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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 22 Aprile 2013 |
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MESSAGGIO DI CONGRATULAZIONI DEL PRESIDENTE UE BARROSO AL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - A
nome della Commissione europea e di me stesso, mi congratulo con lei per la sua
rielezione a Presidente della Repubblica d´Italia.
Nel rinnovare il mandato di Capo dello Stato, il Parlamento italiano
conferma il successo del vostro primo mandato, durante il quale si è compiuto
il vostro ruolo istituzionale al completo come garante costituzionale di unità
nazionale e nel promuovere il prestigio internazionale del paese.
La tua rielezione arriva in un momento cruciale nel processo di
integrazione, che richiede sia i governi nazionali e le istituzioni europee per
visualizzare grande calma, coraggio e lungimiranza.
Ora più che mai i cittadini europei chiedono le nostre istituzioni per
un rinnovato impegno democratico in grado di superare la crisi, ripristinando
la crescita e l´occupazione.
Sono certo che, con te come presidente, l´Italia, in conformità delle
sue tradizioni pro-europei, continuerà a dare un contributo decisivo per il
nostro ideale europeo comune.
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UE: IL PRESIDENTE BARROSO INCONTRA HAILEMARIAM DESSALEGN, PRIMO MINISTRO DELL´ETIOPIA |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - Di
seguito l’intervento del 18 aprile di José Manuel Durão Barroso Presidente
della Commissione europea dopo il suo incontro con il sig Hailemariam
Dessalegn, Primo Ministro dell´Etiopia: “
Buone signore del mattino e signori,
E ´un grande piacere dare il benvenuto il primo ministro Hailemariam
Dessalegn per la sua prima visita ufficiale in Europa.
So anche che questa è la prima visita ufficiale che egli paga al di
fuori dell´Africa dopo la sua elezione, e vi ringrazio per questo. Credo che questo
sia un segnale dell´impegno di Etiopia per il buon rapporto con l´Unione
europea.
Permettetemi anche lo stress, a nome dell´Unione europea, il nostro
interesse per approfondire ulteriormente le nostre relazioni politiche ed
economiche, e di affrontare le sfide più ampie di sicurezza regionale.
Oggi abbiamo avuto una discussione molto aperta e amichevole su una
serie di questioni relative alla nostre relazioni bilaterali.
Mi sono congratulato con l´Etiopia sulla sua continua performance
economica basata significativa e ampia e il suo impressionante progresso nella
riduzione della povertà e le realizzazioni del Millennio Obiettivi di sviluppo
".
Ma l´Etiopia ha ancora un potenziale fare di più e meglio. Ho sentito i
piani del primo ministro per le prossime fasi di sviluppo del paese. Ho avuto
l´occasione per ricordare che questo programma ambizioso richiede anche la più
ampia partecipazione possibile e di sostegno in tutta la società.
In ultima analisi, la crescita economica può essere sostenuta solo se
si è raggiunto in una società aperta, rispettosa dei diritti fondamentali e
anche la libertà, la libertà di espressione di libertà di stampa.
Vogliamo essere un partner di Etiopia in questo processo. E se posso
citare il Primo Ministro, in effetti siamo un partner e siamo orgogliosi del
nostro contributo per la crescita e lo sviluppo dell´Etiopia. Siamo stati un
partner molto attivo in termini di cooperazione, lo sviluppo e gli
investimenti, con le nostre aziende lì, e vogliamo rimanere un partner molto
importante, nell´interesse di Etiopia, nell´interesse della regione,
nell´interesse della nostra complessiva relazioni con l´Africa e anche
nell´interesse dell´Unione europea. Il nostro rapporto con l´Etiopia è oggi un
rapporto più maturo, non si tratta solo di assistenza allo sviluppo
Naturalmente, è molto più di questo. E ´anche la cooperazione politica, è anche
quello che possiamo fare insieme per affrontare alcune sfide comuni.
Noi abbiamo relazioni economiche e commerciali già notevoli e
diversificate. L´unione europea è il più importante partner commerciale per
l´Etiopia, con oltre il 40% delle esportazioni dell´Etiopia venire in Europa.
Ciò riflette la nostra apertura più ampia e l´impegno commerciale per l´Etiopia
ed i nostri amici africani.
E siamo pronti a sostenere il governo nella sua visione a lungo termine
che porta alla crescita e maggiori investimenti e, a questo proposito,
sosteniamo pienamente gli sforzi dell´Etiopia di aderire all´Organizzazione
mondiale del commercio.
La nostra cooperazione allo sviluppo è parte del nostro impegno per la
prosperità Etiopia. Buoni risultati sono stati raggiunti nella nostra
cooperazione sulla sicurezza alimentare e sulla fornitura dei servizi di base
in tutto il paese. Ci auguriamo di poter continuare questa buona collaborazione
per tutto il prossimo Fondo europeo di sviluppo, il Fondo europeo di sviluppo
11, che si applicherà a partire dal prossimo anno, con un´attenzione ancora
maggiore sui temi della salute. Ho il piacere di annunciare oggi che l´Unione
europea ha già oggi ha approvato uno stanziamento aggiuntivo di € 30 milioni
per la salute materna. Il primo ministro mi ha spiegato come l´Etiopia intende
raggiungere in tempo tutti gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, e questo è
il nostro contributo supplementare a tal fine. Ancora una volta io sono
congratulandosi con l´Etiopia per i risultati ottenuti finora.
Infine, anche il primo ministro ha lodato Dessalegn per importante e
positivo ruolo dell´Etiopia su una serie di questioni regionali e situazioni di
crisi nel Corno d´Africa e oltre. Mi riferisco in particolare alle iniziative
politiche e di sicurezza dell´Etiopia in Sudan, il suo impegno in Somalia e in
seno alle organizzazioni regionali. Come presidente dell´Unione africana,
Etiopia rappresenterà l´Africa al vertice del G20 e durante i negoziati sul
clima, le questioni chiave per l´Unione europea in cui condividiamo una forte
agenda con i nostri partner africani.
Così abbiamo anche discusso di alcune questioni regionali, e la
priorità più ampio dell´Unione africana-europea relazioni dell´Unione. La
prossima settimana sarò a Addis Abeba, appunto presiede, da parte europea,
l´incontro tra la Commissione dell´Unione africana e della Commissione europea.
Stiamo preparando proprio adesso che cosa può essere un vertice di grande
successo, il Vertice Unione Unione africana 2014 European. E sono sicuro che
l´Etiopia, sotto la guida del Primo Ministro Dessalegn, darà un contributo
molto importante per questo successo.
Il primo ministro,
Si può essere certi che l´Unione europea continuerà a sostenere
l´Etiopia nel suo cammino verso un ulteriore sviluppo economico e sociale, nel
nostro reciproco interesse.
E ancora una volta vi ringrazio per la vostra visita a Bruxelles.”
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LA POLITICA DI COESIONE DELL´UE CONTRIBUISCE AD ATTENUARE LA CRISI E PRODUCE CRESCITA, COME RISULTA DALLA RELAZIONE STRATEGICA 2013 DELLA COMMISSIONE |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - La
Commissione europea ha presentato il 18 aprile una panoramica sul funzionamento dei fondi
strutturali dell´Ue negli Stati membri. La "Relazione strategica"
sull´attuazione dei programmi della politica di coesione 2007-2013 riunisce le
informazioni disponibili in provenienza dagli Stati membri, nella maggior parte dei casi aggiornate fino
alla fine del 2011. Nella prospettiva di ulteriori quattro anni fino a quando
terminerà il programma nel 2015, gli investimenti a valere sul Fondo europeo di
sviluppo regionale, sul Fondo di coesione e sul Fondo sociale europeo hanno già
determinato progressi e miglioramenti per molti cittadini.
Nell´insieme dell´Ue questi comprendono:
altri 1,9 milioni di
cittadini hanno ora accesso alla banda larga;
altri 2,6 milioni di
cittadini sono allacciati alle condutture dell´acqua potabile, altri 5,7
milioni usufruiscono di progetti per il trattamento delle acque reflue;
vi sono 460 km di strade
della rete transeuropea di trasporto e 334 km di binari della stessa rete; e
2,4 milioni di persone
assistite dal Fondo sociale europeo hanno trovato un nuovo posto di lavoro.
L´innovazione e le piccole imprese ricevono un forte sostegno dagli
investimenti della politica di coesione e tale dinamica appare destinata a
intensificarsi. Sinora:
53.240 progetti di Ricerca e
sviluppo tecnologico e 16.000 progetti imprese-ricerca hanno ricevuto
investimenti e
53.160 start-up hanno
ricevuto un sostegno.
Via via che vengono utilizzati i finanziamenti e che i progetti
iniziano a realizzarsi la relazione documenta:
un aumento significativo del
numero di persone supportate sul piano occupazionale da circa 10 milioni
all´anno prima del 2010 a circa 15 milioni annualmente a partire da tale anno;
e
un´accelerazione
significativa dei risultati a partire dal 2010 per quanto concerne il sostegno
alle Pmi: quasi 400.000 posti di lavoro creati (la metà dei quali nel 2010/11)
compresi 15.600 posti di lavoro nella ricerca e 167.000 posti di lavoro nelle
Pmi.
Commentando la relazione il Commissario responsabile per la Politica
regionale Johannes Hahn ha affermato: "Questa relazione ci fornisce una
preziosa istantanea di una politica che sta producendo risultati lungo quasi
l´intero arco delle priorità Ue e investe nella crescita, obiettivo che ha
disperatamente bisogno di investimenti. Offriamo sostegno alle nuove imprese
innovative e creiamo posti di lavoro validi e sostenibili per il futuro,
portiamo la banda larga nelle regioni remote, affrontiamo il problema della
fuga dei cervelli e costruiamo collegamenti vitali per i trasporti che
contribuiscono alla competitività delle regioni. La politica di coesione ha inoltre dimostrato di
essere capace di grande flessibilità
reagendo alla crisi e adattandosi ai bisogni via via diversi dei cittadini e
delle loro collettività."
Il Commissario ha aggiunto: "Dobbiamo però trarre anche alcuni
insegnamenti: i risultati sono a volte frammentari e gli Stati membri devono
intensificare gli sforzi per far uso delle risorse Ue. Nella prospettiva del
prossimo periodo di programmazione ci attendiamo che gli Stati membri e le
regioni concentrino la loro politica ancor di più sui risultati e sulle priorità
che promettono di avere il maggior impatto."
Lázsló Andor, Commissario responsabile per l´Occupazione, gli affari
sociali e l´inclusione, ha aggiunto: "Con la crisi i fondi Ue della
politica di coesione hanno acquistato un´importanza ancora maggiore quale fonte
d´investimenti su tutto il territorio dell´Unione. Il Fondo sociale europeo
offre un sostegno cruciale al nostro capitale umano, in particolare aiuta i
giovani a massimizzare le loro opportunità di carriera. La preparazione della
prossima generazione di programmi è un´opportunità unica di corroborare la
nostra strategia della crescita e dell´occupazione con un sostegno finanziario
significativo. L´investimento nel capitale sociale e umano dovrà svolgere un
ruolo importante in questa strategia."
La “Relazione strategica” delinea i progressi compiuti da ciascun paese
in vista del raggiungimento degli obiettivi unionali, in linea con gli
obiettivi della strategia Europa 2020. La relazione incoraggia gli Stati membri
a misurare i progressi realizzati in settori strategici fondamentali come la
ricerca e l´innovazione, le ferrovie, l´energia, il capacity building, i
trasporti urbani sostenibili, la creazione di posti di lavoro e la formazione.
Le relazioni presentate dai 27 Stati membri alla fine del 2012 (basate
per l´essenziale su dati del 2011) offrono alla Commissione la prima
opportunità di presentare una relazione, nel corso di un periodo di
programmazione, sui progressi realizzati in tema di output e risultati e di
inviare messaggi importanti e tempestivi sulle potenzialità della politica di
coesione ai fini della ripresa economica dell´Ue. La Commissione identifica gli
ambiti di investimento in cui si deve intervenire per accelerare la selezione e
l´esecuzione dei progetti cofinanziati nel periodo 2007-2013 per poter
raggiungere gli obiettivi fissati.
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UE: SFRUTTANDO LE COMPETENZE DI OGNUNO E TALENTI COME UN MODO PER USCIRE DALLA CRISI |
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Nitra, 22 aprile 2013 Di seguito
l’intervento del 18 aprile di László Andor Commissario europeo responsabile per
l´Occupazione, gli affari sociali e l´inclusione al Job Expo Fiera Conferenza:”
Il primo ministro,
Ministri,
Illustri ospiti,
Signore e signori,
Il mio cordiale saluto a tutti voi ei miei ringraziamenti agli
organizzatori per il loro invito. E ´un vero piacere essere di nuovo in
Slovacchia e per essere in grado di rivolgermi a voi in merito alla questione
del rapporto di lavoro.
