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Notiziario Marketpress di Mercoledì 14 Luglio 2010
RAPPORTO ENEA FONTI RINNOVABILI 2010 PRESENTATO OGGI IN CONFINDUSTRIA  
 
Roma, 14 luglio 2010 - L’enea ha presentato ieri in Confindustria il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 per fornire agli imprenditori un’ampia e approfondita analisi del settore delle rinnovabili in Italia, che comprende previsioni di scenario a livello nazionale e internazionale ed una panoramica delle tecnologie più promettenti. Scopo della presentazione è di coinvolgere gli imprenditori interessati al settore delle rinnovabili con l’obiettivo di contribuire alla costituzione di una vera e propria filiera industriale delle energie rinnovabili in Italia. L’ing. Giovanni Lelli, Commissario Enea, ha evidenziato: “Il Rapporto sulle Rinnovabili testimonia l’impegno dell’Enea in supporto al sistema Paese per sostenere le scelte di investimento degli operatori industriali in termini di tecnologie energetiche e per favorire il trasferimento dell’innovazione tecnologica nelle loro realtà produttive. A questo proposito, Enea e Confindustria hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa che promuove un rapporto più stretto tra il sistema della ricerca e il sistema industriale, con l’obiettivo di accelerare l’introduzione di innovazione nei settori industriali delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e delle tecnologie low-carbon, come opportunità per favorire l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese italiane in linea con le istanze di sviluppo economico sostenibile del sistema energetico.” Il Prof. Giampaolo Galli, Direttore Generale di Confindustria, ha commentato: “Per consentire il massimo rendimento delle energie rinnovabili nel minor tempo possibile è essenziale investire nell’attività di ricerca e sviluppo tecnologico, serve dunque un’azione sinergica tra il mondo scientifico e quello industriale per sviluppare nuove tecnologie in grado di rispondere alle esigenze della domanda nazionale proveniente dagli sviluppatori degli impianti e di reggere la sfida concorrenziale con i produttori internazionali, legando così lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la crescita industriale ed occupazionale del settore. E’ in quest’ottica che Confindustria ed Enea hanno recentemente sottoscritto un importante protocollo d’intesa volto a consolidare una già avviata collaborazione strategica finalizzata da un lato a sviluppare la ricerca industriale e dall’altro a elaborare e condividere scenari previsioni e d’impatto sul sistema paese della normativa nazionale e comunitaria in materia energetica.“ Enea - Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 Nota tecnico informativa - Crisi economica, aumento dei costi e delle incertezze legate all’approvvigionamento energetico, crescita delle emissioni e rischio cambiamenti climatici sono le sfide urgenti che il settore energetico deve affrontare: le fonti rinnovabili, assieme ad un uso più razionale dell’energia, sono la chiave per superare questi ostacoli e andare verso uno sviluppo economico di tipo sostenibile. Nell’ultimo decennio si è assistito ad una crescita straordinaria a livello internazionale dell’offerta di energia da rinnovabili che, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, è arrivata a coprire nel 2007 il 12,4% dell’offerta totale di energia primaria e il 17,9% di elettricità. In particolare l’energia da fonte solare ed eolica, è cresciuta rispettivamente, dal 1990 al 2007, a tassi medi annui del 9,8% e del 25%, di gran lunga superiori al tasso di crescita dell’offerta mondiale di energia primaria (1,9%). Anche nell’Unione Europea il progresso delle rinnovabili si sta consolidando. Secondo Eurostat, la capacità installata per la produzione elettrica è salita del 54% dal 1997 al 2007 e l’elettricità da rinnovabili è arrivata a coprire nel 2008 una quota pari al 16,4% del totale (Eurobserv’er 2010). E’ indicativo di questo successo il fatto che, tra il 2008 e il 2009, in Ue la nuova capacità installata in impianti alimentati a fonti rinnovabili abbia costituto il 61% del totale della nuova capacità istallata, contro una quota che nel 1995 era del 14%. Nel nostro paese, grazie anche all’elevata remunerazione del sistema incentivante, alcune fonti hanno raggiunto sviluppi molto incoraggianti. Nel settore fotovoltaico la nuova capacità installata nel solo 2009 (574 Mwp) è stata largamente superiore a quella cumulata complessivamente fino all’anno precedente (458 Mwp), facendo superare la soglia di 1 Gwp. Quanto all’eolico, l’Italia risulta il terzo paese in Europa nel 2009, sia per nuova potenza installata (1.113 Mw) che per potenza cumulata (4.850 Mw). La corsa alle rinnovabili è cominciata anche per l’Italia, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Sussiste infatti ancora un notevole ritardo in altri settori delle rinnovabili, in particolare nei settori del solare termico e della biomassa, in cui il nostro Paese è ancora ben lontano dallo sfruttare il potenziale disponibile. Un caso eclatante è costituito dal solare termico, in cui l’Italia è posizionata al quattordicesimo posto tra i paesi Ue, con una potenza installata di 23,4 kWth ogni 1.000 abitanti rispetto ai 362 kWth dell’Austria. Come prospettato negli scenari dell’Enea, il raggiungimento degli obiettivi assunti in ambito comunitario (17% di energia da rinnovabili sul totale dei consumi finali) implica una forte diffusione delle tecnologie esistenti e l’introduzione accelerata di quelle ancora in fase di sviluppo. Uno scenario di accelerazione verso uno sviluppo delle tecnologie low-carbon segnerà un cambiamento di rotta in direzione di uno sviluppo più sostenibile del nostro sistema energetico e potrà costituire una opportunità per una più rapida uscita dalla crisi economica in corso. Nello scenario Enea di “accelerazione tecnologica” il ricorso all’efficienza energetica e alle rinnovabili consentirà nel lungo periodo (2040) di dimezzare le emissioni di Co2 rispetto ai livelli del 2005 e, già nel medio periodo (2020), quasi un quarto dell’abbattimento totale sarà possibile grazie alle rinnovabili, principalmente biocombustibili e rinnovabili elettriche. La forte spinta alla produzione di energia da fonti rinnovabili ha dato luogo a livello internazionale ad uno straordinario aumento del tasso di crescita degli scambi di prodotti manifatturieri relativi a queste tecnologie, in particolare nei settori eolico e solare. A partire dal 2002 buona parte dei paesi europei ha risposto iniziando un proprio percorso di “rinnovamento tecnologico” basato su adeguate politiche industriali per stimolare gli investimenti in nuova capacità produttiva nazionale di tecnologie per le rinnovabili. L’italia, seppure in linea con l’Europa nel ricorso alle tecnologie per le rinnovabili, presenta ancora un forte ritardo nell’adeguamento della propria capacità produttiva, che ha generato negli ultimi anni un aumento delle importazioni di quasi il 50% rispetto al 12% dell’Ue. Si assiste quindi ad una fase di dipendenza energetica per il cui superamento sarà fondamentale sviluppare le capacità e le competenze presenti nel tessuto industriale italiano, orientandole verso investimenti innovativi in grado di recuperare una leadership tecnologica e migliorare il nostro posizionamento strategico in segmenti di mercato emergenti, a diversi livelli di maturità tecnologica. Alle potenzialità connesse alle molte tecnologie promettenti per il nostro paese (dalle rinnovabili termiche, solare e biomasse in primis, al fotovoltaico e ai biocarburanti di nuova generazione, al solare a concentrazione) vanno poi associate le opportunità di investimento nel settore delle infrastrutture di trasporto e distribuzione dell’energia, dal cui sviluppo dipende un’ampia diffusione delle rinnovabili, e che necessita di investimenti per lo sviluppo di sistemi per la gestione “intelligente” dei flussi d’energia (Smart Grid). In un’ottica complessiva di forte innovazione tecnologica, l’Agenzia Enea è impegnata – a fianco del decisore pubblico e degli operatori industriali – a sostenere, con le competenze e le esperienze sviluppate nei suoi laboratori scientifici, quelle scelte di investimento che sono alla base di un sistema energetico ambientalmente ed economicamente più sostenibile.  
   
