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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 08 Gennaio 2008 |
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UE: APPROVATO PROGRAMMA COOPERAZIONE ITALIA-SLOVENIA 2007/2013 |
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Trieste, 8 gennaio 2008 - Nella giornata del 20 dicembre 2007 è giunto da Bruxelles il "placet" comunitario al nuovo Programma operativo per la cooperazione transfrontaliera Italia- Slovenia 2007/2013. La Commissione europea con il nuovo Obiettivo 3 dedicato alla Cooperazione territoriale europea 2007-2013 auspica un nuovo approccio alla collaborazione transfrontaliera e richiede una capacità di progettazione ancora più integrata, congiunta ed evoluta in termini di innovazione e competitività. L´intero processo che ha portato all´approvazione del Programma di cooperazione transfrontaliera italo-sloveno per il 2007-2013 è stato coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia in veste di Autorità di gestione del Programma, che ha coinvolto nell´iter varie istituzioni nazionali, regionali e locali rappresentative dell´area-Programma. Con un´estensione di 30. 740 chilometri quadrati ed una popolazione di oltre 5,5 milioni di abitanti, l´area-Programma comprende sul versante italiano, le Province di Udine, Gorizia, Trieste, Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara e Ravenna e, in deroga, Pordenone e Treviso, mentre sul versante sloveno, le regioni statistiche della Gorenjska, Goriska, Obalno-kraska e, in deroga territoriale, Osrednjeslovenska e Notranjsko-kraska. I primi bandi, indirizzati a tutti i proponenti italiani e sloveni, saranno lanciati dall´Autorità Unica di Gestione presumibilmente nel corso della primavera del prossimo anno. Tutte le tipologie progettuali verranno selezionate tramite procedure di selezione competitive, favorendo lo sviluppo di progetti di qualità, con un parternariato transfrontaliero solido e una cooperazione messa in atto dal soggetto capofila di ogni progetto e dai suoi partner. Il partner capofila sarà il responsabile del suo progetto nei confronti dell´Autorità di gestione e avrà il compito di coordinare tutto il suo parternariato. Il piano finanziario del Programma, unico per tutti i partner italiani e sloveni, prevede risorse pubbliche complessive pari a 136. 714. 036 euro, di cui l´85 per cento erogati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr), mentre la restante quota risulta composta da risorse nazionali italiane e slovene. In particolare, per quanto concerne la quota del Fesr, il 37per cento, pari a 42. 996. 564 euro, è stato assegnato all´Asse 1 "Ambiente, trasporti e integrazione territoriale sostenibile"; il 29 per cento, pari a 33. 700. 010 euro, all´Asse 2 "Competitività e società basata sulla conoscenza"; il 28 per cento, pari a 32. 537. 941 euro, all´Asse 3 "Integrazione sociale". All´asse 4 "Assistenza tecnica" è stato infine assegnato il restante 6 per cento delle risorse a valere sul Fesr, pari a 6. 972. 416 euro. Obiettivo generale del Programma 2007-2013 è il rafforzamento dell´attrattività e della competitività dell´area coinvolta, assicurando un´integrazione territoriale sostenibile, sviluppando una società basata sulla conoscenza e migliorando la comunicazione, la cooperazione sociale e culturale. . |
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UE/SCHENGEN: AMATO CON ILLY AD EX VALICO CASA ROSSA (GO) |
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Gorizia, 8 gennaio 2007 - Da anni ero convinto, e lo dimostravano i fatti, che la comunità italiana e quella slovena, sempre più integrate, vivessero i confini come un ostacolo: in questo caso la loro caduta viene non per prima ma per ultima, perché i cittadini di questo territorio li avevano già superati. Il ministro dell´Interno Giuliano Amato, sottolineando gli ottimi rapporti esistenti tra Italia e Slovenia, ha così sottolineato, lo scorso 22 dicembre 2007, l´importanza, per quest´area, dell´ingresso della Slovenia nell´area Schengen, nel suo incontro alla Casa Rossa di Gorizia con il sindaco di Nova Gorica, Mirko Brulc, e con la dirigente dell´unità amministrativa della città, Bojana Kompare. Con al fianco il presidente della Regione Riccardo Illy, il sindaco di Gorizia Ettore Romoli, il sottosegretario Milos Budin e altre autorità civili e militari, Amato ha detto "sono felice poiché la montagna si aggiunge al mare, anche perché - ha continuato scherzando con Brulc - noi italiani qualche metro quadrato in più di mare da offrire alla Slovenia lo abbiamo". A Brulc che l´ha ringraziato per la sua visita e gli ha fatto notare che Nova Gorica ha ben altro che il Casinò da offrire, Amato, sempre in tono scherzoso, ha spiegato che l´unico problema dell´apertura dei confini è per il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari: "Ognuno comunque gioca dove crede, - ha detto il ministro - anche questo fa parte della concorrenza tra città di uno stesso territorio e ciò rende più bella la vita". . |
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UE: ILLY, UN GIORNO DI GIOIA PER LA CADUTA DEI CONFINI |
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Valico di Rabuiese (Muggia), 8 gennaio 2008 - "Un giorno di grande gioia per tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Quello che fino a pochi anni fa era un sogno, oggi è diventato realtà, e lo è diventato grazie all´Unione europea". La felicità per l´abbattimento definitivo dei confini tra Italia e Slovenia è stato espressodal presidente della Regione Riccardo Illy, che è intervenuto alla cerimonia ufficiale svoltasi , lo scorso 22 dicembre 2007 pomeriggio all´altezza di quello che fino a pochi giorni fa era il valico internazionale di Rabuiese-skofjie, tra i Comuni di Muggia e Capodistria. Alla cerimonia, alla cui organizzazione ha contribuito in modo determinante la stessa Regione, sono intervenuti il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il primo ministro della Repubblica di Slovenia Janez Jansa e il ministro degli Interni Giuliano Amato, assieme al commissario europeo Franco Frattini e ai sindaci dei due Comuni confinari, Boris Popovic e Nerio Nesladek. Era presente anche il primo ministro portoghese José Socrates perché, per la Slovenia, l´ingresso nell´area Schengen coincide con l´assunzione della presidenza di turno dell´Unione europea, testimone che rileva proprio dal Portogallo Nel tendone che ha accolto gli ospiti, in rappresentanza del mondo politico ma anche economico, culturale e religioso a cavallo tra Italia e Slovenia, si sono alternati i discorsi ufficiali con le musiche e le canzoni proposte dalla Banda della Polizia Slovena, dalla Banda della Polizia Italiana e da altri artisti. L´intervento del presidente Illy dalla tribuna si è snodato tra la riflessione sulla storia di queste terre di confine e le prospettive aperte dall´abbattimento delle ultime barriere nel quadro dell´Unione europea. "Nel secolo passato - ha ricordato Illy - qui i confini sono cambiati più volte che in qualsiasi altra parte dell´Europa". "Troppo sangue - ha proseguito - è stato versato su questo confine. Oggi è dunque il momento di ricordare tutte le vittime dei totalitarismi del secolo scorso, soprattutto durante la Seconda guerra mondiale, di auspicare che le ultime ferite possano essere rimarginate". Ma oggi è anche e soprattutto il momento, secondo Illy, di guardare avanti, di costruire un futuro che trova tuttavia le sue radici in un più lontano passato, quello dell´impero romano e quello dell´impero austro-ungarico, quando in queste terre non vi erano confini e i popoli convivevano in pace. "È compito di tutti - ha detto ancora il presidente - dei politici così come dei cittadini, cogliere adesso le grandi opportunità che ci offre la comune appartenenza all´Europa". Per il presidente della Commissione europea Barroso, la caduta dei confini ha una grande rilevanza soprattutto perché cambia la vita concreta, quotidiana dei cittadini europei, in particolare proprio nelle aree transfrontaliere, dove l´eliminazione delle barriere è in grado di promuovere la crescita economica e dell´occupazione. Dunque un´Europa che garantisce pace, democrazia, libertà ma anche prosperità. Sia Barroso che il ministro dell´Interno Amato hanno toccato il tema della sicurezza, strettamente legato allo spostamento a Est di tutto il confine esterno dell´Unione europea, dal Baltico all´Adriatico. Per Amato, la caduta del confine non significa una caduta di sicurezza ma al contrario, nello spirito degli accordi di Schengen, vuol dire aumento della libertà di movimento dei cittadini nella piena sicurezza. Infine, il premier sloveno Jansa, che ha concluso il suo intervento osservando che "da oggi questo non è più un confine ma una via aperta verso il futuro, con il cuore e la mente aperti". . |
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TAIPANA/PONTE VITTORIO: TESINI AD APERTURA CONFINE CON SLOVENIA |
