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Notiziario Marketpress di Martedì 15 Aprile 2003
 
   
  GLI ITALIANI E IL BENESSERE: ALLA SCOPERTA DEL LATO FEMMINILE... CON VIRILITÀ UNA RICERCA GILLETTE, REALIZZATA DA DEMOSKOPEA, SVELA CHE GLI UOMINI STANNO RAPIDAMENTE EVOLVENDO VERSO COMPORTAMENTI PIÙ EVOLUTI NEI CONFRONTI DELLA CURA DEL SÉ, ABBANDONANDO ANTICHI PREGIUDIZI

 
   
  Milano, 15 aprile 2003 - Il rapporto degli uomini con la cura di sé: è questo il tema indagato dalla ricerca quali/quantitativa "Gli uomini e il benessere: avanti con il turbo", realizzata da Demoskopea su incarico di Gillette in occasione del lancio del nuovo rasoio Mach3 Turbo della nuova linea di prodotti per la rasatura Gillette Series, articolata in pre e dopo barba. Per analizzare le abitudini di comportamento e gli atteggiamenti degli uomini riguardo al personal care, sono stati intervistati 500 uomini italiani adulti dai 18 ai 79 anni e 250 donne con partner dai 20 ai 50 anni, oltre ad aver approfondito i temi con alcuni opinion leader (personal trainer, fashion editor, beauty editor, estetista e medico) e attraverso 6 focus group a Milano e Bari. "Ciò che emerge dalla ricerca - evidenzia il sociologo Enrico Finzi presidente di Demoskopea - è che l´universo maschile è attraversato da una vera e propria rivoluzione culturale che, anche se tardiva rispetto a quella delle donne, risulta essere accelerata e velocissima". Questo mutamento è in realtà parte di un processo, che inizia dall´uomo degli anni 50 - attento solo all´igiene personale e alla cura della barba - ha un primo punto di svolta negli Anni ´70 con l´avvento dell´uomo un po´ pacchiano e macho alla Tony Manero (La febbre del sabato sera) - proiettato attraverso la cura maniacale dei capelli e del proprio fisico alla conquista del consenso femminile - fino ad arrivare all´uomo moderno efebico e ambiguo proposto attualmente dalle pubblicità, soprattutto di moda. Un modello che, se esteticamente non trova ancora vasti consensi e adepti tra i maschi italiani, concettualmente però inizia a conquistare larghe fette di popolazione che ormai hanno un rapporto disinvolto con prodotti e pratiche associate alla cura del sé sia per quanto riguarda il corpo sia nello specifico per la rasatura. Prova ne sia, per esempio, che nonostante esista una fascia consistente di uomini che fa rientrare nel concetto di benessere e relax le uscite con gli amici, i viaggi o le vacanze, ben il 64% degli intervistati si prende cura del proprio corpo, il 20% si reca nei centri estetici, il 72 % pratica uno sport e il 35% frequenta una palestra. Inoltre, ben il 68% degli intervistati dichiara di svolgere abitualmente attività per prendersi cura di se stessi e, nello specifico, il 59% fa sport o frequenta una palestra, il 16% va dal parrucchiere/barbiere (più inteso nel senso moderno di hair stylist, magari con annesso centro estetico) e l´8% segue una dieta alimentare. Per quanto riguarda la frequenza, nonostante la maggior parte degli uomini (55%) si dedica al personal care dopo il classico risveglio mattutino, esiste una grossa percentuale (51%) che riserva del tempo alla cura del sé anche alla sera (37% dopo il lavoro e il 14% prima dell´uscita serale). Ma il dato maggiormente interessante è che ben il 31% degli intervistati "coglie l´attimo" e lo fa ogni volta che ha un momento. L´elemento di maggior rilievo dal punto di vista sociologico di questa rivoluzione maschile è - come dichiara Enrico Finzi - "il progressivo abbandono della cultura del solo dovere (cura del sè come mezzo: "ben-apparire"), ossia del bisogno di prendersi cura di se stessi per rispettare le regole della convivenza sociale o per star bene con gli altri, e l´emergere della cultura del piacere (cura del sé come fine: "ben-essere"): una progressiva centralità di se stesso che implica un edonismo più consapevole". La ricerca ha infatti evidenziato che ben il 93% degli uomini adduce come motivazione del prendersi cura del proprio corpo il sentirsi bene con se stesso. Una motivazione non compresa appieno dall´universo femminile: solo l´88% delle donne intervistate sostiene