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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 23 Marzo 2015 |
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SARÀ LA BASILICATA LA VERA PROTAGONISTA DELL´OTTAVA EDIZIONE DI "8 1/2 FESTIVAL DO CINEMA ITALIANO", CHE SI TERRÀ A LISBONA DAL 25 MARZO AL 2 APRILE. |
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Potenza, 23 marzo 2014 - A partire da quest’anno la sezione Focus di 8½ Festa del Cinema Italiano di Lisbona ( www.Festadocinemaitaliano.com ) verrà dedicata all’approfondimento del variegato panorama regionale italiano. L’edizione 2015 del festival accenderà i riflettori sulla cultura, il territorio e soprattutto le produzioni cinematografiche di un’affascinante ma ancora poco conosciuta realtà meridionale: la Basilicata. Grazie alla collaborazione con la Lucana Film Commission (Lfc), una delle istituzioni più attive nella promozione della propria regione come set cinematografico d’eccellenza, avremo la possibilità di scoprire alcuni segreti di questo incantevole cuore del sud della penisola. Una regione che si sta preparando a ricevere un importante evento: infatti, la sua città più emblematica, Matera, la città dei celebri “Sassi”, è stata designata Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019. Il mondo del cinema ha scoperto da tempo le straordinarie e uniche caratteristiche scenografiche del territorio lucano: natura incontaminata, spazi aperti e atmosfere arcaiche hanno ammaliato molti registi, che qui hanno deciso di girare i loro celebri film (si pensi, per esempio, ai fratelli Taviani). Ma, data la peculiarità del suo ambiente e della città di Matera, nel corso degli anni è la tematica biblica ad aver caratterizzato le produzioni cinematografiche in Basilicata: film quali Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini, The Passion (2004) di Mel Gibson e, proprio quest’anno, il remake di Ben-hur, con un cast d’eccezione, in cui spicca il nome di Morgan Freeman. Dunque, non mancheranno le occasioni per conoscere La Basilicata, la sua cultura e il suo cinema durante la Festa del Cinema Italiano. Per quanto riguarda la programmazione, avremo modo di godere della visione sul grande schermo degli straordinari paesaggi lucani di Basilicata Coast to Coast, di Rocco Papaleo (un road movie divertente e picaresco con protagonisti un gruppo di amici e musicisti), il regista e attore sarà presente a Lisbona per presentare al pubblico del festival il suo divertente film; il brillante nonché premiato cortometraggio Sassywood, di Antonio Andrisani e Vito Cea (una scherzosa presa in giro del ruolo dei Sassi nel cinema); Mater Matera documentario di Simone Aleandri sulla celebre città dei ”sassi” e, in anteprima internazionale, Noi e la Giulia, di Edoardo Leo, che nelle ultime settimane ha riscosso grande successo tra il pubblico italiano. Un importante momento di confronto e promozione, volto a svelare le enormi capacità della regione in ambito cinematografico e turistico, sarà Basilicata Terra di Cinema che si terrà venerdì 27 marzo alle 16h00 presso l’Ambasciata Italiana a Lisbona, in collaborazione con l’Agenzia Nazionale Italiana del Turismo (Enit). Alla presenza del direttore della Lfc, Paride Leporace, e del direttore dell’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata (Apt), Gianpiero Perri – importanti partners di questa edizione della Festa – gli operatori portoghesi dell’audiovisuale e del turismo avranno modo di conoscere le straordinarie potenzialità di questa terra. Si avrà la possibilità di interloquire coi i rappresentanti delle principali organizzazioni di promozione di cinema e territorio; potendo così scoprire tutti i vantaggi di un investimento su cinema e turismo in Basilicata, due settori in notevole crescita grazie anche all’investitura di Matera a Capitale Europea della Cultura (2019). Oltre al cinema, ci saranno altre occasioni per approfondire la conoscenza di questa interessante realtà italiana. La Basilicata è infatti