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Taipana-valico di Ponte Vittorio (Ud), 8 gennaio 2008 - "Cari Italiani, cari Sloveni e soprattutto cari Europei, l´impegno che oggi qui assumiamo non è solo quello di non dimenticare le popolazioni di queste terre di confine, ma anche quello di recuperare i ritardi dello sviluppo e di dare speranze a chi verrà dopo di noi". Il presidente del Consiglio regionale Alessandro Tesini, alla cerimonia che si è svolta lo scorso 23 dicembre al valico di Ponte Vittorio, sul fiume Natisone, in comune di Taipana per l´apertura dei confini con la Slovenia entrata in area Schengen, ha così legato l´impegno per il futuro alla gioia di questo momento tanto atteso e vissuto lungo tutta la linea confinaria con grande commozione e partecipazione. Anche qui, come sugli altri valichi, per l´ultima volta è stata alzata la sbarra alla presenza di autorità e di tanta gente delle comunità della zona, insieme a cantare gli inni sloveno e italiano e ad accompagnare con le mani l´esecuzione dell´inno europeo mentre le autorità sul palco si sono strette la mano a formare un´unica catena. Un segno di unità sottolineato anche con la consegna di targhe ai rappresentanti di Italia e Slovenia, simbolo di comuni confinanti che hanno saputo vivere in simbiosi. Una simbiosi costruita anche nei momenti tragici come il terremoto, è stato ricordato, che hanno dimostrato l´esistenza fra le due popolazioni di vera amicizia. La Regione, oltre che dal presidente del Consiglio Tesini, era rappresentata dal vicepresidente Carlo Monai, dal consigliere Paolo Ciani e dall´assessore alle relazioni internazionali Franco Jacop; accanto ai sindaci dei comuni di Taipana e di Caporetto, erano presenti i sindaci di altri comuni dell´area, il viceprefetto di Tolmino, il console generale di Slovenia a Trieste e un esponente del Parlamento sloveno, i comandanti delle forze dell´ordine. E i gesti simbolici e la commozione palpabile nei presenti si sono tradotti anche nelle parole degli interventi. "Si stanno realizzando i sogni dei nostri nonni e a dividerci non saranno più una sbarra, la polizia e la guardia di finanza - ha detto il sindaco di Caporetto - ma solo il fiume Natisone". "Verranno presto meno - gli ha fatto eco il sindaco di Taipana - le cause di tutte le nostre divergenze. Non ci sono più alternative a una pacifica convivenza". E mentre il prefetto di Tolmino ha ricordato quanti hanno sempre collaborato nonostante il confine - un brutto confine, ha sottolineato - sino al dissolvimento delle barriere quale espressione della comprensione reciproca, il parlamentare sloveno ha ricordato come i racconti dei nonni che parlavano di un tempo in cui qui si viveva insieme ai giovani sembravano impossibili, ma questo sogno ora è una realtà. Per l´assessore Jacop "per queste terre che si riuniscono nuove opportunità di sviluppo si prospettano, anche per zone rimaste ai margini per tanto tempo: questa è la grande opportunità che ci offre l´Europa". Considerazioni condivise dal presidente del Consiglio Tesini che concludendo gli interventi ha sottolineato: "Nel cantare l´inno Fratelli d´Italia abbiamo pensato anche ai cari fratelli sloveni". E ha proseguito: "Lungo tutto il confine, forte è stata sempre la partecipazione della gente in questi giorni. Le televisioni hanno trasmesso le immagini di queste cerimonie ed abbiamo visto volti di persone anziane che con le lacrime agli occhi alzavano le sbarre dei confini, mentre i volti dei giovani mostravano sguardi aperti al futuro con speranza". "C´è chi si è chiesto - ha detto ancora Tesini - il perché di tanta commozione se la Slovenia è entrata nell´Ue già nel 2004, ma questo sentimento espresso in modo così intenso, dopo tre anni, sta a dire quanto abbiamo patito per questi confini, subiti tanto dagli italiani quanto dagli sloveni. La gente, le associazioni, il territorio - ha concluso il presidente - hanno però lavorato assieme, anticipando il lavoro delle istituzioni e della politica. Queste terre oggi vogliono il giusto sviluppo dopo tanta emarginazione, e questo sarà il nostro impegno". . |
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RINNOVATA PER PRIMA LA PAGINA SLOVENA DEL SERVIZIO NAZIONALE D´INFORMAZIONE IN MATERIA DI R&S SU CORDIS |
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Bruxelles, 8 gennaio 2008 - Le pagine dedicate ai servizi nazionali su Cordis, il servizio comunitario ufficiale di informazione in materia di ricerca e sviluppo, saranno rinnovate. Questi servizi offrono informazioni su politiche e quadri nazionali per la ricerca nei vari Stati membri dell´Unione europea, nei paesi candidati, nei paesi associati e nei paesi che hanno siglato accordi di cooperazione in materia scientifica e tecnologica, inoltre propongono le notizie e le attività più recenti in materia di ricerca che caratterizzano le presidenze del Consiglio dell´Unione europea. La pagina del Servizio nazionale sloveno è stata rinnovata per prima e ora presenta una struttura nuova più coerente e semplificata, con nuovi contenuti per gli utenti. Tale ristrutturazione si aggiunge al nuovo servizio relativo alle attività della presidenza slovena del Consiglio dell´Unione europea. Un´apposita sezione dedicata all´attualità fornisce informazioni su politiche, progetti, risultati e manifestazioni in materia di ricerca e innovazione d´interesse per la Slovenia, oltre a informazioni su progetti finanziati dall´Ue, su risultati e tecnologie sfruttabili, ottenuti con la partecipazione slovena. Nella sezione dedicata ai contatti si trovano informazioni sul sostegno locale disponibile per potenziali partecipanti a programmi di ricerca comunitari, noto con il nome di punto di contatto nazionale (Pcn). Sono anche disponibili link al servizio Partner di Cordis che semplificano la ricerca di partner di progetto e la formazione di consorzi a tutti gli interessati, singoli o organizzazioni. Infine dalla sezione link è possibile accedere a importanti enti e istituzioni di ricerca sloveni. Le altre pagine dei Servizi nazionali d´informazione in materia di R&s saranno rinnovate nel corso della prima metà del 2008. Il servizio d´informazione nazionale della Slovenia è disponibile, assieme agli altri servizi nazionali, all´indirizzo: http://cordis. Europa. Eu/national_service/it/home. Html . |
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INTERREG, "TERRA RAETICA": FONDATA LA PIATTAFORMA TRANSFRONTALIERA ALTO ADIGE, TIROLO E ENGADINA |
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Bolzano, 8 gennaio 2008 - "Terra Raetica" è il nome della piattaforma transfrontaliera tra Alto Adige, Tirolo e Engadina varata il 19 dicembre 2007 alla presenza del presidente della Provincia Luis Durnwalder e del suo omologo tirolese Herwig van Staa. "Terra Raetica" fa parte del programma Interreg con le tre regioni confinanti. I comprensori Engadina, Venosta e Landeck formano il "Consiglio Interreg Terra Raetica", una piattaforma con la quale si vuole ulteriomente promuovere e coordinare la collaborazione tra le aree confinanti all´interno ma anche oltre il programma Interreg. Gli strumenti, elaborati dal nuovo Consiglio, riguarderanno i gruppi di lavoro, i contenuti prioritari, lo scambio di informazioni sui progetti avviati e il migliore utilizzo delle opportunità di sviluppo offerte dai finanziamenti Ue. "Salutiamo questo potenziamento degli scambi trasnfrontalieri: sono un arricchimento per le popolazioni ma anche un valore aggiunto per la cultura e l´economia", ha affermato il presidente Luis Durnwalder, ricordando che la collaborazione Interreg non si limita agli enti pubblici ma si amplia ai soggetti privati, "con partner nei vari settori. " . |
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WORKSHOP: COME ELABORARE UNA PROPOSTA DI SUCCESSO PER IL 7°PQ |
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Turku (Finlandia), 8 gennaio 2008 - Il 30 gennaio si terrà a Turku un workshop sull´elaborazione di una proposta di successo per il Settimo programma quadro (7°Pq). L´iniziativa offrirà quanto di seguito elencato: approfondimenti su ogni aspetto delle opportunità di finanziamento del 7°Pq; individuazione di bandi di gara e programmi adeguati; strumenti di ricerca di partner e assistenza per l´istituzione di consorzi di ricerca; informazioni sulle procedure di presentazione delle proposte e valutazione. La manifestazione prevede esercitazioni pratiche di ampia portata ed è rivolta a dottorandi, post-dottorandi, giovani leader di gruppi e altri scienziati del settore delle scienze della vita con poca esperienza in materia di finanziamenti comunitari per la ricerca. L´iniziativa è organizzata dal progetto Trayss Prime (Training of Young Scientists in Innovation Management, formazione di giovani scienziati nella gestione dell´innovazione), finanziato dall´Ue. Per ulteriori informazioni visitare: www. Scanbalt. Org/trayss . |
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GARA RELATIVA ALL’ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO REACH |
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Bruxelles, 8 gennaio 2008 - L’agenzia europea delle sostanze chimiche ha pubblicato un bando di gara relativo a un contratto quadro per servizi riguardanti aspetti tecnici, scientifici, sanitari, ambientali e socioeconomici connessi con l´attuazione del regolamento Reach. A seguito del bando verranno conclusi tra 3 e 7 contratti quadro con riapertura della gara di una durata massima di 4 anni con società o organizzazioni, inclusi i consorzi, multidisciplinari aventi conoscenze approfondite nella prestazione di servizi relativi a questioni tecniche, scientifiche, sanitarie, ambientali e socio-economiche connesse con le sostanze chimiche. Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa), Po Box 400, Fin-00121 Helsinki, Tel: +358 9 68 61 80. . |
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MEF: SUL SITO LE LINEE GUIDA DELLA GESTIONE DEL DEBITO 2008 |
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Roma, 8 gennaio 2008 - Il Ministero dell´Economia e delle Finanze pubblica sul sito le "Linee guida della gestione del debito pubblico - Anno 2008", curato dalla Direzione del Debito Pubblico del Dipartimento del Tesoro. Il documento, che come ogni anno fa il punto sulla gestione del debito pubblico, presenta un´analisi delle operazioni e delle performance del 2007 e delinea il programma delle emissioni previste nel 2008 per i vari comparti (nominali e indicizzati all´inflazione), per le operazioni di concambio e buyback, il programma di emissioni in valuta estera. Per consultare il documento: www. Mef. Gov. It . |
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MEF: CONSULTAZIONE PUBBLICA SU DISCIPLINA INVESTIMENTI E CONFLITTI D´INTERESSE PER I FONDI PENSIONE |
