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Notiziario Marketpress di Giovedì 21 Settembre 2006
 
   
  DAVIDE SCABIN ANCORA A NEW YORK PER STARCHEFS INTERNATIONAL CONGRESS UNICO CHEF ITALIANO ALL’APPUNTAMENTO CONSIDERATO DAI GOURMET DI TUTTO IL MONDO IL PIU’ ATTESO EVENTO PROFESSIONISTICO CULINARIO DELL’ANNO NEGLI USA

 
   
  Torino, I gourmet della Grande Mela hanno accolto calorosamente Davide Scabin, il patron del ristorante Combal. Zero, sito all’interno del Castello di Rivoli presso Torino, a pochi mesi dalla sua acclamata partecipazione all’evento benefico al Rockefeller Center, “Citymeals-on-wheels”, nel giugno scorso. Il simposio newyorkese - 19-20 settembre – è stato descritto come l’appuntamento con i maestri dell’alta cucina più influenti e innovativi al mondo; due giorni fitti di confronti, simposi e dimostrazioni di tecniche ed esperienze culinarie uniche. Davide Scabin, unico chef italiano invitato a tenere una presentazione, ha rappresentato quindi l’Italia in quello che viene considerato uno dei più importanti eventi mondiali del settore, con un intervento sul tema “Il gusto della forma”, che si è tenuto presso la sede del Congresso in Covenant House, il 20 settembre. L’intervento di Davide Scabin è partito da “Il gusto della forma”, per passare al tema della serialità in cucina e alle innovative potenzialità perseguibili attraverso l’applicazione del concetto di design al mondo del food. - Quando parlo di Food Design – dice Davide Scabin - mi riferisco a tutto ciò che è design applicato al food, con l’accortezza, tuttavia, che in quest’ambito non si può prescindere da alcuni elementi che derivano dal fatto che parliamo di cibo e conseguentemente di gusto. Con il food design, infatti, si agisce su due canali non separabili: da un lato il canale che si occupa della progettazione di un gusto, dall’altro il canale che attiene a tutto ciò che ruota intorno al gusto, e quindi la fisiologia, l’ergonomia, il luogo e il modo con cui si assume il cibo. “ Il gusto della forma - afferma ancora Davide Scabin - identifica lo strumento di ricerca che utilizzo nel mio processo creativo e si occupa di tutto ciò che attiene la non conoscenza della nostra capacità di percepire e assumere il piacere che è all’interno di noi. Il punto di partenza della mia ricerca è l’analisi delle componenti di fisiologia, ergonomia e architettura che compongono il gusto, baipassando - se necessario - la forma, che suggerisce alcune scelte, anticipando il sapore dei piatti che spesso si riferisce a modelli precostituiti. ” In particolare, l’intervento di Davide Scabin si è concluso con la presentazione di un progetto relativo alla percezione del gusto del sale: una tipologia del tutto innovativa di sale in forma liquida che, a percentuali di concentrazione diverse, può essere sparso sulla pietanza in modo uniforme attraverso un particolare dispenser. Tale progetto dimostra quanto un intervento di design applicato al food possa dare innovazione anche alla materia più tradizionale - il sale appunto - rivelandone nuove forme d’uso. .  
   
 

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