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Notiziario Marketpress di
Lunedì 22 Aprile 2013 |
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RESTAURI NELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CASTAGNA MUSEO DIOCESANO DI GENOVA
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Genova, 22 aprile 2013 - Faranno presto ritorno nell’antica chiesa di
Santa Maria della Castagna di Genova Quarto due importanti opere d’arte,
recentemente sottoposte a un impegnativo restauro sostenuto dalla Compagnia di
San Paolo, intervento i cui significativi risultati saranno illustrati in
occasione della presentazione organizzata martedì 23 aprile alle ore 16.30
presso il Museo Diocesano di Genova (con interventi di Paola Martini, Grazia Di
Natale, Gianluca Zanelli e Antonio Silvestri), dove le opere rimarranno esposte
al pubblico prima di essere ricollocate nella loro sede.
Oggetto del restauro
sono stati due manufatti di notevole rilevanza sia per la storia dell’arte
ligure, sia per la comunità di Genova Quarto, da sempre legata a queste antiche
effigi sacre, oggetto di profonda venerazione. Si tratta in particolare della
piccola scultura lignea raffigurante la Madonna in trono con il Bambino,
realizzata alla fine del Duecento da un ignoto scultore ligure-piemontese, e
della preziosa tavola con la Madonna con il Bambino e due angeli dipinta da
Andrea “de Aste” nel 1424.
Grazie al fondamentale
interessamento del parroco, don Carlo Migliori, è stata avviata, in stretta
collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Genova e la
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della
Liguria, la ricerca di uno sponsor illuminato disposto a sostenere i costi del
restauro, che, per il precario stato in cui versavano i manufatti, risultava
non più prorogabile. A rispondere generosamente nel maggio 2011 a questa
istanza è stata la Compagnia di San Paolo, che ha reso così possibile
l’esecuzione delle operazioni, condotte dal laboratorio di restauro di Antonio
Silvestri (Genova), coinvolto dal parroco al momento dell’individuazione sulla
tavola di pericolosi sollevamenti. Numerose e grossolane ridipinture
snaturavano l’originaria qualità esecutiva sia della scultura sia del dipinto,
interventi che, con il trascorrere del tempo, hanno contribuito ad aumentare il
degrado delle opere, interessate dall’attacco di tarli e di altri
microrganismi, assieme alla notevole presenza di sollevamenti e cadute di
materia pittorica. Prima e durante il restauro sono state condotte varie
analisi scientifiche, in particolare sulla tavola di Andrea “de Aste”, utile
guida per le scelte di restauro poi intraprese.
Si è trattato quindi di
restauri complessi, i quali non soltanto hanno interrotto il degrado e
garantito la futura sopravvivenza delle opere, ma ne hanno recuperato in gran
parte le forme e le cromie, prima offuscate da ridipinture che non consentivano
la corretta lettura. Un intervento che è diventando anche occasione per nuovi
approfondimenti critici condotti da Gianluca Zanelli e pubblicati, assieme a un
contributo di Grazia Di Natale dedicato alla ricostruzione delle vicende
devozionali delle immagini e alle schede di restauro redatte da Antonio
Silvestri, nel volume, edito dalla Sagep Editori di Genova, che verrà
presentato nell’occasione.
Durante l’incontro, ospitato
presso il Museo Diocesano di Genova, saranno brevemente presentati i risultati
delle ricerche storico-artistiche, che per quanto riguarda la tavola di Andrea
“de Aste” vedono coinvolti anche contesti culturali diversi da quello della
Superba. L’opera evidenzia complesse caratteristiche culturali, proprie di un
maestro, forse di origini piemontesi ma genovese di formazione, che fu
protagonista della produzione pittorica ligure dei primi decenni del
Quattrocento (sue sono la Madonna e il Bambino conservata a Porto Venere nel
Santuario di Santa Maria delle Grazie e il dipinto di analogo soggetto
pervenuto al Museum of Art di El Paso). L’immagine della Castagna costituisce
il fulcro di una complessa ricostruzione del percorso di una personalità
fondamentale della cultura tardo-gotica italiana, un’esperienza di notevole
spessore che, come suggerito da una parte della critica, si sviluppò nel corso
dei primi decenni del Quattrocento verosimilmente tra Genova, il Basso Piemonte
e Napoli. Ad Andrea “de Aste” vengono infatti riferite da alcuni studiosi,
oltre al polittico della chiesa del Carmine di Incisa Scapaccino (Asti), anche
le opere precedentemente ascritte al “Maestro dei Penna”, tra cui un trittico
proveniente dall’oratorio di Santa Monica a Napoli raffigurante al centro la
Madonna col Bambino e due angeli, e un’Adorazione dei Magi già nella collezione
Imperiale a Genova, ciò a testimonianza di un profondo dialogo tra le due
realtà culturali nell’ambito di un suggestivo percorso.
Nella tavola di Quarto
convivono richiami sia all’arte ligure tardo-trecentesca, negli angeli
speculari che reggono le tende, sia “nuovi” caratteri di eleganza e
raffinatezza propri della cultura cortese. La Vergine, dalla dolce
espressività, regge con la mano il Bambino, che, al gesto tenero del dito in
bocca, contrappone quello solenne della benedizione, e veste due vezzosi
stivali a punta, simili a quelli dei cacciatori e dei cavalieri dell’epoca,
quasi si trattasse di un’atmosfera da fiaba. L’opera di Andrea “de Aste” era
conservata e venerata fin dal 1427 nella chiesa del Chiappeto; quando l’eremo
venne sopresso, nel 1811, la tavola giunse alla Castagna, dove divenne in breve
tempo oggetto di profonda venerazione.
Per quanto riguarda invece il
simulacro raffigurante la Madonna col Bambino in trono di un ignoto scultore
ligure-piemontese, la tradizione popolare vuole che l’opera sia stata ritrovata
miracolosamente all’interno di un albero di castagno cavo, come testimoniano
alcuni ex voto conservati nella sacrestia. Tra le rare sculture medioevali in legno
ancora conservate all’intero del territorio ligure, l’immagine appare
un’importante testimonianza del clima artistico della fine del Duecento,
quando, sulla tradizione locale, si innestarono stilemi provenienti da ambiti
come il Piemonte e l’area “d’Oltralpe”.
Interverranno alla presentazione:
Arch. Maurizio Galletti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici della Liguria;
Mons. Marco Doldi, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Genova;
Dott. Andrea Muzzi, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici della Liguria;
Dott. Roberto Giovanni Timossi, Consiglio Generale della Compagnia di
San Paolo;
Don Carlo Migliori, Parroco della Chiesa di Santa Maria della Castagna.
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