   
CAMPOBASSO - AZIENDE TERMOIDRAULICHE CERCASI PER PROGETTO DI RICERCA SULL’USO RAZIONALE DELL’ENERGIA.  
 
Campobasso, 14 luglio 2010 - La Camera di Commercio di Campobasso cerca aziende termoidrauliche e/o elettriche disposte a partecipare ad un progetto di ricerca sull’uso razionale dell’energia. L’intervento nasce dal progetto “Realizzazione di un sistema elettrico per un complesso di attività gravitanti su un polo dì assorbimento finalizzato all’uso razionale dell’energia” realizzato dalla Camera di Commercio di Campobasso in collaborazione con il Dipartimento dell’Energia Elettrica dell’Università “La Sapienza” di Roma. L’iniziativa si riferisce all’attività di monitoraggio di un complesso residenziale che dovrà essere dotato di un sistema di misurazione del calore e dell’energia elettrica consumata dalle singole unità immobiliari al fine di valutarne in tempo reale gli effettivi dati. Obiettivo finale dell’attività è verificare i vantaggi conseguibili attraverso l’adozione di un modello di microsistema elettroenergetico con forniture unificate e sistemi integrativi quali cogenerazione, fotovoltaico, pannelli solari, building automation. Per partecipare all’iniziativa è necessario individuare un complesso residenziale esistente in provincia di Campobasso disponibile all’implementazione a costo zero di un sistema di misura di energia elettrica e termica. Il complesso dovrà essere costituito da 20/50 unità residenziali, oltre ai servizi comuni con forniture elettriche indipendenti, dotato di una caldaia comune per la produzione di calore per il riscaldamento invernale delle unità residenziali, dotato di caldaie locali per la produzione dell’acqua calda sanitaria, dotato di una fornitura elettrica per i servizi comuni (ascensori, illuminazione ed altro). La Camera di Commercio provvederà a fornire alle aziende prescelte per il monitoraggio i materiali occorrenti e gli riconoscerà i costi relativi alla messa in opera dei materiali indicati nella specifica tecnico-economica. Le aziende ammesse al progetto dovranno monitorare il complesso residenziale per 180 giorni dall’avvenuto collegamento delle tecnologie di rilevamento al software. Gli interessati devono far pervenire le domande di adesione alla Camera di Commercio di Campobasso entro e non oltre le ore 12.00 del 22 luglio 2010; il modulo di adesione è disponibile sul sito camerale oppure presso l’Ufficio Sviluppo Locale della Camera di Commercio, all’indirizzo mail sviluppo.Locale@cb.camcom.it  Le domande pervenute saranno valutate da un’apposita commissione composta da esperti in materia energetica e da funzionari della Camera di Commercio di Campobasso.  
   
   
EDILIZIA: GOVERNO ELIMINA CONTROLLI E VINCOLI, PER L’UMBRIA SERIO PERICOLO  
 
Perugia, 14 luglio 2010 – “In materia di urbanistica ed edilizia il Governo elimina controlli e vincoli, determinando un pericolo serio per l’Umbria, terra ad alto rischio sismico e di dissesto idrogeologico”. È quanto sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici e alle Politiche abitative della Regione Umbria, Stefano Vinti. “Dietro la retorica della costituzione di una ‘impresa in un giorno’ e la necessità di semplificare l’iter burocratico per l’inizio delle attività produttive – dice Vinti - che pur è esigenza sentita, benché in questi tempi di crisi profonda non si vedano tanti imprenditori pronti a lanciarsi in nuove iniziative industriali, il governo Berlusconi si appresta a dare vita alla più grande operazione di condono preventivo in materia di urbanistica di edilizia”. “Eliminando, inoltre, la possibilità di controllo delle pubbliche amministrazioni e degli enti locali sull’attività delle imprese in materia di urbanistica e edilizia – aggiunge Vinti - il Governo mette al centro dell’intero meccanismo di regolazione sociale le esigenze delle imprese e del mercato, sacrificando beni pubblici fondamentali come l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale attuando, come se avesse già modificato l’articolo 41 della Costituzione nella direzione voluta dal ministro Tremonti, cioè della assoluta libertà di iniziativa economica privata senza obblighi di utilità sociale o di armonizzazione con l’interesse pubblico”. “Il Governo – prosegue l’assessore – attua il rivolgimento della normativa in vigore con una semplice modifica: la dichiarazione di inizio attività (‘Dia’), che attualmente occorre presentare alla pubblica amministrazione e sulla base della quale avvengono i necessari controlli che poi autorizzano o meno l’attività richiesta (il permesso di costruire, nel caso dell’attività edilizia, ad esempio), viene sostituita da una semplice autocertificazione, la ‘Scia’ (Segnalazione certificata di inizio attività), che non necessita più di controlli o atti di autorizzazione, ma diventa immediatamente esecutiva all’atto della presentazione. La pubblica amministrazione ha solo la possibilità di verificare tutti i requisiti dichiarati dal presentatore della ‘Scia’ ed entro 30 giorni, con motivato provvedimento, vietare la prosecuzione dell’attività e bloccare i lavori già iniziati, ma solo in presenza di un danno grave e irreparabile per la salute, l’ambiente e il patrimonio artistico, ma in ogni caso negoziando con l’impresa autocertificante”. “Nel campo dell’urbanistica e dell’edilizia – rileva l’assessore regionale - è del tutto evidente che con questa nuova normativa si legalizzano le irregolarità e l’abusivismo, realizzando un condono preventivo aggravato da alcuni istituti che rappresentano la pietra tombale sulla tutela dell’ambiente. Infatti, la ‘Scia’ sostituirà tutte le autorizzazioni e i nulla osta e che il silenzio della pubblica amministrazione decorsi i 30 giorni dalla presentazione dell’autocertificazione vada interpretato come assenso, mettendo in atto una generalizzazione di una norma eccezionale fino ad oggi, tanto più che quando riguarda beni ambientali, culturali e paesaggistici il silenzio è sempre stato interpretato come rifiuto, come previsto dal Codice dei beni culturali approvato dal governo Berlusconi nel 2004. Inoltre, dopo aver previsto che anche per le aree protette varrà il principio del silenzio-assenso per le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate su parere vincolante di Regioni e Soprintendenze, la valutazione di impatto ambientale potrà ora essere affidata a Università e altri enti pubblici”. “Dietro alla lotta alla burocrazia, della semplificazione e della riduzione delle spese improduttive per le imprese – afferma Vinti - c’è nella proposta di manovra in discussione al Senato, con l’emendamento all’art.49, un regalo agli speculatori, ai ‘furbetti’ e agli irregolari e una spinta alla cementificazione selvaggia in nome dei profitti facili e in barba ai vincoli di tutela dell’ambiente, del paesaggio, della sicurezza e salute dei cittadini”. “In un Paese dove il rischio sismico e idrogeologico ha comportato spesso enormi danni e perdite per una sottovalutazione delle regole e dei vincoli – dice l’assessore regionale - dove gli abusivismi, secondo il Cresme, in 25 anni sono stati un milione, dove 10mila dal 1990 a oggi sono le vittime, i feriti e i dispersi a causa del dissesto idrogeologico, dove la criminalità organizzata ha nell’edilizia un terreno privilegiato di investimento, i provvedimenti che il Governo vuole introdurre non significano solo una ‘deregulation’ pericolosissima, basti pensare a cosa avverrà per il ‘Durc’ e la positiva esperienza della sua applicazione in Umbria, per la sicurezza sul lavoro, la sicurezza del territorio, la legalità, ma – conclude - una vera e propria spinta allo scempio edilizio, alla devastazione ambientale, al Far West urbanistico”.  
   
