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Notiziario Marketpress di Lunedì 23 Marzo 2015
LE LENTI LIGHTSWORDS PROMETTONO DI RIDURRE LA DEGRADAZIONE DELLA VISTA LEGATA ALL’ETÀ  
 
Bruxelles, 23 marzo 2015 - Lenti a contatto che alleviano i sintomi della presbiopia mantenendo allo stesso tempo una visione corretta da tutte le distanze potrebbero presto diventare una realtà grazie alla tecnologia sviluppata dal progetto Lightswords. Che abbiate dovuto portare occhiali o lenti a contatto da giovani o meno, molto probabilmente verso i cinquant’anni la vostra vista, una volta eccellente, comincerà a peggiorare. Leggere il giornale o i messaggi sul cellulare diventerà improvvisamente una sfida che riuscirete a superare solo con l’aiuto di occhiali, lenti a contatto o chirurgia. Questo disturbo si chiama presbiopia e colpisce quasi un miliardo di persone nel mondo. Essendo la chirurgia ancora agli inizi, gli occhiali rimangono l’opzione più realistica per molti pazienti. Ma hanno un importante svantaggio: rendono difficile per l’occhio mettere a fuoco a diverse distanze, il che può essere pericoloso, specialmente sul posto di lavoro. È qui che entra in gioco il progetto Lightswords (“Lens that mIght be a Satisfactory Way Of Reducing age Degradation of Sight”), finanziato dall’Ue, con la promessa di una lente di plastica che permette continui aggiustamenti focali da oggetti vicini fino … all’infinito. Lightswords sta sviluppando una ricerca teorica che è emersa 20 anni fa. Allora, il concetto di una lente che eliminasse il bisogno di una regolazione meccanica della messa a fuoco era già emersa ma la tecnologia non era abbastanza matura da portare questo concetto dal laboratorio al mercato. Il progetto Lightswords ha risolto questo problema con una serie di tecnologie di impressione e iniezione e una lente rivoluzionaria in grado di variare continuamente la potenza ottica da 0D a circa 3D – rendendo possibile il riconoscimento di oggetti messi a distanze da circa 33 cm all’infinito con un buon livello di nitidezza dell’immagine. Krzysztof Grabowiecki, coordinatore del progetto, ci parla dei suoi risultati e dei suoi piani per sviluppare ulteriormente la tecnologia di Lightswords. Quali sono gli obiettivi principali del progetto? Il nostro obiettivo è sviluppare la tecnologia necessaria per la produzione di una nuova struttura ottica chiamata Lightswords e di prepararla per la produzione. Questa tecnologia si basa su una struttura ottica asimmetrica. Questo significa che le lenti sono provviste di una profondità di messa a fuoco più estesa, che potrebbe sostituire le zonule di Zinn con lenti cristalline per adattare la vista a esigenze specifiche. Questi meccanismi sono fondamentali per risolvere i problemi dei pazienti affetti da presbiopia. Con una sola lente, saranno in grado di osservare oggetti da varie distanze senza alcuna significativa perdita di nitidezza, anche se i risultati saranno leggermente al di sotto di quelli ottenuti con le normali lenti monofocali sulle lunghe distanze. La teoria alla base della tecnologia di Lightswords è stata sviluppata circa 20 anni fa, ma non ci sono state applicazioni fisiche a causa delle difficoltà relative alla produzione delle lenti: una piccola curvatura che varia continuamente intorno all’asse e piccoli passi netti. Il nostro compito era trovare la tecnologia adeguata, che potesse soddisfare al meno i limiti teorici legati alla produzione e cominciare una linea di produzione di massa pilota. Avete testato tre tecnologie diverse. Una di esse si è rivelata migliore? In che modo? Tre tecnologie (o quattro, se contiamo le combinazioni) sono state usate per studiare la possibile produzione delle lenti Lightswords: la normale microproduzione di una singola lente che si usa spesso nelle pratiche industriali, la microproduzione con la possibile applicazione di Edm per la produzione mediante stampaggio (tecnologia a iniezione), la tecnologia della litografia a laser per la produzione mediante stampaggio (goffratura a caldo) e microproduzione per la produzione mediante stampaggio (goffratura a caldo). Infine, la microproduzione per la produzione mediante stampaggio è stata considerata la soluzione migliore. È stato prodotto uno stampo con la precisione necessaria da parte del consorzio ed è stato prodotto un primo lotto di lenti di prova a iniezione che hanno avuto una buona riuscita. Per la caratterizzazione ottica, è stato creato un banco di prova per simulare la vista dell’occhio umano. Quattro oggetti sono stati messi a distanze diverse (da 0,33 m a 3 m) dall’“occhio presbite artificiale” che è in pratica una lente che mette a fuoco a una distanza fissa. Abbiamo osservato la correzione della vista che avevamo previsto originariamente in teoria: invece di avere un singolo oggetto nitido e circondato da oggetti fuori fuoco, l’occhio artificiale corretto con le lenti Lightswords era in grado di vedere tutti e quattro gli oggetti con una soddisfacente – ma non ottimale – nitidezza. Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nel corso del progetto e come sono state risolte? La difficoltà principale era soddisfare livelli molto ridotti di tolleranze (micron o persino submicron) per la produzione in modo da ottenere un certo livello di levigatezza, mantenendo allo stesso tempo la forma e ruvidità di una lente normale. In particolare, usare la litografia laser in scala di grigio per fotoresist spesso non è stato facile. La tecnologia per fotoresist spesso/profondo non è ancora abbastanza matura quindi il nostro successo è stato solo parziale a questo riguardo. Siamo stati costretti alla fine a passare a un design “semi-rifrangente” della struttura ottica. Infine, abbiamo concentrato i nostri sforzi sulla microproduzione e siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi. In cosa sono diverse le vostre lenti in plastica da altre lenti attualmente disponibili sul mercato? La differenza principale è che, con le nostre lenti singole, una persona che osserva una scena può godere di una più estesa profondità di campo. Il nostro progetto primario si basa sulla potenza ottica 0-3D, il che significa che la profondità del campo si estende da 33 cm (la normale distanza di lettura) all’infinito. L’attuale concetto di correzione usa una serie di strutture ottiche: bifocale, a foro stenopeico, asferica. La maggior parte di esse però richiede movimenti dell’asse dell’occhio mentre, nel caso di Lsoe, l’asse della visione rimane immutato. Il progetto si conclude questo mese. La tecnologia che avete sviluppato soddisfa le vostre aspettative iniziali? In linea di principio si: la tecnologia è pronta per la produzione pilota. Stiamo anche sviluppando una situazione di collaudo dedicata per valutare la geometria e le caratteristiche ottiche delle lenti. Avete in programma un follow-up? Sì. Adesso che abbiamo sviluppato lenti vere e proprie, che possono essere valutate da oftalmologi in clinica e testate da ricercatori che si occupano dell’acquisizione dell’immagine da parte del cervello, gli esperti hanno espresso l’interesse verso lenti a contatto e intraoculari. Per intraprendere queste sfide però è necessario usare materiali nuovi. In parallelo ci piacerebbe sviluppare soluzioni di camera Ccd per operazioni senza messa a fuoco come misurazione integrata della distanza (telemetro) e condizioni di illuminazione difficili. Per questo è necessario lo sviluppo di un software sofisticato e una configurazione hardware per la rappresentazione della scena in tempo rale e tale sviluppo e in corso. Cominceremo a lavorare a progetti per occhiali protettivi nei quali saranno incorporate le nostre lenti e ovviamente tenteremo di assicurarci nuovi fondi della Ce a questo fine. Cosa prevedete in termini di impatto sul mercato? Ci sono produttori di lenti interessati alla produzione di massa delle vostre lenti? L’impatto sul mercato potrebbe essere grande grazie al prezzo contenuto del dispositivo e all’alta funzionalità integrata nella struttura della lente. Un impatto ancora maggiore si può prevedere se si prendono in considerazione le lenti a contatto o intraoculari, anche se dobbiamo ancora aspettare i risultati clinici, comprese le limitazioni legate a certi difetti dell’occhio umano. Vediamo anche delle potenzialità in una cosiddetta soluzione di visione artificiale per un’aquisizione migliore e più veloce o per un’analisi della scena in 3D. Cose come la visione notturna e la valutazione spettrale della scena osservata potrebbero anche essere prese in considerazione poiché si sfruttano le caratteristiche diffrattive delle lenti asimmetriche. Alcuni dei principali rappresentanti del mercato oftalmico e delle fotocamere hanno in effetti manifestato il proprio interesse. È però troppo presto per divulgare ulteriori informazioni. Per ulteriori informazioni, visitare: Lightswords http://www.Lightswords.eu/    
   
