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Notiziario Marketpress di Lunedì 22 Aprile 2013
MESSAGGIO DI CONGRATULAZIONI DEL PRESIDENTE UE BARROSO AL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO  
 
Bruxelles, 22 aprile 2013 - A nome della Commissione europea e di me stesso, mi congratulo con lei per la sua rielezione a Presidente della Repubblica d´Italia. Nel rinnovare il mandato di Capo dello Stato, il Parlamento italiano conferma il successo del vostro primo mandato, durante il quale si è compiuto il vostro ruolo istituzionale al completo come garante costituzionale di unità nazionale e nel promuovere il prestigio internazionale del paese. La tua rielezione arriva in un momento cruciale nel processo di integrazione, che richiede sia i governi nazionali e le istituzioni europee per visualizzare grande calma, coraggio e lungimiranza. Ora più che mai i cittadini europei chiedono le nostre istituzioni per un rinnovato impegno democratico in grado di superare la crisi, ripristinando la crescita e l´occupazione. Sono certo che, con te come presidente, l´Italia, in conformità delle sue tradizioni pro-europei, continuerà a dare un contributo decisivo per il nostro ideale europeo comune.  
   
   
UE: IL PRESIDENTE BARROSO INCONTRA HAILEMARIAM DESSALEGN, PRIMO MINISTRO DELL´ETIOPIA  
 
Bruxelles, 22 aprile 2013 - Di seguito l’intervento del 18 aprile di José Manuel Durão Barroso Presidente della Commissione europea dopo il suo incontro con il sig Hailemariam Dessalegn, Primo Ministro dell´Etiopia: “ Buone signore del mattino e signori, E ´un grande piacere dare il benvenuto il primo ministro Hailemariam Dessalegn per la sua prima visita ufficiale in Europa. So anche che questa è la prima visita ufficiale che egli paga al di fuori dell´Africa dopo la sua elezione, e vi ringrazio per questo. Credo che questo sia un segnale dell´impegno di Etiopia per il buon rapporto con l´Unione europea. Permettetemi anche lo stress, a nome dell´Unione europea, il nostro interesse per approfondire ulteriormente le nostre relazioni politiche ed economiche, e di affrontare le sfide più ampie di sicurezza regionale. Oggi abbiamo avuto una discussione molto aperta e amichevole su una serie di questioni relative alla nostre relazioni bilaterali. Mi sono congratulato con l´Etiopia sulla sua continua performance economica basata significativa e ampia e il suo impressionante progresso nella riduzione della povertà e le realizzazioni del Millennio Obiettivi di sviluppo ". Ma l´Etiopia ha ancora un potenziale fare di più e meglio. Ho sentito i piani del primo ministro per le prossime fasi di sviluppo del paese. Ho avuto l´occasione per ricordare che questo programma ambizioso richiede anche la più ampia partecipazione possibile e di sostegno in tutta la società. In ultima analisi, la crescita economica può essere sostenuta solo se si è raggiunto in una società aperta, rispettosa dei diritti fondamentali e anche la libertà, la libertà di espressione di libertà di stampa. Vogliamo essere un partner di Etiopia in questo processo. E se posso citare il Primo Ministro, in effetti siamo un partner e siamo orgogliosi del nostro contributo per la crescita e lo sviluppo dell´Etiopia. Siamo stati un partner molto attivo in termini di cooperazione, lo sviluppo e gli investimenti, con le nostre aziende lì, e vogliamo rimanere un partner molto importante, nell´interesse di Etiopia, nell´interesse della regione, nell´interesse della nostra complessiva relazioni con l´Africa e anche nell´interesse dell´Unione europea. Il nostro rapporto con l´Etiopia è oggi un rapporto più maturo, non si tratta solo di assistenza allo sviluppo Naturalmente, è molto più di questo. E ´anche la cooperazione politica, è anche quello che possiamo fare insieme per affrontare alcune sfide comuni. Noi abbiamo relazioni economiche e commerciali già notevoli e diversificate. L´unione europea è il più importante partner commerciale per l´Etiopia, con oltre il 40% delle esportazioni dell´Etiopia venire in Europa. Ciò riflette la nostra apertura più ampia e l´impegno commerciale per l´Etiopia ed i nostri amici africani. E siamo pronti a sostenere il governo nella sua visione a lungo termine che porta alla crescita e maggiori investimenti e, a questo proposito, sosteniamo pienamente gli sforzi dell´Etiopia di aderire all´Organizzazione mondiale del commercio. La nostra cooperazione allo sviluppo è parte del nostro impegno per la prosperità Etiopia. Buoni risultati sono stati raggiunti nella nostra cooperazione sulla sicurezza alimentare e sulla fornitura dei servizi di base in tutto il paese. Ci auguriamo di poter continuare questa buona collaborazione per tutto il prossimo Fondo europeo di sviluppo, il Fondo europeo di sviluppo 11, che si applicherà a partire dal prossimo anno, con un´attenzione ancora maggiore sui temi della salute. Ho il piacere di annunciare oggi che l´Unione europea ha già oggi ha approvato uno stanziamento aggiuntivo di € 30 milioni per la salute materna. Il primo ministro mi ha spiegato come l´Etiopia intende raggiungere in tempo tutti gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, e questo è il nostro contributo supplementare a tal fine. Ancora una volta io sono congratulandosi con l´Etiopia per i risultati ottenuti finora. Infine, anche il primo ministro ha lodato Dessalegn per importante e positivo ruolo dell´Etiopia su una serie di questioni regionali e situazioni di crisi nel Corno d´Africa e oltre. Mi riferisco in particolare alle iniziative politiche e di sicurezza dell´Etiopia in Sudan, il suo impegno in Somalia e in seno alle organizzazioni regionali. Come presidente dell´Unione africana, Etiopia rappresenterà l´Africa al vertice del G20 e durante i negoziati sul clima, le questioni chiave per l´Unione europea in cui condividiamo una forte agenda con i nostri partner africani. Così abbiamo anche discusso di alcune questioni regionali, e la priorità più ampio dell´Unione africana-europea relazioni dell´Unione. La prossima settimana sarò a Addis Abeba, appunto presiede, da parte europea, l´incontro tra la Commissione dell´Unione africana e della Commissione europea. Stiamo preparando proprio adesso che cosa può essere un vertice di grande successo, il Vertice Unione Unione africana 2014 European. E sono sicuro che l´Etiopia, sotto la guida del Primo Ministro Dessalegn, darà un contributo molto importante per questo successo. Il primo ministro, Si può essere certi che l´Unione europea continuerà a sostenere l´Etiopia nel suo cammino verso un ulteriore sviluppo economico e sociale, nel nostro reciproco interesse. E ancora una volta vi ringrazio per la vostra visita a Bruxelles.”  
   
   
LA POLITICA DI COESIONE DELL´UE CONTRIBUISCE AD ATTENUARE LA CRISI E PRODUCE CRESCITA, COME RISULTA DALLA RELAZIONE STRATEGICA 2013 DELLA COMMISSIONE  
 
Bruxelles, 22 aprile 2013 - La Commissione europea ha presentato il 18 aprile una panoramica sul funzionamento dei fondi strutturali dell´Ue negli Stati membri. La "Relazione strategica" sull´attuazione dei programmi della politica di coesione 2007-2013 riunisce le informazioni disponibili in provenienza dagli Stati membri, nella maggior parte dei casi aggiornate fino alla fine del 2011. Nella prospettiva di ulteriori quattro anni fino a quando terminerà il programma nel 2015, gli investimenti a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo di coesione e sul Fondo sociale europeo hanno già determinato progressi e miglioramenti per molti cittadini. Nell´insieme dell´Ue questi comprendono: altri 1,9 milioni di cittadini hanno ora accesso alla banda larga; altri 2,6 milioni di cittadini sono allacciati alle condutture dell´acqua potabile, altri 5,7 milioni usufruiscono di progetti per il trattamento delle acque reflue; vi sono 460 km di strade della rete transeuropea di trasporto e 334 km di binari della stessa rete; e 2,4 milioni di persone assistite dal Fondo sociale europeo hanno trovato un nuovo posto di lavoro. L´innovazione e le piccole imprese ricevono un forte sostegno dagli investimenti della politica di coesione e tale dinamica appare destinata a intensificarsi. Sinora: 53.240 progetti di Ricerca e sviluppo tecnologico e 16.000 progetti imprese-ricerca hanno ricevuto investimenti e 53.160 start-up hanno ricevuto un sostegno. Via via che vengono utilizzati i finanziamenti e che i progetti iniziano a realizzarsi la relazione documenta: un aumento significativo del numero di persone supportate sul piano occupazionale da circa 10 milioni all´anno prima del 2010 a circa 15 milioni annualmente a partire da tale anno; e un´accelerazione significativa dei risultati a partire dal 2010 per quanto concerne il sostegno alle Pmi: quasi 400.000 posti di lavoro creati (la metà dei quali nel 2010/11) compresi 15.600 posti di lavoro nella ricerca e 167.000 posti di lavoro nelle Pmi. Commentando la relazione il Commissario responsabile per la Politica regionale Johannes Hahn ha affermato: "Questa relazione ci fornisce una preziosa istantanea di una politica che sta producendo risultati lungo quasi l´intero arco delle priorità Ue e investe nella crescita, obiettivo che ha disperatamente bisogno di investimenti. Offriamo sostegno alle nuove imprese innovative e creiamo posti di lavoro validi e sostenibili per il futuro, portiamo la banda larga nelle regioni remote, affrontiamo il problema della fuga dei cervelli e costruiamo collegamenti vitali per i trasporti che contribuiscono alla competitività delle regioni. La politica di coesione ha inoltre dimostrato di essere capace di grande flessibilità reagendo alla crisi e adattandosi ai bisogni via via diversi dei cittadini e delle loro collettività." Il Commissario ha aggiunto: "Dobbiamo però trarre anche alcuni insegnamenti: i risultati sono a volte frammentari e gli Stati membri devono intensificare gli sforzi per far uso delle risorse Ue. Nella prospettiva del prossimo periodo di programmazione ci attendiamo che gli Stati membri e le regioni concentrino la loro politica ancor di più sui risultati e sulle priorità che promettono di avere il maggior impatto." Lázsló Andor, Commissario responsabile per l´Occupazione, gli affari sociali e l´inclusione, ha aggiunto: "Con la crisi i fondi Ue della politica di coesione hanno acquistato un´importanza ancora maggiore quale fonte d´investimenti su tutto il territorio dell´Unione. Il Fondo sociale europeo offre un sostegno cruciale al nostro capitale umano, in particolare aiuta i giovani a massimizzare le loro opportunità di carriera. La preparazione della prossima generazione di programmi è un´opportunità unica di corroborare la nostra strategia della crescita e dell´occupazione con un sostegno finanziario significativo. L´investimento nel capitale sociale e umano dovrà svolgere un ruolo importante in questa strategia." La “Relazione strategica” delinea i progressi compiuti da ciascun paese in vista del raggiungimento degli obiettivi unionali, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020. La relazione incoraggia gli Stati membri a misurare i progressi realizzati in settori strategici fondamentali come la ricerca e l´innovazione, le ferrovie, l´energia, il capacity building, i trasporti urbani sostenibili, la creazione di posti di lavoro e la formazione. Le relazioni presentate dai 27 Stati membri alla fine del 2012 (basate per l´essenziale su dati del 2011) offrono alla Commissione la prima opportunità di presentare una relazione, nel corso di un periodo di programmazione, sui progressi realizzati in tema di output e risultati e di inviare messaggi importanti e tempestivi sulle potenzialità della politica di coesione ai fini della ripresa economica dell´Ue. La Commissione identifica gli ambiti di investimento in cui si deve intervenire per accelerare la selezione e l´esecuzione dei progetti cofinanziati nel periodo 2007-2013 per poter raggiungere gli obiettivi fissati.  
   