   
API MATERA ACCELERARE TEMPI PER EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA  
 
Matera, 14 luglio 2010 “Esprimiamo preoccupazione e sconcerto per la confusione istituzionale che regna nell’Amministrazione Comunale di Matera che, a 3 mesi dal suo insediamento, non ha ancora provveduto ad assegnare all’Ater le aree per i programmi di edilizia residenziale pubblica”. Il presidente della Sezione Edili dell’Api, Michele Molinari, torna dopo un mese dalla prima denuncia a segnalare il grave danno inferto all’economia dalla mancata cantierizzazione di numerosi interventi e dal rischio concreto di revoca dei finanziamenti regionali da tempo assentiti. In totale circa 35 milioni di euro a disposizione dell’Ater, e 6 a disposizione dell’Amministrazione Comunale per i Sassi addirittura dal 1995, che non vengono spesi non si sa per quale ragione. Somme di cui la Regione recentemente si è fatta garante in conferenza di servizi. “Quale migliore occasione per l’Amministrazione Comunale – prosegue Molinari – di dare una risposta alla crisi ponendo fine alle polemiche e mettendosi a lavorare. I problemi da risolvere non mancano: dall’edilizia popolare alla raccolta dei rifiuti, dal completamento dei Pisu ai nuovi Pisus, dagli strumenti urbanistici ai Piot, ecc.. Mentre ci si accapiglia sulle postazioni in consiglio comunale, si sta solo perdendo tempo, e il Comune è ormai ingessato da oltre un anno, visto che proviene da un commissariamento”.  
   
   
CONTRATTI PUBBLICI IN EMILIA-ROMAGNA: NEL 2009 UNA DIMINUZIONE COMPLESSIVA DEL 20,4% DEGLI AFFIDAMENTI MA CRESCONO QUELLI PER INFRASTRUTTURE, ENERGIA E DIFESA DEL SUOLO.  
 
Bologna, 14 luglio 2010 - Una diminuzione complessiva del 20,4% degli importi degli affidamenti dei lavori pubblici, ma crescono quelli per infrastrutture, energia e difesa del suolo. Segno positivo per gli affidamenti di Università, Asl, Servizi ferroviari e Concessionari di trasporto autostradale ma soprattutto per Comunità montane e Unioni di Comuni. Sono questi i dati che l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici ha diffuso in questi giorni con il Rapporto annuale relativo al 2009. Il Rapporto è disponibile su Ermes http://www.Osservatoriocontrattipubblici-rer.it/  . Gli affidamenti per tipologia di opera evidenziano, per l’edilizia sociale, un incremento di valore del 33,0%, così come gli affidamenti per la produzione e trattamento di energia (+ 27,7%), e per il settore della difesa del suolo e dell’ambiente (+ 16,4%). Sulla provenienza delle imprese aggiudicatarie evidenziano negli ultimi 5 anni una costante diminuzione della quota di mercato di opere e lavori pubblici acquisita dalle imprese extraregionali che perdono 3,6 punti percentuali sul numero e 5,2 punti percentuali in relazione al valore dei contratti affidati. Quindi, sono sempre più le imprese dell’Emilia-romagna ad aggiudicarsi i contratti. Nonostante le pesanti criticità (nel corso del 2009 in Emilia-romagna il saldo tra le nuove imprese di costruzioni iscritte alle Camere di Commercio e quello delle imprese cessate è risultato negativo per 1711 unità, mentre il calo degli addetti risulta di 1651 pari al 15% degli occupati complessivi, con un aumento percentuale dei fallimenti del 30,7%), si conferma la volontà delle Pubbliche Amministrazioni emiliano-romagnole di impegnarsi a realizzare importanti opere pubbliche o di interesse pubblico, sostenendo il mercato malgrado la crisi tuttora in atto, con una maggiore cautela nel breve periodo dovuta alla loro ridotta capacità finanziaria e ai limiti imposti dal Patto di stabilità. “In questo contesto - ha sottolineato l’assessore alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli - si può prefigurare per il 2010 uno scenario in cui la ricerca di portafoglio ordini da parte delle imprese delle costruzioni sarà più competitiva che mai, con il pericolo di un incremento dei ribassi d’asta e di conseguenza la maggiore difficoltà, per le imprese regolari, di restare sul mercato, a fronte di imprese meno corrette che evadano la puntuale applicazione delle norme di sicurezza, facendo ricorso all’utilizzo di lavoro e di mezzi di produzione illegali. Noi non lo permetteremo e non abbasseremo la guardia, mettendo in campo tutti gli strumenti e le sinergie con gli enti competenti necessari per garantire sul nostro territorio la legalità e la concorrenza che premi le imprese corrette e rispettose delle regole, della legalità e della responsabilità”. Malgrado la crisi abbia prodotto una ridotta programmazione, minori bandi di gara e una diminuzione degli importi degli affidamenti, i dati evidenziano anche aspetti positivi, in particolare per quanto riguarda quelli dei lavori pubblici nei settori delle infrastrutture, dell’energia e della difesa del suolo nonché delle forniture. “È la dimostrazione che l’Emilia-romagna c’è ed è in campo. Siamo – conclude Muzzarelli – ancora in mezzo al guado ma non ci arrendiamo. Il contesto nazionale, al di là delle dichiarazioni sempre contraddittorie del Governo, è molto chiaro: nel biennio 2008-09 il Pil è sceso in Italia di 6 punti e mezzo, quasi metà di tutta la crescita che si era avuta nei dieci anni precedenti. Il reddito reale delle famiglie si è ridotto del 3,4 per cento, i loro consumi del 2,5. Le esportazioni sono cadute del 22 per cento. Questo è lo scenario di grande difficoltà in cui ci troviamo ad operare. E nonostante questo è confermata la volontà delle amministrazioni pubbliche a investire”.  
   
