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Notiziario Marketpress di Giovedì 28 Settembre 2006
 
   
  EDOARDO MOLINARI E GOLF ITALIA EXPO’. INTERVISTA APERTA A EDOARDO MOLINARI, TESTIMONIAL D’ECCCEZIONE DELLA FIERA.

 
   
  Milano, 28 Settembre 2006 - Con la sua fantastica vittoria dello scorso anno allo Us Amateurs, Edoardo Molinari ha probabilmente compiuto la più grande impresa nella storia del golf italiano, accanto al secondo posto di Costantino Rocca nell’edizione del ‘94 all’Open Championship. Dopo il successo nella più prestigiosa gara del mondo riservata ai dilettanti e considerata a tutti gli effetti il quinto Major del calendario golfistico, Edoardo Molinari è stato invitato a partecipare proprio a tre dei quattro appuntamenti clou della stagione 2006. E al Masters e allo Us Open ha avuto l’onore di giocare con l’indiscusso numero uno del golf, Tiger Woods, da anni considerato giustamente ai vertici dello sport mondiale. In seguito, dopo aver giocato per la seconda volta consecutiva l’Open Championship, la gara più prestigiosa in assoluto, Edoardo è passato professionista, decisione presa lo scorso anno anche da suo fratello Francesco, recente vincitore dell’Open d’Italia. Fra i contratti siglati dopo avere acquisito il suo nuovo status sportivo spicca quello di testimonial di Golf Italia Expò, la rassegna fieristica giunta alla sua terza edizione e che si svolgerà nei nuovi padiglioni di Fiera Milano di Rho-pero dal 20 al 23 ottobre. - Cosa ti ha colpito di Tiger Woods quando hai giocato insieme a lui? Direi l’incredibile concentrazione, che mantiene non solo durante la gara ma anche negli allenamenti in campo pratica. Nonostante la grandissima attenzione, non si tira indietro per uno scambio di battute ed è un vero piacere vederlo giocare. Per me è stata un’esperienza straordinaria e lo stesso posso dire quando mi sono trovato accanto a fuoriclasse come Ernie Els o Luke Donald. - Quali le differenze tra i tre Major che hai disputato? Il Masters è il più “casalingo”. C’è meno gente rispetto agli altri appuntamenti del Grande Slam e una grande tranquillità, come se fosse un evento privato. Tutto il contrario l’Us Open, che quest’anno era vicino a New York. Grande confusione, tifo, fischi: sembrava di essere allo stadio… - E l’Open Championhip? E’ la prova che preferisco e che mi si addice di più, fra quelle che ho giocato. E’ un golf “europeo”, al quale sono più abituato. L’esperienza più bella l’ho comunque vissuta lo scorso anno, in Scozia, sul campo più famoso del mondo, quello di St. Anrews. - Meglio il golf da dilettante o da professionista? Penso di divertirmi più oggi e penso che essere professionista sia più stimolante. Senza considerare che, come dilettante, quest’anno avevo molti occhi addosso ed ero sempre sotto pressione. - Soprattutto negli Stati Uniti, dove sei certo più famoso che in Italia… Vero. Nelle gare che ho giocato là, ero al centro dell’interesse e della simpatia. D’altronde l’Us Amateur è la loro gara più importante dopo i tre Major e da quasi 100 anni non la vinceva uno straniero. - Da professionista, ti aiuta avere un fratello che gioca con te nel tour? Moltissimo. Passiamo molto tempo insieme, in campo e in viaggio. I consigli di Francesco, che ha già un anno di esperienza fra i pro, mi sono molto utili. - Che motivi ti hanno spinto ad accettare il ruolo di testimonial per una rassegna come Golf Italia Expò? Al di là degli accordi presi con gli organizzatori da Sport & Entertainment, la società svizzera che cura i miei contratti da professionista, mi interessa molto contribuire a diffondere il golf in Italia. Una fiera come Golf Italia Expò è senz’altro un’occasione importante per farlo. - Riuscirai a essere presente? Dipenderà molto dai miei impegni agonistici, ma farò di tutto per esserci almeno un giorno. .  
   
 

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