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Notiziario Marketpress di Giovedì 21 Settembre 2006
 
   
  BANCHE, ABI: IN CINA 1,4 MILIARDI DI EURO GIÀ UTILIZZATI DALLE IMPRESE ITALIANE

 
   
  Roma, 21 settembre 2006 - In Cina cresce la presenza delle banche italiane e aumentano i finanziamenti utilizzati dagli imprenditori italiani per incrementare le esportazioni, avviare nuove attività e collaborazioni con gli operatori locali. Oggi, i gruppi bancari italiani presenti direttamente nel Paese sono quindici con dieci succursali, ventiquattro uffici di rappresentanza e numerosi accordi di collaborazione (nel 2004 i gruppi erano undici, con nove succursali e tredici uffici di rappresentanza). Sul fronte dei finanziamenti, sono oltre 1,4 i miliardi di euro già impiegati tra quelli messi a disposizione dal settore bancario italiano per le imprese che scelgono di operare nell’immenso mercato del “Sol Levante” (1,3 miliardi di euro nel 2004). Complessivamente, le banche italiane hanno già stanziato linee di credito per circa 4,5 miliardi di euro. Si tratta di un plafond in linea con quello stimato in occasione della precedente missione economica in Cina nel dicembre 2004, del quale, dunque, possono ancora essere utilizzati circa 3 miliardi di euro, pari al 68% del totale. Le banche sono pronte ad aumentare il plafond in caso di nuove esigenze delle imprese. Lo ha annunciato il Presidente dell’Associazione bancaria italiana Corrado Faissola, in Cina per partecipare agli incontri istituzionali e di business previsti durante la missione organizzata da Abi, Confindustria ed Ice al seguito del Presidente del consiglio Romano Prodi e del Ministro per il commercio internazionale Emma Bonino. L’economia cinese sta crescendo ad un ritmo serrato e negli ultimi dieci anni ha più che triplicato il prodotto interno lordo e il reddito pro-capite, riuscendo contemporaneamente a ridurre in modo drastico l’inflazione. “Le prospettive di sviluppo cinesi – ha detto il Presidente dell’Abi Corrado Faissola - sono grandi, ma già oggi questo mercato è strategico e cruciale per il commercio e l’economia italiana ed internazionale. Proprio per questo – ha aggiunto Faissola - l’internazionalizzazione dell’economia italiana passa necessariamente dalla Cina. Dove banche e imprese sono pronte a rafforzare la collaborazione con gli imprenditori locali che vogliono operare sul mercato italiano e a cogliere le molte opportunità di investimenti, anche in vista degli imminenti appuntamenti con le Olimpiadi del 2008 e l’Expo Shangai 2010. ” A conferma del forte legame esistente tra Italia e Cina, basti pensare che nel 2005 gli investimenti diretti esteri italiani in Cina sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, passando da 143 a 312 milioni di dollari, me ntre gli investimenti cinesi in Italia sono cresciuti del 133%, raggiungendo i 34 milioni di dollari. Una crescita che rafforza una tendenza già in atto, infatti tra il 1997 e il 2005 il flusso di investimenti diretti esteri cinesi in Italia è aumentato costantemente, passando da 3,4 a 34 milioni di dollari. Nel mercato cinese il Sistema-italia è già presente con numerosi gruppi imprenditoriali. Soprattutto nelle province dello Jiangsu (la cui capitale è Nanchino) e del Guangdong (la cui capitale è Guangzhou), dove ci sono le condizioni per costruire veri e propri distretti imprenditoriali sfruttando la complementarità del tessuto produttivo italiano e cinese, entrambi formati prevalentemente da piccole e piccolissime imprese. In futuro, tuttavia, grazie anche alle nuove prospettive aperte dal processo di liberalizzazioni e privatizzazioni intrapreso dal Governo cinese, la presenza italiana potrà consolidarsi ulteriormente. Perciò, ha sottolineato Faissola, “è importante che la Cina prosegua sulla strada delle riforme, allineandosi pienamente con gli standard internazionali. Per quanto riguarda il nostro settore, le banche italiane guardano con grande e crescente interesse ed attenzione al mercato cinese e in futuro sono pronte ad esserci ancora di più, come testimonia l’ampia partecipazione del settore alla missione”. L’industria bancaria, infatti, partecipa alla missione in Cina con una delegazione di quindici gruppi bancari, la più ampia che abbia mai preso parte a una missione all’estero: Bnl, Unicredit, San Paolo Imi, Bpu, Sella Holding s. P. A. , Monte dei Paschi di Siena, Capitalia, Banco Popolare di Verona e Novara, Banca Intesa, Banca Popolare di Vicenza, Banca Lombarda e Piemontese, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, Veneto Banca e Iccrea (nel 2004 le banche della delegazione erano undici). Massiccio anche il numero delle banche che partecipano agli incontri di business con desk operativi (in tutto i desk sono 19). “Per il settore bancario italiano – ha concluso il Presidente dell’Abi - essere al fianco delle imprese anche sul fronte dell’internazionalizzazione è un interesse prioritario. Dopo le recenti missioni all’estero che hanno visto le banche impegnarsi insieme a istituzioni ed imprese, tornare in Cina con Confindustria ed Ice dopo appena due anni dalla prima missione è l’ulteriore conferma di come l’industria bancaria rafforzi questo impegno, anche nel segno della continuità. ” I risultati delle recenti missioni economiche confermano l’efficacia dell’impegno congiunto di istituzioni, banche e imprese. Tra il 2004 ed il 2005, le esportazioni italiane nei Paesi visitati sono cresciute in modo significativo: +4,7% in Cina (+34% nella sola provincia di Jiangsu dove si è svolto il Business Forum Italia-cina nel dicembre del 2004), +9,6% in Turchia, +15% in Bulgaria e +26% in India. .  
   
 

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