non solo terra di natura, ma anche di cultura: avremo modo di scoprirlo nell’incontro Basilicata: terra di mare, di montagna e poesia (a cura di Carmine Cassino e Clelia Bettini, sabato 26 marzo ore 17e30, cinema São Jorge), durante il quale l’opera poetica degli scrittori lucani si intreccerà con quella lusitana, in un richiamo costante ed evocativo che riconduce queste due terre, per storia e spiritualità, su un piano di prossimità. Saranno presenti anche il direttore della Lfc, Paride Leporace, e dell’Apt, Giampiero Perri. Durante l’incontro sarà proiettato il documentario Mater Matera, dedicato a questa straordinaria città, patrimonio mondiale dell’Unesco, ormai sotto i riflettori del mondo intero. |
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IVA EBOOK - NUOVA PROVA DELL’IMPEGNO DEL MINISTRO FRANCESCHINI E DELL’ITALIA IN QUESTA BATTAGLIA DI BUON SENSO. |
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Milano, 23 marzo 2015 - “Eravamo certi e fiduciosi dell’impegno del Ministro Franceschini e dell’Italia in sede europea per la battaglia contro la discriminazione dell’Iva degli ebook rispetto a quella dei libri di carta. Oggi ne abbiamo avuto una nuova prova”. È di grande soddisfazione la posizione del presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie) Marco Polillo dopo la richiesta congiunta dei ministri della Cultura di Italia, Francia, Germania e Polonia a Bruxelles per superare "l´ingiustificata discriminazione fiscale" verso gli ebook. “Siamo molto contenti che questa battaglia, che riteniamo di buon senso, prosegua e – passo dopo passo – si faccia concreta in ambito europeo. - ha proseguito Polillo –. Siamo pronti a fare la nostra parte: abbiamo fatto il possibile per agevolarla e stiamo lavorando per rendere possibile una vera e propria campagna Ue sul tema”. Per saperne di più, unlibroeunlibro.Org #unlibroéunlibro |
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DAL 7 AL 12 APRILE FESTIVAL LETTERARIO "RACCONTAMATERA" |
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Potenza, 23 marzo 2015 - Il Festival letterario “Raccontamatera” nasce da un’idea di Mariolina Venezia, scrittrice materana vincitrice del Premio Campiello 2007 e Direttore Artistico dell’evento. Dal 7 al 12 aprile Matera ospiterà questo festival dalla formula innovativa, che vedrà coinvolti sei scrittori, invitati a vivere e condividere le suggestioni della “Terza Città più Antica del Mondo”, e a raccontarle al pubblico materano in un Reading pubblico dei loro sei racconti inediti, che si terrà il 12 aprile presso la Casa Cava. Antonio Pascale, Anilda Ibrahimi, Paolo di Paolo, Nadia Terranova, Marcello Fois e naturalmente Mariolina Venezia sono i sei protagonisti della prima edizione di “Raccontamatera”. Vincitori di premi quali lo Strega, il Campiello, si danno appuntamento nella città dei Sassi per sei giorni, per respirarne gli odori, sperimentarne la bellezza, metterla poi su carta raccontando l’esperienza di questa scoperta che, sempre, lascia senza fiato. Il grande entusiasmo con cui gli autori hanno accolto questo invito racconta del profondo appeal che la Città di Matera ha maturato nel contesto culturale italiano ed internazionale. Il Programma del Festival “Raccontamatera” si poi arricchisce di appuntamenti quotidiani, in cui gli scrittori incontreranno il pubblico materano, in occasione di “aperitivi con l’autore”. La formula, pensata dalla curatrice Mariolina Venezia, prevede delle “interviste incrociate”, in cui gli autori si racconteranno e parleranno dei loro libri, intervistati da uno dei loro colleghi e/o da giornalisti locali. “La città di Matera, in piena trasformazione e proiettata verso il futuro, proprio grazie al recupero del suo passato, ha oggi più che mai bisogno di narrazioni. Raccontare un luogo contribuisce a creare la sua identità”. Così Mariolina Venezia racconta come sia nata l’idea di questo nuovo Festival pensato per Matera. Un evento che punta a diventare un appuntamento fisso nel panorama culturale della città, passando da Expo 2015. |
