MONTANGERO: GENITORI FACCIANO DA FILTRO E ORGANI VIGILANZA PUBBLICITA’ SIANO RIGOROSI
Milano, 10 maggio 2005 - “Criminalizzare la pubblicità tout court non serve a niente e forse sarebbe il caso di parlare del ruolo di filtro che dovrebbero avere i genitori in questa situazione?”. Così Enrico Montangero, Presidente di Assocomunicazione, che riunisce oltre 190 fra agenzie pubblicitarie e di comunicazione italiane, ha commentato la ricerca dell’Europea Heart Network che vorrebbe vietare come in Svezia e Norvegia qualsiasi forma di pubblicità rivolta ai minori. “Sono pubblicitario da tanti anni – ha proseguito - e presiedo da un po’ di tempo l’associazione delle agenzie di comunicazione, ma non mi considero affatto l’avvocato d’ufficio per la difesa di tutta la pubblicità qualunque essa sia. C’è pubblicità buona e pubblicità sanzionabile, c’è la pubblicità “bella” e la pubblicità irritante, provocatoria, scioccante. La stessa cosa succede per i programmi televisivi. Nella pubblicità rivolta ai minori il nostro senso di responsabilità – afferma Montangero - deve essere altissimo. Non a caso esiste un Codice di autodisciplina pubblicitaria e l’art.11 è specificamente rivolto alla pubblicità per bambini e adolescenti. “Le sentenze – ha aggiunto il Presidente di Assocomunicazione – dell’istituto di Autodisciplina pubblicitaria (Iap) in tal senso non sono mancate in questi anni e poi c’è anche il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione Tv e minori. Lo stretto coordinamento dei due organi potrebbe accrescere il livello di filtro necessario per proteggere i bambini da eventuali messaggi pubblicitari scorretti”. “Proprio in questi giorni – conclude Montangero – ho letto una ricerca nordamericana (Usa-canada) secondo la quale non esiste una correlazione diretta tra obesità, merendine e bibite gasate. C’è piuttosto una correlazione con il troppo tempo trascorso dai bambini davanti alla tv a scapito del gioco e del movimento. Lo stare davanti alla televisione agevola poi la consumazione di cibi e bevande varie fuori dai pasti e oltre il normale fabbisogno calorico”.