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Notiziario Marketpress di Martedì 21 Luglio 2009
 
   
  REVISIONE DEL PIANO DI SVILUPPO RURALE AIAB ESORTA L’ASSESSORE LIVIANTONI IL PRESIDENTE UMBRO VIZIOLI: “NECESSARIO SOSTENERE IL SETTORE BIOLOGICO PER AFFRONTARE LE SFIDE AMBIENTALI DI CONTRASTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI”

 
   
   Nuovi fondi stanziati dall’Unione Europea da inserire nelle modifiche al Psr 2007–2013 per sostenere il contributo positivo dell’agricoltura in termini di contrasto ai cambiamenti climatici, gestione delle risorse, biodiversità, salute dell’uomo e benessere animale. A queste, che sono state definite le nuove “sfide ambientali”, risponde pienamente il metodo di agricoltura biologica e per questo Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) ha chiesto con forza maggiore attenzione al settore, sia in sede di comitato di sorveglianza sul Psr, svolto alla presenza del rappresentante della Commissione dell’Ue, sia nella lettera scritta a tutti gli assessorati all’agricoltura delle Regioni Italiane, per arrivare ad una richiesta comune e armonizzata su tutto il territorio. Una revisione che si presenta come una grande occasione per ragionare su alcuni punti critici già evidenziati in sede di presentazione del Piano di Sviluppo Rurale da Aiab e Pro. Bio e solo marginalmente recepite dagli estensori. Uno dei principali motivi di critica alla definizione delle misure agro ambientali – ha sostenuto Vincenzo Vizioli, Presidente Aiab Umbria - riguardava proprio la scarsa attenzione alla sostenibilità dei metodi di agricoltura organica rispetto all’agricoltura convenzionale e integrata, sia in termini di minore emissione di Co2, sia per le minori esigenze energetiche, sia in termini di gestione delle risorse. Peculiarità del metodo che non sono rientrate nella definizione dei premi in termini quantitativi che, anzi, hanno subito un notevole taglio rispetto al piano precedente e l’esclusione di colture strategiche quali le foraggere ed i pascoli. Le direttive dell´Ue, contenute in due regolamenti, parlano chiaro - continua Vizioli – e la loro applicazione potrebbe riequilibrare una stesura punitiva per il biologico e per lo sviluppo delle aree rurali dell’Umbria. Tuttavia, nella proposta di integrazione del piano presentata manca ancora una strategia di insieme che rischia di diventare una nuova occasione mancata, dal momento che l´unica preoccupazione delle associazioni di categoria per l´agricoltura umbra sembra essere solo quella di dare ulteriori finanziamenti al tabacco. Aiab Umbria ha chiesto una sostanziale revisione al rialzo dei premi al biologico che ne riconosca l´utilità ambientale e la rispondenza agli obbiettivi delle “nuove sfide”, tuteli il settore e contribuisca al raggiungimento degli obbiettivi richiesti dall’Ue. Scelta necessaria perché, secondo il piano, il biologico non può accedere alle misure specifiche che verranno emanate. Non riconoscere un premio a chi quelle azioni già le fa come sistema risulta non solo una colossale beffa per il biologico, ma anche gravemente sbagliato poiché ne incentiva l’uscita dal settore per aderire a misure spot la cui sommatoria, in termini di premio, risulterà superiore a quanto previsto per il biologico, ma inferiore in termini di beneficio ambientale. Insieme alla congruità dei premi Aiab e Pro. Bio. Richiedono la conferma del premio alle colture foraggere anche per le aziende senza zootecnia, in quanto colture agronomicamente importanti per il metodo biologico. Ed ancora si rileva l´urgenza di inserire dei premi per pascoli e prati-pascolo per le aziende biologiche zootecniche attraverso misure specifiche nell’agroambiente e di prevedere un sostegno al settore avicolo e agli allevamenti apistici, colpevolmente dimenticati. In ultimo, ma non per importanza Aiab chiede di collaborare con le proprie competenze tecniche, all’elaborazione delle schede giustificative, che tanti problemi hanno creato nel precedente piano. L´incontro del Comitato di Vigilanza e la lettera inviata all’Assessore sono state anche l´occasione per denunciare i vergognosi ritardi di due anni per il pagamento dei premi dovuti agli agricoltori da parte di Agea. A quest´ultima, delegata dalla Regione come Ente pagatore per l’Umbria, Aiab e Pro. Bio hanno, inoltre, sollecitato la sottoscrizione di un protocollo in cui siano definiti tempi e modi di pagamento perché ulteriori ritardi porterebbero al fallimento di molte aziende agricole. .  
   
 

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