infatti che il proprio uomo si prenda cura del corpo per star bene con se stesso, mentre l´8% ritiene che l´uomo si prenda cura di sé per piacere all´altro sesso, motivazione, però, addotta solo dal 2% degli uomini. Un altro dato degno di nota, è che ben il 91% del campionario femminile intervistato ritiene che per gli uomini sia importante prendersi cura dei se stessi (molto il 35% e abbastanza il 56%). Secondo Enrico Finzi, ciò rispecchia la progressiva "femminilizzazione" dell´universo maschile nell´ambito del personal care. Un´evoluzione già in corso da anni sotto altre forme, quali l´accettazione dei sentimenti o la paternità vista come ruolo specifico e responsabile, e rispecchiata dal crescente desiderio dell´uomo di occuparsi di tematiche che una volta erano considerate unicamente pertinenti al mondo femminile o omosessuale. Approfondendo gli atteggiamenti maschili rispetto alla cura del sè, la ricerca evidenzia che l´approccio all´aspetto esteriore da parte degli intervistati denota una maggiore attenzione al concetto di gioventù più che di bellezza. Per 53% degli uomini, infatti, non contano i muscoli ma un fisico armonioso e scattante, per il 27% non è importante essere belli ma avere un fisico perfetto e il 19% pensa che avere un aspetto giovane ed efficiente sia un requisito fondamentale per essere accettati. Questo nuovo comportamento, identificato dalla ricerca come Sindrome di Dorian Gray, rispecchia l´evoluzione dell´immagine maschile all´interno del contesto sociale che non lascia spazio al decadimento fisico e psichico. L´uomo aspira quasi all´eterna giovinezza e vuole avere un corpo sempre scattante ed efficiente, in grado di resistere alla forte competitività della società moderna. Inoltre, nonostante il 61% degli intervistati affermino che una doccia e un viso ben rasato appaiono requisiti sufficienti per prendersi cura di se stessi, gran parte degli intervistati rileva l´aspetto psicologico del personal care e ritiene che dedicare attenzione al proprio corpo aiuti a sentirsi di buon umore (50%) o evidenzia che l´aspetto esteriore spesso è lo specchio di un equilibrio interiore (48%). Anche questo è un segnale prezioso di come l´universo maschile stia iniziando a interiorizzare il concetto di bellezza. Sulla base di questi diversi atteggiamenti e approcci alla cura del sé, la ricerca ha individuato sei tipologie di uomini, dalle quali si evince che quasi la metà degli italiani (47,3%) sta compiendo o ha addirittura già compiuto la propria rivoluzione culturale, avvicinandosi a stili di vita che vedono la cura di sé come un momento di piacere e, di conseguenza, non disdegnano l´utilizzo di prodotti o trattamenti specifici. Punta emergente delle nuove tendenze maschili sono gli Evoluti (8,7%), uomini sofisticati e sicuri di sé che costituiscono il modello vincente nel futuro. Sono uomini ricchi anche culturalmente, capaci di inglobare tutti i valori della tradizione e di vivere i nuovi in un sano equilibrio tra mente e corpo senza estremismi esagerati. Hanno una maggiore dimestichezza con i prodotti e ne selezionano di specifici, ma soprattutto dimostrano un atteggiamento mentale aperto e tollerante, che ammette anche per gli uomini la frequentazione di estetisti o medici estetici. Vivono la rasatura come importante momento di piacere e di relax, per il quale utilizzano strumenti tecnologicamente avanzati accompagnati da prodotti di elevata qualità. Hanno tra i 25 e i 44 anni, livello socio-culturale alto, vivono in città. Secondo gli intervistati, i modelli di uomo di riferimento sono Francesco Rutelli o Michele Cucuzza. A ogni gruppo è stato anche chiesto da chi vorrebbero farsi radere il viso, in una sorta di gioco sensuale. La risposta degli Evoluti rafforza ancora di più la loro esclusività, in quanto hanno scelto la bellezza esotica e raffinata di Afef oppure la sfrenata ironia e simpatia di Luciana Litizzetto. Anche i Narcisisti (10,6%) hanno già compiuto la loro rivoluzione culturale; infatti si occupano appassionatamente alla cura del proprio corpo sia dal punto di vista fisico (sottogruppo dei Palestrati) sia estetico (sottogruppo