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Notiziario Marketpress di Giovedì 01 Luglio 2010
 
   
  NEL 2009 LA SPESA DEI PIEMONTESI È DIMINUITA DELL’1,6% LA FAMIGLIA PIEMONTESE MEDIA SPENDE 2.759,12 EURO AL MESE PER BENI E SERVIZI VERBANIA CONQUISTA IL PRIMATO NELLA GRADUATORIA REGIONALE

 
   
  Torino, 1 luglio 2010 - Per il nono anno consecutivo, Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte, nell’ambito delle attività promosse dall’Osservatorio regionale sul commercio, hanno realizzato l’Indagine sulla spesa delle famiglie residenti nei capoluoghi di provincia piemontesi. Utilizzando una metodologia già sperimentata dalla Camera di commercio di Torino, sono state condotte, in quattro distinti periodi dell’anno, più rilevazioni su un campione complessivo di 810 nuclei familiari residenti nei capoluoghi di provincia piemontesi. Obiettivo consolidato del rapporto è l’analisi qualitativa e quantitativa dei consumi, attraverso l’osservazione del livello e delle abitudini di acquisto delle famiglie piemontesi, cogliendone anche eventuali variazioni nel tempo. Come nelle precedenti edizioni, anche quest’anno è proseguito lo sforzo metodologico, con l’estensione della rilevazione all’intero anno e il mantenimento della numerosità campionaria al di sopra delle 800 unità. “Per il nono anno consecutivo, Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte hanno realizzato l’ormai consueto rapporto di analisi sulla spesa delle famiglie nei capoluoghi di provincia piemontesi - dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -. Conoscere il livello e la propensione di acquisto delle famiglie ed esplorarne gusti e preferenze può fornire infatti utili indicazioni per il conseguimento di efficaci politiche di sviluppo concertato e validi programmi d’intervento, tesi al miglioramento della qualità della vita di cittadini e imprese. In un momento in cui si guarda con particolare preoccupazione allo stato dell’economia nazionale e regionale, i risultati di questo studio mostrano come anche i comportamenti d’acquisto dei cittadini siano stati influenzati da questo delicato momento congiunturale. I primi riflessi della crisi iniziata a livello mondiale nel 2008, si stanno ripercuotendo sull’economia reale: le famiglie piemontesi hanno contratto la spesa mensile, riducendo le spese accessorie e i prodotti non alimentari. Un campanello d’allarme nelle nostre famiglie che ha bisogno di essere accolto e ascoltato con politiche efficaci e lungimiranti”. “Certamente l’effetto della crisi si è fatto sentire, nel corso del 2009, anche nella vita reale e nei diretti confronti della spesa dei piemontesi – sottolinea William Casoni, Assessore regionale al Commercio – portando le famiglie a dedicarsi principalmente a spese alimentari e a concentrarsi maggiormente nel consumare i propri pasti in casa, a discapito della spesa per i pasti extra-domestici. Il dato in flessione, in tendenza con il resto del Paese, risente altresì della fine degli incentivi sull’acquisto di nuove autovetture mentre – sostanzialmente – stabilizza l’e-commerce, che inizia così a divenire ordinario nella vita dei piemontesi. Quanto ci attende oggi, alla luce di questi dati, è tornare a rendere attrattivo e incentivante il commercio, con nuovi stimoli e sostegni da parte della Regione, dando nuovamente voce all’ambulantato, all’artigianato e al piccolo commercio, quali parti fondamentali del tessuto sociale regionale”.
I principali risultati Nel 2009 le spese per i consumi delle famiglie piemontesi sono diminuite, in media, dell’1,6% a valori correnti rispetto al 2008, raggiungendo i 2.759,12 euro, al netto delle spese di manutenzione, ma al lordo dell’acquisto di autoveicoli, introdotti all’interno del paniere per uniformità con l’indagine Istat. All’interno di questa dinamica si evidenziano, tuttavia, due tendenze contrapposte: da una lato, l’aumento dei consumi alimentari e, dall’altro, la flessione delle spese non alimentari. Questi trend si confermano anche in tutte le sottocategorie dei due insiemi, mostrando come le due variazioni non siano trainate dal forte incremento o decremento di una specifica tipologia di beni, ma siano piuttosto il segno di mutate abitudini d’acquisto delle famiglie. Nel 2009 l’andamento dei prezzi rispetto all’anno precedente si è fissato a +0,55%: le variazioni nei livelli di spesa delle famiglie non parrebbero dunque strettamente collegate all’oscillazione dei prezzi, stabili rispetto al 2008. L’incremento delle spese alimentari può essere attribuito sia all’aumento dei prezzi superiore alla media che ha interessato questa categoria di prodotti, sia all’incremento