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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 14 Luglio 2010 |
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OGM, BORGHEZIO : UNA VITTORIA PER LA SANA AGRICOLTURA PADANA |
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Il nuovo orientamento dell´Ue in tema di ogm, ufficializzato ieri con la proposta presentata a Bruxelles dal Commissario alla Salute John Dalli, che, in base al principio di sussidiarietà, riconosce ai Paesi membri di decidere sulla coltivazione o meno degli ogm, rappresenta una svolta positiva, con un sano ritorno ai principi e ai sistemi dell´agricoltura "tradizionale". E´ dunque - conclude l´On. Borghezio - una grande vittoria per l´agricoltura padana, da sempre caratterizzata nel senso dell´attaccamento all´agricoltura tradizionale. Tali principi sono stati sempre difesi, con coerenza e determinazione dalla Lega Nord, insensibile alle pressioni delle lobbies multinazionali e impegnata nella difesa dei consumatori dai prodotti alimentari derivati dalle coltivazioni transgeniche. |
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BOLZANO, OGM: DALLA UE DELEGA AGLI STATI, SODDISFATTO BERGER |
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Bolzano - "Molto soddisfatto", si dice l´assessore provinciale all´Agricoltura Hans Berger dopo che il 13 luglio a Bruxelles l´Ue ha approvato l´annunciato pacchetto di misure che conferisce la delega ai singoli Stati membri di decidere autonomamente sull´introduzione o meno di organismi geneticamente moodificati. La Commissione europea ha approvato a Bruxelles una nuova strategia sul futuro degli organismi geneticamente modificati in Europa. Si concretizza quindi una sorta di deregulation: come preannunciato dal presidente Barroso, i singoli Paesi membri Ue saranno liberi di scegliere se coltivare o meno sul loro territorio gli ogm autorizzati. "Con questo orientamento l´Ue cambia rotta rispetto alla posizione tenuta finora, che puntava a far passare gli Ogm anche contro la volontà dei singoli Paesi", sottolinea l´assessore provinciale Hans Berger, anch´egli presente oggi a Bruxelles, che registra con soddisfazione il cambio di strategia dell´Unione. Sin dall´inizio Berger si era battuto con l´indiscriminata introduzione di Ogm accanto alle colture tradizionali: "Lo scetticismo crescente di Regioni e consumatori verso gli organismi geneticamente modificati ha indotto la Commissione Ue a rivedere la sua politica in materia", sottolinea Berger. "Dopo la delega dell’Ue ai singoli Stati cresce il peso delle nostre argomentazioni nel processo che dovrà portare alla decisione a livello nazionale - spiega Berger - perchè la Provincia di Bolzano gioca un ruolo centrale come coordinatrice delle Regioni in tema di transgenico." L´auspicio è che gli ostacoli all´introduzione del transgenico in Alto Adige possano essere mantenuti. "Con la nuova impostazione dell´Ue le possibilità sono cresciute", conclude Berger. |
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OGM - PER RABBONI LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA È "UNA BUONA NOTIZIA". ORA A LIVELLO NAZIONALE UNA DECISIONE PER DIRE NO AGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI. |
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Bologna - Per l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-romagna Tiberio Rabboni la decisione della Commissione europea di garantire agli Stati membri la decisione di consentire o vietare la coltivazione di piante geneticamente modificate rappresenta “una buona notizia, una novità particolarmente significativa, che va accolta con soddisfazione” . “Dopo una lunga mobilitazione – ha dichiarato – che, nel corso degli anni, ha coinvolto un numero crescente di cittadini, di organizzazioni agricole, di consumatori e di Istituzioni, anche la Commissione Europea sancisce, di fatto, la possibilità di ciascun Paese di decidere sul futuro della propria agricoltura. In attesa di conoscere i contenuti definitivi della proposta comunitaria e in attesa della definitiva approvazione da parte del Parlamento europeo è comunque necessario mettersi immediatamente al lavoro per assumere, a livello nazionale, una decisione, che auspico sia contraria alla coltivazione degli Ogm, in grado di mettere un punto definitivo a questa vicenda che si trascina ormai da troppo tempo”. “Nel frattempo – ha concluso Rabboni – vanno ripensate anche le “linee guida” nazionali sulla coesistenza tra colture geneticamente modificate e colture convenzionali e biologiche che dovrebbero essere, a breve, portate all’esame della Conferenza Stato - Regioni. L’evoluzione del quadro di riferimento impone una doverosa riflessione per evitare scelte inutili o inefficaci alla luce delle ultime decisioni comunitarie”. |
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L´EFSA PUBBLICA LA SUA SECONDA RELAZIONE ANNUALE SUI RESIDUI DEI PESTICIDI NEGLI ALIMENTI |
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L´autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato la sua relazione annuale sui residui dei pesticidi, che offre una panoramica dei residui dei pesticidi negli alimenti rilevati nell´Unione europea nel 2008 e valuta l´esposizione dei consumatori europei a tali residui attraverso la dieta. La relazione evidenzia che il 96,5 % dei campioni analizzati rispetta i livelli massimi di residuo (Lmr) dei pesticidi legalmente ammessi nei prodotti alimentari nell´Ue. La relazione sostiene che il 3,5 % di tutti i campioni analizzati supera i livelli massimi di residuo legalmente ammessi; nel 2007 questa percentuale era del 4,2 %. In totale sono stati analizzati oltre 70000 campioni di quasi 200 diversi tipi di alimenti per testare la presenza o meno di residui di pesticidi. I metodi di monitoraggio applicati dagli Stati membri dell´Ue consentono di individuare fino a 862 pesticidi diversi. Livelli dei residui ed esposizione - Residui di pesticidi superiori ai livelli massimi consentiti sono stati individuati con maggior frequenza negli alimenti importati da paesi non appartenenti all´Ue (7,6 %) rispetto ai campioni che avevano origine nei paesi dell´Ue (2,4 %). Secondo i risultati del programma coordinato dell’Unione europea per i pesticidi, elaborato per raccogliere dati comparativi per tutti gli Stati membri, rispetto allo scorso anno la percentuale di campioni privi di residui dei pesticidi è aumentata. Nel 2008 i campioni privi di residui hanno raggiunto il 62,1 % di quelli controllati, mentre negli anni 2005- 2007 solo una percentuale compresa tra il 52,7 % e il 58,0 % dei campioni non conteneva residui misurabili. Dei 2 062 campioni di alimenti per l´infanzia, 76 contenevano tracce di pesticidi, mentre i limiti di legge sono stati superati in appena 4 campioni (0,2 %). La legislazione europea in materia è molto restrittiva e impone di non superare un residuo di 0,01 mg/kg per qualsiasi singolo pesticida. Quanto ai prodotti biologici, gli Lmr sono stati superati nello 0,9% dei campioni analizzati. La legislazione Ue ammette l’impiego solo di un numero limitassimo di pesticidi nella produzione di alimenti biologici. Non esistono Lmr specifici per i prodotti biologici; si applicano gli stessi Lmr usati per i prodotti tradizionali. L’unità per la revisione tra pari della valutazione del rischio dei pesticidi dell´Efsa (Praper), che ha predisposto la relazione, precisa che la presenza di pesticidi negli alimenti, come