   
SALUTE, MARINO: “ORGOGLIOSI RICERCA TOR VERGATA SU MORBO DI CROHN”  
 
 Roma, 23 marzo 2015 - “La prestigiosa rivista “The New England Journal of Medicine” ha oggi pubblicato i risultati della nuova e importante terapia sperimentale sul morbo di Crohn – una malattia intestinale cronica e invalidante - condotta in diversi centri di ricerca italiani e coordinata dai professori Giovanni Monteleone e Francesco Pallone dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. La molecola, denominata Mongersen, sta dando risultati straordinari con una efficacia clinica del trattamento documentata in oltre l’80% dei pazienti nei primi tre mesi. Siamo di fronte a una ulteriore dimostrazione dell’eccellenza della ricerca italiana e dei centri di ricerca della nostra città. È motivo di grande soddisfazione, inoltre, sapere che fra gli autori di questo studio vi è anche il dott. Massimo Fantini, un giovane ricercatore tornato in Italia grazie al programma “Rientro dei Cervelli”, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ciò è stato possibile grazie alla felice intuizione di accademici come il professor Giuseppe Novelli che ogni giorno si impegnano per promuovere e valorizzare le eccellenze del nostro Paese. Voglio dunque esprimere le mie più vive congratulazioni a tutti gli studiosi impegnati nella ricerca e un incoraggiamento ad andare avanti sul percorso intrapreso. Roma è orgogliosa di sapere di essere al centro di una importante conquista scientifica”. È quanto dichiara il sindaco di Roma Ignazio Marino.  
   
   
GLI ABBRACCI POSSONO ALLEVIARE LO STRESS E PROTEGGERCI DALLE MALATTIE?  
 
 Bruxelles, 23 marzo 2014 - Tutti - si spera - siamo stati abbastanza fortunati da provare i benefici di un abbraccio o di una dimostrazione di affetto quando ne avevamo bisogno. Magari abbiamo avuto la sensazione che tali gesti alleviassero i nostri livelli di stress. Esiste tuttavia una base scientifica per tale impressione? E gli effetti sui livelli di stress di questo tipo di sostegno sociale e degli abbracci hanno un impatto sulla nostra salute? Uno studio, pubblicato sulla rivista Psychological Science, suggerisce che è proprio così. L’obiettivo dello studio, svolto da diversi gruppi della Carnegie Mellon University, del Centro di scienze della salute dell’Università della Virginia e della Facoltà di medicina dell’Università di Pittsburg, negli Stati Uniti, era esaminare i ruoli del sostegno sociale percepito e degli abbracci ricevuti nell’alleviare la predisposizione a malattie infettive indotta da stress interpersonale. Il team che ha condotto lo studio ha usato un campione di oltre 400 adulti e i risultati hanno rivelato che tra i partecipanti che avevano contratto un comune virus del raffreddore, il maggiore sostegno percepito e gli abbracci più frequenti preludevano a sintomi della malattia meno gravi. Il team ha utilizzato un questionario per esplorare come i partecipanti percepivano il livello di sostegno sociale ricevuto e interviste telefoniche serali per due settimane per valutare il conflitto interpersonale e gli abbracci ricevuti giornalmente. Il team ha poi esposto i partecipanti a un virus che causa un comune raffreddore e li ha monitorati in quarantena per valutare l’infezione e i sintomi della malattia. I risultati dello studio hanno mostrato che il sostegno percepito protegge contro l’aumento del rischio di infezione legato all’aumentare della frequenza dei conflitti. Secondo l’abstract dello studio, un simile effetto di alleviamento dello stress emerge dagli abbracci, che hanno spiegato il 32 % degli effetti attenuanti del sostegno. In generale un maggiore sostegno percepito e abbracci più frequenti preannunciavano sintomi della malattia meno gravi. Secondo i ricercatori, questi dati suggeriscono che gli abbracci potrebbero trasmettere in modo efficace il sostegno sociale. Scientific American cita altre scoperte incoraggianti nello studio e cioè che i partecipanti in generale mostravano un forte senso del sostegno sociale, come mostra un punteggio medio alto nel questionario e che avevano maggiori probabilità di essere abbracciati che di vivere un conflitto. Se però un maggiore sostegno percepito e abbracci più frequenti sono la premessa di sintomi della malattia meno severi, che succede se sostegno e abbracci sono assenti dalla nostra vita? Purtroppo questo è il rovescio della medaglia, come osserva Scientific American: “La solitudine e una rete sociale ristretta corrispondono a una più bassa risposta degli anticorpi al vaccino dell’influenza, rispetto al sentire un forte senso di connessione sociale. I pazienti socialmente isolati affetti da malattia delle arterie coronarie hanno un tasso di sopravvivenza più basso rispetto ai pazienti socialmente connessi, anche dopo aver tenuto conto del fattore demografico, della gravità della malattia e della sofferenza psicologica.” Per ulteriori informazioni, visitare: http://pss.Sagepub.com/content/26/2/135    
   
