Anna Maria Morestori (esperta che opera anche nella Cattedrale di Parma e ha coordinato in team anche il recupero degli affreschi nella Rocca di Sala Baganza, oltre ai restauri di affreschi e chiostro della Badia di Torrechiara) sotto l’occhio attento della Soprintendenza, ha ridato vita a sagome, cromie, contorni, volumi riportando in luce un’opera sulla cui attribuzione s’è aperto un interessante dibattito storico-artistico. I lavori di pulitura e recupero dell’affresco su ponteggio, a circa quattro metri dal suolo, sono durati un mese. Chi ha dipinto l’affresco ritrovato? Un mistero avvolge ora la Chiesa dei Cappuccini di Fontevivo: chi ha dipinto l’affresco? Chi è la Santa che adora il sacro Bambino? È Santa Margherita scelta iconografica che si collega direttamente alla storia fontevivese, perchè il duca Ranuccio Farnese, fondatore del Convento dei Cappuccini, sposò la nobildonna Margherita Aldovrandini? O si tratta come sostengono alcuni critici che hanno visto in anteprima l’affresco di Santa Marta? Quali sono gli attributi iconografici inattesi che spiccano e che potrebbero sciogliere i nodi delle interpretazioni? Chi è l’autore di quell’ovale dolcissimo della Vergine dal seno fiorito? Il pittore conosceva il Coreggio e il Parmigianino? La religiosità della famiglia Sanvitale, nobile dinastia residente a pochi ettari dai possedimenti della famiglia Farnese, può riguardare in qualche modo l’iconografia dell’affresco? In che modo le colte committenze chiamavano a corte i pittori? Lo riveleranno critici d’arte, esperti, funzionari della soprintendenza e storici proprio domenica 20 agosto durante la presentazione dell’affresco. Il Comune: scelta culturale che si traduce in scelta politica «La scelta culturale di finanziare il restauro dell’affresco da parte dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Fontevivo diventa così una precisa valutazione e azione politica volta a fare riaffiorare, tutelare, ripercorrere l’identità storica, devozionale e culturale del nostro territorio» ha sottolineato l’assessore alla Cultura Franco Ballarini. «L’intervento di restauro è stato articolato per restituire al suo antico splendore un gioiello segreto della chiesa francescana – ha detto Ballarini che ha creduto e voluto procedere nelle operazioni - Nel corso dei lavori, grazie all’opera di ripulitura dell’affresco che ora impreziosisce il complesso, la restauratrice è intervenuta con maestria e costante rapporto con la Soprintendenza e l’amministrazione comunale. Morestori ha lavorato a più riprese sul recupero pittorico». La restauratrice Anna Maria Morestori illustra le tecniche usate È la restauratrice che ha firmato il recupero, Anna Maria Morestori, a illustrare come si è proceduto: «La pulitura dell’affresco è stata tutta effettuata a più riprese con acqua distillata per rimuovere le polveri – ha spiegato Morestori -, In alcune parti ho usato solventi per rimuovere i cospicui depositi di sporco soprattutto sugli incarnati. La cornice dell’opera è stata descialbata. Ho eseguito in seguito un attento lavoro di fissaggio della pellicola pittorica in alcune parti dell’affresco. Ciò che emoziona sempre è il fatto che un dipinto che non si vede, poi torna alla luce e riacquista vita grazie allo sguardo del pubblico che lo ammira. Nella parte bassa dell’affresco c’erano porzioni abrase, illeggibili di fatto. Con una tecnica dove si abbassano le lacune per fare riemerge l’originale che si ricompone, ho ridato forma alla parte finale dell’opera d’arte senza fare aggiunte ma con una integrazione e ricomposizione visiva spontanea». La storia di Fontevivo tra due chiese: l´Abbazia Cistercense e la Chiesa dei Frati Cappuccini La storia di Fontevivo è legata all´Abbazia Cistercense fondata nel 1142 da dodici monaci su un terreno donato dal vescovo di Parma Lanfranco e da Delfino Pallavicinis, membro della prestigiosa famiglia ubertenga. Solo successivamente dal 1600 al 1800 furono i Padri Cappuccini, frati francescani, a reggere il “governo” spirituale della zona. In particolare quattro artisti – di fama nazionale – abbellirono le pareti della chiesa dei cappuccini di Fontevivo, dipingendo affreschi, pale d’altare e tele a soggetto sacro e devozionale: si tratta di Frate Semplice da Verona, Bartolomeo Schedoni, il Malosso e l’Amidano. Il duca di Parma Ranuccio I Farnese volle i Frati Cappuccini a Fontevivo «Fu il duca di Parma, Ranuccio I Farnese, a scegliere il luogo di Fontevivo come sede di una nuova comunità di frati cappuccini ai quali era particolarmente devoto. – ha spiegato l’assessore Ballarini - L’eccezionalità della struttura architettonica e soprattutto dell’insieme decorativo del convento di Fontevivo rispetto a molti altri del medesimo Ordine, assai più semplici e austeri, si dovette infatti alla volontà di magnificenza del committente, che vi impiegò i suoi più fidati artisti di corte, tra cui Bartolomeo Schedoni e fra’ Semplice da Verona per le pale d’altare. Giovanni Battista Trotti, detto il Malosso, fu incaricato per gli arredi mobili». «La dispersione delle opere d’arte seguita alla soppressione napoleonica nel 1805 del convento - di cui si pubblica per la prima volta l’inventario completo redatto in quella occasione - ha ormai privato l’edificio di questo straordinario patrimonio: la lunga e minuziosa ricerca d’archivio che ha condotto a questo volume ha inteso risalire all’attuale collocazione delle opere e ricostruire così virtualmente il complesso, per offrire poi un’interpretazione globale delle scelte iconografiche compiute dagli artisti e dal duca Farnese, volte a realizzare a Fontevivo una sorta di santuario, arricchito dell’indulgenza papale, che riproducesse in miniatura, a beneficio della corte farnesiana e dei sudditi del ducato, i due pellegrinaggi cristiani per eccellenza, a Roma e a Gerusalemme». La presentazione dell’affresco: autorità presenti Sono stati invitati a partecipare all’evento tutti i frati superiori dei conventi Cappuccini della zona, i delegati dei provinciali e i parroci vicari della provincia cappuccina dell’Emilia Romagna, comprese la zona ligure e quella piacentina. Interverrà la Soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Parma e Piacenza, l’ispettrice della Soprintendenza Mariangela Giusto, il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli, il direttore dell’Archivio di Stato di Parma Marzio Dall’acqua, il sindaco di Fontevivo Massimiliano Grassi con l’assessore alla Cultura Franco Ballarini, oltre a numerose autorità provinciali e regionali. Al termine della presentazione dell’affresco l’Amministrazione Comunale di Fontevivo offrirà ai presenti un rinfresco. .  
   
 

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