   
TORNA A RIUNIRSI COMMISSIONE PER NUOVA SEDE CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA  
 
Bari, 14 luglio 2010 - Si è riunito ieri pomeriggio per la seconda volta, presso la sede dell´assessorato regionale ai Lavori pubblici, la commissione di valutazione delle offerte pervenute per l´aggiudicazione dei lavori di realizzazione della nuova sede del Consiglio regionale pugliese. Lo annuncia l´assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati, spiegando che proseguiranno oggi i lavori sospesi il 9 luglio scorso , giorno di insediamento della commissione esaminatrice. Della stessa fanno parte Nicola Colaianni, coordinatore dell´avvocatura regionale che presiederà la commissione, Vittorio Lapolla, vice Prefetto, Gabriella Gianfrate, dirigente regionale, Umberto Fratino, docente del Politecnico di Bari, Marina Calamo Specchia, docente dell´Università di Bari e Domenico De Giosa, funzionario regionale in qualità di segretario. La commissione procederà secondo tutte le fasi previste dal disciplinare per l´aggiudicazione dell´appalto, verificando l’integrità, la rispondenza e la correttezza della documentazione pervenuta, passando al sorteggio per la verifica dei requisiti, nonché alla richiesta della documentazione a comprova di quanto dichiarato per giungere poi all´apertura dell´offerta economica e della verifica dell’eventuale soglia di anomalia prima di eseguire l’aggiudicazione provvisoria, che diventerà definitiva attraverso un atto ufficiale di Giunta regionale. La gara dovrebbe essere aggiudicata entro il mese di settembre. Alla gara, il cui bando è stato pubblicato il 26 aprile scorso, hanno partecipato 20 imprese: - Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna; - C.m.b. – cooperativa muratori e braccianti di Carpi; - Consorzio Stabile Busi (Capogruppo), M.b.m. S.p.a. (Mandante) di Bologna; - Consorzio Stabile Aedars S.c.a r.L. Di Roma; - Si Gen. Co. S.p.a. (Mandataria), Icom Engineering S.p.a. (Mandante) di Catania; - Procoedi Consorzio Stabile S.c.a r.L. Di Santa Venerina (Ct); - De Sanctis Costruzioni S.p.a. (Capogruppo), Rizzi-zuin & C. Errezeta Snc (Mandante) di Roma; - Consorzio Stabile Consta Soc. Cons. P. A.(capogruppo),consorzio Nazionale Cooperative di Produzione e Lavoro, Ciro Menotti S. Coop. P.a.(mandante) di Padova; - Debar Costruzioni S.p.a. (Capogruppo), Guastamacchia S.p.a. (Mandante), Monsud S.p.a. (Mandante) di Modugno; - Tecnis S.p.a. (Capogruppo), Cometal S.p.a. (Mandante), Ing. Pavesi & C. S.p. A. (Mandante), Cogip S.p.a. (Mandante) di Tremestieri Etneo (Ct); - Impresa s.P.a. Di Roma; - Baldassini-tognozzi-pontello Costruzioni S.p.a. (Capogruppo), Vega System S. R.l.(mandante) di Calenzano (Fi); - Todini Costruzioni Generali S.p.a. (Capogruppo), Giuliano Costruzioni Metalliche S.r.l. (Mandante) di Roma; - Toto S.p.a. Di Chieti; - Cooperativa Di Costruzioni Soc. Coop (Capogruppo), Coopsette Soc. Coop (Mandante), Ite Group S.r.l. (Mandante) di Modena: - - Societa’ Italiana Per Condotte D’acqua S.p.a.di Roma; - Ing. Claudio Salini S.p.a. Di Roma; - Salvatore Matarrese S.p.a. (Capogruppo),costruzioni Metalliche Prefabbricate S.r.l. Di Bari; - Costruzioni Generali S.p.a. (Capogruppo), Mambrini Costruzioni S.r.l. (Mandante), Comes S.r.l. (Mandante), Smea Sud S.r.l. (Mandante), Catena S.r.l. (Mandante) di Bari; - Sacaim S.p.a. Di Marghera (Ve). Il criterio di scelta sarà quello del prezzo più basso mediante offerta di prezzi unitari. Il progetto è stato sottoposto ad un’ulteriore fase di aggiornamento a normativa antisismica non cogente, ma meritevole allo stesso tempo di analisi per prudenza e buona amministrazione, poiché si tratta della realizzazione di un’opera pubblica di notevoli dimensioni ed importanza.  
   
   
PUGLIA: SEMPLIFICARE LE PROCEDURE DEGLI ADEMPIMENTI PER I PROGETTI IN ZONA SISMICA  
 
Bari, 14 luglio 2010 - L´assessorato regionale alle Opere pubbliche ha disposto, attraverso la pubblicazione di una circolare ( www.Regione.puglia.it/  - area tematica opere pubbliche - temi: lavori pubblici - documenti), una rivisitazione e semplificazione degli adempimenti relativi al deposito di progetti di costruzioni in zona sismica. Lo ha reso noto l´assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati che ha anche sottolineato il grande sforzo fatto dal servizio Lavori pubblici di adeguarsi al D.p.r. N. 380 del 2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). Le nuove disposizioni di semplificazione riguardanti il deposito di progetti di costruzioni in zona sismica seguono le deliberazioni approvate dalla Giunta regionale pugliese lo scorso 3 giugno, contenenti “Disposizioni organizzative in materia di semplificazione amministrativa in merito alle procedure di deposito delle “calcolazioni” relative a progetti riguardanti “opere minori” e chiarimenti interpretativi”. Nello stesso atto, la Giunta modificava anche il percorso amministrativo relativo al deposito di progetti di costruzioni in zona sismica. Dunque facilitazioni ed alleggerimenti riguarderanno da oggi non solo le cosiddette “opere minori”, ovvero quelle costruzioni che per caratteristiche tecniche, dimensioni o funzioni non comportano pericolo per la pubblica incolumità, che potranno seguire un percorso amministrativo semplificato in merito alle procedure di deposito delle relative verifiche strutturali, ma anche le procedure per il deposito di costruzioni in zona sismica, entrambe oggi gestite dagli Uffici Tecnici (ex Geni Civili) della Regione, ma che dal primo gennaio 2011 passeranno in mano alle Province. “Le nuove procedure di deposito - ha spiegato l´assessore Amati - alleggeriranno il peso delle incombenze per l´utenza e semplificheranno le procedure e gli adempimenti connessi alla presentazione di questo tipo di progetti. Con questa nuova circolare abbiamo compiuto un ulteriore passo sulla strada della semplificazione, intrapresa già lo scorso 3 giugno con l’approvazione della delibera di Giunta regionale che sarà fondamentale nell’operazione di snellimento di procedure che spesso congelavano inutilmente per mesi i progetti depositati, nonché di alleggerimento delle competenze dei Geni civili”.  
   
   
EDILIZIA SISMICA.CAMPESE INCONTRA PROVINCE PUGLIESI  
 
Bari, 14 luglio 2010 - Di decentramento in materia sismica si è occupata l’assessore alle Risorse Umane e Semplificazione, Maria Campese nell’incontro svolto con le rappresentanze provinciali. Accettato nei giorni precedenti il richiesto differimento dell’inizio delle attività amministrative tanto in materia di “ edilizia sismica” che di “ approvvigionamento idrico”, l’assessore ha fornito ampie assicurazioni relativamente tanto al trasferimento del personale adeguato allo svolgimento dei nuovi compiti che la legge regionale 36/2008 assegna alle Province che alle risorse finanziarie che verranno poste a disposizione degli Enti chiamati a far fronte alle esigenze poste dall’incremento del personale negli Uffici. Allo scopo, decisa l’istituzione di un apposito gruppo di lavoro tecnico-amministrativo che specificherà dette esigenze. L’assessore ha aggiornato l’incontro con i rappresentanti provinciali al mese di settembre, quando saranno presumibilmente i dati messi a punto dal Gruppo di lavoro.  
   
