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Notiziario Marketpress di
Lunedì 22 Aprile 2013 |
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SOVRANITá IN CONFLITTO DAL 30 MAGGIO AL 2 GIUGNO A TRENTO E ROVERETO L’OTTAVA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELL’ECONOMIA
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Trento, 22 aprile 2013 - Di "Sovranità in conflitto"
discuteranno economisti, politici, studiosi delle più diverse discipline dal 30
maggio al 2 giugno in occasione dell’ottava edizione del Festival dell’Economia
di Trento. «La crisi - come scrive Tito Boeri, responsabile scientifico del
festival - ha fatto rimpicciolire molte sovranità nazionali. Molti re si sono
scoperti terribilmente piccoli ancora prima che nudi. Governi nazionali sono dovuti
intervenire per salvare istituzioni finanziarie che erano fino a 10 volte più
grandi di loro. Hanno scoperto, loro malgrado, che l’unico modo per affrontare
il problema era quello di gestire la crisi (e gli aiuti) assieme ad altri
paesi, rinunciando a un pezzo della sovranità che almeno formalmente avevano
pur di non perderla del tutto, travolti dal fallimento di giganti, di
istituzioni molto più grandi di loro e che non potevano lasciar fallire senza
fallire essi stessi. E anche al di fuori
della crisi, come è possibile regolare giganti che sono così potenti da poter
tenere sotto scacco i governi nazionali?»
Si apre e si chiude con due Premi Nobel dell´Economia: il ritorno di
Michael Spence all´inaugurazione del 30 Maggio sul tema del "governo della
catena produttiva globale" e la chiusura di James Mirrlees il 2 Giugno
proprio sulla perseguibilità dell´abbandono dell´Euro. Nel mezzo una serie
d´incontri che ci faranno capire come proprio il concetto di sovranità
monetaria, politica e fiscale stia subendo una forte trasformazione. Tra questi
di grande interesse la testimonianza di George Papacostantinou, già ministro
delle Finanze greco, su come si vive e si tratta con "la troika". Il
Segretario Generale dell´Ocse Angel Gurria illustrerà le strategie per
combattere e ridurre la "disuguaglianza" mentre Nemat Shafik, Deputy
Director del Fondo Monetario Internazionale, ci darà il suo speciale punto di
vista sulle sfide dell’economia mondiale.
Non può certo mancare un’attenzione particolare al nodo europeo. Il
vecchio continente si trova a metà del guado: da un lato un’integrazione
politica e fiscale più serrata, dall’altro la disintegrazione e la fine
dell’Euro: come sarà l’Europa fra vent´anni? Ce lo dirà Giuliano Amato, un
"testimone del tempo" tra i grandi protagonisti del processo
d´integrazione continentale. Sugli eurotemi interverranno inoltre, Luis
Garicano, "Può l´Euro sopravvivere?", Daniel Gros, "L’unione
bancaria per salvare l´Euro", Charles Wyplosz, "Come rimettere a posto
l´area dell´Euro", e Lucrezia Reichlin, "Quanto deve essere
indipendente la Bce".
Con il consolidamento della globalizzazione dei mercati non si è certo
ridotta la povertà, al contrario sono aumentate le disuguaglianze sia tra gli
Stati sia tra le fasce della stessa popolazione dentro i confini nazionali:
l’economista indiano Kaushik Basu, Chief Advisor del governo indiano partendo
da una critica serrata del capitalismo contemporaneo, proporrà una visione
originale della scienza economica. Con Federico Rampini faremo il punto sulla
controversa "dottrina Obama", per poi passare alla Cina e alla
crescita asiatica con l´incontro con Michael Pettis e Tongdong Bai sui modelli
di autoritarismo illuminato. Hélène Rey, ci aiuterà a valutare rischi e
opportunità della globalizzazione finanziaria. Da non perdere, poi, la lectio
di uno tra più autorevoli e popolari filosofi americani, Michael Sandel che ci
spiegherà come siamo passati da un’economia di mercato a una società di
mercato, con tutti gli effetti fortemente distorsivi nelle relazioni tra le
persone. E ancora Fabrizio Barca che interverrà in un dibattito sul Nord e Sud
dell’Europa e Paola Sapienza che rifletterà sul ruolo delle banche
nell’economia, sui diversi modelli di governance, offrendo una chiave di
lettura delle sfide che gli istituti di credito italiani dovranno fronteggiare
nel futuro.
Di grande interesse la riflessione di Colin Crouch sul controllo dei
"giganti", le grandi corporation che agiscono aldilà e al di sopra
dei confini degli stati nazionali. Attualissime le considerazioni di Stefano
Rodotà su vecchi e nuovi diritti.
L’ Italia fin dalla nascita dello Stato unitario ha dovuto fare i conti
con una sovranità ingombrante come quella della Chiesa. Una convivenza vissuta
fra reciproche diffidenze e convenienze. Sergio Romano ci accompagnerà in una
ricognizione storica da Cavour a Berlusconi tra laicità e religione, in cui la
delimitazione dei rispettivi ambiti è stata non di rado turbata o addirittura
contraddetta da inopportune invasioni di campo. C’è poi nel nostro paese una
sovranità parallela, sotterranea e insidiosa, la sovranità criminale di Cosa
Nostra, camorra e ’ndrangheta, che in alcune zone d’Italia e non
necessariamente nel Sud, svolgono funzioni legislative, imponendo regole,
facendo affari, emettendo sentenze contro affiliati e nemici. Di questa oscura
sovranità parlerà uno dei più autorevoli storici italiani, Salvatore Lupo.