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Roma, 8 gennaio 2008 - Il Ministero dell´Economia e delle Finanze rende noto che è stato pubblicato sul sito del Dipartimento del Tesoro (www. Dt. Tesoro. It) un documento di consultazione sulla nuova disciplina in materia di limiti agli investimenti e conflitti d´interesse per i fondi pensione che sostituisca quella contenuta nel Dm 703/96. Il documento è finalizzato a raccogliere i contributi e le osservazioni dei soggetti interessati e illustra alcune possibili linee di revisione della disciplina alcuni quesiti sulla sua impostazione. Per quanto riguarda i limiti agli investimenti da parte dei fondi pensione, il documento propone un nuovo approccio regolamentare che persegua più efficacemente gli obiettivi di incentivazione dell´efficienza della gestione e di protezione del risparmio previdenziale. Il modello proposto, consentirebbe, da un lato, un maggior grado di libertà nelle scelte gestionali e, dall´altro, coinvolge maggiormente i fondi pensione affidando loro un ruolo più attivo nel controllo dei rischi di investimento. In materia di conflitti d´interesse, inoltre, il documento in consultazione propone di estendere ai fondi pensione la disciplina flessibile e responsabilizzante di gestione dei conflitti adottata con la direttiva Mifid. . |
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EMISSIONE BOT |
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Roma, 8 gennaio 2008 - Il Mef ha disposto un´emissione, con regolamento 15 gennaio 2008, da effettuarsi tramite asta il 10 gennaio 2008, di 10. 500 milioni di euro di Bot così ripartiti:
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importo (in ml. Di euro) |
scadenza |
giorni |
| Trimestrali |
3. 500 |
15. 04. 2008 |
91 |
| Annuali |
7. 000 |
15. 01. 2009 |
366 | E´ da tener presente che il 15 gennaio 2008 vengono a scadere Bot per 10. 000 milioni di euro (3. 000 milioni di euro trimestrali e 7. 000 milioni di euro annuali). I Bot sono posti all´asta con il sistema di collocamento dell´asta competitiva e senza l´indicazione del prezzo base da parte del Tesoro. I buoni possono essere sottoscritti per un importo minimo di mille euro. I prezzi indicati dagli operatori partecipanti alle aste dei Bot, espressi in termini percentuali, possono variare, per tutte le tipologie di titoli, di un millesimo di punto percentuale o multiplo di tale cifra. Non sono ammesse all´asta richieste senza indicazione di prezzo. L´importo di ciascuna richiesta non può essere inferiore ad un milione e mezzo di euro (1. 500. 000€). Il collocamento dei Bot verrà effettuato nei confronti degli operatori indicati nei decreti di emissione. In attuazione di quanto disposto nella Sez. Ii - Tit. V del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, e relative norme di attuazione, in relazione alla dematerializzazione dei titoli di Stato, i buoni ordinari del Tesoro sono rappresentati da iscrizioni contabili a favore degli aventi diritto. La Banca d´Italia provvede a inserire in via automatica le partite dei Bot sottoscritti in asta da regolare nel servizio di compensazione e liquidazione avente a oggetto strumenti finanziari con valuta pari a quella di regolamento. Sulla base delle assegnazioni, gli intermediari aggiudicatari accreditano i relativi importi sui conti intrattenuti con i sottoscrittori. Le richieste di acquisto - con un massimo di tre per ciascuna tranche - dovranno pervenire alla Banca d´Italia, esclusivamente tramite la rete nazionale interbancaria, entro e non oltre le ore 11 del giorno 10 gennaio 2008 con l´osservanza delle modalità stabilite nei decreti di emissione. Si ricorda che in caso di malfunzionamento delle apparecchiature che non consenta l´immissione dei messaggi nella rete, le richieste di partecipazione all´asta debbono essere inviate con modulo trasmesso via fax. Le richieste non pervenute entro il termine stabilito dai decreti di emissione non vengono prese in considerazione. Eventuali richieste sostitutive di quelle corrispondenti già pervenute sono prese in considerazione solo se giunte entro il termine di cui sopra. Le richieste non possono essere più ritirate dopo il termine suddetto . Qualora le richieste di ciascun operatore, anche complessivamente, superino l´importo offerto dal Tesoro, esse verranno prese in considerazione a partire da quella a prezzo più alto, fino a concorrenza dell´importo offerto, salvo quanto diversamente stabilito nei decreti di emissione. La circolazione dei Bot al 2 gennaio 2008 era pari a 137. 802 milioni di euro, di cui 6. 000 milioni di euro trimestrali, 55. 302 milioni di euro semestrali e 76. 500 milioni di euro annuali. . |
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MEF: LA RAGIONERIA PUBBLICA IL CONTO ANNUALE 2006 SUL PUBBLICO IMPIEGO |
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Roma, 8 dicembre 2008 - Il Ministero dell´Economia e delle Finanze comunica che è in linea sul sito il documento della Ragioneria generale dello Stato contenente i dati del "Conto Annuale della Pubblica Amministrazione" relativi all´anno 2006, corredata di una sintesi. La rilevazione statistica, che raccoglie i dati sulla consistenza e i costi del personale della Pubblica Amministrazione e costituisce fonte ufficiale di informazioni per le decisioni in materia di pubblico impiego assunte nelle sedi istituzionali, è consultabile dal sito della Rgs (Collegamento a sito esterno www. Rgs. Mef. Gov. It) o direttamente all´indirizzo www. Contoannuale. Tesoro. It. I dati pubblicati sono divisi per aree tematiche e per comparto. Le tavole sono predisposte per qualifica e per tipologia di ente e sono accompagnate da indicatori dei principali fenomeni. In concomitanza con la pubblicazione dei dati dell´anno 2006 sono inoltre stati rivisti, per apportare rettifiche ed integrazioni, alcuni dati dei precedenti conti annuali del pubblico impiego. E´ stata inoltre pubblicata, scaricabile dal sito Rgs, la "Relazione sulla spesa pensionistica dei dipendenti pubblici" aggiornata a tutto l´anno 2006. |
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PHILOGEN S.P.A.: VIA LIBERA DI BORSA ITALIANA S.P.A. ALL’AMMISSIONE ALLA QUOTAZIONE DELLE AZIONI ORDINARIE |
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Milano, 8 gennaio 2008 – Philogen S. P. A. , società che opera nel settore delle biotecnologie, ha ricevuto oggi da Borsa Italiana S. P. A. Il provvedimento di ammissione alla quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Mercato Telematico Azionario (Mta), organizzato e gestito da Borsa Italiana S. P. A. Philogen è assistita da Unicredit e Société Générale in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners e da Banknord Ge. Pa. Fi. S. I. M. S. P. A. In qualità di Advisor finanziario. Unicredit agisce anche come responsabile del Collocamento per l’Offerta Pubblica e Sponsor. Philogen è assistita da Chiomenti Studio Legale, mentre i Joint Global Coordinators sono assistiti dallo studio Shearman & Sterling Llp. . |
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MANUTENCOOP FACILITY MANAGEMENT S.P.A..: NULLA OSTA DI CONSOB ALLA PUBBLICAZIONE DEL PROSPETTO INFORMATIVO |
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Zola Predosa, 8 gennaio 2008 – Manutencoop Facility Management S. P. A. , capofila del Gruppo attivo nella gestione e nell’erogazione di servizi integrati, alla clientela pubblica e privata, rivolti agli immobili, al territorio ed a supporto dell’attività sanitaria, ha ottenuto in data 19 dicembre 2007 da Consob l’autorizzazione alla pubblicazione del Prospetto Informativo relativo all’Offerta Pubblica di Vendita e Sottoscrizione e all’ammissione a quotazione sul Mercato Telematico Azionario, organizzato e gestito da Borsa Italiana S. P. A,. Delle proprie azioni ordinarie, che segue l’ottenimento in data 17 dicembre 2007 del provvedimento di ammissione a quotazione rilasciato da parte di Borsa Italiana S. P. A. Manutencoop Facility Management è assistita da: Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S. P. A. E Morgan Stanley & Co. International Plc. In qualità di Joint Global Coordinator, Joint Bookrunner e Joint Lead Manager. Mediobanca agisce, inoltre, in qualità di Responsabile del Collocamento e Sponsor. Citi agirà in qualità di Co-lead Manager. Lazard & Co. S. R. L. Riveste il ruolo di advisor finanziario della Società. Gianni, Origoni, Grippo & Partners e Linklaters svolgono il ruolo di consulenti legali per la Società, Chiomenti e Shearman & Sterling per le banche. . |
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ANIMA SGR: RACCOLTA NETTA DI +16,5 MILIONI DI EURO A DICEMBRE PATRIMONIO GESTITO A 10.321,5 MILIONI DI EURO A FINE DICEMBRE |
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Milano, 8 gennaio 2008 – Anima ha registrato nel mese di dicembre 2007 una raccolta netta totale (fondi di diritto italiano, Anima Sicav, Anima Orizzonti) di +16,5 milioni di euro. Il patrimonio totale ammonta a fine dicembre a 10. 321,5 milioni di euro, rispetto a 7. 296 milioni a fine 2006 (+41%, includendo i fondi Dws acquisiti a fine luglio). Al netto delle duplicazioni (rappresentate dal fondo Anima Orizzonti, che investe in fondi Anima), il patrimonio totale è pari a 10. 300 milioni di euro. La tabella 1 indica il patrimonio e la raccolta netta di dicembre dei prodotti Anima, divisi per tipologia
| Tabella 1: Patrimonio e raccolta netta nel mese di dicembre, per linea di prodotto |
| Linea di prodotto |
Numero fondi |
Nav* |
Raccolta netta* |
| Fondi comuni di diritto italiano |
11 |
10. 127,5 |
15,6 |
| Anima Sicav |
6 |
172,5 |
-2,6 |
| Fondo pensione aperto Anima Orizzonti |
4 |
21,5 |
3,5 |
| Totale |
21 |
10. 321,5 |
16,5 | Fonte: Anima. * Dati in milioni di euro. Fondi di diritto italiano - I fondi Anima di diritto italiano hanno registrato nel mese di dicembre 2007 una raccolta netta di +15,6 milioni di euro. A fine dicembre il patrimonio netto dei fondi comuni di diritto italiano di Anima ammonta a 10. 127,5 milioni di euro, rispetto a 7. 036,3 milioni di euro a fine 2006 (+44%). La tabella 2 indica il patrimonio e la raccolta netta di dicembre dei singoli fondi di diritto italiano.