   
BOLZANO: PREMIO PER L´EFFICIENZA ENERGETICA NELLE RISTRUTTURAZIONI: PROGETTI ENTRO IL 30 LUGLIO  
 
Bolzano, 14 luglio 2010 - Architetti e ingegneri hanno ancora tempo fino al 30 luglio per presentare i progetti al concorso dedicato all´efficienza energetica nelle ristrutturazioni. Il premio viene assegnato dalla Ripartizioni provinciale Acqua pubbliche e energia e dalla Ripartizione Beni culturali. Saranno premiati progetti realizzati che si distinguono sia per un risanamento sensibile rivolto con attenzione alla costruzione esistente sia per un miglioramento del bilancio energetico. La costruzione esistente può risalire ad un periodo che va dal medioevo fino al ventesimo secolo. "Con questo concorso vogliamo mostrare come anche in Alto Adige siano presenti esempi riusciti di ristrutturazione di vecchi edifici nel segno del risparmio energetico", sottolineano gli assessori Michl Laimer e Sabina Kasslatter Mur. Possono partecipare al concorso architetti, ingegneri, singolarmente o in gruppo. Sono ammessi al concorso i risanamenti edilizi completati dopo il primo gennaio 2005, indipendentemente dalla destinazione dell´immobile (pubblico, privato, ad uso abitativo o aziendale, luogo di culto, ecc.). La valutazione dei progetti avverrà sulla base dei seguenti criteri: ottimizzazione energetica , ristrutturazione competente della costruzione esistente, qualità della proposta architettonica. Le domande di partecipazione al concorso possono essere consegnate con la relativa documentazione entro il 30 luglio all´Ufficio provinciale Risparmio energetico che ha sede in via Mendola 33 a Bolzano. Per informazioni sul bando di concorso si può consultare il sito www.Provincia.bz.it/ristrutturazione.  
   
   
EMENDAMENTO ALL´ART.49 DELLA MANOVRA CHE INTRODUCE LA “SCIA” «DEREGULATION PERICOLOSA, OSTACOLO A UNA REALE SEMPLIFICAZIONE» «UN COLPO DI MANO CHE ESPONE IL TERRITORIO ALLE PEGGIORI AZIONI SPECULATIVE»  
 
Firenze, 14 luglio 2010 - «E´ una deregulation pericolosa, che ostacola una reale e necessaria semplificazione». Così l´assessore regionale all´urbanistica della Toscana Anna Marson definisce l´articolo 49 della manovra finanziaria del Governo, da oggi in aula al Senato, che prevede l´introduzione della “Scia”, cioè la “Segnalazione certificata di inizio attività” che vale per tutte le autorizzazioni, e quindi anche per le autorizzazioni edilizie. «Anziché semplificare – spiega l´assessore – il nuovo atto contenuto nella manovra Tremonti apre una prospettiva di contenzioso notevole, e costringe le Regioni e gli enti locali a rincorrere affannosamente le cosiddette “innovazioni” che generano solo incertezza, distogliendole dall´applicarsi a introdurre plausibili e effettive semplificazioni , come già previsto dalla Regione Toscana». In ambito edilizio con la “Dia” (“Dichiarazione di inizio attività”) è già prevista da tempo una procedura semplificata per gli interventi sul patrimonio esistente, ferma restando l’autorizzazione paesaggistica. Il recente Dl 40/2010 ha ulteriormente semplificato il quadro prevedendo per alcune tipologie d’intervento l’attività edilizia libera o la semplice comunicazione di inizio lavori. «Tra gli aspetti preoccupanti della “Scia” - aggiunge Marson – c´è il fatto che il controllo può esercitarsi per via ordinaria solo entro 30 giorni (a posteriori rispetto all’inizio dei lavori, che possono essere avviati contestualmente all’invio della segnalazione) e, dopo tale termine, solo in presenza di “danni gravi e irreparabili” al patrimonio “previo motivato accertamento dell´impossibilità di tutelare comunque tali interessi”. Si tratta di un vero colpo di mano rispetto a tutte le procedure e le tutele vigenti che espone alle peggiori azioni speculative il nostro patrimonio territoriale».  
   
   
API BASILICATA: PREOCCUPAZIONE PER ANNUNCIO INTESA SANPAOLO  
 
Potenza, 14 luglio 2010 - “La decisione, paventata in questi ultimi giorni, della chiusura della filiale potentina del Mediocredito Italiano, istituto appartenente al gruppo Intesa Sanpaolo, desta non poche preoccupazioni per quanto riguarda la ‘sopravvivenza’, in Basilicata, di una solida, e stabile, rete di banche specializzate nell’erogazione di finanziamenti a medio e lungo termine alle aziende”. Ad affermarlo è il consigliere di Alleanza per l’Italia, Alessandro Singetta, il quale ritiene che “questa ennesima chiusura è la riconferma di una logica deviante che, purtroppo, molti soggetti economici (non solo istituti di credito ma anche imprese operanti in altri settori) continuano a praticare, in una sorta di ‘colonizzazione selvaggia’, talvolta fulminea, della Basilicata. Insomma, si prende ciò che si può prendere, ovviamente in termini di guadagno, e poi si ‘scappa’ dalla realtà lucana, lasciando spesso dei vuoti e dei disservizi laceranti, nonché una palese spoliazione del territorio e delle sue risorse, siano esse umane, materiali, paesaggistiche, economiche”. “Con l’eventuale chiusura dello sportello bancario in questione, siamo dinanzi – sostiene Singetta - ad una pericolosa minaccia al già delicato equilibrio della regione, soprattutto in virtù del fatto che la stessa Intesa Sanpaolo, fino a poco tempo fa, si dichiarava intenzionata ad intensificare la presenza delle sue filiali nel Mezzogiorno, arrivando persino a stipulare un accordo con Confindustria Basilicata: possibile che questi buoni propositi siano stati già accantonati? Cosa ne è stato – chiede Singetta -del dichiarato impegno del Gruppo di attuare politiche di sostegno creditizio alle piccole e medie imprese locali?”. “E’ avvilente – conclude Singetta – doversi ritrovare a constatare, ancora una volta, una spietata logica, c’è da chiedersi se di mercato, che penalizza la Basilicata ed il suo asset. Queste pratiche dovrebbero indurre una seria riflessione, perché non si possono più tollerare simili ‘sbandieramenti’ di responsabilità sociale che non trovano alcun riscontro nella realtà e finiscono solo per palesarsi per quelli che sono, ovvero mere dichiarazioni d’intento che non hanno come loro forza propulsiva lo sviluppo della realtà lucana, ma sottendono unicamente a logiche di profitto”.  
   
   
COMMERCIO, GIUNTA REGIONALE UMBRA DEFINISCE I CRITERI PER INSEDIAMENTO ATTIVITA’ COMMERCIALI E PUBBLICI ESERCIZI, AVVIA PARTECIPAZIONE  
 
