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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 14 Luglio 2010 |
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Politica |
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SERVIZIO DIPLOMATICO DELL´UE: IL PARLAMENTO CONFERMA L´ACCORDO DI MADRID |
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Strasburgo, 14 luglio 2010 - Due settimane dopo l´accordo raggiunto a Madrid sul Servizio europeo di azione esterna (Seae), il Parlamento ha approvato giovedì 8 luglio una serie di raccomandazioni sulla sua organizzazione e metodo di lavoro. Il nuovo servizio diplomatico é una delle novità principali nell´architettura dell´Unione seguite all´entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Anche se il Parlamento é stato formalmente solo consultato sull´organizzazione e il funzionamento del Seae, i deputati hanno negoziato e ottenuto cambiamenti importanti rispetto alla proposta originaria fatta dall´Alto rappresentante per la politica estera dell´Ue Catherine Ashton. L´identità comunitaria del nuovo servizio sarà rafforzata, cosi come la responsabilità democratica sia politica che di bilancio nei confronti del Parlamento, secondo quanto hanno affermato i negoziatori del Pe Elmar Brok (Ppe, De), Guy Verhofstadt (Alde, Be) e l´italiano Roberto Gualtieri (S&d). La risoluzione é stata approvata con 549 voti a favore, 78 contrari e 17 astensioni. Il Seae assisterà l´Alto rappresentante (Ar) nella sua funzione di condurre la politica estera dell´Unione e assicurarne la coerenza dell´azione esterna. Il controllo sulla politica di sviluppo e di vicinato rimarrà di responsabilità della Commissione europea, al contrario di quanto richiesto nella proposta originaria di Ashton, che dava maggiori poteri al Sevizio diplomatico. Responsabilità politica e di bilancio del Seae - Lo scrutinio del Parlamento, sia politico che di bilancio, sul nuovo servizio é garantito dall´accordo raggiunto. Mentre il bilancio esecutivo sarà responsabilità della Commissione, che dovrà comunque tenere i deputati informati sulle spese per le azioni esterne e le delegazioni, il discarico del bilancio del Seae nel suo complesso sarà eseguito dal Parlamento. Prima di assumere l´incarico, i Rappresentanti speciali dell´Ue e I capi delegazione nei paesi considerati dal Parlamento di´importanza strategica dovranno comparire davanti alla commissione affari esteri del Pe. L´alto rappresentante dovrà anche chiedere il parare del Parlamento sulle questioni principali di politica estera comune e i deputati che avranno incarichi istituzionali potranno avere accesso a documenti riservati. I deputati hanno anche sottolineato l´importanza di rafforzare le relazioni coi parlamenti nazionali. Almeno il 60% di personale sarà dell´Ue - I deputati hanno ottenuto che almeno il 60% del personale del Seae sarà composto da funzionari dell´Unione. Ciò garantirà l´identità comunitaria del servizio. I funzionari dei servizi diplomatici nazionali costituiranno un terzo del personale e saranno assunti come agenti temporanei per un massimo di 8 anni estendibili a 2. Le assunzioni saranno basate sul merito, tenendo in considerazione il criterio di equilibrio geografico e di genere, come afferma la relazione Brok. Il quartier generale del nuovo servizio sarà a Bruxelles. Il Seae sarà composto da un´amministrazione centrale e dalle 136 ex delegazioni esterne della Commissione. Ci sarà una struttura dedicata ai Diritti umani a livello di sedi principali e nelle delegazioni locali, oltre a dipartimento per assistere l´Alto rappresentante nelle sue relazioni col Pe in questo campo. Prossime tappe - Le modifiche necessarie al Regolamento finanziario, allo Statuto dei funzionari e al bilancio 2012, sulle quali il Pe ha pieni poteri di codecisione col Consiglio, saranno votate dopo la pausa estiva e dopo che il Consiglio avrà formalmente approvato la posizione del Pe sull´organizzazione del Servizio diplomatico. Un anno dopo l´entrata in vigore della decisione sul Seae, l´Ar Ashton presenterà alla Commissione una stima di bilancio. |
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LA COMMISSIONE EUROPEA PROPONE UN PACCHETTO DI MISURE PER RAFFORZARE LA TUTELA E LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI NEI SERVIZI FINANZIARI |
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Bruxelles, 14 luglio 2010 - Nel quadro della sua attività diretta a creare un sistema finanziario più sicuro e più sano, a prevenire future crisi e a ripristinare la fiducia dei consumatori, la Commissione europea ha proposto ieri delle modifiche da apportare alle attuali norme europee, destinate a migliorare ulteriormente la protezione dei titolari di depositi bancari e dei piccoli investitori. La Commissione ha inoltre avviato una consultazione pubblica sulle varie opzioni per migliorare la tutela dei titolari di polizze assicurative, ad esempio istituendo dei sistemi di garanzia degli assicurati in tutti gli Stati membri. Per quanto riguarda i titolari di depositi bancari, le misure adottate prevedono, in caso di fallimento della loro banca, una restituzione più rapida dei loro fondi (entro 7 giorni), un aumento della copertura (fino a 100 000 euro) nonché maggiori informazioni sulle modalità di funzionamento della protezione a loro favore. Per gli investitori che utilizzano servizi di investimento, la Commissione propone indennizzi più rapidi qualora la società di investimento non sia in grado di restituire le attività di proprietà dell´investitore in seguito a frode, negligenza colposa o errori operativi, mentre il livello dell´indennizzo passerà da 20 000 a 50 000 euro. Gli investitori saranno inoltre informati meglio sulle modalità di funzionamento del sistema di indennizzo e, quando le loro attività sono detenute da un terzo, saranno maggiormente protetti nei casi di appropriazione indebita come è avvenuto recentemente con il caso Madoff. Le proposte in questione, perfettamente coerenti con gli impegni presi dall´Ue nell´ambito del G20, sono ora trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio per essere esaminate. Il commissario per il Mercato interno e i servizi Michel Barnier ha dichiarato: "L´adozione del pacchetto odierno rappresenta l´ultimo contributo della Commissione per apportare trasparenza e responsabilità al sistema finanziario europeo e per prevenire o gestire future crisi. I consumatori europei meritano di più: devono poter essere sicuri che i loro risparmi, investimenti o polizze assicurative siano protetti indipendentemente dal paese dell’Ue in cui vivono. Perché questo diventi una realtà, invito quindi il Parlamento europeo e il Consiglio a procedere rapidamente nell´approvazione del pacchetto presentato oggi." La protezione dei vostri risparmi - La recente crisi finanziaria ha dimostrato ancora una volta in che misura le banche siano esposte al rischio di "assalto allo sportello", ossia ciò che avviene quando i clienti di una banca ritengono che i loro depositi non siano più sicuri e si presentano allo sportello per ritirarli tutti contemporaneamente. Dal 1994 una direttiva (94/19/Ce) prevede che tutti gli Stati membri dispongano di una rete di sicurezza per i titolari di depositi bancari. Se una banca viene chiusa, i sistemi nazionali di garanzia dei depositi devono rimborsare i titolari dei conti fino ad un determinato livello di garanzia. Quando nel 2008 è scoppiata la crisi finanziaria, sono state apportate alcune modifiche correttive d’urgenza, in particolare per portare il livello della garanzia a 100 000 euro (in due fasi) e eliminare la possibilità della coassicurazione (cioè quando i titolari dei conti non vengono rimborsati integralmente, ma devono sostenere una determinata percentuale di perdita, anche quando la somma persa è inferiore al limite di garanzia). Dato però che sono state rinvenute altre lacune nei sistemi attualmente in vigore, la Commissione ha deciso di presentare una proposta per modificare integralmente la direttiva del 1994 e tenere pienamente conto degli insegnamenti tratti dalla recente crisi. Gli elementi fondamentali della proposta sono i seguenti: •Una maggiore copertura: l´aumento della garanzia a 100 000 euro entro la fine di quest´anno è stato confermato. Questo significa che il 95% dei depositanti bancari nell´Ue recupererà i propri risparmi se la banca fallisce. La garanzia riguarda ora le piccole, medie e grandi imprese nonché tutte le valute. Sono esclusi tutti i depositi di istituzioni finanziarie ed enti pubblici, i prodotti di investimento strutturati e i certificati di debito. •Pagamenti più rapidi: i titolari di depositi bancari saranno rimborsati entro sette giorni. Questo rappresenta un notevole miglioramento in quanto oggi molti titolari di depositi devono attendere settimane, se non mesi, prima di poter recuperare i propri fondi. Per facilitare la rapidità dei pagamenti, i gestori dei Sistemi di garanzia dei depositi dovranno essere informati con un certo anticipo dalle autorità di vigilanza in merito a eventuali problemi incontrati dalle banche. Queste ultime dovranno specificare nei loro registri contabili se i depositi sono protetti o meno. •Semplificazione delle formalità amministrative: ad esempio, una persona che vive in Portogallo e ha un conto presso una banca in fallimento la cui sede centrale è in Svezia, verrà rimborsata automaticamente dal sistema portoghese che fungerà da punto di contatto. Il sistema svedese