pure in molti casi il superamento di un Lmr, non implica necessariamente timori per la sicurezza alimentare. Nel valutare il rischio per i consumatori, l´Efsa ha stimato l´esposizione cronica (a lungo termine) ai pesticidi contenuti nei principali alimenti che fanno parte della dieta degli europei[3] e l´esposizione acuta (a breve termine) per nove tipi di colture monitorate nel 2008 nel quadro del programma coordinato dell´Ue[4]. In entrambi i casi l´Efsa ha seguito un approccio prudente, ricorrendo a presupposti conservativi per stimare l´esposizione ai pesticidi. Nel valutare l´esposizione a lungo termine, l´Efsa ha concluso che nessuno dei pesticidi esaminati desta preoccupazioni per la salute. Per quanto concerne la valutazione dell´esposizione acuta, l´Efsa ha presunto un consumo di abbondanti porzioni di alimenti contenenti i massimi livelli di residui rilevati. Considerando tale peggior scenario, l’Efsa ha dichiarato che per 35 combinazioni di pesticida/prodotto alimentare potrebbe sussistere un potenziale rischio, ma soli in rari casi[5]. Nella relazione, l´Efsa formula una serie di raccomandazioni finalizzate a migliorare i futuri programmi di monitoraggio dei pesticidi. Http://www.efsa.europa.eu/it/scdocs/scdoc/1646.htm |
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A FIRENZE, PALAZZO DEI CONGRESSI REGIONI A CONFRONTO SULLA BIODIVERSITÀ AGRARIA |
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Le Regioni italiane si confrontano sulla biodiversità agraria. L´appuntamento, organizzato dalla Regione Toscana, attraverso l´Arsia, agenzia regionale per lo sviluppo e l´innovazione in campo agricolo e forestale, è in programma giovedì 15 luglio al Palazzo dei congressi di Firenze. Nell´anno che l´assemblea generale delle Nazioni Unite ha voluto dedicare alla biodiversità, il seminario vuole rappresentare un momento di confronto tra le esperienze delle altre regioni italiane che hanno legiferato in materia o che comunque si stanno muovendo in quella direzione, e con le principali istituzioni nazionali impegnate a livello nazionale nella tutela della biodiversità agraria. La Toscana ospita questa importante assise anche in virtù del lavoro compiuto sin qui per la tutela e valorizzazione del germoplasma autoctono. Il seminario, in programma nella sala ve rde del Palazzo dei congressi, (inizio ore 9.30) vedrà la partecipazione, nella prima fase dei lavori, dell´assessore regionale all´agricoltura Gianni Salvadori. Quindi i lavori, coordinati dal direttore Arsia Maria Grazia Mammuccini, si svilupperanno con gli interventi di dirigenti delle istituzioni nazionali di ricerca come il Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) e il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e del Ministero per le politiche agrarie e delle Regioni Toscana, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Lombardia e Puglia. Nel pomeriggio il seminario proseguirà con una tavola rotonda sul tema “La tutela della biodiversità: un percorso per la valorizzazione dei prodotti locali di qualità”. All´incontro, parteciperanno tecnici, docenti universitari, rappresentanti di enti locali e delle associazioni di categoria e ambientaliste. Per ulteriori informazioni www.Arsia.toscana.it/ |
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SERRE FOTOVOLTAICHE: INTESA TRA REGIONE SARDEGNA, ASSOCIAZIONI AGRICOLE E INDUSTRIALI |
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Fronte compatto tra Regione e mondo agricolo per l’introduzione del fotovoltaico in agricoltura. Al termine di un vertice convocato il 12 luglio a Cagliari dall’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato, Coldiretti, Confagricoltura, il Comitato regionale per le energie rinnovabili (Enri) e i rappresentanti di Confindustria e Api Sarda hanno condiviso la bozza del documento che l’assessorato ha predisposto e che fornisce ulteriori chiarimenti e di semplificazione sulle serre fotovoltaiche, sui relativi requisiti e sui criteri per la loro realizzazione. Inoltre, un gruppo di lavoro specifico dell’assessorato sta operando per definire e snellire le procedure di autorizzazione. L’obiettivo è ottenere per il comparto 500 megawatt e il massimo incentivo del Conto energia. "La promozione e l’utilizzo del fotovoltaico in agricoltura, e in particolare sulle serre produttive - spiega l’assessore Prato - è uno dei punti decisivi della grande riforma in agricoltura che la Giunta sta portando avanti e lo strumento essenziale per concretizzare la multifunzionalità energetica, garantendo così per le nostre imprese agricole un’integrazione del reddito aziendale e un abbattimento dei costi di produzione. L’incontro di ieri è servito per condividere strategia e soprattutto le linee guida da mettere in campo in materia. Tutti hanno convenuto che potranno essere autorizzate le serre fotovoltaiche solo per chi svolge direttamente l´attività agricola o abbia la qualifica di socio di maggioranza negli organismi societari produttori, evitando così dannose speculazioni, e gli impianti serricoli produttivi con un livello di illuminamento pari o superiore al 75%". Soddisfazione per il lavoro dell’assessorato è stata espressa dai rappresentanti dell’Enri, e in particolare per aver cercato la concertazione sul documento e sulle procedure di autorizzazione. |
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AGRICOLTURA:PSR SICILIA, PROROGATI TERMINI PER ENERGIE RINNOVABILI |
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Il dipartimento per gli Interventi strutturali in agricoltura della Regione siciliana comunica che sono stati prorogati al prossimo 12 agosto 2010 i termini di scadenza per la presentazione delle domande di aiuto per la prima sottofase del bando in regime de minimis dell´azione B, misura 311 del Piano di sviluppo rurale 2007/2013. La misura regolamenta il regime di interventi per la diversificazione verso attivita´ non agricole. L´azione B riguarda la "Produzione di energia da fonti rinnovabili". |
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LOMBARDIA: PREZZO DEL LATTE,PRONTI A MEDIARE |
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L´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia, Giulio De Capitani, ha risposto ieri , durante il question time del Consiglio regionale, al quesito sul tema del prezzo del latte, primo firmatario Fabrizio Santantonio (Pd). L´interrogazione chiedeva conto delle iniziative della Giunta a sostegno dei produttori di latte lombardi e dell´intenzione di farsi o meno parte conciliante nella composizione della trattativa tra produttori e Assolatte per la definizione di un´equa remunerazione del latte. "Circa il prezzo del latte - ha detto De Capitani - Coldiretti, Confagricoltura e Cia da una parte e Assolatte dall´altra al momento non hanno chiesto alla Regione di svolgere una funzione conciliativa regionale. L´unica sollecitazione è pervenuta l´11 giugno da Copagri (Confederazione produttori agricoli Lombardia)". "Qualora entrambe le parti (agricole e industriali) coinvolte nella trattativa - ha concluso De Capitani - lo richiedessero, Regione Lombardia sarà pronta a svolgere la propria funzione di facilitazione e conciliazione auspicando il raggiungimento di un accordo che premi il lavoro di tutti". "Voglio però ricordare, che Regione Lombardia, attraverso il mio assessorato - ha proseguito De Capitani - ha attivato una specifica misura del Programma di sviluppo rurale (Psr), dedicata esclusivamente a sostenere gli investimenti da parte delle imprese agricole di produzione lattiero-casearia. Si tratta di 39,2 milioni di euro che finanzieranno, attraverso la Misura 121 del Psr, l´ammodernamento e la ristrutturazione delle aziende zootecniche da latte". De Capitani ha anche richiamato l´approvazione di una misura finanziata dalla Regione dedicata a sostenere la liquidità aziendale e l´accesso al credito che sarà fruibile da settembre. "Si tratta - ha spiegato l´assessore - di una misura compresa nel pacchetto di interventi approvato dalla Giunta lo scorso febbraio, che attiva 6 milioni di euro di risorse". "Regione Lombardia - ha concluso De Capitani - ha anticipato la liquidazione della Pac (Politica agricola comune) sulla base delle richieste di domanda unica 2010, con pagamento dell´acconto pari al 70% entro la fine del mese di luglio. Uno sforzo economico di 350 milioni di euro che ha interessato 36.700 aziende. A questi fondi vanno aggiunti quelli per le indennità compensative alle imprese di montagna, del valore totale di 8,5 milioni di euro". |
