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Notiziario Marketpress di
Martedì 09 Aprile 2013 |
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REVISIONE DELLA SPESA E SANITASERVICE. VENDOLA: "NON ARRETRO DI UN SOLO PASSO.
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Bari, 9 aprile 2013 - “E’ un
allarme ingiustificato. Io non arretro di un solo passo. Stiano tranquille le
famiglie dei lavoratori delle Sanitaservice pugliesi. Il modello funziona e i
conti sono in ordine”.
Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il 5 aprile, in relazione alla paventata bocciatura delle
società in house pugliesi (che occupano alcune migliaia di lavoratori) da parte
del Commissario nazionale alla spesa pubblica.
“Il parere negativo del Commissario nazionale alla spesa pubblica sulle
Sanitaservice pugliesi e le sue scarne motivazioni – ha proseguito Vendola -
conferma come il Governo Monti sia in realtà un governo molto più politico di
quanto invece non abbia voluto autorappresentarsi. In un momento così
drammatico per l’occupazione, l’idea di smantellare un sistema di società
destinate a gestire importanti servizi sanitari con andamenti economici
peraltro assai virtuosi, ha solo l’effetto di impoverire la sanità, creando
altra drammatica disoccupazione”.
Vendola ha ribadito fermamente
la volontà “di non arretrare di un solo passo nella difesa di un modello
elaborato in Puglia, in accordo con tutta la mia maggioranza e in piena
condivisione con le forze sindacali”.
“Ho costituito un gruppo di lavoro specifico che coordini le opportune
iniziative giuridiche che andranno intraprese – ha aggiunto Vendola - mi
aspetto però che il nuovo Parlamento dia immediatamente un segnale univoco a
protezione delle cosiddette società in house che, quando presentino conti
economici virtuosi, dovrebbe essere valorizzate anziché soppresse. Tra l’altro,
vorrei sottolineare che la questione non riguarda solo la sanità e solo la
Puglia. E’ indispensabile per questo, che tutte le Regioni, molte delle quali
hanno già impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale l’art 4 del D.l. 95 del
2012 (tra le quali anche la Puglia), costituiscano un fronte comune per
spingere verso iniziative parlamentari adeguate”.
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