 Perugia, 14 luglio 2010 – Individuare gli indirizzi e i criteri qualitativi per l’autorizzazione e l’insediamento delle attività commerciali nell’ambito dei territori comunali, anche con l’obiettivo di omogeneizzare gli interventi nel settore. Si riassume così il senso dell’atto approvato in via preliminare dalla Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore al commercio, Fabrizio Bracco. La Regione Umbria con legge regionale n. 15 del 16 febbraio 2010, ha recepito la Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno, provvedendo ad aggiornare, attraverso modificazioni ed integrazioni, le leggi regionali di settore, tra cui, in particolare, l’attività commerciale e i pubblici esercizi. “Il diritto di stabilimento delle imprese con criteri più omogenei nei vari stati dell’Unione – ha commentato l’assessore Bracco - è una grande trasformazione che intende conseguire la trasparenza del mercato, la concorrenza, la libertà di impresa, la libera circolazione delle merci. Potrà essere limitata solo per motivi imperativi di interesse generale quali la tutela dell’ambiente, del paesaggio urbano e rurale, l’ordine pubblico, la sanità pubblica, la funzionalità delle infrastrutture e l’ordinato governo del territorio. Di particolare rilievo – aggiunge l’assessore Bracco - la tutela del diritto dei consumatori di poter davvero scegliere l’esercizio commerciale ritenuto più adatto alle proprie esigenze di assortimento, prezzo e vicinanza. Teniamo presente che il commercio non è un ambito economico qualsiasi ma caratterizza l’organizzazione stessa della città e della vita sociale specie, in contesti come l’Umbria che hanno centri storici di grande importanza”. Per questo la legge regionale prevede la definizione di criteri di pianificazione territoriale ed urbanistica riferiti al settore commerciale. Essi delineano i principi per lo stabilimento delle imprese che i Comuni sono chiamati a loro volta ad adottare per migliorare la funzionalità e la produttività del sistema dei servizi relativi alle attività commerciali, valutando le caratteristiche e le tendenze della distribuzione commerciale e tenendo conto delle diverse vocazioni del proprio territorio. In seguito a tale atto i Comuni dovranno verificare preliminarmente le condizioni di sostenibilità ambientale, infrastrutturale, logistica e di mobilità relative a specifici ambiti territoriali comunali e sovracomunali per prevenire il consumo del territorio, l’alterazione del contesto ambientale e lo stravolgimento delle vocazioni naturali e individueranno le aree da ritenersi sature rispetto alla possibilità di localizzarvi nuovi insediamenti. Altro compito dei Comuni è quello relativo all’individuazione delle aree di localizzazione delle medie e delle grandi strutture di vendita, tenendo anche conto degli effetti d’ambito sovracomunale. L’obiettivo è il corretto inserimento delle medie e delle grandi strutture di vendita nell’ambito del contesto urbano verificando il livello di accessibilità della localizzazione prescelta per l’intervento dal punto di vista della viabilità interessata e dei servizi pubblici di trasporto, favorendo soluzioni che risolvano situazioni di criticità pregressa e garantiscano livelli di accessibilità pubblica. Vi è un preciso indirizzo per il contenimento dell’uso del territorio tenuto conto della dotazione a destinazione commerciale esistente, favorendo il riutilizzo di aree degradate o comunque già interessate da precedenti trasformazioni urbanistiche. “Particolare attenzione – sottolinea ancora l’assessore Bracco - è riservata al sostegno della funzione commerciale dei centri storici, delle aree ad essi adiacenti, nonché dei centri abitati delle aree montane, preservando la consistenza della rete commerciale e la presenza di esercizi ‘storici’ o di attività da valorizzare e rivitalizzare”. “L’informativa approvata dalla Giunta regionale – conclude l’Assessore Bracco – avvia una fase di concertazione per acquisire i contributi degli Enti locali, delle Associazioni dei consumatori, delle Organizzazioni imprenditoriali e dei Sindacati dei lavoratori del settore. Solo al termine di questo processo i criteri verranno definitivamente adottati dalla Giunta regionale aprendo una nuova pagina nel commercio umbro”.  
   
   
ACCORDO TRA ATHIRAT E CONFCOMMERCIO MILANO - MONZA E BRIANZA PER AGEVOLARE L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA DELLE PMI  
 
Sesto San Giovanni 14 luglio 2010 - athirat, azienda ospite dell’Incubatore d’imprese innovative Lib di Sesto San Giovanni, ha avviato un accordo di collaborazione con Confcommercio Milano - Monza e Brianza per incentivare l’innovazione tecnologica ed organizzativa tra le Pmi associate. “In Italia esiste un grosso divario tra la nostra capacità di sviluppare innovazione tecnologica avanzata e la difficoltà nel far comprendere, a buona parte delle piccole e medie imprese, l’utilità, le applicazioni e la semplicità di utilizzo di queste tecnologie. Per iniziare a superare questa diffidenza o timore nell’approccio alle nuove tecnologie, con l’Unione Confcommercio di Milano e di Monza e Brianza abbiamo pensato di proporre alle piccole aziende applicazioni semplici da installare e da usare e con una ricaduta immediata sulla gestione del proprio business”, spiega Chiara Ballari di athirat. Il primo servizio proposto da athirat alle aziende associate sarà proprio l’applicazione Crm Espresso che permette di avere in pochi giorni disponibile un sistema di gestione dei rapporti con i clienti senza investimenti in infrastrutture hardware o software, che garantisce la sicurezza dei dati e l´accessibilità web ovunque ci si trovi. “Quest’applicazione Crm ci sembrava una delle più adattate per incentivare l’utilizzo delle nuove tecnologie tra le Pmi perché permette di valorizzare e consolidare i rapporti con il cliente e, allo stesso tempo, implica l’avvio di un processo interno d’innovazione organizzativa che può avere importanti ricadute nel miglioramento della competitività aziendale”, sottolinea Chiara Ballari. Il Crm Espresso di athirat permette, infatti, di diminuire il costo di acquisizione dei Clienti (B2b o B2c), segmentare la Clientela per individuare i più profittevoli ed i più promettenti, adottare delle strategie di sviluppo del Cliente efficaci, diminuire i costi di amministrazione, migliorare i servizi post-vendita e migliorare la gestione delle informazioni aziendali. Athirat à una delle imprese innovative ospiti dell’Incubatore Lib di Sesto San Giovanni, specializzata nello sviluppo di soluzioni e tecnologie informatiche Web2.0, Crm e Mobile per le piccole e medie imprese.  
   
   
APRIRE NEGOZI ED UFFICI ALLE 7 DEL MATTINO PER CONTRASTARE IL CALDO.  
 
Trieste, 14 luglio 2010 - Un’ondata di caldo eccezionale si è abbattuta anche sulla regione Friuli Venezia Giulia e la popolazione anziana, come pure tanti cittadini affetti da malattie respiratorie o di altra natura, vivono momenti di grande difficoltà. – ha dichiarato il Consigliere Regionale del Partito Pensionati, Luigi Ferone – Il caldo umido di alcune ore di punta della giornata influiscono negativamente su tutte la attività, commerciali e non. Forse è il caso, proprio per questo, che anche nella nostra regione si sperimenti l’anticipazione dell’orario di apertura di tutti gli uffici e negozi – ha proseguito Ferone – con inizio attività alle 7 del mattino e cessazione un’ora prima, in modo da agevolare gli acquisti e l’accesso al pubblico nei vari uffici, senza dover subire le conseguenze negative del caldo eccessivo. L’inizio di tutte le attività un’ora prima garantirebbe maggiore sicurezza per anziani e bambini – ha rimarcato Ferone – e al tempo stesso porrebbe i lavoratori dei settori interessati nelle migliori condizioni per svolgere le loro attività. Sarebbe opportuno – ha concluso Ferone – che le varie amministrazioni di competenza prendessero in esame questa proposta che ritengo di assoluto buonsenso.  
   
