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Notiziario Marketpress di Martedì 07 Aprile 2009
 
   
  FVG: GOVERNANCE SISTEMA UNIVERSITARIO

 
   
  Trieste, 7 aprile 2009 - "Dopo diversi mesi in cui il dibattito sulla riforma del sistema universitario ha rischiato di essere sovrastato dalle polemiche, pare essere giunto finalmente il momento in cui iniziare a discutere degli obiettivi che questo disegno di riforma propone, a beneficio di tutto il sistema. Dopo essersi affermata, con l´unanime consenso dei soggetti maggiormente rappresentativi del mondo universitario, la necessità di riforma della ´governance´ del sistema accademico, occorre oggi affrontare, entro il tracciato di un rinnovato dibattito, nei toni e nelle aspettative, le linee guida di questo disegno di riforma". Questo il pensiero dell´assessore regionale al Lavoro e Università, Alessia Rosolen, in merito alla riforma del sistema universitario. "Un disegno, quello proposto dal Governo e condiviso nel merito da questa Regione, che si muove - continua l´assessore - lungo il doppio binario della autonomia e della responsabilità, quali chiavi di una nuova visione prospettica. L´autonomia, quale valore fondante delle Università pubbliche, presuppone una visione strategica e indipendente nonché una chiara definizione degli obiettivi che dovranno essere individuati con una diversa logica rispetto al passato". L´aumento di autonomia istituzionale ha avuto e ha come obiettivo l´accrescimento della competitività degli atenei, e avrebbe dovuto consentire da un lato il potenziamento dell´offerta in termini di maggiore qualità; dall´altro avrebbe dovuto permettere a chi ne fosse stato in grado, di promuovere formazione e ricerca a livello internazionale. Sarebbe sbagliato oggi - secondo Rosolen - come molti hanno ostinatamente continuato a fare, negare la realtà: quel modello è stato colto positivamente solo da alcuni atenei e da troppi è stato invece utilizzato per dar luogo a distorsioni e inefficienze, che hanno finito per penalizzare la competitività e la crescita del nostro sistema universitario. Ma sarebbe altrettanto nefasto tornare indietro dall´autonomia. Occorre semmai, come questo Governo ha ritenuto positivamente di fare, accompagnarla all´ irrinunciabile principio della responsabilità, che deve tradursi da un lato in un confronto con il territorio, con l´ambiente sociale locale, nazionale e internazionale e dall´altro nella possibilità di verifica da parte di utenti e finanziatori. Autonomia senza responsabilità è mera visione asfittica. Di questi temi tra gli altri, si è parlato in occasione del convegno tenutosi a Roma lo scorso 24 marzo sull´autonomia e responsabilità degli Atenei - governance, valutazione e reclutamento - dal titolo "Un patto virtuoso tra Università e Istituzioni": la Regione Friuli Venezia Giulia trova elementi di comunanza in merito alle proposte emerse e le proprie strategie in materia di Università. "La Regione, infatti, intende sostenere - afferma l´esponente della Giunta - la competitività del Sistema Universitario regionale perché lo stesso possa realmente offrire un fattivo contributo per lo sviluppo culturale, intellettuale, economico e sociale del territorio. Per questo intende ridare centralità al Sistema Universitario regionale nel campo della didattica, dell´alta formazione e della ricerca scientifica compresa quella umanistica e stimolare e incentivare, nel rispetto delle singole autonomie, forme di collaborazione e integrazione tra gli Atenei nel campo della didattica e della ricerca". Proprio relativamente al tema della collaborazione, a livello ministeriale sono emerse proposte di riorganizzazione di Atenei su base federativa, con previsione di forme di collaborazione variabili e modulate nel tempo, dove "la dimensione naturale, ma non esclusiva, di queste aggregazioni è quella regionale. L´aggregazione federativa vera e propria può essere quindi vista come il punto di arrivo di un graduale processo di convergenza, che potrà assumere nei diversi casi tempi diversi e trovare espressione in adeguate forme statutarie". Le proposte avanzate dalla Regione Friuli Venezia Giulia, sono coerenti con quelle espresse a livello nazionale: la messa in comune di servizi, la condivisione di laboratori, biblioteche e altre strutture, la costituzione di scuole di dottorato congiunte sono attività che potrebbero essere sostenute o realizzate dall´organismo universitario di cui la Regione propone la costituzione, quale organismo a supporto - e non in sostituzione - delle attività didattiche e di ricerca delle Università regionali. Coerenti con le linee ministeriali perché si muovono secondo una prospettiva di integrazione e rinforzo reciproco. "La Regione - sostiene Rosolen - non intende in alcun modo incidere sull´autonomia né degli atenei né degli enti locali, che hanno pieno titolo a sviluppare accordi e convenzioni secondo loro valutazioni di convenienza e opportunità, ma non si potrà chiedere alla Regione di sostenere iniziative con respiro troppo locale o comunque non caratterizzate da una credibile visione di sistema". E certamente in quest´ottica occorre approntare la definizione di una comune strategia formativa e di ricerca che eviti sovrapposizioni poco funzionali, dove la collaborazione tra gli Atenei, capace di stimolare la creazione di un sistema universitario regionale (e dove per sistema universitario la Regione non intende solo le tre università regionali, ma anche i due Conservatori di musica), diverrà elemento di valutazione regionale per la concessione dei futuri finanziamenti, accompagnati da adeguati meccanismi di incentivazione e disincentivazione in base ai risultati conseguiti in tal senso. Il sistema dei finanziamenti regionali alle università va pertanto qualificato: questa Amministrazione infatti, in questo come in altri settori, intende "aiutare chi si aiuta" e quindi le fonti regionali dovranno servire da rinforzo al miglioramento delle performance degli Atenei, con effetto moltiplicatore sulle risorse ministeriali. È quindi allo studio un vero e proprio modello di finanziamento orientato al merito e ai risultati, a premiare le forme virtuose di collaborazione tra gli Atenei. Il modello verrà presentato entro giugno e terrà conto sia del modello statale sia delle priorità regionali. "Su questa strada - conclude l´assessore - crediamo sia iniziato un percorso che si deve avere il coraggio di proseguire, e rispetto al quale occorre superare i limiti angusti dei particolarismi e degli interessi dei pochi, per ridare ossigeno a un mondo - quello dell´università e della ricerca - su cui si basano molte delle speranze di superamento dell´attuale crisi". .  
   
 

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