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Notiziario Marketpress di Martedì 07 Aprile 2009
 
   
  IL PARLAMENTO EUROPEO CONDANNA TUTTI I TOTALITARISMI

 
   
  Bruxelles, 7 aprile 2009 - Nel condannare i crimini commessi da tutti regimi totalitari, il Parlamento sottolinea il successo dell´integrazione europea e l´esigenza di evidenziarne le conquiste, anche con una visione comune della Storia. Chiedendo di mantenere vive le memorie del passato, senza però imporre un´interpretazione politica dei fatti, sollecita l´apertura completa degli archivi segreti, specie in Russia. Auspica poi la proclamazione di una "Giornata europea del ricordo" delle vittime del totalitarismo. Adottando con 553 voti favorevoli, 44 contrari e 33 astensioni una risoluzione sostenuta da Ppe/de, Alde, Uen e Vedi /Ale, il Parlamento esprime anzitutto il proprio «rispetto per tutte le vittime dei regimi totalitari e antidemocratici dell´Europa e rende omaggio a coloro i quali hanno combattuto contro la tirannia e l´oppressione». Inoltre, riconfermando «la sua posizione unanime contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia», «condanna fermamente e inequivocabilmente tutti i crimini contro l’umanità e le massicce violazioni dei diritti umani commesse da tutti i regimi totalitari e autoritari». Rilevando «l´unicità dell´Olocausto», osserva infatti che, in Europa, nel corso del Xx secolo, «milioni di persone sono state deportate, incarcerate, torturate e assassinate da regimi totalitari e autoritari». Rileva poi che l´Unione europea «ha una responsabilità particolare nel promuovere e salvaguardare la democrazia e il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, sia all´interno che all´esterno del suo territorio». In proposito, il Parlamento osserva che, fin dall’inizio, l’integrazione europea «è stata una risposta alle sofferenze inflitte da due guerre mondiali e dalla tirannia nazista, che ha comportato l’Olocausto, e all’espansione dei regimi comunisti totalitari e non democratici nell’Europa centrale e orientale». D´altra parte, il processo di integrazione europea ha avuto successo e «ha ormai portato a un’Unione europea comprendente paesi dell’Europa centrale e orientale che hanno vissuto sotto regimi comunisti dalla fine della Seconda guerra mondiale ai primi anni ’90», mentre le precedenti adesioni di Grecia, Spagna e Portogallo, hanno contribuito a garantire la democrazia nel Sud dell’Europa. Un emendamento del Pse approvato a larga maggioranza dall´Aula precisa che questi tre paesi sono stati «oppressi per lungo tempo da regimi fascisti». Il Parlamento invita quindi la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi ulteriormente per rafforzare l´insegnamento della storia europea ed «evidenziare la conquista storica dell´integrazione europea e il forte contrasto tra il tragico passato e l´ordine sociale pacifico e democratico che caratterizza oggi l´Unione europea». Anche perché «l’Europa non sarà unita fino a quando non sarà in grado di conseguire una visione comune della propria storia, non riconoscerà il nazismo, lo stalinismo e i regimi fascisti e comunisti come retaggio comune e non avvierà un dibattito onesto e approfondito sui i crimini da essi perpetrati nel secolo scorso». In tale contesto, il Parlamento si dice inoltre convinto che «un´opportuna conservazione della memoria storica, una rivalutazione globale della storia europea e il riconoscimento a livello europeo di tutti gli aspetti storici dell´Europa moderna rafforzeranno l´integrazione europea». Sottolinea quindi l´importanza di mantenere vive le memorie del passato, «perché non può esservi riconciliazione senza verità memoria», e di rafforzare la consapevolezza europea dei crimini commessi dai regimi totalitari e non democratici promuovendo una documentazione e resoconti che testimonino del «tragico passato europeo». Osservando che «nessun organo o partito politico detiene il monopolio sull´interpretazione della storia e che tali organi e partiti non possono proclamare di essere oggettivi», il Parlamento nota che «le interpretazioni politiche ufficiali dei fatti storici non dovrebbero essere imposte attraverso decisioni a maggioranza dei parlamenti e che un parlamento non può legiferare sul passato». D´altra parte rileva che «le interpretazioni distorte della storia possono alimentare politiche esclusiviste fomentando quindi l´odio e il razzismo». Al riguardo, il Parlamento deplora che, vent´anni dopo il crollo delle dittature comuniste nell’Europa centrale e orientale, «in alcuni Stati membri sia ancora indebitamente limitato l’accesso a documenti di importanza personale o necessari per la ricerca scientifica». Chiede quindi «un autentico sforzo per l’apertura completa degli archivi», compresi quelli degli ex servizi di sicurezza interni, della polizia segreta e delle agenzie di intelligence, adottando al contempo provvedimenti volti a garantire che tale processo «non sia strumentalizzato a fini politici». Si dice infatti convinto che l’obiettivo finale della divulgazione e della valutazione dei crimini commessi dai regimi comunisti totalitari sia la riconciliazione, «che può essere raggiunta attraverso l´ammissione di responsabilità, la richiesta di perdono e il rafforzamento della rinascita morale». Invita inoltre il Consiglio e la Commissione a sostenere le attività di Ong come “Memorial” nella Federazione russa, attivamente impegnate nella ricerca e raccolta di documenti relativi ai crimini commessi durante il periodo stalinista. Il Parlamento chiede inoltre l’istituzione di «una piattaforma della memoria e della coscienza europee» e di un centro/memoriale paneuropeo di documentazione per le vittime di tutti i regimi totalitari. Rileva anche l´importanza di ricordare coloro che si sono attivamente opposti allo Stato totalitario e che «dovrebbero essere scolpiti nella coscienza degli europei come eroi dell´epoca totalitaria, per la loro dedizione, la fedeltà agli ideali, l´onore e il coraggio». Auspicando il rafforzamento degli attuali strumenti finanziari pertinenti, al fine di sostenere la ricerca storico-scientifica sulle questioni sopra delineate, chiede che il 23 agosto sia proclamata "Giornata europea del ricordo" delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari, «da commemorare con dignità e imparzialità». L´aula ha infine respinto un altro emendamento dell´Uen che invitava la Commissione e il Consiglio ad estendere il campo di applicazione della decisione quadro sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia, ai crimini commessi da tutti i regimi totalitari, «poiché attualmente esso si limita ai reati commessi dal regime nazista», con lo scopo di applicare criteri simili ai crimini commessi da entrambi i principali regimi totalitari e riservare un trattamento analogo all´apologia, alla negazione o alla minimizzazione grossolana di tali crimini. Ha anche bocciato la proposta dello stesso gruppo che invitava il Consiglio e la Commissione a compiere i passi necessari per introdurre l´opportuna denominazione dei campi di concentramento e di sterminio tedeschi e sovietici «al fine di evitare che la colpa del genocidio sia addossata alle vittime anziché ai perpetratori». . . . .  
   
 

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