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Notiziario Marketpress di
Lunedì 25 Giugno 2012 |
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EUROPA: ABRUZZO LEADER AGLI OPEN DAYS DI OTTOBRE MACROREGIONE ADRIATICO-JONICA AL CENTRO DEL DIBATTITO
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Pescara, 25 giugno 2012 - La Regione Abruzzo parteciperà da attore protagonista agli Open Days che si terranno dall´8 all´11 ottobre a Bruxelles nell´ambito della settimana europea delle Regioni e delle città. E sarà presente nelle vesti di lead partner del Consorzio della Macroregione Adriatico-jonica. Si tratta di un evento tra i più rappresentativi per le politiche europee e regionali e sarà la prima volta che il Consorzio presenta un partenariato molto forte e qualificato e il fatto che sia proprio la nostra Regione a coordinare i lavori, è motivo di orgoglio e di riconoscimento della capacità che l´Abruzzo ha nell´unire i particolarismi locali e regionali, coscienti che intorno a quest´area si muoveranno sempre più i nostri futuri destini economico-imprenditoriali. "L´area Adriatico-jonica e l´intero bacino del Mediterraneo - afferma il vice presiente della Regione, Alfredo Castiglione, - nei prossimi anni avranno un dinamismo economico notevole in grado di generare un Pil a due cifre e tutti i nostri sforzi, che stiamo producendo con iniziative di vario genere nei Paesi transfrontalieri, vanno in questa direzione. In quei giorni, - continua - avverranno scambi di parere e di best-practice, dibattiti costruttivi incentrati sui punti di forza delle politiche di cooperazione e di integrazione regionale. L´abruzzo è sempre più proiettato sullo scenario europeo come interlocutore consapevole. Al di là dei particolarismi territoriali, occorre riconoscere la priorità di dare una voce unanime alle esigenze di lungo periodo di quei Paesi che si riconoscono dentro realtà quali le Macro Regioni. Così come la realtà del Baltico e del Danubio, anche la Macroregione Adriatico-jonica si appresta ad essere riconosciuta tale, ma con il valore aggiunto di fare da ponte tra i Popoli dell´Europa continentale e l´Europa del Mediterraneo. La strada da seguire di certo - prosegue - non è l´Europa della Finanza e delle Banche, ma quella che consenta di essere attori nel costruire azioni orizzontali della così detta Europa dei Popoli, e che consenta alle Macroregioni di confrontarsi su territori sovranazionali in termini costruttivi, come l´attrarre finanziamenti Europei mirati ed entrare dentro le logiche dei corridoi infrastrutturali. Lo strumento della Macroregione è necessario per indirizzare una comune politica di sviluppo economico in grado di omogenizzare quelle disarticolate politiche che spesso hanno messo in concorrenza e in difficoltà gli stessi Paesi europei. Quanto stiamo facendo sottoscrivendo protocolli e lettere di intenti con quasi tutti i popoli dei Balcani Occidentali e oltre, intessendo rapporti economico-industriali con realtà come lo Zastava in Serbia, o con società di sviluppo economico locali, o l´aver avviato e consolidato il volo Pescara-mostar quindi un collegamento stabile con il mare dei Balcani, va assolutamente in questa direzione. Così come l´organizzare periodici incontri quali Forumed o Meeting del Mediterraneo, e la partecipazione a Mostar alla fiera più importante dei Balcani. Dalla crisi che vede l´Europa completamente coinvolta, o si esce con quel coraggio e quella lungimiranza che caratterizzò i padri fondatori dell´Europa, oppure si sconfinerà sempre più verso momenti caratterizzati da divaricazioni, egoismi, volontà egemoniche, che è certo meglio lasciarsi alle spalle. Essere coscienti di voler portare a compimento la Macroregione Adriatico-jonica significa prendere atto che, se il fallimento di un solo Paese potrebbe segnare la fine dell´Euro e l´implosione dell´Europa, bisogna comprendere la necessità di rivedere gli attuali trattati per adeguarli alle sfida in atto. Lo dobbiamo a noi stessi e alle nuove generazioni, e le Regioni non possono restare a guardare. I tre giorni dell´Open Days di Bruxelles, che vedranno la nostra regione coordinare i lavori, dovranno imprimere una determinante e rinnovata prospettiva se non vogliamo renderci responsabili di un fallimento politico epocale di tutto un continente. All´europa degli Stati dobbiamo sostituire l´Europa dei Popoli con tutto quello che ne consegue e la leva delle Macroregioni è la scelta giusta. Ciò significa non abbandonare l´Euro dato che rappresenta un pilastro importante e decisivo del processo di integrazione europeo. Esso infatti va invece difeso e consolidato con decisione e determinazione anche dalle istituzioni più periferiche, per far capire che l´Europa non può guardare al futuro se prima non antepone il valore dei Popoli a tutto il resto e quindi non si pone come obiettivo, assieme alla moneta unica, un coordinamento delle politiche di sviluppo economico, sociali, fiscali, infrastrutturali, che quanto stiamo facendo dentro il concetto di Macroregione Adriatico-jonica ma che è il filo conduttore dell´intera Europa. Vogliamo affermare, come attori protagonisti di una importante Macroregione che sta nascendo assieme a tutte le altre realtà, che si deve rafforzare il metodo comunitario. Le misure devono essere utili a tutti, occorre che siano confermati gli accordi presi e il nuovo ruolo della Bce. Mi auguro - conclude Castiglione - che potranno essere questi i veri temi che verranno trattati nell´appuntamento di Bruxelles, anche con incontri di avvicinamento come l´ultimo avvenuto a Trieste. |
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