Non sarete sorpresi che combattere l´aumento della disoccupazione
europea è una delle mie preoccupazioni più importanti come Commissario per
l´occupazione, gli affari sociali e l´inclusione.
Sappiamo tutti quanto desolante le cifre sono. La disoccupazione
costituiscono quasi il 11% della popolazione attiva in tutta l´Ue e la cifra è
più di due volte superiore tra i giovani. La crisi economica e finanziaria ci
ha colpito duro in un momento in cui altre sfide a lungo termine, come
l´invecchiamento della popolazione stanno iniziando a mordere.
Nel frattempo, la competitività delle economie emergenti - come Cina,
India e Brasile - non è più solo manodopera più economica.
Essi hanno modernizzato i loro sistemi di istruzione e sono in
competizione con una forza lavoro altamente qualificata.
Il fatto è che l´Unione europea non può uscire dalla crisi con successo
a meno che non miglioriamo l´uso che facciamo del potenziale della nostra forza
lavoro. Ciò richiede l´azione politica e la Slovacchia non fa eccezione.
Permettetemi di delineare tre aree in cui penso azione è essenziale.
In primo luogo , abbiamo bisogno di sviluppare i mercati del lavoro più
inclusivi. In Slovacchia si significa ottenere più giovani, più donne e più
persone appartenenti ai gruppi più vulnerabili, in particolare i Rom, nel mondo
del lavoro.
Nel nostro recente lavoro abbiamo in particolare concentrati sui
giovani.
Sulla base dei modelli politici di maggior successo che esistono
nell´Unione europea, abbiamo proposto che tutti gli Stati membri dovrebbero
adottare un quadro - denominata garanzia per i giovani - dove nessun giovane
sarebbe rimasto senza un futuro.
In concreto, è stato concordato tra gli Stati membri che in futuro
tutti i giovani dovrebbero ricevere un´offerta di qualità di un lavoro, o un
apprendistato, un tirocinio o la possibilità di proseguire gli studi o di
formazione entro quattro mesi di disoccupazione o di lasciare l´istruzione
formale.
Siamo ben consapevoli che il raggiungimento di questo ambizioso
obiettivo richiederà un certo tempo. Ma siamo fermamente convinti che sia la
strada giusta da percorrere.
Una sfida particolare in Slovacchia sarà quello di affrontare il grande
problema della disoccupazione tra i rom. Per quanto riguarda i giovani, le
nostre raccomandazioni insistono sulla necessità di migliorare l´accesso alla
scuola e all´istruzione pre-scolastica, la formazione professionale e
l´istruzione della seconda opportunità.
So che questo è in cima ai vostri problemi e ho molto sostenere i
vostri sforzi in questo senso.
Il mio secondo messaggio è che abbiamo bisogno di portare l´istruzione
e la formazione più in linea con le competenze necessarie sul mercato del
lavoro.
Le basi per il successo di nessuno sul mercato del lavoro sono poste a
scuola. Chiaramente un buon livello in matematica e lettura, di base di
alfabetizzazione informatica, le capacità imprenditoriali sono e rimarranno una
grande risorsa.
Ma i mercati del lavoro stanno cambiando più rapidamente che in
passato. Alcune occupazioni stanno diventando obsoleti, mentre altri stanno
emergendo. Conoscenze richieste per l´occupazione anche cambiare. Venti anni
fa, una receptionist dell´hotel non aveva bisogno di un sistema di prenotazione
online e gli elettricisti sono stati raramente chiesto di installare pannelli
solari.
Questo aumenta le richieste di capacità di adattamento di istruzione
superiore, formazione professionale e di formazione e la formazione permanente.
Questo richiede anche strumenti migliori per anticipare il fabbisogno
di competenze.
Spero che strumenti come la panoramica europea delle competenze, lanciato
lo scorso dicembre, aiuterà anche la Slovacchia ad anticipare la futura domanda
di competenze. Questo potrebbe inoltre beneficiare del sostegno che le
cosiddette competenze europee e Alleanze della conoscenza in grado di fornire
per la formazione dei futuri programmi di formazione.
Il mio terzo messaggio riguarda la necessità di corrispondere meglio la
domanda di lavoro e l´offerta di lavoro per mobilità più forte.
E ´una realtà che, nonostante la disoccupazione elevata e persistente
in molti paesi dell´Ue, un sacco di offerte di lavoro sono ancora difficili da
riempire. Questo è in parte a causa della mancata corrispondenza delle
competenze ´ho appena parlato. Ma è anche perché la mobilità dei lavoratori
all´interno dei paesi e tra di essi rimane insufficiente.
Parte del mio lavoro è quello di cercare modi per rimuovere i rimanenti
ostacoli alla libera circolazione dei lavoratori nell´Ue.
Uno strumento importante in questo contesto è la rete europea dei
servizi per l´impiego europei, la cosiddetta rete Eures che vorrei trasformare
in una vera e propria collocazione europea e strumento di reclutamento. Sono
contento che sono presenti alla manifestazione di oggi partner Eures
provenienti da 13 paesi europei.
Signore e signori,
L´attuazione di politiche per rispondere a ciascuna delle sfide che ho
delineato richiede finanziamenti.
So che la mobilitazione di risorse pubbliche nelle attuali tempi di
austerità è particolarmente difficile.
Ma il mio quarto messaggio è che vale la pena di farlo, anche se questo
significa per la definizione delle priorità.
Un esempio è la garanzia per i giovani che ho citato in precedenza. Si,
introdurre avrà un costo. Ma questo costo non è paragonabile al costo
dell´inazione. Per dirla in prospettiva, dei 14 milioni di giovani europei che
non sono né occupati, né in istruzione o di formazione sono stimati a costare
l´equivalente del 1,2% del Pil annuo dell´Ue o € 153.000.000.000 ogni anno.
Voglio anche sottolineare che gli Stati membri non saranno soli in
questo. Il bilancio dell´Ue sarà lì per aiutare.
Nel mese di febbraio, il Consiglio europeo ha deciso di sostenere
l´attuazione della garanzia per i giovani destinando almeno € 6 miliardi per
una nuova iniziativa per l´occupazione giovanile. Dal 2014 questo sarà
disponibile per le regioni in cui la disoccupazione giovanile è oltre il 25%,
che è il caso qui in Slovacchia.
Ciò, naturalmente, venire in cima al supporto che è e sarà disponibile
dai fondi strutturali dell´Ue. In questo periodo di programmazione Slovacchia
riceve circa 1,5 miliardi di euro del Fondo sociale europeo, proprio per
sostenere misure per migliorare il proprio capitale umano. E desidero
congratularmi con il Primo Ministro per la recente decisione di convogliare
risorse del Fondo sociale ancora più europei in sostegno dell´occupazione
giovanile.
Questo è un esempio tra i tanti di come il Fondo sociale può essere
utile nel momento attuale. Sono convinto che la Slovacchia potrebbe e dovrebbe
usare ancora di più nel prossimo periodo finanziario per affrontare proprio i
problemi che ho descritto per voi oggi.
Primo Ministro, Signore e signori,
Vorrei concludere con una parola circa l´importanza di un ruolo attivo
per i datori di lavoro e dei sindacati e di un dialogo sociale sano per
l´attuazione di tutte queste riforme.
È un dato di fatto, i paesi in Europa dove le relazioni dialogo sociale
è ben consolidata e industriali sono forti tendono ad essere quelle in cui la
situazione economica e sociale è più favorevole e meno soggetto a deformazione.
Coinvolgimento delle parti sociali nel dialogo e la riforma porta a
soluzioni più ampiamente accettate che sono più facili da implementare e sono
più sostenibili.
2012 La relazione della Commissione sulle relazioni industriali in
Europa pubblicato di recente dimostra che le relazioni industriali in Europa
centrale e orientale sono piuttosto deboli e frammentari in generale.
Ma mostra anche che la Slovacchia non hanno una qualche tradizione di
bipartito contrattazione collettiva e forti istituzioni tripartite.
Questa è una base utile per le parti sociali, i datori di lavoro ei
sindacati per continuare a costruire la loro capacità di rappresentanza degli
interessi collettivi.
Ed è un buon punto di partenza per le parti sociali e le autorità a
rafforzare il dialogo sociale.
Signore e signori,
La Slovacchia ha ottenuto buoni progressi nel raccogliere le
opportunità della sua dell´Ue e l´adesione all´euro.
Ma non dovrebbe dormire sugli allori.
Può fare di più e di una ancora migliore utilizzo dei fondi Ue per il
futuro è un importante punto di partenza.
I miei migliori auguri per il successo della conferenza.
Grazie.”
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EURO-SME 2013 |
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Dublino, 22
aprile 2013 - L´11 e 12 giugno 2013 si terrà a Dublino, in Irlanda, una
conferenza intitolata "Euro-sme 2013".
La conferenza verterà sul ruolo delle Pmi in due
iniziative fondamentali dell´Unione europea. In primo luogo, esaminerà la
strategia Europa 2020 e la sua prevista economia più intelligente, più
sostenibile e più inclusiva, in cui la ricerca e l´innovazione sono
determinanti. Poi, si concentrerà sull´Unione dell´innovazione che comprende
l´intera catena dell´innovazione dalle idee al mercato, e che pone particolare
attenzione sull´innovazione e sulle misure di sostegno per le Pmi.
La conferenza è organizzata da Enterprise Ireland ed è
sostenuta dalla direzione generale della Ricerca e dell´innovazione della
Commissione Europea e il suo programma per le tecnologie industriali. Si tratta
di uno di una serie di eventi patrocinati dalla presidenza irlandese
dell´Ue.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Fp7ireland.com/events.aspx?wci=htmevent&wcu=event_pkey=283 |
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LA SEDE REGIONALE DELLA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI NEI CARAIBI SI TRASFERISCE A REPUBBLICA DOMINICANA |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - Rappresentanza
regionale della Banca europea per gli investimenti nei Caraibi si depositerà
nella Repubblica Dominicana. L´accordo di sede è stato firmato il 18 aprile a
Bruxelles, a nome del suo governo, Alejandro Gonzalez Pons, ambasciatore della
Repubblica Dominicana, e Pim van Ballekom, vice presidente responsabile del
prestito della Bei nei Caraibi . La nuova sede, l´apertura dovrebbe avvenire
entro la fine dell´anno, sarà situato presso la sede della delegazione
dell´Unione europea a Santo Domingo.
"La Banca europea per gli investimenti è fortemente impegnata ai
Caraibi dove sostiene la crescita economica e la creazione di posti di lavoro
in tutta la regione. Noi apprezziamo molto l´offerta di ospitalità della
Repubblica Dominicana incarnato nel nuovo accordo firmato oggi e speriamo di
aumentare il nostro impegno da una posizione più strategica nella regione
", ha dichiarato Pim van Ballekom Vice Presidente della Banca europea per
gli investimenti a capo delle operazioni di prestito nei Caraibi.
"Il governo e il popolo della Repubblica Dominicana sono benvenuti
ad una nuova sede a Santo Domingo la rappresentanza della Bei nei Caraibi. La
Bei è un partner di lunga data del nostro Paese in termini di investimenti,
come dimostrato nel suo recente intervento punto di riferimento a sostegno di
investimenti nei servizi energetici e finanziari per le piccole imprese nel
paese " , ha detto Alejandro Gonzalez Pons, ambasciatore della Repubblica
Dominicana.
"La delegazione dell´Unione europea nella Repubblica Dominicana è
lieta di accogliere i colleghi della Banca europea per gli investimenti a Santo
Domingo e di lavorare con loro per sostenere gli investimenti nella
regione", ha dichiarato Irene Horejs, Ambasciatore dell´Unione europea
nella Repubblica Dominicana.
D sono rappresentanti di Azione per il Service diplomatici esterni
europei da parte dell´Unione europea nella regione dei Caraibi e del
rappresentante del segretario generale del gruppo degli Stati dell´Africa, dei
Caraibi e del Pacifico (Acp), erano presenti per la firma .
L´istituzione del finanziamento a lungo termine dell´Unione europea e
la più grande istituzione finanziaria sovranazionale al mondo ha la
rappresentanza regionale a Fort-de-france in Martinica dal 2007. Negli ultimi
dieci anni, la Banca ha sostenuto lo sviluppo e l´attività economica nei
Caraibi attraverso prestiti e investimenti azionari per un totale di quasi 500
milioni di euro. L´apertura della nuova sede dovrebbe avere luogo dopo
l´approvazione dell´accordo da parte del Parlamento del sedile Dominicana.