provvederà poi a rimborsare il sistema portoghese. Ciò costituirebbe un notevole miglioramento rispetto alla situazione attuale, dove tutta la corrispondenza deve avvenire attraverso il sistema del paese nel quale ha sede la banca in questione. Questa nuova impostazione comporterà minori adempimenti burocratici e pagamenti più rapidi. •Maggiori informazioni: i titolari di depositi bancari saranno maggiormente informati in merito alla copertura e al funzionamento del loro sistema attraverso una nuova scheda standard facilmente comprensibile e tramite i loro estratti conto. •Finanziamenti responsabili a lungo termine: sono state espresse delle preoccupazioni in merito al finanziamento degli attuali sistemi di garanzia dei depositi. Le proposte odierne ne garantiscono una maggiore solidità finanziaria grazie ad una procedura in quattro fasi. Anzitutto, un importante finanziamento anticipato permette la costituzione di una solida riserva. In secondo luogo, se necessario, sono possibili integrazioni mediante contributi aggiuntivi successivi. In terzo luogo, se ciò non sia ancora sufficiente, i sistemi possono prendere a prestito importi limitati da altri sistemi di garanzia ("prestiti reciproci"). In quarto luogo, come ultima istanza, possono essere conclusi altri accordi di finanziamento in caso di necessità. I contributi, come avviene attualmente, saranno effettuati dalle banche. Essi saranno però calcolati in modo più equo in quanto saranno proporzionali al rischio costituito dalle singole banche. Non solo i cittadini europei beneficeranno di una maggiore protezione dei loro depositi, ma potranno anche scegliere i migliori prodotti di risparmio in qualsiasi Stato dell´Ue senza doversi preoccupare di eventuali differenze nel livello di protezione. Le banche trarranno vantaggi da questa proposta in quanto potranno offrire prodotti competitivi in tutta l´Ue senza essere ostacolati da tali differenze. Inoltre i contribuenti beneficeranno di un migliore finanziamento dei sistemi in quanto solo di rado saranno necessari interventi statali. La maggior parte di queste misure potrebbero entrare in vigore entro il 2012 o il 2013 e verranno applicate in tutti gli Stati membri dell´Ue, nonché, una volta integrate nell’accordo sullo Spazio economico europeo, in Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Cfr. Anche Memo/10/318 La protezione degli investimenti - Dal 1997 la direttiva relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori (97/9/Ce) ha tutelato gli investitori che utilizzano servizi di investimento in Europa prevedendo forme di indennizzo qualora una società di investimento non sia in grado di restituire le attività appartenenti ad un investitore. Ciò può verificarsi, ad esempio, in caso di frode o negligenza colposa da parte di una società o di errori o problemi nei suoi sistemi. Non si tratta di una protezione nei confronti del rischio di investimento in quanto tale. Esistono attualmente 39 sistemi di indennizzo degli investitori nei 27 Stati membri dell´Ue. Negli ultimi anni la Commissione ha ricevuto numerose denunce in merito all´applicazione della direttiva in alcuni Stati membri. Tali denunce riguardavano sistemi che non disponevano di fondi sufficienti per liquidare le richieste di indennizzo o i lunghi tempi di attesa necessari per ottenere un indennizzo. La proposta odierna mira a garantire che le norme sulla tutela degli investitori siano più efficienti, che vi sia una parità di condizioni per quanto riguarda il tipo di strumenti finanziari tutelati, che la dotazione finanziaria sia adeguata e che vengano prese le disposizioni necessarie affinché gli investitori siano indennizzati. Gli elementi fondamentali della proposta sono i seguenti: •Una maggiore copertura: il livello minimo di indennizzo attuale per gli investitori è di 20 000 euro. La proposta della Commissione prevede che esso venga portato a 50 000 euro per investitore. •Pagamenti più rapidi: nell´ambito della legislazione vigente gli investitori rischiano di dover attendere persino diversi anni prima di ottenere un indennizzo. Questa situazione è destinata a cambiare con la proposta della Commissione che prevede che gli investitori siano indennizzati al più tardi entro 9 mesi dal fallimento della società di investimento. Tale lasso di tempo è infatti necessario per consentire alle autorità competenti di effettuare le necessarie indagini sul caso e definire la situazione dei singoli investitori. •Maggiori informazioni: gli investitori riceveranno informazioni più chiare e approfondite in merito al livello di tutela delle loro attività. Ad esempio: il rischio di investimento, cioè un investimento che perde valore a causa del calo del mercato azionario o del fallimento di un emittente, non è tutelato dalla direttiva. •Finanziamenti responsabili a lungo termine: dal 1997 in vari Stati membri si è verificata una serie di casi in cui i sistemi non disponevano di fondi adeguati per indennizzare la perdita di attività subita dagli investitori. Nella sua proposta, la Commissione fissa un livello minimo “obiettivo” di dotazione finanziaria che deve essere integralmente prefinanziato. In caso di necessità, i sistemi di garanzia possono prendere a prestito un importo limitato da altri sistemi e attraverso altre fonti di finanziamento come ultima istanza ("prestiti reciproci"). Tali contributi devono essere effettuati dalle società di investimento. •Una maggiore protezione: attualmente, gli investitori non sono sempre tutelati se la società di investimento ricorre ad un terzo fiduciario per custodire le attività del cliente e tale terzo fallisce senza restituire le attività investite. Analogamente, i sottoscrittori di fondi di investimento possono subire una perdita in caso di fallimento di un fiduciario o di un sub-depositario del fondo. Il caso della frode del fondo Madoff nel 2008 ne è un recente esempio. La Commissione propone ora di tutelare anche queste situazioni. La maggior parte di queste misure potrebbero entrare in vigore entro il 2012 o il 2013 e verranno applicate in tutti gli Stati membri dell´Ue, nonché, una volta integrate nell’accordo sullo Spazio economico europeo, in Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Cfr. Anche Memo/10/319 Migliorare la tutela dei titolari di polizze assicurative - I sistemi di garanzia degli assicurati costituiscono la protezione di ultima istanza dei consumatori quando le compagnie di assicurazione non sono in grado di onorare i loro impegni contrattuali, offrendo una protezione contro il rischio di inadempienza qualora una compagnia assicuratrice cessi l´attività. I sistemi di garanzia degli assicurati possono offrire una protezione versando un indennizzo ai consumatori o garantendo la validità del contratto di assicurazione, ad esempio, agevolando il trasferimento delle polizze ad un assicuratore solvibile o al sistema di garanzia stesso. Contrariamente a quanto avviene per i settori delle banche e dei valori mobiliari, non esiste attualmente una normativa europea sui sistemi di garanzia nel settore delle assicurazioni. Attualmente 12 Stati membri gestiscono uno o più sistemi di garanzia degli assicurati che coprono polizze del ramo vita e/o non vita. Il livello di protezione e i criteri di ammissibilità, nonché le modalità di intervento o di finanziamento, variano da un sistema all´altro. Nel Libro Bianco che è stato adottato oggi, la Commissione illustra diverse possibilità per garantire nell´Ue un livello di protezione dei consumatori equo ed completo, nonché per evitare che i contribuenti debbano pagare di tasca propria in caso di fallimento di una compagnia di assicurazioni. In particolare propone di adottare una direttiva per fare in modo che tutti gli Stati membri istituiscano dei sistemi di garanzia degli assicurati che ottemperino a una serie minima di requisiti. Il Libro Bianco sui sistemi di garanzia degli assicurati è presentato alla consultazione pubblica e tutte le parti interessate sono invitate a trasmettere le proprie osservazioni o i propri contributi entro il 30 novembre 2010. |
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DA METTERE IN VALIGIA...I TUOI DIRITTI COME PASSEGGERO EUROPEO |
