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Notiziario Marketpress di
Lunedì 22 Aprile 2013 |
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“STORIA DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI” ED. CITTÀ DEL SOLE DI ANTONELLA COLONNA VILASI
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Roma, 22 aprile 2013 - Presso la libreria Rinascita di largo Agosta,
36, ore 18.30, verrà presentato il volume di Antonella Colonna Vilasi Storia
Dei Servizi Segreti Italiani. Oltre all´autrice interverranno il magistrato
Erminio Amelio e il giornalista Francesco Neri. Il volume, costruito con un
metodo scientifico e rigoroso, con indicazioni bibliografiche e note a margine,
ripercorre le tappe fondamentali dell´Intelligence italiana mettendo in
evidenza come i Servizi Segreti che dovrebbero garantire sicurezza nelle fasi
storiche più delicate spesso invece in Italia sono stati strumento di trame
oscure e depistaggi. Dalla vicenda del generale De Lorenzo al piano Solo, da
Licio Gelli alla P2. Fino all´episodio, per molti versi ancora oscura, della
morte di Nicola Calipari. Del tutto inedite fino ad ora le interviste ad ex
capi dell´Intelligence. Modera l´incontro Maria Grazia Gerina.
Intervengono -
Erminio Amelio . Sostituto procuratore della Repubblica di
Romaincaricato delle indagini sulla morte di Nicola Calipari, numero due dei
"servizi" italiani, avvenuta il Iraq, durante le ultime fasi della
liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. Autore del volumeL´omicidio di
Nicola Calipari (Rubettino editore) la requisitoria che non ha potuto
pronunciare. Un lavoro prezioso, ché altrimenti le carte su quella morte
violenta divenuta un caso internazionale sarebbero rimaste sepolte negli
archivi giudiziari.
Francesco Neri . Giornalista, Collabora con “Il Manifesto”, “Rai Tv”
(Uno Mattina, Ballarò, La grande storia in prima serata). Ha curato “Dal nostro
inviato. 50 anni di giornalismo italiano” ed. Bulzoni , autore de “l’Ultimo
Bunker- La vera storia della cattura di Michele Zagaria, il più potente e
feroce boss dei Casalesi” Garzanti con Catello Maresca
Letture di Maddalena Caravaggi
Sarà presente l’autrice -
Antonella Colonna Vilasi. Saggista con numerose opere all´attivo sulle
tematiche criminologiche-forensi vive a Roma. Ha conseguito numerosi primi
premi in concorsi letterari. Come scrittrice si è messa in evidenza per essere
stata la prima autrice europea ad aver pubblicato una trilogia sui temi
dell´intelligence.
Storia Dei Servizi Segreti Italiani
di Antonella Colonna Vilasi -
Sinossi Il cuore del volume consiste dell´esposizione della storia
dell´Intelligence italiana, dagli Stati preunitari alle ultime nomine ai
vertici delle agenzie informative attuali. I sei capitoli che compongono questa
Storia dei servizi segreti italiani dall´Unità d´Italia alle sfide del Xxi
secolo sono corredati da schede di approfondimento su fenomeni e/opersonaggi
degni di nota nell’ambito dei diversi periodi di riferimento affrontati nella
trattazione. Contiene, inoltre, ben 13 interviste, realizzate dall´autrice, ad
illustri protagonisti dei servizi d´informazione del nostro paese: ex direttori
d´Intelligence, tra cui Mario Mori, ex capo di Stato Maggiore e generali
d´Armata, come Vincenzo Camporini ed infine politici ed esperti internazionali
d´Intelligence, Carlo Jean e Giuseppe De Lutiis in primis. Materiali e
documenti utili per la consultazione e l´approfondimento – come la legislazione
italiana vigente nell´ambito dell´Intelligence e i curricula dei direttori dei
servizi segreti italiani succedutisi nella storia, nonché un’esauriente
bibliografia – arricchiscono e completano il saggio.
Nota Introduttiva -
La cronologia dei servizi segreti italiani fa data dal 1 settembre
1949, con la nascita del Sifar (Servizio Informazioni Forze Armate). Il Sifar
nasce dal dissolvimento del Sim, e ne mantiene le strutture ed il personale. Il
Servizio d’Informazione Militare (Sim), fu creato durante il regime fascista.
Il primo direttore del Sifar è il Generale di brigata Giovanni Carlo
Del Re. In carica per tre anni, Del Re viene sostituito nel 1951 dal Gen.
Umberto Broccoli, l’uomo che darà l’avvio a Gladio, sostituito, un anno e mezzo
dopo, dal Gen. Ettore Musco. Musco, che nel 1947 aveva formato l’Ail, Armata
Italiana per la Libertà, una formazione militare, sostenuta economicamente e
militarmente dagli alleati, incaricata di vigilare su un’eventuale insurrezione
comunista, acquistò i terreni di Capo Marrargiu in Sardegna, la base di Gladio.
La Gestione De Lorenzo -
Con l´ascesa al vertice del Sifar del Gen. Giovanni De Lorenzo i
servizi segreti italiani si trasformano e cominciano a giocare un ruolo sulla
scena politica italiana. La nomina di De Lorenzo è gradita agli americani ma
anche alle sinistre che per anni evidenzieranno il suo passato nella
resistenza.
