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Notiziario Marketpress di Martedì 11 Maggio 2010
 
   
  SALUTE MENTALE IN LOMBARDIA: PIU´ CURE TERRITORIALI PRESENTATO STUDIO SU PAZIENTI DI NIGUARDA, DESIO E GARBAGNATE DATI POSITIVI: IN UN ANNO IL 29% MIGLIORA E IL 56% E´ STABILE

 
   
   Milano, 11 maggio 2010 - Appropriatezza, efficacia e continuità assistenziale. Sono questi i tre parametri fondamentali utilizzati per realizzare una ricerca sulla qualità delle cure erogate nei Dipartimenti di Salute mentale lombardi. Lo studio, condotto dall´Irer (Istituto Regionale di Ricerca), ha coinvolto 1.624 pazienti in cura tra il 2008 e il 2009 nelle aziende ospedaliere di Niguarda, Desio e Vimercate e Garbagnate. I risultati sono stati presentati oggi in un convegno al quale è intervenuto l´assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani. "La ricerca - ha spiegato Bresciani - ha fornito delle indicazioni importanti, tenendo presente la difficoltà per non dire l´impossibilità di stabilire il livello di gradimento delle cure da parte dei pazienti, che sono nelle maggior parte dei casi cronici e fragili". In maggioranza donne (52%), con una età media di 47 anni, le 1.624 persone reclutate per la ricerca nella maggior parte dei casi vivono in famiglia (40%) o con il partner (32%) e sono senza occupazione (65%). Le patologie di cui soffrono sono schizofrenia (43%), depressione (20%), disturbo della personalità (14%), disturbo bipolare (12%), ecc. A distanza di 12 mesi dalla prima osservazione (novembre 2008), con l´intermezzo di verifiche quadrimestrali, è stato analizzato il follow up dei pazienti, con la presa in esame di diversi indicatori. Nel 29% dei casi dopo 12 mesi di cure è stato registrato un miglioramento del quadro clinico e nel 56% dei casi una condizione stabile, "il che - ha commentato Bresciani - è positivo perché significa mantenere il paziente nella cronicità evitando la patologia acuta". "In buona parte - ha proseguito Bresciani - è stata rilevata una appropriatezza nelle cure per cui sembrano esserci buoni segnali. Naturalmente l´obiettivo è quello di migliorare costantemente". Il 15% dei pazienti è invece peggiorato: "è questo - ha detto ancora Bresciani - il dato su cui occorre riflettere di più". "In generale - ha proseguito l´assessore - quello che emerge è che va migliorata la continuità assistenziale, che è un elemento su cui intervenire non solo nell´ambito della salute mentale, e vanno potenziate le cure territoriali per la cronicità". Bresciani ha citato come esempio di modello di cure e di inserimento sociale l´esperienza di Cascina Clarabella, a Iseo (Bs) nella zona della Franciacorta, dove diversi malati psichici lavorano nella produzione di vino e altri prodotti alimentari e artigianali. "E´ necessario in futuro - ha detto ancora l´assessore -trovare il modo, anche attraverso le tecnologie, di rilevare i segnali clinici senza bisogno di controlli continui con i medici o gli specialisti per non perdere di vista i pazienti". Nel campione di malati di schizofrenia presi in esame si è verificato ad esempio che il 41% di questi non svolge controlli continuativi nell´arco dei 12 mesi. "Tutte le indicazioni della ricerca - ha concluso Bresciani - saranno tenute presenti nella stesura del Piano Regionale di Sviluppo per la nuova legislatura".  
   
 

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