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Bruxelles, 14 luglio 2010 - Con che mezzo raggiungerai la destinazione delle tue vacanze? Se viaggi con il trasporto pubblico, puoi stare sicuro che l´Ue cercherà di aiutarti per evitare le brutte sorprese. Mentre la Commissione europea ha appena lanciato una campagna per ricordarti dei tuoi diritti quando viaggi in aereo o in treno, il Parlamento ha approvato settimana scorsa una nuova legge per tutelare i passeggeri di navi, traghetti e bus. Navi e bus: nuovi diritti a venire - Grazie alle regole approvate settimana scorsa dal Parlamento, i passeggeri di navi e traghetti verranno rimborsati o rimbarcati se la nave ha più di un´ora e mezzo di ritardo, o se il servizio viene cancellato. Non solo, per i ritardi importanti (per esempio, un´ora di ritardo su un viaggio fino a quattro ore) il passeggero otterrà una compensazione supplementare, equivalente a un quarto o a metà del prezzo del biglietto, secondo il ritardo. Inoltre, se il passeggero non può prendere un altro traghetto il giorno stesso, la compagnia navale dovrà offrirgli una notte in albergo e i pasti. I disabili, infine, avranno diritto ad assistenza gratuita a bordo e in porto. Ma attenzione! Queste regole entreranno in vigore solo nel 2012, per cui - per il momento- bisogna riferirsi ai termini indicati dalla compagnia. Il Parlamento settimana scorsa ha anche votato a favore di norme simili per i passeggeri di autobus e pullman, ma i governi europei non sono ancora convinti, per cui i negoziati riprenderanno in autunno. Aereo: qualche consiglio per viaggiare sereni - Se viaggiate in aereo e vi capita la cancellazione del volo, l´over-booking o un ritardo di oltre 5 ore, ricordate che avete diritto al rimborso o alla ri-prenotazione su un altro volo. In caso di over-booking, dovete esigere dalla compagnia aerea anche un rimborso supplementare, che va dai 125 ai 600 euro. La linea aerea ha anche il dovere di fornirvi la necessaria assistenza: pasti, comunicazioni a casa ed eventualmente un hotel. Inoltre, se vi perdono o danneggiano il bagaglio, potete chiedere un rimborso fino a 1200 euro. Prima di effettuare la prenotazione informatevi sempre sul nome della compagnia con cui viaggerete, e controllate che non sia sulla "Lista nera" delle compagnie proibite dall´Ue (vedere link in basso). Se prenotate online, assicuratevi che il prezzo finale (tasse e varie spese incluse) sia evidenziato fin dalla prima pagina, come imposto dalla normativa Ue. Infine, se optate per un pacchetto vacanze, avete il diritto di sapere dal tour operator tutti i dettagli del viaggio, e se c´è qualche problema, è su di lui che ricade la responsabilità. Diritti simili per chi sceglie il treno - Se decidete di viaggiare su rotaia, prima di tutto ricordatevi che dovete poter comprare il biglietto dove preferite: in stazione o online. Nel caso queste opzioni non fossero disponibili, potete sempre fare il biglietto sul treno. Se il treno fa più di un´ora di ritardo o è annullato, dovete chiedere di essere imbarcati su un altro treno, oppure potete domandare il rimborso del biglietto, e avete anche diritto a una compensazione supplementare. Se il bagaglio registrato è danneggiato durante il viaggio, potete chiedere un rimborso fino a 1300€, mentre, in caso di incidente, voi riceverete un indennizzo. Sia in treno che in aereo, la legislazione europea protegge i passeggeri a mobilità ridotta, garantendo assistenza gratuita prima, durante e dopo il viaggio. E per chi parte in macchina? Niente rimborso se restate imbottigliati nel traffico...Solo una piccola raccomandazione: guidate con prudenza, riposatevi spesso, ed evitate di guidare se non siete nelle migliori condizioni fisiche. Buon viaggio! |
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L´EUROPA PUÒ IMPARARE LA LEZIONE DAL DISASTRO PETROLIFERO AMERICANO? DIBATTITO SULLA TRAGEDIA AMERICANA: L´EUROPA POTREBBE RISCHIARE LO STESSO? |
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Bruxelles, 14 luglio 2010 - La catastrofe Deepwater Horizon è stata descritta dal presidente Obama come "l´11 settembre dell´ambiente". Mentre decine di migliaia di barili di petrolio al giorno continuano a inquinare le acque del Golfo, gli eurodeputati sono preoccupati del rischio che un disastro del genere si possa abbattere anche sul nostro continente. Martedì 22 giugno la commissione per l´Ambiente ha interrogato un esperto di energie fossili della Commissione, che ha intervenuto anche il 7 luglio in plenaria dicendo che intende suggerire una moratoria sulle nuove trivellazioni petrolifere in Europa. Il rappresentante della presidenza belga dell´Ue Paul Magnette ha spiegato che la situazione europea è molto diversa da quella americana: le regole sono più rigide, non si può trivellare così lontano dalla costa e si opera a profondità molto più basse. Magnette ha comunque accolto favorevolmente l´iniziativa della Commissione per valutare un rafforzamento degli strumenti legislativi. Il commissario Günther Oettinger ha spiegato che la Commissione europea sta analizzando la situazione tenendo in considerazione soprattutto i problemi di responsabilità e sicurezza. Settimana prossima la Commissione si riunirà con le compagnie petrolifere e con le autorità dei paesi membri, a cui suggerirà una moratoria sulle nuove trivellazioni, specialmente nelle situazioni più estreme. Inoltre, quasi certamente si insisterà su un´assicurazione obbligatoria per la responsabilità ambientale, e nonostante la supervisione continuerà a essere nazionale, "sarebbe una buona idea" avere anche degli standard europei di riferimento, e un´autorità di sorveglianza Ue. Maria Damanaki, commissario per la pesca e gli affari marittimi, ha dichiarato che "l´Europa è il continente marittimo per eccellenza. Dobbiamo applicare fino in fondo il principio chi inquina paga". La caccia al petrolio - La francese Corinne Lepage dell´Alde ha chiesto una revisione della normativa sulle autorizzazioni per le piattaforme oceaniche. La deputata ha anche ricordato ai colleghi il bisogno di abbandonare la ´società del petrolio´: "C´è sempre meno petrolio disponibile, e lo si va a cercare in condizioni sempre più estreme". Secondo Peter Liese, tedesco del Ppe, "questo incidente è un´ulteriore motivazione per lasciarci il petrolio alle spalle. Dobbiamo investire nelle energie rinnovabili, nonostante le difficoltà. E´ giusto tenere in conto le difficoltà, ma dall´altro lato tutti possono vedere le conseguenze dei disastri petroliferi". "La sicurezza non è una priorità" - Il verde Bart Staes ritiene che "per le compagnie petrolifere la sicurezza non è una priorità. Non conosciamo realmente la situazione in Europa". Il deputato belga ha aggiunto anche che "abbiamo l´Emsa (Agenzia europea per la sicurezza marittima) che sta facendo un ottimo lavoro, ma è stata costituita a seguito dei disastri delle petroliere, e non ha competenza sulle piattaforme oceaniche. Forse dovremmo estendere il suo mandato". |
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CROAZIA, AUMENTA IL POTERE DI ACQUISTO |
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Zagabria, 14 luglio 2010 - Secondo un recente studio di Eurostat, il valore del potere d´acquisto della Croazia, basato sul Pil pro capite, ha raggiunto il 64 per cento nel 2009, superando l´Ungheria con una quota del 63 per cento. Nonostante il paese sia salito nella classifica che mette a confronto gli standard di vari paesi, si stima che l´aumento dell´1 per cento rispetto all´anno 2008 sia dovuto a un notevole calo del potere d´acquisto in Europa. Nella graduatoria vi sono 6 paesi europei dietro la Croazia: Estonia, Polonia, Lituania, Lettonia e Bulgaria con un valore del potere d´acquisto del 41 per cento. La Croazia risulta essere il leader nella regione subito dopo il Montenegro (43 per cento), seguito dalla Serbia (37), dalla Bosnia ed Erzegovina (37) e dall´Albania (27). Il Lussemburgo è il primo nella graduatoria europea nel 2009 con un valore del potere d´acquisto che raggiunge il 268 per cento. |
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ALBANIA, NUOVA AGENZIA PER GLI INVESTIMENTI |
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Tirana, 14 luglio 2010 - È stato presentato nei giorni scorsi in Albania un progetto di legge per la creazione della Agenzia per lo Sviluppo degli Investimenti. L´iniziativa, nata su indicazione del Premier, Sali Berisha, si inscrive nel più ampio programma in corso di attuazione relativo alle riforme, in particolar modo quelle collegate alla promozione e al supporto di servizi per gli investimenti interni ed esteri. L´agenzia Albanese per lo Sviluppo degli Investimenti assumerà la forma di una persona giuridica a capitale pubblico; il consiglio di amministrazione verrà formato da rappresentanti del settore pubblico e privato. I principali obbiettivi dell´attività della Agenzia saranno: il sostegno e l´agevolazione degli investimenti diretti in Albania, attraverso l´identificazione e la promozione di opportunità di investimento, e l´offerta di servizi e supporto agli investitori già esistenti o potenziali; accrescere la competitività delle piccole e medie imprese, permettendo il rinnovo e il miglioramento di beni, servizi e tecnologie, offrendo sistemi per l´accrescimento delle competenze tecniche e della capacità di innovazione; incoraggiare e contribuire all´esportazione di beni e servizi tramite l´offerta di servizi di supporto e di assistenza finanziaria. |
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ALLARGA GLI INTERESSI AZIENDALI NELL’ EUROREGIONE SENZA CONFINI |
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A seguito della nascita dell’ Euroregione senza confini, www.Marketpress.info/ ha deciso di avviare una nuova iniziativa all’interno della quale le aziende e le attività commerciali interessate potranno farsi conoscere ed offrire i loro prodotti e servizi tramite delle inserzioni pubblicitarie nelle tre lingue: che supportano l’’Euroregione senza confini : italiano, tedesco e sloveno. Ogni inserzione verrà tradotta in queste tre lingue e ciò consentirà alle aziende e alle attività commerciali di farsi conoscere senza problemi in Italia, Austria e Slovenia. La traduzione delle inserzioni pubblicitarie nelle tre lingue originali dell’ Euroregione estenderanno il raggio d’azione e quindi, per gli inserzionisti, vi saranno delle concrete possibilità di incrementare il giro di affari. Le aziende e le attività commerciali interessate a questo nuovo servizio possono mandare, nella loro lingua originale, un testo e la richiesta di preventivo via e-mail a: redazione@marketpress.Info |
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ERWEITERN SIE IHREN AKTIONSRADIUS MIT “EUROREGIONE SENZA CONFINI” |