Dal 1992 e la firma della prima operazione, l´attività dei prestiti Bei
ha raggiunto 294 milioni di euro per sostenere gli investimenti a lungo termine
in progetti nella Repubblica Dominicana, il che rende un paese chiave
intervento della Banca nei Caraibi. La Banca ha contribuito al finanziamento
del pedaggio proposta strada Bta, ammodernamento delle linee elettriche Eted
trasporto e diverse operazioni con le istituzioni di microfinanza, come Ademi
Adopem e Fondesa.
Il prestito della Bei nei Caraibi si basa sui punti di forza della
regione e si concentra sul finanziamento di progetti che promuovono la
diversificazione, la crescita economica economica e l´occupazione. L´area di
poco a poco abbandonata tradizionali industrie che dipendono da un accesso
preferenziale ai mercati dell´Unione europea.
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NUOVO PRESIDENTE PER IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO: MALOSSE VUOLE METTERE I CITTADINI AL CENTRO DEL DIBATTITO PUBBLICO |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - Malosse prende il timone della istituzione
dell´Ue che rappresenta la società civile, per un mandato di due anni e mezzo.
Di fronte a crescenti incomprensioni cittadini contro le decisioni prese
dall´Unione europea, il nuovo presidente vuole ripristinare il Cese il suo peso
nel dibattito europeo. Si tratta di una priorità per lui di affrontare la crisi
che l´Europa sta attraversando.
Diventare il 30 ° Presidente del Cese, Henri Malosse porta il
ritrovamento di un cambiamento, ribadito di recente la crisi greco-cipriota tra
l´Europa e gli europei. Convinto che una delle soluzioni è un riequilibrio di
forze a Bruxelles, egli spera che i due e dell´Assemblea dell´Unione europea
rappresenta più fortemente le reali aspettative dei cittadini: la creazione di
posti di lavoro in Europa, l´integrazione della protezione dei giovani
risparmio, l´accesso alle cure sanitarie ...
" E ´il ruolo del Comitato, di contestare, per conto dei vari
interessi della nostra società, le altre istituzioni sulle loro strategia e
ritenerle responsabili. Solo a questa condizione che il cittadino può che
ripristinare la fiducia ". Malosse, Presidente del Cese
Per questo, il Comitato rafforzerà le sue capacità anticipatio n, opera
aperta e valutare le politiche europee.
Membro del Comitato francese dal 1995 ed è stato eletto presidente del
gruppo "Datori di lavoro" dal 2006 Malosse è autore di più di
cinquanta rapporti che un´analisi molto critica della direttiva Bolkestein .
Pragmatico e impegnata, è stato coinvolto attivamente nelle politiche europee
per le Pmi. Al suo fianco, Jane Morrice, ex vice-presidente dell´Assemblea
dell´Irlanda del Nord e membro del Cese dal 2006, e Hans-joachim Wilms,
delegato per gli affari europei del Sindacato delle Costruzioni, Agricoltura e
l´ambiente (Bau) e membro del Cese tedesco dal 1994, è diventato
vice-presidenti.
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UE: BARROSO SULL’ ACCORDO NELL´AMBITO DEL DIALOGO UE-AGEVOLATO TRA LA SERBIA E IL KOSOVO |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - Plaudo
alla conquista da parte della Serbia e del Kosovo nel loro dialogo Ue-agevolato.
Questo è un accordo storico, che deve ora essere attuata rapidamente. Mi
congratulo con i leader di entrambe le parti il loro impegno, il coraggio e
la visione.
Vorrei anche congratularmi con Cathy Ashton per il suo instancabile
impegno nel suo ruolo di facilitatore e congratularmi con lei per costruire con
successo il consenso.
Sono fiducioso che l´accordo raggiunto tra le due parti aprirà la
strada per il Consiglio di prendere decisioni sui prossimi passi sul cammino
europeo della Serbia e del Kosovo. Il popolo della Serbia e del Kosovo vogliono
andare avanti e fare la loro prospettiva europea una realtà. Questo è
fondamentale per la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell´Europa
sud-orientale e dell´Unione europea nel suo complesso.
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REAZIONE DEL COMMISSARIO ŠTEFAN FüLE AI RISULTATI DEL DIALOGO BELGRADO-PRISTINA |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - Questa
è una giornata storica, 19 aprile, per le relazioni Serbia-kosovo , per l´intera regione dei Balcani occidentali
e per l´Unione europea.
Voglio congratularmi con entrambi i primi ministri e le loro squadre.
Questo accordo rottura suolo non sarebbe stato possibile senza il loro coraggio
e impegno nel corso difficili negoziati. Vorrei anche esprimere il mio sentito
ringraziamento a Cathy Ashton e il suo congratularmi per l´instancabile investimento
personale e perseveranza per aiutare l´accordo arrivati a tanto.
Entrambe le dirigenze hanno dovuto trovare compromessi che, per
definizione, non avrebbero mai essere l´ideale per entrambi i lati. Questo
approccio consensuale aiuterà entrambi i paesi sui loro percorsi verso l´Unione
europea. Ecco come funziona l´Unione europea. Non siamo più deboli perché
cerchiamo di raggiungere il consenso, al contrario, siamo molto più forti,
perché siamo in grado di scendere a compromessi.
Ora stiamo lavorando con l´Alto rappresentante Vicepresidente Ashton
sulla messa a punto delle raccomandazioni che saranno presentate al Consiglio
Affari generali a Bruxelles Lunedi.
E ´fondamentale ora che la leadership politica e opinione pubblica in
Serbia e Kosovo sostenere l´accordo e contribuire attivamente alla sua
attuazione. E ´un´opportunità che non può perdere. E ´nell´interesse di tutti
gli interessati; delle persone che vivono in Kosovo, quelli che vivono in
Serbia e della regione nel suo complesso.
Essi possono contare sul nostro costante sostegno, solidarietà,
incoraggiamento e fiducia nel loro futuro europeo.
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CE, BCE E FMI IN VISITA IN PORTOGALLO |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - Una missione congiunta che comprende
squadre del personale della Commissione europea (Ce), Banca centrale europea
(Bce) e del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha visitato Lisbona durante il
15-18 Aprile. La missione ha discusso con le misure di politica di
compensazione del governo per soddisfare il deficit fiscale concordato
obiettivi data la recente sentenza della Corte Costituzionale e del progresso
recensione sulla revisione in corso della spesa pubblica. Le discussioni
proseguiranno con l´obiettivo di assicurare un tempestivo completamento della
settima revisione.
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METTERE LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA COSTRUZIONE DI UN SINDACATO BANCARIO STABILITÀ VETTORE E LA CRESCITA IN EUROPA |
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Bruges, 22 aprile 2013 – Di seguito l’intervento del 18 aprile
di Michel Barnier Membro della Commissione europea, responsabile per il Mercato
interno ei servizi, alla Seconda conferenza sul sostegno della scienza per la
stabilità finanziaria - "Verso un sindacato bancario: questioni
aperte":
“Collegio d´Europa -
Rettore,
Signore,
Signore e signori,
Signore e Signori,
Permettetemi innanzitutto di ringraziare le squadre del Collegio
d´Europa e il Centro comune di ricerca per l´organizzazione della seconda
conferenza sul sostegno della scienza per la stabilità finanziaria.
Ho avuto il piacere di aprire la conferenza di novembre, mettendo in
evidenza ciò che per me i quattro contributi essenziali della scienza per
l´analisi finanziaria.
Di primo evidenziando il fatto che non possiamo fare a meno di modelli
scientifici per comprendere certi fenomeni o tecniche finanziarie sempre più
complesse, come la "high frequency trading", che ora rappresentano
circa il 30% degli ordini immessi sul mercato Azioni nel Regno Unito 1 .
Poi, l´analisi scientifica può aiutarci a rilevare alcuni
malfunzionamenti, e porvi rimedio prima che si trasformino in una crisi
sistemica. Se lo scandalo Libor, di cui abbiamo parlato, si può stimare che una
analisi scientifica profondità hanno dimostrato la debolezza del sistema
esistente e l´esistenza di movimenti irrazionali dell´indice.
In terzo luogo, la scienza ci dovrebbe aiutare a valutare le
conseguenze delle diverse opzioni controllano il comportamento degli attori.
Questa è la finalità delle valutazioni di impatto che portiamo per ciascuna
delle nostre proposte legislative.
Infine, abbiamo bisogno della scienza per valutare l´impatto
complessivo di tutta la nostra regolamentazione finanziaria testi sull´economia
reale.
Signore e Signori,
Comprensione dei fenomeni complessi, rilevamento di guasti, la
valutazione delle opzioni di controllo, l´impatto sull´economia reale: i
quattro contributi essenziali di analisi scientifica di particolare rilevanza
nel contesto della unione bancaria in fase di creazione.
Per dimostrare, lasciatemi tornare sui vari aspetti del progetto di
unione bancaria.
Partendo con un promemoria che il sindacato bancario basato su una
piattaforma comune per 27 paesi dell´Unione Europea.
Questo "codice unico" è stata fortemente sostenuta dal
l´accordo finale il 20 marzo il nostro cosiddetto "Crd Iv", che
rafforza i requisiti patrimoniali, liquidità e governance applicabili al 8200
la proposta della banca europea.
Un testo di questa portata, è chiaro che abbiamo potuto fare a meno di
una analisi scientifica approfondita.
E ´stato necessario, in primo luogo, di prendere la necessaria
prospettiva su questioni che generano una forte domanda di regolamentazione nel
parere, e non possiamo che fare in fretta. Penso, in particolare, la questione
della inquadrando i bonus dei banchieri.
Quindi, abbiamo bisogno di analisi scientifica per misurare l´impatto
della nostra riforma.
Alcuni istituti finanziari hanno espresso la preoccupazione che i
livelli patrimoniali più elevati riducono la loro capacità di investire
nell´economia reale.
Ma questi timori dovrebbero essere messi in contrappunto con i benefici
che le famiglie, le imprese e le istituzioni finanziarie si ritirano dalla
stabilità finanziaria ritrovata. Questo è quello che abbiamo cercato di fare
nella nostra valutazione di impatto.
Inoltre, abbiamo accuratamente calibrato i nostri strumenti per
garantire che i requisiti di capitale di costruzione si concentra sulle
attività più rischiose e non porta ad una restrizione del credito alle piccole
e medie imprese.
Per quanto riguarda i requisiti di liquidità, non ho esitato a dare
l´allarme alle regole inizialmente proposte dal Comitato di Basilea nel
sottolineare i rischi che erano per l´economia europea. Sono lieto che il
Comitato di Basilea ha ascoltato l´appello, decidendo una graduale applicazione
del rapporto di copertura della liquidità ( liquidity coverage ratio ) tra il
2015 e il 2019.
Signore e Signori,
Sulla base di questi membri "codice unico" dei paesi della
zona euro concordato con gli altri per prendere la via di una vera unione
bancaria, tra cui i due pilastri aprono nuove aree di lavoro comune regolatori
e scienziati.
I - Il primo pilastro dell´Unione bancaria: meccanismo di gestione del
singolo
L´accordo finale il 19 marzo per presentare le dichiarazioni di più di
6000 le banche in qualità di vigilanza, armonizzati e coordinati sotto
l´autorità della Banca Centrale Europea.
Si apre la possibilità per il meccanismo europeo di stabilità di
ricapitalizzare direttamente le banche, che dovrebbe contribuire a spezzare il
circolo vizioso tra le difficoltà delle banche e del debito sovrano.
Nel suo nuovo ruolo di supervisore, uno dei compiti della Bce sarà
quello di stabilire, in stretta cooperazione con le autorità di vigilanza
nazionali, riserve di capitale aggiuntive che le banche devono detenere.
Questi sono equità, ad esempio, consentono alle banche di far fronte ai
rischi connessi alle fluttuazioni delle condizioni economiche generali o un
particolare settore o in un altro. Essi devono anche tenere conto della natura
più o meno sistematica di ciascuna istituzione.
Questo è un esercizio difficile puisqu´in multa è di trovare un
equilibrio tra l´obiettivo della stabilità finanziaria e il costo per le banche
e, soprattutto, per il salvataggio di requisiti patrimoniali aggiuntivi.
Non sembra possibile realizzare un tale esercizio di calibrazione senza
premere un´analisi macroeconomica forte se la modifica rischi economici o
sistemici o meno alcune scuole.
Qui vediamo come lo scopo stesso del sindacato bancario, cioè, un
sistema bancario che è robusto e in grado di finanziare la nostra economia
dipende dalla fornitura di analisi scientifica.
Ii - La scienza ha anche un contributo da dare al secondo pilastro
dell´unione bancaria: il meccanismo unico risoluzione.
Questo è un tipico esempio di un nuovo campo, dove l´esercizio della
valutazione d´impatto ha un senso.
