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Notiziario Marketpress di
Martedì 10 Novembre 2009 |
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CEREALICOLTURA, CIA: È NECESSARIO DIFENDERE QUALITÀ LUCANA
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“Un provvedimento sbagliato e dannoso che va ad aggravare la situazione per i nostri cerealicoltori che già vivono una pesante emergenza, con prezzi in caduta libera e costi alle stelle”. Così la Cia-confederazione italiana agricoltori della Basilicata commenta la decisione della Commissione Ue di correggere al ribasso i dazi all’import di grano duro, azzerando, addirittura, quelli per le produzioni di alta qualità, proveniente da Paesi terzi. Di qui la mobilitazione decisa dall´11 al 13 novembre prossimi sul territorio regionale con un´iniziativa specifica dedicata alla cerealicoltura per rilanciare il progetto del distretto cerealicolo lucano che comprende le aree tradizionalmente a vocazione cerealicola di qualità (principalmente Materano e Alto Bradano). “E´ da tempo che la Cia lucana – riferisce una nota della Confederazione - denuncia l´arrivo sui mercati italiani di grano dal Messico e dal Canada con gli effetti della concorrenza sleale per il grano di qualità lucano. La Commissione - evidenzia la Cia - ha giustificato la riduzione dei dazi con l’aumento dei noli nei porti aumentati di 18,53 euro per tonnellata e del calo del prezzo del grano duro sul mercato Usa, passato da 125 a 121 euro la tonnellata. Siamo in presenza di una misura che bisogna assolutamente contrastare. E’, oltretutto, un provvedimento che arriva in una fase drammatica di mercato, con il grano duro che in Italia è ormai pagato al di sotto dei prezzi di produzione e con la previsione di una nuova contrazione delle semine non solo a livello nazionale, ma anche europeo. Per questa ragione chiediamo – prosegue la Cia - l’intervento immediato del Governo italiano e dello stesso Parlamento Europeo affinché svolgano un’azione incisiva per far ripristinare i dazi sul grano duro, soprattutto su quello di buona qualità. La totale eliminazione di questo dazio, infatti, umilierebbe ulteriormente i produttori che hanno investito molto in qualità e ricerca”. Considerato l’ottimo raccolto di Usa e Canada e di come il cambio euro dollaro è ultracompetitivo per i produttori nord-americani, è facilmente intuibile che - conclude la Cia - il provvedimento varato dalla Commissione di Bruxelles aprirebbe i porti europei al grano duro di buona qualità d’oltre Atlantico, con un prevedibile nuovo pesante abbassamento dei prezzi per i produttori italiani. Il che creerebbe una situazione intollerabile e le conseguenze per il frumento “made in Italy” sarebbero devastanti”. . |
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