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In Folge der Gründung der “Euroregione senza confini“ (Euroregion ohne Grenzen) startet www.Marketpress.info/ eine neue Initiative für Unternehmen und Geschäfte, die mit Hilfe von Werbeanzeigen in drei Sprachen ihren Bekanntheitsgrad steigern und Produkte und Dienstleistungen anbieten können. Die Sprachen der “Euroregione senza confini” sind Italienisch, Deutsch und Slowenisch. Jedes Inserat wird in diese drei Sprachen übersetzt. Das heißt, jedes Unternehmen und jedes Geschäft kann in Italien, Österreich und Slowenien für sich Werbung machen. Die Übersetzungen in die drei Sprachen der “Euroregione” erweitern den Aktionsradius und bieten den Inserenten die konkrete Chance zur Umsatzsteigerung. Interessierte Firmen und Geschäfte können das Inserat und die Anfrage nach einem Kostenvoranschlag, natürlich in ihrer Sprache, an folgende E-mail-adresse senden: redazione@marketpress.Info |
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RAZŠIRJAJTE INTERES VAŠEGA PODJETJA Z »EUROREGIONE SENZA CONFINI« (»EVROREGIJA BREZ MEJA«) |
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V nadaljevanju formiranja »Evroregije brez meja« (»Euroregione senza confini«) se je www.Marketpress.info/ odloèila da zaène z novo iniciativo preko katere se bodo zainteresirana podjetja in komercialne aktivnosti lahko predstavila in ponudila njihove proizvode preko reklamnih oglasov v treh jezikih, kateri se uporabljajo v »Evroregiji brez meja«: v italijanšèini, nemšèini in slovenšèini. Vsak oglas bo preveden v te tri jezike in to bo omogoèilo podjetjem in komercialnim aktivnostim predstavitev v Italiji, Avstriji in Sloveniji. Prevod reklamnih oglasov v te tri jezike Evroregije omogoèa širitev akcijskega kroga, to pa pomeni za oglaševalce konkretne možnosti poveèanja poslov. Podjetja in komercialne aktivnosti, ki se zanimajo za to novo servisno službo, lahko pošljejo v svojem jeziku besedilo oglasa in zahtevo za predraèun na e-mail redazione@marketpress.Info |
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FORMIGONI: PIU´ RETI PER SVILUPPO MEDITERRRANEO CHIUSO IL FORUM ECONOMICO FINANZIARIO, 1400 PARTECIPANTI AL LAVORO PER ISTITUIRE CENTRO EUROMEDITERRANEO PER LE PMI |
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Milano, 14 luglio 2010 - Oltre 1.400 partecipanti, 900 imprese rappresentate, 35 esponenti istituzionali di diversi Paesi, 10 organizzazioni internazionali presenti, 200 incontri business to business tra imprenditori che hanno stretto intese per creare nuove imprese o partnership per entrare in nuovi mercati. Questi i numeri del Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo alla cui sessione conclusiva è intervenuto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. "Il concetto di rete è stato centrale in questo Forum - ha detto il presidente Formigoni - in cui le Istituzioni non solo hanno ribadito l´importanza di network fatti di rapporti diplomatici, contatti, intese e scambi, ma hanno anche creato le premesse per lo sviluppo di altre reti: commerciali, produttive, finanziarie, accademiche e di ricerca, culturali". Per sottolineare l´importanza di consolidare le reti esistenti e svilupparne altre, il presidente Formigoni ha voluto ribadire un auspicio espresso nella giornata di apertura del Forum:"anche Ong e imprese sappiano fare rete; le une assicurando la loro capillare conoscenza dei territori e dei popoli, le altre puntando su trasferimento tecnologico, sulla condivisione di know how e sulla crescita del proprio capitale umano per promuovere le eccellenze e diffondere sviluppo e competitività". Il Forum è stato definito un grande successo da Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, che in collaborazione con Regione Lombardia ha organizzato anche questa ottava edizione ospitata nel capoluogo lombardo. Il traguardo da raggiungere è l´istituzione di un Centro per le Piccole e Medie Imprese Euromediterraneo, al servizio di tutti i Paesi che hanno già stabilito rapporti bilaterali e intendono incrementare gli scambi commerciali e tecnologici, oltre che di capitale umano e di capitale finanziario. Un´idea appoggiata e condivisa dal Ministro degli Esteri Franco Frattini, intervenuto a conclusione dei lavori. "E´ un´azione concreta - ha detto il Ministro - e soddisfa il bisogno di mettere a disposizione della rete tra i Paesi della riva Sud e della riva Nord del Mediterraneo uno strumento agile, non burocratico, certamente sostenuto dal governo italiano". Questo Centro potrà svolgere un ruolo fondamentale nei rapporti tra Europa e Mediterraneo, come ha evidenziato anche il presidente Formigoni: "L´italia, in virtù della sua posizione strategica che consente la possibilità di scambi energetici tra il Nord (Europa continentale) e Sud (fino all´Africa Sud sahariana)- ha affermato il presidente - ha tutte le possibilità e potenzialità per diventare un futuro hub energetico. In questo scenario la green economy è, specie in questo periodo di crisi, un investimento ed un volano fondamentale per rilanciare l´economia". Ancora una volta, diventa essenziale il concetto di rete: "Occorre - ha concluso Formigoni - investire nelle migliori tecnologie, favorire lo scambio di conoscenze, mettere in comune le esperienze e le pratiche di eccellenza". |
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FORMIGONI: STATO CI DIA I SOLDI PER AMMINISTRARE APPREZZAMENTO DEL PRESIDENTE PER MOZIONE APPROVATA IN AULA |
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Milano, 14 luglio 2010 - "Apprezzo molto la mozione presentata oggi dal Pdl e approvata dal Consiglio regionale a grande maggioranza, soprattutto laddove, nel punto 3, stabilisce e conferma il nesso indissolubile che esiste tra le funzioni amministrative esercitate dalla Regione e le garanzie delle risorse necessarie per l´esercizio delle funzioni". E´ quanto dichiara il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commentando il via libera dato ieri dall´assemblea lombarda ad una mozione sugli enti locali. "E´ esattamente quanto sto sostenendo da settimane - prosegue Formigoni - ai sensi della Costituzione (comma 4 dell´articolo 119) e della Corte costituzionale (sentenza 37 del 2004). Lo Stato deve realizzare la piena corrispondenza tra funzioni attribuite alla Regione e risorse a disposizione". "Bene ha fatto il Consiglio regionale - aggiunge il presidente - a confermare che noi vogliamo avere nuove deleghe opportunamente finanziate e bene ha fatto anche a confermare che non ci possono essere tolte le risorse necessarie per esercitare le deleghe che già ci sono state attribuite". |
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INCONTRO PRESIDENTI ITALIA, SLOVENIA E CROAZIA, TONDO: COSTRUIRE UN FUTURO DI PROGRESSO |
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Trieste, 13 luglio 2010 - "L´evento di questa sera si legge con la consapevolezza del passato, la volontà del presente e la speranza di essere costruttori di un futuro di progresso". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Renzo Tondo ieri al termine del concerto "Le vie dell´Amicizia" diretto dal maestro Riccardo Muti in piazza Unità a Trieste alla presenza dei Presidenti della Repubblica di Italia, Slovenia e Croazia, Giorgio Napolitano, Danilo Turk e Ivo Josipovic. "Italia, Slovenia e Croazia, per mano dei loro Presidenti, hanno scritto a Trieste una nuova pagina nel libro della storia di queste terre. Luoghi di incontri e scontri, che nel corso dell´ultimo secolo hanno vissuto tragedie note e sconosciute, che hanno visto morte e disperazione nelle trincee della prima guerra mondiale, nei villaggi bruciati, nelle case abbandonate, nelle foibe e in luoghi rimasti anonimi di altre guerre. Luoghi dove è maturata una nuova coscienza che oggi guarda ad un´unica cittadinanza europea". "Chi ha vissuto a Trieste e Gorizia negli anni seguenti la seconda guerra mondiale ed ha visto questa sera i tre Presidenti davanti al palco dal quale si innalzava il concerto "Le vie dell´Amicizia" ha avvertito l´emozione e lo stupore per il cammino fatto dalla storia con le gambe e l´animo anche della nostra gente. Il Friuli Venezia Giulia ha accompagnato quel cammino con il proprio impegno nei rapporti con gli Stati vicini, nel rafforzamento dei legami tra le genti delle regioni di Alpe Adria e nella preparazione di concreti programmi comuni nella prospettiva dell´Euroregione". "Ringrazio il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che ha voluto e preparato assieme al maestro Riccardo Muti questa serata nella quale la stretta di mano dei tre Presidenti conferma la bontà del cammino fatto dal Friuli Venezia Giulia e che intendiamo proseguire". |
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PRESIDENZA FVG: TONDO A NAPOLITANO, NOI NON RESTITUIAMO DELEGHE |