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"IL PAESAGGIO NEL PAESAGGIO", PRESENTATO VOLUME SUI GIARDINI DI PIETRO PORCINAI IN UMBRIA |
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Perugia, 23 marzo 2015 – Il patrimonio di opere del geniale architetto paesaggista Pietro Porcinai, tra i più importanti del novecento, presenti sul territorio umbro si disvela attraverso una pubblicazione della Regione Umbria che raccoglie 49 schede progettuali, corredate da immagini, cartografie e testi, frutto di un progetto di ricerca realizzato dalla Regione in collaborazione con l´Associazione Pietro Porcinai onlus. Il volume, "I giardini di Pietro Porcinai in Umbria", è stato presentato questo pomeriggio nel corso di un incontro a Palazzo Cesaroni e che verrà presentato anche in uno degli eventi che caratterizzeranno la presenza dell´Umbria al Vinitaly di Verona. Una pubblicazione, come spiegano nella prefazione la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e l´assessore regionale Fernanda Cecchini, che si inserisce in un percorso di conoscenza e valorizzazione delle ville, dei parchi e dei giardini del paesaggio umbro che la Regione sta sviluppando da diversi anni che, oltre allo studio e alla ricerca, ha permesso di costruire nel tempo anche opportunità concrete di restauro di questi particolari "segni culturali" del paesaggio umbro, anche grazie ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale. La Regione Umbria ha creduto e sostenuto, con risorse finanziarie e le competenze interne all´amministrazione, il progetto di ricerca dell´associazione Pietro Porcinai attraverso il quale, con analisi di archivio e rilievi in sito, è stata prodotta una organica dote documentaria, iconografica è fotografica oltre che testuale del lavoro dell´architetto Porcinai in Umbria. Le schede raccolte e pubblicate nel libro che esce a cura di Marina Fresa, Giulia e Luciano Giacchè, presentano e promuovono i luoghi prescelti e danno anche conto dello stato di conservazione attuale. L´obiettivo è anche quello di proseguire sulla strada già intrapresa per la valorizzazione, il recupero e la conservazione di un patrimonio così importante che ha già visto un primo intervento per il restauro della piscina nell´isola Polvese del lago Trasimeno, fra le più significative opere dell´architetto Porcinai in Umbria. Anche in Umbria, come ha rilevato il presidente dell´Associazione Pietro Porcinai, Luigi Latini, grazie a questo studio si dispone di moltissime chiavi di accesso alle questioni decisive del paesaggio storico e contemporaneo: il rapporto tra cultura e tecnica, l´interazione decisiva con la committenza e le diverse professioni coinvolte, il ruolo degli attori responsabili del suo futuro. Questo lavoro, sono sempre le parole di Latini, segue sebbene in un campo diverso uno degli insegnamenti più incisivi che Porcinai ha saputo immettere nel nostro tempo, quello di saper mettersi da parte senza abdicare al ruolo di regia, e lasciar parlare le molte voci che, nel mestiere del paesaggista, concorrono alla costruzione di un paesaggio. |
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"IL RECUPERO DEI FORTI AUSTRUNGARICI TRENTINI": IL LIBRO DELLA SOPRINTENDENZA |
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Trento, 23 marzo 2015 - I forti di Cadine, Colle delle Benne, Pozzacchio, Dossaccio, Corno, Tenna, nonché la batteria Roncogno e i sistemi fortificati del Tonale e del Brione. A queste macchine da guerra del Primo conflitto mondiale è dedicato il volume "Il recupero dei forti austrungarici trentini", curato dalla Soprintendenza provinciale per i Beni culturali che sarà presentato il 23 marzo alle 17.30 presso lo Spazio archeologico sotterraneo Sass, in piazza Cesare Battisti a Trento. Alla conferenza interverranno: l´assessore alla cultura Tiziano Mellarini, il soprintendente Sandro Flaim, il provveditore del Museo storico italiano della Guerra di Rovereto Camillo Zadra e la professoressa