   
QUESTION TIME SU CRISI AZIENDA COLOMBO SPA (AGRATE BRIANZA) ROMEO: “SODDISFATTO PER RISPOSTA ROSSONI E PER IMPEGNO DI REGIONE LOMBARDIA”  
 
Milano, 14 luglio 2010 – Nel question time nella seduta di consiglio regionale di ieri, l’Assessore regionale al lavoro Gianni Rossoni ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere regionale del Carroccio, Massimiliano Romeo, relativa alla situazione della Carlo Colombo Spa di Agrate Brianza. “Posso ritenermi soddisfatto – afferma Romeo – delle risposte di Rossoni e dell’impegno messo in campo da Regione Lombardia relativamente alla vicenda della Carlo Colombo di Agrate Brianza. Il 7 luglio, al termine di una trattativa protrattasi sino a notte fonda presso il Ministero del Lavoro, le parti sindacali hanno firmato un accordo con l’azienda per la gestione degli esuberi. Quest’ultimo prevede, oltre a quelli già concordati per il 2010, un ulteriore incentivo alla riallocazione dei 52 dipendenti ancora in Cassa Integrazione Straordinaria per un ammontare di 14.000 euro per ogni lavoratore, da sommarsi ad una “dote” di 1500 euro per l’attivazione di un Piano di Intervento Personalizzato. Per quanto riguarda gli impegni presi – prosegue Romeo – la Regione si è resta disponibile alla concessione di una Cassa Integrazione in Deroga di 4 mesi, rinnovabili di altri 4, per quei lavoratori che al termine della Cassa Integrazione Straordinaria (31-12-2010) non fossero ancora riusciti a ricollocarsi. Oltre a ciò, per questi dipendenti, l’azienda si è impegnata ad erogare un ulteriore contributo di 700 euro mensili a titolo di indennità per la frequenza a corsi di formazione e riqualificazione. La ratifica di questo accordo dall’unanimità dell’Assemblea dei lavoratori - conclude Romeo – è la dimostrazione che solo un’azione coordinata fra le parti sociali e le istituzioni, fra cui Regione Lombardia, ha potuto consentire che in questa vicenda si trovasse una soluzione dignitosa per i dipendenti coinvolti.”  
   
   
INDESIT, FORMIGONI: EVITARE CHIUSURA IMPIANTO  
 
Milano, 14 luglio 2010 - "Regione Lombardia condivide la logica con la quale i sindacati sono impegnati a garantire e difendere i lavoratori della Indesit ed evitare la delocalizzazione dell´azienda. Nel corso di questi mesi il Governo regionale ha adottato misure straordinarie di intervento sia allo scopo di arginare e mitigare gli effetti economici e sociali della crisi, sia per porre le premesse di un rilancio solido e duraturo. Da parte nostra continueremo con forza a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per sostenere la competitività dell´intero sistema produttivo lombardo e per garantire la coesione sociale". Lo ha detto questa mattina il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che, insieme all´assessore all´Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per affrontare insieme la situazione di crisi che coinvolge i dipendenti dello stabilimento Indesit di Brembate Sopra (Bg). A seguito dell´andamento negativo delle trattative presso il Ministero, Formigoni ha condiviso la necessità, espressa dai sindacati, di discutere nel merito il piano industriale aziendale per trovare una soluzione che eviti la chiusura di un insediamento produttivo fondamentale per l´economia del territorio bergamasco. A questo proposito, l´assessore Rossoni parteciperà giovedì prossimo all´incontro, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, dove si affronterà nello specifico il caso Indesit, "con l´auspicio - ha dichiarato l´assessore - che si possa trovare un punto di incontro tra le parti, per il bene dei lavoratori e dell´azienda stessa".  
   
   
TOSCANA: CINQUANTENNALE DEI GIOVANI INDUSTRIALI LAVORO E SVILUPPO, AVANTI TUTTA NONOSTANTE I TAGLI LA MANOVRA PUÒ COSTARE 100 MILIONI DI EURO IN MENO PER LE IMPRESE  
 
Firenze, 14 luglio 2010 - Favorire l´attrattività delle imprese, sostenere lo snellimento e la semplificazione normativa e procedurale, intervenire a sostegno dei settori strategici e dei punti critici della nostra economia, come la siderurgia, l´automotive, il tessile pratese. Questi gli obiettivi prioritari cui la Regione sta lavorando e che declinano in chiave operativa la parola d´ordine lavoro e sviluppo, all´insegna della quale si è aperta questa legislatura. Lo ha ricordato l´assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini nel corso della tavola rotonda organizzata oggi a Firenze, presso la Sala Incontri della Cassa di Risparmio, da Confindustria per celebrare i cinquant´anni del gruppo giovani degli industriali toscani. In parallelo con gli interventi di sostegno al reddito dei lavoratori e alle iniziative per favorire il riposizionamento competitivo dell e imprese, la Regione sta lavorando per potenziare l´internazionalizzazione, l´innovazione e per attrarre investimenti sul territorio. «Stiamo razionalizzando il sistema del trasferimenti tecnologico – dice Simoncini – vogliamo incentivare la creazione di reti di imprese, senza dimenticare le situazioni più colpite dalla crisi. E´ già stato avviato in consiglio il processo per la modifica delle procedure di interesse regionale, con la previsione di potere sostitutivo da parte della Regione in caso di ritardi e si lavorerà per facilitare gli insediamenti produttivi. Ma non è tutto. Ci siamo anche anche impegnati a modificare legge per l´imprenditoria giovanile, per renderla sempre più rispondente alle esigenze di innovazione e qualità del mercato». Per fare tutto questo, ha aggiunto l´assessore, la Toscana dispone, fino al 2013 delle risorse legate ai fondi europei Fesr e Fse, che sono consistenti, ma n on possono sopperire ai vuoti che inevitabilmente saranno creati dai tagli del governo». Così l´assessore Simoncini ha risposto alla domanda, rivoltagli dal moderatore della tavola rotonda, sui tagli prospettati dalla manovra del governo sui bilanci delle Regioni. «Andiamo avanti comunque, perchè la direzione è obbligata e il rilancio del manifatturiero è per noi un imperativo categorico. Ma non possiamo, da ora in poi, fare finta che i tagli non ci siano – spiega l´assessore – perchè per la Toscana si parla di un 60% in meno sulle risorse libere. Che poi vuol dire oltre 600 milioni di euro in meno, 320 il primo e 350 il secondo anno. Ciò potrebbe comportare, solo per il settore delle attività produttive, formazione e lavoro, 100 milioni di euro in meno per sostenere direttamente il sistema economico regionale».  
   
   
INCONTRO L´ASSOCIAZIONE CONTOTERZISTI DEL CONCIARIO «UN SETTORE IMPORTANTE PER L´ECONOMIA TOSCANA»  
 
Firenze, 14 luglio 2010 - I problemi e le prospettive delle imprese che lavorano in conto terzi nel settore conciario, sono stati oggi al centro dell´incontro fra l´assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini e Rossella Giannotti, presidente dell´Assa, l´associazione di categoria che raccoglie circa 200 imprese del distretto industriale di Santa Croce sull´Arno. Presente all´incontro anche l´assessore provinciale alo sviluppo economico Graziano Turini. L´assessore Simoncini ha sottolineato l´importanza e il ruolo delle imprese contoterzi -che lavorano cioè in subappalto per ditte più grandi - per la generale tenuta del distretto conciario e per l´economia e l´occupazione regionale in generale. Come hanno fatto rilevare la presidente dell´Assa e come ha ribadito anche l´assessore della provincia di Pisa, le imprese contoterzi del distretto industriale di Santa Croce sull´Arno sono piccole ma molto dinamiche. In particolare si sono distinte in processi innovativi, sia dal punto di vista delle produzioni che dell´ambiente, con una riduzione dell´inquinamento idrico e atmosferico e dell’impatto complessivo delle attività produttive sul territorio circostante. L´assessore Simoncini ha fatto presente la volontà della Regione di approfondire i temi che interessano queste aziende e di instaurare con l´associazione un dialogo permanente all´interno dei processi di concertazione nel territorio.  
   