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Trieste, 14 luglio 2010 - "In questa regione non ci sono deleghe da restituire ma tante cose da fare" ha osservato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che ieri ha partecipato al fianco del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla cerimonia d´inaugurazione della Sissa, la Scuola internazionale superiore di Studi avanzati, che ora trova la sua nuova sede nel comprensorio dell´ex ospedale Santorio di Trieste. Nel suo intervento, dopo i saluti del direttore Stefano Fantoni, del sindaco e della presidente della Provincia di Trieste, Roberto Dipiazza e Maria Teresa Basso Poropat, il presidente Tondo ha sottolineato come l´inaugurazione della Sissa, una delle alte eccellenze della ricerca del Friuli Venezia Giulia e del Paese, rendono evidente il significato di importanti scelte fatte nel passato - a significare "la continuità politica ed amministrativa nelle cose buone" - "capaci di proiettarci verso il futuro nello spirito della responsabilità e della collaborazione nazionale ed internazionale". Tondo ha quindi posto l´accento sul fatto che la specialità del Friuli Venezia Giulia è stata alla base dell´esercizio "di un´autonomia responsabile, che ha dato i visibili frutti nella ricostruzione del Friuli ed è continuata nella leale collaborazione con i Governi nazionali dimostrando di saper garantire un attento uso delle risorse a disposizione". "Sono valori che continuano a sostenerci e ad indirizzare le nostre scelte nella serietà e nel rigore per un uso efficace delle risorse pubbliche", ha indicato Tondo ricordando l´impegno della Regione nella gestione del Servizio sanitario regionale, per la realizzazione della terza corsia autostradale sulla A4, a favore dell´istruzione superiore e della ricerca, "fattore di eccellenza a beneficio dell´Italia e della comunità internazionale". Per la nuova sede della Sissa, la cui costruzione era stata pensata nel corso del primo Governo Tondo, materializzata sotto la presidenza Illy e conclusa oggi nuovamente sotto la regia del presidente Tondo - ha ricordato Fantoni - la Regione ha contribuito con ingenti risorse finanziarie, accanto a quelle stanziate dal ministero della Ricerca. "Attraverso queste scelte - ha proseguito Tondo - progettiamo ancora lo sviluppo di questa regione come servizio all´intero Paese ed alle corrette e pacifiche relazioni internazionali in Europa e nel mondo". "Confermiamo anche oggi - ha concluso Tondo - la nostra scelta di esprimere la forza dell´autonomia assumendoci le responsabilità nella gestione delle Istituzioni e delle risorse pubbliche a beneficio dei nostri cittadini e del nostro Paese". Alla cerimonia sono intervenuti anche gli assessori regionali Vladimir Kosic, Roberto Molinaro, Sandra Savino e Federica Seganti. |
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LOMBARDIA: SISTEMA REGIONALE BLOCCHI FUGA AZIENDE |
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Milano, 14 luglio 2010 - "Il sistema industriale lombardo deve essere determinante per bloccare la fuga delle imprese dal territorio regionale". Lo ha detto oggi , a margine del consiglio regionale, Andrea Gibelli Vice Presidente e assessore all´Industria e all´Artigianato. " E´ vero - ha detto Gibelli - che c´è la concorrenza delle regioni a statuto speciali e di quelle del sud che offrono condizioni generali forse più vantaggiose rispetto alla Lombardia, ma nella nostra regione c´è però un sistema importante che nelle altre non esiste. Sono, queste ultime, condizioni favorevoli ma sono per lo più effimere, perché qui in Lombardia c´è un sistema d´ impresa che garantisce una rete di servizi preziosa e utile per ogni azienda. Ed è a questo tipo di sistema - ha concluso il vice presidente - che punta Regione Lombardia". |
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ASSOCIAZIONI, CATEGORIE E SINDACATI DISCUTONO IL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA FINANZIARIA DELLA REGIONE VENETO |
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Venezia, 14 luglio 2010 - Si è svolto ieri a Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, il Tavolo di Concertazione Generale per la presentazione della proposta di Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (Dpef) 2010, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle categorie economiche, produttive e professionali, della cooperazione, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni degli enti locali e delle istituzioni. Il Tavolo, presieduto dall’assessore al bilancio, Roberto Ciambetti, ha proceduto ad una prima disamina del Documento, il primo della nona legislatura, che mantiene l’impostazione ormai consolidata negli anni per quanto concerne la struttura e le modalità di indagine, presentando qualche elemento di novità nei contenuti. “Le finalità che ci siamo posti con questo strumento – ha spiegato Ciambetti – sono principalmente due: fornire informazioni chiare e sintetiche sull’attività regionale e sugli obiettivi operativi programmati da qui alla fine dell’anno; quantificare il livello di realizzazione degli interventi prospettati nel 2009”. I partecipanti al Tavolo hanno espresso apprezzamento per il Documento, definito “utile, impegnativo e ben strutturato”, sicuramente di forte valenza tecnica, ma dal quale si evincono chiaramente le politiche che la Regione indica come prioritarie in campo economico, sociale, territoriale e amministrativo, finalizzate a dare risposte ai bisogni dei cittadini e garantire il buon funzionamento della cosa pubblica. “Per ogni politica – ha spiegato ancora l’assessore Ciambetti – sono descritti i tre essenziali obiettivi: correnti, strutturali e normativi. Abbiamo introdotto una novità nel monitoraggio della spesa di investimento regionale, qui rappresentata per politiche e per obiettivi, anziché secondo le classiche linee di spesa di bilancio. Tale monitoraggio, oltre a descrivere il valore delle azioni attuate, è il presupposto per una corretta programmazione futura, partendo proprio da cosa è stato fatto e da cosa rimane da fare”. Associazioni, categorie e rappresentanze sindacali avranno tempo sino a venerdì prossimo, 16 luglio, per formalizzare le proprie osservazioni al Documento. |
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MANOVRA FINANZIARIA: PRESIDENTE UMBRIA MARINI: “DIFENDIAMO DIRITTI CITTADINI E IMPRESE” |
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Perugia, 14 luglio 2010 – “Non stiamo affatto difendendo né l’eccesso di spesa pubblica, né la stessa pubblica amministrazione, bensì i diritti di cittadini ed imprese a non veder tagliati, se non annullati, servizi reali e indispensabili”. È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in apertura dei lavori del seminario svoltosi ieri nella sede della Scuola di pubblica amministrazione a Villa Umbra, e convocato assieme ad Anci, Upi, Uncem, Aiccre e Lega delle Autonomie, al quale hanno preso parte i Sindaci e i Presidenti delle Province umbre. Nel corso del seminario, e successivamente in una conferenza-stampa, sono stati illustrati sia i dati di dettaglio riferiti alla manovra finanziaria del Governo, con i conseguenti tagli dei trasferimenti di risorse dallo Stato alle Regioni sia l’impatto che gli stessi tagli determineranno sui bilanci di Province e Comuni umbri nei prossimi anni. “Domani – ha annunciato la presidente – saremo ancora a Roma per una seduta straordinaria della Conferenza dei Presidenti delle Regioni italiane che all’unanimità hanno sempre affermato insostenibilità non della manovra in sé, e nemmeno del suo ammontare complessivo, bensì l’iniquità assoluta di come sono stati distribuiti i tagli. Alle Regioni, ad esempio, che pesano sulla spesa pubblica per circa il 20 per cento, vengono addebitati tagli per oltre il 50 per cento dell’importo totale della manovra. E, come si dice, incidendo ‘sulla carne viva’ dei cittadini, perché Regioni, ma anche Province e Comuni non potranno che ridurre drasticamente servizi che colpiranno soprattutto le fasce più deboli della popolazione e le imprese, da quelle artigianali alle piccole e medie. Se così fosse, e se non si dovesse modificare questa impostazione, che il Governo se ne assuma tutte le responsabilità e spieghi ai cittadini che a causa di questi tagli moltissimi servizi come il trasporto per i pendolari, asili nido, fondi per affitti a canone sociale o per l’assistenza degli anziani non autosufficienti, non potranno più essere garantiti”. “Per ciò che ci riguarda, come Regione – ha detto la presidente - faremo fino in fondo la nostra parte, accelerando sia il processo delle riforme dell’assetto complessivo della pubblica amministrazione regionale, sia attuando una rigorosissima manovra di contenimento della spesa per il funzionamento dell’amministrazione”. Quanto alle critiche rivolte di recente alla presidente Marini da parte di esponenti locali del centrodestra, circa una supposta volontà di criticare a tutti i costi l’operato del Governo, la Presidente ha ribadito la totale e unanime condivisione di queste critiche da parte di tutti i Presidenti delle Regioni italiane, aggiungendo che “in Umbria preferisco dedicare tempo a lavorare per le riforme piuttosto che a rispondere alle polemiche politiche”. |
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RELAZIONE SUL BILANCIO 2009 DELLA REGIONE TOSCANA POTENZIARE LA LOTTA ALL’EVASIONE, UNA DELLE PRIORITÀ DELL’AZIONE DI GOVERNO |