| Tabella 2: Patrimonio e raccolta netta nel mese di dicembre; fondi Anima di diritto italiano |
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Nav* |
Raccolta netta* |
Tipo di fondo |
| Anima Fondattivo |
844,2 |
-28,8 |
Flessibile |
| Anima Fondo Trading |
1. 151,2 |
-32,4 |
Azionario |
| Anima America |
226,2 |
-4,9 |
Azionario |
| Anima Europa |
867,4 |
-23,9 |
Azionario |
| Anima Asia |
350,1 |
-5,6 |
Azionario |
| Anima Emerging Markets |
239,8 |
-1,6 |
Azionario |
| Anima Fondimpiego |
690,5 |
-16,5 |
Obbligazionario |
| Anima Convertibile |
96,2 |
-3,9 |
Obbligazionario |
| Anima Obbligazionario Euro |
1. 610,9 |
-10,7 |
Obbligazionario |
| Anima Liquidità |
2. 929,9 |
96,3 |
Liquidità |
| Fondo Liquidità |
1. 121,1 |
47,6 |
Liquidità |
| Totale |
10. 127,5 |
15,6 |
| Fonte: Anima. * Dati in milioni di euro. Anima Sicav ha registrato in dicembre una raccolta netta di -2,6 milioni di euro. Il patrimonio netto di Anima Sicav ammonta, a fine dicembre, a 172,5 milioni di euro rispetto a 253,2 milioni di euro di fine 2006. Anima Orizzonti ha registrato in dicembre una raccolta netta di +3,5 milioni di euro (+ 15,2 milioni di euro nel 2007). Il patrimonio in gestione a fine dicembre è di 21,5 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 6,9 milioni di euro di fine 2006 (+211%). “Nel 2007 il patrimonio in gestione è cresciuto del 41%, grazie all’acquisizione dei fondi di diritto italiano di Dws Sgr, completata a luglio”, commenta Alberto Foà, amministratore delegato di Anima Sgr. “Si segnala poi la buona partenza del fondo pensione aperto Anima Orizzonti, il cui patrimonio è passato da circa 7 a 21,5 milioni di euro nel corso del 2007, con oltre 6. 000 aderenti”. . |
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MONTENEGRO: ATTRATTI IDE PER 796,7 MLN EUR DA GENNAIO A OTTOBRE 2007 |
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Podgorica, 8 gennaio 2008 - La Banca centrale del Montenegro ha annunciato che gli investimenti diretti esteri attratti nei primi dieci mesi del 2007 hanno raggiunto i 796,7 mln Eur, aumentando del 116,5% su base annuale. Ciò si traduce in un 37% del prodotto interno lordo previsto per l’intero anno. L’incremento deriva principalmente dal boom del mercato immobiliare e dalle vendite agli stranieri, che hanno raggiunto i 431,5 mln da gennaio a ottobre (54,2% dell’afflusso complessivo). Inoltre, circa 267 mln Eur sono stati investiti in imprese e banche locali, mentre ulteriori 98,1 mln Eur sono pervenuti sottoforma di debiti intersocietari. Parallalemente, il flusso in uscita degli Ide ha raggiunto i 417,3 mln Eur da gennaio a ottobre, per la maggior parte nel settore immobiliare (73,7%). Gli Ide netti hanno toccato 379,4 mln Eur, salendo del 24,6% a/a. Commentando i dati, il Ministro dell’economia Branimir Gvozdenovic ha manifestato l’intenzione di far permanere il Paese ai vertici, nella regione, in termini di Ide pro capite che verranno attratti nel 2008. Il Ministro ha previsto che, con il rilancio del processo di privatizzazione e gli investimenti greenfield, in particolare nel settore energetico, quest’anno entreranno nell’economia montenegrina circa 800 mln Eur. . |
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ALGERIA: UN BUSINESS DA 6 MILIARDI DI EURO PER LE IMPRESE ITALIANE L’EXPORT SUPERA IL MILIARDO, +8% IN UN ANNO MA È L’IMPORT A PREVALERE CON QUASI 5 MILIARDI, IL 98% IN COMBUSTIBILI |
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Milano, 8 gennaio 2008 - L’algeria rappresenta per l’Italia un business da 6 miliardi di euro: a tanto ammonta l’interscambio nei primi nove mesi del 2007. Con un export che supera il miliardo e 200 milioni di euro e segna un + 8% rispetto al 2006. Resta molto forte il valore dell’import che raggiunge i 4 miliardi e 700 milioni di euro, il 98% rappresentato da combustibili. Tra le regioni più attive a far la parte del leone è la Lombardia che assorbe quasi i due terzi dell’import (65,1% del totale italiano) per un valore di oltre 3 miliardi di euro, quasi quintuplicato rispetto al 2006 (+380%) e il 37,5% dell’export nazionale con 470 milioni di euro circa. Forti anche l’Emilia Romagna nell’export, con quasi 147 milioni di euro e il Lazio nell’import, con poco meno di un miliardo di euro. E nel 2007 sono i macchinari e materiale da trasporto i prodotti italiani più esportati sul mercato algerino (il 39% del totale) seguiti dai prodotti finiti (classificati secondo la materia prima) in cuoio, pelle, gomma, sughero e legno, carta, filati, metalli ferrosi e non ferrosi (35,7% del totale). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat al terzo trimestre 2007 e 2006. Missione imprenditoriale ad Algeri dal 27 al 30 gennaio. La organizza Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per le attività internazionali, nell’ambito delle missioni selezionate congiuntamente da Regione Lombardia e sistema delle Camere di commercio che rientrano nel bando internazionalizzazione delle imprese lombarde. Le aziende partecipanti potranno quindi usufruire del contributo previsto dal bando (voucher D) a parziale copertura delle spese sostenute. L’iniziativa intende aiutare le piccole e medie imprese nella ricerca di nuove opportunità commerciali in Algeria facilitando il contatto con gli operatori locali attraverso la presentazione delle opportunità esistenti e la realizzazione di incontri d’affari mirati. Per informazioni, contattare Promos/camera di commercio, tel. 02. 8515. 5204, e-mail: russo. Ivano@mi. Camcom. It. "L’area mediterranea rappresenta un mercato importante, a cui le nostre imprese guardano con sempre crescente interesse - ha dichiarato Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per le attività internazionali -. La Camera di commercio di Milano da tempo favorisce le occasioni di dialogo, incontro e scambio tra i Paesi del Mediterraneo, anche grazie all’organizzazione dell’annuale conferenza del Laboratorio Euro-mediterraneo. E tra le iniziative concrete promosse questa missione in Algeria può essere un utile strumento per accrescere ed intensificare le relazioni commerciali". . |
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PER AUMENTARE LA COLLABORAZIONE ITALIA-GIAPPONE IL MINISTRO DELL’ECONOMIA GIAPPONESE INCONTRA IL MINISTRO BONINO. L’EXPORT ITALIANO VERSO IL GIAPPONE E´ IN CALO MA LA MODA MANTIENE UN RUOLO FONDAMENTALE |
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Roma, 8 gennaio 2008 - Incrementare la collaborazione Italia-giappone è il tema dell’incontro di oggi del ministro dell’Economia nipponico Akira Amari in visita ufficiale in Italia, con il ministro delle Politiche europee e del Commercio internazionale, Emma Bonino. Le nostre esportazioni l’anno scorso sono continuate a scendere. L’interscambio commerciale Italia-giappone ha subito una variazione del -1,6% nel periodo gennaio- novembre 2007 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un disavanzo di un miliardo di euro Il comparto della moda continua a giocare un ruolo fondamentale, secondo Assocamerestero, ma anche i marchi italiani del design, gioielli, automobili e alimentare, per citare i più sviluppati, sono percepiti come prodotti di alta qualità e dunque molto ricercati dai consumatori di fascia medio-alta di Giappone . Tra i prodotti tipici del Made in Italy già nei primi nove mesi del 2007 tessile e abbigliamento, prodotti in cuoio e alimentare, sono quelli che hanno mantenuto un saldo commerciale positivo rispettivamente per 704,3 milioni di euro, 394,7 e 330,1 milioni. E’ l’alimentare però l’unico tra questi ad avere avuto una crescita dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2006, mentre i prodotti del tessile e abbigliamento si sono contratti del 7,1%, restando comunque al primo posto nel nostro export per un valore di 774,8 milioni e quelli del cuoio sono scesi del 6,2%. E’ importante segnalare però che la presenza da molti anni di una Camera di Commercio italiana in Giappone è comunque testimonianza di un forte e lungimirante attivismo di imprese italiane che hanno creduto prima di altre nello sviluppo di questo mercato come importante sbocco per le produzioni made in Italy. . |
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SERBIA: SOSTEGNO AL COMMERCIO INTERNAZIONALE ATTRAVERSO IL TFP DELLA BERS |
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Bruxelles, 8 gennaio 2008 - La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers) ha creato il Trade Facilitation Programme (Tfp), attraverso cui concede garanzie a banche commerciali internazionali, contro rischi politici e commerciali, sulle transazioni condotte dalle banche partecipanti nei Paesi dove la Bers opera. Il Tfp può garantire ogni transazione commerciale, assicurando i pagamenti per strumenti quali lettere di credito, advance payment bonds, payment guarantees, performance bonds, promissory notes. Attraverso il Tfp l’azienda italiana esportatrice ha la sicurezza di ricevere il pagamento nel momento stesso in cui la merce attraversa la frontiera e di avere una copertura fino al 100% del valore nominale degli strumenti di pagamento sopra indicati. Le garanzie concesse dalla Bers attraverso questo programma coprono un’ampia gamma di beni e servizi, tra cui beni di consumo, materie prime, attrezzature, macchinari, forniture di energia, servizi di ingegneria, costruzioni, cantieristica. La Banca emittente in Serbia che utilizza lo strumento di finanziamento commerciale della Bers è la Privredna Banka di Belgrado. Per ulteriori informazioni: Camera di Commercio di Serbia a Padova, E-mail: pks-veneto@libero. It . |
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SEMINARIO SUI FONDI STRUTTURALI IN UNGHERIA |
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Torino, 8 gennaio 2008 - Il Centro Estero Piemonte presenta il 15/01/2008 - un seminario di approfondimento sulla programmazione e gestione dei Fondi strutturali in Ungheria: eleggibilità dei soggetti beneficiari, azioni ed attività finanziabili, modalità di erogazione dei fondi. Sarà dedicata una particolare attenzione ai programmi operativi a favore dello sviluppo dell’economia, infrastrutture e trasporti, ambiente ed energia, e-administration. L’evento, realizzato in videoconferenza, prevede, su richiesta e secondo un´agenda appuntamenti prefissata, la possibilità di incontrare personalmente i rappresentanti dell’Itd Hungary /Ambasciata di Ungheria. La partecipazione è gratuita, previa compilazione del modulo di adesione. Www. Centroestero. Org . |
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I MILANESI PER CAPODANNO SPESA MEDIA 113 EURO MA PER RISPARMIARE UNO SU QUATTRO NON SPENDE NULLA CENA IN FAMIGLIA O CON AMICI E FESTE PRIVATE PER ACCOGLIERE IL 2008 E QUASI UNO SU VENTI VA A LETTO PRIMA DI MEZZANOTTE |
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Milano, 8 gennaio 2008 - 113 euro: è questa la spesa media dei milanesi per il Capodanno, più del dato nazionale di 109 euro. Tra festeggiamenti, regali, pranzi, vestiti, accessori e addobbi. Anche se un milanese su quattro sceglie il risparmio assoluto e non spende nulla per Capodanno. Ma come hanno festeggiato il nuovo anno? A tavola con i parenti (36%) o con gli amici (il 35%, più che in Italia 28%). Sulla neve, un milanese su sette. I milanesi rispetto agli italiani quest’anno scelgono le feste private, 5,1% contro il 2,7%, ma in tanti andranno a letto prima di mezzanotte: in media il 3,8%, contro il 2,9% della media nazionale. Capodanno in compagnia della tv per il 2,7% dei milanesi e uno su cento passerà in giro tutta la notte. Emerge da un’indagine condotta dalla Camera di commercio di Milano tramite la sua azienda speciale Cedcamera con metodo Cati su 841 italiani, 292 a Milano, 277 a Roma e 272 Napoli.
