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Notiziario Marketpress di Giovedì 28 Settembre 2006
 
   
  TUTTO QUEL CHE SI DOVREBBE SAPERE SU L´ARTRITE REUMATOIDE E CE LO DICE IL PROF. CARLO MAURIZIO MONTECUCCO, DIRETTORE CLINICA REUMATOLOGIA, FOND. IRCCS S.MATTEO - PAVIA

 
   
  Milano, 28 settembre 2006 - L´artrite reumatoide (Ar) è una malattia "sistemica" che può coinvolgere l´intero organismo ma che colpisce in modo particolare le articolazioni degli arti (mani, polsi, gomiti, spalle, piedi, caviglie, ginocchia, anche) e, più tardivamente, del collo. Si tratta di una malattia infiammatoria, cronica e progressiva dovuta ad un´alterazione del sistema immunitario chiamata "autoimmunità". In pratica, si tratta di un´aggressione da parte delle cellule del sistema immunitario al proprio organismo; come se si scatenasse una reazione di "rigetto" nei confronti delle nostre strutture che compongono le articolazioni. Questa aggressione provoca una potente infiammazione ed una progressiva distruzione delle intere articolazioni con deformità ed invalidità. Le persone maggiormente colpite sono le donne (3 casi su 4) nella fascia di età compresa tra 40 e 60 anni, tuttavia l´Artrite Reumatoide può colpire ogni età dalla più tenera infanzia alla vecchiaia. Le Cause - Le cause sono conosciute solo in parte. Certamente contribuiscono allo sviluppo della malattia sia molteplici fattori genetici (che determinano una predisposizione dell´individuo), sia vari fattori esterni o ambientali. Tra questi vi è il fumo, che è associato allo sviluppo dell´artrite nei pazienti che presentano particolari caratteristiche genetiche. Si può parlare quindi di una malattia multifattoriale. Molto meglio conosciuta è la complessa sequenza di eventi che portano alla distruzione delle articolazioni. La conoscenza dei meccanismi responsabili dell´aggressione alle articolazioni nell´artrite reumatoide è molto importante per la messa a punto di farmaci "mirati" in grado di interferire sulla progressione della malattia. Tra questi, vi sono gli inibitori del "Tnf-alfa", una molecola appartenente alla famiglia delle citochine che ha un ruolo importante nello sviluppo dell´infiammazione e nella distruzione delle articolazioni in diverse forme di artrite cronica. La Diagnosi La diagnosi di Artrite Reumatoide è relativamente facile in fase avanzata di malattia, quando ormai si sono verificate le tipiche deformità alle articolazioni. Ma per effettuare un trattamento pienamente efficace è indispensabile arrivare alla diagnosi nelle prime settimane di malattia, prima che si siano verificati danni irreparabili. I sintomi iniziali sono il dolore, presente anche a riposo e durante la notte, e il gonfiore delle articolazioni. In molti casi le prime articolazioni ad essere colpite sono quelle delle mani e dei polsi, ma ben presto la malattia può estendersi alle altre sedi. Vi è spesso un malessere generale, a volte accompagnato da febbre. Un sintomo caratteristico è la marcata rigidità ai movimenti presente al mattino, ar,pena dopo il risveglio, che si protrae per almeno un´ora. Durante quest´ora, il paziente non è in grado di svolgere attività come, ad esempio, vestirsi o sollevare le tapparelle, che riuscirà invece a svolgere più tardi nel corso della giornata. Se questi sintomi persistono per più di 3 settimane si deve senz´altro consultare il proprio medico. La diagnosi di Ar in fase iniziale è spesso difficile e richiede una adeguata competenza specialistica. Per questo motivo vi è la necessità di Centri specializzati nella diagnosi e nel trattamento precoce dell´ artrite . Una convinzione molto diffusa è che la presenza del "fattore reumatoide" nel sangue sia indispensabile per la diagnosi. Questa convinzione è sbagliata in quanto il fattore reumatoide è presente solo in 2 casi su 3 di Ar e può inoltre risultare positivo in persone che non hanno 1´Ar. Quindi la diagnosi non si può basare solo sul risultato di questo esame. Oltre alla diagnosi è importante la prognosi. Esistono ormai affidabili parametri clinici, di laboratorio e strumentali che permettono di prevedere la gravità della malattia nel singolo paziente e, quindi, di scegliere già in partenza il trattamento più adeguato. 