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Firenze, 14 luglio 2010 - «Il governo della Regione sulla gestione complessiva dei vari capitoli di bilancio è stato valutato positivamente dalla Corte dei Conti. Un giudizio che accogliamo con estrema soddisfazione. Restano alcuni punti da migliorare e ci impegneremo a farlo, a partire dal potenziamento della lotta all´evasione fiscale». L´assessore regionale al bilancio, on. Riccardo Nencini, accoglie con favore la ´promozione´ della Regione da parte dell´organo di controllo dello Stato, in base alla consueta relazione annuale presentata ieri mattina in Consiglio regionale. Secondo il documento sussistono alcune criticità, come ad esempio sul versante dei mutui contratti, delle società partecipate e del controllo di gestione, ma nel complesso il bilancio riferito al 2009 è estremamente positivo. «La Regione ha in mano un bilancio molto ben fatto – ha aggiunto l´assessore - ma che merita di essere gestito con attenzione per far fronte ai tagli imposti alla Toscana dalla manovra Tremonti. Ricordo che nei prossimi due anni, tra tagli diretti ed indiretti, verrà a mancare nelle casse di molti comuni qualcosa come 1 miliardo di euro, e questo si tradurrà in minori servizi per i cittadini toscani». Il documento della Corte dei Conti, riguardo ai derivati, consiglia una certa prudenza. «Mi limito ad osservare quanto sta facendo la Regione a questo proposito e posso affermare che non siamo un castello sotto assedio e non lo diventeremo. Posso garantire – ha concluso Nencini - che uno dei punti più rilevanti della nostra azione riguarderà il potenziamento della lotta all´evasione fiscale. Abbiamo già siglato protocolli importanti con la Guardia di Finanza, l´Agenzia delle entrate e l´Anci e non saranno gli unici atti che faremo in questa direzione». |
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VIA IN LIGURIA A NUOVO ORGANIGRAMMA DIRETTORI GENERALI |
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Genova, 13 Luglio 2010 - La Giunta Burlando ha confermato oil 12 luglio 2010, Roberto Murgia segretario generale attribuendogli anche le funzioni di Capo Gabinetto del Presidente. Franco Bonanni è il nuovo Direttore del Dipartimento Salute e Servizi Sociali. Bonanni è anche Commissario straordinario per un anno dell’Agenzia Regionale Sanitaria di cui ricopriva l’incarico di Direttore. Claudia Morich va alla Direzione Centrale delle Risorse Strumentali, Finanziarie e Controlli. A Giovanni Battista Poggi, Direttore della Programmazione e Pianificazione Strategica, faranno capo anche le Infrastrutture, i Trasporti, i Porti , i Lavori Pubblici e l’Edilizia. Invariati gli altri incarichi direzionali della Giunta con Gabriella Laiolo alla Direzione Centrale Affari Legali, Giuridici e Legislativi, Luca Fontana direttore del Dipartimento Agricoltura, Turismo e Cultura, Gabriella Minervini (Dipartimento Ambiente), Franco Lorenzani (Pianificazione Territoriale) Gianni Della Casa (Sviluppo Economico), Enrico Bonanni (Istruzione, Formazione, Lavoro e Sport). La nomina dei nuovi direttori diventerà operativa fra qualche giorno,dopo la firma dei rispettivi contratti. |
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MESSAGGIO DI SALUTO DEL PRESIDENTE, GIUSEPPE SCOPELLITI, ALL’INIZIATIVA DEL 13/07/2010, IN OCCASIONE DEL 40.MO ANNIVERSARIO DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA |
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Reggio Calabria, 14 luglio 2010 - Presidente, autorità civili e militari, Sono particolarmente lieto di poter partecipare a questa storica ricorrenza politica che segna un passaggio importante per la nostra Calabria, quella del ricordo per la nascita dell’istituzione della Regione. Ci troviamo a discutere e a ricordare le scelte effettuate dall’allora classe dirigente che tanto fecero discutere, non solo in Calabria ma anche nel resto del paese. La nostra Regione nasceva con presupposti che hanno portato ad anni di contrapposizioni e divisioni, molte delle quali ricostituite con fatica ed impegno dalle successive generazioni, in grado di saper esprimere quei sani valori dell’altruismo e della lotta per il bene comune. A distanza di 40 anni, il nostro regionalismo, frutto di numerose tristi incomprensioni, va riletto con gli occhi della storia e nuovamente interpretato nel suo significato più profondo, perché con il tempo le sfide si sono fatte più difficili e competitive. L’impegno di chi in quegli anni ha operato su più fronti, anche con grande impegno, è stato spesso interpretato in termini di difesa del proprio territorio, rafforzando un clima a tratti ostile. Le scelte di allora ci hanno portato a dividerci piuttosto che a unirci per rendere sempre più forte il nostro territorio, una condizione aggravata dal clima teso di un lungo periodo, quello tra gli anni 70 ed 80, contraddistinto da altre fratture sociali ed economiche che certamente non hanno agevolato processi di unità e collaborazione. Nelle nostre provincie si sono create più illusioni che certezze, è la storia che ci porta in dote questa triste realtà, legata principalmente al fallimento dei poli industriali e a scelte che poco hanno avuto attinenza con le tradizioni e le aspirazioni della Calabria. Riflettere sul quel periodo significa anche leggere le due facce del regionalismo calabrese, in grado di saper esprimere grandi professionalità come anche grandi contraddizioni. Nel corso degli anni molta strada è stata percorsa, ricordo con particolare emozione l’apertura della nuova sede del Consiglio Regionale, a Reggio Calabria, “palazzo Campanella”, la casa dei calabresi, che ebbi la fortuna di inaugurare da Presidente dell’assemblea. Si è trattato di una tappa fondamentale, per ricucire storiche ferite e riconciliare un popolo che attende il riscatto dovuto. La politica calabrese ha assunto una veste più identificativa, avviandosi verso un cammino di maggiore normalità e di confronto con le altre istituzioni regionali ed internazionali, quali l’Unione Europea. Da quel lontano 14 luglio di 40 anni fa, siamo tutti chiamati a guardare al futuro della Calabria, partendo dal principio che è indispensabile completare il processo di unificazione, territoriale e politico. La scelta capillare e trasparente di un reggino a Presidente della Calabria da parte di tutte le cinque provincie, rappresenta un messaggio forte che i cittadini hanno voluto consegnare alla politica. E per quanto ci riguarda, il messaggio è stato raccolto. Appare del tutto evidente l’importanza che le Regioni assumono nell’ottica del panorama politico nazionale, restituendo a noi amministratori una grande chance da mettere a disposizione per i nostri concittadini. Abbiamo chiamato a collaborare al progetto di rilancio, figure che avvertono quanto mai un solo grande bisogno, contribuire a rendere chiara l’esigenza di una Calabria compatta e moderna. Questa è l’idea che coltivano tutti i calabresi, questo è il concetto unificante che ci deve rendere più forti e coesi, soprattutto alla luce di questi ultimi difficili mesi del nostro paese. Fare squadra è un modo di operare che intende coinvolgere tutti coloro che nel proprio ambito hanno a cuore le sorti della Calabria, convinti che le forze positive e la legalità è la strada migliore per uscire dal tunnel dell’emergenza. Dalla crisi generalizzata che coinvolge tutto il paese le Regioni d’Italia e la Calabria in particolare è chiamata a rispondere alla scommessa del “federalismo”, attuando scelte coraggiose, in gran parte dettate dalle necessità di mantenere un buon livello di servizi da erogare al cittadino. Caro Presidente Talarico i primi segnali che giungono dal Consiglio che tu presiedi dandone prestigio, sono decisamente positivi. Certo, il cammino che ci attende non è comunque facile, siamo dentro ad una crisi che condiziona il nostro operato, ma è più forte la voglia di superare le note emergenze (sanità, ambiente, infrastrutture, occupazione) per poi investire su quelli che sono i settori fondamentali e reali per lo sviluppo socio-economico della Calabria: il turismo, l’agricoltura, l’imprenditoria, la ricerca scientifica. Oggi il regionalismo sta trovando la sua definitiva identità, ecco perché chiamiamo a raccolta tutta la Calabria, emarginando la criminalità ed esaltando le energie ed i tanti cervelli per segnare una svolta di serenità, sicurezza e progresso. Che questa ricorrenza sia quindi un motivo di festa per l’intera Regione, lo dico con convinzione, spinto dalla grande passione e partecipazione che ho riscontrato nel corso degli ultimi mesi da migliaia di calabresi che ci hanno chiesto chiaramente di cambiare per migliorare. |
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LA REGIONE VENETO ASSEGNA ALLE COMUNITA’ MONTANE 687 MILA EURO PER LA GESTIONE ASSOCIATA DI FUNZIONI COMUNALI |