dell´Università di Trento Alessandra Quendolo. "Il Trentino - spiega l´assessore provinciale Tiziano Mellarini nella prefazione al volume - ha sentito come un dovere morale il recupero di questo pezzo di memoria, rendendolo disponibile per visite e momenti di diffusione culturale e riflessione. Un´opera impegnativa, realizzata attraverso il ´Progetto Grande Guerra´, che ha comportato un vasto disegno di ristrutturazioni architettoniche e di ripristino ambientale, in un´ottica di valorizzazione complessiva che trova ulteriore slancio nella ricorrenza dei cento anni dal Primo conflitto mondiale". "Il grande sforzo culturale promosso in quest´ultimo decennio dalla Soprintendenza - aggiunge Sandro Flaim - ha permesso il recupero fisico e sociale di un numero considerevole di forti trentini, una selezione dei quali è riproposta in questo volume. Un impegno che non ha inteso proporre l´impossibile recupero di tutto il patrimonio architettonico della Grande Guerra, piuttosto si è intervenuti su alcuni brani significativi dell´ingente sforzo costruttivo dell´Impero austro-ungarico che sapessero, far rivivere questo sofferto momento della storia trentina". E così, nel libro "Il recupero dei forti austrungarici trentini", ecco che si scopre il forte di Cadine, il cui intervento di restauro si è concluso con la ricomposizione perfetta della forma fortificata della tagliata stradale; quindi il forte Colle delle Benne, posto su un terrazzamento naturale affacciato sul lago di Levico; la macchina da guerra incompiuta di forte Pozzacchio; forte Dossaccio nel parco di Paneveggio; forte Corno, disteso lungo la morfologia del terreno; la batteria Roncogno a passo Cimirlo all´inizio del frequentato percorso di visita del monte Celva; forte Tenna, che non ha mai partecipato ad azioni belliche; i forti Presanella, Tonale e Mero che sbarravano il passo del Tonale; e infine la fortezza Brione, al centro della piana del Sarca, un sistema complesso affacciato sul Garda. 255 pagine ricche di informazioni, con contributi di storici, progettisti, direttori lavori, allestitori, funzionari della Soprintendenza per i Beni culturali. |
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BRERABICOCCA, ACCADEMIA E UNIVERSITÀ UNITE PER PROMUOVERE LA CULTURA DELL’ARTE L’UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA E L’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA STRINGONO UN ACCORDO DI COLLABORAZIONE CULTURALE E SCIENTIFICA TRA FORMAZIONE ARTISTICA E UNIVERSITARIA. TRA LE ATTIVITÀ, IL PREMIO BRERA-BICOCCA E LA CREAZIONE DI UNA QUADRERIA DI ATENEO APERTA AL PUBBLICO. INAUGURATA OGGI LA MOSTRA SALON2015 OSPITATA PER UN MESE IN UNIVERSITÀ. OTTANTA LE OPERE ESPOSTE. |
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Milano, 23 marzo 2015 – L’università di Milano-bicocca e l’Accademia di Belle Arti di Brera hanno siglato un accordo di collaborazione culturale e scientifica che ha lo scopo di mettere in relazione le arti visive con la formazione sperimentale-empirica universitaria, favorendo il contatto tra l’approccio quantitativo della ricerca e quello creativo della produzione artistica. Il progetto Brerabicocca, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa congiunta, prevede lo scambio di esperienze formative e di stage per gli studenti delle lauree magistrali e dei corsi di dottorato di ricerca dell’Università e gli studenti delle lauree magistrali dell’Accademia anche con l’attribuzione di crediti formativi; lo scambio di seminari e di conferenze di artisti e studiosi; l’organizzazione di eventi espositivi presso l’Università, ma anche in altre sedi in Italia o all’estero; l’attivazione di borse di studio; la creazione nel tempo, attraverso donazioni, di una quadreria di Ateneo aperta al pubblico. Cuore dell’accordo è l’organizzazione, con cadenza annuale, del Premio Brera-bicocca che Università e Accademia, in collaborazione e col sostegno dell’Associazione Big Size Art, assegneranno sia a artisti affermati sia ai migliori allievi dell’Accademia