La nostra proposta per un quadro europeo per la risoluzione delle crisi
bancarie si basa principalmente sul modello "Simbolo 2 ", che è un esempio di buona
collaborazione tra il Ccr e la Dg Markt, che ci permette di stimare la
probabilità di default di ogni banca tenendo conto in particolare di contagio
nel mercato interbancario.
Mi auguro che il Parlamento europeo e il Consiglio a trovare
rapidamente un accordo sul testo per permetterci di iniziare a lavorare questa
estate su un meccanismo unico risoluzione che ha anche grande beneficio dalle
analisi scientifiche.
Lo studio di impatto comprenderà che noi daremo una visione chiara del
livello di fondi di risoluzione necessarie per garantire l´efficacia della
risoluzione.
Tener conto che più parametri: i bilanci delle banche e la struttura
dei rischi che corrono, e gli effetti della hange alla nuova architettura di
vigilanza.
Quanto più siamo in grado di modellare questi parametri, meglio saremo
calibrare il livello di fondi.
Inoltre, l´analisi scientifica dovrebbe darci un´idea delle virtù di
una risoluzione fondo comune, di risolvere in modo efficace le crisi bancarie e
permettere banche in difficoltà da ristrutturare senza usare i soldi dei
contribuenti .
Iii - Oltre al sindacato bancario stesso, la scienza deve anche
contribuire a riformare la struttura del settore bancario europeo.
Si tratta di una sorta di "tocco finale" del nostro programma
di regolamentazione bancaria.
Norme prudenziali, l´unico meccanismo di gestione e risoluzione
dovrebbero consentire di evitare gran parte del rischio sistemico da bancario.
Detto questo, come un regolatore, il nostro ruolo è quello di chiedere
se esiste nel sistema bancario di rischi sistemici che non vengono catturati
dalle nostre misure di regolamentazione.
Sarebbe rischi particolarmente inaccettabili adottate dalle banche per
conto proprio continuare a pesare sulle finanze pubbliche dopo la crisi che
abbiamo appena vissuto.
A seguito della Liikanen e consultazione che abbiamo condotto su questa
relazione, stiamo identificando questi rischi non coperti e di trovare il modo
migliore per curarle attraverso misure strutturali.
Anche in questo caso, vorrei sottolineare la qualità della cooperazione
che si svolge tra il Ccr e la Dg Markt per sviluppare la metodologia del caso,
tra cui se esiste una correlazione tra la quantità di depositi registrati in
una banca e di rischio assunto dalla banca, e se la presenza di depositi non
riconoscono la validità di una garanzia implicita di pratiche commerciali
rischiose.
Signore e Signori,
Ho già avuto l´opportunità di novembre per esprimere la mia convinzione
che la decisione politica deve essere supportata da analisi scientifiche.
Questa credenza non è nuova.
E ´nata dalla mia esperienza di ministro francese dell´Ambiente e
dell´Agricoltura. Ed è aumentata negli ultimi tre anni nel mio ruolo di
Commissario europeo per il Mercato Interno e la regolamentazione finanziaria.
Detto questo, l´esperienza delle crisi del passato dimostra che la
realtà non sempre corrisponde ai modelli .
Dobbiamo essere consapevoli che l´analisi scientifica non è sufficiente
per le decisioni sulla base di regolatori finanziari . Questa può essere una
delle sorgenti della decisione, accanto ad esperienze passate e il contesto
politico.
Pertanto, in termini di regolamentazione finanziaria, è essenziale che
gli scienziati stanno lavorando fianco a fianco con le autorità di
regolamentazione e politici .
Ed è altrettanto essenziale che il lavoro degli scienziati sono meno
astratto e più collegato a questioni di politica pubblica.
La conferenza di oggi contribuisce a questo obiettivo. Ciò dovrebbe
permettere loro di lavorare insieme e di unire le loro competenze al servizio
della stabilità finanziaria e l´erogazione di prestiti all´economia reale.
Grazie per la vostra attenzione e vi auguriamo un buon lavoro.
1 :
Fonte: Rapporto "Il futuro della Computer Trading nei mercati
finanziari", Uk Government Office for Science.
2 :
Modello sistemico di origine bancaria Perdite.
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UE: TUTTI UNITI NELLA LOTTA CONTO LA CONTRAFFAZIONE! |
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Bruxelles, 22 aprile 2013 - Il 19 aprile, per la prima volta tutte le
autorità competenti a livello locale si sono uniti alla campagna europea di
lotta contro la contraffazione. C´è tuttora però bisogno di consapevolezza e
attiva partecipazione dei consumatori per riuscire a combattere il fenomeno.
Con il convegno “Sorveglianza dei mercati e sicurezza dei prodotti”,
organizzato da Roma Capitale e Commissione Europea in collaborazione con il
Consiglio Nazionale Anticontraffazione, il Ministero dello Sviluppo Economico,
l´Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, la città di Roma
adotta ufficialmente la campagna informativa europea per la tutela dei prodotti
di qualità e del Made in Italy.
“La contraffazione è la punta dell’iceberg di un fenomeno diffuso – ha
affermato in apertura di convegno il Sindaco Gianni Alemanno - a Roma sentiamo
fortemente questo problema, dietro al quale si nascondono vere e proprie
organizzazioni criminali. Il mio appello e la richiesta che faccio alla
Commissione europea è che partendo dalla lotta alla contraffazione si faccia
una normativa molto più severa per contrastare il fenomeno dei mercati
commerciali illegali”.
L’appello del Sindaco è stato accolto dal vicepresidente della
Commissione Europea Antonio Tajani che, rilanciando la campagna informativa e
un nuovo spot europeo dedicato alla lotta alla contraffazione, ha sottolineato
che il mercato del falso potrà essere sradicato solo grazie alla cooperazione
tra tutti i livelli di controllo del territorio. Il vicepresidente, ricordando
i rischi sanitari ma anche economici legati alla contraffazione, ha illustrato
il pacchetto di proposte presentate per rendere più efficaci le procedure di
sorveglianza. “Si tratta di due regolamenti – ha spiegato – che propongono
obblighi di controllo ed etichettatura per consentire la tracciabilità dei
prodotti e un più efficace coordinamento tra le autorità di sorveglianza. Il
consumatore deve poter sapere, sempre, cosa compra”.
“Le istituzioni italiane adotteranno tutti gli strumenti necessari per
combattere il fenomeno della contraffazione – ha concluso Davide Bordoni,
Assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale – oggi purtroppo in
aumento."
Effettivamente il fenomeno della contraffazione è in aumento. Il numero
di pezzi di merce contraffatta confiscati in Italia dall´Agenzia delle Dogane e
dei Monopoli è salito da oltre 17 milioni nel 2007 a quasi 30 milioni nel 2012,
il che rappresenta un aumento di 48 % in cinque anni. Nel 2012 la Guardia di
Finanza ha sequestrato ca. 100 milioni
di pezzi di merce contraffatta sul territorio italiano. A livello
locale, la Provincia di Roma rappresenta ben oltre 10% di sequestri: sul totale
di ca. 14 milioni di pezzi sequestrati
dalla Guardia di Finanza nella Provincia di Roma nell´anno 2012 oltre 10
milioni consistevano nella
contraffazione dei marchi seguiti dai ca. 2 milioni di divieti economici (Made in Italy) e oltre
0.5 milioni pezzi sequestrati al
commercio abusivo ambulante. Nello stesso anno, la Polizia Locale di Roma
Capitale ha effettuato 18.000 sequestri amministrativi di merci e attrezzature
di vendita. In ambito penale sono state denunciate all’autorità giudiziaria 216
persone per fatti illeciti legati alla contraffazione, sono stati compiuti 20
arresti e 1.831 fermi per identificazione.
Il 96% di consumatori intervistati in un´indagine della Direzione
Generale per la lotta alla contraffazione - Uibm del Ministero dello Sviluppo
Economico - è a conoscenza del fatto che i prodotti contraffatti possono essere
dannosi per la salute. Dai risultati ottenuti in questa indagine sui consumi di
prodotti contraffatti nonché sulle percezioni dei consumatori e sui settori maggiormente colpiti dal
fenomeno emerge che il 30,6 % degli intervistati acquista prodotti
contraffatti, il motivo economico (prezzo conveniente) domina ancora fortemente
le cause di acquisto di questi prodotti (79.8%), mentre la percezione della
dannosità sulla salute dei prodotti contraffatti è passata dal 88.9% del 2010
all’attuale 94.8%, segnale questo di una maggiore conoscenza e consapevolezza.
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EUROPA: IL MOMENTO DEL RILANCIO E´ OGGI |
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Trento, 22 aprile 2013 - L´europa
che abbiamo non basta, è insufficiente. Abbiamo bisogno di più Europa, anche se
si moltiplicano le spinte antieuropeiste. E il momento per il rilancio,
nonostante tutto, è adesso. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato il
19 aprile dai tre eurodeputati intervenuti alla Tavola rotonda organizzata alla
Facoltà di Sociologia di Trento nell´ambito dell´evento "L´italia in
Europa, l´Europa in Italia", organizzato dalla Provincia autonoma di
Trento - Servizio Europa, dal Centro Jean Monnet e dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento
politica europea. Sul palco gli onorevoli Pier Antonio Panzeri e Antonio
Cancian, entrambi in forze al Parlamento europeo, e l´ex eurodeputato Giorgio
Rossetti, oggi presidente dell´associazione Dialoghi europei. Tre
esponenti politici dell´Italia del Nord
e Nord Est, impegnati in vari ambiti e all´interno di diverse Commissioni, che
hanno dialogato con il pubblico - fra cui molti studenti - su un ampio ventaglio
di temi, da quelli legati allo sviluppo, anche superando l´attuale politica di
austerità, a quelli dell´allargamento della Ue e della cessione di sovranità.
A monte del dibattito, un paradosso è emerso nel corso di una tavola
rotonda durata quasi tre ore (da cui si ricava la "fame" di informazione
e di confronti sui temi dell´Europa, anche al di là dei temi usualmente
veicolati dai media): la globalizzazione, la delocalizzazione delle imprese, le
migrazioni internazionali sono fenomeni irreversibili a cui si può rispondere
solo con un "più Europa", ma il clima culturale di fondo è dominato
dall´indifferenza o dall´ostilità nei confronti del processo di unificazione.
Non solo: contraddizioni emergono anche in sede comunitaria, come evidenziato
dalla recente bocciatura, da parte del Parlamento (organo eletto dai
cittadini), del bilancio dell´Unione 2014-2020 predisposto dal Consiglio
europeo.
A fronte di ciò, anche la cessione di quote crescenti di sovranità
dagli Stati membri all´Europa avviene spesso in maniera non chiara, inadeguata,
non negoziata: il risultato è ad esempio la crescente sfiducia nei confronti
della moneta unica e le spinte per il ritorno alle monete nazionali.
Molto insomma, va fatto fuori e dentro gli Stati membri, dove gli
stessi eurodeputati sono di fatto più legati ai collegi di provenienza, stretti
nella morsa della pressione dovuta al loro lavoro in sede comunitaria e dalla
necessità, propria di ogni politico eletto, di tenere i contatti con i suoi
elettori. A farne le spese è la cultura europea del Paese nel suo complesso,
come lamentano i giovani: partecipare agli Erasmus, studiare all´estero, è sì
importante, ma non basta a formare una coscienza delle problematiche relative
all´integrazione europea.
Ci vuole anche un salto di qualità dell´Europa, rispondendo nell´immediato
alle urgenze poste dalla crisi economica con il rilancio di una politica
espansiva ma avendo anche di fronte un orizzonte ampio e di lungo periodo.
L´evento "L´italia in Europa, l´Europa in Italia" - apertosi
ieri con l´inaugurazione, sempre a Sociologia, di una mostra fotografica
sull´Europa, dal Dopoguerra ad oggi - prosegue lunedì 22 con un workshop dalle
ore 16 alle 18, sul tema. Il diritto di petizione e di iniziativa dei cittadini
europei.
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BOLZANO, DURNWALDER A HAIFA E GERUSALEMME: INCONTRI SU AUTONOMIA E MINORANZE |
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Bolzano, 22 aprile 2013 - Con le
tappe di Haifa e Gerusalemme si è conclusa il 19 aprile la visita del
presidente della Provincia Luis Durnwalder in Israele. Nei diversi incontri
pubblici Durnwalder ha illustrato l´esperienza dell´Alto Adige nella
risoluzione dei conflitti e nella costruzione della convivenza.
Negli ultimi due giorni della permanenza in Israele il presidente
Durnwalder ha raccontato all´università di Haifa l´esperienza dell´autonomia
altoatesina, a seguire ha partecipato a Gerusalemme a una tavola rotonda con i
ricercatori del Truman Institute for the Advancement of Peace (università
ebraica della capitale) in cui si è discusso di tutela delle minoranze e
rapporti con la maggioranza nazionale, anche in riferimento alla minoranza
araba nello Stato ebraico, il 20% della popolazione complessiva.