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GLI ARTIGIANI DELL’AGROALIMENTARE INCONTRANO LA GIUNTA VENETA E I GIORNALISTI |
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Le eccellenze dell’agroalimentare delle imprese artigiane del Veneto aderenti a Confartigianato hanno arricchito ieri l’ormai tradizionale incontro informativo tra il presidente Luca Zaia e gli assessori al termine della seduta della Giunta regionale del martedì. Gli artigiani dell’agroalimentare, con le loro specialità, sono stati presentati dal presidente regionale e nazionale Giacomo Deon (pasticcere) e dai responsabili dei diversi settori produttivi: caseari, pasta fresca, gelatieri panificatori, accompagnati dai dirigenti provinciali e dai produttori. E’ stata tra l’altro l’occasione per ricordare agli operatori dell’informazione la valenza di questo segmento produttivo, antesignano delle produzioni a km 0, rigorosamente e convintamente contrario agli ogm e ai gusti omogenei e indistinti della mondializzazioni, fautore di fantasia e innovazione nella salvaguardia della tradizione dei sapori veneti. A quello odierno seguiranno prima di fine anno altri due incontri tra Zaia, Giunta veneta e artigiani agroalimentari, che permetteranno di completare la presentazione di una offerta tanto vasta quanto gustosa, invitante e preziosa della quale oggi è stato proposto solo un primo assaggio. “Non avremmo potuto pianificare questa iniziativa di promozione – ha commentato Giacomo Deon – senza il contributo fondamentale dei dirigenti componenti i diversi direttivi regionali di mestiere e di tutte le Associazioni/unioni provinciali che, di volta in volta offriranno mezzi, uomini e prodotti!”. La produzione agroalimentare del Veneto è vastissima, basti pensare che solo i prodotti tradizionali del Veneto censiti nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari tradizionali sono 356. “Tutto ciò rappresenta un biglietto da visita di qualità non solo per il comparto primario ma anche per l’artigianato. Solo nella lavorazione carni, produzione formaggi e panifici, operano oggi in Veneto quasi 2 mila aziende che danno lavoro ad oltre 8 mila persone. Il 47 per cento dei prodotti citati nell’Atlante dei Prodotti Tradizionali Agroalimentari del Veneto è anche di produzione artigianale. Lotta agli Ogm, il progetto Kilometro Zero degli “amici contadini”, la tracciabilità – ha concluso Deon – sono anche le nostre battaglie”. |
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PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE, ANCHE GLI AGRICOLTORI DELL´ALTA VALMARECCHIA POTRANNO ACCEDERE AI CONTRIBUTI. |
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Bologna - Anche gli agricoltori dei setti comuni dell’Alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’agata Feltria e Talamello) potranno accedere ai contributi del Piano regionale di Sviluppo rurale dell’ Emilia-romagna. E’ questa una delle novità dell’aggiornamento del Psr 2007-2013 realizzato dalla Regione Emilia-romagna e notificato alla Commissione europea. Tale modifica ha anche determinato il trasferimento all’Emilia – Romagna di risorse aggiuntive pari a 1 milione 275 mila euro, che saranno utilizzate per incrementare i bandi che emetterà la Provincia di Rimini, di cui fanno parte i sette Comuni, sulle misure 121 “Ammodernamento delle aziende agricole” e 211 “Indennità a favore delle zone svantaggiate montane”. “E’ un’importante novità che chiude finalmente la fase transitoria che ha interessato l’Alta Valmarecchia – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni – d’ora in poi gli agricoltori di questi territori potranno avvalersi degli interventi di sostegno messi a disposizione dal Programma di sviluppo rurale della Regione Emilia – Romagna.” Il “nuovo” Piano di sviluppo rurale, che recepisce alcune normative nazionali e comunitarie, attiva anche alcune misure per ridurre il “digital divide”. Nelle cosiddette “aree bianche”, ovvero in zone attualmente escluse dalla “banda larga” si potranno infatti finanziare, con la copertura del 100% dei costi di investimento, interventi per circa 7 milioni di euro in sinergia con quanto ha fatto sinora la Regione con altre linee di intervento. Ma le novità non si fermano qui. Tra le altre, sono state introdotte semplificazioni relative alla formazione ed alla consulenza degli imprenditori. Sono inoltre state facilitate le procedure ed eliminati i limiti di cumulabilità per le aziende che intendono aderire contemporaneamente alle misure 211, 212 e 214 dell’Asse 2 per gli interventi agroambientali. |
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AGRICOLTURA: DALLA REGIONE VENETO 2 MILIONI PER I CONFIDI A SOSTEGNO DEL CREDITO ALLE IMPRESE |
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“Oggi abbiamo completato lo scenario delle azioni anticrisi volute dalla Regione a sostegno delle imprese agricole venete, fortemente colpite dalla recessione economica e finanziaria”. Lo ha annunciato ieri l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, commentando l’approvazione da parte della Giunta di un finanziamento a fondo perduto di 2 milioni di euro, finalizzato a rafforzare il patrimonio di garanzia dei Condifi operanti in agricoltura, in modo da supportare con maggiore potere contrattuale l’accesso al credito da parte delle aziende. “Questo provvedimento – ha ricordato Manzato – fa parte del ventaglio di azioni che abbiamo attivato sin dai primi segnali della stretta finanziaria mondiale, che sta facendo ancora perdere reddito ai nostri agricoltori. L’obiettivo era ed è quello di accompagnare il nostro sistema produttivo oltre questa fase, in modo da consentirgli di affrontare la ripresa senza avere il fiato troppo corto”. Negli ultimi anni la redditività anche delle aziende rurali del Veneto ha subito una consistente erosione a causa sia dello sfavorevole andamento dei prezzi all’origine dei prodotti agricoli, sia del forte incremento registrato sui costi di produzione, per nulla compensati da prezzo di vendita in discesa. “Tra gli effetti più evidenti e preoccupanti della crisi finanziaria internazionale – ha sottolineato Manzato – c’è la consistente contrazione dei volumi di capitale liquido disponibile per gli investimenti delle imprese, che ha portato ad una stretta negli impieghi creditizi e ad una contestuale richiesta di maggiori garanzie per l’erogazione da parte degli Istituti erogatori. Di qui il provvedimento odierno, che si aggiunge a quelli sul credito di esercizio, per il consolidamento delle passività onerose e per l’utilizzo del di garanzia Ismea, attivato lo scorso anno per 2,7 milioni”. Per l’assegnazione del finanziamento, la Giunta ha contestualmente approvato uno specifico bando che individua caratteristiche ed elementi di valutazione dei Confidi che intendono usufruire del finanziamento regionale. |