   
NUOVA RIANIMAZIONE ECCELLENZA PER CITTADINI AL CARLO POMA DI MANTOVA  
 
Mantova, 23 marzo 2015 - "Il lavoro che è stato fatto per la nuova Struttura complessa di Anestesia e Rianimazione del ´Carlo Poma´ è di grande importanza per il territorio, voluto e sostenuto da Regione Lombardia per mettere a disposizione dei cittadini mantovani le migliori eccellenze". Lo ha detto il vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione della Rianimazione dell´ospedale ´Carlo Poma´ di Mantova, alla quale era presente anche la consigliera regionale Annalisa Baroni. Minuto Di Silenzio Per Attentato Tunisi- Prima della cerimonia del taglio del nastro per il nuovo reparto, il vice presidente ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime dell´attentato terroristico accaduto a Tunisi. "In un momento di grande gioia come questo - ha detto - non possiamo non rivolgere il nostro pensiero alle famiglie delle vittime e alle Istituzioni che sono state colpite nel vile attentato di Tunisi. C´è anche una Lombarda, di Meda, tra i dispersi; ci uniamo alla sua famiglia in attesa di notizie certe dalla Farnesina". Sanità Lombarda Ambita Da Tutto Il Mondo - "La grande professionalità dei nostri operatori sanitari - ha rimarcato l´assessore -, medici, infermieri, tecnici, personale amministrativo e dirigenziale e dei numerosissimi volontari, che prestano la loro opera con grande umanità, hanno portato la sanità lombarda a un grado di eccellenza così alto da far sì che da tutto il mondo vogliano venire a curarsi nei nostri ospedali". Riforma - "Siamo alle prese con la riforma del Sistema sanitario regionale - ha spiegato il vice presidente -, la grande sfida sarà mantenere i livelli di qualità raggiunti e così proseguire nella battaglia contro la cronicità e fare in modo che la Lombardia continui a essere un faro per tutto il Paese". Finanziamenti Da Regione Per A.o Poma - "L´impegno di Regione Lombardia per l´A.o. Carlo Poma mi sembra abbastanza evidente - ha concluso Mantovani -: più di 24 milioni di euro per interventi di edilizia sanitaria, ammodernamento di strutture ambulatoriali territoriali, sostituzione di apparecchiature obsolete e finanziamenti di progetti meritevoli e 109 nuove assunzioni tra personale con funzione di dirigenza e di comparto". A.o. Poma - L´ospedale Carlo Poma eroga 23.000 ricoveri l´anno (dati 2014), il 43 per cento dei quali chirurgici (10.000). La Rianimazione aziendale registra complessivamente 1.050 ricoveri all´anno. Anestesia E Rianimazione - La nuova sede della Struttura complessa di Anestesia e Rianimazione, situata al 2° piano del Blocco B si avvale di uno staff composto da 29 medici specialisti, 36 infermieri professionali. Frutto di una radicale attività di ristrutturazione e ammodernamento, nel rispetto delle nuove norme sugli accreditamenti, consta di 12 letti attivi di Rianimazione a vocazione polivalente e specialistica e articola le proprie funzioni in tre ambiti specifici: attività intensivologica e rianimatoria; attività anestesiologica, effettuata in regime di ricovero ordinario e diurno; terapia del dolore, finalizzata al trattamento del dolore acuto e cronico sia benigno che oncologico. L´attività di Rianimazione pone particolare attenzione, oltre che a tutti gli aspetti di natura assistenziale, anche a tematiche quali l´umanizzazione dell´assistenza e la promozione della cultura della donazione di organi e tessuti.  
   
   
TRAPIANTI DI ORGANI E TESSUTI, NELLE MARCHE APPROVATO IL PROGRAMMA REGIONALE 2015 PER POTENZIARE LE ATTIVITÀ. I DATI 2014.  
 