Nei vari incontri, presenti anche parlamentari della Knesseth,
Durnwalder ha illustrato a ebrei israeliani e ad arabi israeliani il cammino
della convivenza in Alto Adige: la proporzionale nel pubblico impiego e nelle
rappresentanze istituzionali, le garanzie nell´uso della lingua,
l´organizzazione scolastica, la promozione della cultura, l´autonomia
finanziaria e amministrativa. "Con la buona volontà e il dialogo abbiamo
superato le divergenze - ha sottolineato tra l´altro il Presidente - e
raggiunto un´autonomia molto ampia che ci consente di garantire una politica
modellata sulle esigenze di tutti i tre gruppi linguistici." Gli
interlocutori hanno ricordato che la problematica in Medio Oriente è complessa
e che le buone pratiche di altre realtà possono aiutare. "In tal senso -
ha osservato Durnwalder - l´Alto Adige è un elemento di speranza e dimostra che
ai problemi delle minoranze può essere trovata una soluzione." Anche per
questo gli scambi tra Alto Adige e Israele proseguiranno.
Le giornate in Israele si sono concluse con l´incontro nella residenza
dell´ambasciatore italiano a Gerusalemme Francesco Talò. Della delegazione
altoatesina hanno fatto parte tra gli altri il presidente dell´Eurac Werner
Stuflesser e Alberto Stenico di Cipmo Alto Adige (Centro Italiano per la Pace
in Medio Oriente), Heiner Nicolussi Leck del Comitato tecnico provinciale
cooperazione allo sviluppo e alcuni esponenti dell´economia altoatesina. La
delegazione con il presidente Durnwalder rientra in tarda serata in Alto Adige.
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TRENTO: LA GIUNTA PRENDE ATTO DEI RISULTATI DELLA RILEVAZIONE DI "CUSTOMER SATISFACTION". "OTTO +" È IL VOTO DEGLI UTENTI ALLA PROVINCIA |
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Trento, 22 aprile 2013 - "La Provincia valuta il proprio operato
anche attraverso il giudizio di chi si rapporta con la Provincia: clienti,
cittadini, imprese, associazioni. Riteniamo sia giusto così anche rispetto alla
produttività, che non è assegnata solo con la customer satisfaction, e che in
parte deve dipendere proprio dalla soddisfazione dell´utente. Il quadro che ne
è uscito è certamente positivo ed offre, rispetto ai diversi Dipartimenti,
spunti e punti di attenzione ai quali guardare e che ci aiuteranno a crescere e migliorare. Ed è proprio questo
l´obiettivo che ci diamo, giorno dopo giorno". Così Mauro Gilmozzi,
assessore all´urbanistica, enti locali,
personale, lavori pubblici e viabilità commenta i risultati dell´indagine di
customer satisfaction delle strutture della Provincia che ha interessato il
periodo 2010-2012. Proprio oggi, infatti, la Giunta ha preso atto dei risultati
della soddisfazione degli utenti (per usare la cara, vecchia lingua italiana) e
le relative determinazioni in ordine all´attribuzione alle strutture delle
relative risorse. 208 le strutture sottoposte a indagine, quasi 20 mila le
persone intervistate. Ebbene, la Provincia si merita un bel 8, abbondante.
Infatti, posto 10 quale valore massimo di soddisfazione (e 0 ovviamente quale
minimo) l´organizzazione ha ottenuto un valore medio di soddisfazione pari a
8,35; il comportamento del personale 8,62; il servizio reso 8,09; l´indice di
soddisfazione è di 8,27; la percentuale di risposte negative a tutti i quesiti
non tocca neppure il 4 per cento e la percentuale di giudizi negativi rispetto
al quesito "soddisfazione
complessiva" è del 2,6%. E´
invece di 8,23 il valore medio dell´indice di soddisfazione per attività; di
8,44 il valore medio dell´indice di soddisfazione per tipologia di
clienti.
Ricordiamo che l´obiettivo dell’indagine è stata la misurazione del
livello di soddisfazione di coloro che, a vario titolo, esterni e/o interni si
sono rapportati con la Provincia nel periodo 2010-2012. Sono stati sottoposti a
valutazione i seguenti aspetti: organizzazione delle strutture; comportamento
del personale; servizi resi o attività svolte. Sono state interpellate imprese,
enti pubblici, cittadini, associazioni, istituzioni scolastiche, dipendenti
della provincia ( per le attività svolte da alcune strutture a favore di altre
strutture). Per ogni struttura sottoposta ad indagine è stato sentito un
campione casuale di 200 persone, nel caso in cui il numero di persone entrate
in contatto con la struttura, nel periodo di riferimento, fosse stato di
numerosità superiore a 200. Sono state sentite tutte le persone entrate in
contatto con la Struttura, se il loro numero era, invece, inferiore a 200.
Ora, come previsto dall’articolo 5 dell’Accordo concernente le modalità
di utilizzo delle risorse del “Fondo per la riorganizzazione e l’efficienza
gestionale “ per il personale del comparto autonomie locali-area non
dirigenziale, sottoscritto il 25 gennaio 2012, sono ripartite le risorse tra le
strutture che hanno determinato una risultato compreso tra 7 e 10. Le risorse
assegnate alle strutture dipartimentali relativamente alla customer
satisfaction saranno erogate a tutto il personale in servizio per un minimo di
120 giorni, anche non continuativi, nel corso del 2012.
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TOSCANA:VARIAZIONE DI BILANCIO, PAGAMENTI VELOCI AI COMUNI E 63 MILIONI PER LA SANITÀ |
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Firenze, 22 aprile 2013 – La Regione si attrezza per pagare velocemente
gli enti locali che ancora devono riscuotere contributi per opere bloccate dal
patto di stabilità. Sta tutto nella variazione di bilancio approvata stamani in
Consiglio regionale. “Abbiamo fatto una stima di quale potrebbe essere la quota
che ci spetta del fondo deciso dal governo. Per la parte che non riguarda la
sanità pensiamo che si tratti di 160 milioni: così abbiamo deciso di proporre
al Consiglio regionale di metterli subito in bilancio, in modo, appena avuta
certezza sulla cifra, da poterli subito erogare” spiega l’assessore al bilancio
della Toscana, Vittorio Bugli. Contestualmente con la variazione di bilancio
sono stati inseriti nella colonna spesa anche 6 milioni di interessi l’anno che
costerà il mutuo trentennale che la Regione, come prevede il decreto sui
pagamenti, dovrà contrarre per coprire l’anticipo concesso dal governo.
Dei 160 milioni, 40 andranno a Trenitalia (ultima tranche sul contratto
di servizio per il trasporto regionale) ed altri 120 agli enti locali,
soprattutto a Comuni. “L’anci Toscana – annota Bugli – ieri aveva affermato che
ammonterebbero a 600 milioni i crediti vantati dai Comuni toscani verso la
Regione. Quella cifra a noi non corrisponde: secondo i nostri calcoli sono 120.
Siamo comunque disponibile al confronto” precisa e risponde l’assessore.
63 milioni per la sanità -
Nella variazione di bilancio approvata stamani dalla prima commissione
del Consiglio Regionale ci sono anche 63 milioni di ulteriori risorse messe a
disposizione del bilancio della sanità toscana. Quaranta provengono da una
redistribuzione del premio per le Regioni virtuose. Altri 20-25 si riferiscono
al minor gettito dei ticket incassati nel 2012. “Abbiamo deciso di non
inasprire la manovra ticket per non gravare ulteriormente sui cittadini –
spiega l’assessore al diritto alla salute, Luigi Marroni – Il 2012 è stato un
anno orribile: per il combinato disposto di una serie di provvedimenti
abbiamo subito un taglio di risorse di
400 milioni. E’ stato fatto un lavoro notevolissimo nella seconda metà
dell’anno, per non ridurre i servizi, anzi, alcuni indicatori sanitari sono
addirittura migliorati. Ora la Regione agisce sul fondo di riserva, con uno
stanziamento di 63 milioni a favore della sanità: di questi, 20-25 milioni
saranno destinati alla copertura dei ticket”.
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TRENTO: ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA: TAGLIATE ALTRE QUARANTA PROCEDURE SUPERFLUE |
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Trento, 22 aprile 2013 - Prosegue
il percorso di razionalizzazione delle procedure gestite dagli uffici
provinciali, per accelerare lo svolgimento dei
processi interni e i tempi di risposta nei confronti dei cittadini. Con
una decisione assunta oggi su proposta del presidente Alberto Pacher, si è
provveduto infatti ad un ulteriore aggiornamento dell’elenco complessivo dei
procedimenti amministrativi di competenza della Provincia, in attuazione del
nuovo intervento straordinario di razionalizzazione e accelerazione
dell´attività avviato nel 2013 e previsto nel Piano di miglioramento. Un Piano
che punta sia alla riduzione dei tempi massimi di risposta a cittadini e
imprese che alla riduzione del numero complessivo dei procedimenti. Sono state
eliminate tipologie procedurali desuete, accorpati procedimenti omogenei tra
loro per tipologia o per materia (anche per favorire la standardizzazione nella
gestione dei processi di erogazione del servizio e l’uniformazione dei tempi di
evasione delle pratiche), unificati procedimenti oggetto di maggior
coordinamento istruttorio da parte degli uffici competenti in quanto riferiti
alla medesima attività (per assicurare
la gestione contestuale e in parallelo, anziché in sequenza, di adempimenti o
iter istruttori prima parzialmente distinti). Ed altri analoghi provvedimenti
sono già in preparazione: entro l´anno ulteriori interventi di
razionalizzazione verranno approvati con l’obiettivo di ridurre - entro il 2013
- di almeno il 20% il numero complessivo delle tipologie procedimentali e
mediamente del 25% tutti i termini di conclusione attualmente previsti.
Questi i settori principalmente interessati dall´intervento di
razionalizzazione delle procedure, oggi approvato:
Servizio agricoltura: vengono accorpate in una sola cinque diverse
procedure tutte riferite alla medesima attività (Autorizzazione alla
produzione, al commercio e all’importazione di vegetali e prodotti vegetali,
iscrizione al Registro Ufficiale Produttori (Rup), autorizzazione all’uso del
passaporto, accreditamento per la commercializzazione di materiale di
moltiplicazione di specie orticole, frutticole e ornamentali nonchè per la
produzione e commercializzazione di micelio fungino, autorizzazione all’esercizio
dell’attività sementiera). Nella logica caratteristica dello “sportello unico”
e per semplificare la vita agli utenti anche sotto il profilo della riduzione
degli adempimenti burocratici necessari per relazionarsi con gli uffici, per
richiedere i diversi provvedimenti previsti dalla normativa è stato predisposto
un unico modulo nel quale sono concentrate tutte le domande di interesse in
modo da fornire una sola volta le informazioni necessarie all’amministrazione.
Per lo stesso settore di attività, sono state accorpate le procedure di revoca
delle corrispondenti autorizzazioni e resi omogenei i relativi termini di
conclusione.
Servizio motorizzazione civile: vengono eliminati dalla mappatura
complessiva oltre trenta procedimenti (accorpati tra loro in quanto attinenti
la medesima attività o materia) ed eliminati quelli la cui normativa risulta
abrogata o perchè riferiti ad attività meramente esecutive o gestionali.
Servizio trasporti pubblici: vengono eliminati una decina di
procedimenti desueti o di fatto non utilizzati benché previsti dalla vigente
normativa (ad esempio l´autorizzazione al trasporto con navi non superiori a 3
tonnellate) oppure da ritenersi esauriti (quale la concessione per gestione
aree aeroportuali);
Servizio commercio e cooperazione: sono stati aggiornati diversi
riferimenti normativi ed eliminati procedimenti la cui normativa è stata
recentemente abrogata (ad esempio il nulla osta all´apertura, trasferimento o
ampliamento nei centri storici di strutture con superficie di vendita al di
sopra di una certa soglia).
Nell’attività di riordino sono poi stati censiti e assegnati agli
uffici competenti anche alcuni nuovi procedimenti derivanti da modifiche
normative recenti concernenti proprio interventi di semplificazione
procedurale: a titolo di esempio, l’introduzione della Scia – in luogo
dell’autorizzazione - per l´installazione e l´esercizio di impianti di
distribuzione carburante ad uso privato di capacità complessiva pari e
inferiore ai 20 mc e per la ristrutturazione degli stessi.
