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Notiziario Marketpress di Giovedì 23 Settembre 1999
 
   
  UN GENE TROPPO "DOLCE" ANCHE IL CONTRIBUTO DEL NEGRI SUD NELLA SCOPERTA DI UNA PREDISPOSIZIONE GENETICA AL DIABETE DI TIPO II (ADULTO)

 
   
  Santa Maria Imbaro, 23 settembre 1999 - La ricerca frutto di una collaborazione internazionale tra Centri di ricerca italiani ed americani. C´è anche il Consorzio Mario Negri Sud tra i protagonisti di una ricerca scientifica che, per la prima volta, ha permesso di identificare un gene coinvolto nel fenomeno della insulino-resistenza. Si tratta di una condizione che può predisporre al successivo sviluppo del diabete di tipo Ii, tipico degli adulti o anziani. Nell´insulino-resistenza, che colpisce circa 60 milioni di persone nella sola Europa, l´organismo produce regolarmente l´insulina, l´ ormone che regola il metabolismo del glucosio, ma le cellule non lo "riconoscono". Paragonando la situazione ad una trasmissione radio, la stazione trasmittente funziona alla perfezione, le onde radio viaggiano nell´etere, ma la ricevente ha qualcosa che non va, e così dall´altoparlante escono pochi e confusi suoni. Allo stesso modo nell´organismo insulino-resistente il messaggio ormonale dell´insulina non viene ricevuto correttamente dalle cellule. Il fenomeno porta naturalmente ad una cattiva metabolizzazione del glucosio, ma in realtà la maggior parte delle persone portatrici di questa condizione non è realmente diabetica. Di fronte alla difficoltà di far arrivare il segnale dell´insulina alle cellule, l´organismo si affretta infatti a produrre un quantitativo maggiore dell´ormone, rafforzando di fatto il "segnale". Però in un caso su quattro questo meccanismo di compensazione non ce la fa, e l´insulino-resistenza finisce per evolversi in Diabete di tipo Ii, la forma più diffusa della malattia. Lo studio italo americano, pubblicato sul numero di settembre della rivista scientifica "Diabetes", parte da un´osservazione già nota in passato: le persone insulino resistenti hanno una concentrazione molto alta di una proteina chiamata Pc-1. Questa molecola ha la capacità , per così dire, di rendere "sorde" le cellule allo stimolo dell´insulina. Così gli scienziati dell´Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, in collaborazione con l´Università della California e con altri gruppi di ricerca italiani, tra i quali il Laboratorio "Angela Valenti" per lo studio dei fattori genetici e ambientali di rischio trombotico del Negri Sud, hanno puntato la loro attenzione su quel frammento di Dna responsabile della produzione della Pc-1. Sulle circa 2. 500 "lettere" (nucleotidi) che compongono questa parte di codice, ne è stata trovata una che a volte può assumere una forma diversa. Proprio tra i portatori di insulino-resistenza, questa variante genetica viene riscontrata in una percentuale tripla rispetto al resto della popolazione. Nell´ambito di questa ricerca il Negri Sud ha contribuito mettendo a disposizione dati e campioni di materiale genetico di un certo numero di pazienti che il Centro di ricerche sta studiando in collaborazione con il Servizio di diabetologia dell´Ospedale di Pescara diretto dal Professor Fabio Capani dell´Università Gabriele D´annunzio e con il Professor Agostino Consoli, della stessa Università "Naturalmente commenta Licia Iacoviello, capo del Laboratorio "Angela Valenti" del Negri Sud quello che è stato individuato è solo uno dei fattori coinvolti nei complessi fenomeni legati al metabolismo dell´insulina. È comunque un importante passo in avanti perchè ci potrà permettere di identificare persone a rischio di diabete tipo Ii con molto anticipo rispetto alla comparsa dei primi sintomi". Sito Web: http://www. Cmns. Mnegri. It/ .  
   
 

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