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Notiziario Marketpress di
Giovedì 11 Aprile 2013 |
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UE: SICUREZZA INTERNA: QUALI SONO I PROGRESSI COMPIUTI?
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Bruxelles, 11 aprile 2013 - La
criminalità organizzata resta una delle sfide maggiori per la sicurezza interna
dell’Ue. Le altre grosse minacce che l’Unione europea continua a dover
affrontare sono la criminalità informatica, la tratta degli esseri umani e
l’aumento dell’estremismo violento, insieme al riciclaggio di denaro e alla
corruzione. Queste minacce sono descritte nella relazione annuale della
Commissione sull’attuazione della strategia di sicurezza interna dell’Ue,
pubblicata oggi, che evidenzia, per ciascuno degli obiettivi della strategia (2011-2014), gli
ambiti cui gli Stati membri e l’Ue dovrebbero prestare particolare attenzione.
“Una delle principali minacce per la
nostra sicurezza interna è rappresentata dalla criminalità organizzata, con i
suoi effetti negativi sull’economia europea e sulla sicurezza dei cittadini
europei. Rintracciare e recuperare i proventi di reato e smantellare le reti
della criminalità organizzata continua
ad essere uno degli obiettivi chiave della strategia attuata dall’Ue”, ha
dichiarato Cecilia Malmström, Commissario Ue per gli Affari interni.
La seconda relazione annuale evidenzia i progressi compiuti nei seguenti
ambiti:
lotta
contro la criminalità organizzata: la Commissione ha ad esempio proposto nuove norme per una più efficace e
diffusa confisca di fondi e altri beni acquisiti mediante attività criminali (Ip/12/235 e Memo/12/179);
terrorismo
e radicalizzazione: come esempio
dell’attività di prevenzione del terrorismo, l’Ue ha istituito norme comuni
sull’immissione sul mercato e l’uso dei precursori di
esplosivi (Memo/12/874). La nuova legislazione europea garantisce che
gli Stati membri abbiano lo stesso livello di controllo su queste sostanze
chimiche, impedendo così che i terroristi e i criminali approfittino di
scappatoie giuridiche;
criminalità
informatica: un passo importante
in questa lotta è stata l’istituzione, all’inizio del 2013, di un Centro
europeo per la lotta alla criminalità informatica (Ec3) presso Europol (Ip/13/13 e Memo/13/6). Un’altra iniziativa strategica intrapresa nel
2012 è stata la creazione di un’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di
minori on-line, cui hanno aderito inizialmente 48 paesi (Ip/12/1308 e
Memo/12/937);
gestione
delle frontiere: nel dicembre
2011 la Commissione ha presentato una proposta legislativa su un sistema di
sorveglianza alle frontiere (Eurosur — Ip/11/1528
e Memo/11/896).
All’inizio del 2013 la Commissione ha adottato due proposte legislative per
l’introduzione di un sistema di ingressi/uscite (Ees) e un programma per
viaggiatori registrati (Rtp), anche noto come pacchetto “Frontiere
intelligenti” (Ip/13/162 e Memo/13/141);
·
gestione
delle crisi e delle catastrofi: nel dicembre 2012 è stata presentata una proposta concernente le modalità di attuazione della
clausola di solidarietà (articolo 222 del Tfue), che intende fornire un quadro
per le situazioni di minaccia straordinaria o di danni che oltrepassano le
capacità di risposta degli Stati membri interessati.
Nel 2013, come risposta concreta alle priorità individuate nella Ssi, la
Commissione dell’Ue intende, fra le altre misure:
pubblicare la prima relazione dell’Ue sulla lotta
alla corruzione, corredata di raccomandazioni per gli Stati membri;
proporre una direttiva
relativa alle sanzioni penali in materia di riciclaggio di denaro;
attuare la strategia
dell’Unione europea per la cibersicurezza;
sostenere, sviluppare e
ampliare l’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori on-line;
far sì che il sistema
d’informazione Schengen Ii (Sis Ii) diventi pienamente operativo;
aggiornare l’approccio
europeo per contrastare l’estremismo violento attraverso lo sviluppo di un
insieme di strumenti europei basato sulle migliori pratiche adottate negli
Stati membri;
sviluppare un’iniziativa politica per combattere
il traffico illecito di armi da fuoco. È stata appena aperta una consultazione
pubblica on-line http://ec.Europa.eu/dgs/home-affairs/what-is-new/public-consultation/2013/consulting_0026_en.htm su quanto ancora dovrebbe fare l’Unione europea contro il pericolo delle
armi da fuoco.
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