   
UE: SFRUTTANDO LE COMPETENZE DI OGNUNO E TALENTI COME UN MODO PER USCIRE DALLA CRISI  
 
Nitra, 22 aprile 2013 Di seguito l’intervento del 18 aprile di László Andor Commissario europeo responsabile per l´Occupazione, gli affari sociali e l´inclusione al Job Expo Fiera Conferenza:” Il primo ministro, Ministri, Illustri ospiti, Signore e signori, Il mio cordiale saluto a tutti voi ei miei ringraziamenti agli organizzatori per il loro invito. E ´un vero piacere essere di nuovo in Slovacchia e per essere in grado di rivolgermi a voi in merito alla questione del rapporto di lavoro. Non sarete sorpresi che combattere l´aumento della disoccupazione europea è una delle mie preoccupazioni più importanti come Commissario per l´occupazione, gli affari sociali e l´inclusione. Sappiamo tutti quanto desolante le cifre sono. La disoccupazione costituiscono quasi il 11% della popolazione attiva in tutta l´Ue e la cifra è più di due volte superiore tra i giovani. La crisi economica e finanziaria ci ha colpito duro in un momento in cui altre sfide a lungo termine, come l´invecchiamento della popolazione stanno iniziando a mordere. Nel frattempo, la competitività delle economie emergenti - come Cina, India e Brasile - non è più solo manodopera più economica. Essi hanno modernizzato i loro sistemi di istruzione e sono in competizione con una forza lavoro altamente qualificata. Il fatto è che l´Unione europea non può uscire dalla crisi con successo a meno che non miglioriamo l´uso che facciamo del potenziale della nostra forza lavoro. Ciò richiede l´azione politica e la Slovacchia non fa eccezione. Permettetemi di delineare tre aree in cui penso azione è essenziale. In primo luogo , abbiamo bisogno di sviluppare i mercati del lavoro più inclusivi. In Slovacchia si significa ottenere più giovani, più donne e più persone appartenenti ai gruppi più vulnerabili, in particolare i Rom, nel mondo del lavoro. Nel nostro recente lavoro abbiamo in particolare concentrati sui giovani. Sulla base dei modelli politici di maggior successo che esistono nell´Unione europea, abbiamo proposto che tutti gli Stati membri dovrebbero adottare un quadro - denominata garanzia per i giovani - dove nessun giovane sarebbe rimasto senza un futuro. In concreto, è stato concordato tra gli Stati membri che in futuro tutti i giovani dovrebbero ricevere un´offerta di qualità di un lavoro, o un apprendistato, un tirocinio o la possibilità di proseguire gli studi o di formazione entro quattro mesi di disoccupazione o di lasciare l´istruzione formale. Siamo ben consapevoli che il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo richiederà un certo tempo. Ma siamo fermamente convinti che sia la strada giusta da percorrere. Una sfida particolare in Slovacchia sarà quello di affrontare il grande problema della disoccupazione tra i rom. Per quanto riguarda i giovani, le nostre raccomandazioni insistono sulla necessità di migliorare l´accesso alla scuola e all´istruzione pre-scolastica, la formazione professionale e l´istruzione della seconda opportunità. So che questo è in cima ai vostri problemi e ho molto sostenere i vostri sforzi in questo senso. Il mio secondo messaggio è che abbiamo bisogno di portare l´istruzione e la formazione più in linea con le competenze necessarie sul mercato del lavoro. Le basi per il successo di nessuno sul mercato del lavoro sono poste a scuola. Chiaramente un buon livello in matematica e lettura, di base di alfabetizzazione informatica, le capacità imprenditoriali sono e rimarranno una grande risorsa. Ma i mercati del lavoro stanno cambiando più rapidamente che in passato. Alcune occupazioni stanno diventando obsoleti, mentre altri stanno emergendo. Conoscenze richieste per l´occupazione anche cambiare. Venti anni fa, una receptionist dell´hotel non aveva bisogno di un sistema di prenotazione online e gli elettricisti sono stati raramente chiesto di installare pannelli solari. Questo aumenta le richieste di capacità di adattamento di istruzione superiore, formazione professionale e di formazione e la formazione permanente. Questo richiede anche strumenti migliori per anticipare il fabbisogno di competenze. Spero che strumenti come la panoramica europea delle competenze, lanciato lo scorso dicembre, aiuterà anche la Slovacchia ad anticipare la futura domanda di competenze. Questo potrebbe inoltre beneficiare del sostegno che le cosiddette competenze europee e Alleanze della conoscenza in grado di fornire per la formazione dei futuri programmi di formazione. Il mio terzo messaggio riguarda la necessità di corrispondere meglio la domanda di lavoro e l´offerta di lavoro per mobilità più forte. E ´una realtà che, nonostante la disoccupazione elevata e persistente in molti paesi dell´Ue, un sacco di offerte di lavoro sono ancora difficili da riempire. Questo è in parte a causa della mancata corrispondenza delle competenze ´ho appena parlato. Ma è anche perché la mobilità dei lavoratori all´interno dei paesi e tra di essi rimane insufficiente. Parte del mio lavoro è quello di cercare modi per rimuovere i rimanenti ostacoli alla libera circolazione dei lavoratori nell´Ue. Uno strumento importante in questo contesto è la rete europea dei servizi per l´impiego europei, la cosiddetta rete Eures che vorrei trasformare in una vera e propria collocazione europea e strumento di reclutamento. Sono contento che sono presenti alla manifestazione di oggi partner Eures provenienti da 13 paesi europei. Signore e signori, L´attuazione di politiche per rispondere a ciascuna delle sfide che ho delineato richiede finanziamenti. So che la mobilitazione di risorse pubbliche nelle attuali tempi di austerità è particolarmente difficile. Ma il mio quarto messaggio è che vale la pena di farlo, anche se questo significa per la definizione delle priorità. Un esempio è la garanzia per i giovani che ho citato in precedenza. Si, introdurre avrà un costo. Ma questo costo non è paragonabile al costo dell´inazione. Per dirla in prospettiva, dei 14 milioni di giovani europei che non sono né occupati, né in istruzione o di formazione sono stimati a costare l´equivalente del 1,2% del Pil annuo dell´Ue o € 153.000.000.000 ogni anno. Voglio anche sottolineare che gli Stati membri non saranno soli in questo. Il bilancio dell´Ue sarà lì per aiutare. Nel mese di febbraio, il Consiglio europeo ha deciso di sostenere l´attuazione della garanzia per i giovani destinando almeno € 6 miliardi per una nuova iniziativa per l´occupazione giovanile. Dal 2014 questo sarà disponibile per le regioni in cui la disoccupazione giovanile è oltre il 25%, che è il caso qui in Slovacchia. Ciò, naturalmente, venire in cima al supporto che è e sarà disponibile dai fondi strutturali dell´Ue. In questo periodo di programmazione Slovacchia riceve circa 1,5 miliardi di euro del Fondo sociale europeo, proprio per sostenere misure per migliorare il proprio capitale umano. E desidero congratularmi con il Primo Ministro per la recente decisione di convogliare risorse del Fondo sociale ancora più europei in sostegno dell´occupazione giovanile. Questo è un esempio tra i tanti di come il Fondo sociale può essere utile nel momento attuale. Sono convinto che la Slovacchia potrebbe e dovrebbe usare ancora di più nel prossimo periodo finanziario per affrontare proprio i problemi che ho descritto per voi oggi. Primo Ministro, Signore e signori, Vorrei concludere con una parola circa l´importanza di un ruolo attivo per i datori di lavoro e dei sindacati e di un dialogo sociale sano per l´attuazione di tutte queste riforme. È un dato di fatto, i paesi in Europa dove le relazioni dialogo sociale è ben consolidata e industriali sono forti tendono ad essere quelle in cui la situazione economica e sociale è più favorevole e meno soggetto a deformazione. Coinvolgimento delle parti sociali nel dialogo e la riforma porta a soluzioni più ampiamente accettate che sono più facili da implementare e sono più sostenibili. 2012 La relazione della Commissione sulle relazioni industriali in Europa pubblicato di recente dimostra che le relazioni industriali in Europa centrale e orientale sono piuttosto deboli e frammentari in generale. Ma mostra anche che la Slovacchia non hanno una qualche tradizione di bipartito contrattazione collettiva e forti istituzioni tripartite. Questa è una base utile per le parti sociali, i datori di lavoro ei sindacati per continuare a costruire la loro capacità di rappresentanza degli interessi collettivi. Ed è un buon punto di partenza per le parti sociali e le autorità a rafforzare il dialogo sociale. Signore e signori, La Slovacchia ha ottenuto buoni progressi nel raccogliere le opportunità della sua dell´Ue e l´adesione all´euro. Ma non dovrebbe dormire sugli allori. Può fare di più e di una ancora migliore utilizzo dei fondi Ue per il futuro è un importante punto di partenza. I miei migliori auguri per il successo della conferenza. Grazie.”  
   
   
EURO-SME 2013  
 
Dublino,  22 aprile 2013 - L´11 e 12 giugno 2013 si terrà a Dublino, in Irlanda, una conferenza intitolata "Euro-sme 2013". La conferenza verterà sul ruolo delle Pmi in due iniziative fondamentali dell´Unione europea. In primo luogo, esaminerà la strategia Europa 2020 e la sua prevista economia più intelligente, più sostenibile e più inclusiva, in cui la ricerca e l´innovazione sono determinanti. Poi, si concentrerà sull´Unione dell´innovazione che comprende l´intera catena dell´innovazione dalle idee al mercato, e che pone particolare attenzione sull´innovazione e sulle misure di sostegno per le Pmi. La conferenza è organizzata da Enterprise Ireland ed è sostenuta dalla direzione generale della Ricerca e dell´innovazione della Commissione Europea e il suo programma per le tecnologie industriali. Si tratta di uno di una serie di eventi patrocinati dalla presidenza irlandese dell´Ue. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Fp7ireland.com/events.aspx?wci=htmevent&wcu=event_pkey=283  
   
   
LA SEDE REGIONALE DELLA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI NEI CARAIBI SI TRASFERISCE A REPUBBLICA DOMINICANA  
 
Bruxelles, 22 aprile 2013 - Rappresentanza regionale della Banca europea per gli investimenti nei Caraibi si depositerà nella Repubblica Dominicana. L´accordo di sede è stato firmato il 18 aprile a Bruxelles, a nome del suo governo, Alejandro Gonzalez Pons, ambasciatore della Repubblica Dominicana, e Pim van Ballekom, vice presidente responsabile del prestito della Bei nei Caraibi . La nuova sede, l´apertura dovrebbe avvenire entro la fine dell´anno, sarà situato presso la sede della delegazione dell´Unione europea a Santo Domingo. "La Banca europea per gli investimenti è fortemente impegnata ai Caraibi dove sostiene la crescita economica e la creazione di posti di lavoro in tutta la regione. Noi apprezziamo molto l´offerta di ospitalità della Repubblica Dominicana incarnato nel nuovo accordo firmato oggi e speriamo di aumentare il nostro impegno da una posizione più strategica nella regione ", ha dichiarato Pim van Ballekom Vice Presidente della Banca europea per gli investimenti a capo delle operazioni di prestito nei Caraibi. "Il governo e il popolo della Repubblica Dominicana sono benvenuti ad una nuova sede a Santo Domingo la rappresentanza della Bei nei Caraibi. La Bei è un partner di lunga data del nostro Paese in termini di investimenti, come dimostrato nel suo recente intervento punto di riferimento a sostegno di investimenti nei servizi energetici e finanziari per le piccole imprese nel paese " , ha detto Alejandro Gonzalez Pons, ambasciatore della Repubblica Dominicana. "La delegazione dell´Unione europea nella Repubblica Dominicana è lieta di accogliere i colleghi della Banca europea per gli investimenti a Santo Domingo e di lavorare con loro per sostenere gli investimenti nella regione", ha dichiarato Irene Horejs, Ambasciatore dell´Unione europea nella Repubblica Dominicana. D sono rappresentanti di Azione per il Service diplomatici esterni europei da parte dell´Unione europea nella regione dei Caraibi e del rappresentante del segretario generale del gruppo degli Stati dell´Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Acp), erano presenti per la firma . L´istituzione del finanziamento a lungo termine dell´Unione europea e la più grande istituzione finanziaria sovranazionale al mondo ha la rappresentanza regionale a Fort-de-france in Martinica dal 2007. Negli ultimi dieci anni, la Banca ha sostenuto lo sviluppo e l´attività economica nei Caraibi attraverso prestiti e investimenti azionari per un totale di quasi 500 milioni di euro. L´apertura della nuova sede dovrebbe avere luogo dopo l´approvazione dell´accordo da parte del Parlamento del sedile Dominicana. Dal 1992 e la firma della prima operazione, l´attività dei prestiti Bei ha raggiunto 294 milioni di euro per sostenere gli investimenti a lungo termine in progetti nella Repubblica Dominicana, il che rende un paese chiave intervento della Banca nei Caraibi. La Banca ha contribuito al finanziamento del pedaggio proposta strada Bta, ammodernamento delle linee elettriche Eted trasporto e diverse operazioni con le istituzioni di microfinanza, come Ademi Adopem e Fondesa. Il prestito della Bei nei Caraibi si basa sui punti di forza della regione e si concentra sul finanziamento di progetti che promuovono la diversificazione, la crescita economica economica e l´occupazione. L´area di poco a poco abbandonata tradizionali industrie che dipendono da un accesso preferenziale ai mercati dell´Unione europea.  
   