Ancona, 23 marzo 2015 - La Giunta regionale ha approvato il programma delle iniziative 2015 per potenziare il prelievo e il trapianto di organi e tessuti nelle Marche. Un articolato piano che riprende e consolida le attività in corso che hanno consentito, alla regione, di collocarsi ai vertici nazionali. “L’implementazione del settore ha garantito, negli anni, risultati molto importanti, sia per quanto riguarda la donazione, che i trapianti, riportando la Regione Marche tra le prime in Italia e qualificando il comparto come un’eccellenza sanitaria regionale - evidenzia l’assessore alla Salute, Almerino Mezzolani – Le attività vengono svolte puntando sulla Banca delle cornee di Fabriano e sul Nuovo centro trapianti attivato presso l’Azienda ospedaliera universitaria Ospedali riuniti di Ancona. Dal 2008 la Regione approva programmi d’intervento, da realizzare sul territorio, allo scopo di sostenere il settore e divulgare la cultura della donazione”. Il programma 2015 è stato predisposto dalla coordinatrice del Centro regionale trapianti, Francesca De Pace. Viene finanziato dalla Regione con 280 mila euro. Prevede progetti per i coordinatori al prelievo, la formazione e l’informazione regionale sulla donazione, il potenziamento delle attività di prelievo di organi, cornee e tessuti ossei. Nel 2014 le Marche si sono attestate tra le prime regioni italiane per quanto riguarda, in particolare, i donatori segnalati e sottoposti ad accertamento di morte. Sono dietro solo alla Toscana e al Friuli Venezia Giulia. Contano 50,5 accertamenti per milione di popolazione (pmp) contro il 49,3 pmp del 2013. Sono stati effettuati 78 accertamenti su un totale di 177 decessi con lesione cerebrale (gli unici utilizzabili per le donazioni), registrati tra le 790 morti delle Rianimazioni regionali. I donatori effettivamente utilizzati sono stati 38 contro i 35 del 2013. “La differenza numerica tra i 78 possibili donatori e i 38 impiegati – spiega l’assessore Mezzolani – è dovuto agli altissimi standard di sicurezza individuati a livello nazionale. L’italia, da questo punto di vista, si colloca ai primi posti nel mondo. Ovviamente l’invecchiamento dei donatori (particolarmente rilevante nelle Marche) e le cause di decesso, sempre più legate a patologie vascolari cerebrali e sempre meno a traumi, sono senz’altro un indice di buona sanità e di efficace prevenzione infortunistica, ma, di fatto, portano a una riduzione di donatori utilizzabili, cioè deceduti con lesione encefalica”. Eccellenti risultati sono stati conseguiti anche sul fronte dei trapianti, con 83 interventi contro i 72 del 2013: 41 di fegato, 42 di rene e alte percentuali di sopravvivenza. Positiva, poi, l’attività della banca degli occhi di Fabriano: con 389 cornee raccolte, si attesta come una delle più grandi e qualificate banche d’Italia. “Il risultato migliore si è avuto, tuttavia, sul fronte delle opposizioni – conclude Mezzolani – Sono scese da 35,53% del 2013 al 24,36% del 2014. A questo risultato hanno contribuito le iniziative intraprese dal Centro regionale trapianti, la collaborazione con le associazioni di volontariato, le campagne di sensibilizzazione scolastica e quella informativa Una scelta in Comune, sulla possibilità di esprimere la propria volontà di donare gli organi al rinnovo della Carta d’identità”.  
   
   
UNA RETE PER I MILANESI IN LOTTA CONTRO LA SCLERODERMIA  
 
 Milano 23 marzo 2015 - La sclerodermia colpisce, a Milano, tra le 20 e 30 nuove persone ogni anno. 300 i milanesi che attualmente sono in cura nelle strutture ospedaliere a causa di questa patologia. L´età più colpita è tra i 30 e i 50 anni: le donne lo sono nettamente più degli uomini, con un rapporto di 3 a 1 e, purtroppo soprattutto nelle età più giovanili. Questa la fotografia della grave malattia dell’apparato gastroenterico e nutrizionale cui è dedicata la Xxi Giornata Nazionale per la Lotta alla Sclerodermia organizzata dal Gils, (Gruppo Italiano per la lotta alla Sclerodermia) per sabato 21 marzo nella sede della Confcommercio di Milano, in corso Venezia 47, e promossa dal Comune. “La lotta a questa malattia, che colpisce purtroppo persone in età sempre più giovane e soprattutto le donne, richiede un’intensificazione dell’attività di ricerca e una risposta concreta in grado di ridurre i disagi dei pazienti – ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute -. Per questo è fondamentale l’azione congiunta del Comune, del servizio sanitario e di tutti i soggetti che possono garantire quella rete per la cura della persona, fondamentale per intervenire in modo efficace là dove c’è bisogno. Mettiamo a disposizione i nostri sportelli per offrire ai cittadini tutto il materiale informativo per una prevenzione e una cura efficace e ci impegneremo perché questa malattia, oggi ancora troppo poco conosciuta e curata in modo corretto, ottenga il giusto riconoscimento anche a livello nazionale, un passo importante che va in aiuto di chi ogni giorno si impegna per migliorare le condizioni di vita e la cura di questi pazienti”. Proprio grazie all’importante contributo del Gils il dott. Lorenzo Beretta, direttore della Scleroderma Clinic della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggior Policlinico di Milano, è impegnato in un progetto per valutare le conseguenze microbiche e metaboliche dell´interessamento intestinale in corso di sclerosi sistemica. Un progetto altamente innovativo che, tramite l´uso di tecniche d’avanguardia, sarà fondamentale per far chiarezza sulla patologia e sulle sue conseguenze e potrà costituire la base per nuovi approcci diagnostici e terapeutici per le complicazioni intestinali della malattia. «La nostra giornata, che ha avuto anche quest’anno l’Adesione del Presidente della Repubblica, sarà dedicata alle problematiche gastroenteriche - ha dichiarato la presidente del Gils Carla Garbagnati Crosti -. Il Gils, dal 2008 ad oggi, ha investito tempo, energie e fondi in progetti scientifici, apparecchiature e supporto psicologico per i malati e le loro famiglie. Le parole volano, i fatti contano. Solo nel 2014 – ricorda la presidente - 90.000,00 euro sono stati destinati a progetti di ricerca mirati allo studio ed approfondimento delle problematiche gastroenteriche del paziente sclerodermico, in particolare dell’intestino, che sarà il tema principale del nostro Xxi convegno nazionale».  
   
   
SANITÀ SOSTENIBILE: NUOVI DATI ED EVIDENZE PER UN’AZIONE COMUNE NEL LIBRO BIANCO PRESENTATO O A BRUXELLES DA UN APPOSITO STEERING GROUP LE RACCOMANDAZIONI SULLE AZIONI DA ATTUARE PER REALIZZARE SISTEMI SANITARI PIÙ SOSTENIBILI IN EUROPA  
 