che abbiano esposto nelle mostre ospitate in Università. La prima di queste mostre, il Salon2015, è stata inaugurata e presentata questo pomeriggio all’Università di Milano-bicocca e resterà aperta al pubblico fino al 19 aprile 2015. Sono ottanta le opere in esposizione suddivise in dodici sezioni, dalla fotografia alla scultura, dal restauro alle nuove tecnologie, dalla grafica alla pittura e alla scenografia, create dagli studenti dell’Accademia, ospitate al piano terra e al piano -1 dell’Edificio U6 (sede del rettorato) in piazza dell’Ateneo Nuovo. Le opere in mostra possono essere votare direttamente dal pubblico attraverso la sezione “Vota l’opera!” del sito brerabicocca.It dedicato all’iniziativa. Le opere che otterranno più voti dai visitatori e dagli esperti, riceveranno nel 2016 il primo premio Brera-bicocca, dedicato alle Arti Visive, che consiste nell’acquisto dell’opera da parte dell’Università. Contestualmente, un premio alla carriera sarà assegnato a un artista riconosciuto. In questo caso il premio consisterà in una monografia a lui dedicata scritta dagli studenti dei due atenei coordinati da uno storico dell’arte. L’artista premiato donerà una sua opera all’Università di Milano-bicocca. Guide d’eccezione durante il mese di esposizione saranno alcuni studenti scelti tra quelli frequentanti il corso di psicologia dell’arte dell’Ateneo, il cui compito sarà anche quello di promuovere la mostra, disegnare possibili percorsi di fruizione e redigere recensioni. Il comitato scientifico di Brerabicocca è formato da Achille Mauri, amministratore delegato del Gruppo Messaggerie Italiane e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Milano-bicocca, Eraldo Paulesu e Daniele Zavagno, rispettivamente ordinario di psicologia fisiologica e ricercatore di psicologia generale dell’Università di Milano-bicocca, Stefano Pizzi, Sandro Scarrocchia e Fabio Zanzotto professori dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Mario Arlati dell’Associazione Big Size Art e Beatrice Uguccioni, presidente del Consiglio di Zona 9. «L’università – ha detto Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-bicocca – è la casa della ricerca, della cultura e della formazione. Attraverso l’accordo Brerabicocca diventa anche un luogo di fruizione e di incontro dell’arte per tutti. Vogliamo che l’architettura e gli spazi dei nostri edifici siano il contenitore aperto alla città delle creazioni di questi giovani artisti e della felice contaminazione tra arte e ricerca». «Il Salon - ha detto Franco Marrocco, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Brera - si configura, dalle prime edizioni degli anni Ottanta a oggi, come un importante momento di dialogo e ricognizione tra opera e fruitore, tra studenti e cittadini e ancora tra didattica, ricerca e stato dell’arte, promuovendo il dialogo tra le diverse istituzioni formative. Nell’edizione di quest’anno, vediamo installati presso l’Università di Milano-bicocca alcuni tra gli esiti più interessanti conseguiti dai nostri studenti, nell’ottica di una fruttuosa collaborazione tra le nostre due istituzioni». La mostra è aperta fino al 19 aprile dal lunedì al venerdì, con guida dalle 9.00 alle 17.00, autonomamente fino alle 19.30. |
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A MILANO APRE I BATTENTI “UOVO PERFORMING ART FESTIVAL” |
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Milano, 23 marzo 2015 – Apre i battenti la tredicesima edizione di “Uovo Performig Art Festival” che sarà ospitato al Teatro Franco Parenti, alla Fondazione Adolfo Pini e a Didstudio dal 25 al 29 marzo. Il festival Uovo, con 8 prime assolute e 2 prime italiane, continua ad interrogarsi sulle traiettorie e le nuove possibili geografie della scena performativa, coinvolgendo artisti italiani ed europei in un progetto di riflessione sul confine e i suoi significati. Un magma di posizioni poetiche ed estetiche che rappresentano una scena artistica indipendente non catalogabile in percorsi definiti e ancora