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Notiziario Marketpress di Martedý 07 Aprile 2009
 
   
  AD UN PASSO DA NUOVE CELLULE NEL CUORE UMANO

 
   
  Bruxelles, 7 aprile 2009 - Alcuni ricercatori del Karolinska Institute in Svezia hanno dato una risposta alla discussa questione che si chiede se il cuore umano genera nuove cellule o se Ŕ fornito sin dalla nascita di un numero di cellule preciso che diminuisce con il tempo senza che esse siano reintegrate. I loro risultati, in parte finanziati dall┤Ue e pubblicati sulla rivista Science, mostrano che nel corso della vita umana, meno della metÓ di alcune cellule del cuore (cardiomiociti) sono di fatto rimpiazzate. Un┤analisi pi¨ approfondita di questo processo potrebbe rivelarsi enormemente utile come mezzo per curare le cellule danneggiate da un infarto e per riindirizzare le strategie terapeutiche. La ricerca su di un organo prezioso come il cuore umano non Ŕ un impresa da poco, ha spiegato il professor Jonas FrisÚn in un┤intervista podcast con Science. Ci sono diversi metodi per studiare il ricambio delle cellule del cuore negli animali, ma i risultati di questi studi non sono direttamente applicabili agli esseri umani. Il team ha ideato una strategia alternativa: "Invece di etichettare le cellule in prospettiva, determiniamo in maniera retroattiva l┤etÓ delle cellule," ha spiegato il professor FrisÚn. Questo nuovo approccio, usato anche nelle datazioni archeologiche, ha comportato lo sfruttamento di una rara opportunitÓ: un evento geofisico. I test della bomba nucleare condotti in superficie durante la Guerra fredda tra il 1955 e il 1963 hanno avuto come risultato una massiccia produzione dell┤isotopo radioattivo carbonio-14. Era solo questione di tempo prima che i livelli elevatissimi di carbonio-14 nell┤atmosfera fossero rispecchiati nelle cellule di piante, animali, esseri umani e altre forme di vita sulla Terra. Dal momento in cui questi tipi di test sono stati vietati, i livelli di carbonio-14 nel nostro Dna hanno cominciato a diminuire abbastanza velocemente, ha spiegato il professor FrisÚn. Questa diminuzione Ŕ dovuta alla capacitÓ di assorbimento dei "biotopi" e dalla diffusione, che risulta in livelli atmosferici diversi in momenti diversi. I ricercatori hanno intelligentemente usato l┤isotopo per segnare la data della rinascita della cellula. Hanno datato tramite il carbonio le cellule del cuore delle persone nate sia prima che dopo i test della bomba nucleare per determinare quando Ŕ avvenuta la sintesi del Dna in queste cellule. Secondo i ricercatori: "Una cellula nata nel corpo umano in momenti diversi durante il decennio passato, integrerÓ il carbonio-14 nel proprio Dna genomico ad un livello esattamente corrispondente al livello atmosferico. Quindi misurando il carbonio-14 nel Dna delle cellule possiamo leggere una data scritta nel Dna delle cellule e stabilire quando sono state generate. In questo modo, possiamo dire in maniera retroattiva che etÓ hanno le cellule e dedurre quanto ricambio ci sia stato. " Dopo circa 4 anni di studio, il professor FrisÚn e il suo team hanno stabilito che i cardiomiociti, che compongono circa il 20% delle cellule del cuore umano, si rinnovano ogni anno ad un ritmo dell┤1% dall┤etÓ di 25 anni. Ci˛ si riduce gradualmente a circa la metÓ di tale ritmo entro i 75 anni. "I nostri dati mostrano che il cuore pu˛ generare nuovi cardiomiociti," ha detto il professor FrisÚn. "Penso che sia eccitante visto che fa intravedere la possibilitÓ di capire in futuro come viene regolato questo fenomeno e potenzialmente [di] provare a modulare questa regolazione per stimolare il processo di generazione di cardiomiociti, che potrebbe ovviamente essere di aiuto dopo la perdita di cardiomiociti in seguito, per esempio, ad un infarto. " Ha anche sottolineato l┤attrattiva di terapie farmacologiche che potrebbero essere introdotte per attivare la generazione di queste cellule del cuore. La ricerca che ha contribuito a questi risultati Ŕ stata attribuita a scienziati che rappresentano istituti in Francia e negli Usa, oltre che ad altri centri di ricerca svedesi. Per maggiori informazioni, visitare: Karolinska Institute: http://ki. Se/ Science: http://www. Sciencemag. Org/ .  
   
 

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