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PESCA: FEDERCOOPESCA, SCRIVE A MIPAAF PER PREMI DEMOLIZIONI SENZA TASSAZIONI |
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“I premi di arresto definitivo della flotta da pesca non devono essere assoggettati a tassazione sull’imposta sui redditi e neppure rientrare nella base imponibile per il calcolo dell’Irap”. A chiederlo è il presidente della Federcoopesca-confcooperative Massimo Coccia, in una lettera indirizzata al Direttore generale della Pesca Francesco Saverio Abate. La Federcoopesca chiede all’Amministrazione di fare chiarezza in tempi rapidi sul trattamento fiscale dei premi per le demolizione, dal momento che le graduatorie delle domande di arresto delle imbarcazioni sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana e c’è fermento tra gli operatori per sapere chi riuscirà a beneficiare degli incentivi. “Come avviene –prosegue Coccia- per l’altro grande ramo del settore primario, l’agricoltura, anche per la pesca gli stanziamenti per la fuoriuscita dal mercato della imbarcazioni, quindi di imprese e lavoratori, non devono essere tassati. Una eventuale imposta ridurrebbe il premio in modo così marcato da non ottenere gli effetti desiderati, con significative ricadute socioeconomiche”. Una interpretazione, sostiene l’Associazione, in linea con quanto avvenuto nelle precedenti misure per favorire l’arresto definitivo dei pescherecci e con quanto indicato dal Fondo europeo per la pesca che all’articolo 80 del Regolamento 1198/06 parla di “pagamenti ai beneficiari senza detrazioni, trattenute o oneri specifici che riducano gli importi stanziati”, a garanzia di parità trattamento per i pescatori dei diversi Stati membri. |
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AGRICOLTURA: RICONOSCIUTO DAL MINISTERO CARATTERE DI ECCEZIONALITA’ DELLE GELATE IN PROVINCIA DI SAVONA |
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Genova - “Il Ministero delle Politiche agricole ha riconosciuto il carattere di eccezionalità delle gelate avvenute in provincia di Savona nel dicembre 2009, ora lavoreremo perché si aggiungano le risorse”. Lo ha comunicato il 12 luglio l’assessore all’agricoltura della Regione Liguria, Giovanni Barbagallo sottolineando “il successo del lavoro della Regione e delle organizzazioni professionali a difesa delle aziende agricole”. “Il riconoscimento – ha ribadito Barbagallo – è frutto di un lavoro puntuale svolto dagli uffici regionali con i quali hanno collaborato le associazioni di categoria agricole della Provincia di Savona. A questo punto lavoreremo con il Governo perché a questo atto siano conseguenti i riconoscimenti economici alle aziende agricole. Il decreto è comunque un primo passo fondamentale e rappresenta un primo riscontro anche per le agevolazioni previdenziali”. Era stato il precedente assessore regionale all’agricoltura, Giancarlo Cassini a richiedere al Ministero delle politiche agricole il riconoscimento del carattere di eccezionalità delle gelate avvenute nelle giornate dal 18 al 21 dicembre 2009 in Provincia di Savona, in particolare ad Albenga e Ceriale. Una richiesta accompagnata dal riconoscimento economico del danno fino all’80% dello stesso e dalle agevolazioni previdenziali previste. |
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PESCA: SICILIA VIRTUOSA CON FEP, SPESO 80% RISORSE LA SICILIA DEL MARE SI SCOPRE VIRTUOSA NELLA GESTIONE DEI FONDI EUROPEI. |
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Il buon esempio arriva dal mondo della pesca siciliana, che proprio in questi mesi sta affrontando una delle crisi piu´ difficili di sempre. "La congiuntura internazionale incide sui consumi, anche su quelli alimentari - spiega Titti Bufardeci, assessore alle Risorse agricole della Sicilia - ma il contesto del settore e´ aggravato dalle nuove regole europee, in termini di tutela ambientale e sicurezza, che hanno creato gravi restrizioni ai nostri pescatori". Per contrastare il possibile declino di una tradizione che lega uomo e mare, la Sicilia ha a disposizione le risorse del Fep, il fondo europeo per la Pesca. Il Fep si articola in una serie di assi prioritari e misure attuative dei singoli interventi. Il piano finanziario e´ stato definito per l´intero periodo di programmazione, che comprende le annualita´ che vanno dal 2007 fino al 2013. Lo stanziamento assegnato alla Regione siciliana e´ di poco piu´ di 151 milioni di euro, meta´ a carico dell´Unione europea, mentre la rimanente quota e´ coperta tra risorse nazionali (40 per cento del totale) e regionali (10 per cento del totale). "Con queste risorse dobbiamo compiere un salto di qualita´ - afferma Bufardeci - affinche´ le nostre flotte siano competitive a livello internazionale. A tre anni dalla chiusura del ciclo di programmazione, e´ il momento di tracciare un primo bilancio: i dati del dipartimento regionale della Pesca, diretto dal dirigente generale Gianmaria Sparma, indicano in 88 milioni di euro le risorse gia´ messe a bando". "In pratica - aggiunge Bufardeci - l´asticella degli investimenti e´ gia´ oltre il 58 per cento della spesa realizzabile. Ma questo dato verra´ migliorato significativamente entro fine anno. Contiamo di arrivare a oltre l´80 per cento delle risorse disponibili". Lo split degli impegni finanziari inizia con 7,93 milioni di euro destinati, per il periodo 2007/2008, ad investimenti a bordo dei pescherecci e selettivita´. Sempre sullo stesso tema sono gia´ stati messi a bando altri 3,9 milioni per il periodo 2010/11. Oltre 30,4 milioni di euro saranno spesi per investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione. In dettaglio: 13,25 milioni per il triennio precedente e altri 17,04 milioni per le annualita´ che vanno da ora sino al 2012. Diciassette milioni di euro vanno al settore dell´acquacoltura, 5 milioni per i piani di gestione locali e piu´ di 18 milioni di euro per i porti e i luoghi di riparo per il settore della pesca. Per lo sviluppo di nuovi mercati e per le campagne di comunicazione e informazione il Fep Sicilia mette a disposizione del settore 3,4 milioni di euro. Stessa cifra che verra´ utilizzata per servizi di assistenza tecnica. |
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CCIAA POTENZA: PROGRAMMI PER L´INTERNAZIONALIZZAZIONE |