alla ricerca di un nuovo senso, anche politico, del proprio agire all’interno della società. “Il crescente successo di questo festival dimostra la sua straordinaria capacità di intessere relazioni tra la nostra città e la scena internazionale indagando e portando a Milano i linguaggi più innovativi – dichiara Filippo Del Corno, assessore alla Cultura -. Gli stessi spazi performativi vengono trasformati dal ‘nomadismo’ che caratterizza il programma degli appuntamenti che permettono al pubblico di sperimentare una prospettiva diversa dei luoghi della cultura della città. Il pubblico che segue Uovo si fida della qualità consolidata dell’offerta ma, ogni volta, resta sorpreso e positivamente spiazzato ma mai deluso”. Nuovo ordine. 200 anni dal Congresso di Vienna, 70 anni dalla Conferenza di Yalta e dalla Liberazione d’Italia. Date che hanno segnato nuovi ordini, nuovi confini. Oggi la società torna ad occuparsi in modo pressante della complessità del tema del confine. Il confine separa e congiunge, disciplina e mette in relazione. E la frammentazione della società (e della scena) contemporanea costringe a ragionare di una molteplicità di confini (anche disciplinari) e di una conseguente molteplicità di aggregazioni. Dalla gestione di uno spazio condiviso all’idea di amicizia e complessità delle relazioni sociali di Laurent Chétouane nel suo acclamato lavoro M!m; dal concetto di confine come attraversamento fisico e linguistico degli artisti svizzeri Massimo Furlan e Martin Schick, entrambi parte del progetto transfrontaliero Viavai, realizzato da Pro Helvetia, a cui Uovo partecipa con Trans, un network internazionale dedicato alle performing arts; allo sfumare del confine tra il formato dello spettacolo di danza e quello di happening musicale di Cristina Rizzo nella sua ultima coreografia, Boleroeffect (Rapsodia_the long version). Dall’idea dinamica di confine tra originale e remix della promettente artista polacca Ramona Nagabczyñska, alla reinterpretazione di una propria coreografia storica in e-ink di mk (la cui presenza a Uovo è sollecitata dalla sua recente ricostruzione per Ric.ci - Reconstruction Italian Coreography, progetto ideato e diretto da Marinella Guatterini); dalla scomparsa di ogni rigido confine disciplinare in The Old Testament According To The Loose Collective dei The Loose Collective - straordinario collettivo artistico composto da danzatori, coreografi e musicisti che dall´Austria si è imposto sulla scena internazionale - al venir meno di quello fisico e virtuale in Joseph_kids di Alessandro Sciarroni, ospite immancabile ed atteso delle ultime edizioni di Uovo, questa volta al festival con una performance dedicata ad un pubblico di bambini dai 5 ai 10 anni. Sul tema del confine interno/esterno insito nel corpo umano si muove il progetto A sangue freddo di Silvia Costa, a Uovo con una doppia presenza iconografica (la mostra fotografica uno sguardo attraverso il taglio insieme a Silvia Boschiero) e performativa (A sangue freddo #2, che dalla mostra prende spunto e avvio). Insieme ad Ariella Vidach – Aiep, Uovo ha selezionato per Capture tre coreografi italiani emergenti (Camilla Monga, Annika Pannitto e Gabriele Valerio) invitandoli a lavorare sul tema del confine: il risultato verrà presentato al Didstudio insieme al nuovo lavoro della Vidach, Booth, che coinvolge un gruppo di giovani interpreti in una partitura fisica che indaga il rapporto tra movimento e suono. Come sempre, Uovo lavora sul territorio intessendo una rete di relazioni produttive e promuovendo i nuovi linguaggi artistici, in sinergia con alcune delle eccellenze culturali della città di Milano. Dalla collaborazione con la Fondazione Adolfo Pini, iniziata nel 2013, nasce per questa edizione del festival Sub I.ii.iii, una produzione mk che si inserisce nel progetto Storie Milanesi: durante un periodo di residenza negli spazi della Fondazione, mk riflette sul concetto di spazio abitativo, dove “abitare” viene inteso come tracciamento di una frontiera e definizione