Bruxelles, 23 Marzo 2015 - L’european Steering Group (Esg) on Sustainable Healthcare – con il sostegno di Abbvie e presieduto dall’ex ministro della sanità irlandese Mary Harney - ha pubblicato il Libro Bianco europeo “Acting Together – Roadmap for Sustainable Healthcare” [Agire Insieme – Roadmap per una assistenza sanitaria sostenibile]. Sulla base di evidenze raccolte e iniziative realizzate in 24 paesi della Ue, il White Paper formula 18 raccomandazioni per migliorare la sostenibilità dei sistemi sanitari europei indirizzate ai diversi interlocutori delle istituzioni nazionali ed europee ed evidenzia la necessità che tutti gli attori del settore sanitario debbano agire insieme ora, prima che sia troppo tardi. Oggi si vive più a lungo e molte delle persone in età avanzata soffrono di malattie croniche. Nel contempo i governi si trovano nella necessità di tagliare i bilanci. La società europea si evolve e i sistemi sanitari devono adattarsi a questi cambiamenti: offrire un’assistenza maggiore, migliore, erogata con modalità diverse e a costi più bassi. “Come azienda biofarmaceutica globale con una forte presenza in Europa, Abbvie è impegnata nel trovare soluzioni per una sanità sostenibile nella Ue, che possano aiutare sia i pazienti, sia i sistemi sanitari ad adattarsi alle sfide del mondo moderno” afferma la Dottoressa Pascale Richetta, membro del gruppo Esg e Vice Presidente Western Europe & Canada di Abbvie. “Attraverso il nostro coinvolgimento nell’European Steering Group for Sustainable Healthcar stiamo lavorando con la società civile, gli operatori sanitari, le società scientifiche, gli accademici e l’industria per contribuire ad affrontare le sfide poste ai sistemi sanitari europei” prosegue la Dott.ssa Pascale Richetta. “Abbiamo bisogno di trasformare i nostri sistemi sanitari per assicurare che essi siano idonei a far fronte alle sfide sociali ed economiche. È per questo che dobbiamo agire tutti insieme. Nessuno può farcela da solo”. L’european Steering Group (Esg) - costituito nel 2014 grazie all’iniziativa di Abbvie - riunisce rappresentanti di istituzioni, società civile, operatori sanitari e società scientifiche, accademici e rappresentanti dell’industria. Dopo un anno di lavoro, il gruppo Esg ha raccolto dati, evidenze e i risultati scaturiti da iniziative realizzate in 24 paesi europei per sviluppare soluzioni in grado di promuovere un’assistenza sanitaria sostenibile. “I dati e le evidenze raccolte dimostrano chiaramente che i sistemi sanitari europei si trovano a un bivio. Sono convinto che una sanità sostenibile possa diventare una realtà, ma unicamente a patto di adottare un modo di pensare creativo e un approccio collaborativo e integrato. È quanto emerge dal notevole lavoro realizzato attraverso 30 progetti pilota in 24 nazioni europee. Adesso è il momento di passare alla fase successiva trasferendo questo lavoro a livello europeo” spiega il Professor Walter Ricciardi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Relatore del White Paper europeo e membro della European Public Health Association. Un esempio di un modo di pensare creativo e collaborativo è rappresentato dall’iniziativa di Early Intervention Clinic realizzata presso l’Hospital Clinico San Carlos di Madrid in Spagna. Questo progetto dimostra che investimenti intelligenti nella prevenzione e in interventi precoci nel settore della sanità e del welfare sociale possono generare per ogni euro investito un risparmio di 11 €. Attraverso lo sviluppo di programmi di diagnosi, invio del paziente allo specialista e interventi precoci l’ospedale è stato in grado di ridurre: il numero dei giorni di malattia, l’uso delle risorse sanitarie come pure i rimborsi della previdenza sociale, e lo sviluppo di disabilità permanenti sul lavoro dei pazienti. Le 18 raccomandazioni stilate dal gruppo Esg riguardano tre temi principali, vale a dire prevenzione e intervento precoce, maggiore empowerment e responsabilizzazione dei cittadini, riorganizzazione nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, e identificano diverse azioni da attuare: - Un più forte focus sulla prevenzione per gli investimenti sanitari con la definizione di un target europeo per lo spostamento degli investimenti dai trattamenti alla prevenzione e agli interventi precoci, e lo sviluppo di una scheda di valutazione in grado di monitorare i progressi per tutti gli Stati membri della Ue; - Un allineamento del monitoraggio per quanto riguarda i trend della salute e la raccolta dei dati; - Nuove norme e regolamenti a livello europeo per la protezione dei dati per assicurarne un uso appropriato al fine di elaborare strategie di intervento in campo sanitario e garantire nello stesso tempo la privacy dei pazienti; - Un maggior coinvolgimento dei datori di lavoro e degli operatori sanitari del settore della medicina del lavoro; - Affrontare l’analfabetismo sanitario; - Adozione di nuove tecnologie per supportare la trasformazione dell’assistenza sanitaria. "La Roadmap del gruppo Esg indica solo l’inizio di un percorso diretto verso la sostenibilità dell’assistenza sanitaria. Mantenere lo status quo non è un’opzione se vogliamo continuare a offrire ai cittadini europei un’assistenza sanitaria di elevata qualità, accessibile e che tutti possano permettersi. Questa trasformazione dell’assistenza sanitaria è complessa e non può essere raggiunta in tempi rapidi o mediante azioni isolate. Spero che i numerosi stakeholder coinvolti si uniranno a noi in questo sforzo collaborativo" conclude Mary Harney, Presidente dello Steering Group e già Ministro della Sanità irlandese. L’auspicio del gruppo Esg è che le istituzioni nazionali ed europee, insieme a tutti i principali stakeholder del settore pubblico e privato, siano motivate a contribuire all’attuazione di queste raccomandazioni e a tradurre in realtà il concetto di sostenibilità dell’assistenza sanitaria.  
   
   
SANITÀ, ASSESSORE LOMBARDIA: FELICI DI COLLABORARE CON UGANDA  
 
Bergamo, 23 marzo 2015 - "La Lombardia ha una innata propensione alla generosità e una lunga tradizione di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. Per questo siamo molto lieti di accogliere, qui, a Bergamo, la delegazione dell´Uganda". Lo ha detto il vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia Mario Mantovani, incontrando, presso l´ospedale Papa Giovanni Xxiii, il ministro della Sanità dell´Uganda Elioda Tumwesigye, in visita proprio al nuovo nosocomio di Bergamo. Ospedale Di Altissimo Livello - "Ci troviamo - ha aggiunto Mantovani, rivolgendosi al ministro ugandese - in uno degli ospedali più belli, più moderni da un punto di vista tecnologico e con una professionalità medica tra le più elevate in Italia e in Europa". L´uganda ha in programma la realizzazione di un ospedale da 250 posti letto nella capitale Kampala, organizzato secondo gli standard di qualità europei e dotato di alte tecnologie. La delegazione africana è dunque particolarmente interessata a conoscere una realtà come il nuovo ospedale di Bergamo, vista l´esperienza maturata dai professionisti del Papa Giovanni Xxiii. "Le risorse umane - ha aggiunto Mantovani - sono fondamentali per la buona gestione dell´ospedale". L´attività Di Cooperazione - Il vice presidente ha poi sottolineato come Regione Lombardia sia "molto attiva" sulla cooperazione internazionale. Oltre 60 iniziative di gemellaggio sono state avviate, a partire dal 2004, tra strutture sanitarie lombarde e strutture analoghe in Paesi in via di sviluppo. Solo nel 2014 l´ospedale di Bergamo ha donato 2227 beni a varie associazioni nel mondo. "Spesso - ha spiegato ancora Mantovani - accogliamo giovani pazienti che curiamo nei nostri ospedali. Gli ultimi sono arrivati dall´Ucraina e altri sono in arrivo dalla Serbia. L´alta specialità delle nostre strutture è riconosciuta in molti Paesi europei e non solo". Collaborazione Da Proseguire - Sia il vice presidente Mantovani sia il ministro Tumwesigye hanno auspicato la prosecuzione della collaborazione tra Lombardia e Uganda, ripromettendosi di organizzare un nuovo incontro prossimamente, magari nel Paese africano.  
   