| In generale, quanto pensa di spendere per festeggiamenti, regali, pranzi, locali, fuochi d’artificio, vestiti, accessori e addobbi per la notte di Capodanno? |
Milano |
Roma |
Napoli |
Italia |
| Nulla |
17,5% |
15,2% |
17,3% |
16,6% |
| Fino a 100 euro |
42,5% |
57,0% |
32,0% |
43,9% |
| Tra 101 e 300 euro |
20,5% |
18,8% |
24,3% |
21,2% |
| Tra 301 e 500 euro |
4,5% |
1,8% |
3,7% |
3,3% |
| Tra 501 e 700 euro |
1,0% |
0,7% |
2,6% |
1,4% |
| Tra 701 e 1000 euro |
1,0% |
0,0% |
0,7% |
0,6% |
| Oltre 1000 euro |
0,3% |
0,0% |
0,7% |
0,4% |
| Non so/non risponde |
12,7% |
6,5% |
18,8% |
12,6% |
| Totale |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
| Dove trascorrerà il Capodanno? |
Milano |
Roma |
Napoli |
Totale |
| A casa |
61,0% |
68,2% |
76,5% |
68,4% |
| In un posto caldo |
2,7% |
1,4% |
1,1% |
1,8% |
| Sulla neve |
13,7% |
7,6% |
3,7% |
8,4% |
| In una città da visitare |
7,2% |
5,8% |
4,0% |
5,7% |
| In un luogo romantico |
0,3% |
0,7% |
0,0% |
0,4% |
| Altro |
2,4% |
4,7% |
1,8% |
3,0% |
| Non ho ancora deciso |
12,3% |
11,2% |
11,0% |
11,5% |
| Non so/non risponde |
0,3% |
0,4% |
1,8% |
0,8% |
| Totale |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
| Che cosa farà la notte di Capodanno? |
Milano |
Roma |
Napoli |
Italia |
| Festa in un locale |
6,2% |
11,6% |
4,4% |
7,4% |
| Festa privata |
5,1% |
2,5% |
0,4% |
2,7% |
| Ricca cena a casa con la famiglia |
36,0% |
29,6% |
61,8% |
42,2% |
| Ricca cena a casa con amici |
34,9% |
28,5% |
19,1% |
27,7% |
| Capodanno in piazza |
1,4% |
2,2% |
2,6% |
2,0% |
| Capodanno in baita |
0,7% |
1,1% |
0,0% |
0,6% |
| Giro tutta la notte fino al mattino |
1,0% |
0,0% |
0,4% |
0,5% |
| Guardo la tv |
2,7% |
5,4% |
0,0% |
2,7% |
| Teatro |
0,0% |
1,1% |
0,0% |
0,4% |
| Cinema |
0,0% |
0,0% |
0,0% |
0,0% |
| Vado a letto prima di mezzanotte |
3,8% |
3,2% |
1,5% |
2,9% |
| Volontariato |
0,0% |
0,0% |
0,0% |
0,0% |
| Lavoro |
0,7% |
2,5% |
0,4% |
1,2% |
| Altro |
0,0% |
0,4% |
0,4% |
0,2% |
| Non ho ancora deciso |
7,2% |
11,2% |
7,4% |
8,6% |
| Non so/non risponde |
0,3% |
0,7% |
1,8% |
1,0% |
| Totale |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
100,0% | | . |
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PIEMONTE: ABOLITE 31 LEGGI REGIONALI E 29 CERTIFICAZIONI IN MATERIA DI IGIENE E SANITA´ PUBBLICA, VETERINARIA E POLIZIA MORTUARIA |
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Torino, 8 gennaio 2008 - La Giunta regionale ha approvato oggi il D. D. L. Di abrogazione di 31 leggi regionali riguardanti agricoltura, caccia e pesca, bilancio e tributi, cultura, opere pubbliche, edilizia, rapporti con lo stato, programmazione, sanità, sport e tempo libero e di abrogazione e semplificazione di 29 procedure sanitarie relative alle autorizzazioni, certificazioni e ai pareri in materia di igiene e sanità pubblica, veterinaria e polizia mortuaria rilasciate a cura del Servizio Sanitario pubblico. E´ un intervento normativo in linea di continuità con il decreto legislativo 626/1994 sulla sicurezza e salute dei lavoratori e la L. R. N. 13/2005, "Legge regionale di semplificazione e disciplina dell´analisi d´impatto della regolamentazione", con il quale sono state abrogate quelle leggi che nel frattempo sono state superate in base all´evoluzione della normativa comunitaria e nazionale e degli indirizzi approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Spiega l´assessore regionale alla Semplificazione amministrativa ed agli Enti Locali Sergio Deorsola: "Queste misure rientrano nel programma di riforme degli enti locali rivolte allo snellimento delle norme regionali e finalizzate a ridurre in modo significativo e concreto quelle procedure burocratiche ormai ritenute obsolete e che incidono negativamente sugli obblighi a carico dei cittadini. " In pratica, vengono abolite procedure per il rilascio e rinnovo di certificati di sana e robusta costituzione; di idoneità fisica per l´assunzione nel pubblico impiego, per l´assunzione di insegnanti e personale di servizio nelle scuole, di apprendisti maggiorenni; il certificato sanitario per l´esonero dalle lezioni di educazione fisica; le certificazioni di vaccinazione per l´ammissione alle scuole pubbliche, compresi colonie e centri estivi; abolite le pratiche relative agli obblighi in materia di polizia mortuaria, di medicina scolastica, per l´esercizio dell´attività di parrucchiere ed estetisti. Aboliti inoltre il parere in igiene edilizia e le procedure in ambito veterinario, riguardanti la visita veterinaria prima dello spostamento dei suini verso macelli e allevamenti e per il rilascio della certificazione modello 7 Rpv. . |
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TOSCANA, FESTA DELLA LEGALITÀ: L’ANALISI SU UN FENOMENO IN ESPANSIONE USURA, NORME OBSOLETE. PRESTO NUOVA LEGGE REGIONALE |
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Firenze, 8 gennaio 2008 - Luigi De Sena, vice capo vicario della Polizia di Stato, Alessandro Santoro, prete operaio delle Piagge, quartiere all’estrema periferia fiorentina, uniti da un’analisi spietata sulle attuali norme atte a contrastare il fenomeno dell’usura: sono insufficienti, obsolete, vanno migliorate, vanno cambiate. E’ quanto emerso dal seminario sulla prevenzione e la lotta all’usura che si è concluso nel tardo pomeriggio del 19 dicembre 2007 presso la Festa della Legalità organizzata dalla Regione Toscana. E a stretto giro, durante la sessione conclusiva della giornata dedicata all’antimafia, arriva la risposta delle istituzioni con Federico Gelli, vice presidente della Regione con delega alla sicurezza dei cittadini: «Presto lavoreremo per studiare a fondo il fenomeno. Vogliamo condividere le analisi del sistema del credito toscano co! n l’esperienza sul campo della società civile imp! egnata a difesa di chi è colpito dai reati usurari ed estortivi. Subito dopo appronteremo una legge che, all’interno delle competenze regionali, possa sostenere le persone e le famiglie vittime dell’usura. » Il seminario si è aperto con un brano tratto dal dramma ‘Un matrimonio quasi felice’ dell’associazione Teatri d’Imbarco. Una pièce teatrale incentrata proprio sull’angosciosa vita che avviluppa una famiglia ricattata dagli usurai. Moderato dalla giornalista giudiziaria Franca Selvatici l’incontro ha visto protagoniste due donne vittime di estorsioni. Tutte e due hanno denunciato l’assenza dello Stato, capace solo di «promettere assistenza e denaro» ma che poi «emargina a causa della normativa insufficiente e della lentezza della giustizia». Per i relatori un altro soggetto non altezza della situazione nell’affrontare questo fenomeno è il sistema creditiz! io nazionale. Per De Sena le banche «non accompagnano l’imprenditore nel portare avanti il progetto economico per cui chiedono denaro. Mirano solo ai propri interessi, garantiti oltremisura, senza rischiare niente. » Santoro va oltre, denunciando come il sistema del credito «produca morte» e come sia necessario «uscirne grazie alla pratica di alternative concrete, a partire da progetti di microcredito di prossimità», e ha citato il caso di successo del Fondo Etico delle Piagge portato avanti tra mille difficoltà ma che ha già finanziato ad un tasso molto prossimo allo zero «ben 80 abitanti del quartiere». Lelio Grossi, presidente della Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura è partito dalla propria esperienza per raccontare come spesso l’usurato non denuncia «perché riconoscente verso chi gli ha risolto una situazione drammatica ma anche perché! ; non si fida della giustizia. » Nel loro intervento Sand! ro Santi oni, dell’ufficio del Commissario straordinario per il racket e l’usura, e Filippo Ferri, capo della squadra mobile fiorentina, hanno ricordato il lavoro delle forze dell’ordine a contrasto del fenomeno dell’usura. . |
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GOVERNO TRASFERISCE A FVG COMPETENZE SU CATASTO |
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Trieste, 8 gennaio 2008 - Il Consiglio dei ministri, riunitosi 21 dicembre a Roma, ha approvato un decreto di attuazione dello Statuto di autonomia del Friuli Venezia Giulia che consente il trasferimento di nuove competenze alla Regione in materia di catasto. Queste competenze - ha riferito il presidente della Regione Riccardo Illy, che era presente alla riunione del Consiglio dei ministri - saranno successivamente trasferite dalla Regione ai Comuni attraverso opportuni accordi. Il provvedimento del Governo, ha precisato il presidente, consente inoltre di sperimentare in un massimo di tre nuovi Comuni il sistema di tipo tavolare, che una parte del territorio del Friuli Venezia Giulia ha ereditato dalla legislazione austro-ungarica. Il tavolare, ha osservato Illy, costituisce il miglior sistema di registrazione di beni di immobili, in termini di pubblicizzazione e di certezza per il proprietario. Se la sperimentazione darà esito positivo, si valuterà con il Governo la possibilità di estendere il sistema tavolare a tutto il territorio regionale. . |
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LOMBARDIA: PIANIFICAZIONE PROVINCIALE,NUOVI CRITERI PAESISTICI |
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Milano, 8 gennaio 2008 - Con un provvedimento approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell´assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, sono stati aggiornati i criteri riguardanti i contenuti paesaggistici dei Piani territoriali di coordinamento. Il documento di indirizzo rivede e aggiorna i precedenti criteri in relazione ai contenuti della legge regionale 12 del 2005 per il governo del territorio, alla disciplina introdotta dal decreto legislativo 42 del 2004 e alle indicazioni espressa nella Convenzione Europea del Paesaggio, ratificata dall´Italia con la legge 14 del 2006. "Il nuovo documento di indirizzo per la pianificazione provinciale - spiega l´assessore Boni - tiene conto delle disposizioni del nuovo quadro di riferimento legislativo, introducendo, tuttavia, anche un approccio più strategico e propositivo al paesaggio, come ci suggerisce la Convenzione Europea, con specifica attenzione ai tre grandi livelli di azione delle politiche per il paesaggio: la salvaguardia delle specifiche connotazioni regionali, la gestione attenta delle trasformazioni, la riqualificazione dei contesti degradati". Il documento approvato dalla Giunta regionale integra e completa la recente fase di riordino della pianificazione paesaggistica in Lombardia, che ha visto, in una prima fase, la definizione dei contenuti paesaggistici dei Piani di Governo del Territorio (secondo quanto previsto da una delibera approvata nel dicembre 2005). La revisione dei criteri ed indirizzi per i contenuti paesaggistici della pianificazione provinciale (attualmente in corso di adeguamento secondo quanto previsto dalla legge 12/2005) si inquadra anche nell´aggiornamento e integrazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale (all´esame della Giunta regionale, insieme alla proposta complessiva di Piano Paesaggistico correlata alla proposta di Piano Territoriale Regionale, anch´essa all´esame della Giunta). Il documento approvato dalla Giunta regionale su criteri e indirizzi riguardanti i contenuti paesaggistici per i Ptc è stato redatto tenendo conto dei risultati dell´ampio dibattito sui temi della pianificazione paesaggistica condotto in questi anni da Regione Lombardia con gli enti locali, le altre regioni italiane e tramite il confronto con altre realtà territoriali europee. I criteri approvati contengono, inoltre, le indicazioni relative alla cosiddetta "legenda unificata" dei contenuti paesaggistici dei Piani territoriali di coordinamento, condivisa nelle sue definizioni e organizzazione con le stesse Province tramite uno specifico tavolo di lavoro che si è tenuto tra il 2006 e il 2007; legenda che costituisce, ora, il riferimento comune e condiviso per la messa a fuoco e il confronto delle diverse letture del paesaggio e delle scelte di pianificazione. I vantaggi operativi di questa scelta sono evidenti: possibilità di inserimento, secondo denominazioni e aggregazioni concettuali comuni, dei principali dati di lettura e pianificazione del paesaggio, a scala provinciale, nel sistema informativo regionale integrato (Sit, Sistema Informativo Territoriale); confronto e conseguente possibilità di coordinamento tra le scelte delle diverse Province e della Regione; maggiore trasparenza dell´intero processo; costruzione di un quadro regionale coordinato delle diverse pianificazioni paesaggistiche provinciali, armonizzato nei contenuti e sempre aggiornato. "Il confronto tra le diverse letture e politiche del paesaggio facilita una sinergia tra i diversi strumenti di pianificazione, comunali, provinciali e regionale - aggiunge Boni - permettendo alla Regione di coordinare al meglio le pianificazioni locali, garantendo una maggiore chiarezza delle informazioni, sia verso i cittadini che nei rapporti tra gli enti. Questo consente una pianificazione, ognuno secondo le proprie competenze, e una gestione delle trasformazioni del paesaggio più attente, coerenti ed efficaci". . |
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PIL 2007, STIME IN CRESCITA PER IL LODIGIANO |
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Lodi, 8 gennaio 2008 – L’istituto Taglicarne ha recentemente pubblicato le stime riferite agli indicatori di ricchezza con dettaglio provinciale, in particolare il Pil (totale e procapite) aggiornato al 2007 e il Valore Aggiunto (totale e per settore di attività economica) aggiornato al 2006. Nel contempo l’Istituto ha effettuato una revisione delle stime pubblicate lo scorso anno per il 2004 e 2005, come è consuetudine fare con questo tipo di dati. Il Prodotto interno lordo - Nel 2007 Il Pil totale in provincia di Lodi ha quasi raggiunto i 6 mila milioni di euro (5. 978 milioni per l’esattezza), facendo rilevare un incremento rispetto al 2006 del 5,5%. Si tratta una variazione di tutto rispetto, nonostante sia inferiore rispetto a quella registrata l’anno precedente (+6,6%). Va comunque considerato che dal 2004 il Pil lodigiano si è incrementato del 12,9%, una delle variazioni più elevate della regione: Lodi è preceduta solo da Bergamo (16,8%), Cremona (13,1%) e Sondrio (13,0%). Il Pil provinciale contribuisce alla creazione della ricchezza della regione nella misura del 1,9%, si tratta di una delle incidenze più basse (che si colloca tra l’1,6% di Sondrio e il 2,8% di Lecco) sulla quale influisce la vicinanza all’area milanese che, da sola, apporta quasi il 50% della ricchezza lombarda (e che a sua volta contribuisce per un buon 21% alla creazione della ricchezza nazionale). Il valore che scaturisce dal rapporto tra il valore aggiunto di Lodi e quello della Lombardia è in linea con quello che si desume considerando le imprese attive (1,96%), ma rimane di qualche punto inferiore al della popolazione (2,3%) e delle Forze Lavoro (2,3%). La stima del Pil pro-capite, risultante pari a 27. 631 euro, posiziona la provincia lodigiana in 36a posizione nella graduatoria nazionale e all’ottavo posto nella classifica regionale. Lodi ha quindi ha guadagnato ben 7 posizioni rispetto al 2006, dimostrando, insieme a Cremona (+7) e Sondrio (+6), di reagire e recuperare rispetto a una situazione meno favorevole. Le variazioni temporali tra un anno e l’altro dimostrano infatti una crescita del 4,22% dal 2006 al 2007, a cui si aggiunge un +5,08% tra il 2005 ed il 2006. Ciò conferma quindi il riscatto rispetto al periodo negativo che si era evidenziato tra 2004 e 2005 quando si era registrata una perdita dell’1,25%. Il Pil pro-capite di Lodi, pur rimanendo “lontano” dai valori stimati per Milano (39. 442 euro) e per la Lombardia (33. 635 euro), rimane comunque superiore al dato nazionale (25. 921). Il Valore aggiunto - Il Tagliacarne attribuisce al lodigiano, per il 2006, un valore aggiunto pari a 5. 154,4, milioni di euro, mostrando un crescita per questo indicatore pari a +6% rispetto ai valori dell’anno precedente. Si tratta della variazione più marcata rilevata tra le province lombarde, seguita dal 5,8% di Bergamo e superiore al 3,4% della media regionale e al 3,0% dell’Italia. La ripartizione per settore economico consente di capire che oltre il 60% del Va lodigiano è prodotto dai Servizi, una percentuale in progressiva crescita rispetto al 59,0% del 2004 e che nell’ultimo anno considerato ha recuperato nientemeno che il 7,0% (a fronte di un incremento del 2,2% rilevato tra 2005 e 2004). Di notevole importanza il settore dell’Industria che contribuisce per il 35,6% alla creazione del Va locale, una percentuale che tende ad affievolirsi rispetto alle incidenze rilevate nel 2005 e nel 2004. Come sappiamo il Va dell’Industria è attribuibile in parte al comparto Manifatturiero (che pesa per il 27,5%, una percentuale in progressivo calo) e per una fetta meno consistente alle Costruzioni (8,1%, incidenza in calo rispetto al 2005, ma in aumento rispetto al 2004). Nonostante la perdita di importanza rileviamo per l’Industria una variazione in aumento negli ultimi due anni considerati (+4,9%), riscontrabile su entrambe le componenti (manifattura e costruzioni), in contrasto con la variazione in negativo rilevabile tra 2005 e 2004, sulla quale aveva inciso in misura negativa il Manifatturiero. Vi è infine un 3,6% di Va riferibile all’Agricoltura, settore che nel corso degli anni perde via via d’importanza (nel 2004 l’incidenza era pari al 4,5%). Questa situazione peggiorativa è rilevabile anche nelle altre province lombarde e viene messa in luce anche dagli elevati cali riscontrati nel biennio 2004-2006. Per Lodi la flessione in negativo nel biennio considerato è risultata pari a -15,4%, valore di poco inferiore alla media lombarda (-15,6%), ma superiore al dato nazionale (-13,9%), non è stata compensata dal lieve recupero dello 0,7% rilevato tra 2006 e 2005 intervenuto tra 2005 e 2006. Il confronto con le altre province lombarde mette inoltre in evidenza l’apporto esiguo da parte della provincia alla creazione della ricchezza regionale, in linea con il dato del Pil totale: Lodi con l’1,9% si colloca in penultima posizione, preceduta dal 2,9% di Lecco e seguita dal l’1,6% di Sondrio. Il Valore aggiunto per impresa La ripartizione del Va rispetto al dato riferito al numero di imprese attive iscritte al Registro camerale ci consente di calcolare un altro indicatore di ricchezza del territorio, ovvero la ricchezza prodotta dalla singola impresa. Per il 2006 questo valore risulta essere pari a 329,31 migliaia di euro. Le aziende lodigiane sono quinte nella graduatoria lombarda che vede Milano capolista con 383,87 mila di euro e Pavia in coda con 265,58 mila euro. Il dato medio regionale, pari a 342,14, risulta superiore alla media nazionale di 255,64 mila euro. Il dato di Lodi si è incrementato nell’ultimo anno considerato del 3,3%, recuperando la perdita rilevata tra il 2004 ed il 2005. Tale variazione è superiore alla media regionale (2,1%) e nazionale (2,2%). Una Dichiarazione Di Enrico Perotti, Presidente Della Camera Di Commercio Di Lodi: “In un momento in cui sembrerebbe prospettarsi al Paese un allarmante mix di inflazione, bassi consumi e bassa crescita, le stime elaborate sul Prodotto interno lordo del Lodigiano traducono l’immagine di un manifatturiero locale che ha riacquistato slancio e di un tendenziale ampliamento territoriale del mercato delle nostre imprese, segnalato dall’andamento del commercio con l’ estero. Il quadro dei risultati complessivi costituisce un antidoto alle manifestazioni di pessimismo e di rassegnazione. Esso convalida le valutazioni combinate espresse nel corso del recente Premio alla Fedeltà al Lavoro e al Progresso Economico, senza tuttavia escludere gli elementi di preoccupazione per un 2008 che si affaccia nuovamente problematico a seguito dell’evoluzione sfavorevole e dalle incertezze sulla durata e sull’entità della ripresa. Le imprese che hanno contribuito alla performance lodigiana, se avranno l’incoraggiamento di una politica di revisione della fiscalità e di accompagnamento all’innovazione e alla competitività sicuramente sapranno fronteggiare le incognite del futuro con minore apprensione. Nell’attuale contesto, la strada per la competitività parte dalla capacità di creare, con l’intervento anche delle istituzioni pubbliche, un circolo virtuoso tra sistema delle imprese, sistema della ricerca, sistema finanziario e politiche di sostegno, in una coesistenza di approcci diversi rispetto a quelli tradizionali. Lo stesso auspicato adeguamento dei salari e delle pensioni, ridando vigore ai consumi, può favorire il superamento degli attuali ritmi imposti dal mercato. ” . |
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IMPORTANTE CRESCITA DELL´OCCUPAZIONE, IN PARTICOLARE FEMMINILE, E CROLLO DELLA DISOCCUPAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA (2,8 P.C.) NEL TERZO TRIMESTRE 2007 |
