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Notiziario Marketpress di
Lunedì 07 Aprile 2003 |
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L´ EVOLUZIONE DELLA RICHIESTA DI INTEGRAZIONE ED ARCHIVIAZIONE DEI DATI, L´ESPERIENZA DSG AUTOMATION NEL SETTORE LATTIERO CASEARIO
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Milano, 7 aprile 2003 - I requisiti dei sistemi di supervisione richiesti dal mercato si sono molto evoluti negli ultimi dodici anni: un cambiamento vissuto sul campo da Dsg Automation, System Integrator veneziano attivo dalla metà degli anni ´90 e Partner Certificato Servitecno e Ge Fanuc Intellution. "Nei primi anni ´90 un sistema di supervisione significava essenzialmente gestione dell´interfaccia uomo-macchina" racconta Gianluca Danesin, socio fondatore di Dsg Automation "I sistemi servivano soprattutto agli operatori sugli impianti e non coinvolgevano ancora il management aziendale." L´introduzione di Internet ha avuto il merito di far capire che era possibile portare in rete i dati della supervisione: all´inizio vissuta come una moda tecnologica, Internet ha trasformato l´integrazione e la condivisione dei dati in necessità gestionali. Per aumentare la produttività, eliminare gli sprechi e abbassare il down-time - in risposta anche alla contingenza economica di un mercato in contrazione - nel 2000 si è passati dalla richiesta di accedere in remoto ad un Pc per monitorare dati a distanza alla volontà di avere uno strumento che rendesse disponibile la conoscenza in tempi brevi (reali) di come si muove la produzione. "Con la finalità di abbattere i costi" continua Danesin "si è evoluta la richiesta. La supervisione realizzata con sistemi Scada è considerata ormai un fatto acquisito: si sa che funziona e cosa può fornire in termini di funzionalità agli operatori. Il manager ha però identificato cosa serve alla gestione: non tanti dati, come accadeva quando la rete faceva tendenza, ma pochi (mirati, chiari e precisi) per valutare in tempo reale le performance produttive, i fermi macchina, i costi e le inefficienze su cui intervenire, le modalità e i momenti in cui effettuare interventi di manutenzione preventiva." Il dettaglio dei dati è ovviamente diverso da un comparto produttivo all´altro e in particolare nel settore lattiero-caseario è ancora più marcata la necessità di tracciabilità dei lotti, perché una corretta gestione della Supply Chain è la base per la redditività dell´azienda e per garantire qualità al consumatore. Nel mercato italiano la maggior parte delle aziende del settore lattiero caseario sono realtà a conduzione familiare che fanno riferimento ad un Consorzio. Il Consorzio raccoglie il latte dagli allevamenti e lo dà in produzione conto terzi al caseificio, che prende in carico la materia prima. Il Consorzio deve tracciare il latte che consegna e il caseificio, a sua volta, deve tracciare il latte ricevuto, in particolare per i valori di temperatura e acidità (ph). Sono dati giornalieri, da mantenere costanti con tolleranze predefinite, sino al momento della lavorazione. I dati dovranno inoltre essere conservati per mesi, per soddisfare le richieste di eventuali ispezioni da parte di enti di controllo. Oggi questi dati vengono storicizzati dal sistema Scada, sono certificabili e resi disponibili lotto per lotto alle ispezioni delle Asl, che impongono tolleranze molto strette. Un caseificio di dimensioni medie può lavorare anche 50.000 litri di latte al giorno. Quindi al momento dell´ispezione, la cui frequenza è circa mensile, il formaggio è già stato prodotto (2 forme di formaggio per circa 1000 litri di latte) e avviato alla stagionatura (per tipologie di formaggio che lo prevedono quali per esempio il Grana Padano) , che può durare intorno ai 18 mesi. Se l´ispezione riscontra scostamenti dai parametri di tolleranza nel processo di lavorazione e/o in altri dati chimico-fisici, la forma di formaggio viene bloccata alla vendita. In questo settore produttivo un altro parametro fondamentale di cui tenere