   
NUOVO PRESIDENTE PER IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO: MALOSSE VUOLE METTERE I CITTADINI AL CENTRO DEL DIBATTITO PUBBLICO  
 
Bruxelles, 22 aprile 2013 - Malosse prende il timone della istituzione dell´Ue che rappresenta la società civile, per un mandato di due anni e mezzo. Di fronte a crescenti incomprensioni cittadini contro le decisioni prese dall´Unione europea, il nuovo presidente vuole ripristinare il Cese il suo peso nel dibattito europeo. Si tratta di una priorità per lui di affrontare la crisi che l´Europa sta attraversando. Diventare il 30 ° Presidente del Cese, Henri Malosse porta il ritrovamento di un cambiamento, ribadito di recente la crisi greco-cipriota tra l´Europa e gli europei. Convinto che una delle soluzioni è un riequilibrio di forze a Bruxelles, egli spera che i due e dell´Assemblea dell´Unione europea rappresenta più fortemente le reali aspettative dei cittadini: la creazione di posti di lavoro in Europa, l´integrazione della protezione dei giovani risparmio, l´accesso alle cure sanitarie ... " E ´il ruolo del Comitato, di contestare, per conto dei vari interessi della nostra società, le altre istituzioni sulle loro strategia e ritenerle responsabili. Solo a questa condizione che il cittadino può che ripristinare la fiducia ". Malosse, Presidente del Cese Per questo, il Comitato rafforzerà le sue capacità anticipatio n, opera aperta e valutare le politiche europee. Membro del Comitato francese dal 1995 ed è stato eletto presidente del gruppo "Datori di lavoro" dal 2006 Malosse è autore di più di cinquanta rapporti che un´analisi molto critica della direttiva Bolkestein . Pragmatico e impegnata, è stato coinvolto attivamente nelle politiche europee per le Pmi. Al suo fianco, Jane Morrice, ex vice-presidente dell´Assemblea dell´Irlanda del Nord e membro del Cese dal 2006, e Hans-joachim Wilms, delegato per gli affari europei del Sindacato delle Costruzioni, Agricoltura e l´ambiente (Bau) e membro del Cese tedesco dal 1994, è diventato vice-presidenti.  
   
   
UE: BARROSO SULL’ ACCORDO NELL´AMBITO DEL DIALOGO UE-AGEVOLATO TRA LA SERBIA E IL KOSOVO  
 
Bruxelles, 22 aprile 2013 - Plaudo alla conquista da parte della Serbia e del Kosovo nel loro dialogo Ue-agevolato. Questo è un accordo storico, che deve ora essere attuata rapidamente. Mi congratulo con i leader di entrambe le parti il ​​loro impegno, il coraggio e la visione. Vorrei anche congratularmi con Cathy Ashton per il suo instancabile impegno nel suo ruolo di facilitatore e congratularmi con lei per costruire con successo il consenso. Sono fiducioso che l´accordo raggiunto tra le due parti aprirà la strada per il Consiglio di prendere decisioni sui prossimi passi sul cammino europeo della Serbia e del Kosovo. Il popolo della Serbia e del Kosovo vogliono andare avanti e fare la loro prospettiva europea una realtà. Questo è fondamentale per la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell´Europa sud-orientale e dell´Unione europea nel suo complesso.  
   
   
REAZIONE DEL COMMISSARIO ŠTEFAN FüLE AI RISULTATI DEL DIALOGO BELGRADO-PRISTINA  
 
Bruxelles, 22  aprile 2013 - Questa è una giornata storica, 19 aprile, per le relazioni Serbia-kosovo , per l´intera regione dei Balcani occidentali e per l´Unione europea. Voglio congratularmi con entrambi i primi ministri e le loro squadre. Questo accordo rottura suolo non sarebbe stato possibile senza il loro coraggio e impegno nel corso difficili negoziati. Vorrei anche esprimere il mio sentito ringraziamento a Cathy Ashton e il suo congratularmi per l´instancabile investimento personale e perseveranza per aiutare l´accordo arrivati ​​a tanto. Entrambe le dirigenze hanno dovuto trovare compromessi che, per definizione, non avrebbero mai essere l´ideale per entrambi i lati. Questo approccio consensuale aiuterà entrambi i paesi sui loro percorsi verso l´Unione europea. Ecco come funziona l´Unione europea. Non siamo più deboli perché cerchiamo di raggiungere il consenso, al contrario, siamo molto più forti, perché siamo in grado di scendere a compromessi. Ora stiamo lavorando con l´Alto rappresentante Vicepresidente Ashton sulla messa a punto delle raccomandazioni che saranno presentate al Consiglio Affari generali a Bruxelles Lunedi. E ´fondamentale ora che la leadership politica e opinione pubblica in Serbia e Kosovo sostenere l´accordo e contribuire attivamente alla sua attuazione. E ´un´opportunità che non può perdere. E ´nell´interesse di tutti gli interessati; delle persone che vivono in Kosovo, quelli che vivono in Serbia e della regione nel suo complesso. Essi possono contare sul nostro costante sostegno, solidarietà, incoraggiamento e fiducia nel loro futuro europeo.  
   
   
CE, BCE E FMI IN VISITA IN PORTOGALLO  
 
Bruxelles, 22 aprile 2013 - Una missione congiunta che comprende squadre del personale della Commissione europea (Ce), Banca centrale europea (Bce) e del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha visitato Lisbona durante il 15-18 Aprile. La missione ha discusso con le misure di politica di compensazione del governo per soddisfare il deficit fiscale concordato obiettivi data la recente sentenza della Corte Costituzionale e del progresso recensione sulla revisione in corso della spesa pubblica. Le discussioni proseguiranno con l´obiettivo di assicurare un tempestivo completamento della settima revisione.  
   
   
METTERE LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA COSTRUZIONE DI UN SINDACATO BANCARIO STABILITÀ VETTORE E LA CRESCITA IN EUROPA  
 
Bruges, 22 aprile 2013 – Di seguito l’intervento del 18 aprile di Michel Barnier Membro della Commissione europea, responsabile per il Mercato interno ei servizi, alla Seconda conferenza sul sostegno della scienza per la stabilità finanziaria - "Verso un sindacato bancario: questioni aperte": “Collegio d´Europa - Rettore, Signore, Signore e signori, Signore e Signori, Permettetemi innanzitutto di ringraziare le squadre del Collegio d´Europa e il Centro comune di ricerca per l´organizzazione della seconda conferenza sul sostegno della scienza per la stabilità finanziaria. Ho avuto il piacere di aprire la conferenza di novembre, mettendo in evidenza ciò che per me i quattro contributi essenziali della scienza per l´analisi finanziaria. Di primo evidenziando il fatto che non possiamo fare a meno di modelli scientifici per comprendere certi fenomeni o tecniche finanziarie sempre più complesse, come la "high frequency trading", che ora rappresentano circa il 30% degli ordini immessi sul mercato Azioni nel Regno Unito 1 . Poi, l´analisi scientifica può aiutarci a rilevare alcuni malfunzionamenti, e porvi rimedio prima che si trasformino in una crisi sistemica. Se lo scandalo Libor, di cui abbiamo parlato, si può stimare che una analisi scientifica profondità hanno dimostrato la debolezza del sistema esistente e l´esistenza di movimenti irrazionali dell´indice. In terzo luogo, la scienza ci dovrebbe aiutare a valutare le conseguenze delle diverse opzioni controllano il comportamento degli attori. Questa è la finalità delle valutazioni di impatto che portiamo per ciascuna delle nostre proposte legislative. Infine, abbiamo bisogno della scienza per valutare l´impatto complessivo di tutta la nostra regolamentazione finanziaria testi sull´economia reale. Signore e Signori, Comprensione dei fenomeni complessi, rilevamento di guasti, la valutazione delle opzioni di controllo, l´impatto sull´economia reale: i quattro contributi essenziali di analisi scientifica di particolare rilevanza nel contesto della unione bancaria in fase di creazione. Per dimostrare, lasciatemi tornare sui vari aspetti del progetto di unione bancaria. Partendo con un promemoria che il sindacato bancario basato su una piattaforma comune per 27 paesi dell´Unione Europea. Questo "codice unico" è stata fortemente sostenuta dal l´accordo finale il 20 marzo il nostro cosiddetto "Crd Iv", che rafforza i requisiti patrimoniali, liquidità e governance applicabili al 8200 la proposta della banca europea. Un testo di questa portata, è chiaro che abbiamo potuto fare a meno di una analisi scientifica approfondita. E ´stato necessario, in primo luogo, di prendere la necessaria prospettiva su questioni che generano una forte domanda di regolamentazione nel parere, e non possiamo che fare in fretta. Penso, in particolare, la questione della inquadrando i bonus dei banchieri. Quindi, abbiamo bisogno di analisi scientifica per misurare l´impatto della nostra riforma. Alcuni istituti finanziari hanno espresso la preoccupazione che i livelli patrimoniali più elevati riducono la loro capacità di investire nell´economia reale. Ma questi timori dovrebbero essere messi in contrappunto con i benefici che le famiglie, le imprese e le istituzioni finanziarie si ritirano dalla stabilità finanziaria ritrovata. Questo è quello che abbiamo cercato di fare nella nostra valutazione di impatto. Inoltre, abbiamo accuratamente calibrato i nostri strumenti per garantire che i requisiti di capitale di costruzione si concentra sulle attività più rischiose e non porta ad una restrizione del credito alle piccole e medie imprese. Per quanto riguarda i requisiti di liquidità, non ho esitato a dare l´allarme alle regole inizialmente proposte dal Comitato di Basilea nel sottolineare i rischi che erano per l´economia europea. Sono lieto che il Comitato di Basilea ha ascoltato l´appello, decidendo una graduale applicazione del rapporto di copertura della liquidità ( liquidity coverage ratio ) tra il 2015 e il 2019. Signore e Signori, Sulla base di questi membri "codice unico" dei paesi della zona euro concordato con gli altri per prendere la via di una vera unione bancaria, tra cui i due pilastri aprono nuove aree di lavoro comune regolatori e scienziati. I - Il primo pilastro dell´Unione bancaria: meccanismo di gestione del singolo L´accordo finale il 19 marzo per presentare le dichiarazioni di più di 6000 le banche in qualità di vigilanza, armonizzati e coordinati sotto l´autorità della Banca Centrale Europea. Si apre la possibilità per il meccanismo europeo di stabilità di ricapitalizzare direttamente le banche, che dovrebbe contribuire a spezzare il circolo vizioso tra le difficoltà delle banche e del debito sovrano. Nel suo nuovo ruolo di supervisore, uno dei compiti della Bce sarà quello di stabilire, in stretta cooperazione con le autorità di vigilanza nazionali, riserve di capitale aggiuntive che le banche devono detenere. Questi sono equità, ad esempio, consentono alle banche di far fronte ai rischi connessi alle fluttuazioni delle condizioni economiche generali o un particolare settore o in un altro. Essi devono anche tenere conto della natura più o meno sistematica di ciascuna istituzione. Questo è un esercizio difficile puisqu´in multa è di trovare un equilibrio tra l´obiettivo della stabilità finanziaria e il costo per le banche e, soprattutto, per il salvataggio di requisiti patrimoniali aggiuntivi. Non sembra possibile realizzare un tale esercizio di calibrazione senza premere un´analisi macroeconomica forte se la modifica rischi economici o sistemici o meno alcune scuole. Qui vediamo come lo scopo stesso del sindacato bancario, cioè, un sistema bancario che è robusto e in grado di finanziare la nostra economia dipende dalla fornitura di analisi scientifica. Ii - La scienza ha anche un contributo da dare al secondo pilastro dell´unione bancaria: il meccanismo unico risoluzione. Questo è un tipico esempio di un nuovo campo, dove l´esercizio della valutazione d´impatto ha un senso. La nostra proposta per un quadro europeo per la risoluzione delle crisi bancarie si basa principalmente sul modello "Simbolo 2 ", che è un esempio di buona collaborazione tra il Ccr e la Dg Markt, che ci permette di stimare la probabilità di default di ogni banca tenendo conto in particolare di contagio nel mercato interbancario. Mi auguro che il Parlamento europeo e il Consiglio a trovare rapidamente un accordo sul testo per permetterci di iniziare a lavorare questa estate su un meccanismo unico risoluzione che ha anche grande beneficio dalle analisi scientifiche. Lo studio di impatto comprenderà che noi daremo una visione chiara del livello di fondi di risoluzione necessarie per garantire l´efficacia della risoluzione. Tener conto che più parametri: i bilanci delle banche e la struttura dei rischi che corrono, e gli effetti della hange alla nuova architettura di vigilanza. Quanto più siamo in grado di modellare questi parametri, meglio saremo calibrare il livello di fondi. Inoltre, l´analisi scientifica dovrebbe darci un´idea delle virtù di una risoluzione fondo comune, di risolvere in modo efficace le crisi bancarie e permettere banche in difficoltà da ristrutturare senza usare i soldi dei contribuenti . Iii - Oltre al sindacato bancario stesso, la scienza deve anche contribuire a riformare la struttura del settore bancario europeo. Si tratta di una sorta di "tocco finale" del nostro programma di regolamentazione bancaria. Norme prudenziali, l´unico meccanismo di gestione e risoluzione dovrebbero consentire di evitare gran parte del rischio sistemico da bancario. Detto questo, come un regolatore, il nostro ruolo è quello di chiedere se esiste nel sistema bancario di rischi sistemici che non vengono catturati dalle nostre misure di regolamentazione. Sarebbe rischi particolarmente inaccettabili adottate dalle banche per conto proprio continuare a pesare sulle finanze pubbliche dopo la crisi che abbiamo appena vissuto. A seguito della Liikanen e consultazione che abbiamo condotto su questa relazione, stiamo identificando questi rischi non coperti e di trovare il modo migliore per curarle attraverso misure strutturali. Anche in questo caso, vorrei sottolineare la qualità della cooperazione che si svolge tra il Ccr e la Dg Markt per sviluppare la metodologia del caso, tra cui se esiste una correlazione tra la quantità di depositi registrati in una banca e di rischio assunto dalla banca, e se la presenza di depositi non riconoscono la validità di una garanzia implicita di pratiche commerciali rischiose. Signore e Signori, Ho già avuto l´opportunità di novembre per esprimere la mia convinzione che la decisione politica deve essere supportata da analisi scientifiche. Questa credenza non è nuova. E ´nata dalla mia esperienza di ministro francese dell´Ambiente e dell´Agricoltura. Ed è aumentata negli ultimi tre anni nel mio ruolo di Commissario europeo per il Mercato Interno e la regolamentazione finanziaria. Detto questo, l´esperienza delle crisi del passato dimostra che la realtà non sempre corrisponde ai modelli . Dobbiamo essere consapevoli che l´analisi scientifica non è sufficiente per le decisioni sulla base di regolatori finanziari . Questa può essere una delle sorgenti della decisione, accanto ad esperienze passate e il contesto politico. Pertanto, in termini di regolamentazione finanziaria, è essenziale che gli scienziati stanno lavorando fianco a fianco con le autorità di regolamentazione e politici . Ed è altrettanto essenziale che il lavoro degli scienziati sono meno astratto e più collegato a questioni di politica pubblica. La conferenza di oggi contribuisce a questo obiettivo. Ciò dovrebbe permettere loro di lavorare insieme e di unire le loro competenze al servizio della stabilità finanziaria e l´erogazione di prestiti all´economia reale. Grazie per la vostra attenzione e vi auguriamo un buon lavoro. 1 : Fonte: Rapporto "Il futuro della Computer Trading nei mercati finanziari", Uk Government Office for Science. 2 : Modello sistemico di origine bancaria Perdite.  
   
