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Notiziario Marketpress di
Giovedì 11 Aprile 2013 |
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TAGLI ALLE PROVINCE: PER PIÙ DI 40 PROVINCE SUPERIORI A 10 MILIONI DI EURO
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Roma, 11 aprile 2013 - Saitta
“Come finanziamo i servizi? Il Parlamento intervenga”. In gioco la manutenzione
e la messa in sicurezza delle strade e delle scuole, la difesa del territorio,
i servizi per il lavoro e la formazione professionale, la gestione dei rifiuti
“Se il Parlamento non interverrà a rivedere i tagli alle Province nel
decreto sui pagamenti alla Pa, le Province non avranno soldi per finanziare i
servizi ai cittadini”
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, sottolineando come
“nella tabella sul riparto dei tagli alle Province contenuta nel decreto
pagamenti ci sono oltre 40 Province che saranno chiamate a subire un taglio
superiore ai 10 milioni di euro.
Un intervento che nel totale è del 120% in più rispetto a quello
affrontato per il 2012: da 500 milioni a 1,2 miliardi.
Ci si chiede – sottolinea Saitta - di tagliare del 33% i nostri consumi
intermedi, che sono i servizi ai cittadini: la manutenzione e la messa in
sicurezza delle strade e delle scuole, la difesa del territorio, i servizi per
il lavoro e la formazione professionale, la gestione dei rifiuti.
E’ una situazione gravissima, che è stata sollevata dallo stesso
Parlamento, che ha votato un ordine del giorno che impegnava il Governo a
rivedere questa misura perché chiaramente iniqua, e dalla stessa Corte dei
Conti che ha evidenziato nei suoi rapporti lo squilibrio della manovra tutta a
carico degli enti locali.
Nei prossimi giorni incontreremo le Commissioni speciali di Camera e
Senato e porteremo con noi la tabella dei tagli varata dal Governo, perché i
parlamentari possano, dati alla mano, comprendere l’incompatibilità della
manovra.
Bisogna rendere equa la ripartizione dei tagli – conclude Saitta - e lo
stato centrale deve farsi carico quanto le Province del risanamento dei conti
pubblici. Altrimenti i cittadini, che nel pieno della crisi stanno sopportando
una situazione gravissima, si vedranno tagliati anche i servizi essenziali ”.
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