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Notiziario Marketpress di Mercoledì 29 Aprile 2009
 
   
  DISCORSO DI CHIODI PER LA VISITA DI PAPA BENEDETTO XVI

 
   
  L´aquila, 29 aprile 2009 - Santità, è un grande onore per me e per il popolo abruzzese poterle dire un grande Grazie, che scaturisce dal più profondo del cuore. La Sua visita - anzi, come piace anche a noi ripetere "il suo pellegrinaggio" trasforma questo giorno in una giornata speciale per gli abruzzesi e per tutti coloro che in questa tragica circostanza si sono sentiti tutti un po´ aquilani. Vorrei ringraziarLa Santità per la sensibilità dimostrata e per le preghiere che ha unito a quelle di tanta gente colpita negli affetti più cari e alle nostre. Grazie, Santità, grazie davvero. Santità, ha voluto visitare "in pellegrinaggio" le nostre rovine, per essere vicino al nostro dolore. E noi, da popolo fiero quale siamo, siamo pronti a stringerci intorno a lei per consegnarle le nostre intenzioni e la nostra disponibilità istituzionale nello stile che la Protezione civile, il Governo e tutte le istituzioni e i volontari hanno dimostrato sin dai primi istanti della tragedia. Vogliamo, Santità, ripartire dal ricomporre le nostre famiglie, ridare serenità ai nostri figli. Come classe politica, che qui rappresento, siamo costretti a fare fronte comune. Al di là del colore e delle ideologie di partito, ci impegniamo davanti a Lei, Santità, e davanti agli abruzzesi che ci ascoltano per il bene comune del nostro territorio, come già stiamo cercando di fare. Da una parte faremo quanto possibile e ci compete, dall´altra ci aiuti Santità, anche tramite i suoi rappresentati diocesani che saluto, a credere sempre in Dio, ad affidarci a lui, ringraziandolo per quello che ci ha lasciato e per tutto ciò ci aiuterà a ricostruire. Ricostruiremo la città dell´Aquila con le case, ma anche i negozi e le chiese. Ricostruiremo i paesi con i loro centri storici. Ma soprattutto ci aiuti, Santità, anche da lontano a ricostruire i nostri valori, i nostri principi, le nostre tradizioni. Il nostro compito di politici non sarà facile. Rimettere in piedi gli edifici sarà già di per sé una operazione complessa. Più difficoltoso sarà far ripartire la voglia di vivere e la speranza, il tessuto socio economico e il tessuto morale, far risorgere il concetto di lavoro al servizio dell´uomo, la voglia di intraprendere affrontando di nuovo i rischi, liberando la creatività del popolo aquilano e abruzzese. A lei, Padre Santo chiediamo di continuare ad essere con noi, vicino a noi, col suo pensiero, con le sue preghiere. L´abruzzo, terra di Celestino, di santi e di tanti onesti lavoratori, confida in Dio affinché la terra finalmente si stabilizzi e ci consenta di risorgere come popolo e come città. Grazie santità, a nome di tutti gli abruzzesi. . . .  
   
 

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