   
UE: TUTTI UNITI NELLA LOTTA CONTO LA CONTRAFFAZIONE!  
 
  Bruxelles, 22 aprile 2013 - Il 19 aprile, per la prima volta tutte le autorità competenti a livello locale si sono uniti alla campagna europea di lotta contro la contraffazione. C´è tuttora però bisogno di consapevolezza e attiva partecipazione dei consumatori per riuscire a combattere il fenomeno. Con il convegno “Sorveglianza dei mercati e sicurezza dei prodotti”, organizzato da Roma Capitale e Commissione Europea in collaborazione con il Consiglio Nazionale Anticontraffazione, il Ministero dello Sviluppo Economico, l´Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, la città di Roma adotta ufficialmente la campagna informativa europea per la tutela dei prodotti di qualità e del Made in Italy. “La contraffazione è la punta dell’iceberg di un fenomeno diffuso – ha affermato in apertura di convegno il Sindaco Gianni Alemanno - a Roma sentiamo fortemente questo problema, dietro al quale si nascondono vere e proprie organizzazioni criminali. Il mio appello e la richiesta che faccio alla Commissione europea è che partendo dalla lotta alla contraffazione si faccia una normativa molto più severa per contrastare il fenomeno dei mercati commerciali illegali”. L’appello del Sindaco è stato accolto dal vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani che, rilanciando la campagna informativa e un nuovo spot europeo dedicato alla lotta alla contraffazione, ha sottolineato che il mercato del falso potrà essere sradicato solo grazie alla cooperazione tra tutti i livelli di controllo del territorio. Il vicepresidente, ricordando i rischi sanitari ma anche economici legati alla contraffazione, ha illustrato il pacchetto di proposte presentate per rendere più efficaci le procedure di sorveglianza. “Si tratta di due regolamenti – ha spiegato – che propongono obblighi di controllo ed etichettatura per consentire la tracciabilità dei prodotti e un più efficace coordinamento tra le autorità di sorveglianza. Il consumatore deve poter sapere, sempre, cosa compra”. “Le istituzioni italiane adotteranno tutti gli strumenti necessari per combattere il fenomeno della contraffazione – ha concluso Davide Bordoni, Assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale – oggi purtroppo in aumento." Effettivamente il fenomeno della contraffazione è in aumento. Il numero di pezzi di merce contraffatta confiscati in Italia dall´Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è salito da oltre 17 milioni nel 2007 a quasi 30 milioni nel 2012, il che rappresenta un aumento di 48 % in cinque anni. Nel 2012 la Guardia di Finanza ha sequestrato ca. 100 milioni di pezzi di merce contraffatta sul territorio italiano. A livello locale, la Provincia di Roma rappresenta ben oltre 10% di sequestri: sul totale di ca. 14 milioni di pezzi sequestrati dalla Guardia di Finanza nella Provincia di Roma nell´anno 2012 oltre 10 milioni consistevano nella contraffazione dei marchi seguiti dai ca. 2 milioni di divieti economici (Made in Italy) e oltre 0.5 milioni pezzi sequestrati al commercio abusivo ambulante. Nello stesso anno, la Polizia Locale di Roma Capitale ha effettuato 18.000 sequestri amministrativi di merci e attrezzature di vendita. In ambito penale sono state denunciate all’autorità giudiziaria 216 persone per fatti illeciti legati alla contraffazione, sono stati compiuti 20 arresti e 1.831 fermi per identificazione. Il 96% di consumatori intervistati in un´indagine della Direzione Generale per la lotta alla contraffazione - Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico - è a conoscenza del fatto che i prodotti contraffatti possono essere dannosi per la salute. Dai risultati ottenuti in questa indagine sui consumi di prodotti contraffatti nonché sulle percezioni dei consumatori e sui settori maggiormente colpiti dal fenomeno emerge che il 30,6 % degli intervistati acquista prodotti contraffatti, il motivo economico (prezzo conveniente) domina ancora fortemente le cause di acquisto di questi prodotti (79.8%), mentre la percezione della dannosità sulla salute dei prodotti contraffatti è passata dal 88.9% del 2010 all’attuale 94.8%, segnale questo di una maggiore conoscenza e consapevolezza.  
   
   
EUROPA: IL MOMENTO DEL RILANCIO E´ OGGI  
 
Trento, 22 aprile 2013 - L´europa che abbiamo non basta, è insufficiente. Abbiamo bisogno di più Europa, anche se si moltiplicano le spinte antieuropeiste. E il momento per il rilancio, nonostante tutto, è adesso. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato il 19 aprile dai tre eurodeputati intervenuti alla Tavola rotonda organizzata alla Facoltà di Sociologia di Trento nell´ambito dell´evento "L´italia in Europa, l´Europa in Italia", organizzato dalla Provincia autonoma di Trento - Servizio Europa, dal Centro Jean Monnet e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento politica europea. Sul palco gli onorevoli Pier Antonio Panzeri e Antonio Cancian, entrambi in forze al Parlamento europeo, e l´ex eurodeputato Giorgio Rossetti, oggi presidente dell´associazione Dialoghi europei. Tre esponenti politici dell´Italia del Nord e Nord Est, impegnati in vari ambiti e all´interno di diverse Commissioni, che hanno dialogato con il pubblico - fra cui molti studenti - su un ampio ventaglio di temi, da quelli legati allo sviluppo, anche superando l´attuale politica di austerità, a quelli dell´allargamento della Ue e della cessione di sovranità. A monte del dibattito, un paradosso è emerso nel corso di una tavola rotonda durata quasi tre ore (da cui si ricava la "fame" di informazione e di confronti sui temi dell´Europa, anche al di là dei temi usualmente veicolati dai media): la globalizzazione, la delocalizzazione delle imprese, le migrazioni internazionali sono fenomeni irreversibili a cui si può rispondere solo con un "più Europa", ma il clima culturale di fondo è dominato dall´indifferenza o dall´ostilità nei confronti del processo di unificazione. Non solo: contraddizioni emergono anche in sede comunitaria, come evidenziato dalla recente bocciatura, da parte del Parlamento (organo eletto dai cittadini), del bilancio dell´Unione 2014-2020 predisposto dal Consiglio europeo. A fronte di ciò, anche la cessione di quote crescenti di sovranità dagli Stati membri all´Europa avviene spesso in maniera non chiara, inadeguata, non negoziata: il risultato è ad esempio la crescente sfiducia nei confronti della moneta unica e le spinte per il ritorno alle monete nazionali. Molto insomma, va fatto fuori e dentro gli Stati membri, dove gli stessi eurodeputati sono di fatto più legati ai collegi di provenienza, stretti nella morsa della pressione dovuta al loro lavoro in sede comunitaria e dalla necessità, propria di ogni politico eletto, di tenere i contatti con i suoi elettori. A farne le spese è la cultura europea del Paese nel suo complesso, come lamentano i giovani: partecipare agli Erasmus, studiare all´estero, è sì importante, ma non basta a formare una coscienza delle problematiche relative all´integrazione europea. Ci vuole anche un salto di qualità dell´Europa, rispondendo nell´immediato alle urgenze poste dalla crisi economica con il rilancio di una politica espansiva ma avendo anche di fronte un orizzonte ampio e di lungo periodo. L´evento "L´italia in Europa, l´Europa in Italia" - apertosi ieri con l´inaugurazione, sempre a Sociologia, di una mostra fotografica sull´Europa, dal Dopoguerra ad oggi - prosegue lunedì 22 con un workshop dalle ore 16 alle 18, sul tema. Il diritto di petizione e di iniziativa dei cittadini europei.  
   
