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Notiziario Marketpress di Martedì 25 Gennaio 2000
 
   
  CHIUDE POSITIVAMENTE VICENZAORO 1 LA PRIMA FIERA ORAFA DEL 2000 REGISTRA21 MILA PRESENZE

 
   
  Vicenza, 25 gennaio 2000 - È finita bene come era iniziata. Il terzo millennio decolla alla grande per la Fiera di Vicenza e sono i numeri in aumento su tutta la linea, sia in termini di presenze che sul fronte degli affari, a dare il segno concreto di un successo che ha superato le aspettative della vigilia. Quasi 21 mila gli operatori entrati a Vicenzaoro 1 negli otto giorni di apertura con un incremento di quasi il 12 per cento: gli italiani hanno sfiorato quota 12 mila con un balzo di oltre il 12 per cento, gli stranieri si sono avvicinati alle 9 mila unità , registrando circa 11 punti in più rispetto al ´99. Non solo: ma lievita anche il numero dei paesi rappresentati: compratori e buyers sono giunti da 111 nazioni, e il lungo elenco inizia in ordine alfabetico dall´Albania e termina con lo Zimbabwe. Ovviamente, piena e legittima la soddisfazione del management di via dell´Oreficeria per questo risultato che conferma la leadership mondiale del quartiere espositivo di Vicenza. "I riscontri sono tutti favorevoli - dice il presidente Giovanni Lasagna - . Confidavamo in una manifestazione che consolidasse la capacità della nostra Fiera di richiamare i maggiori operatori del mondo e di riproporre la propria funzione di barometro economico del settore, e le risposte sono estremamente positive sia per l´afflusso che per il business condotti in porto da quasi tutti gli espositori". Ma, secondo il presidente, il dato più eloquente di una performance che non ha precedenti è proprio quello delle decine e decine di missioni economiche che nella settimana dell´oro, dell´argento e del platino hanno visitato la raffinata e scintillante vetrina, e questo - dice - "grazie al grosso sforzo promozionale operato lo scorso anno dall´Ente, che da una parte ha consolidato i contatti e i rapporti perfezionati in passato e dall´altra ha portato alla ribalta nuove realtà che prima non erano presenti sui mercati internazionali". Secondo Lasagna il segreto di questo exploit sta anche nella simbiosi tra operatori e fiera. " I primi - spiega - hanno capito che le sfide del futuro si vincono con i processi di innovazione, gli investimenti e le alleanze con le strutture in grado di confrontarsi a livello globale, e la seconda ha previsto, forse con un pizzico di anticipo, che il valore aggiunto in una competizione del genere si conquista solo facendo questo salto di qualità". Non solo presenze e business, ma anche cultura e formazione. "Agli eventi collaterali - dice Lasagna - abbiamo dato la stessa importanza dell´aspetto economico". E ora il futuro. "Non possiamo cullarci sugli allori. Da domani ricominciamo a lavorare per cementare le posizioni conquistate e per creare ulteriori scenari favorevoli al made in Italy. Per questo in calendario abbiamo una serie di incontri in vari paesi del mondo". Il segretario generale Andrea Turcato sottolinea il riconoscimento venuto dal comitato degli espositori a conclusione della vetrina: "Si sono complimentati per l´efficienza della macchina organizzativa della Fiera e per la qualità dei servizi oltre che per i risultati ottenuti, constatando come questi traguardi siano stati favoriti dall´attenzione costante rivolta ai mercati esteri dalla nostra politica di comunicazione e marketing". Turcato pone l´obiettivo sui "rapporti di forza" emersi a Vicenzaoro 1 sullo scacchiere economico internazionale: "Gli americani si sono confermati la locomotiva mondiale del settore, mentre in Europa i tedeschi hanno ripreso fiato ma si sono fatti vedere in gran numero anche francesi e spagnoli. Da sottolineare anche il notevole exploit dei turchi, degli arabi, dei coreani e degli australiani. In ogni caso Vicenzaoro 1 ha confermato il suo ruolo di vetrina di vertice: detta la moda e le tendenze, e anticipa le manovre dei mercati finanziari di tutto il pianeta dei preziosi. Nei prossimi mesi esploreremo altre aree che potenzialmente possono diventare nuovi e importanti punti di riferimento per i gioielli italiani del Duemila". Rosso Gianfranco.  
   
 

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