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Notiziario Marketpress di
Lunedì 25 Giugno 2012 |
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LOMBARDIA: DA LECCO PARTE IL PATTO PER IL WELFARE INTESA PER DARE RISPOSTE MIGLIORI ALLE FAMIGLIE IL 28 GIUGNO LA CONSULTAZIONE PROSEGUE A MONZA E A VARESE
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Lecco, 25 giugno 2012 - ´Oggi cominciamo un giro che ci porterà in tutte le province della Regione, per confrontarci con tutti i soggetti sociali e costruire un ´Patto per il welfare´´. Lo ha detto il 21 giugno l´assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, dando avvio a Lecco alla prima fase di consultazioni con Istituzioni locali, sindacati, associazioni imprenditoriali, organizzazioni di categoria, enti non profit e del volontariato e cooperative, con cui si cercherà di stabilire principi e azioni per una riforma complessiva del sistema. Cambiare Il Welfare - ´Regione Lombardia - ha spiegato l´assessore Boscagli - è consapevole che il sistema che abbiamo ereditato fino a ora ha bisogno di un radicale ripensamento, da un lato, perché le risorse sono destinate a ridursi, da un altro, perché i bisogni sono cambiati. Pensiamo, ad esempio, al tema delle Sla. Fino a qualche anno fa il sistema era assente dal dibattito, perché il problema era classificato come sanitario e c´erano, da un lato, poche cure mentre, dall´altro, c´era una bassa offerta sul fronte dell´assistenza familiare. Oggi la situazione è cambiata tantoché, recentemente, abbiamo messo in campo contributi alle famiglie. Già da tempo, con diverse azioni, abbiamo iniziato a introdurre novità nel sistema di welfare, ma è comunque necessario un ripensamento più ampio, che sarà sancito da una nuova legge regionale di riforma, la cui base sarà appunto il ´Patto per il Welfare´. In questa fase di incontri non entreremo nel dettaglio ma guarderemo all´impalcatura sostanziale del problema attorno ad alcune grandi tematiche´. Centralità Della Famiglia - ´La famiglia - ha sottolineato Boscagli - è una delle nostre principali priorità. Tutto il welfare deve essere costruito a partire dalla persona e dalle relazioni che ne caratterizzano l´esistenza, prima di tutto quelle familiari, dove generalmente si esprime una elevata capacità di cura, di presa in carico, di sostegno rispetto ai bisogni. Se dunque la famiglia è la cellula nativa della società, un sistema di welfare partecipato deve valorizzarla pienamente e riconoscerla come soggetto attivo e sostenerla nelle responsabilità che essa assume nei confronti dei propri membri e della comunità. Il sistema va quindi ripensato in quest´ottica, per superare la frammentarietà delle prestazioni e degli interventi, razionalizzare la governance che si esprime nelle Asl e nei Piani di zona e semplificare l´accesso dei cittadini ai servizi´. Passaggio Dall´offerta Alla Domanda - ´Tra i punti cardine della riforma - ha ribadito l´assessore - vi è senz´altro il passaggio ´dall´offerta alla domanda´, che Regione Lombardia ha già avviato in alcune sperimentazioni e che intende perseguire. Sono convinto che una persona libera di scegliere e, quindi, di fatto, di controllare l´operato di chi le fornisce le prestazioni, sia più consapevole del valore del welfare e possa accedere a servizi di maggior qualità. Il passaggio dall´offerta alla domanda non deve essere uno slogan, ma un processo che deve essere governato, monitorato e valutato. Non si tratta solo di introdurre meccanismi di competizione, di rivedere il sistema di accreditamento e di trasferire i finanziamenti dalle unità di offerta alle famiglie ma anche e soprattutto di costruire il sistema a partire dagli effettivi bisogni delle persone´. Fattore Famiglia Lombardo - ´Un altro pilastro della questione - ha detto in conclusione Giulio Boscagli - è il ´Fattore famiglia´, introdotto con la legge 2/2012 e che definisce una disciplina uniforme dell´accesso delle famiglie ai servizi, sulla base sia della valutazione del bisogno, sia della valutazione della situazione economica. A luglio partirà la sperimentazione in 15 Comuni lombardi. Il ´Fattore famiglia´ è un modo per adeguare l´Isee, cioè l´indicatore di reddito, a una migliore conoscenza della condizione economica familiare, che guardi al peso dei figli, delle situazioni nuove che possano comprendere disabilità o cassa integrazione, anche perché il ´Fattore famiglia´ cerca di fare la fotografia nel momento in cui si presentano le domande, mentre l´Isee fa sempre riferimento al reddito dell´anno precedente. Se la sperimentazione andrà a buon fine, l´anno prossimo verrà esteso a tutti i Comuni della Lombardia´. I prossimi incontri saranno nelle province di Varese e Monza e Brianza, il 28 giugno. |
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