   
BOLZANO, DURNWALDER A HAIFA E GERUSALEMME: INCONTRI SU AUTONOMIA E MINORANZE  
 
Bolzano, 22 aprile 2013 - Con le tappe di Haifa e Gerusalemme si è conclusa il 19 aprile la visita del presidente della Provincia Luis Durnwalder in Israele. Nei diversi incontri pubblici Durnwalder ha illustrato l´esperienza dell´Alto Adige nella risoluzione dei conflitti e nella costruzione della convivenza. Negli ultimi due giorni della permanenza in Israele il presidente Durnwalder ha raccontato all´università di Haifa l´esperienza dell´autonomia altoatesina, a seguire ha partecipato a Gerusalemme a una tavola rotonda con i ricercatori del Truman Institute for the Advancement of Peace (università ebraica della capitale) in cui si è discusso di tutela delle minoranze e rapporti con la maggioranza nazionale, anche in riferimento alla minoranza araba nello Stato ebraico, il 20% della popolazione complessiva. Nei vari incontri, presenti anche parlamentari della Knesseth, Durnwalder ha illustrato a ebrei israeliani e ad arabi israeliani il cammino della convivenza in Alto Adige: la proporzionale nel pubblico impiego e nelle rappresentanze istituzionali, le garanzie nell´uso della lingua, l´organizzazione scolastica, la promozione della cultura, l´autonomia finanziaria e amministrativa. "Con la buona volontà e il dialogo abbiamo superato le divergenze - ha sottolineato tra l´altro il Presidente - e raggiunto un´autonomia molto ampia che ci consente di garantire una politica modellata sulle esigenze di tutti i tre gruppi linguistici." Gli interlocutori hanno ricordato che la problematica in Medio Oriente è complessa e che le buone pratiche di altre realtà possono aiutare. "In tal senso - ha osservato Durnwalder - l´Alto Adige è un elemento di speranza e dimostra che ai problemi delle minoranze può essere trovata una soluzione." Anche per questo gli scambi tra Alto Adige e Israele proseguiranno. Le giornate in Israele si sono concluse con l´incontro nella residenza dell´ambasciatore italiano a Gerusalemme Francesco Talò. Della delegazione altoatesina hanno fatto parte tra gli altri il presidente dell´Eurac Werner Stuflesser e Alberto Stenico di Cipmo Alto Adige (Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente), Heiner Nicolussi Leck del Comitato tecnico provinciale cooperazione allo sviluppo e alcuni esponenti dell´economia altoatesina. La delegazione con il presidente Durnwalder rientra in tarda serata in Alto Adige.  
   
   
TRENTO: LA GIUNTA PRENDE ATTO DEI RISULTATI DELLA RILEVAZIONE DI "CUSTOMER SATISFACTION". "OTTO +" È IL VOTO DEGLI UTENTI ALLA PROVINCIA  
 
Trento, 22 aprile 2013 - "La Provincia valuta il proprio operato anche attraverso il giudizio di chi si rapporta con la Provincia: clienti, cittadini, imprese, associazioni. Riteniamo sia giusto così anche rispetto alla produttività, che non è assegnata solo con la customer satisfaction, e che in parte deve dipendere proprio dalla soddisfazione dell´utente. Il quadro che ne è uscito è certamente positivo ed offre, rispetto ai diversi Dipartimenti, spunti e punti di attenzione ai quali guardare e che ci aiuteranno a crescere e migliorare. Ed è proprio questo l´obiettivo che ci diamo, giorno dopo giorno". Così Mauro Gilmozzi, assessore all´urbanistica, enti locali, personale, lavori pubblici e viabilità commenta i risultati dell´indagine di customer satisfaction delle strutture della Provincia che ha interessato il periodo 2010-2012. Proprio oggi, infatti, la Giunta ha preso atto dei risultati della soddisfazione degli utenti (per usare la cara, vecchia lingua italiana) e le relative determinazioni in ordine all´attribuzione alle strutture delle relative risorse. 208 le strutture sottoposte a indagine, quasi 20 mila le persone intervistate. Ebbene, la Provincia si merita un bel 8, abbondante. Infatti, posto 10 quale valore massimo di soddisfazione (e 0 ovviamente quale minimo) l´organizzazione ha ottenuto un valore medio di soddisfazione pari a 8,35; il comportamento del personale 8,62; il servizio reso 8,09; l´indice di soddisfazione è di 8,27; la percentuale di risposte negative a tutti i quesiti non tocca neppure il 4 per cento e la percentuale di giudizi negativi rispetto al quesito "soddisfazione complessiva" è del 2,6%. E´ invece di 8,23 il valore medio dell´indice di soddisfazione per attività; di 8,44 il valore medio dell´indice di soddisfazione per tipologia di clienti. Ricordiamo che l´obiettivo dell’indagine è stata la misurazione del livello di soddisfazione di coloro che, a vario titolo, esterni e/o interni si sono rapportati con la Provincia nel periodo 2010-2012. Sono stati sottoposti a valutazione i seguenti aspetti: organizzazione delle strutture; comportamento del personale; servizi resi o attività svolte. Sono state interpellate imprese, enti pubblici, cittadini, associazioni, istituzioni scolastiche, dipendenti della provincia ( per le attività svolte da alcune strutture a favore di altre strutture). Per ogni struttura sottoposta ad indagine è stato sentito un campione casuale di 200 persone, nel caso in cui il numero di persone entrate in contatto con la struttura, nel periodo di riferimento, fosse stato di numerosità superiore a 200. Sono state sentite tutte le persone entrate in contatto con la Struttura, se il loro numero era, invece, inferiore a 200. Ora, come previsto dall’articolo 5 dell’Accordo concernente le modalità di utilizzo delle risorse del “Fondo per la riorganizzazione e l’efficienza gestionale “ per il personale del comparto autonomie locali-area non dirigenziale, sottoscritto il 25 gennaio 2012, sono ripartite le risorse tra le strutture che hanno determinato una risultato compreso tra 7 e 10. Le risorse assegnate alle strutture dipartimentali relativamente alla customer satisfaction saranno erogate a tutto il personale in servizio per un minimo di 120 giorni, anche non continuativi, nel corso del 2012.  
   
   
TOSCANA:VARIAZIONE DI BILANCIO, PAGAMENTI VELOCI AI COMUNI E 63 MILIONI PER LA SANITÀ  
 
Firenze, 22 aprile 2013 – La Regione si attrezza per pagare velocemente gli enti locali che ancora devono riscuotere contributi per opere bloccate dal patto di stabilità. Sta tutto nella variazione di bilancio approvata stamani in Consiglio regionale. “Abbiamo fatto una stima di quale potrebbe essere la quota che ci spetta del fondo deciso dal governo. Per la parte che non riguarda la sanità pensiamo che si tratti di 160 milioni: così abbiamo deciso di proporre al Consiglio regionale di metterli subito in bilancio, in modo, appena avuta certezza sulla cifra, da poterli subito erogare” spiega l’assessore al bilancio della Toscana, Vittorio Bugli. Contestualmente con la variazione di bilancio sono stati inseriti nella colonna spesa anche 6 milioni di interessi l’anno che costerà il mutuo trentennale che la Regione, come prevede il decreto sui pagamenti, dovrà contrarre per coprire l’anticipo concesso dal governo. Dei 160 milioni, 40 andranno a Trenitalia (ultima tranche sul contratto di servizio per il trasporto regionale) ed altri 120 agli enti locali, soprattutto a Comuni. “L’anci Toscana – annota Bugli – ieri aveva affermato che ammonterebbero a 600 milioni i crediti vantati dai Comuni toscani verso la Regione. Quella cifra a noi non corrisponde: secondo i nostri calcoli sono 120. Siamo comunque disponibile al confronto” precisa e risponde l’assessore. 63 milioni per la sanità - Nella variazione di bilancio approvata stamani dalla prima commissione del Consiglio Regionale ci sono anche 63 milioni di ulteriori risorse messe a disposizione del bilancio della sanità toscana. Quaranta provengono da una redistribuzione del premio per le Regioni virtuose. Altri 20-25 si riferiscono al minor gettito dei ticket incassati nel 2012. “Abbiamo deciso di non inasprire la manovra ticket per non gravare ulteriormente sui cittadini – spiega l’assessore al diritto alla salute, Luigi Marroni – Il 2012 è stato un anno orribile: per il combinato disposto di una serie di provvedimenti abbiamo subito un taglio di risorse di 400 milioni. E’ stato fatto un lavoro notevolissimo nella seconda metà dell’anno, per non ridurre i servizi, anzi, alcuni indicatori sanitari sono addirittura migliorati. Ora la Regione agisce sul fondo di riserva, con uno stanziamento di 63 milioni a favore della sanità: di questi, 20-25 milioni saranno destinati alla copertura dei ticket”.  
   
   
TRENTO: ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA: TAGLIATE ALTRE QUARANTA PROCEDURE SUPERFLUE  
 
Trento, 22 aprile 2013 - Prosegue il percorso di razionalizzazione delle procedure gestite dagli uffici provinciali, per accelerare lo svolgimento dei processi interni e i tempi di risposta nei confronti dei cittadini. Con una decisione assunta oggi su proposta del presidente Alberto Pacher, si è provveduto infatti ad un ulteriore aggiornamento dell’elenco complessivo dei procedimenti amministrativi di competenza della Provincia, in attuazione del nuovo intervento straordinario di razionalizzazione e accelerazione dell´attività avviato nel 2013 e previsto nel Piano di miglioramento. Un Piano che punta sia alla riduzione dei tempi massimi di risposta a cittadini e imprese che alla riduzione del numero complessivo dei procedimenti. Sono state eliminate tipologie procedurali desuete, accorpati procedimenti omogenei tra loro per tipologia o per materia (anche per favorire la standardizzazione nella gestione dei processi di erogazione del servizio e l’uniformazione dei tempi di evasione delle pratiche), unificati procedimenti oggetto di maggior coordinamento istruttorio da parte degli uffici competenti in quanto riferiti alla medesima attività (per assicurare la gestione contestuale e in parallelo, anziché in sequenza, di adempimenti o iter istruttori prima parzialmente distinti). Ed altri analoghi provvedimenti sono già in preparazione: entro l´anno ulteriori interventi di razionalizzazione verranno approvati con l’obiettivo di ridurre - entro il 2013 - di almeno il 20% il numero complessivo delle tipologie procedimentali e mediamente del 25% tutti i termini di conclusione attualmente previsti. Questi i settori principalmente interessati dall´intervento di razionalizzazione delle procedure, oggi approvato: Servizio agricoltura: vengono accorpate in una sola cinque diverse procedure tutte riferite alla medesima attività (Autorizzazione alla produzione, al commercio e all’importazione di vegetali e prodotti vegetali, iscrizione al Registro Ufficiale Produttori (Rup), autorizzazione all’uso del passaporto, accreditamento per la commercializzazione di materiale di moltiplicazione di specie orticole, frutticole e ornamentali nonchè per la produzione e commercializzazione di micelio fungino, autorizzazione all’esercizio dell’attività sementiera). Nella logica caratteristica dello “sportello unico” e per semplificare la vita agli utenti anche sotto il profilo della riduzione degli adempimenti burocratici necessari per relazionarsi con gli uffici, per richiedere i diversi provvedimenti previsti dalla normativa è stato predisposto un unico modulo nel quale sono concentrate tutte le domande di interesse in modo da fornire una sola volta le informazioni necessarie all’amministrazione. Per lo stesso settore di attività, sono state accorpate le procedure di revoca delle corrispondenti autorizzazioni e resi omogenei i relativi termini di conclusione. Servizio motorizzazione civile: vengono eliminati dalla mappatura complessiva oltre trenta procedimenti (accorpati tra loro in quanto attinenti la medesima attività o materia) ed eliminati quelli la cui normativa risulta abrogata o perchè riferiti ad attività meramente esecutive o gestionali. Servizio trasporti pubblici: vengono eliminati una decina di procedimenti desueti o di fatto non utilizzati benché previsti dalla vigente normativa (ad esempio l´autorizzazione al trasporto con navi non superiori a 3 tonnellate) oppure da ritenersi esauriti (quale la concessione per gestione aree aeroportuali); Servizio commercio e cooperazione: sono stati aggiornati diversi riferimenti normativi ed eliminati procedimenti la cui normativa è stata recentemente abrogata (ad esempio il nulla osta all´apertura, trasferimento o ampliamento nei centri storici di strutture con superficie di vendita al di sopra di una certa soglia). Nell’attività di riordino sono poi stati censiti e assegnati agli uffici competenti anche alcuni nuovi procedimenti derivanti da modifiche normative recenti concernenti proprio interventi di semplificazione procedurale: a titolo di esempio, l’introduzione della Scia – in luogo dell’autorizzazione - per l´installazione e l´esercizio di impianti di distribuzione carburante ad uso privato di capacità complessiva pari e inferiore ai 20 mc e per la ristrutturazione degli stessi. Prosegue anche l’attività di razionalizzazione e certificazione di tutta la modulistica provinciale necessaria per avviare le pratiche, sotto il profilo dei contenuti (con la riduzione progressiva delle informazioni e della documentazione richieste) ma anche sotto il profilo della standardizzazione dei formulari resi disponibili on line agli interessati in una sezione dedicata del sito istituzionale della Provincia. A tale proposito, continua il lavoro di preparazione per la pubblicazione del nuovo portale informativo per cittadini e imprese, la cui realizzazione rientra anch’essa tra le misure di semplificazione previste nel Piano di miglioramento. Il nuovo portale consentirà di reperire tutta la modulistica provinciale per avviare le pratiche di interesse, accedendo contemporaneamente alle informazioni utili riferite al relativo procedimento amministrativo (scadenze, adempimenti, normativa, documentazione da allegare alla domanda, ufficio competente, responsabile del procedimento e relativi recapiti, eventuali costi, indicazione del soggetto cui rivolgersi in caso di ritardo ingiustificato nell’adozione del provvedimento rispetto ai termini massimi predefiniti). Saranno accessibili via web circa 1.000 schede informative sui procedimenti amministrativi e quasi 3.000 moduli collegati.  
   