Prosegue anche l’attività di razionalizzazione e certificazione di
tutta la modulistica provinciale necessaria per avviare le pratiche, sotto il
profilo dei contenuti (con la riduzione progressiva delle informazioni e della
documentazione richieste) ma anche sotto il profilo della standardizzazione dei
formulari resi disponibili on line agli interessati in una sezione dedicata del
sito istituzionale della Provincia. A tale proposito, continua il lavoro di
preparazione per la pubblicazione del nuovo portale informativo per cittadini e
imprese, la cui realizzazione rientra anch’essa tra le misure di
semplificazione previste nel Piano di miglioramento. Il nuovo portale
consentirà di reperire tutta la modulistica provinciale per avviare le pratiche
di interesse, accedendo contemporaneamente alle informazioni utili riferite al
relativo procedimento amministrativo (scadenze, adempimenti, normativa,
documentazione da allegare alla domanda, ufficio competente, responsabile del
procedimento e relativi recapiti, eventuali costi, indicazione del soggetto cui
rivolgersi in caso di ritardo ingiustificato nell’adozione del provvedimento
rispetto ai termini massimi predefiniti). Saranno accessibili via web circa
1.000 schede informative sui procedimenti amministrativi e quasi 3.000 moduli
collegati.
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ADDIZIONALE IRPEF, CAMBIANO ALIQUOTE E DETRAZIONI. TOSCANA: 25 MILIONI PER IL PROGETTO-FAMIGLIA |
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Firenze 22 aprile 2013 – Cambia l’addizionale Irpef regionale, quella
che si riferisce a quest’anno ma che i cittadini pagheranno l’anno prossimo,
trattenuta ogni mese sullo stipendio oppure in due volte per acconto e saldo.
Approfittando di una variazione di bilancio già in discussione, la giunta
regionale, d’accordo con il governo, ha infatti proposto al Consiglio di
anticipare i tempi e modificare la manovra che era stata impugnata sempre dal
governo a fine febbraio, evitando così il contenzioso e il rischio di dover congelare
qualsiasi entrata fino alla pronuncia della Consulta.
Le modifiche sono due. Una riguarda aliquote e scaglioni e farà
risparmiare qualche euro ai toscani: si pagherà di meno da 0 a 15 mila euro e
da 55 a 75 mila euro, con 3 milioni di minori entrate per la Regione. La
seconda novità interessa le detrazioni aggiuntive decise l’anno scorso per
figli e figli con handicap, che saranno cancellate.
“Il Governo dice che lo potevamo applicare dal 2014, non dal 2013. La
disposizione è successiva all’approvazione del nostro bilancio e potevamo
dunque tentare di resistere – spiega l’assessore al bilancio della Toscana,
Vittorio Bugli – Ma il contenzioso rischiava di essere lungo. Abbiamo così
accolto le osservazioni del governo”. I 21 milioni in più che la Regione così
incasserà – si tratta di una stima degli uffici – saranno però subito
reinvestito sulla famiglia. Anzi, i milioni sul piatto saranno qualcuno in più:
25 in tutto. “Abbiamo infatti deciso di scrivere ed approvare da subito un
progetto specifico per la famiglia, ispirato agli stessi principi e in grado di
far arrivare alle famiglie lo stesso contributo, con un sistema diretta e non
farraginoso. I tecnici sono già al lavoro. E poiché approveremo questo progetto
quest’anno, i benefici per le famiglie arriveranno prima di quanto avrebbero
fatto le detrazioni sull’addizionale Irpef, che per il 2013 si paga l’anno
prossimo”.
Aliquote, così nel 2013
Per adesso i toscani avrebbero dovuto pagare l’1,43% di addizionale
Irpef regionale (lo 0,20% in più della base decisa dallo Stato) per i primi due
scaglioni di reddito (da 8 a 15 mila e da 14 a 28 mila euro), l’1,68% (+0,45%)
da 28 a 55 mila euro e l’1,73% (+0,50%) oltre, per i due successivi scaglioni.
Tre aliquote diverse. Per il governo dovevano essere almeno cinque. Dopo la
modifica decisa oggi si pagherà l’1,42 % fino a 15 mila euro (esenti i redditi
fino a 8.000), l’1,43% da 15 a 28 mila, l’168% da 28 a 55 mila, l’172% da 55 a
75 mila e l’1,73% oltre 75 mila euro.
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PUBBLICATO L’AVVISO “PICCOLI SUSSIDI” |
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Bari, 22 aprile 2013 - L’obiettivo
è quello di sostenere, sotto forma di “piccoli sussidi”, interventi di sviluppo
del Terzo Settore .” E’ una delle risposte che la Regione Puglia offre alla
crisi dell’occupazione che colpisce, in particolar modo, le fasce deboli della
cittadinanza – dice Alba Sasso, assessore al Diritto allo studio e formazione –
Per queste ragioni riproporre “Piccoli Sussidi” significa proseguire una
politica di attenzione alle persone: puntiamo a migliorare le condizioni di
accesso e permanenza al lavoro di soggetti svantaggiati, attraverso la
creazione e il consolidamento di opportunità professionali. Spesso, infatti, le
fasce più fragili sono anche quelle più difficilmente raggiungibili dalla
comunicazione ordinaria: consolidare, con questa Misura, le imprese del Terzo
Settore, vuol dire mantenere con loro un canale aperto, vuol dire disporre di
antenne sociali per individuare altre fasce di nuove povertà”(...)
La Regione Puglia, nell’ambito del Programma Operativo del Fondo
Sociale Europeo per il periodo 2007-2013, ha attivato quale strumento
d´intervento la Sovvenzione Globale – “Piccoli Sussidi” per sostenere
l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro di giovani e adulti disoccupati
o inoccupati, di immigrati, donne, lavoratori svantaggiati e lavoratori
disabili.
Destinatari delle risorse saranno le cooperative sociali, le
associazioni di volontariato, le imprese sociali, le Onlus e le Ong.
«Continuiamo promuovere e sostenere iniziative di nuova e buona
economia sociale, ripensando in un tempo di crisi modelli di sviluppo
sostenibile – aggiunge Elena Gentile, assessore al Welfare a alla Sanità –
“Piccoli Sussidi” costituisce un utile strumento a disposizione del Terzo
Settore pugliese per generare un nuovo protagonismo dei soggetti più fragili,
un’economia fatta non solo di numeri e di utili, ma anche di persone,di difficoltà
quotidiane,di fragilità.Vuol dire scegliere di leggere oltre il Pil , cercando
in esso anche una misura della dignità degli individui ».
L’avviso, finanziato dal Por Fse 2007/2013 Asse Ii Occupabilità,
dall’Asse Iii Inclusione Sociale e dall’Asse Vi Assistenza tecnica, prevede il
sostegno agli interventi per un totale complessivo di € 5.400.000,00.
In particolare, le azioni previste dal bando riguardano il
consolidamento delle organizzazioni operanti nell´ambito dell´inclusione
sociale e lavorativa, la creazione di nuove imprese e le misure di sostegno
dirette a consentire l’accesso e la permanenza nel mercato del lavoro e nelle
attività di formazione di soggetti non completamente autonomi.
L’importo massimo di finanziamento richiedibile su ogni azione è di
35mila euro. Si prevedono come beneficiari finali degli interventi circa 1200
soggetti svantaggiati.
Per la gestione dell’iniziativa la Regione ha individuato come
Organismo intermedio l’R.t.s. “Impresa Sociale per lo Sviluppo” composto
dall’Agenzia di Sviluppo della Cooperazione Sociale L’ape e Fondosviluppo.
L’organismo Intermedio sarà supportato da una rete diffusa sul
territorio regionale di cui fanno parte tra gli altri Legacoop Puglia,
Confcooperative Puglia, Banca Etica, Acli Puglia, Agci Puglia.
Le istanze dovranno pervenire, presso la sede dell’Organismo Intermedio
Rts L’ape - Fondosviluppo, entro e non oltre le ore 16.00 del quarantesimo
giorno successivo alla data di pubblicazione dell’Avviso sul Bollettino
Ufficiale della Regione Puglia.
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LOMBARDIA. CIG, L´ASSESSORE APREA: FALSE ACCUSE A REGIONE |
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Milano, 22 aprile 2013 - ´Oggi sui giornali si legge che Regione
Lombardia starebbe facendo retromarcia sull´anticipo della Cassa
integrazione in deroga; chi dice questo dice il falso: non sa di
cosa parla o è in malafede´. Lo ha detto il 18 aprile l´assessore
regionale
all´Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea.
Decisione Resta Immutata - ´La decisione che è stata presa resta
immutata: ed è quella di impegnarsi ad anticipare la cassa
integrazione, con la condizione di agire con la massima
risolutezza nei confronti del Governo, affinché vengano trovate
e sbloccate le risorse necessarie. Senza impegni certi da parte
del Governo - ha detto ancora Aprea - non si tratterebbe di
anticipazione, ma di sostituzione, cosa che, anche volendo, la
Regione non può fare, perché la legge non lo consente´.
Principi Presenti In Mozione - ´Questa posizione - ha
sottolineato l´assessore - è contenuta nella mozione votata
all´unanimità dal Consiglio regionale, Pd compreso, e condivisa
con tutte le forze sindacali: Cgil compresa. Se la Regione non
può pagare, la colpa è esclusivamente del Governo centrale di
Roma´.
Regione Pronta A Intervenire - ´Il presidente Maroni e io - ha
aggiunto ancora Valentina Aprea - abbiamo espresso nei fatti la
volontà di agire insieme alle forze politiche e sociali della
Lombardia, per ottenere risposte certe dal Governo,
indispensabile passo per raggiungere il traguardo di assicurare
ai lavoratori lombardi la cassa integrazione´. ´Regione
Lombardia - ha proseguito - è pronta a intervenire per
anticipare ai lavoratori autorizzati la Cassa integrazione in
deroga in attesa che l´Inps proceda all´effettiva erogazione´.
Con Finlombarda Modalità Tecniche - ´Ieri, con il presidente
Maroni, abbiamo verificato insieme a Finlombarda la fattibilità
tecnica dell´operazione e l´attivazione in tempi molto rapidi.
Richiamiamo tutti - ha appuntato ancora la responsabile lombarda
del Lavoro - a un approccio responsabile e a non creare
ambiguità; la Giunta e il Consiglio regionale hanno condiviso di
prevedere l´anticipazione dei fondi da parte della Regione a
due condizioni: l´assegnazione certa delle risorse ministeriali
e lo svincolo dal Patto di stabilità. Come Giunta invitiamo
tutte le forze politiche e sociali ad agire congiuntamente, per
realizzare gli obiettivi condivisi´.
Incontri Con Parti Sociali - ´La Regione Lombardia in ogni caso
- ha concluso Valentina Aprea - non resterà ferma: siamo pronti
a lavorare su azioni, che consentano alle aziende di ridurre il
ricorso alla Cassa integrazione,
promuovendo accordi con i
sindacati per utilizzare maggiormente i contratti di solidarietà
e a potenziare le politiche attive, per dare ai lavoratori di
aziende in crisi maggiori opportunità di riqualificazione e
ricollocazione´. |
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BOLZANO, IMMIGRAZIONE: SCAMBI E COOPERAZIONE CON LA CATALOGNA |
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Bolzano, 22 aprile 2013 -
Scambio di buone prassi in materia di immigrazione: nel quadro di un progetto
europeo, la Provincia di Bolzano ha avviato il dialogo con la Catalogna. Nel
primo incontro il 19 aprile a Bolzano l´assessore provinciale Roberto Bizzo ha
accolto una delegazione ministeriale di Barcellona. Obiettivo della partnership
finale sarà la sottoscrizione di una convenzione che permetta di cooperare a
livello internazionale.
La delegazione del ministero per le politiche dell´immigrazione
catalana è stata accolta dall´assessore Roberto Bizzo (competente in Giunta
provinciale su lavoro, immigrazione e pari opportunità) e dal direttore della
ripartizione provinciale lavoroHelmuth Sinn. Si tratta del primo di una serie
di incontri promosso dall´Eurac-istituto per le minoranze nell´ambito del
progetto europeo "Alias" che prevede lo scambio di buone prassi in
materia di immigrazione: "Obiettivo finale sarà la sottoscrizione di una
convenzione congiunta su integrazione sociale, convivenza e dialogo
interculturale, capace di rafforzare i legami tra i due territori che hanno
molto in comune, anche allo scopo di cooperare a livello internazionale nella
presentazione di progetti europei", sottolinea l´assessore provinciale
Roberto Bizzo.
Nell´incontro sono stati tracciati i punti di contatto in materia di
collocazione politica, linguistica e culturale dei due territori: una
competenza in materia di migrazione integrativa rispetto alla competenza
primaria statale, ma, in ambedue i casi, una competenza primaria in materia di
integrazione; poi la necessità di giungere a politiche di inclusione in grado
di salvaguardare le specifiche peculiarità linguistiche e culturali di un
territorio "di minoranza", infine l´ulteriore difficoltà che proviene
dall´aggravarsi della crisi economica.