De Lorenzo diventa direttore del Sifar nel gennaio del 1956. Resterà in
carica fino all´ottobre del 1962. E’ sotto la gestione De Lorenzo che l’Italia
sottoscriverà il piano, redatto dalla Cia, denominato "Demagnetize"
il cui assunto è: «La limitazione del potere dei comunisti in Italia e in
Francia è un obiettivo prioritario: esso deve essere raggiunto con qualsiasi
mezzo».
De Lorenzo ordina le schedature di massa: saranno raccolti oltre 157
mila fascicoli, molti dei quali falsi, ma utili per attuare pressioni e
ricatti. Nominato sul finire del 1962 comandante Generale dell’Arma dei
Carabinieri e quindi costretto a lasciare la guida del servizio segreto, De
Lorenzo riuscì comunque a mantenere il controllo del Sifar, facendo in modo che
al suo posto venisse nominato un suo fedelissimo, Egidio Viggiani e che i posti
chiave del servizio stesso fossero occupati da suoi uomini di fiducia: Giovanni
Allavena, responsabile, contemporaneamente, dell’ufficio D (informazioni) e del
Ccs (controspionaggio) ed in seguito egli stesso ai vertici del Sifar; Luigi
Tagliamonte che avrà il doppio incarico di responsabile dell’amministrazione
del Sifar e capo dell’ufficio programmazione e bilancio dell’Arma. Nel luglio
del 1964, la formazione del secondo governo di centro-sinistra, guidato da Aldo
Moro, si realizzò sotto la minaccia, più o meno velata, di un colpo di stato:
il Piano Solo.
Il Piano Solo -
Anche se le schedature del Sifar e del Piano Solo verranno alla luce
solo tre anni dopo, nel 1967, in seguito ad alcuni articoli del settimanale
L’espresso. Nel 1965 il Sifar viene sciolto. Con un decreto del Presidente
della Repubblica, il 18 novembre 1965, nasce il Sid (Servizio Informazioni
Difesa) che del precedente servizio manterrà personale e strutture. Il comando
del Sid passa all’Amm. Eugenio Henke, genovese, molto vicino al ministro
dell’Interno dell’epoca Paolo Emilio Taviani, democristiano.
Sotto la gestione Henke, in carica fino al 1970, inizia la strategia
della tensione con la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969). Henke lascia
il Sid il 18 ottobre 1970 ed è sostituito dal Gen. Vito Miceli che già dal 1969
guidava il Sios (il servizio informazioni) dell’Esercito. Nella notte tra il 7
e l’8 dicembre 1970 un gruppo capeggiato dal "Principe Nero" Junio
Valerio Borghese, ex comandante della X Mas, mette in atto un tentativo di
colpo di Stato, il cosidetto Golpe Borghese, che tuttavia fallì. Miceli lascerà
la direzione del Sid, travolto da incriminazioni che porteranno al suo arresto,
riconducibili alla creazione della Rosa dei Venti, una struttura militare
para-golpista. Inoltre la sua direzione fu caratterizzata dallo scontro con il
capo dell’ufficio D, un fedelissimo di Andreotti, il Gen. Gianadelio Maletti.
Gli anni della gestione Miceli sono gli anni dello stragismo in Italia: da
Peteano, alla strage alla Questura di Milano, da Brescia all’Italicus. Come De
Lorenzo, anche Miceli fu eletto, dopo aver lasciato il servizio, nelle file del
Msi-dn di Giorgio Almirante.
La Riforma -
La prima riforma dei servizi segreti risale al 1977. Il Pci vi
partecipa direttamente, con il contributo del sen. Ugo Pecchioli.
E´ introdotta una figura di responsabile dell’attività dei servizi
segreti di fronte al Parlamento: il Presidente del Consiglio, che si avvale
della collaborazione di un consiglio interministeriale, il Cesis che ha anche
un compito di coordinamento. Inoltre i servizi devono rispondere di quello che
fanno ad un Comitato parlamentare. Ma una importante novità introdotta dalla
riforma dei servizi segreti riguarda lo sdoppiamento dei servizi stessi: al
Sismi (Servizio d’Informazioni per la Sicurezza Militare) il compito di
occuparsi della sicurezza nei confronti dell’esterno, al Sisde (Servizio
d’Informazioni per la Sicurezza Democratica) quello di vigilare all’interno. Il
Sismi è composto solo da personale militare, mentre il Sisde diventa una
struttura civile, affidata alla polizia.
Diretto dal 1974 al 1978 dall’Amm. Mario Casardi, il Sismi vedrà
l’ascesa, nello stesso anno, del Gen. Giuseppe Santovito, ex collaboratore di
De Lorenzo. La direzione del Sisde fu affidata al Gen. Dei Carabinieri Giulio
Grassini. Il primo scandalo dei servizi riformati è quello della Loggia P2. I
nomi di tutti i vertici dei servizi segreti sono compresi nella famosa lista
del maestro venerabile Licio Gelli, scoperta il 17 marzo 1981 dai magistrati
milanesi che indagano su Sindona.
Gli Anni Ottanta -
Nel 1984 è nominato al vertice del Sismi l’Amm. Fulvio Martini, che
sarà ricordato come rinnovatore. Resterà in carica fino al febbraio del 1991
quando, assieme al suo capo di stato maggiore, il Gen. Paolo Inzerilli, finirà
travolto dalla vicenda di Gladio. Al Sisde si succederanno i prefetti Vincenzo
Parisi (1984-1987), che diventerà capo della polizia e Riccardo Malpica
(1987-1991), che sarà condannato per lo scandalo dei fondi neri del Sisde.
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