2 La Terapia - La terapia dell´Ar è principalmente basata sui farmaci. Le diete, la ginnastica, le applicazioni calde o fredde e le "terapie alternative" non sono in alcun modo sostitutivi delle medicine. Il paziente deve essere adeguatamente informato che seguire con regolarità e scrupolo la terapia sin dall´inizio vale ad evitare le gravi conseguenze della malattia negli anni a venire. Gli anti-infiammatori, incluso il cortisone, sono utili nel ridurre il dolore e l´infiammazione ma non prevengono il danno e la futura invalidità. E´ quindi necessario affiancare, da subito, altri farmaci con un´azione più profonda in grado di bloccare o rallentare il ;decorso della malattia. Con una sigla inglese questi farmaci vengono chiamati Dmards. Tra questi vi sono l´idrossiclorochina, la sulfasalazina, i sali d´oro, la ciclosporina, la leflunomide ed il methotrexate. La terapia con questi farmaci (usati da soli o in associazione tra loro) deve essere precoce. Infatti l´evoluzione dell´invalidità è tanto maggiore quanto più tempo si lascia trascorrere tra la comparsa della malattia e l´inizio del trattamento. Dopo l´inizio della terapia sono necessarie periodiche visite di controllo, con esami del sangue e radiografie, per poter modificare/adeguare tempestivamente la cura in caso di scarsa efficacia o di effetti collaterali. Farmaci biotecnologici - Da alcuni anni sono disponibili farmaci chiamati "biologici", che sarebbe più corretto definire "biotecnologíci" . Si tratta di particolari anticorpi, o altre proteine complesse, realizzati con metodiche di ingegneria genetica. Questi farmaci sono progettati per riconoscere e bloccare specifiche sostanze coinvolte nello sviluppo della malattia. I farmaci attualmente disponibili per il trattamento dell´artrite reumatoide sono diretti contro il Tnf alfa o altre citochine dell´infiammazione. Sono maggiormente efficaci quando vengono somministrati insieme al methotrexate e possono bloccare la progressione della malattia anche in casi particolarmente difficili. Come ogni altro farmaco, anche i biologici hanno effetti collaterali e attualmente sono indicati in caso di insuccesso o risposta non completa con i Dmards. Futuro Prossimo - Nuove prospettive vengono dalle conoscenze sempre più approfondite dei meccanismi che determinano la malattia e, di conseguenza, dalla possibilità di sviluppare nuovi farmaci biologici. Farmaci diretti contro alcuni tipi di cellule coinvolte nella risposta immunitaria saranno disponibili a breve e molti altri sono attualmente in fase più o meno avanzata di sperimentazione clinica. Un secondo aspetto importante riguarda la farmaco-genomica, cioè lo studio dei geni che regolano, per ciascun individuo, la risposta ad un determinato farmaco e la comparsa di effetti collaterali. Ciò dovrebbe consentire, nel giro di qualche anno, di confezionare una terapia "su misura" scegliendo le cure più efficaci e meno tossiche per ciascun paziente sulla base delle sue caratteristiche genetiche individuali. In un arco di tempo più lungo, la prospettiva è quella di applicare in campo reumatologico tecnologie complesse come la terapia genica o di sfruttare in modo, innovativo le proprietà terapeutiche delle cellule staminali. Va tuttavia ribadito che già oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, grazie ad un corretto impiego delle terapie disponibili, è possibile non avere dolore, svolgere una normale attività,mantenere una più che accettabile qualità di vita. Essenziale è la diagnosi precoce allo scopo di iniziare rapidamente un trattamento adeguato a prevenire l´evoluzione della malattia. Alcuni Numeri Dell´artrite Reumatoide: circa 250. 000 i casi in Italia; oltre 10. 000 i nuovi casi ogni anno (in Italia); 75% la percentuale delle donne tra i pazienti con Ar; 65% la percentuale di Ar con fattore reumatoide positivo; 0-100 anni l´età in cui può manifestarsi l´Ar; 40-60 anni l´età in cui si manifesta più frequentemente; 3 mesi il tempo. Dalla comparsa dei sintomi, entro il quale va iniziata la cura; 14. 000 € il costo annuo medio di un paziente con Ar nel 2002 (inclusi i costi indiretti come le giornate lavorative perse, le pensioni di invalidità etc. ). .  
   
 

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