   
ADDIZIONALE IRPEF, CAMBIANO ALIQUOTE E DETRAZIONI. TOSCANA: 25 MILIONI PER IL PROGETTO-FAMIGLIA  
 
Firenze 22 aprile 2013 – Cambia l’addizionale Irpef regionale, quella che si riferisce a quest’anno ma che i cittadini pagheranno l’anno prossimo, trattenuta ogni mese sullo stipendio oppure in due volte per acconto e saldo. Approfittando di una variazione di bilancio già in discussione, la giunta regionale, d’accordo con il governo, ha infatti proposto al Consiglio di anticipare i tempi e modificare la manovra che era stata impugnata sempre dal governo a fine febbraio, evitando così il contenzioso e il rischio di dover congelare qualsiasi entrata fino alla pronuncia della Consulta. Le modifiche sono due. Una riguarda aliquote e scaglioni e farà risparmiare qualche euro ai toscani: si pagherà di meno da 0 a 15 mila euro e da 55 a 75 mila euro, con 3 milioni di minori entrate per la Regione. La seconda novità interessa le detrazioni aggiuntive decise l’anno scorso per figli e figli con handicap, che saranno cancellate. “Il Governo dice che lo potevamo applicare dal 2014, non dal 2013. La disposizione è successiva all’approvazione del nostro bilancio e potevamo dunque tentare di resistere – spiega l’assessore al bilancio della Toscana, Vittorio Bugli – Ma il contenzioso rischiava di essere lungo. Abbiamo così accolto le osservazioni del governo”. I 21 milioni in più che la Regione così incasserà – si tratta di una stima degli uffici – saranno però subito reinvestito sulla famiglia. Anzi, i milioni sul piatto saranno qualcuno in più: 25 in tutto. “Abbiamo infatti deciso di scrivere ed approvare da subito un progetto specifico per la famiglia, ispirato agli stessi principi e in grado di far arrivare alle famiglie lo stesso contributo, con un sistema diretta e non farraginoso. I tecnici sono già al lavoro. E poiché approveremo questo progetto quest’anno, i benefici per le famiglie arriveranno prima di quanto avrebbero fatto le detrazioni sull’addizionale Irpef, che per il 2013 si paga l’anno prossimo”. Aliquote, così nel 2013 Per adesso i toscani avrebbero dovuto pagare l’1,43% di addizionale Irpef regionale (lo 0,20% in più della base decisa dallo Stato) per i primi due scaglioni di reddito (da 8 a 15 mila e da 14 a 28 mila euro), l’1,68% (+0,45%) da 28 a 55 mila euro e l’1,73% (+0,50%) oltre, per i due successivi scaglioni. Tre aliquote diverse. Per il governo dovevano essere almeno cinque. Dopo la modifica decisa oggi si pagherà l’1,42 % fino a 15 mila euro (esenti i redditi fino a 8.000), l’1,43% da 15 a 28 mila, l’168% da 28 a 55 mila, l’172% da 55 a 75 mila e l’1,73% oltre 75 mila euro.  
   
   
PUBBLICATO L’AVVISO “PICCOLI SUSSIDI”  
 
Bari, 22 aprile 2013 - L’obiettivo è quello di sostenere, sotto forma di “piccoli sussidi”, interventi di sviluppo del Terzo Settore .” E’ una delle risposte che la Regione Puglia offre alla crisi dell’occupazione che colpisce, in particolar modo, le fasce deboli della cittadinanza – dice Alba Sasso, assessore al Diritto allo studio e formazione – Per queste ragioni riproporre “Piccoli Sussidi” significa proseguire una politica di attenzione alle persone: puntiamo a migliorare le condizioni di accesso e permanenza al lavoro di soggetti svantaggiati, attraverso la creazione e il consolidamento di opportunità professionali. Spesso, infatti, le fasce più fragili sono anche quelle più difficilmente raggiungibili dalla comunicazione ordinaria: consolidare, con questa Misura, le imprese del Terzo Settore, vuol dire mantenere con loro un canale aperto, vuol dire disporre di antenne sociali per individuare altre fasce di nuove povertà”(...) La Regione Puglia, nell’ambito del Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2007-2013, ha attivato quale strumento d´intervento la Sovvenzione Globale – “Piccoli Sussidi” per sostenere l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro di giovani e adulti disoccupati o inoccupati, di immigrati, donne, lavoratori svantaggiati e lavoratori disabili. Destinatari delle risorse saranno le cooperative sociali, le associazioni di volontariato, le imprese sociali, le Onlus e le Ong. «Continuiamo promuovere e sostenere iniziative di nuova e buona economia sociale, ripensando in un tempo di crisi modelli di sviluppo sostenibile – aggiunge Elena Gentile, assessore al Welfare a alla Sanità – “Piccoli Sussidi” costituisce un utile strumento a disposizione del Terzo Settore pugliese per generare un nuovo protagonismo dei soggetti più fragili, un’economia fatta non solo di numeri e di utili, ma anche di persone,di difficoltà quotidiane,di fragilità.Vuol dire scegliere di leggere oltre il Pil , cercando in esso anche una misura della dignità degli individui ». L’avviso, finanziato dal Por Fse 2007/2013 Asse Ii Occupabilità, dall’Asse Iii Inclusione Sociale e dall’Asse Vi Assistenza tecnica, prevede il sostegno agli interventi per un totale complessivo di € 5.400.000,00. In particolare, le azioni previste dal bando riguardano il consolidamento delle organizzazioni operanti nell´ambito dell´inclusione sociale e lavorativa, la creazione di nuove imprese e le misure di sostegno dirette a consentire l’accesso e la permanenza nel mercato del lavoro e nelle attività di formazione di soggetti non completamente autonomi. L’importo massimo di finanziamento richiedibile su ogni azione è di 35mila euro. Si prevedono come beneficiari finali degli interventi circa 1200 soggetti svantaggiati. Per la gestione dell’iniziativa la Regione ha individuato come Organismo intermedio l’R.t.s. “Impresa Sociale per lo Sviluppo” composto dall’Agenzia di Sviluppo della Cooperazione Sociale L’ape e Fondosviluppo. L’organismo Intermedio sarà supportato da una rete diffusa sul territorio regionale di cui fanno parte tra gli altri Legacoop Puglia, Confcooperative Puglia, Banca Etica, Acli Puglia, Agci Puglia. Le istanze dovranno pervenire, presso la sede dell’Organismo Intermedio Rts L’ape - Fondosviluppo, entro e non oltre le ore 16.00 del quarantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione dell’Avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.  
   
   
LOMBARDIA. CIG, L´ASSESSORE APREA: FALSE ACCUSE A REGIONE  
 
Milano, 22 aprile 2013 - ´Oggi sui giornali si legge che Regione Lombardia starebbe facendo retromarcia sull´anticipo della Cassa integrazione in deroga; chi dice questo dice il falso: non sa di cosa parla o è in malafede´. Lo ha detto il 18 aprile l´assessore regionale all´Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea. Decisione Resta Immutata - ´La decisione che è stata presa resta immutata: ed è quella di impegnarsi ad anticipare la cassa integrazione, con la condizione di agire con la massima risolutezza nei confronti del Governo, affinché vengano trovate e sbloccate le risorse necessarie. Senza impegni certi da parte del Governo - ha detto ancora Aprea - non si tratterebbe di anticipazione, ma di sostituzione, cosa che, anche volendo, la Regione non può fare, perché la legge non lo consente´. Principi Presenti In Mozione - ´Questa posizione - ha sottolineato l´assessore - è contenuta nella mozione votata all´unanimità dal Consiglio regionale, Pd compreso, e condivisa con tutte le forze sindacali: Cgil compresa. Se la Regione non può pagare, la colpa è esclusivamente del Governo centrale di Roma´. Regione Pronta A Intervenire - ´Il presidente Maroni e io - ha aggiunto ancora Valentina Aprea - abbiamo espresso nei fatti la volontà di agire insieme alle forze politiche e sociali della Lombardia, per ottenere risposte certe dal Governo, indispensabile passo per raggiungere il traguardo di assicurare ai lavoratori lombardi la cassa integrazione´. ´Regione Lombardia - ha proseguito - è pronta a intervenire per anticipare ai lavoratori autorizzati la Cassa integrazione in deroga in attesa che l´Inps proceda all´effettiva erogazione´. Con Finlombarda Modalità Tecniche - ´Ieri, con il presidente Maroni, abbiamo verificato insieme a Finlombarda la fattibilità tecnica dell´operazione e l´attivazione in tempi molto rapidi. Richiamiamo tutti - ha appuntato ancora la responsabile lombarda del Lavoro - a un approccio responsabile e a non creare ambiguità; la Giunta e il Consiglio regionale hanno condiviso di prevedere l´anticipazione dei fondi da parte della Regione a due condizioni: l´assegnazione certa delle risorse ministeriali e lo svincolo dal Patto di stabilità. Come Giunta invitiamo tutte le forze politiche e sociali ad agire congiuntamente, per realizzare gli obiettivi condivisi´. Incontri Con Parti Sociali - ´La Regione Lombardia in ogni caso - ha concluso Valentina Aprea - non resterà ferma: siamo pronti a lavorare su azioni, che consentano alle aziende di ridurre il ricorso alla Cassa integrazione, promuovendo accordi con i sindacati per utilizzare maggiormente i contratti di solidarietà e a potenziare le politiche attive, per dare ai lavoratori di aziende in crisi maggiori opportunità di riqualificazione e ricollocazione´.  
   
   
BOLZANO, IMMIGRAZIONE: SCAMBI E COOPERAZIONE CON LA CATALOGNA  
 
Bolzano, 22 aprile 2013 - Scambio di buone prassi in materia di immigrazione: nel quadro di un progetto europeo, la Provincia di Bolzano ha avviato il dialogo con la Catalogna. Nel primo incontro il 19 aprile a Bolzano l´assessore provinciale Roberto Bizzo ha accolto una delegazione ministeriale di Barcellona. Obiettivo della partnership finale sarà la sottoscrizione di una convenzione che permetta di cooperare a livello internazionale. La delegazione del ministero per le politiche dell´immigrazione catalana è stata accolta dall´assessore Roberto Bizzo (competente in Giunta provinciale su lavoro, immigrazione e pari opportunità) e dal direttore della ripartizione provinciale lavoroHelmuth Sinn. Si tratta del primo di una serie di incontri promosso dall´Eurac-istituto per le minoranze nell´ambito del progetto europeo "Alias" che prevede lo scambio di buone prassi in materia di immigrazione: "Obiettivo finale sarà la sottoscrizione di una convenzione congiunta su integrazione sociale, convivenza e dialogo interculturale, capace di rafforzare i legami tra i due territori che hanno molto in comune, anche allo scopo di cooperare a livello internazionale nella presentazione di progetti europei", sottolinea l´assessore provinciale Roberto Bizzo. Nell´incontro sono stati tracciati i punti di contatto in materia di collocazione politica, linguistica e culturale dei due territori: una competenza in materia di migrazione integrativa rispetto alla competenza primaria statale, ma, in ambedue i casi, una competenza primaria in materia di integrazione; poi la necessità di giungere a politiche di inclusione in grado di salvaguardare le specifiche peculiarità linguistiche e culturali di un territorio "di minoranza", infine l´ulteriore difficoltà che proviene dall´aggravarsi della crisi economica. "A partire dal 2000 la questione dell´immigrazione straniera è diventata prioritaria per la Catalogna", ha spiegato Xavier Bosch i Garcia, direttore dell´ufficio immigrazione della Generalitat di Catalogna. Oggi nella regione di Barcellona la percentuale di immigrazione straniera è arrivata al 15,7% (in Alto Adige il dato è di 9,3%), che diventa il 19% del totale calcolando gli stranieri presenti che hanno già acquisito la cittadinanza spagnola. Per affrontare in modo organico la questione, hanno spiegato gli ospiti, nel 2008 è stato approvato un patto nazionale catalano, un accordo generale sull´immigrazione e sull´inclusione sottoscritto dalla larga maggioranza degli esponenti delle parti sociali e delle associazioni degli immigrati.  
   