"A partire dal 2000 la questione dell´immigrazione straniera è
diventata prioritaria per la Catalogna", ha spiegato Xavier Bosch i Garcia,
direttore dell´ufficio immigrazione della Generalitat di Catalogna. Oggi nella
regione di Barcellona la percentuale di immigrazione straniera è arrivata al
15,7% (in Alto Adige il dato è di 9,3%), che diventa il 19% del totale
calcolando gli stranieri presenti che hanno già acquisito la cittadinanza
spagnola. Per affrontare in modo organico la questione, hanno spiegato gli
ospiti, nel 2008 è stato approvato un patto nazionale catalano, un accordo
generale sull´immigrazione e sull´inclusione sottoscritto dalla larga
maggioranza degli esponenti delle parti sociali e delle associazioni degli
immigrati.
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POLITICHE DI GENERE. L’EUROPA GUARDA AD ESPERIENZA VENETA |
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Venezia, 22 aprile 2013 - “Abbiamo saputo tessere una rete importante,
in un modo che solo le donne sanno fare”. Lo ha detto l’assessore regionale
alle politiche di genere Isi Coppola aprendo stamattina a Venezia l’incontro
che ha messo sotto i riflettori dell’Europa l’esperienza all’avanguardia che il
Veneto può vantare. Il tema era “L’’europa delle Donne. Reti, Sistemi,
Obiettivi”, pensato per offrire l’opportunità di un aggiornamento sugli indirizzi
Ue relativamente alle pari opportunità e un confronto con esperienze europee
per la valorizzazione del ruolo delle donne, in particolare nel mondo del lavoro. E’ stata anche una
tappa del percorso formativo e di aggregazione degli operatori della rete Qui
Donna, attività realizzate con il supporto tecnico e operativo del Centro
Produttività Veneto – Fondazione Giacomo Rumor.
La rete Qui Donna/quid è costituita nel Veneto da punti informativi e
di accoglienza per le donne in ambito psicologico e sanitario, legale,
occupazionale e di inserimento lavorativo, imprenditoriale, di conciliazione
delle tematiche familiari e di lavoro, culturale. La Regione – ha sottolineato
l’assessore - ne ha rafforzato il ruolo, fornendo un coordinamento istituzionale
a questi servizi, certificandone l’offerta e sostenendone la qualità attraverso
finanziamenti e interventi formativi. Per la loro riconoscibilità è stato
adottato anche uno specifico marchio. L’assessore ha aggiunto che le politiche
di genere, costruire soprattutto ascoltando il territorio, si sono evolute di
pari passi con le misure regionali a favore dell’imprenditoria femminile e
dell’economia, all’altezza della sfida della ripresa in cui bisogna credere.
La presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Simonetta
Tregnago ha detto che la rete delle donne è fondamentale e. Che l’Europa mostra
grande interesse per l’esperienza veneta per esportarla in altre realtà. Di
esperimenti e pratiche di comunicazioni in Europa, declinate al femminile, ha parlato
la ricercatrice dell’Università di Padova, Claudia Padovani, mentre Gian Angelo
Bellati, segretario generale di Unioncamere del Veneto, ha detto che le imprese
gestite dalle donne confermano di avere una marcia in più di quelle dei
colleghi uomini e, nonostante i colpi di una crisi che per le aziende sarà
pesante anche nel 2013, continuano a crescere ad un ritmo superiore a quello
medio dell’imprenditoria nazionale. Le imprese femminili in Veneto nel 2012
hanno raggiunto quota 109.468 (+0,3%), costituendo il 7,6% dello stock
nazionale. Le reti europee in materia di diritti delle donne, in particolare
per quanto riguarda l’accesso alle carriere apicali e i differenziali
retributivi, è stato il tema trattato da Siusi Casaccia, presidente di Lef
Italia – Coordinamento italiano della Lobby Europea delle Donne. Infine, Sophia
Economacos, presidente della Rete delle Donne di Eurochambers, ha illustrato il
supporto del sistema delle Camere di Commercio per l’imprenditorialità
femminile in Europa, sottolineando però che le differenze tra uomo e donna nel
marcato del lavoro non sono ancora state superate.
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BOLZANO: "TESSUTO SOCIALE" TEMA DEL FESTIVAL DELLE RESISTENZE CONTEMPORANEE 2013 |
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Bolzano, 22 aprile 2013 - L´edizione 2013 del Festival delle Resistenze
contemporanee che si svolgerà dal 25 aprile al 1° maggio 2013 è stata presentata
venerdì 19 aprile 2013, dall´assessore
provinciale alla cultura italiana Christian Tommasini. La manifestazione ha
ottenuto il patrocinio del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz.
Inaugurata la mostra "il mio sguardo libero. Volti per la legalità".
"Tessuto sociale". È questo il tema attorno cui si sviluppa
la terza edizione del Festival delle Resistenze contemporanee in programma dal
25 aprile al primo maggio. Una grande manifestazione, come ha sottolineato
l´assessore provinciale alla cultura italiana Christian Tommasini che è
cresciuta in proposte e coinvolgimenti assumendo anche respiro europeo. Se la
prima edizione aveva ottenuto il riconoscimento del presidente della Repubblica
Italiana Giorgio Napolitano, l´edizione 2013 del Festival delle Resistenze
contemporanee ha ottenuto il patrocinio del presidente del Parlamento europeo
Martin Schulz in concomitanza con la ricorrenza nel 2013 dell´Anno europeo dei
cittadini.
"La scelta innovativa adottata per l´edizione 2013 del Festival
delle Resistenze contemporanee di estendere le iniziative a tutta la città e ad
altri centri della provincia, con una presenza molto significativa a Merano-
spiega il vicepresidente della Provincia Christian Tommasini - nasce per
realizzare l´obiettivo del Festival, che è appunto quello di far crescere la
partecipazione delle nostre comunità attorno ai valori della Costituzione, che
costituiscono un motore importante per affrontare le sfide della crisi. Avere
radici solide e condivise libera infatti energie utili per dare fino in fondo
il proprio contributo".
Come ha ricordato Claudio Andolfo, direttore dell´Ufficio servizio
giovani della Provincia, quest´anno vi sono in programma 71 eventi, 3 rassegne,
4 visite guidate e 5 mostre e una novità di rilievo. Per la prima volta,
infatti, gli eventi non si svolgeranno solo in piazza Matteotti ma
interesseranno tutta la città e usciranno dal capoluogo per coinvolgere Merano,
Laives, Egna, Bressanone, Brunico e Appiano. Un tessuto fatto anche dai molti
partner coinvolti per l´edizione del 2013. Quasi 90 sono, infatti, le
associazioni, scuole, agenzie, centri giovani, biblioteche, istituzioni di
vario genere e commercianti in Provincia che sono stati attivati per progettare
e costruire assieme le strutture e i contenuti dell´edizione di Resistenze
2013.
Memoria, pluralità, dignità, responsabilità, cultura, libertà e
giustizia sono le sette parole - una per giorno - attorno alle quali è stato
costruito il programma (vedi allegato), e come ha detto l´assessore provinciale
alla cultura italiana Christian Tommasini, che simboleggiano la rete di valori
per mantere la coesione sociale che possono fare in modo da uscire dalla crisi
economica e morale in cui versa l´Italia creando una sorta di filo rosso che
congiunge idealmente le due date rilevanti per la Repubblica Italiana: il 25
aprile ed il 1° maggio.
Dieci sono le sezioni in cui si suddividono gli eventi del Festival
delle Resistenze 2013, come ha ricordato Luca Bizzarri che coordina
l´organizzazione del festival presso l´Ufficio Servizio giovani. Si va dalle
mostre, alle visite guidate, alla presentazione dei lavori dei percorsi Fatti
di parole, alla rassegna cinematografica, alla rassegna letteraria (in
collaborazione con la casa editrice Mondadori), alla rassegna di documentari
storici, ai progetti dei giovani delle scuole, alla presentazione dei lavori
svolti con gli adulti dalle agenzie educative, alle tavole rotonde di
approfondimento, agli incontri in piazza con grandi protagonisti.
Alla presentazione del Festival delle Resistenze contemporanee 2013 è
intervenuto il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, che ha sottolineato come
il festival altoatesino costituisca un momento culturale eccezionale che
ripercorre date fondamentali che "qualcuno voleva cancellare". Il
tessuto sociale, la coesione sociale e, soprattutto la giustizia sociale sono
elementi fondamentali. Al di là delle commemorazioni è importante lavorare sui
temi attuali assieme alle persone, alle associazioni per far conoscere quello
che è realmente accaduto e collegarlo alla realtà attuale.
Carlo Bassetti ha presentato l´evento dedicato alla figura del padre,
l´arch. Ed ex assessore all´urbanistica del Comune di Bolzano, Silvano
Bassetti, deceduto pochi anni fa, vero resistente contemporaneo nella sua
visione politica di progettazione dello spazio pubblico condivisa con tecnici,
artisti e cittadini. A tal proposito ha citato il Laboratorio Bolzano da lui
istitutito, centro di riflessione scientifica sulla città.
Marinella Pomarici dell´Associazione a Voce Alta ha presentato la
mostra con le foto di Fiorenza Stefani
"il mio sguardo libero. Volti per la legalità" che ritrae persone
note e non "resistenti" e sorridenti, perché resistere è bello. È
seguita l´inaugurazione della mostra allestita sulla facciata del Palazzo della
Provincia di fronte alla Stazione ferroviaria a Bolzano.
Leonardo Albertoni della Consulta studenti ha parlato dell´impegno dei
giovani e dell´Associazione Libera.
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CONCILIARE FAMIGLIA E LAVORO. TEMA ANCORA PIU’STRATEGICO IN EPOCA DI CRISI ECONOMICA REGIONE RILANCIA INIZIATIVA PRESSO AZIENDE VENETE E ‘CERTIFICA’ CON MARCHIO ‘AUDIT’ PRIME 7 AZIENDE 5 TREVIGIANE E 2 VENEZIANE |
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Monastier (Treviso), 22 aprile 2013
- A sette aziende venete – cinque del trevigiano e due del veneziano -
la Regione Veneto – Assessorato ai servizi sociali ha assegnato i certificati
‘audit’ – un marchio registrato a livello europeo, in particolare in Germania –
che riconoscono il percorso virtuoso da esse svolto nel settore della conciliazione
dei tempi di vita e dei tempi di lavoro.
Sono le aziende Crivertrade (servizi informatici) e la Dressing
(abbigliamento) di Silea (Tv), la Itlas
(pavimenti in legno) di Cordignano (Tv), la Keyline spa (produzione chiavi) di
Conegliano (Tv), la Teza spa (diagnostica per auto,moto, camion) di Monastier (Tv), la Koinè del Gruppo Hci
(network di contact center) con sede a Venezia, la Open Service (servizi
integrati ambientali) di Marcon (Ve).
“E’ un riconoscimento importante” – ha detto l’Assessore regionale ai
servizi sociali Remo Sernagiotto che ha incontrato stamani le aziende a
Monastier di Treviso al Park Hotel Villa Fiorita le prime aziende che hanno aderito
all’iniziativa promossa un anno fa di conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro tramite lo strumento certificato dell’’audit’.
“Abbiamo premiato, certificato con l’audit imprese che non si arrendono
alla crisi – ha continuato – e che investono nel welfare aziendale e che
possono e devono costituire un esempio virtuoso per le altre aziende venete.
Attraverso lo strumento dell’audit, che mette a disposizione delle aziende un
consulente regionale per realizzare una diversa organizzazione del lavoro
all’interno dell’azienda, si può individuare una politica del personale
orientata alla famiglia e che faciliti la conciliabilità della vita
professionale con quella familiare, tenendo conto delle esigenze dei dipendenti
e di quelle degli imprenditori. Una migliore motivazione dei dipendenti, una
maggiore efficienza e disponibilità, meno assenze e meno stress: sono questi i
fattori che incrementano la competitività e che sono riscontrabili nelle
aziende che hanno deciso di sviluppare il processo audit famiglia e lavoro”.
Il contratto di licenza per l’uso del marchio europeo
“Audit-famigliae&lavoro” è stato stipulato con la Fondazione di Francoforte
Berufundfamilie Gmbh.
Nel 2012 la Regione Veneto ha concesso 850 mila euro di contributi
destinati ad aziende, enti locali, cooperative, aziende ospedaliere in tema del
conciliazione vita-lavoro.