dei pasti consumati in casa a discapito dei consumi extra-domestici: nel 2009 diminuisce, infatti, la spesa media per i pasti fuori casa, che scende a 58 euro mensili dai 64 del 2008. Parallelamente, le spese destinate a beni di consumo non strettamente indispensabili hanno subìto le contrazioni maggiori, segno di una nuova austerità adottata in un clima di incertezza economica. Risultano in forte calo le spese per l’arredamento, il vestiario, le vacanze e i pasti fuori casa, mentre voci meno discrezionali come, ad esempio, l’abitazione e le spese per trasporti e comunicazione subiscono decrementi meno sostenuti. In compenso, all’interno delle spese alimentari, ad aver registrato gli incrementi più notevoli sono le spese per i dolci e le bevande, categorie di prodotto che possono sostituire a casa momenti di svago che prima si trascorrevano fuori dalle mura domestiche. A livello territoriale, Verbania ottiene la prima posizione in termini di spesa media familiare mensile per consumi complessivi, con un importo che sfiora i 3.160 euro; seguono le famiglie cuneesi che spendono poco più di 2.950 euro al mese. La spesa per consumi alimentari Nel 2009, la spesa per acquisti alimentari da parte delle famiglie piemontesi è aumentata dell’8,57%, pari a +26,56 euro, raggiungendo i 336,43 euro medi mensili rispetto ai 309,87 dell’anno precedente. Questo rialzo si inserisce nel quadro di una dinamica negativa per il totale dei consumi, in cui le famiglie hanno spostato la propria attenzione sui beni di prima necessità come gli alimentari e ridotto l’acquisto di beni meno indispensabili. Nel 2009, l’inflazione relativa alla categoria degli alimentari e bevande analcoliche si è limitata al +1,27%, valore comunque superiore alla media del paniere (0,55%); l’incremento della spesa per prodotti alimentari da parte delle famiglie piemontesi è quindi giustificato solo in piccola parte dal lieve aumento dei prezzi, mentre è dovuto soprattutto all’aumento delle quantità acquistate. All’interno del paniere alimentare, si evidenzia inoltre un andamento piuttosto simile tra le varie voci di spesa. Rispetto al 2008, si è speso di più in quasi tutti i comparti, con due sole eccezioni: si mantiene stabile la spesa per latte, uova e formaggi, mentre risulta in calo quella per il pesce. Le categorie per le quali si spende di più sono carne e salumi, pane, pasta e cereali e latticini. La spesa per consumi non alimentari La quota più cospicua del budget della famiglia media piemontese è riservata, anche nel 2009, alle spese per la casa che, a fronte di una stagnazione dei consumi complessivi, hanno subìto una riduzione, seppur leggera. Le spese per l’abitazione in senso stretto, ossia gli esborsi per l’affitto, le spese condominiali, l’assicurazione e l’imposta sui rifiuti, ammontano, nel 2009, a 688,94 euro e rappresentano il 28,4% delle spese per consumi complessivi, quota stabile rispetto al 2008. Per rendere questa valutazione confrontabile con i dati rilevati dall’Istat, si è chiesto alle 810 famiglie del campione di indicare, nel caso di abitazioni godute in proprietà o a titolo gratuito, il valore del fitto figurato, ossia l’importo che la famiglia sarebbe chiamata a versare nel caso in cui la casa fosse in affitto. All’interno delle spese per l’abitazione rientrano i costi condominiali, mediamente pari a 65,69 euro mensili, quelli per l’assicurazione della casa (36,41 euro mensili) e le uscite per l’imposta sui rifiuti (20,25 euro mensili). Nel valutare le spese per la casa, si è scelto di unire a questa prima porzione di costi anche le due voci relative alle utenze domestiche e all’arredamento e servizi per la casa, per poter cogliere il peso complessivo che l’abitazione, in maniera diretta ed indiretta, esercita sul budget familiare. Nel 2009, le utenze domestiche rappresentano il 7,6% delle spese per consumi non alimentari, e ammontano a 185,17 euro mensili, circa 15 euro in più rispetto all’anno precedente. All’interno delle utenze domestiche figurano ogni mese circa 57 euro per l’energia elettrica e l’acqua, 67 euro per il riscaldamento autonomo e 61 per quello centralizzato. La disaggregazione territoriale rivela come le bollette siano più alte a Biella (circa 227 euro mensili) e meno salate a Torino e Vercelli. Rientrano nelle spese legate all’abitazione anche le uscite sostenute per l’acquisto di arredi, apparecchiature e servizi per la casa, che raggiungono mediamente i 209,01 euro mensili; il peso sui consumi complessivi è del 7,5%, in netta diminuzione rispetto all’anno precedente. In questo senso, si concedono spese maggiori le famiglie di Verbania (300,89 euro) e di Biella (259,57 