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Prosegue l’attività di sostegno all’internazionalizzazione delle Pmi del potentino da parte della Camera di Commercio di Potenza, che ha di recente ospitato 12 aziende agroalimentari a “Italia a tavola”, il meeting ideato nell’ambito del programma di promozione internazionale in direzione della Russia, ritenuto uno dei mercati maggiormente attratti dal Made in Italy. L’incontro, organizzato da Unioncamere nazionale, ha consentito agli operatori del potentino (Apicoltura Rondinella, Candida Olearia, Tenuta le Querce, azienda agricola vitivinicola La Luce Michele, azienda agricola Musto Carmelitano, Alica, Tenute D’auria dell’azienda agricola D’auria Sara, Torrefazione Escafè, azienda agricola e zootecnica Posticchia Sabelli, Casa Maschito, Frantoio oleario F.lli Pace) di sviluppare interessanti contatti, forieri di buone prospettive. Occhi puntati anche sul mercato tedesco, grazie all’azione di sistema “Verso l’Europa”, a cui la Cciaa potentina partecipa in collaborazione con il Distretto del Vulture. Dopo Colonia (Anuga) e Dusseldorf (Pro Wein), a settembre sarà la volta di Lipsia ad ospitare 20 aziende lucane nell’ambito della Fiera “Le Gourmet”. Nell’ambito del programma promozionale all’estero relativo al secondo semestre del 2010, infine, la Camera di Commercio di Potenza, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, organizzerà in autunno un incoming di operatori agroalimentari provenienti da una nazione che ha un mercato molto interessante per i prodotti alimentari lucani di qualità, in particolare per i cosiddetti prodotti di nicchia. “Molteplici sono gli elementi che ci hanno indotto a prendere in considerazione l’opportunità di realizzare un’azione promozionale verso la Svizzera – spiega il presidente della Cciaa potentina, Pasquale Lamorte -: conoscenza dei prodotti ed affinità nei modelli di consumo derivanti dalla vicinanza geografica, forte attenzione dei consumatori all’elemento qualità, relativa indifferenza al prezzo derivante dal forte potere d‘acquisto, preferenza per i piccoli marchi, che trasmettono familiarità e sicurezza. L’obiettivo resta dunque quello di promuovere le tipicità attraverso un’attività volta a coniugare la promozione dei prodotti e i luoghi di origine”. L’iniziativa, già condivisa con le Associazioni di Categoria, sarà organizzata dalla Forim, con il cofinanziamento del Fondo Perequativo di Unioncamere. |
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FORMAZIONE PROFESSIONALE:SHOW DELLE “LADY CHEF” SHOW DELLE “LADY CHEF” |
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Sono 18 le donne che hanno partecipato al corso di formazione “Lady Chef: cuoca in alberghi e ristoranti” realizzato da Ifoa nella sua sede di Alberobello finanziato dalla Regione Puglia a valere sul Por Puglia 2000-2006 Asse Iii Misura 3.14 azione d) – Avviso 8/2009. Giovedì 15 luglio, a partire dalle ore 10.00, in occasione della consegna degli attestati di qualifica da parte dell’Assessore al Diritto allo Studio e Formazione prof.Ssa Alba Sasso, le allieve saranno protagoniste di uno Showcooking presso la sede dell’Assessorato alla Formazione in Via Corigliano 1. Sotto la guida di alcuni tra i loro chef/docenti le allieve daranno una dimostrazione pratica della loro abilità nella preparazione di piatti prelibati con l’impiego di materie prime selezionate provenienti da piccole aziende dell’agroalimentare del territorio e difficilmente reperibili nella grande distribuzione. Saranno presenti in rappresentanza della partnership tecnica del corso Giacomo Giancaspro, vice presidente Sud italia della F.i.c. – Federazione Italiana Cuochi e Raffaele Massa, delegato A.i.s. – Associazione Italiana Sommelier di Bari oltre a Vito Brugnola, Responsabile per Ifoa delle Aree Puglia e Basilicata. Giunto alla sua Iii edizione, il corso è frutto della stretta collaborazione tra Ifoa e le più rappresentative e qualificate realtà del settore: la Federazione Italiana Cuochi, l’Associazione Italiana Sommeliers (Puglia), l’Unione Cuochi Puglia, l’Unione Cuochi Baresi, l’Associazione Provinciale Cuochi di Bari “Trulli e Grotte”, l’Associazione Provinciale Cuochi di Taranto, il Comitato Giovani Albergatori della Federalberghi (Puglia), l’Associazione Enogastronomia “Terra di Puglia”, la Scuola di Alta Formazione Eccelsa. Tra i docenti alcuni dei più noti e qualificati chef a livello nazionale ed internazionale. Anche questa edizione del corso, pur nelle difficoltà dell’attuale momento di crisi, vede buona parte delle allieve occupate (13 su 21) al termine del periodo di stage, realizzato presso strutture ricettive e della ristorazione delle province di Bari, Taranto e Brindisi. A testimonianza di come la formazione teorica e soprattutto pratica acquisita durante l’attività didattica sia garanzia di ottime opportunità occupazionali. |
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SUINICOLTURA, CIA BASILICATA: DA INDUSTRIALI QUOTAZIONI TROPPO BASSE |
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Per la suinicoltura non c’è pace. Il settore, dopo la profonda crisi del 2008 con un crollo drammatico dei prezzi e alle prese con un’invasione di prodotti stranieri - dal “salam” della Romania al prosciutto canadese oltre a salsiccia, capocollo e soppressata contraffatti - che sta mettendo in grave difficoltà il “made in Italy”, si trova ora a fare i conti con un atteggiamento irresponsabile da parte dei rappresentanti dei macellatori nell’ambito della Commissione unica nazionale (Cun). Le quotazioni proposte dagli industriali per i suini nazionali certificati sono state, infatti, di 1,15 euro al Kg come prezzo di riferimento. A sottolinearlo è la Cia-confederazione italiana agricoltori, fortemente preoccupata per una situazione che può provocare pesanti riflessi negativi agli allevatori lucani che sono, oltretutto, costretti a confrontarsi con una realtà molto complessa e con costi in vertiginosa crescita. Un comportamento, quello dei macellatori, che -avverte la Cia- aggrava, dunque, una crisi degli allevatori suinicoli che dura da anni e che ha visto molte aziende chiudere o ridurre drasticamente il numero dei capi. Basti pensare, che a fronte dell’attuale prezzo corrisposto agli allevatori, i costi di produzione vanno da 1,35 a 1,50 euro al Kg. I produttori suinicoli – evidenzia Luciano Sileo, responsabile Ufficio Zootecnico della Cia, durante un incontro con allevatori del Melandro - hanno ribadito di essere stanchi delle promesse mai mantenute e hanno chiesto a gran voce misure incisive che consentano al settore di superare l’attuale drammatica crisi che rischia di travolgere molte imprese. E da qui l’esigenza dell’immediata predisposizione di un Piano strategico di settore, mediante azioni mirate a sostegno. Nel ricordare che la Cia ha da tempo istituito il Gie (Gruppo di interesse economico) del comparto zootecnico, Sileo ha sottolineato le richieste più urgenti da affrontare per la suinicoltura: - Piano per il risanamento e relativa certificazione delle aziende; - Efficienza, garanzia di adeguati e costanti servizi da parte del sistema veterinario pubblico; - Il rilancio del ruolo, la riorganizzazione dei servizi (in un quadro di efficienza, efficacia e sostenibilità) dell’Apa, per aprire una nuova stagione di autogoverno. - Semplificazione degli adempimenti delle aziende zootecniche(gestione identificazione dei capi, normative in materia di vincoli e ottemperanze) - Programmi in materia di benessere animali e pacchetto igiene, che devono caratterizzarsi quali strumenti tesi a garantire e dare risposte alle legittime esigenze in materia di sanità e della sicurezza alimentare e non essere ulteriori occasioni per complicare e vessare gli allevatori. - Prevedere interventi mirati a favore del comparto zootecnico in particolare sul versante degli adeguamenti infrastrutturali scorrendo anche le graduatorie esistenti (recuperando tali progetti tra quelli da candidare sui “fondi liberati”) “Siamo sempre più convinti che – afferma Sileo - insistere sulla qualità, i controlli sull’intera filiera allevamenti-mattatoi-macellerie-supermercati rappresenti una garanzia in più per i consumatori e un vantaggio in più per gli allevatori che spuntano ancora prezzi bassi rispetto ai costi sempre crescenti in stalla. Dobbiamo perciò riprendere l’iniziativa avviata negli anni passati dalle associazioni professionali degli allevatori per riaprire un tavolo tecnico regionale su questo tema, facendo tesoro dell’esperienza positiva realizzata dagli allevatori di suini e dalle aziende di trasformazione dell’area Picerno-melandro. Di qui l’esigenza di pervenire ad un “paniere” di prodotti lucani tipici trasformati, prevedendo un disciplinare di produzione e la “tracciabilità” in cui indicare la provenienza di ciascun prodotto”. |