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Trieste, 8 gennaio 2008 - L´ Assessore regionale al Lavoro, Roberto Cosolini, sottolinea il 20 dicembre 2007, i dati estremamente positivi registrati dalla rilevazione sulle forze di lavoro dell´Istat nel terzo trimestre 2007, con riferimento al mercato del lavoro del Friuli Venezia Giulia. Infatti, nel terzo trimestre 2007 l´offerta di lavoro (Forze di lavoro) ha registrato rispetto al terzo trimestre del 2006 un incremento dell´1,3 per cento (+328. 000 unità) a livello nazionale, un aumento leggermente più contenuto nel Nord Est (pari a +1,1 p. C. ) e in Friuli Venezia Giulia (pari a +1,2 p. C. ). Nel terzo trimestre 2007 in Italia il numero di occupati è risultato pari a 23. 417. 000 unità, l´1,8 per cento in più (+416 mila unità) rispetto a un anno prima. Un significativo contributo all´aumento del numero di occupati è stato nuovamente fornito dalla componente straniera (+201 mila unità), anche a seguito della perdurante crescita della popolazione immigrata iscritta in anagrafe. Si è inoltre confermata, nella popolazione italiana, la tendenza alla permanenza al lavoro degli occupati con almeno 50 anni di età e con contratto a tempo indeterminato (+118 mila unità). Se si considera il Nord-est nello stesso arco temporale la crescita occupazionale è stata pari al 2 per cento e ha portato il numero degli occupati a 5. 084. 000. "Nel Friuli Venezia Giulia nel terzo trimestre 2007 gli occupati hanno raggiunto le 528 mila unità - sottolinea l´assessore Cosolini - facendo registrare una spiccata crescita di oltre 15 mila unità sul piano tendenziale (corrispondente ad una variazione del 3 p. C. ) e un significativo aumento, superiore a 7 mila unità, sul piano congiunturale (+1,4 p. C. ). Il tasso di crescita degli occupati in Friuli Venezia Giulia (+3 p. C. ) è non solo il più elevato delle regioni del Nord-est (in Veneto si registra un +1,1 p. C. , in Emilia Romagna un +2,7 p. C. , in Trentino un +2,2 p. C. ), ma anche rispetto a tutto il Nord Italia (dove la crescita media dell´occupazione è stata pari a +1,3 p. C. )". Nel terzo trimestre 2007 in Italia il numero delle persone in cerca di occupazione è risultato pari a 1. 401. 000 unità, in calo rispetto allo stesso periodo del 2006 (-5,9 p. C. , pari a -88 mila unità). Nel terzo trimestre del 2007 le persone in cerca di occupazione in Friuli Venezia Giulia si sono attestate a 15 mila unità, quando nello stesso periodo del 2006 erano pari a 24 mila: il forte decremento ha riguardato sì la componente maschile (che è passata da 10 mila a 7 mila unità), ma ancor di più quella femminile che è diminuita da 15 a 9 mila unità. Con riferimento alla popolazione in età lavorativa il tasso di attività nel primo trimestre 2007 in Italia si è posizionato al 62,7 per cento, quattro decimi di punto in più rispetto all´anno prima; nel Nord-est il tasso di attività è aumentato di mezzo punto percentuale su base annua (da 69,5 a 70 p. C. ), mentre un significativo incremento pari a ben oltre un punto percentuale ha riguardato il Friuli Venezia Giulia dove il tasso di attività da 67,0 per cento è passato a 68,3 per cento. Nel terzo trimestre 2007, con riguardo alla popolazione in età compresa tra 15 e 64 anni, il tasso di occupazione si è posizionato al 59,1 per cento dal 58,4 per cento di un anno prima a livello nazionale. "Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia - rileva ancora Cosolini - il tasso di occupazione è salito al 66,4 per cento, facendo registrare un incremento di ben 2,5 punti percentuali: in un´ottica di genere, il tasso di occupazione maschile è aumentato su base annua di un punto e mezzo portandosi al 76,3 per cento, quello femminile ha raggiunto il 56,2 per cento, manifestando un incremento in confronto al terzo trimestre 2006 di ben 3,4 punti percentuali". Nel terzo trimestre 2007 in Italia il tasso di disoccupazione è diminuito rispetto a un anno prima di 0,5 punti percentuali, portandosi dal 6,1% al 5,6 per cento. In Friuli Venezia Giulia si è registrato un ulteriore decremento del tasso di disoccupazione che è passato nell´arco di un anno dal 4,5% al 2,8 per cento, confermandosi esattamente in linea con il Nord-est e pari alla metà di quello nazionale. Se si esaminano i dati relativi alla distribuzione degli occupati per settore economico si nota che il significativo incremento dell´occupazione avvenuto in Friuli Venezia Giulia è trainato soprattutto dal settore dei Servizi, in cui gli occupati aumentano di circa 19 mila unità passando da 315 mila a 334 mila (in particolare si tratta di 12 mila dipendenti e 7 mila indipendenti e, per quanto riguarda il genere, di 11 mila donne e 8 mila uomini). In agricoltura e nel commercio gli occupati rimangono sostanzialmente stabili rispettivamente a circa 15 mila e 66 mila, mentre per l´industria si rileva sul piano tendenziale un calo di 5 mila unità, su quello congiunturale un aumento di 9 mila unità, confermando in circa 179 mila addetti gli occupati del settore. Anche per il comparto edile il confronto su base annua porta a risultati positivi, poiché il settore guadagna 2 mila unità e raggiunge una quota pari a 30 mila addetti. Osservando la distribuzione degli occupati per posizione nella professione emerge che in Friuli Venezia Giulia l´aumento di 15mila occupati segnalato tra il terzo trimestre del 2006 e il terzo trimestre del 2007 sintetizza un contemporaneo sviluppo delle posizioni lavorative dipendenti, salite di circa 8 mila unità (con una variazione di +2,1 p. C. ), e di quelle indipendenti, cresciute di 7 mila unità (pari a +6,1 p. C. ). "Se si analizza la distribuzione dell´occupazione per genere, emerge chiaramente come sia proprio la componente femminile la vera motrice della vigorosa ripresa occupazionale che ha riguardato il Friuli Venezia Giulia durante il terzo trimestre 2007 rispetto al corrispondente trimestre 2006", evidenzia infine Cosolini: "le donne occupate salgono da 209 mila a 220 mila nell´arco di un anno, facendo registrare un variazione pari al 5,3 per cento, con evidenti effetti positivi anche sul tasso di occupazione femminile, che raggiunge il 56,2 per cento". . |
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CONCENTRAZIONI: LA COMMISSIONE EUROPEA AUTORIZZA ENEL AD ACQUISTARE IL DISTRIBUTORE E FORNITORE DI ENERGIA ELETTRICO RUMENO EMS |
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Bruxelles, La Commissione europea ha autorizzato, 21 dicembre 2007, in base al regolamento Ue sulle concentrazioni, il progetto di acquisizione della società rumena Ems da parte della società italiana Enel. Entrambe le società sono attive nel settore dell´energia elettrica. Al termine dell´esame, la Commissione ha concluso che la transazione non ostacolerà in maniera significativa l´effettiva concorrenza nel See o in una parte sostanziale di esso. Enel Spa è il fornitore tradizionale di energia elettrica in Italia. Benché detenga alcune attività nel settore del gas, Enel è principalmente attiva nella generazione, distribuzione e fornitura di energia elettrica. Enel opera prevalentemente in Italia, ma è presente anche in Spagna, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Russia, Francia, America del Nord e America del Sud. ´Societatea Comerciala Filiala de Distribuţie şi Furnizare a Energiei Electrice Electrica Muntenia Sud S. A. ´ (Ems) è attiva nel settore della distribuzione e fornitura al dettaglio di energia elettrica nella parte meridionale della Romania. La Commissione ha concentrato la sua analisi sul mercato della fornitura al dettaglio di energia elettrica, che è l´unico mercato nel quale le attività delle due società coincidono. L´indagine della Commissione ha dimostrato che il progetto di concentrazione non suscita riserve in termini di concorrenza in quanto nel mercato della fornitura al dettaglio di energia elettrica – a qualsiasi tipo di clienti (grandi o piccoli, industriali o privati)- esistono vari altri forti concorrenti. . |
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PROTOCOLLO CON AREA E ASI PER L´´ENERGIA |
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Palmanova, - Regione, Area di ricerca di Trieste e Ansaldo Sistemi Industriali (Asi) collaboreranno strettamente per realizzare progetti di innovazione nel campo dell´energia. Lo prevede un protocollo d´intesa, il cui testo è stato approvato 21 dicembre 2007 dalla Giunta regionale su proposta dell´assessore alle Attività produttive Enrico Bertossi. Area di ricerca ha già coordinato, per conto della Regione, le varie proposte progettuali di innovazione industriale che rientrano nel programma "Industria 2015 Efficienza Energetica" promosso dal ministero dello Sviluppo economico. Asi è d´altra parte un´industria che si occupa, con tecnologie e processi innovativi, di impianti che trovano applicazione nel campo energetico. Con il protocollo, in sostanza, si rafforza e si precisa nei dettagli la collaborazione fra Regione, Area e Asi per promuovere progetti innovativi nell´ambito del programma ministeriale "Industria 2015". . |
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ACCORDO REGIONE TOSCANA-ENEL SULLA GEOTERMIA 650 MILIONI DI EURO E LE MIGLIORI TECNOLOGIE |
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Roma, 8 gennaio 2008 - 650 milioni di euro: quasi 490 milioni in 16 anni, oltre ai circa 160 milioni garantiti dalla legge nazionale, per lo sviluppo sostenibile della ‘coltivazione’ geotermica, il miglioramento delle tecnologie utilizzate per l’estrazione del vapore, la valorizzazione dei territori che ospitano i giacimenti e la tutela dell’ambiente e della popolazione residente. L’intesa sulla geotermia siglata oggi tra la Toscana e l’Enel porterà a un vero e proprio raddoppio dei benefici finanziari per la regione con l’impegno a distribuirli sull’intero territorio interessato - 16 Comuni con 42 mila abitanti - in modo da contribuire a un loro equilibrato sviluppo. Il protocollo d’intesa “Accordo Generale sulla Geotermia”, che il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, l’amministratore delegato e direttore generale di Enel Fulvio Conti e i rappresentanti degli enti locali interessati (15 Comuni, 5 C! omunità montane e le Province di Pisa, Siena e Grosseto! ) hanno firmato il 20 dicembre 2007 a Roma parte dall’unificazione al 2024 della scadenza delle concessioni ad Enel per la coltivazione geotermica in Toscana e stabilisce un dettagliato elenco di impegni che l’Enel, in quanto concessionaria, si impegna a portare avanti dal 2008 al 2024 con la fattiva collaborazione della Regione Toscana. Tra i principali elementi del testo figurano: - lo sviluppo sostenibile della produzione, ipotizzabile con la realizzazione entro il 2011 di nuove centrali per un incremento totale di 112 Mw di potenza; - un ulteriore sviluppo di 80 Mw per arrivare all’obiettivo di 200 Mw di aumento della produzione previsti dal Piano di indirizzo energetico regionale per il 2024; - l’applicazione in Toscana delle più moderne tecnologie del settore per ridurre le emissioni di Co2 e delle sostanze liberate dall’attività geotermica. In questo senso va anche l’impegno di Enel ad investire fino ! a 250 milioni di euro in ricerca e innovazione tecnologica nel campo delle rinnovabili. - la richiesta di certificazione Emas per gli impianti installati; - la concessione di calore a costi il più possibile contenuti nelle aree geotermiche per i futuri sistemi di teleriscaldamento; - la chiusura dell’impianto Pc2 a Piancastagnaio a seguito della realizzazione delle opere impiantistiche finalizzate a un termodotto da Pc3 alla zona artigianale di Casa del Corto. Il protocollo rappresenta dunque una svolta ‘storica’ nei rapporti tra la Toscana ed Enel: con questa firma si apre una nuova stagione di impegno comune per uno sviluppo sostenibile della geotermia, per una maggiore valorizzazione dei territori, per una più estesa collaborazione sui temi della ricerca, dell’incremento delle fonti rinnovabili, delle ricadute positive collegate all’arrivo in Toscana del gasdotto Galsi. Il protocollo recepisce la specificità dell’Amiata tanto da subordinare l’attività geotermica agli esiti degli studi in corso da parte dell’Università di Siena sui rischi derivati dal suo sfruttamento. L’intesa diverrà operativa grazie a due accordi: uno Regione-enti locali ed uno Regione-enel che fissa modalità e tempi di erogazione delle risorse, che la Regione intende comunque destinare allo sviluppo del territorio. . |