di un limite. Per operare su questa linea di confine, la compagnia coinvolgerà in momenti differenti gli artisti visivi Luca Trevisani (geniale “enfant prodige” dell’arte contemporanea italiana), Margherita Morgantin, Roberta Mosca (già performer per The William Forsythe Company) e il compositore Lorenzo Bianchi Hoesch. Da segnalare infine quest’anno l’appuntamento speciale di sabato 28 marzo con Uovo à la coque - un pranzo con gli artisti: un incontro informale e fuori dagli schemi dove il pubblico potrà sedersi a tavola insieme agli artisti del festival nella cucina allestita all’interno del Franco Parenti. Un insolito dibattito tutto da vivere insieme a The Loose Collective, Cristina Rizzo, Michele Di Stefano, Martin Schick, Silvia Costa. Per maggiori informazioni: www.Uovofestival.it |
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MARONI: FONDAMENTALISMO ASSIMILABILE A MAFIE |
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Milano, 23 marzo 2015 - "Voglio esprimere il mio cordoglio alle vittime di Tunisi e in particolare a Giuseppina Biella, una lombarda che era in vacanza e la cui vita è stata spezzata dalla furia cieca del terrorismo, che da questo punto di vista è assimilabile alla mafia". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, aprendo la ´Giornata regionale dell´impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime´ in corso a Palazzo Pirelli, ha ricordato le vittime del sanguinario attentato dell´altro giorno in Tunisia. Il governatore ha anche chiesto a tutti i presenti di alzarsi per osservare un minuto di silenzio in memoria della donna. |
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LEGGE MOSCHEE, MARONI: FORSE RENZI NON L´HA LETTA |
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Milano, 23 marzo 2015 - "La mia impressione è che il presidente del Consiglio non l´abbia nemmeno letta, ma abbia fatto il ricorso a prescindere". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della ´Giornata regionale dell´impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime´, che gli hanno chiesto a quale punto siano le contro deduzioni della Regione al ricorso presentato dal Governo alla Corte Costituzionale sulla legge lombarda sui luoghi di culto. Non Caso Isolato - Il governatore ha osservato che questo non è una caso isolato. Palazzo Chigi, ha ricordato, "ha presentato ricorso anche contro la legge sui carburanti, che prevede una maggiore diffusione di quelli ecologici, così come inspiegabilmente si è opposto persino alla legge sul controllo delle nutrie. Mi sembra - ha ribadito - una presa di posizione a prescindere dai contenuti. Faremo le nostre contro deduzioni e sono certo che alla fine la Consulta ci darà ragione". |
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MOSCHEE, ASSESSORE LOMBARDIA SCRIVE AI 1.500 SINDACI: NOSTRA LEGGE È IN VIGORE |
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Milano, 23 marzo 2015 - "Una lettera a tutti i sindaci dei Comuni della Lombardia, per sgomberare il campo da equivoci e per confermare loro che la Legge 2/2015, approvata dal Consiglio regionale, in materia di nuova realizzazione dei luoghi di culto è pienamente in vigore". Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo, annuncia così la decisione di scrivere agli oltre 1.500 sindaci della Lombardia, per comunicare loro che, nonostante il Governo abbia impugnato la Legge, la stessa continua a produrre effetti. Atto Dovuto - "Un atto dovuto - aggiunge Viviana Beccalossi -, visto che le dichiarazioni costruite ad arte da certe forze politiche o associazioni hanno alimentato dubbi e confusione tra gli amministratori locali". "Restano vigenti - si legge nel testo che l´assessore invia ai sindaci - i contenuti della normativa, che precisa le modalità con le quali tutti i Comuni lombardi potranno disciplinare, all´interno della propria pianificazione urbanistica, le aree destinate ad accogliere le attrezzature religiose". |
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