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VENETO E MESSICO SI SPOSANO IN CUCINA |
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“Sono sicuro che la cena degustazione messicana, con la collaborazione della prestigiosa chef Patricia Quintana, nello splendido quadro della vostra Villa Di Campodipietra, avrà un pieno successo e contribuirà a porre nuovamente in risalto le grandi tradizioni e culture enogastronomiche dei due Paesi”, cioè Italia e Messico. L’auspicio viene direttamente dall’ambasciatore italiano a città del Messico Ruggero Spinelli, che ha scritto a Ornella Molon, viticoltrice un quel di Salgareda, in provincia di Treviso, per congratularsi del progetto di connubio tra cucina messicana e vini veneti e tra le eccellenze cucinarie di due grandi paesi che amano i sapori e la qualità della vita. Il progetto in questione è già stato testato con successo di pubblico e di stampa nella capitale messicana: al ristorante Izote della signora Patricia Quintana, scrittrice, ricercatrice delle origini della cucina tradizionale di quel Paese, i piatti del grande Paese americano sono stati abbinati a Pinot Grigio Doc Piave, Cabernet Doc Piave, Raboso Doc Piave e Rosso di Villa (Merlot doc Piave). A questa serata ne è seguita un’altra dedicata alla cucina veneta. Ora il connubio si sposterà direttamente in Veneto. “Quando una cultura enogastronomica è forte e consapevole dei suoi sapori e delle sue qualità – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – non ha paura di confrontarsi con il mondo, affermando la propria origine. E’ chi non è sicuro di sé che tentenna nel dire da dove proviene. Il Veneto è vincente sui mercati quando sa proporre la singolarità, qualità e tipicità delle sue produzioni, che escono dagli schemi della omogeneità della mondializzazione e che rifuggono da generalizzazioni che inevitabilmente gli ogm porterebbero alla nostra agricoltura. Quest’ultima si fonda su decine di migliaia di aziende piccole e medie ed ha proprio nella diversità, nella qualità e varietà la sua carta vincente. Il nostro vero problema non è dunque quello di innovare per innovare – ha concluso Manzato – ma di produrre bene e vendere meglio, giacchè la nostra sperimentazione “naturale” dimostra quotidianamente e di anno in anno la sua superiorità e l’apprezzamento dei consumatori. Dobbiamo dunque promuovere e rendere più riconoscibili le produzioni venete, a partire dall’etichetta”. |
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GIRO D’AFFARI ILLECITO PER OLTRE 60 MILIARDI DI EURO A DANNO DELLE DENOMINAZIONI DI ORIGINE ITALIANE ACETO BALSAMICO A RISCHIO CONTRAFFAZIONE, CONSORZI DI TUTELA E MINISTERO A CONVEGNO |
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L’impegno delle Istituzioni e dei consorzi verso una tolleranza zero delle frodi alimentari che danneggiano immagine e qualità del Made in Italy, in un convegno al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a Roma. Agropirateria, ovvero quando la contraffazione del Made in Italy non è solo abbigliamento e accessori firmati. Su questo tema particolarmente attuale e delicato è in programma un convegno a Roma presso la Sala Cavour (Parlamentino) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal titolo “La tutela delle denominazioni Dop e Igp a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre denominazioni”, fortemente voluto e organizzato dai Consorzi di tutela dell´Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop e dell’Aceto Balsamico di Modena Igp. Tali consorzi, in rappresentanza di oltre 300 produttori per le due Dop e circa 80 per l’Igp, hanno chiesto di poter fare - grazie al suddetto convegno - chiarezza una volta per tutte sulla qualità e sui disciplinari da rispettare per potersi fregiare di tali denominazioni, oltre a confrontarsi sulle azioni di tutela già intraprese o da intraprendere. “A circa un anno dalla registrazione dell’Igp Aceto Balsamico di Modena - commenta il presidente dell’omonimo consorzio Cesare Mazzetti in rappresentanza dei tre consorzi - abbiamo registrato un notevole incremento nell’interesse dei consumatori anche a livello internazionale, sia dell’Aceto Balsamico di Modena che delle due Dop Aceto Balscamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia. Purtroppo - continua - in parallelo, si sono registrati incrementi sia sul mercato estero che in quello interno, di prodotti imitativi che cercano di sfruttare l’immagine e il “sounding” per commercializzare condimenti alimentari che nulla hanno a che vedere con il “balsamico” se non l’assonanza con il nome. Il danno economico per il prodotto viene stimato in oltre 60 milioni di euro, rappresentanti il 25% della produzione totale. Per questo motivo - conclude Mazzetti - riteniamo sia di fondamentale importanza sviluppare una accurata attività di tutela che protegga queste denominazioni al pari di altre altrettanto famose dell’agroalimentare italiano”. All‘incontro, moderato dal giornalista Franco Poggianti e a cui è stato invitato anche il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan, saranno presenti il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano Leo Bertozzi che porterà l’esperienza di alcune importanti azioni legali vinte dal Consorzio nella difesa del marchio Parmigiano Reggiano contro a recenti tentativi di imitazione, Denis Pantini, responsabile dell’area ricerche su agricoltura e industria alimentare di Nomisma che presenterà i dati relativi ai danni economici procurati dall’agropirateria soffermandosi in particolare sul caso del “balsamico”, Riccardo Deserti della direzione generale per lo sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore del Mipaaf chiamato a intervenire sull’applicazione in Italia della normativa europea a tutela dei prodotti agroalimentari di qualità e Fausto Capelli, docente di diritto comunitario presso il Collegio Europeo dell’Università di Parma che concentrerà l’intervento sulla tutela delle denominazioni composte come quella dell’aceto balsamico. Federalimentare stima in circa 60 miliardi di euro l’anno il giro d’affari derivante da frodi alimentari, in particolare dei prodotti Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Grana Padano, Gorgonzola e - per l’appunto - Aceto Balsamico. Una battaglia da combattere in difesa di un patrimonio culturale, dell’immagine del Made in Italy nel mondo e di un settore economico che fattura ogni anno oltre 8 miliardi di euro ed esporta quasi 2 miliardi di euro, dando lavoro tra attività dirette e indotto, a più di 300 mila persone. |
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LA GAMMA DI BISCOTTI WALKERS, UN VERO CLASSICO SCOZZESE APPREZZATO DAI PALATI DI TUTTO IL MONDO |