   
DIPENDENZE: IL SISTEMA REGIONALE VENETO SI RINNOVA  
 
Verona, 23 marzo 2015 - La Giunta veneta continua ad adeguare le risposte sociali e sanitarie e il modello organizzativo della Regione nel settore delle dipendenze vecchie e “nuove”, rivisitando il sistema complessivo dei servizi pubblici e privati. L’assessore regionale ai servizi sociali Davide Bendinelli nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani a Verona, nella sede della Provincia, ha presentato il provvedimento regionale che introduce il modello di controllo della spesa per gli inserimenti nei servizi residenziali e nuovi servizi territoriali (notturni, di pronta accoglienza, di riavvicinamento alla famiglia,etc.) da parte del privato sociale accreditato, rappresentato da Monica Lazzaretto del direttivo regionale del Co.vest (comunità terapeutiche). È intervenuto il Presidente della Provincia Antonio Pastorello. “Stiamo introducendo - ha affermato l’Assessore - un nuovo modello organizzativo per combattere la piaga delle droghe. Negli ultimi tre anni la situazione evidenziata dai Servizi per le Dipendenze della Regione Veneto ha rilevato nell’utenza una tendenza all’aumento di giovani e giovanissimi e parallelamente un sensibile ‘invecchiamento’ di un’altra parte di utenza. La constatazione ha reso indispensabile una visione coordinata ed integrata, che ricostituisca l’unitarietà della programmazione in ambito sociosanitario, adattando i modelli d’intervento alle nuove esigenze. La deliberazione conferma e rafforza il ruolo dei Dipartimenti per le dipendenze, presenti in ogni Azienda Ulss, con la collaborazione del privato sociale”. In attuazione della deliberazione di due anni prima la n.929 del 2012, considerato il calo del flusso di utenti inseriti nelle strutture residenziali e semiresidenziali in contrapposizione con l’aumento della diffusione ed uso di sostanze e la sempre maggiore adeguatezza dei servizi del privato sociale, si è deciso di attuare il modello di controllo della spesa, per gli inserimenti nei servizi residenziali. “Questa ‘budgettazione’ dei servizi accreditati – ha precisato l’Assessore - non comporterà aumenti del finanziamento nel bilancio regionale, ma potrà garantire un miglior rapporto domanda/offerta, attuabile senza sforare il tetto di bilancio previsto (di 25 milioni di euro per il 2015). Una soluzione che permetterà alle Aziende Ulss di assicurare anche una miglior stabilità della rete dei servizi”. In estrema sintesi, il provvedimento regionale, proposto alla Giunta da Bendinelli in concerto con l’Assessore alla sanità Luca Coletto, introduce la modalità di gestione dei budget che si basa sui principi già in vigore per altri ambiti di accreditamento, quali l’assistenza in regime di ricovero e quella in regime ambulatoriale. Più precisamente, la gestione del budget della struttura accreditata spetterà all’Azienda Ulss competente territorialmente, che opererà le necessarie verifiche in ordine ai principi di accreditamento, appropriatezza, rispetto della normativa, governo del budget. Il provvedimento inoltre riorganizza il sistema delle dipendenze con l’obiettivo di aumentare l’aderenza fra domanda ed offerta e amplia i piani di intervento senza la necessità di incrementare le risorse disponibili. La novità di rilievo è la sperimentazione dei “servizi territoriali” che prevedono l’elaborazione di progetti individualizzati modulabili ai bisogni di cura dell’utenza, assicurando un alto grado di adattabilità alle esigenze territoriali (realizzazione di servizi notturni, per i week end, di pronta accoglienza, di semiresidenzialita´, etc.). Monica Lazzaretto del Co.vest ha definito "molto importante il provvedimento, della Regione, fatto in accordo con i direttori del sociale delle Ullss e delle comunità terapeutiche, perché finalmente consente di sapere con giusto anticipo i parametri anche finanziari entro i quali le comunità si possono muovere, in modo tale da evitare lo stato di sofferenza dei servizi, di rendere migliori prestazioni e più flessibili all´utenza e di superare l´ingessamento dei servizi". Sistema Dei Servizi Per Le Dipendenze In Sintesi: Nella Regione del Veneto sono presenti: 21 Dipartimenti per le Dipendenze (uno per Azienda Ulss) - 38 Ser.d (Servizi per le Dipendenze) - 31 Enti ausiliari iscritti all’Albo Regionale delle comunità Terapeutiche - Gli enti ausiliari gestiscono un totale di 77 unità d’offerta, così suddivise - 11 servizi di pronta accoglienza - 8 servizi semiresidenziali - 54 servizi residenziali - 3 servizi residenziali per madre tossicodipendente/alcoldipendente con figli - 1 servizio per minori tossicodipendenti - Vi sono inoltre 4 comunità terapeutiche pubbliche - La presenza media di utenti nelle comunità terapeutiche negli anni 2011 – 2012 – 2013 è di n.1000 utenti - Nell’anno 2013 gli utenti dei Ser.d sono stati n. 13.033 - di questi, 4008 sono di età compresa tra 14 e 29 anni (pari al 30,75%).  
   