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NASCE A PERUGIA STUDIO ARCHA, UN LABORATORIO AL FEMMINILE SU BENI LIBRARI |
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Perugia, 22 aprile 2013 - Nasce
una nuova realtà imprenditoriale nel centro storico di Perugia, interamente al
femminile, nell´ambito della salvaguardia del patrimonio culturale: è lo Studio
Archa, laboratorio di conservazione e restauro di beni librari, documenti,
opere su carta e fotografie. L´iniziativa, presentata stamani a Perugia, è
dovuta all´impegno di tre restauratrici, Maria Chiara Brancaleoni, Cristina
Bonanni e Maria Rosaria Castelletti, che dopo anni di studio e di esperienze
nei maggiori laboratori di restauro nazionali e internazionali, hanno deciso di
investire su se stesse e sul loro territorio. L´idea imprenditoriale è stata
sostenuta nell´ambito dell´iniziativa "Investire in Cultura" (Por
Umbria Fse 2007-2013, "Ob.2 Competitività regionale ed occupazione, Asse V
Transnazionalità e Interregionalità),
promossa dall´Agenzia Umbria Ricerche (Aur).
"Lo Studio Archa - ha detto Brancaleoni nel corso della presentazione -
si propone di offrire servizi integrati e diversificati nel campo dei beni
librari e documentali. Partendo dal modello dell´impresa artigiana, proprio del
tessuto produttivo umbro - ha aggiunto, il laboratorio arricchisce la formula
tradizionale con un alto grado di professionalità acquisita con una formazione specifica e molteplici
esperienze in Italia e all´estero.
Per l´assessore regionale
alla cultura Fabrizio Bracco "si tratta di una impresa particolarmente
importante in considerazione della difficilissima fase che stiamo vivendo, per
il coraggio, la competenza e la determinazione di tre giovani imprenditrici
donne e perché nasce dall´esperienza formativa della Scuola del restauro del
libro di Spoleto, dove le tre titolari si sono formate e a cui la Regione
dell´Umbria tiene in modo particolare. Infine - ha concluso Bracco - perché
investe sulla cultura e contribuisce a riqualificare il centro storico della
città".
Il direttore dell´Aur, Anna Ascani, ha sottolineato come il progetto dello Studio Archa sia nato
anche grazie all´iniziativa
"Investire in cultura" ideata da Aur per le donne umbre con
lauree umanistiche. "Fra le 44 proposte imprenditoriali presentate ne sono
state selezionate 15, che sono poi diventate, come lo Studio Archa, effettivamente impresa attraverso un percorso
di formazione e stage".
Fausto Broccoletti di Sviluppumbria ha ricordato come il progetto nasca da un percorso di collaborazione fra
enti e di scouting di idee e di sinergie, mentre il Soprintendente alla Soprintendenza
Archivistica per l´Umbria, Mario Squadroni,
ha evidenziato l´importanza della neo impresa, ricordando il ruolo degli
archivi e la priorità della tutela e del restauro dei loro contenuti, una
attività - ha precisato - "che richiede passione, abnegazione e grande
professionalità".
"Studio Archa rappresenta
un contributo alla conservazione e tutela del patrimonio librario e religioso
della Chiesa - ha detto Francesco Saverio D´amelj, Direttore dell´Ufficio per i beni culturali
ecclesiastici, Diocesi Perugia-città della Pieve. Una volta restaurato il materiale può essere
digitalizzato e messo a disposizione degli studiosi, ovviando così al grande
problema della fruibilità".
Il gruppo di lavoro ha inoltre
aderito al progetto "E.m.m.a." (Entrepreneurship Methodology
Mediterranean Assistance) gestito da
Sviluppumbria e al progetto "Brain Back Umbria" gestito da Aur, le
due reti internazionali che consentiranno al laboratorio di integrarsi, farsi
conoscere e operare in una dimensione europea.
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“FARE INSIEME: DONNE, LAVORO E CONVIVENZA” |
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Trento, 22 aprile 2013 - Un
progetto costruito valorizzando le capacità di trentine e nuove trentine
residenti ad Arco per un inserimento occupazionale in sintonia con le reali
esigenze del territorio. E´ questo lo scopo dell´iniziativa denominata “Fare
insieme: donne, lavoro e convivenza”, percorso di conoscenza e di formazione
alla cultura e alle regole del lavoro dedicato a donne locali e immigrate.
I particolari sono stati presentati ieri sera a palazzo
Marcabruni-giuliani ad Arco dai diversi sostenitori dell´iniziativa. Sono intervenuti,
fra gli altri, l´assessore alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza
della Provincia autonoma di Trento Lia Giovanazzi Beltrami, l’assessore alle
Politiche della socialità del Comune di Arco Massimiliano Floriani con la
dirigente dell´area Servizi alla persona Cristina Bronzini, Mirko Montibeller
dell´Area convivenza Cinformi e Claudia Mammani per la Consigliera di Parità.
Il progetto vede anche la collaborazione della Comunità Alto Garda e Ledro,
della Cooperativa sociale Le Farfalle, della Cooperativa sociale Arcobaleno e
del Centro di ascolto e solidarietà Caritas.
L´iniziativa, che partirà a inizio maggio, prende spunto da analoghe e
positive esperienze già condotte in Trentino e mira a favorire la
partecipazione sociale, culturale e lavorativa delle donne autoctone in cerca
di nuova occupazione e delle donne di origine immigrata interessate ad
inserirsi nel mercato del lavoro. Ciò nella convinzione che il miglioramento
del benessere della donna, attraverso la promozione delle pari opportunità di
genere, significa miglioramento del benessere dell´intera comunità.
Il percorso si rivolge a un gruppo di circa 15 donne che risiedono nel
Comune di Arco, interessate in particolare a compiere un cammino di conoscenza
e di formazione rispetto ai temi della cittadinanza attiva e della cultura del
lavoro come strumenti indispensabili per avviare un progetto di vita e
occupazionale concreto e realizzabile. Attraverso il coinvolgimento attivo
delle protagoniste, sarà possibile comprendere i loro interessi, le loro
richieste e soprattutto le loro capacità e competenze. Le partecipanti
apprenderanno fra l´altro nozioni di cucina trentina, economia domestica,
raccolta differenziata, sartoria, regole del mondo del lavoro, lingua italiana
e cultura locale (per le donne di origine immigrata). Sono previsti anche
momenti di simulazione di attività lavorative per favorire un apprendimento
“basato sul fare”. Le donne partecipanti avranno modo, infatti, di partecipare
sia a momenti condivisi di formazione generale sia a momenti di formazione
specifica sulla base delle opportunità offerte dal mercato del lavoro locale.
Per partecipare al progetto è sufficiente presentarsi al primo incontro
dell´iniziativa, in programma giovedì 9 maggio 2013 dalle ore 9.30 alle ore
11.30 all’Auditorium di Palazzo dei Panni ad Arco. Il progetto si concluderà
nel mese di novembre 2013.
Informazioni presso l´Ufficio Politiche della socialità e Prima
infanzia del Comune di Arco. Telefono: 0464/583607; mail:
sociale@comune.Arco.tn.it
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FAMILIARI VITTIME CRIMINALITÀ, REGIONE CAMPANIA APPROVA ASSUNZIONE PER CHIAMATA DIRETTA. |
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Napoli, 22 aprile 2013 - "Con la Finanziaria 2013 manteniamo gli
impegni assunti con i familiari delle vittime della criminalità. La legge,
infatti, autorizza l’assunzione a chiamata diretta presso la Regione, le Asl,
le aziende ospedaliere, gli enti e gli organismi regionali, fatti salvi gli
obblighi e i divieti connessi con l’attuazione del piano di rientro dal
disavanzo finanziario."
Così l’assessore regionale alle Risorse umane Pasquale Sommese
commenta la decisione assunta dal
Consiglio con il voto favorevole sul maxi-emendamento al bilancio proposto
dalla Giunta Caldoro.
"E´ l´ennesimo segno tangibile della vicinanza e del sostegno
della Regione a quanti perdono familiari per mano del terrorismo, della camorra
e della criminalità organizzata.
"Nei prossimi tre mesi, come prevede la legge, la Giunta adotterà
le linee guida per attuare questa disposizione", conclude Sommese.
La norma statuisce che le assunzioni sono previste per i profili
professionali relativi alle categorie da A a D sulla base dei titoli di studio
posseduti e richiesti per l’accesso ai rispettivi livelli.
Le assunzioni non potranno superare il 10% del numero dei posti vacanti
nell’organico.
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SPIRAL, PROGETTO PER IL BENESSERE FAMILIARE |
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Trento, 22 aprile 2013 - Il
prossimo 29 aprile, dalle 9.00 alle 18.00, presso la sala Wolf del palazzo
della Provincia, a Trento, un rappresentante del Consiglio d´Europa, in
collaborazione con l´Agenzia per la famiglia, terrà una giornata di formazione sul progetto
Spiral. Il progetto riguarda gli indicatori del benessere familiare. Si tratta
di una metodologia proposta dal Consiglio d´Europa nel piano d´azione per la
coesione sociale. Vi hanno aderito diversi comuni certificati Family in
Trentino, la comunità della Valle di Non
e i comuni della Valle Rendena attraverso il Distretto famiglia. Si comincia
alle ore 9.00 e si finisce alle 18.00, con una pausa per pranzo.
Partendo dall’obiettivo della coesione sociale, definita come la
capacità della società di assicurare il benessere di tutti, generazioni future
incluse, attraverso la co-responsbilità, (o responsabilità sociale condivisa)
di tutti gli attori sociali, pubblici e privati, il Consiglio d´Europa propone
nel suo piano d´azione per la coesione sociale una metodologia partecipativa /
collaborativa (denominata metodologia Spiral) per definire il benessere e
sviluppare degli indicatori di progresso coinvolgendo i cittadini. Questa
metodologia, sviluppata nell’arco di 7 anni insieme a un centinaio di città,
villaggi, istituzioni pubbliche (scuole, ospedali, ecc.) privati (imprese)
professionisti e di diversi paesi europei, permette di costruire dei piani
d´azione locali con un’ampia concertazione, aventi come fine ultimo il
benessere di tutti, così come definito da ogni comunità, e rivolti, in
particolar modo, a orientare le politiche locali (così come quelle regionali e
nazionali) per renderle più vicine alle aspettative dei cittadini.
Iscrizione
Per le iscrizioni inviare una e-mail a
giovanna.Baldissera@provincia.tn.it , precisando i nominativi dei funzionari,
politici del comune e dei vari rappresentanti dei portatori di interesse
locali. La formazione è gratuita.
Per info:
http://www.trentinofamiglia.it/
http://www.familyintrentino.it/
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TRENTO: INSIEME PER CONTRASTARE LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DEI "SOGGETTI DEBOLI" |
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Trento, 22 aprile 2013 - Segno della collaborazione e del lavorare in
rete, bell´esempio di come, pur nell´autonomia dei propri compiti, Stato e
Provincia possano lavorare per il bene dei cittadini specie in un terreno
delicato e sensibile quale è quello che riguarda la difesa della legalità e il
contrasto a comportamenti violenti che scelgono i "soggetti deboli" -
donne e minori in particolare - quale bersaglio. Questo lo spirito - ribadito
da tutti e sottolineato dagli assessori provinciali Lia Giovanazzi Beltrami e
Ugo Rossi - del protocollo d´intesa per la prevenzione e il contrasto del
fenomeno delle condotte violente nei confronti di “soggetti deboli”. A
sottoscriverlo, il 18 aprile, a Trento, al Castello del Buonconsiglio - e con
l´obiettivo di migliorare l’intervento dei diversi attori che agiscono sul
territorio - la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda per i servizi sanitari,
la Procura della Repubblica, il Tribunale di Trento, il Tribunale per i
minorenni di Trento, la Polizia di Stato e i Carabinieri. I soggetti firmatari
si impegnano a coordinare le proprie attività in modo da assicurare la più
pronta ed efficace azione per un’adeguata assistenza e prevenzione dei
comportamenti violenti e concordano sulla necessità di organizzare iniziative
di informazione e di assicurare la massima professionalità e formazione degli
operatori.
A sottoscrivere il documento l´assessore provinciale alla solidarietà
internazionale e alla convivenza, Lia Giovanazzi Beltrami; l´assessore
provinciale alla salute
e politiche sociali, Ugo Rossi; il procuratore della Repubblica presso
il Tribunale di Trento, Giuseppe Amato; il presidente del Tribunale di Trento,
Sabino Giarrusso; il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi
sanitari, Luciano Flor; il presidente del Tribunale per i minorenni di Trento,
Bernadetta Santaniello; il questore di Trento, Giorgio Iacobone; il comandante
provinciale dei Carabinieri, col. Maurizio Graziano (rappresentato dal ten.
Col. Paolo Puntel). Il protocollo è sottoscritto anche dal procuratore della
Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Trento, Mansueto Crepaz.
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