   
CONVENZIONE ASI CL /POSTE ITALIANE: NUOVI SERVIZI ALLE IMPRESE  
 
Palermo, 14 luglio 2010 - E´ stata sottoscritta ieri una convenzione tra il Consorzio Asi di Caltanissetta e Poste Italiane che prevede la fornitura di nuovi servizi alle imprese presenti negli agglomerati di pertinenza del Consorzio. La convenzione e´ stata firmata oggi a margine di un incontro, all´Assessorato Regionale Attivita´ Produttive, tra l´assessore Marco Venturi, il Commissario Straordinario del Consorzio Asi di Caltanissetta Alfonso Cicero, il responsabile Commerciale Imprese A.t. Sicilia di Poste Italiane Spa Teresa Vitale, un funzionario del Consorzio Asi di Caltanissetta Francesco Comparato e il responsabile Venditore Imprese A.t. Sicilia di Poste Italiane Antonino Brancato. Le aziende nissene potranno usufruire sia dei servizi convenzionali come la semplice spedizione giornaliera della corrispondenza, sia di servizi innovativi come poste commerce, poste online e servizi finanziari ed usufruire del nuovo canale denominato Posteimpresa creato da Poste Italiane per essere piu´ vicina alle esigenze delle imprese. L´esperienza sara´ estesa a tutti i Consorzi Asi della Sicilia, grazie al protocollo d´intesa con Poste Italiane denominato "modello Caltanissetta", firmato oggi dall´assessore Marco Venturi. Secondo l´assessore, "il modello Caltanissetta", per i servizi prestati, rappresenta un altro passo avanti a sostegno delle aziende e rappresenta un valido contributo per la crescita di tutte le imprese operanti nel territorio siciliano". Secondo Alfonso Cicero, commissario del consorzio Asi di Caltanissetta, "l´accordo e´ un importante momento per avvicinarsi ancora di piu´ alle aziende presenti negli agglomerati del Consorzio Asi, vero motore del tessuto economico nisseno".  
   
   
MATERA, LA PROVINCIA CHIEDE INCONTRO IN REGIONE LAVORATORI EX COSIN: CHIESTO INCONTRO ENTRO GIOVEDÌ, ALTRIMENTI GIUNTA E CONSIGLIO SI AUTO CONVOCHERANNO IN REGIONE IL PROSSIMO VENERDÌ  
 
Matera, 14 luglio 2010 - Ieri si è tenuto un incontro congiunto tra giunta provinciale di Matera e capigruppo consiliari per l’esame della questione dei lavoratori ex Cosin. Nel corso dell’incontro - spiega una nota dell´ufficio stampa - è stata espressa la solidarietà della Provincia di Matera ed è stata constatata la impossibilità dell’Ente ad assicurare autonomamente una soluzione che dia prospettive di certezza ai lavoratori. Si è preso atto che nonostante le varie sollecitazioni da parte del presidente della giunta provinciale di Matera, Franco Stella, di incontrare la Giunta Regionale per discutere circa il destino dei 60 lavoratori, ad oggi nessun riscontro è intervenuto. Peraltro, neppure la richiesta formulata dalla Provincia alla Regione Basilicata affinché si ricercassero soluzioni possibili relative ai vincoli del patto di stabilità, ha finora ottenuto attenzioni concrete. È noto, infatti, come i vincoli finanziari condizionino fortemente la possibilità di affrontare le emergenze che la Provincia è chiamata a risolvere. Pertanto, il consiglio provinciale di Matera nel sottolineare la necessità di stabilire reciprocità e fare sistema tra Enti, soprattutto quando al centro dei problemi vi è la sopravvivenza delle famiglie, come in questo momento di forte crisi occupazionale, ritiene incomprensibile il comportamento della Giunta Regionale e, quindi, richiede ancora una volta un incontro immediato sulla delicata questione. Troppo tempo è trascorso dalla fase in cui la provincia di Matera ha adottato soluzioni tampone, nelle more della individuazione di una soluzione di maggiore stabilità. Pertanto la eventuale mancanza di un confronto con la giunta regionale entro giovedì 15 luglio, il Consiglio provinciale di Matera e la Giunta - conclude la nota - si auto convocheranno venerdì 16 presso la Regione Basilicata.  
   
   
AUSTRIA, DIFFICILE RIPRESA CATENA STIEFELKÖNIG  
 
Vienna, 14 luglio 2010 - La catena stiriana di calzature Stiefelkönig (122 filiali di cui 105 dislocate in Austria e le altre in Slovenia, Croazia, Serbia e Slovacchia), nel 2009 ha realizzato un fatturato di 110 milioni di euro, che risulta di molto inferiore rispetto a quello previsto. Mentre nel 2008 la perdita operativa ammontava a 3,8 milioni, nel 2009 è cresciuta a 14 milioni di euro. La ristrutturazione aziendale ha preso il via nel 2007. L´azienda ha ceduto le filiali della Turbo Schuh, che facevano parte del gruppo, al concorrente Deichmann. Una vendita completa della catena è prevista dopo la ristrutturazione. Anche il marchio Delka fa parte del gruppo e l´azienda è un franchising di Geox. Stiefelkönig dispone di 21 filiali Geox. Da poco è stato inaugurato a Vienna un grande negozio di 400 mq. La situazione del mercato di calzature - secondo uno studio della Regioplan Consulting, azienda austriaca che si occupa di analisi di mercato - vede la Leder & Schuh (Corti, Dominici, Humanic, Jello, Shoe4you) al primo posto in Austria con 3666 dipendenti, 346 filiali (di cui il 44 per cento in Austria) e un giro d´affari di 496,4 milioni nel 2009. Al secondo posto vi sarebbe la catena tedesca Deichmann con 900 dipendenti, 133 filiali in Austria e 118 milioni di euro di fatturato nel 2008. Al terzo posto troviamo Stiefelkönig con un fatturato di 110 milioni.  
   
   
RIAPRE COME COOPERATIVA LA BULLERI BREVETTI DI CASCINA  
 
Firenze, 14 luglio 2010 «La positiva conclusione della vicenda della Bulleri Brevetti Cascina è un importante risultato della tenacia dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni. Grazie al lavoro di tutti e con l´apporto tecnico decisivo di Fidi Toscana siamo riusciti a garantire la prosecuzione dell´attività produttiva, a mantenere i posti di lavoro e, soprattutto, a non disperdere un patrimonio di competenze e professionalità di alta qualità. E´ di questo che la Toscana ha bisogno per rilanciare il manifatturiero, condizione indispensabile per uscire dalla crisi più forte di come ci è entrata». Così il presidente della Regione Enrico Rossi ha commentato il salvataggio dello storico stabilimento di Cascina, specializzato nella produzione di macchinari a controllo numerico. Il presidente sottolinea il ruolo di Fidi Toscana, la finanziaria regionale che, anche in questo caso, ha fornito la garanzia alla banca per un consistente finanziamento che ha permesso di rilevare i macchinari. «Penso si possa dire che il successo di questa coraggiosa iniziativa sono più che un auspicio, una concreta indicazione per la strada che dobbiamo seguire in Toscana. Una strada che vede un forte impegno sul fronte del credito, per favorire la liquidità delle imprese e per rafforzarne gli assetti societari, assumendo quote di capitale per accompagnare il rilancio o la crescita di nuove iniziative imprenditoriali». E´ una strada già percorsa, con risultati positivi, in altre occasioni, come di recente per la Tabitaly, dove l´intervento della Regione attraverso Fidi ha permesso la ricapitalizzazione dell´azienda, o ancora per la Mabro di Grosseto, dove Fidi ha di recente deliberato un aumento della suo quota di capitale sociale. «L´esperienza di Cascina ci dimostra – osserva Ros si – che gli strumenti per superare la crisi e dare un nuovo respiro al sistema produttivo della nostra regione ci sono. E´ la dimostrazione che cambiare passo si può».