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Dall’inconfondibile confezione che riprende il classico tessuto scozzese su fondo rosso e riporta l’immagine di uno dei momenti più romantici della storia della Scozia, l’addio di Flora Macdonald a Bonnie Prince Charlie, entra nel catalogo Eurofood la gamma di biscotti Walkers, un brand leggendario, da oltre un secolo il marchio distintivo dei più celebrati frollini di Scozia. La Storia. Walkers, una storia iniziata più di cento anni fa, nel 1898, quando a ventuno anni Joseph Walker apre la sua panetteria con un prestito di 50 sterline e il sogno di creare i frollini più buoni del mondo. Perfezionando di giorno in giorno la ricetta dei biscotti, in breve tempo Joseph si fa conoscere e apprezzare per i suoi frollini e si trasferisce in un negozio più grande ad Aberlour nel cuore della splendida Speyside, la Regione nelle Higlands scozzesi conosciuta per le numerose distillerie. Joseph, a ragione, era fermamente convinto che la gente apprezzasse la qualità e la cura nella produzione di biscotti di alto livello: ecco perché, anche dopo la sua scomparsa, i figli e i nipoti hanno continuato a usare la ricetta originale. Dal 1970, gli eredi del fondatore hanno iniziato a esportare i biscotti di pasta frolla Walkers in oltre 60 paesi in tutto il mondo e nell’arco di pochi decenni si sono aggiudicati tre Queen´s Award for Export Achievement - il più alto riconoscimento del Regno Unito conferito alle aziende esportatrici britanniche. Nel corso degli anni, la famiglia Walker ha aggiunto nuovi prodotti alla gamma, con un’attenzione costante alla qualità, genuinità e bontà, caratteristiche che ancora oggi contraddistinguono questi squisiti prodotti fatti solo con i migliori ingredienti. La domanda mondiale di prodotti Walkers ha fatto sì che l’azienda gestisca oggi uno dei forni più moderni d´Europa, che combina nuove tecnologie con metodi tradizionali: Walkers cuoce ancora i suoi dolci in piccoli lotti per garantire il sapore e l´aspetto classico per i quali sono famosi. Seguendo la ricetta originale, la pasta frolla Walkers viene realizzata solo con la migliore farina, il burro, lo zucchero e il sale ed è priva di aromi artificiali, coloranti o additivi. A riprova dell’alta qualità e della genuinità dei frollini Walkers, il burro utilizzato, ingrediente base per la pasta frolla, è fresco “di fattoria” e non concentrato di burro Cee solitamente adoperato per i prodotti industriali I Prodotti I Walkers Pure Butter Shortbread Fingers sono i frollini classici di puro burro a forma di ‘dita’ che solo al tatto danno una completa sensazione di friabilità. Sono un accompagnamento perfetto per tè o caffé e finitura ideale se sbriciolati su coppe di gelato per creare dessert. L’altra variante di frollini classici sono i Walkers Pure Butter Shortbread Rounds dalla forma rotonda che riprende in miniatura i dolci di pasta frolla di dimensioni più grandi e bucherellati al centro prima di essere infornati così come venivano preparati nei tempi antichi. Gustosi, dal delicato sapore di burro fresco, sono ottimi compagni in qualsiasi momento della giornata. Arancia, mandorle, cioccolato, limone e molti altri ingredienti unici, mescolati alla base classica della pasta frolla hanno permesso di produrre un’ampia di varietà di biscotti dai sapori ricercati e particolari. Per chi ha un debole per i dolci Walkers propone i Chocolate Chunk Biscuits dalla frolla base al cacao con l’aggiunta di gocce di cioccolato al latte che danno un tocco invitante e gustoso ai classici frollini della tradizione. Tutta la gamma dei biscotti Walkers è importata e distribuita da Eurofood che ancora una volta si conferma il marchio leader in Italia che porta sulla nostra tavola le specialità alimentari da tutto il mondo. |
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SNACK A BASE DI FRUTTA BALCONI, IDEALI PER LE PIACEVOLI PAUSE ESTIVE |
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Arriva l´estate e Balconi Dolciaria non si fa trovare impreparata: rinnova la sua offerta di snack a base di frutta, ideali per le piacevoli pause estive. Il nuovissimo Mini Rolls all´Albicocca: un soffice materasso di pan di Spagna, avvolto su se stesso racchiude tutta la dolcezza della confettura, per un gusto leggero e delicato. Il più classico Mix Max Cocco, la variante estiva di Mix Max: sfiziose scagliette di cocco sopra un delicato pan di Spagna al cacao magro, con farcitura di crema al cocco. L´imperdibile Lemon Cake dove tutta la freschezza del limone incontra la morbidezza del pan di Spagna per in un tripudio di bontà. Celestiale Mini Paradiso, soffice snack a base di pan di spagna farcito con deliziosa crema pasticcera. Per non rinunciare all´energia e al gusto del cacao, Mix Milk, squisita merendina a base di pan di spagna al cacao, con ricca farcitura al latte e copertura di cacao. Per finire in bellezza, Choco Orange: i profumi e i sapori dell´estate si fondono in snack di soffice pan di Spagna ricoperto al cacao e farcito all´arancia. Queste e molte altre ancora le bontà Balconi da assaporare sotto l´ombrellone. Tutta la produzione di Balconi è priva di grassi idrogenati, Ogm e conservanti, Balconi Dolciaria è da sempre attenta al controllo degli ingredienti e offre una vasta gamma di merendine e torte di ottimo livello qualitativo. |
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FERRERO: UNA NUOVA COMBINAZIONE UNICA DI VERO CAFFÈ ESPRESSO E CIOCCOLATO FONDENTE. |
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Pronto da bere, può essere sempre con te quando e dove ne hai più bisogno, grazie alla pratica vaschetta ermetica con la sua apposita cannuccia. Pocket Espresso to Go è la nuova specialità creata da Ferrero che unisce tutto il piacere stimolante del vero caffè espresso della migliore qualità (100% arabica) ad un finissimo cioccolato fondente, offrendo un terzo della caffeina di un espresso in sole 47 calorie. |
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NOBILI GRAPPOLI DISTRIBUITI DA SAGNA |
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Da sempre alla ricerca di eccellenze qualitative in tutto il mondo, la società torinese mette a segno due importanti goal per la distribuzione in esclusiva sul mercato italiano: il nuovo Chardonnay prodotto in Italia dal Baron Patrick de Ladoucette e i vini del Reno della più blasonata Casa vinicola tedesca, Schloss Schönborn. Per celebrare un ritorno della sua famiglia alla terra d’origine, la Toscana- i suoi nonni erano infatti Conti di Vallombrosa e Duchi di Montemaggiore - il Barone Patrick de Ladoucette presenta la prima vendemmia del suo Chardonnay italiano, il Duca di Montemaggiore, interamente prodotto nella proprietà di famiglia in Maremma. Dal profumo intenso e leggermente aromatico, con note di frutti esotici, si presenta asciutto e vivace al palato, di buon corpo e di grande equilibrio. Ideale abbinamento con pesce e carni bianche per cene estive all’insegna del buon bere, si farà ricordare non solo per i suoi profumi ma anche per il design ricercato dalle linee morbide e arrotondate della sua bottiglia in vetro chiaro. Schloss Schönborn è una società a carattere familiare, appartenente ad un’antichissima e nobile famiglia tedesca che produce vino dal Xiv secolo. La fama che circonda i suoi vini risale nei secoli: alcuni degli attuali vigneti appartengono alla famiglia fin dal 1349. I possedimenti si estendono su diverse zone europee ma particolare attenzione è stata data alla regione Rheingau (Valle del Reno), al fine di ottenere vini di grande pregio dal vitigno Riesling. Compongono la gamma diversi vini provenienti da diversi cru, ma tutti sono caratterizzati dagli intensi profumi fruttati e dall’alta concentrazione di zuccheri, oltre a vantare un’ eccezionale longevità: probabilmente sono i vini bianchi con il maggior potenziale d’invecchiamento al mondo come dimostra la bottiglia di Johannisberger del 1735 recentemente battuta all’asta per ben 30.000 € e ancora ottimamente conservata! |