   
´BIOS´, MANTOVANI: TEMA NEUROPSICHIATRIA INFANTILE FONDAMENTALE  
 
Orzinuovi/bs, 23 marzo 2015 - "Il tema della neuropsichiatria infantile è di estrema importanza e noi vogliamo dedicargli tempo, spazio e risorse, perché merita una grande attenzione sul piano sociale, culturale e medico". Lo ha detto il vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia Mario Mantovani, che ha partecipato, a Orzinuovi (Brescia), agli eventi legati all´inaugurazione, del centro ´Bios´. Gestito dalla cooperativa ´La Nuvola´, ospiterà una Comunità terapeutica residenziale per 16 ragazzi dai 12 ai 16 anni, un Centro diurno per 10 minori dagli 8 ai 18 anni, un Ambulatorio abilitativo-educativo per 22 minori dai 3 ai 17 anni e offrirà interventi di assistenza domiciliare specialistica per i minori coinvolti e le loro famiglie. Presente alla cerimonia anche l´assessore al Commercio, Turismo e Terziario della Regione Lombardia Mauro Parolini. Spazio In Riforma Sanità - "Questo tema - ha aggiunto il vice presidente Mantovani che, prima di prendere la parola, ha chiesto di osservare un minuto di silenzio per commemorare le vittime dell´attacco di Tunisi - troverà spazio anche nei progetti di riforma della sanità che sono in discussione, perché riguarda 65.000 giovani da 0 a 17 anni, pari al 4 per cento dell´intera popolazione di quell´età e le loro famiglie". Impegno Convinto - "Noi stiamo lavorando con convinzione sulla neuropsichiatria infantile - ha aggiunto Mantovani - e lo dimostra anche una nostra delibera dello scorso anno con cui abbiamo aggiunto 4 milioni di euro di risorse. La mia presenza qui vuole anche essere un incoraggiamento agli operatori, che lavorano sia nel pubblico sia nel privato, realtà che devono avere gli stessi diritti e soprattutto gli stessi doveri". Per quanto riguarda la residenzialità, Mantovani ha anche ricordato che, su 500 posti letto in Italia, 260 sono in Lombardia. Dopo I 18 Anni - "Una questione altrettanto importante di cui vogliamo occuparci riguarda anche - ha sottolineato il vice presidente - la presa in carico dei giovani quando compiono i 18 anni, dal punto di vista dell´inserimento, della formazione professionale e del lavoro". La cerimonia di inaugurazione è stata conclusa dalla benedizione del vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari.  
   
   
BOLZANO: INCONTRO INFORMATIVO SULLA DONAZIONE DI ORGANI  
 
Bolzano, 23 marzo 2015 - Si è svolto giovedì 19 marzo, presso l’Auditorium del Palazzo provinciale 12, in via Gamper,1 a Bolzano, l’incontro informativo, convocato dall’assessora Stocker, per illustrare ai dipendenti degli uffici anagrafici comunali le novità riguardanti la dichiarazione di disponibilità alla donazione di organi. Dalla prossima estate coloro che rinnovano la carta d´identità presso gli uffici anagrafici comunali potranno contemporaneamente esprimere la propria disponibilità alla donazione di organi. L´assessora provinciale alla sanità ed alle politiche sociali, Martha Stocker, ha sottolineato nel corso del suo intervento davanti ad oltre 200 dipendenti degli uffici anagrafici comunali, l´importanza di offrire un servizio al pubblico basato sulla solidarietà nei confronti di coloro che sono in attesa della donazione di un organo. "In quest´ambito" ha affermato l´assessora "un ruolo fondamentale viene svolto dall´Aido, Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule Sezione, presieduta da Annamaria Saviolo". Un altro momento particolarmente importante, per l´assessora alla sanità, per prendere coscienza dell´importanza delle donazioni di organi è stato rappresentato dalle visite ai reparti di dialisi degli ospedali altoatesini dove i pazienti due o tre volte alla settimana si devono recare per effettuare appunto la dialisi. "Infine è stato per me determinante per comprendere appieno l´importanza della donazione di organi" ha concluso l´assessora Stocker "vedere durante una visita all´Ospedale di Innsbruck, la curva pressoché costante di coloro che donano, rispetto a quella costantemente in salita di coloro che hanno necessità di sottoporsi ad un trapianto". I n Italia vengono eseguiti circa 3000 trapianti all´anno, ma la lista d´attesa è di circa 9000 persone. In Alto Adige nel corso del 2014 sono stati espiantati 20 organi che sono stati utilizzati presso il Centro trapianti di Innsbruck, ma la lista d´attesa a livello provinciale è attualmente composta da 87 persone. Le tematiche del trapianto e della dichiarazione di disponibilità alla donazione sono state quindi approfondite dai rispettivi punti di vista dal presidente del Consorzio dei Comuni, Andreas Schatzer, Bruno Giacon, coordinatore del Centro trapianti, dal primario del reparto di Anestesia, Peter Zanon, e dai rappresentanti dell´Aido, Annamaria Saviolo ed Ulderico Squeo.  
   
   
CALABRIA: CONSEGNATA AL PRESIDENTE OLIVERIO UNA PETIZIONE PER UN SERVIZIO 118 A NICOTERA  
 
Catanzaro, 23 marzo 2015 - È stata consegnata al presidente della Regione Mario Oliverio una petizione popolare per l´istituzione a Nicotera di un servizio di emergenza territoriale 118. Sottoscritta da circa 3mila cittadini del territorio interessato che, oltre Nicotera, ricomprende Limbadi, Joppolo, Rombiolo e San Calogero, per una popolazione di più di 20mila residenti , presenza raddoppiata in estate, la petizione è stata portata al presidente Oliverio da Enzo Comerci, coordinatore del " Comitato pro 118" e Gian Maria Lebrino che ne è componente. I delegati del comitato hanno sottolineato la necessità di avere un servizio per le emergenze presente in un comprensorio che dista oltre 30 km dagli ospedali più vicini, quelli di Vibo Valentia e Tropea, con soccorsi che impiegano più di 40 minuti per arrivare, tempo da considerare anche nel ritorno verso i nosocomi. Un servizio, dunque, quello richiesto nella petizione, indispensabile ed urgente, anche vista l´orografia del territorio. " Condividiamo le ragioni che hanno spinto tanti cittadini a richiedere ciò che rappresenta una giusta tutela del proprio diritto alla salute " ha detto il presidente Oliverio che ha chiesto al dirigente generale del Dipartimento Tutela della Salute Bruno Zito, presente all´incontro, di contattare il direttore dell´Asp di Vibo Valentia al fine di attivare le procedure necessarie all´istituzione del servizio. I rappresentanti del " Comitato pro 118" , hanno per questo voluto ringraziare il presidente della Regione, rimarcando la disponibilità e l´impegno mostrati.  
   
