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Notiziario Marketpress di Martedì 07 Aprile 2009
 
   
  CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DELL’EMILIA ROMAGNA C: SENZA FONDO DI SOLIDARIETA´

 
   
   “Senza Fondo di solidarietà nazionale la campagna prende il via con un onere certo per le imprese: il costo quadruplicato contro le calamità naturali”, quindi insopportabile, delle polizze assicurative” E’ il commento di Nazario Battelli, presidente Cia Emilia Romagna dopo l’esclusione del Fondo dal provvedimento con cui la Camera ha concesso la fiducia al Governo approvando il maxiemendamento al decreto legge anti-crisi “Adesso non ci sono più alibi per iniziative unitarie nei confronti del Ministro e del Governo che sono colpevolmente responsabili della mancata copertura assicurativa delle produzioni agricole” “Non è certo un bell’inizio di campagna che prende il via con un onere certo: quello assicurativo, ovvero una ‘calamità’ i cui elevati costi sono quantificabili fin da ora”. Commenta in questo modo Nazario Battelli, presidente della Cia Emilia Romagna, l’esclusione del Fondo di solidarietà nazionale dal provvedimento con cui la Camera ha concesso la fiducia al Governo approvando il maxiemendamento al decreto legge anti-crisi. Disposizione che contiene, tra l´altro, le norme sulle quote latte e la proroga delle agevolazioni previdenziali per le aree svantaggiate. “Il risultato immediato è che chi vorrà assicurarsi dovrà sostenere costi per la polizza insopportabili, pari a quattro volte il prezzo pagato lo scorso anno, per effetto delle mancate risorse che andavano ad integrare i costi assicurativi delle imprese – prosegue Battelli – quindi nessun intervento concreto a sostegno dell’agricoltura. È chiaro a tutti che l’aver creduto alle promesse del Ministro e stigmatizzato le reiterate forme di protesta messe in campo dalla presentazione della Legge finanziaria fino a qualche giorno fa’, non ha portato da nessuna parte. Se si fosse accettata la proposta di un fronte agricolo comune, avremmo avuto maggiore considerazione nella società e nel Parlamento. Rilanciamo un appello in questo senso – conclude Battelli - perché in una situazione così pesante per l’economia e per i consumi è irresponsabile solo pensare ad un aggravio dei costi di produzione che andrebbero invece diminuiti”. . .  
   
 

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