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SAN MICHELE ALL´ADIGE, LA VITICOLTURA DEL FUTURO TRA TECNOLOGIA E SOSTENIBILITÀ SI È CONCLUSO CON GRANDE PARTECIPAZIONE IL TERZO CONVEGNO NAZIONALE |
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In futuro il viticoltore potrebbe utilizzare dispositivi mobili dotati di Gps come palmari e smartphone per ottenere in tempo reale informazioni riguardanti il proprio vigneto nella prospettiva di gestire la qualità delle uve rispettando l’ambiente. Già oggi però le nuove tecnologie dell’informazione supportano la viticoltura. In campagna, infatti, con metodi che stanno per essere diffusi su larga scala, è possibile prevedere il momento ottimale per la vendemmia, stimare il vigore delle piante e “l’intensità colorante” delle bacche evitando metodi distruttivi dei campioni e tempi di attesa per le analisi di laboratorio. Temi, questi, affrontati nel corso del terzo convegno nazionale di viticoltura che si è concluso in questi giorni all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Quattro giornate di lavori, 180 partecipanti iscritti, 67 relatori tra professori universitari e ricercatori, oltre 450 autori coinvolti per un totale di 173 lavori presentati tra comunicazioni orali e poster. La ricerca italiana si è ritrovata per aggiornarsi sui risultati acquisiti, sui programmi intrapresi e su quelli da intraprendere nell’unica vetrina che la comunità scientifica in viticoltura organizza per confrontarsi, mettere in mostra i progressi e consentire ai giovani di crescere. Vite decantata e celebrata, anche come risorsa ambientale, molto preziosa, grazie alla sua capacità di assorbire anidride carbonica al pari di una foresta. Il convegno è stato patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento, dal gruppo di lavoro Viticoltura della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana e dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino. Due le strade identificate dai ricercatori: migliorare la conoscenza del metabolismo della pianta e individuare i meccanismi di risposta messi in atto dalle stesse per meglio adattarsi alle diverse tecniche colturali impiegate e ai diversi contesti microambientali. “Alcuni temi molto sentiti –spiegano i ricercatori Duilio Porro e Marco Stefanini - hanno riguardato il contenimento della compattezza dei grappoli, la riduzione della produzione per ceppo, il ritardo della maturazione tecnologica e fenolica legati all’utilizzo della pratica di defogliazione in pre-fioritura. La possibilità di gestire la grande variabilità esistente in campo mediante telerilevamento basandosi anche su modellizzazioni climatiche e multi-spettrali, oltre che l’ottimizzazione delle risorse idriche e di fertilità del suolo, permettono al “sistema vigneto” di ridurre l’impatto sull’ambiente”. Sono state presentate, inoltre, innovazioni relative alla possibilità di riconoscere caratteri come il colore della bacca e l’aroma dell’uva in semenzali appena germinati tramite tecniche di biologia molecolare; sono stati approfonditi gli aspetti relativi alla distribuzione sostenibile degli agrofarmaci ed al bilancio del carbonio, le attività di miglioramento genetico volte ad ottenere nuove cultivar resistenti e/o tolleranti alle principali malattie fungine della vite. Presentati per l’occasione dall’Istituto Agrario progetti e programmi innovativi, molti dei quali si svolgono in Trentino, tra cui: Harvassist, il portale web sviluppato nell’ambito della convenzione con Cavit, che individua il momento migliore per la vendemmia; l’attività di miglioramento varietale e caratterizzazione fenologica e genetica a partire dalla collezione di germoplasma della vite che comprende 2000 vitigni provenienti da tutto il mondo; la sperimentazione condotta sul Teroldego per analizzare il suo comportamento vegeto-produttivo e sanitario; i risultati dell’attività di selezione clonale svolta in Trentino; l’analisi degli elementi minerali come strumento di tracciabilità delle uve; gli studi relativi agli assorbimenti fogliari e radicali dei diversi elementi minerali. |
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PRESIDENZA FVG: TONDO CONSEGNA VINO DELLA PACE AI TRE PRESIDENTI DI ITALIA, SLOVENIA E CROAZIA |
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Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo ha consegnato ieri ai Presidenti di Italia, Slovenia e Croazia il "Vino della Pace", prodotto a Cormons (Gorizia) in quella che viene definita la Vigna del Mondo. Ai Presidenti Giorgio Napolitano, Danilo Turk ed Ivo Josipovic - per la prima volta i Capi di Stato di Italia, Slovenia e Croazia si incontrano a Trieste ed in Friuli Venezia Giulia - Tondo ha fatto omaggio del vino prodotto dalla Cantina Produttori di Cormons, messaggio di fraternità e di pace tra i popoli, che viene lavorato dopo la raccolta da un centinaio di vitigni provenienti da ogni parte del mondo. |
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IL FRIULANO 2008 DELL’AZIENDA POGGIOBELLO, LE TENUTE DI GENAGRICOLA, CONQUISTA UNA MEDAGLIA D’ORO ALL’INTERNATIONAL WINE CHALLENGE. |
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Alla 27ma edizione dell’International Wine Challenge, svoltasi a Londra durante l’International Wine Fair, l’ambito riconoscimento è stato assegnato al Friulano 2008 di Poggiobello, tenuta friulana di proprietà Genagricola. La Medaglia d’Oro conseguita in una tra le più prestigiose manifestazioni del settore, è stata attribuita ad un vino di Poggiobello, prodotto da un vitigno autoctono per eccellenza: il Friulano. Alfredo Barbieri, direttore commerciale Italia delle Tenute di Genagricola si ritiene particolarmente soddisfatto di questo, visto anche l’alto grado di selettività che contraddistingue il concorso enologico Iwc e, giustamente compiaciuto, sottolinea le particolari caratteristiche qualitative di questo vino, con le sue note aromatiche fra le quali emerge la mandorla e una tipica sfumatura di fiori di campo; il tutto è riconducibile anche al palato, che lo percepisce estremamente vellutato. L’abbinamento più stuzzicante del Friulano di Poggiobello è quello con il tipico prosciutto di S. Daniele e con i risotti alle erbe. Un accostamento più classico invece si ottiene abbinando al Friulano le uova con asparagi. Acquisita da Genagricola nel 1974, l’azienda Poggiobello con i suoi 110 ettari di vigneti in zona Doc Colli Orientali del Friuli, produce vini di grande qualità, favoriti da un microclima protetto dai venti freddi e dalle brezze marine dell’estate. L’azienda nel tempo ha inoltre operato notevoli miglioramenti fondiari ed agrari, contribuendo ad innalzare ulteriormente la qualità dovuta alla favorevole condizione ambientale. Il risultato è un incantevole paesaggio scandito da terrazzamenti collinari, che ancora oggi testimoniano la tradizione della coltivazione della vite e la cultura friulana del vino. |
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