degli Efebici). Per i Palestrati il modello maschile di riferimento è infatti Sylvester Stallone: il macho tutto muscoli, rivisitato con impliciti ammiccamenti all´universo femminile (esibizione della muscolatura, abbronzatura perfetta, corpo glabro). Mentre gli Efebici tendono a un modello di bellezza più femminile (Roberto Di Caprio) e si concentrano sulla cura della pelle utilizzando creme specifiche e frequentando istituti di bellezza. Entrambi sono molto concentrati su se stessi, pertanto vivono la rasatura come momento di piacere e relax. Sono per la maggioranza giovani tra i 18 e i 24, sono concentrati nelle provincie del sud, vengono da famiglie abbienti e godono di buoni redditi, sono in larga misura diplomati e alcuni laureati. Entrambi identificano quale "barbiera" ideale Elisabetta Canalis. I Salutisti (7,7 %), sono in evoluzione, cioè hanno abbandonato la cultura tradizionalista e stanno lentamente abbracciando quella dell´innovazione. Si prendono maniacalmente cura del proprio corpo come fine per star bene con se stessi, ma spesso sotto consiglio del medico e sostanzialmente per prevenire o rallentare l´invecchiamento. Sono pertanto molto attenti all´attività sportiva, alla corretta alimentazione e all´utilizzo di prodotti ecologici e non testati su animali. Non sono amanti del personal care tout cour, tanto è vero che nel tempo libero tendono a non seguire taluni comportamenti abituali, come la rasatura, che viene spesso vissuta come fastidio o dovere. Sono sia giovani dai 18/24enni sia ultrasessantenni, concentrati al Nord nei grandi centri e con un livello socio-culturale medio. Si farebbero radere da Manuela Arcuri e si identificano nel calciatore Roberto Baggio. Sempre in evoluzione sono i Classici (20,3%), uomini che aderiscono a modelli di cura evoluti ma senza eccessi efebici. Amano prendersi cura del proprio corpo ma lo considerano ancora un mezzo per apparire sempre in ordine e all´altezza di ogni situazione sociale. Oltre ai prodotti per l´igiene utilizzano gel, schiume, lozioni, profumi e si prendono cura della pelle con creme idratanti e solari. Tra i 18 e i 44 anni, vivono in aree urbane e metropolitane, non sono particolarmente abbienti ma più scolarizzati. La loro "transizionalità" emerge chiaramente nei confronti della rasatura, che viene infatti considerata sia come igiene, dovere e fastidio, sia come piacere e relax. Il loro riferimento maschile è Harrison Ford e la "barbiera" ideale è Nicole Kidman. Esistono tuttavia ancora molti uomini "statici", ossia ancorati alla cultura tradizionale. Ne sono un esempio i Basici (16,1%), che nonostante considerino le attività legate all´igiene come di momenti dedicati alla cura di se stess, percepiscono ancora il personal care come dovere sociale e funzionale. E´ il gruppo più omofobo, ossia maggiormente preoccupato per il progressivo infiltrarsi nella cultura maschile della sensibilità femminile, pertanto considera i trattamenti estetici come esclusivo appannaggio delle donne. Tra i 45 e i 64 anni, sono prevalentemente di classe sociale media e di cultura medio-bassa e risiedono per lo più al Sud in centri di media grandezza. Il loro modello maschile è Pippo Baudo e sceglierebbero Maria De Filippi per farsi radere. I più "tradizionalisti" e lontani dalla rivoluzione culturale sono gli Essenziali (36,7%), incuranti delle mode per scelta (volontà di provocazione) o per incapacità (assenza di modelli adeguati). Controcorrente rispetto alle nuove evoluzioni dei costumi maschili, non concepiscono l´eccessiva cura del corpo in un uomo. Sono simili agli uomini di una volta, infatti alcuni vanno ancora dal barbiere. Anche l´igiene viene vissuta più come un´azione scontata o un dovere sociale, tanto che i prodotti citati per la cura di sé sono costituiti solamente da sapone, rasoio, deodorante e dentifricio. Risiedono in piccoli centri, sono in genere adulti e maturi, poco istruiti e di classe sociale medio/bassa o bassa. Il loro uomo di riferimento è Vasco Rossi, che per loro è la rivoluzione, e vorrebbero farsi radere da Alessia Marcuzzi.  
   
 

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