euro), i nuclei con a capo un individuo di età inferiore ai 65 anni, le famiglie appartenenti ad una fascia di reddito alta. A livello complessivo, quindi, le spese per l’abitazione, per le utenze domestiche e per gli arredi e servizi per la casa assorbono una quota rilevante del budget familiare per consumi non alimentari, il 44,7%. Un’altra consistente voce di spesa per le famiglie piemontesi è rappresentata, con un peso pari al 22,2% sul totale dei consumi non alimentari, dalle uscite per trasporti e comunicazioni, in linea con il valore dell’anno precedente (21,7%). Nel 2009, le famiglie della regione hanno speso, per muoversi e comunicare, 537,01 euro mensili, inclusi gli esborsi per l’acquisto di automobili e altri mezzi di trasporto (considerati dall’Istat quali beni di consumo e non di investimento).
Focalizzando l’attenzione sulle spese per trasporti, nel 2009 la spesa media familiare (comprensiva dell’acquisto di veicoli) è risultata pari a 446,25 euro mensili. A livello dei singoli capoluoghi di provincia, gli esborsi più ingenti sono sostenuti dai nuclei familiari residenti a Torino (626,99 euro) e ad Asti (587,14). Nel 2009, la spesa mensile familiare per carburanti è pari mediamente a 112,95, che, accorpati ai 6,02 euro per autostrade ed autolavaggi fissano a 118,98 euro le uscite familiari per l’utilizzo dei mezzi di trasporto privati. Altra spesa rilevante è costituita da bollo e assicurazione, che convogliano mediamente 76,94 euro mensili. Nel 2009, la spesa media per l’acquisto di autoveicoli (tra cui auto, scooter e moto, camper, roulotte e biciclette) ha raggiunto i 170,85 euro mensili, cifra in aumento del 7,9% rispetto al 2008; tenendo conto che, però, nel 2009 solo l’11,4% delle famiglie ha acquistato autoveicoli, la spesa media mensile risulta pari a 1.504,21 euro, per un totale di 18.050,5 euro l’anno. Infine, per quanto riguarda le spese sostenute per l’utilizzo del trasporto pubblico, il livello medio si colloca sui 24,96 euro. Il capitolo comunicazione grava sul budget mensile della famiglia piemontese con un importo che, nel 2009, si aggira sui 90,75 euro, cifra pressoché stabile rispetto al 2008. Nel dettaglio, le spese per comunicazione sono così ripartite: 26,41 euro per il telefono fisso; 39,90 euro per il cellulare; 6,27 euro per le tariffe di tipo “flat“, che coniugano telefonate urbane, suburbane, rete mobile e Internet; 8,06 euro per il solo collegamento a Internet; il rimanente per l’acquisto di schede telefoniche e spese varie, tra cui l’acquisto di nuove apparecchiature. Focus sui comportamenti di consumo Il peso dei prodotti del commercio equo e solidale sul totale degli acquisti piemontesi è ancora di entità relativamente modesta; a differenza della tendenza progressivamente crescente mostrata negli anni precedenti, nel 2009 si è verificato un calo dalla propensione al consumo di questa tipologia di prodotti: le famiglie che hanno acquistato commercio equo e solidale rappresentano il 37% del campione, quota in diminuzione rispetto al 2008. Accelera, nel 2009, il mercato del credito al consumo in Piemonte, dove il 16,5% delle famiglie ha effettuato, nel corso dell’anno, acquisti con pagamento rateale, quota in aumento rispetto al 2008 (14,8%). Indagando le ragioni che spingono le famiglie a utilizzare il credito al consumo, si osserva come la maggior parte vi faccia ricorso per acquistare prodotti e servizi che, diversamente, non sarebbe in grado di comprare (il 57,7% dei casi); il 42,3% lo ritiene, invece, un modo rapido e conveniente di spendere, senza intaccare la propria liquidità. I beni più frequentemente acquistati attraverso il credito al consumo sono le automobili, i veicoli in generale e gli elettrodomestici. Il 2009 è stato un anno di stallo anche per l’e-commerce piemontese. Il 21,9% delle famiglie intervistate ha dichiarato di utilizzare la rete per i propri acquisti, dato in lieve arretramento rispetto all’anno precedente (nel 2008 si attestava al 22,5%). L’analisi territoriale evidenzia come la propensione a effettuare acquisti on line sia superiore a Cuneo, dove ben il 35,6% delle famiglie ha effettuato, nel corso del 2009, transazioni sul web finalizzate all’acquisto di beni e servizi. Seguono Alessandria e Novara, rispettivamente con il 28,9% e il 27,8%. Anche in Piemonte, analogamente a quanto rilevato a livello nazionale, è il turismo il settore maggiormente interessato dalla transazioni in rete: le famiglie intervistate hanno dichiarato, infatti, di sfruttare il canale elettronico soprattutto per l’acquisto di biglietti aerei e di pacchetti vacanze.
 
   
 

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