Tornano alcuni formati che hanno suscitato tra il pubblico del festival
interesse e curiosità. Le “Parole chiave”, che quest’anno sono quattro: Fondi
sovrani, Spread, Condizionalità e Grande crisi finanziaria; i "Forum"
su chi decide a cura de “lavoce.Info” che si interrogheranno sul patto di
stabilità interno e il federalismo fiscale chiedendosi “chi comanda in Italia”
– tra i protagonisti il Presidente della Pat Alberto Pacher e il sindaco di
Verona, Flavio Tosi - e “chi comanda in Europa” in collaborazione con la
rivista Limes di Lucio Caracciolo; di grande interesse anche il terzo
appuntamento, sul tema dei sondaggi con la partecipazione di Alessandra
Ghisleri, Nando Pagnoncelli e Roberto Weber.
Si confermano gli “Incontri del Sole 24 Ore” a cura di Armando
Massarenti e gli “Incontri con l’autore” a cura di Tonia Mastrobuoni con un
programma fittissimo che vedrà discutere insieme tanti protagonisti del
dibattito economico e politico del nostro paese da Mario Monti a Luigi
Zingales, da Pier Carlo Padoan a Susanna Camusso da Salvatore Rossi a Maurizio
Landini e tanti altri ancora.
Anche quest’anno il festival si distingue per la sua attenzione al
mondo giovanile: 280 studenti di oltre 40 scuole superiori hanno partecipato
ieri in tutta Italia ad una prova d´esame su temi di economia, dopo aver
risposto ad un bando del Miur per 20 borse di partecipazione a Trento, nei
giorni del festival: i vincitori saranno ospiti del festival in quella che si
annuncia un´esperienza memorabile. 150 ragazzi e ragazze della Ysi (Young
Scholar Initiative) provenienti da tutto il mondo si riuniranno a Trento,
sempre nei giorni del festival, per il loro annuale meeting organizzato da
Inet, l´Institute for New Economic Thinking promosso da George Soros che, dopo
l´esperienza dello scorso anno, ha individuato in Trento e nel festival
dell´Economia un appuntamento immancabile per chi si occupa di economia. Oltre
la presenza dei giovani di Ysi, che seguiranno un programma di incontri
interni, Inet porta al festival due "lecture" di straordinario
valore, con Andy Haldane e con Perry Mehrling.
L’ottava edizione del festival vede nascere 2 nuovi formati:
"Cineconomia" e l´ "Economia in Scena". Marco Onado, più
volte ospite nei programmi del festival, torna nella doppia veste di apprezzato
economista e appassionato cinefilo e presenta una selezione di tre pellicole,
Thank you for smoking, A cena con il diavolo e Mani sulla città,
reinterpretandole con lo sguardo della “Cineconomia”, ovvero soffermandosi
sulle suggestioni che i tre film possono offrire all’occhio dell’economista.
In maniera analoga Fabio Ranchetti, anche lui studioso già protagonista
di precedenti edizioni del festival, commenterà una selezione di testi dalla
storia del pensiero economico e dalla letteratura che, dal palcoscenico del
Teatro Sociale, verranno letti da due fra i maggiori interpreti della scena
teatrale italiana: gli attori Massimo De Francovich e Massimo Popolizio. Un
attore d’eccezione inoltre, la sera del giovedì 30, inaugurerà il format
“L’economia in scena”: si tratta di Federico Rampini che con “Occidente
estremo” ci porterà in viaggio con i suoi reportage tra i continenti, da San
Francisco a Pechino a New York.
Il Festival dell’Economia ripropone alcuni appuntamenti anche a
Rovereto: una keynote del Direttore di Inet Rob Johnson e un incontro con chi
dell’attività e della professionalità “sovranazionale” fa una virtù: “Medicins
sans frontieres”.
Dunque il festival conferma la sua vocazione ad essere un momento di
riflessione condivisa e partecipata sulle grandi questioni economiche e
politiche del nostro tempo; un tempo, quello che viviamo, denso di incognite
sul futuro dell’economia mondiale: «Una delle lezioni della crisi – come
ricorda il responsabile scientifico del festival, Tito Boeri - è che non basta
una politica monetaria comune, anche quando questa si spinge molto al di là del
seminato, nell’ambito di una unione monetaria. E anche il successo nella lotta
contro l’inflazione non impedisce l’instabilità finanziaria e il formarsi di
bolle speculative. Ci vuole anche una maggiore integrazione fra autorità di
regolazione, una unione bancaria, con una supervisione sovranazionale delle
banche e meccanismi di gestione delle crisi comuni […] La globalizzazione ha
portato con sé l’atomizzazione della catena produttiva con effetti perversi
sulla distribuzione del reddito in molti paesi. A che scala è possibile
governare questi fenomeni? Forse una giurisdizione nazionale non è più
sufficiente ma imparando dagli errori del passato possiamo evitare che le crisi
di sovranità si traducano in conflitto».
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