   
PIU’ PAZIENTI E MENO ATTESE AL PRONTO SOCCORSO DI FELTRE.  
 
Venezia, 23 marzo 2015 - “Assistere in un anno 500 pazienti in più e diminuire al contempo i tempi di attesa del 20% è la realizzazione virtuosa di uno degli obbiettivi cardine che abbiamo indicato da sempre alle nostre Ulss. Viene in mente la parola miracolo, invece è il risultato di un ottimo lavoro svolto su uno dei fronti più caldi dell’ottima sanità veneta”. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta l’esito del rapporto sull’andamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale Feltrino di Santa Maria del Prato nel 2014, che segnala un forte aumento dei pazienti assistiti e una significativa diminuzione delle attese. “Da Feltre – aggiunge Zaia – arriva un esempio di buona pratica con molti significati: è la dimostrazione di ciò che dico da sempre e cioè che si può comunque migliorare situazioni già buone; risponde con i fatti a certe polemiche sul fatto che la Regione non vorrebbe assumere personale: la Regione assume eccome, ma lo fa sulla base di reali necessità e non per creare una sorta di ammortizzatore sociale che ad altre latitudini sta determinando voragini di debito; dimostra che chi sostiene che gli ospedali veneti sono aperti di notte ma chiusi di giorno vive sul pianeta Papalla”.  
   
   
SALUTE, ASSESSORATO LOMBARDIA: EFFETTUATE OLTRE 61 MILA PRENOTAZIONI CON ESITO POSITI  
 
Milano, 23 marzo 2015 - "In merito a una lettera pubblicata su un quotidiano dal titolo: ´Politica e sanità, false eccellenze e vere vergogne´, pur prendendo atto della insoddisfazione manifestata dalla cittadina in merito alle procedure di prenotazione di una visita medica, si precisa che, nella data indicata, in Lombardia, sono state effettuate altre 61.232 prenotazioni con esito positivo". Lo scrive una nota dell´Assessorato alla Salute di Regione Lombardia. "Questo indica - spiega la nota - la bontà del sistema, che, in un anno, gestisce oltre 40 milioni di ricette, di cui 15 milioni e 200 mila con richieste di prenotazioni. Peraltro le regole nazionali e regionali non consentono la scelta del medico, quando la visita è a carico del Servizio sanitario nazionale, come invece sembra emergere dalla lettera pubblicata". "Anche i tempi delle visite di controllo - conclude la stessa nota - sono generalmente concordate fra il paziente e il medico curante".  
   
   
LABORATORI ANALISI: TAR LAZIO SOSPENDE PROVVEDIMENTO IMPOSTO DALLA REGIONE  
 
Roma, 23 marzo 2015 Il Tar Lazio ha sospeso il provvedimento di accentramento analitico dei laboratori analisi imposto dalla Regione Lazio che avrebbe determinato il 31 marzo la disattivazione di oltre 150 laboratori, quelli cioè con meno di 200.000 prestazioni. Quindi nulla cambia, per il momento, per i cittadini che potranno effettuare le analisi sempre nel proprio laboratorio di fiducia sotto casa senza che le proprio provette viaggino verso un laboratorio unico di riferimento. Un sospiro di sollievo per gli oltre 2000 dipendenti e collaboratori dei laboratori analisi e per gli oltre 3000 dell’indotto sui quali incombeva il licenziamento a breve. “Quando abbiamo fatto ricorso al Tar eravamo convinti delle nostre motivazioni e la risposta positiva della Magistratura dimostra che avevamo ragione – ha dichiarato Claudia Tulimiero Melis, Presidente Ursap Federlazio -. Il Provvedimento avrebbe indiscriminatamente tagliato le gambe a tanti laboratori indipendentemente dalla qualità degli stessi. Ci auguriamo pertanto – ha concluso la Melis - che la Regione possa avere un ripensamento su questo progetto che, come dimostrato anche dalla risposta del Tar, non porterebbe ad alcun vantaggio né economico né qualitativo ma genererebbe solo la perdita di un importante patrimonio di professionalità e di posti di lavoro”.  
   
   
SPORT, REGIONE TOSCANA FIDAL E CONI FIRMANO ACCORDO  
 
Firenze, 23 marzo 2015 – Prosegue la firma di accordi tra Regione, federazioni, istituzioni ed enti di promozione sportiva con l´obiettivo di fare della Toscana un punto di riferimento per eventi e manifestazioni. Dopo quelli con Federginnastica, Federscherma, Comitato regionale Coni e Centro Sportivo Italiano è stata la volta della Fidal, la Federazione Italiana di Atletica Leggera. Alla firma sono intervenuti la vicepresidente Stefania Saccardi e il presidente federale Alfio Giomi. "Questo accordo – ha spiegato la vicepresidente Stefania Saccardi – oltre ad inserirsi in questo percorso che ci vede sempre più vicini alle varie federazioni e realtà dello sport con l´obiettivo di attirare eventi nel territorio toscano, è il primo che viene siglato dopo l´approvazione della nuova legge sullo sport. La nostra idea di sport racchiude tutti i principi contenuti nella Carta Etica e tutti gli accordi che stiamo firmando puntano a promuovere soprattutto valori etici, sociali, salutistici ed educativi". Come negli altri casi anche l´accordo con Fidal punta, oltre alla realizzazione di progetti che consentano di attrarre e radicare in Toscana manifestazioni di scherma di livello internazionale, nazionale, interregionale e regionale, a sfruttare il patrimonio impiantistico sportivo toscano sviluppando una rete di offerta territoriale di accoglienza per atleti, tecnici, accompagnatori ed appassionati, a promuovere lo sport di base e, soprattutto a livello giovanile, una pratica sportiva basata su stili di vita salutari, etica e lealtà. In base all´accordo, che è valido per tutto il 2015, la Regione si impegna a mettere a disposizione di Fidal 20 mila euro come cofinanziamento per l´organizzazione di tre eventi: i Campionati Europei Master Non Stadia che si terranno a Grosseto dal 15 al 17 maggio, il V Meeting nazionale di Castiglione della Pescaia (Gr) del 1 giugno ed i Campionati Paralimpici Assoluti, sempre a Grosseto dal 12 al 14 giugno, tappa dell´Ipc Athletics Grand Prix 2015.