conto è la percentuale di grasso, entro limiti di qualità imposti. La percentuale di grasso, prima dell´avvento di sistemi automatici, veniva identificata a posteriori con metodo empirico e rischioso per il rendimento del caseificio: una forma con percentuale di grasso inferiore a quella ottimale può infatti portare all´irrigidimento del prodotto finito (qualità bassa, difficilmente vendibile); se invece è troppo elevata la forma si spacca, risultando invendibile. Il danno economico diventa evidente e significativo. La percentuale di grasso viene oggi monitorata in tempo reale, attraverso il controllo di parametri di funzionamento delle pompe di immissione del latte nelle caldaie e l´utilizzo di appositi algoritmi di calcolo, da sistemi Scada come iFix Ge Fanuc Intellution e successivamente storicizzata. Tutto avviene in automatico, senza interventi umani. L´attività di produzione si avvia con procedura automatica ed unattended nelle ore notturne, prima che gli operatori arrivino nello stabilimento. Gli operatori esaminano l´andamento del processo a due ore circa dal suo inizio e in quel momento verificano la correttezza della percentuale di grasso. Il processo è ancora in corso ed eventuali correttivi possono essere immediatamente avviati. Tutti i dati tracciati dalla lavorazione vengono resi disponibili al Consorzio, che è il proprietario del latte, che verifica in remoto, con un Client di iFix Ge Fanuc Intellution direttamente collegato alla rete del caseificio, la resa giornaliera, i parametri legati alla qualità e gli eventuali scarti di produzione. Sia il produttore che il Consorzio devono conoscere questi dati, per motivi di controllo igienico (oggetto anche dell´esame che viene effettuato dall´Asl nel corso delle ispezioni) e di gestione della produzione. L´analisi dei dati in tempo reale e storici consente, a fronte dell´elaborazione incrociata dei dati, di identificare se sono insorti problemi legati funzionamento dell´impianto oppure se il problema è da ricercare nella materia prima, il latte. Il tracciamento dei dati diventa quindi garanzia di buona gestione dell´azienda e anche garanzia per il consumatore di un prodotto realizzato secondo regole di qualità. Prima della svolta evolutiva dei sistemi di supervisione si partiva dalle necessità di chi era più vicino all´impianto e si saliva, nel tempo e con successivi aggiustamenti ed affinamenti dell´applicazione, fino ad un punto in cui ci si fermava. Oggi si parte dalle necessità di gestione dell´azienda per inoltrarsi poi nei dettagli dell´applicazione, fino ai sistemi di controllo e al campo. "Attività in impianto e parte gestionale hanno ritmi e cadenze differenti" conclude Danesin "Una volta si pensava che tra le due aree, It per il sistema gestionale (Erp) e chi sviluppa l´applicazione legata al campo (Scada), ci fosse una netta linea di demarcazione di responsabilità. Si parlava di sistema Mes, che diventava una sorta di cuscinetto a separazione di responsabilità non sempre chiare. Oggi il confine ha una connotazione differente: se i dati che arrivano dal campo non hanno caratteristiche tali da dare risultati non servono. Una volta si trasmettevano all´It, che aveva la responsabilità di trattamento dei dati, tutti i dati dal campo. L´elaborazione per ottenere informazioni risultava di scarsa efficienza: troppi dati, troppe difficoltà ad aggregarli, mancanza di dati importanti. Oggi le varie componenti dell´azienda operano insieme fin dalle prime fasi di disegno dell´applicazione, definendo quali dati devono arrivare dal campo, la vera sorgente dei dati di produzione, per poi essere trattati dai sistemi informatici. Il concetto di Business Intelligence è arrivato ai dati di impianto, diventando Plant Intelligence, che detta le linee guida per la realizzazione di applicazioni integrate. Dalla supervisione alla gestione aziendale per aumentare la competitivita e gestire con efficienza e rendimenti positivi le attività di produzione." |
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