   
POLITICHE DI GENERE. L’EUROPA GUARDA AD ESPERIENZA VENETA  
 
Venezia, 22 aprile 2013 - “Abbiamo saputo tessere una rete importante, in un modo che solo le donne sanno fare”. Lo ha detto l’assessore regionale alle politiche di genere Isi Coppola aprendo stamattina a Venezia l’incontro che ha messo sotto i riflettori dell’Europa l’esperienza all’avanguardia che il Veneto può vantare. Il tema era “L’’europa delle Donne. Reti, Sistemi, Obiettivi”, pensato per offrire l’opportunità di un aggiornamento sugli indirizzi Ue relativamente alle pari opportunità e un confronto con esperienze europee per la valorizzazione del ruolo delle donne, in particolare nel mondo del lavoro. E’ stata anche una tappa del percorso formativo e di aggregazione degli operatori della rete Qui Donna, attività realizzate con il supporto tecnico e operativo del Centro Produttività Veneto – Fondazione Giacomo Rumor. La rete Qui Donna/quid è costituita nel Veneto da punti informativi e di accoglienza per le donne in ambito psicologico e sanitario, legale, occupazionale e di inserimento lavorativo, imprenditoriale, di conciliazione delle tematiche familiari e di lavoro, culturale. La Regione – ha sottolineato l’assessore - ne ha rafforzato il ruolo, fornendo un coordinamento istituzionale a questi servizi, certificandone l’offerta e sostenendone la qualità attraverso finanziamenti e interventi formativi. Per la loro riconoscibilità è stato adottato anche uno specifico marchio. L’assessore ha aggiunto che le politiche di genere, costruire soprattutto ascoltando il territorio, si sono evolute di pari passi con le misure regionali a favore dell’imprenditoria femminile e dell’economia, all’altezza della sfida della ripresa in cui bisogna credere. La presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Simonetta Tregnago ha detto che la rete delle donne è fondamentale e. Che l’Europa mostra grande interesse per l’esperienza veneta per esportarla in altre realtà. Di esperimenti e pratiche di comunicazioni in Europa, declinate al femminile, ha parlato la ricercatrice dell’Università di Padova, Claudia Padovani, mentre Gian Angelo Bellati, segretario generale di Unioncamere del Veneto, ha detto che le imprese gestite dalle donne confermano di avere una marcia in più di quelle dei colleghi uomini e, nonostante i colpi di una crisi che per le aziende sarà pesante anche nel 2013, continuano a crescere ad un ritmo superiore a quello medio dell’imprenditoria nazionale. Le imprese femminili in Veneto nel 2012 hanno raggiunto quota 109.468 (+0,3%), costituendo il 7,6% dello stock nazionale. Le reti europee in materia di diritti delle donne, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle carriere apicali e i differenziali retributivi, è stato il tema trattato da Siusi Casaccia, presidente di Lef Italia – Coordinamento italiano della Lobby Europea delle Donne. Infine, Sophia Economacos, presidente della Rete delle Donne di Eurochambers, ha illustrato il supporto del sistema delle Camere di Commercio per l’imprenditorialità femminile in Europa, sottolineando però che le differenze tra uomo e donna nel marcato del lavoro non sono ancora state superate.  
   
   
BOLZANO: "TESSUTO SOCIALE" TEMA DEL FESTIVAL DELLE RESISTENZE CONTEMPORANEE 2013  
 
Bolzano, 22 aprile 2013 - L´edizione 2013 del Festival delle Resistenze contemporanee che si svolgerà dal 25 aprile al 1° maggio 2013 è stata presentata venerdì 19 aprile 2013, dall´assessore provinciale alla cultura italiana Christian Tommasini. La manifestazione ha ottenuto il patrocinio del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz. Inaugurata la mostra "il mio sguardo libero. Volti per la legalità". "Tessuto sociale". È questo il tema attorno cui si sviluppa la terza edizione del Festival delle Resistenze contemporanee in programma dal 25 aprile al primo maggio. Una grande manifestazione, come ha sottolineato l´assessore provinciale alla cultura italiana Christian Tommasini che è cresciuta in proposte e coinvolgimenti assumendo anche respiro europeo. Se la prima edizione aveva ottenuto il riconoscimento del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, l´edizione 2013 del Festival delle Resistenze contemporanee ha ottenuto il patrocinio del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz in concomitanza con la ricorrenza nel 2013 dell´Anno europeo dei cittadini. "La scelta innovativa adottata per l´edizione 2013 del Festival delle Resistenze contemporanee di estendere le iniziative a tutta la città e ad altri centri della provincia, con una presenza molto significativa a Merano- spiega il vicepresidente della Provincia Christian Tommasini - nasce per realizzare l´obiettivo del Festival, che è appunto quello di far crescere la partecipazione delle nostre comunità attorno ai valori della Costituzione, che costituiscono un motore importante per affrontare le sfide della crisi. Avere radici solide e condivise libera infatti energie utili per dare fino in fondo il proprio contributo". Come ha ricordato Claudio Andolfo, direttore dell´Ufficio servizio giovani della Provincia, quest´anno vi sono in programma 71 eventi, 3 rassegne, 4 visite guidate e 5 mostre e una novità di rilievo. Per la prima volta, infatti, gli eventi non si svolgeranno solo in piazza Matteotti ma interesseranno tutta la città e usciranno dal capoluogo per coinvolgere Merano, Laives, Egna, Bressanone, Brunico e Appiano. Un tessuto fatto anche dai molti partner coinvolti per l´edizione del 2013. Quasi 90 sono, infatti, le associazioni, scuole, agenzie, centri giovani, biblioteche, istituzioni di vario genere e commercianti in Provincia che sono stati attivati per progettare e costruire assieme le strutture e i contenuti dell´edizione di Resistenze 2013. Memoria, pluralità, dignità, responsabilità, cultura, libertà e giustizia sono le sette parole - una per giorno - attorno alle quali è stato costruito il programma (vedi allegato), e come ha detto l´assessore provinciale alla cultura italiana Christian Tommasini, che simboleggiano la rete di valori per mantere la coesione sociale che possono fare in modo da uscire dalla crisi economica e morale in cui versa l´Italia creando una sorta di filo rosso che congiunge idealmente le due date rilevanti per la Repubblica Italiana: il 25 aprile ed il 1° maggio. Dieci sono le sezioni in cui si suddividono gli eventi del Festival delle Resistenze 2013, come ha ricordato Luca Bizzarri che coordina l´organizzazione del festival presso l´Ufficio Servizio giovani. Si va dalle mostre, alle visite guidate, alla presentazione dei lavori dei percorsi Fatti di parole, alla rassegna cinematografica, alla rassegna letteraria (in collaborazione con la casa editrice Mondadori), alla rassegna di documentari storici, ai progetti dei giovani delle scuole, alla presentazione dei lavori svolti con gli adulti dalle agenzie educative, alle tavole rotonde di approfondimento, agli incontri in piazza con grandi protagonisti. Alla presentazione del Festival delle Resistenze contemporanee 2013 è intervenuto il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, che ha sottolineato come il festival altoatesino costituisca un momento culturale eccezionale che ripercorre date fondamentali che "qualcuno voleva cancellare". Il tessuto sociale, la coesione sociale e, soprattutto la giustizia sociale sono elementi fondamentali. Al di là delle commemorazioni è importante lavorare sui temi attuali assieme alle persone, alle associazioni per far conoscere quello che è realmente accaduto e collegarlo alla realtà attuale. Carlo Bassetti ha presentato l´evento dedicato alla figura del padre, l´arch. Ed ex assessore all´urbanistica del Comune di Bolzano, Silvano Bassetti, deceduto pochi anni fa, vero resistente contemporaneo nella sua visione politica di progettazione dello spazio pubblico condivisa con tecnici, artisti e cittadini. A tal proposito ha citato il Laboratorio Bolzano da lui istitutito, centro di riflessione scientifica sulla città. Marinella Pomarici dell´Associazione a Voce Alta ha presentato la mostra con le foto di Fiorenza Stefani "il mio sguardo libero. Volti per la legalità" che ritrae persone note e non "resistenti" e sorridenti, perché resistere è bello. È seguita l´inaugurazione della mostra allestita sulla facciata del Palazzo della Provincia di fronte alla Stazione ferroviaria a Bolzano. Leonardo Albertoni della Consulta studenti ha parlato dell´impegno dei giovani e dell´Associazione Libera.  
   
   
CONCILIARE FAMIGLIA E LAVORO. TEMA ANCORA PIU’STRATEGICO IN EPOCA DI CRISI ECONOMICA REGIONE RILANCIA INIZIATIVA PRESSO AZIENDE VENETE E ‘CERTIFICA’ CON MARCHIO ‘AUDIT’ PRIME 7 AZIENDE 5 TREVIGIANE E 2 VENEZIANE  
 
Monastier (Treviso), 22 aprile 2013 - A sette aziende venete – cinque del trevigiano e due del veneziano - la Regione Veneto – Assessorato ai servizi sociali ha assegnato i certificati ‘audit’ – un marchio registrato a livello europeo, in particolare in Germania – che riconoscono il percorso virtuoso da esse svolto nel settore della conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro. Sono le aziende Crivertrade (servizi informatici) e la Dressing (abbigliamento) di Silea (Tv), la Itlas (pavimenti in legno) di Cordignano (Tv), la Keyline spa (produzione chiavi) di Conegliano (Tv), la Teza spa (diagnostica per auto,moto, camion) di Monastier (Tv), la Koinè del Gruppo Hci (network di contact center) con sede a Venezia, la Open Service (servizi integrati ambientali) di Marcon (Ve). “E’ un riconoscimento importante” – ha detto l’Assessore regionale ai servizi sociali Remo Sernagiotto che ha incontrato stamani le aziende a Monastier di Treviso al Park Hotel Villa Fiorita le prime aziende che hanno aderito all’iniziativa promossa un anno fa di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro tramite lo strumento certificato dell’’audit’. “Abbiamo premiato, certificato con l’audit imprese che non si arrendono alla crisi – ha continuato – e che investono nel welfare aziendale e che possono e devono costituire un esempio virtuoso per le altre aziende venete. Attraverso lo strumento dell’audit, che mette a disposizione delle aziende un consulente regionale per realizzare una diversa organizzazione del lavoro all’interno dell’azienda, si può individuare una politica del personale orientata alla famiglia e che faciliti la conciliabilità della vita professionale con quella familiare, tenendo conto delle esigenze dei dipendenti e di quelle degli imprenditori. Una migliore motivazione dei dipendenti, una maggiore efficienza e disponibilità, meno assenze e meno stress: sono questi i fattori che incrementano la competitività e che sono riscontrabili nelle aziende che hanno deciso di sviluppare il processo audit famiglia e lavoro”. Il contratto di licenza per l’uso del marchio europeo “Audit-famigliae&lavoro” è stato stipulato con la Fondazione di Francoforte Berufundfamilie Gmbh. Nel 2012 la Regione Veneto ha concesso 850 mila euro di contributi destinati ad aziende, enti locali, cooperative, aziende ospedaliere in tema del conciliazione vita-lavoro.  
   