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PRESENTATI I CRITERI DELL´IMPRESA CASACLIMA |
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Bolzano, 8 gennaio 2008 - Per potersi definire "azienda Casaclima" un´azienda produttrice di tipologie abitative chiavi in mano dovrà rispettare una serie di criteri che vanno da aspetti organizzativi a quelli legati alla gestione delle risorse, dalle caratteristiche produttive alle misure di miglioramento del prodotto. I criteri sono stati presentati il 21 dicembre 2007 a Bolzano dall´assessore provinciale Michl Laimer. Il titolo di "Impresa Cacaclima certificata", ha sottolineato l´assessore Laimer alla presentazione dei nuovi criteri, offre all´utente la garanzia che non siamo in presenza soltanto di materiali di qualità, ma che l´intero processo di produzione si sviluppa secondo precisi criteri qualitativi. Si tratta di una certificazione unica in Europa. "La Casaclima deve possedere tutti i requisiti prescritti, e le imprese Casaclima devono fornire questa garanzia". Il catalogo dei criteri abbraccia diversi aspetti, che spaziano dalle condizioni organizzative alla promozione di una sensibilità ambientale nella pubblica opinione e al management delle risorse, fino alla realizzazione del prodotto e alle costanti misure di miglioramento. Ad esempio, ha spiegato il direttore dell´Agenzia Casaclima Norbert Lantschner, verranno controllate la produzione, la fornitura e le operazioni di montaggio, ma anche la situazione relativa agli scarti. Ogni costruzione verrà esaminata e dovrà garantire efficienza in termini energetici per un periodo di trent´anni. Nel progetto la Provincia ha potuto contare sulla collaborazione delle organizzazioni economiche, ha ricordato l´assessore Laimer, perchè anche per loro la tutela del clima costituisce una particolare opportunità di mercato. I rappresentanti delle categorie economiche hanno concordato che per le imprese la nuova certificazione è un importante contributo per rafforzare la loro competitività. Il certificato di impresa Casaclima ha una durata di circa 6 mesi ed è stato sperimentato nell´azienda Rubner di Chienes. Per ulteriori informazioni tel. 0471 062140. . |
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PARI OPPORTUNITA’ : TEMPI DI VITA E DI LAVORO, UNA CONCILIAZIONE DIFFICILE UN DOCUMENTARIO-INCHIESTA DI 17 MINUTI PRESENTATO DALLA REGIONE TOSCANA |
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Firenze, 8 gennaio 2008 - “ Io vorrei diventare un chirurgo e lavorare in un grande ospedale. Ma vorrei anche una grande famiglia e tanti bambini”, dice la ragazza. “Auguri!”, le risponde il ragazzo, sdraiato con lei e altri compagni di scuola su un prato, a scambiarsi sogni e progetti di fine liceo. E’ l’inizio di “Tempi di lavoro, tempi di vita: la conciliazione difficile”, un documentario-inchiesta prodotto dalla Regione e realizzato da Politelevision, per la regia di Fabrizio Todesco. 17 minuti, durante i quali si alternano frammenti di fiction girati con gli adolescenti, una serie di interviste messe in scena da attori di teatro, con testi estratti da una ricerca finanziata dall’Università di Firenze, e gli interventi di due docenti dell’Università di Firenze, Monica Pacini, Storia contemporanea, e Letizia Mencarini, Scienze sociali. Il documentario è stato presentato dall’assessore alle Pari opportunità Susanna Cenni, assieme alle due docenti universitarie. “Il 2007 è stato proclamato dalla Commissione Europea l’Anno delle pari opportunità per tutti – ricorda l’assessore Cenni – Come assessorato abbiamo voluto concentrare l’attenzione su due obiettivi principali: il contrasto e la lotta alla violenza sulle donne, e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Con questo documentario vogliamo puntare i riflettori sul problema e diffondere la cultura della conciliazione tra vita lavorativa e familiare, come strumento indispensabile per raggiungere un’effettiva parità tra donne e uomini”. Il documentario, riprodotto in 1. 000 copie, verrà distribuito a enti locali, scuole medie e superiori, Università di Firenze, Pisa e Siena, associazioni di categoria. E sarà trasmesso da 22 emittenti locali toscane. Nel panorama europeo le donne italiane hanno due pr! imati assoluti: la più bassa partecipazione al mercato del lavoro (il tasso di attività femminile è di poco superiore al 50%, ben lontano dai livelli finlandesi, danesi, olandesi, svedesi, oltre il 70%) e un bassissimo livello di fecondità (1,3 figli a testa, contro una media europea di 1,6). “Fecondità e occupazione femminile – dice l’assessore Cenni – sono più basse che altrove perché sono meno conciliabili tra loro”. Sulla conciliazione pesano tre ordini di fattori: la scarsità dei servizi all’infanzia, i fattori culturali (in Italia è più radicata che altrove l’idea che la donna debba occuparsi prima di tutto della famiglia e dei figli), un sistema di genere molto asimmetrico e di tipo prevalentemente tradizionale. Il documentario è stato presentato a conclusione della riunione del tavolo delle politiche di genere, che si è tenuta stamani, ! presieduta dall’assessore Susanna Cenni, e alla quale ha! nno part ecipato rappresentanti delle associazioni economiche, dei sindacati, degli organismi di parità. Al tavolo è stata discussa la prima bozza del documento relativo alla proposta di legge sulla cittadinanza di genere e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e sono stati raccolti i primi contributi. “La legge – informa Susanna Cenni – verrà approvata dopo un confronto molto ampio con le donne e indicherà i principi a cui tutte le leggi e i diversi piani della Regione dovranno attenersi”. L’impegno della giunta è quello di presentare il documento preliminare in Consiglio a marzo. L’approvazione dovrebbe avvenire entro il 2008. Il film è un documentario-inchiesta della durata di 17 minuti, prodotto dalla Regione e realizzato da Politelevision, con la regia di Fabrizio Todesco. Riprodotto in 1. 000 copie, sarà distribuito a enti locali, scuole medie e superiori, Università di Firenze, Pisa e Siena, associazioni di categoria; e sarà trasmesso da 22 emittenti locali toscane. Nel film si alternano momenti di fiction girati con un gruppo di ragazzi, interviste messe in scena da attori di teatro, con testi estratti da una ricerca finanziata dall’Università di Firenze, e interventi di due docenti dell’Università di Firenze, Monica Pacini, Storia contemporanea, e Letizia Mencarini, Scienze sociali. Il film si apre con una inquadratura di esterni e un pezzetto di fiction, in cui un gruppo di adolescenti, ragazze e ragazzi, chiacchierano su un prato, parlando di aspirazioni di vita e ! dei propri progetti per la vita adulta. Al momento del loro in! gresso n el mondo degli adulti, le femmine non immaginano di andare incontro a discriminazioni di genere. E’ lo spunto a partire dal quale Monica Pacini analizza le trasformazioni di lungo periodo nella relazione donne-lavoro-famiglia: i molti ostacoli che sul piano giuridico si frapponevano tra uguaglianza formale ed effettiva sono oggi superati, ma le criticità restano, sia all’interno dei ruoli familiari, che nelle professioni, che nella rappresentanza politica. Letizia Mencarini osserva i primati delle donne italiane, tra bassa partecipazione al lavoro e scarsa fecondità. Analizza la relazione tra donne, mercato del lavoro e lavoro domestico, all’interno di un sistema di genere ancora troppo tradizionale. Le donne italiane hanno il record europeo per il carico familiare: oltre 5 ore al giorno in media contro le 3 e mezzo delle svedesi. Le donne italiane hanno il minore tempi libero in Europa: 4 ore al giorno. Gli uomini italiani dedicano al la! voro familiare il minor tempo di tutta Europa; il 23% degli uomini in coppia non dà neanche 10 minuti della propria giornata al lavoro familiare. Poi gli attori di una scuola di teatro fiorentina mettono in scena una serie di interviste estratte dal Focus Group “I rapporti di genere nell’ambito della coppia e la genitorialità”, realizzato dall’Università di Firenze. I testi, rigorosamente autentici, portano un contributo di testimonianze e riscontri di vita vissuta. Dalle interviste risulta che: la gestione del quotidiano è sempre un aspetto problematico della vita di coppia; i compiti domestici restano principalmente di competenza femminile e la collaborazione dei mariti non si traduce in una piena condivisione anche degli aspetti organizzativi; quello maschile, più che una vera e propria condivisione dei compiti e dei tempi, è un ‘aiuto’, quasi sempre limitato a precisi compiti, che s! pesso deve essere sollecitato; la piena sostituibilità ! tra i co niugi è, ed è considerata, un’eccezione; la situazione di asimmetria di compiti e tempi costringe le donne a rimanere comunque, loro malgrado, le ‘menti’ organizzatrici della casa, il ‘motore pensante’. In chiusura, troviamo di nuovo i giovani della fiction iniziale. Anche per loro si profila che sarà la gestione del quotidiano a porre la questione della condivisione dei ruoli. A conclusione, sui titoli che scorrono, una voce fuori campo enuncia le azioni positive svolte dalla Regione Toscana per intervenire e dare contributi concreti a risolvere il problema: l’attuazione di orari flessibili e part-time, l’incremento del numero di asili nido, il progetto Pari, per l’inserimento lavorativo di categorie svantaggiate, in particolare donne sopra i 45 anni, il Piano Regionale di sviluppo 2006-2010, che punta sulle donne e sulla loro partecipazione al mercato del lavoro come fattore di sviluppo di tutta la s! ocietà toscana. . |
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