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Notiziario Marketpress di
Lunedì 14 Febbraio 2000 |
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OPERE DI JULIEN DE PARME ALLA FONDAZIONE MAGNANI ROCCA
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Mamiano di Traversatolo (Pr) 14 febbraio 2000 - Dopo la Svizzera, dov´è nato, anche l´Italia rende omaggio a Julien de Parme. La raffinata mostra, nata dalla collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e della Pinacoteca Züst di Rancate, giunge a Parma - città da cui l´artista svizzero derivò l´appellativo - ospitata nella Villa di Corte di Mamiano di Traversetolo, sede della Fondazione Magnani Rocca. Dal 13 febbraio al 30 aprile del 2000 i visitatori avranno dunque la possibilità di ammirare le opere di Julien inserite nell´appropriato contesto della Villa di Mamiano e del suo parco, quasi a ricreare il clima storico e l´ambientazione che videro instaurarsi e crescere i rapporti tra il Maestro e Guillaume-léon Du Tillot marchese di Felino, potente ministro della Corte di Parma e grande protettore di Julien. Du Tillot giunse ad assicurare all´artista un appannaggio di 400 scudi l´anno per "metterlo in condizione di continuare i suoi studi" romani sulla pittura. Fu la riconoscenza verso il mecenate a far decidere a Julien l´assunzione dell´appellativo "de Parme". Per la Corte Ducale, l´artista realizzò una splendida serie di opere che dopo l´Unificazione al Regno d´Italia vennero da qui trasferite a Palazzi Pitti e che, grazie a questa mostra e all´importante intervento di restauro, tornano a Parma. Di Julien de Parme (1736 - 1799) si conoscono oggi non più di una ventina di dipinti e una cinquantina di disegni. Ambiziose per i soggetti, che sono quelli che i grandi maestri neoclassici affronteranno successivamente, le sue opere sorprendono e suscitano ammirazione. Deliberatamente, l´artista volge infatti le spalle alla pittura francese alla Boucher, allora di moda, guardando all´antico e a Raffaello. Senza ombra di dubbio, la sua arte si pone tra i tentativi più audaci per "rigenerare la pittura" europea, qualche anno prima che David vi si applicasse con il successo che a Julien de Parme è invece mancato. Julien de Parme, al secolo Bartolomeo Ottolini, è oggi caduto nell´oblio, confuso con i suoi contemporanei Pierre Julien (1731 - 1804) scultore e Simon Julien de Toulon (1735 - 1800) pittore. Nato nella Svizzera italiana, a Cavigliano (Locarno), riceve una formazione locale che completa percorrendo la Francia. La sua carriera è divisa in due tempi: i dodici anni romani e il lungo soggiorno parigino. Se il mondo artistico ufficiale, come l´Accademia di Francia a Roma e l´Accademia Reale di pittura e di scultura di Parigi, gli chiuse le porte e lo respinse, Julien de Parme ebbe tuttavia strenui difensori; primo fra tutti il potente ministro del ducato borbonico di Parma, Du Tillot, ma anche artisti come il pittore belga André Corneille Lens o il grande scultore svedese Sergel. E tuttavia passò da insuccessi a insuccessi, largamente incompreso, come testimonia la sua appassionante corrispondenza con Lens e la sua movimentata autobiografia. La mostra documenta l´intera produzione sino ad oggi nota di Julien, ivi compreso lo straordinario nucleo di Palazzo Pitti, e il catalogo, edito da Skira a cura di Pierre Rosenberg, si presenta come la prima monografia dell´artista, collocando le sue opere nel contesto del rinnovamento delle arti che interessò i territori al di qua e al di là delle Alpi sul finire del Settecento. Un capitolo particolare è inoltre dedicato a Simon Julien e a Pierre Julien, tante volte confusi con Julien de Parme che - come si è già sottolineato -nonostante il "nome d´arte" francese, affonda le sue radici nella cultura italiana. In copia anastatica è inoltre incluso un documento d´eccezione: il catalogo delle opere appartenute a Julien de Parme (capolavori, fra gli altri, di Raffaello, Leonardo e Parmigianino), pubblicato nel 1794 in occasione della vendita ed esistente in copia unica presso la Biblioteca di Ginevra. Sede della mostra è la villa di Corte di Mamiano di Traversetolo, sede della Fondazione Magnani Rocca creata da Luigi Magnani (1906-1984). La Villa ospita un´importante raccolta d´arte con opere, tra gli altri, di Gentile da Fabriano, Carpaccio, Durer, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Goya, Fussli. Notevole è inoltre la collezione di arte contemporanea con disegni di Ingres, Monet, Cézanne, De Chirico e un´ineguagliabile serie di olii, disegni e incisioni di Giorgio Morandi. Un patrimonio che si è arricchito, nel 1989, con l´acquisizione di un importante olio di Julien de Parme, la Battaglia tra i Romani e i Sabini interrotta dalla Sabine, riportato così al territorio di ideale appartenenza. Nella villa - posta al centro di un grande Parco anch´esso visitabile - è stata lasciata il più possibile invariata l´originale collocazione dei mobili per conservare la sua atmosfera di casa vissuta. Tra gli arredi, importanti mobili e oggetti Impero, tra cui una vasca in malachite del Thomire, dono dello Zar Alessandro I a Napoleone, e mobili del francese Jacob. L´ospitalità rientra nello spirito di questa casa che in passato ha avuto come ospiti alcuni dei personaggi più importanti della cultura europea. Qui è infatti a disposizione un punto di ristoro per i visitatori dove sono disponibili i prodotti delle campagne circostanti ottenuti dalle fattorie di proprietà della Fondazione. Scopo della Fondazione è essere un attivo centro culturale non solo a livello di arti figurative, ma anche nel campo della letteratura e della musica, come era nello spirito e nelle intenzioni del fondatore Luigi Magnani, uomo di cultura interessato alla storia dell´arte, alla letteratura e alla musicologia. Infolink : www. Magnanirocca. It Per informazioni: Fondazione Magnani Rocca, tel. 0521. 848327 - 0521. 848148 Email info@magnanirocca. It Ufficio Stampa: Studio Esseci - Sergio Campagnolo tel. 049. 663499 fax 049. 655098 Email esseci@protec. It . |
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