   
NASCE A PERUGIA STUDIO ARCHA, UN LABORATORIO AL FEMMINILE SU BENI LIBRARI  
 
Perugia, 22 aprile 2013 - Nasce una nuova realtà imprenditoriale nel centro storico di Perugia, interamente al femminile, nell´ambito della salvaguardia del patrimonio culturale: è lo Studio Archa, laboratorio di conservazione e restauro di beni librari, documenti, opere su carta e fotografie. L´iniziativa, presentata stamani a Perugia, è dovuta all´impegno di tre restauratrici, Maria Chiara Brancaleoni, Cristina Bonanni e Maria Rosaria Castelletti, che dopo anni di studio e di esperienze nei maggiori laboratori di restauro nazionali e internazionali, hanno deciso di investire su se stesse e sul loro territorio. L´idea imprenditoriale è stata sostenuta nell´ambito dell´iniziativa "Investire in Cultura" (Por Umbria Fse 2007-2013, "Ob.2 Competitività regionale ed occupazione, Asse V Transnazionalità e Interregionalità), promossa dall´Agenzia Umbria Ricerche (Aur). "Lo Studio Archa - ha detto Brancaleoni nel corso della presentazione - si propone di offrire servizi integrati e diversificati nel campo dei beni librari e documentali. Partendo dal modello dell´impresa artigiana, proprio del tessuto produttivo umbro - ha aggiunto, il laboratorio arricchisce la formula tradizionale con un alto grado di professionalità acquisita con una formazione specifica e molteplici esperienze in Italia e all´estero. Per l´assessore regionale alla cultura Fabrizio Bracco "si tratta di una impresa particolarmente importante in considerazione della difficilissima fase che stiamo vivendo, per il coraggio, la competenza e la determinazione di tre giovani imprenditrici donne e perché nasce dall´esperienza formativa della Scuola del restauro del libro di Spoleto, dove le tre titolari si sono formate e a cui la Regione dell´Umbria tiene in modo particolare. Infine - ha concluso Bracco - perché investe sulla cultura e contribuisce a riqualificare il centro storico della città". Il direttore dell´Aur, Anna Ascani, ha sottolineato come il progetto dello Studio Archa sia nato anche grazie all´iniziativa "Investire in cultura" ideata da Aur per le donne umbre con lauree umanistiche. "Fra le 44 proposte imprenditoriali presentate ne sono state selezionate 15, che sono poi diventate, come lo Studio Archa, effettivamente impresa attraverso un percorso di formazione e stage". Fausto Broccoletti di Sviluppumbria ha ricordato come il progetto nasca da un percorso di collaborazione fra enti e di scouting di idee e di sinergie, mentre il Soprintendente alla Soprintendenza Archivistica per l´Umbria, Mario Squadroni, ha evidenziato l´importanza della neo impresa, ricordando il ruolo degli archivi e la priorità della tutela e del restauro dei loro contenuti, una attività - ha precisato - "che richiede passione, abnegazione e grande professionalità". "Studio Archa rappresenta un contributo alla conservazione e tutela del patrimonio librario e religioso della Chiesa - ha detto Francesco Saverio D´amelj, Direttore dell´Ufficio per i beni culturali ecclesiastici, Diocesi Perugia-città della Pieve. Una volta restaurato il materiale può essere digitalizzato e messo a disposizione degli studiosi, ovviando così al grande problema della fruibilità". Il gruppo di lavoro ha inoltre aderito al progetto "E.m.m.a." (Entrepreneurship Methodology Mediterranean Assistance) gestito da Sviluppumbria e al progetto "Brain Back Umbria" gestito da Aur, le due reti internazionali che consentiranno al laboratorio di integrarsi, farsi conoscere e operare in una dimensione europea.  
   
   
“FARE INSIEME: DONNE, LAVORO E CONVIVENZA”  
 
Trento, 22 aprile 2013 - Un progetto costruito valorizzando le capacità di trentine e nuove trentine residenti ad Arco per un inserimento occupazionale in sintonia con le reali esigenze del territorio. E´ questo lo scopo dell´iniziativa denominata “Fare insieme: donne, lavoro e convivenza”, percorso di conoscenza e di formazione alla cultura e alle regole del lavoro dedicato a donne locali e immigrate. I particolari sono stati presentati ieri sera a palazzo Marcabruni-giuliani ad Arco dai diversi sostenitori dell´iniziativa. Sono intervenuti, fra gli altri, l´assessore alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza della Provincia autonoma di Trento Lia Giovanazzi Beltrami, l’assessore alle Politiche della socialità del Comune di Arco Massimiliano Floriani con la dirigente dell´area Servizi alla persona Cristina Bronzini, Mirko Montibeller dell´Area convivenza Cinformi e Claudia Mammani per la Consigliera di Parità. Il progetto vede anche la collaborazione della Comunità Alto Garda e Ledro, della Cooperativa sociale Le Farfalle, della Cooperativa sociale Arcobaleno e del Centro di ascolto e solidarietà Caritas. L´iniziativa, che partirà a inizio maggio, prende spunto da analoghe e positive esperienze già condotte in Trentino e mira a favorire la partecipazione sociale, culturale e lavorativa delle donne autoctone in cerca di nuova occupazione e delle donne di origine immigrata interessate ad inserirsi nel mercato del lavoro. Ciò nella convinzione che il miglioramento del benessere della donna, attraverso la promozione delle pari opportunità di genere, significa miglioramento del benessere dell´intera comunità. Il percorso si rivolge a un gruppo di circa 15 donne che risiedono nel Comune di Arco, interessate in particolare a compiere un cammino di conoscenza e di formazione rispetto ai temi della cittadinanza attiva e della cultura del lavoro come strumenti indispensabili per avviare un progetto di vita e occupazionale concreto e realizzabile. Attraverso il coinvolgimento attivo delle protagoniste, sarà possibile comprendere i loro interessi, le loro richieste e soprattutto le loro capacità e competenze. Le partecipanti apprenderanno fra l´altro nozioni di cucina trentina, economia domestica, raccolta differenziata, sartoria, regole del mondo del lavoro, lingua italiana e cultura locale (per le donne di origine immigrata). Sono previsti anche momenti di simulazione di attività lavorative per favorire un apprendimento “basato sul fare”. Le donne partecipanti avranno modo, infatti, di partecipare sia a momenti condivisi di formazione generale sia a momenti di formazione specifica sulla base delle opportunità offerte dal mercato del lavoro locale. Per partecipare al progetto è sufficiente presentarsi al primo incontro dell´iniziativa, in programma giovedì 9 maggio 2013 dalle ore 9.30 alle ore 11.30 all’Auditorium di Palazzo dei Panni ad Arco. Il progetto si concluderà nel mese di novembre 2013. Informazioni presso l´Ufficio Politiche della socialità e Prima infanzia del Comune di Arco. Telefono: 0464/583607; mail: sociale@comune.Arco.tn.it  
   
   
FAMILIARI VITTIME CRIMINALITÀ, REGIONE CAMPANIA APPROVA ASSUNZIONE PER CHIAMATA DIRETTA.  
 
Napoli, 22 aprile 2013 - "Con la Finanziaria 2013 manteniamo gli impegni assunti con i familiari delle vittime della criminalità. La legge, infatti, autorizza l’assunzione a chiamata diretta presso la Regione, le Asl, le aziende ospedaliere, gli enti e gli organismi regionali, fatti salvi gli obblighi e i divieti connessi con l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo finanziario." Così l’assessore regionale alle Risorse umane Pasquale Sommese commenta la decisione assunta dal Consiglio con il voto favorevole sul maxi-emendamento al bilancio proposto dalla Giunta Caldoro. "E´ l´ennesimo segno tangibile della vicinanza e del sostegno della Regione a quanti perdono familiari per mano del terrorismo, della camorra e della criminalità organizzata. "Nei prossimi tre mesi, come prevede la legge, la Giunta adotterà le linee guida per attuare questa disposizione", conclude Sommese. La norma statuisce che le assunzioni sono previste per i profili professionali relativi alle categorie da A a D sulla base dei titoli di studio posseduti e richiesti per l’accesso ai rispettivi livelli. Le assunzioni non potranno superare il 10% del numero dei posti vacanti nell’organico.  
   
   
SPIRAL, PROGETTO PER IL BENESSERE FAMILIARE  
 
Trento, 22 aprile 2013 - Il prossimo 29 aprile, dalle 9.00 alle 18.00, presso la sala Wolf del palazzo della Provincia, a Trento, un rappresentante del Consiglio d´Europa, in collaborazione con l´Agenzia per la famiglia, terrà una giornata di formazione sul progetto Spiral. Il progetto riguarda gli indicatori del benessere familiare. Si tratta di una metodologia proposta dal Consiglio d´Europa nel piano d´azione per la coesione sociale. Vi hanno aderito diversi comuni certificati Family in Trentino, la comunità della Valle di Non e i comuni della Valle Rendena attraverso il Distretto famiglia. Si comincia alle ore 9.00 e si finisce alle 18.00, con una pausa per pranzo. Partendo dall’obiettivo della coesione sociale, definita come la capacità della società di assicurare il benessere di tutti, generazioni future incluse, attraverso la co-responsbilità, (o responsabilità sociale condivisa) di tutti gli attori sociali, pubblici e privati, il Consiglio d´Europa propone nel suo piano d´azione per la coesione sociale una metodologia partecipativa / collaborativa (denominata metodologia Spiral) per definire il benessere e sviluppare degli indicatori di progresso coinvolgendo i cittadini. Questa metodologia, sviluppata nell’arco di 7 anni insieme a un centinaio di città, villaggi, istituzioni pubbliche (scuole, ospedali, ecc.) privati ​​(imprese) professionisti e di diversi paesi europei, permette di costruire dei piani d´azione locali con un’ampia concertazione, aventi come fine ultimo il benessere di tutti, così come definito da ogni comunità, e rivolti, in particolar modo, a orientare le politiche locali (così come quelle regionali e nazionali) per renderle più vicine alle aspettative dei cittadini. Iscrizione Per le iscrizioni inviare una e-mail a giovanna.Baldissera@provincia.tn.it , precisando i nominativi dei funzionari, politici del comune e dei vari rappresentanti dei portatori di interesse locali. La formazione è gratuita. Per info: http://www.trentinofamiglia.it/ http://www.familyintrentino.it/  
   
   
TRENTO: INSIEME PER CONTRASTARE LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DEI "SOGGETTI DEBOLI"  
 
Trento, 22 aprile 2013 - Segno della collaborazione e del lavorare in rete, bell´esempio di come, pur nell´autonomia dei propri compiti, Stato e Provincia possano lavorare per il bene dei cittadini specie in un terreno delicato e sensibile quale è quello che riguarda la difesa della legalità e il contrasto a comportamenti violenti che scelgono i "soggetti deboli" - donne e minori in particolare - quale bersaglio. Questo lo spirito - ribadito da tutti e sottolineato dagli assessori provinciali Lia Giovanazzi Beltrami e Ugo Rossi - del protocollo d´intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno delle condotte violente nei confronti di “soggetti deboli”. A sottoscriverlo, il 18 aprile, a Trento, al Castello del Buonconsiglio - e con l´obiettivo di migliorare l’intervento dei diversi attori che agiscono sul territorio - la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda per i servizi sanitari, la Procura della Repubblica, il Tribunale di Trento, il Tribunale per i minorenni di Trento, la Polizia di Stato e i Carabinieri. I soggetti firmatari si impegnano a coordinare le proprie attività in modo da assicurare la più pronta ed efficace azione per un’adeguata assistenza e prevenzione dei comportamenti violenti e concordano sulla necessità di organizzare iniziative di informazione e di assicurare la massima professionalità e formazione degli operatori. A sottoscrivere il documento l´assessore provinciale alla solidarietà internazionale e alla convivenza, Lia Giovanazzi Beltrami; l´assessore provinciale alla salute e politiche sociali, Ugo Rossi; il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trento, Giuseppe Amato; il presidente del Tribunale di Trento, Sabino Giarrusso; il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, Luciano Flor; il presidente del Tribunale per i minorenni di Trento, Bernadetta Santaniello; il questore di Trento, Giorgio Iacobone; il comandante provinciale dei Carabinieri, col. Maurizio Graziano (rappresentato dal ten. Col. Paolo Puntel). Il protocollo è sottoscritto anche dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Trento, Mansueto Crepaz.