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Venezia, 14 luglio 2010 - Ammontano a complessivi 687 mila euro i contributi che la Giunta regionale, nella seduta di ieri , su proposta dell’assessore agli enti locali Roberto Ciambetti, ha erogato per l’anno in corso alle Comunità Montane per finanziare la gestione dell’esercizio di funzioni comunali ad esse delegate dai Comuni associati. Entro la data del 30 aprile scorso hanno presentato domanda di contributo 18 Comunità montane per un totale di 144 Comuni. Questi ultimi hanno scelto la gestione associata principalmente per le funzioni attinenti i servizi sociali, la manutenzione ambientale, i servizi informatici, la protezione civile, la gestione del personale, le entrate tributarie, i servizi culturali (biblioteche). Tale gestione deve essere garantita per un periodo non inferiore ai cinque anni e nell’erogazione dei contributi sono state privilegiate le Comunità Montane che sono state delegate dal maggior numero di Comuni appartenenti alle stesse. “Abbiamo ritenuto di privilegiare le forme di gestione sovra comunale – spiega l’assessore Ciambetti – perché costituiscono la strada maestra per la razionalizzazione nella gestione dei servizi, senza penalizzare i cittadini. Bisogna garantire qualità e standard elevati di intervento e ciò sarà possibile solo attivando sinergie che permettano economie e risparmi. Razionalizzare la spesa attraverso gestioni associate significa recuperare risorse senza colpire i cittadini e ciò assume una rilevanza straordinaria soprattutto nell’area montana, dove il vivere non è facile e comporta sacrifici”. “Che questa azione riguardi ben 144 Comuni raggruppati nelle 18 Comunità montane ammesse al contributo – ha concluso Ciambetti – è importante, perché la gestione associata permette ai singoli Comuni di mantenere la propria identità, pur abbattendo costi nell’erogazione di servizi effettuati appunto tra più amministrazioni”. Questo il riparto dei contributi: Comunità Montane della Provincia di Belluno: Agordina, euro 40.749; Alpago, euro 88.688; Belluno – Ponte nelle Alpi, euro 24.413; Cadore – Longaronese – Zoldo, euro 54.793; Centro Cadore, euro 40.418; Comelico e Sappada, euro 31.323; Valle del Boite, euro 30.511; Feltrina, euro 72.608; Val Belluna, euro 54.791. Comunità Montane della Provincia di Vicenza: Agno – Chiampo, euro 14.554; Alto Astico e Posina, euro 47.752; Dall’astico al Brenta, euro 32.762; Brenta, euro 46.470; Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, euro 35.153; Leogra – Timonchio, euro 6.123. Comunità Montane della Provincia di Verona: Lessinia, euro 19.442; Baldo, euro 29.104. Comunità Montane della Provincia di Treviso: Prealpi Trevigiane, euro 17.847. |
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EURO-MEDITERRANEO: LA BASILICATA E’ ASSENTE |
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Potenza, 14 luglio 2010 - “La Regione Basilicata è l’unica regione del Mezzogiorno completamente assente nelle iniziative di cooperazione euro mediterranea nonostante, come ha dimostrato il Forum Euro-mediterraneo di Milano, da gennaio una decina di Paesi della sponda sud dell´area hanno abbattuto i dazi negli scambi commerciali, pur non essendoci ancora una zona di completo libero scambio che doveva entrare in vigore quest’anno secondo le intese della Conferenza Euro-mediterranea di Barcellona del 1995, con una crescita dell’ export italiano, in soli tre mesi, del 23,2 per cento”. A sostenerlo è il coordinatore regionale vicario del Pdl, senatore Egidio Digilio, per il quale “avere a Matera un Ufficio Cooperazione Euromediterranea, attestato al Dipartimento Formazione-lavoro, con un dirigente, sinora non ha prodotto un solo progetto, anche perché il Governatore De Filippo non ha mai consentito la piena funzionalità dell’Ufficio preferendo accentrare tutto nella sua persona. Così la Basilicata e le piccole e medie imprese lucane perdono una grande occasione di business e se non fosse per l’attività di informazione ed assistenza delle due Camere di Commercio non ci sarebbe nemmeno quel poco di scambio commerciale che coinvolge alcune aziende della regione nei Paesi del bacino mediterraneo. Ci chiediamo che fine ha fatto il progetto di “Banchina Basilicata” al porto di Taranto sul quale negli anni passati la Giunta Regionale, attraverso gli accordi con l’Eni-agip che gestisce la struttura portuale per il trasporto del petrolio estratto dalla Val d’Agri, aveva puntato. Anche il vicino porto di Salerno, dopo i lavori di ampliamento e di ulteriore infrastrutturazione logistica, è diventato un importante hub per gli scambi commerciali con i Paesi del Nord Africa ed è sicuramente una struttura strategica per le nostre aziende”. Digilio riferisce inoltre dei dati forniti dal viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso: quest´anno il target delle nostre esportazioni è fissato a 22 miliardi di euro nel comparto industriale (rappresenta il 95% di tutto il nostro export verso l´area), comunque una cifra record; in un paio d´anni la meta possibile è quella di piazzare beni per 30 miliardi di euro, grazie a un´ottimale combinazione tra vendite e investimenti. Dunque – conclude – anche il made in Basilicata può esportare l´esperienza dei distretti produttivi, nonostante la crisi del polo del salotto, e puntare sull’alimentare, mentre gli imprenditori del bacino Mediterraneo possono far tesoro delle nostre tecnologie avanzate, ma adattabili all´attuale livello di sviluppo dei diversi Paesi. |
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OGGI LA GIORNATA UIL FPL “PROTESTARE SENZA COSTARE” |
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Potenza, 14 luglio 2010 - “Si svolgerà domani (oggi ndr)in tutto il Paese la giornata di protesta promossa dalla Uil Fpl, per migliorare la manovra finanziaria del Governo, intitolata “ Protestare senza costare”. Tutti i dipendenti della Sanità e degli Enti Locali, ma anche tutti i cittadini utenti, tramite il sito della Uil Fpl Nazionale, « www.Uilfpl.it/ », - spiega in una nota il segretario regionale del sindacato di categoria Antonio Guglielmi - potranno inviare al Governo una cartolina di protesta per sostenere la qualità dei servizi, affermare la dignità del lavoro pubblico e difendere il potere d’acquisto dei salari. Saranno in migliaia anche in Basilicata – prevede Guglielmi - coloro che parteciperanno a questa protesta per sostenere la richiesta di modifica alla manovra finanziaria del Governo”. |
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VENETO: CHI SONO I NUOVI SEGRETARI REGIONALI |
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Venezia, 14 luglio 2010 - Il nuovo segretario generale della programmazione è Tiziano Baggio, nato a Castelfranco Veneto (Treviso) l’1 marzo 1957. Si è laureato in economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, nel 1982. Tra le esperienze professionali precedenti è stato tra l’altro commissario straordinario di un ente pubblico d’interesse nazionale (2010), amministratore delegato di un gruppo leader europeo che produce e commercializza strutture d’arredo per interni (2007-2009), amministratore delegato e poi presidente di un gruppo internazionale del settore metalmeccanico con aziende in Italia e in Europa (2001-2006). In precedenza era stato responsabile finanziario e amministrativo di altri gruppi veneti. E’ stato anche presidente di una società di trasporto pubblico extraurbano. Domenico Mantoan è il nuovo segretario regionale dell’area “servizi alla persona” per il coordinamento e sviluppo di politiche socio-sanitarie, per la tutela della salute del cittadino e delle comunità. E’ nato il 12 luglio 1957. Si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Padova nel 1982. Dal 2008 era direttore generale dell’Ulss 4 Alto Vicentino, oltre che componente della Commissione Tariffe su nomina del Ministero della Salute, consulente giuridico del ministro del welfare Maurizio Sacconi e coordinatore della Commissione nazionale sulla riabilitazione. Nel 2007 è stato dirigente dei servizi sanitari della Regione. Per gli altri segretari regionali i “curricula” sono disponibili, come per tutti i dirigenti regionali, in ordine alfabetico al seguente indirizzo internet: http://www.Regione.veneto.it/la+regione/trasparenza+amministrativa/curricula+vitae.htm |
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OFFRIRE PIÙ POSSIBILITÀ DI ACCEDERE ALLE PROFESSIONI GRAZIE ALLA LEGGE REGIONALE ATTIVATI 1.318.000 EURO DI FINANZIAMENTI |
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Firenze, 14 luglio 2010 - «La Toscana è stata la prima Regione a dotarsi di una legge che si prefigge di facilitare l´ingresso nel mondo del lavoro sulla base di criteri quali il merito e la leale competizione. Ed è attraverso strumenti come la formazione, l´accesso agevolato al credito, l´utilizzo di finanziamenti comunitari e regionali che vogliamo creare maggiori garanzie ed opportunità ed invertire la tendenza diffusa a livello nazionale di un mandato quasi ´ereditario´ nelle professioni, dove i figli molto spesso fanno il lavoro dei padri». Lo ha detto oggi l´assessore regionale alle professioni, on. Riccardo Nencini, nel suo intervento al convegno "Servizi per le professioni" che si è svolto a Firenze, organizzato da Regione Toscana e dall´Oice, l´Associazione di categoria, aderente a Confindustria, per presenta re le attività del Consorzio Professional Service. La legge regionale 73/2008 sostiene le professioni nel loro sviluppo e aiuta le imprese che hanno sempre più bisogno di tecnici e professionisti preparati attraverso agevolazioni al credito, garanzie per i prestiti a tirocinanti e professionisti e l´utilizzo di strumenti finanziari comunitari e regionali. Fino ad oggi sono stati concessi 158 prestiti d´onore e garanzie a giovani professionisti per oltre 1.318.000 euro. «E´ una legge ancora giovane – ha aggiunto Nencini - ma è la prima in Italia e altre Regioni stanno seguendo il nostro esempio. L’impegno è quello di effettuare, già a fine anno, un bilancio di questo primo periodo di applicazione per apportare le modifiche necessarie e renderla ancora migliore e rispondente ai bisogni del mondo delle professioni – ha concluso - con una particolare attenzione ai giovani». |
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IMMIGRATI - EMILIA-ROMAGNA PRIMA IN ITALIA PER INTEGRAZIONE SECONDO IL SETTIMO RAPPORTO CNEL. ERRANI: RICONOSCIUTA LA QUALITÀ DEL NOSTRO LAVORO. |
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Bologna, 14 luglio 2010 - “ll settimo Rapporto Cnel sugli indici di integrazione degli immigrati in Italia, diffuso oggi, evidenzia la qualità del lavoro che stiamo facendo in Emilia-romagna, regione al primo posto in assoluto nel Paese, con eccellenze per inserimento scolastico, formazione delle famiglie, accesso alla cittadinanza”. Lo afferma il presidente della Regione Emilia-romagna Vasco Errani, sottolineando come “la nostra realtà è multietnica e richiede dunque politiche sempre più aperte all’integrazione sociale ed economica e fondate sull’eguaglianza e sul rispetto dei diritti democratici e di libertà”. “Dobbiamo fare molto di più su questa strada - continua Errani – penso ai temi dell’economia, dell’inserimento lavorativo, dell’effettiva parità di trattamento e di opportunità sul lavoro e nella società, con una specifica attenzione all’apprendimento dell’italiano e alle condizioni di vita delle donne immigrate”. “Così come è indispensabile – conclude il Presidente della Regione Emilia-romagna - cambiare e adeguare la normativa nazionale, a cominciare dalla legge Bossi-fini che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza ed inefficacia”. |
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COOPERAZIONE G.R. UMBRIA ADOTTA “DDL” DI MODIFICA PER PROMOZIONE E SVILUPPO SETTORE |
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Perugia, 14 luglio 2010 - La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Gianluca Rossi, ha approvato un disegno di legge che modifica ed integra l’attuale legge regionale (L.r. N. 24/’97) in materia di cooperazione. “La Regione Umbria – ha detto Rossi - ha sempre considerato la cooperazione una componente rilevante per la crescita economica e sociale del territorio. Da qui la necessità di disporre di uno strumento legislativo più adeguato, che aiuti concretamente la competitività dell’impresa cooperativa sui mercati, pur mantenendone l’identità”. Le modifiche offrono un “quadro normativo di principio, dinamico e flessibile”, lasciando poi alla programmazione regionale l’individuazione degli strumenti di attuazione. In particolare la nuova normativa sostituisce l’Art. 1 con due nuovi articoli per dare maggiore rilevanza al ruolo della cooperazione, evidenziando lo scopo mutualistico del settore ed il principio della intergenerazionalità nel capitale umano ed economico dell’impresa cooperativa. I cambiamenti apportati agli art. 2 e 3 riguardanti la Consulta regionale della cooperazione ed i suoi compiti, hanno l’obiettivo di arrivare ad una maggiore semplificazione (con una riduzione da 6 a 3 membri) e di rafforzarne le competenze. La Consulta potrà formulare proposte ed indirizzi anche in materia di azioni positive per l’inserimento lavorativo in ambito cooperativo di persone e categorie svantaggiate. Un nuovo articolo prevede inoltre che la Conferenza regionale abbia cadenza almeno quinquennale, allo scopo di favorire il confronto sulle politiche di sviluppo delle imprese cooperative nell’economia umbra e rafforzare i rapporti fra cooperazione, soggetti istituzionali e parti sociali. Gli interventi a sostegno e sviluppo del settore (Art.5) saranno attivati nell’ambito degli strumenti della programmazione regionale, nazionale e comunitaria e, in particolare per quanto riguarda il sostegno delle cooperative che operano nei settori extra-agricoli, nel Programma regionale per lo sviluppo, innovazione e competitività del sistema produttivo regionale (L.r. 25/2008). Gli interventi sono finalizzati a favorire l’accesso al credito, la nascita di nuove imprese cooperative, l’integrazione e la creazione di reti stabili di imprese cooperative e la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale nonché il trasferimento e l’innovazione tecnologica. All’articolo 8 è previsto un contributo regionale a sostegno delle attività di studio e di ricerca sulla cooperazione, attraverso la collaborazione tra Agenzia Umbria Ricerche, Camere di Commercio e Centrali Cooperative al fine di supportare la programmazione e gli interventi regionali rivolti al settore, assicurare agli organismi pubblici e privati informazioni e dati e monitorare gli effetti degli interventi pubblici. Nell’art. 10 si specifica che la promozione sui mercati dei soggetti operanti nel settore della cooperazione è parte delle politiche regionali di internazionalizzazione, come parte integrante del complesso delle politiche messe in atto dalla Regione a sostegno del sistema produttivo umbro. “La cooperazione – ha affermato l’assessore Rossi - è un’importante componente dell’economia e del tessuto sociale e culturale dell’Umbria, dove si è sviluppato un movimento cooperativo variegato e vivace, capace di dare contributi significativi alla produzione e all’occupazione. Il ruolo economico della cooperazione è stato in molti casi decisivo per la crescita e lo sviluppo di aree geografiche e ambiti di attività altrimenti non dotati di vere e proprie opportunità. Il disegno di legge, già sottoposto alla partecipazione delle Centrali Cooperative e dei sindacati – ha colluso l’assessore, è stato inviato alla competente commissione del Consiglio regionale per la definitiva approvazione”. Dal “Rapporto sulle cooperative umbre” (presentato da Unioncamere Umbria di Terni nel 2008 nell’ambito della Conferenza regionale sulla cooperazione) a dicembre 2007 erano iscritte in Umbria 1.573 imprese cooperative, di cui 1.156 attive. Da uno studio basato su 412 imprese cooperative, con bilanci formali della loro attività regolarmente presentati per tre anni, valore della produzione superiore a 5 mila euro e con almeno un addetto, è emerso l’impegno di 19.700 operatori. Un numero di produttori pari al 5,2% dell’occupazione regionale totale. Nel 2006 (anno per il quale sono disponibili 494 bilanci) si evince che le cooperative contribuiscono con 500 milioni di euro di valore aggiunto, pari al 3% del valore aggiunto complessivo dell’Umbria. |
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PROVINCIA DI PARMA, PROVINCIA DELL’INTEGRAZIONE PUBBLICATO IL RAPPORTO DEL CNEL. L’EMILIA ROMAGNA LA REGIONE PIÙ OSPITALE |
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Parma 14 luglio 2010 – “ E’ un elemento positivo, di soddisfazione non solo per gli immigrati ma per tutti, perché essere accoglienti vuol dire avere condizioni oggettive in cui le persone si possono ritrovare, fare un progetto per la loro famiglia e il loro futuro. Si conferma un modo di essere su questo tema, un modo adulto, laico, sereno, che crea condizioni in cui coesione, convivenza, reciprocità sono alla base di un successo di questo tipo”. Per l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani il primo posto, insieme all’Emilia Romagna, conquistato dal nostro territorio nella classifica del Cnel sugli indici di integrazione è un risultato davvero importante e non solo per gli immigrati. “Nel dna dell’accoglienza c’è una condizione di parità di opportunità e di occasioni offerte a un ampio ventaglio di persone e tutti quelli che le sanno raccogliere possono farlo. Non importa da che parte del mondo arrivano o che offerta ci chiedono”. Un sentoreche l’integrazione fosse un elemento consistente in Provincia ce lo avevano avuto anche qualche mese fa, davanti ai dati del report sull’immigrazione. “Un numero così significativo di cittadini, 50mila persone, ci ha stupito perché non si ha l’impressione di reggere questo impatto – dice Saccani – persone che sono venute per lavorare, rimboccarsi le maniche e trovare le soluzioni organizzative per se e per la propria famiglia. Lo dimostrano il bassissimo numero di immigrati nelle case pubbliche, e l’altissimo numero di ragazzi che vanno a scuola. E lì c’è un livello di convivenza alto, di qualità, una integrazione reale”. Per Marcella Saccani il segnale che viene dal rapporto del Cnel premia anche chi ha avuto in questi anni un atteggiamento aperto. “Va detto grazie non solo alle istruzioni, ai comuni e alle imprese ma anche a tutte quelle realtà di volontariato che nella prima accoglienza si sono spese tantissimo e hanno fatto crescere dei cittadini fino a farli diventare a loro volta dei volontari. Costruendo associazioni e gruppi di interesse diventano insegnamento per gli altri e il primo strumento di coesione sociale”. Proprio l’associazionismo degli immigrati, secondo l’assessore provinciale alle Politiche sociali è il primo strumento di prevenzione contro la microcriminalità perché stare meglio per gli immigrati vuol dire maggiore sicurezza. “Far leva sull’idea di cittadinanza attiva, partecipazione, e condivisione, come ha fatto la Provincia in questi anni anche con l’ultima iniziativa del Coordinamento provinciale, credo sia uno degli strumenti più importanti. D’altra parte anche il Ministero degli Interni non ci nega questa attenzione tant’è che siamo arrivati primi assoluti su 550 progetti presentati sul tema dell’integrazione e di recente abbiamo ottenuto insieme al Ciac un altro importante riconoscimento in due azioni destinate ai rifugiati politici”. Ma oggi, con un quadro di riferimento reso più complicato dalla crisi e molto meno facile di quanto si immagini cosa accade? “Non credo sarà messo in discussione da un semplicistico prima gli italiani poi gli immigrati – conclude Saccani - Parma è una provincia che ha la maturità di sapere e dire: a ciascuno il suo, la sua opportunità e la propria possibilità. Anche la crisi sarà superata per il bene di tutti e per il benessere diffuso che c’è nel nostro territorio, per il lavoro che si fa in tanti, con una vocazione alta perché quando si fa sistema i risultati si ottengono”. |
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